LA LEGGENDA DI S. BRANDANO

Edizione di riferimento:

Antiche Leggende, Tradizioni che illustrano la Divina Commedia, precedute da alcune osservazioni di P. Villari, Pisa Tipografia Nistri 1865

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In nomine Patris et Filii et Spiritus sancti. Amen[1].

Questo libro si è di san Brandano che fu di Scotia, oltr'alle parti di Spagna; e com'egli stette sett'anni fuori del munistero, cercando le terre di promissione, cioè molte isole stranie per lo mare Ozìan, e fu nel paradiso terresto dove Iddio allogò Adamo ed Eva.

Messere san Brandano fu figliuolo di Silocchia nipote di Alchi della schiatta di Cogni, d'una contrada ch'ha nome Stagno, e sì nacque in Temenesso[2]. Egli fu uomo di gran penitenzia e astinenzia, e pieno di molte virtù; e fu abate ben di tremila monaci, o circa; e stava in un luogo el quale era chiamato el munistero di san Brandano[3]. E stando egli nella sua penitenzia, una fiata all' ora di vespro, e' venne a lui un sancto padre, el quale era monaco ed aveva nome Barito, ed era suo nipote[4]. El detto san Brandano lo domanda di molte cose, volendo sapere dov'egli era stato, e s'egli aveva veduto o sentito alcuna novella strania. E stando in queste parole, el detto Barito cominciò a lagrimare, e gittossi in terra e stette assai così divotamente in orazione, essendo quasi strangosciato. E San Brandano el prese e levollo suso, e diègli la pace[5], dicendogli così: O santo padre, perchè se' tu così tristo e così pensoso? Credete voi che noi siamo dolenti della vostra venuta? Voi potete ben pensare, che noi abbiamo grande allegrezza della vostra venuta; e perciò dovresti dare piacere[6] a tutti noi, e mostrare consolazione, e fare carezze a tutti i frati di questo luogo. Piacciavi di dire alcuna buona parola di Dio, e pascere le nostre anime di quegli miracoli che voi avete veduti e uditi in quelle parti del mare ove voi siete stato. E in quella ora, quando averivo[7] di dire le parole, el detto Barito comincia a dire d'una isola apresso d'un'altra, ch'ha nome Lapisilia[8], la quale isola è molto morbida e diliziosa, e ivi istette un gran tempo. E a me fu detto che gli aveva di molti monaci alla sua ubidienzia, e dimostrava Iddio per lui di molti miracoli, e di belle cose. Io andai a lui per vederlo, essendo appresso del suo luogo, e egli venne da me per ispazio di tre dì co' suoi frati. E per questo io so bene che Iddio gli rivelò[9] la mia venuta. El nostro andare era in nave, e andando noi in quella predetta isola, di diverse parti ci venne incontro molti fratri, volli dire monaci vestiti di diverse guise, ed era più spesse le sue compagne che non le ave del mele[10]. E avegna che fossono di diverse parti del mondo e di diversi vestimenti, tutti erano buoni e savi in una fede, in una speranza e in una carità, e avevano una chiesa nella quale tutti si ragunavano a fare loro uficio di Dio, e non mangiavano altro che pane e noci e radici d'alquante erbe. E questi fratri, avendo cantata divotamente la compieta, ciascuno se n'andava alla sua cella, e stava in orazione insino al primo sonno; e quando i galli aveano cantato, allora andavano a posare. E noi cercammo tutta l'isola, e questo mio figliuolo[11] mi menò allo lido del mare, ch'è contra a occidente, e ivi era la sua nave, e disse a me: E' mi pare meglio d'entrare in nave, e navichiamo verso levante; acciò che noi possiamo andare a quella terra di promissione, la quale Iddio diede[12] a' nostri successori dietro a noi.

Montando noi in nave, e navicando, e' ci venne sopra una nugola sì grande, che ci copriva sì forte, che non poteva vedere l'uno l'altro, da proda a poppa. E quella nuvola bastò una ora. E passata che fu questa nuvola, sopravenne una grande luce, e parevaci vedere una terra molto spaziosa e piena d'erbe preziose e di fiori di frutti sicome meli, e altri assai, e la nave se n'andava allo lido, e ivi stette ferma. E noi uscimo di nave, e entrammo in terra, e cercammo tutta quella isola, e stemmovi quaranta dì, e non vi trovammo niuno piè di noce[13], e erba sanza fiore, albero sanza frutto. E per terra sì era molte belle pietre preziose, e assai di molte maniere e di belli colori; e in capo di quaranta dì, noi trovammo un gran fiume, el quale non pareva ch'avesse niuna ripa, e pareva volgere e girare dal levante al ponente. E noi standoci così, e veggendo questo fiume, e aspettamo l'aiuto di Dio, e, abiendo ordinato intra noi questo, sì ci apparve un uomo molto bello, el quale luceva molto tutto. E questo uomo sì ci saluta tutti, e a ciascuno di noi disse li nostri nomi e poi disse: O frati e servi di Dio, voi siete e' molto ben venuti, allegratevi e confortatevi sicuramente; io vi dico in verità, che messere domene Dio v'ha condotti qua, e avi mostrato per grazia questa terra, e si è quella terra, la quale voi andate cercando: egli è da laudare Iddio e i suoi Santi. Sappiate Che la mezza[14] si è questa dove voi siete, e l'altra mezza si è di là da questo fiume; lo quale voi volete passare. Et a Dio non piace che voi andiate più inanzi; onde abbiate pazienza, e tornate adrieto, donde voi siete venuti.

E quando egli ebbe così detto, e uno di que' frati sì lo domandò, ond'egli era, e come egli aveva nome. Ed egli rispuose: O tu, perchè mi domandi onde io sono, e come i' ho nome? Lascia stare quello che tu di', e domandami di questa isola, e farai il meglio. E se tu lo vuoli sapere, guarda bene per tutto, e così come tu la vedi, così è stata infino dal cominciamento del mondo, e non c'è bisogno nè mangiare nè bere nè vestimento. Sappiate che gli è così la verità come io vi dico. Qua non ha nè fame nè sete nè sonno nè vestimenti. Egli è oggi uno anno che tu se' in questo viaggio co' tuoi fratri, cioè compagni; in questa isola tu non hai veduto notte, ma sempre dì chiaro, e si è quaranta dì, che voi non avete mangiato nè bevuto nè avuto sonno. Sappiate che in questo luogo non è mai notte, ma sempre dì chiaro, e mai non c' è nugolo nè piova nè alcuno turbamento d'aria nè di tempo, e mai non c'è' infermità, nè mai non rincresce questa istanza, nè non c'è tristezza nè male nè dolore, nè morire si può. Ed è sì grande luce, e non è nè sole nè luna, nè stelle; ma è del solo Iddio e prezioso nostro Signore, dal quale nasce tutti e' beni e tutte le grazie, e sì v'ha fatto bene grazia; chè pochi sono quegli che sieno venuti a questo, che voi avete veduto e sentito. E avendo costui così detto, sì disse: Partitevi di qui, e io verrò con voi infino al lido.

Noi entrammo in nave, e come noi vi fumo entro, questo uomo che ci aveva detto queste cose, che verrebbe con noi infino al lido dov'era la nostra nave, disparì via. Noi cominciammo a navicare, e in piccola ora venne una nuvola iscura come notte, e bastò una ora. E passando oltre, noi trovamo l'isola doviziosa e ubertevole di cotanti alberi e fiori, e tanto navicammo alla ventura, che noi trovammo li nostri frati, i quali ci avevano aspettato con grande desiderio; hanno grande allegreza della nostra venuta, e della nostra lunga stanza sì hanno pianto assai di cuore. E avevano fatto di noi molti pensieri, e dette assai parole, perchè a loro era istato una gran pena l'aspettare; imperò che egli aveva fatto così lungo viaggio, ch'era istato uno anno, e diciotto dì. E poi cominciarono a dire: O signor nostro, e padri nostri, voi andasti e siate stati cotanto; perchè ci lasciasti voi, sanza voi in questa selva strania, ad modo d'uomini smarriti? Noi sapemo bene che 'l nostro abate spesse volte si suole partire, e andare in alcuna parte solo, e non sappiamo dov'egli si vada, nè quanto a lungi; e ben suole talvolta istare un mese o due per volta, e talvolta due settimane, e tal fiata una, e poi torna sano e salvo; e voi siete tanto stati di soperchio, che non è da maravigliare, se noi siamo stati con grande maninconia.

E abiendo udito le parole delli frati, sì gli comincioro a confortare dicendo: Carissimi gli miei frati, non pensate niuna cosa men che buona, voi siate istati in buona ora, e la nostra consolazione si è poco di lungi dalla porta del paradiso che ci piantò in questo mondo[15]. E sappiate che l'è qui presso questa isola preziosa, la quale è chiamata terra di promissione de' santi, e in questa sì v'è fiore d'ogni maniera e d'ogni natura e gli alberi sono sempre caricati di fiori e di frutti, e sì v'è uccegli che sempre cantano distesamente. E in questa isola non viene mai notte, ma sempre v'è dì chiaro e luce chiarissima, e l'aria serena. Là non è mai fame nè sete nè sonno nè doglia nè male nè pensiero d'alcuna cosa, nè mai non ci incresce lo stallo, tanta v'è allegrezza e consolazione. In questa isola va ispesso l'abate Menoch, lo quale si è mio figliuolo e compagno in Cristo, el quale ha trovata la via di questo prezioso luogo; e sappiate che l'agnolo di Dio miracolosamente sì guarda questa isola, e non vi va veruno sanza sua licenzia. E poi disse: Non conoscete voi che, pell'odore delle nostre vestimenta, noi siamo stati in paradiso? Allora i fratri rispuosono dicendo così: O abate, noi abbiamo ben sentito grande odore, e perciò crediamo che voi siete stati in buono luogo. Volentieri vorremo sapere ov'è questo paradiso, el quale noi non sappiamo, e diciamovi così, che bene quaranta dì è bastato l'odore delle vostre vestimenta, da poi che voi venisti di là. E io dissi[16]: io sono stato in quel luogo così prezioso, per ispazio di due settimane col mio figliuolo Menoch, sanza mangiare e sanza bere e sanza dormire, e stavamo sì allegri e sì contenti di quello che noi vedavamo, e stavamo sì sazi e pieni, come se noi avessimo ben mangiato a tutta nostra voglia, e essendo passato quaranta dì, e avendo ricevuta la benedizione da' frati e dall'abate Menoch, e io ritornai co' miei compagni adietro per dovere tornare alla mia cella, alla quale io dove' andare la matina.

E avendo udite queste cose, San Brandano con tutta la sua congregazione de' compagni, si gitta in terra laudando Iddio, e glorificando, dicendo: Benedetto sia Messer Yesu Cristo e tutte le sue opere; imperò ch'egli è meraviglioso in tutte le sue cose, e ha rivelato a' suoi servidori cotante cose e cotal maraviglia. E ancora sia benedetto i suoi doni[17], li quali ancora gli ha pasciuti di cibi spirituali, e dato da bere dell'acqua della salute. E avendo finite queste parole, San Brandano disse a' suoi fratri: Andiamo a mangiare secondo la nostra usanza, ch'è corporale, e così fu fatto. Essendo passata quella notte, e avendo tolta la benedizione da' suoi frati, e San Brandano andò alla sua cella, e lascia andare lo suo nipote Barinto.

Come si consiglia san Brandano con sette fratri del suo ordine.

Et in quella ora San Brandano si toglie di tutta sua congregazione sette monaci molto buoni, e serraronsi in una cella tutti a otto, e mettesi ogniuno in orazione. E poi comincia a dire così: O voi tutti, compagni di penitenzia, io v'adomando consiglio e aiuto, imperciò ch'io desidero che noi siamo tutti d'un volere, pur che ci sia la volontà di Dio. La terra, la quale dice Barinto di promissione de' santi, ho proposto nel mio cuore d'andarvi, e di non ristar mai ch'io vi sarò, ditemi che ve ne pare, e che consiglio mi volete voi dare? Ed eglino, conoscendo la volontà del detto padre santo, quasi tutti ad un'ora e ad una boce, dissono così: O abate, cotal volontà come è la vostra, è la nostra; non sapete voi bene che noi abbiamo abbandonato parenti e amici e la nostra eredità del secolo, per servire a Dio? Noi siamo presti e apparecchiati di venire con voi a morte e a vita, pur che ci sia la volontà di Dio, e quello adomandiamo. E così si puosono[18] andare con lui. San Brandano sì ordina con loro insieme di fare un digiuno di quaranta dì continui in prima, e poi andorono al nome di Dio.

Come san Brandano fece una nave, e entròvi dentro co' suoi compagni.

Et avendo compiuto lo digiuno di quaranta dì, e l'abate cominciò a salutare e' suoi frati, e poi cominciò andare in verso ponente. E andò a una isola d'un santo padre, che ave nome Teaide[19] e tolsono la sua benedizione; e poi andò insino al capo della contrada, là dove stava il suo parentado, e non fece loro motto. E sì andò sopra una grandissima montagna, per vedere come si distendeva il mare. Egli vidde ivi presso al luogo, che v'era la stanza di San Brandano (cioè el luogo ond' egli si partì); e là ov'egli tornò giuso al basso, e' fece una stanza, volli dire un' entrata d'una nave[20]. E là el detto San Brandano, con tutti quelli ch'erano con lui, si trovarano ferramenti, e feciono una nave molto forte e leggiera d'andare per mare, e ben piena di legname e di forti travi alla usanza di quella contrada, e posele nome Cocca, ben compiuta e ben adorna d'ogni cosa, tutta di fuori di cuoia di buoi. E po' la dipigne di vermiglio, e ferma bene le giunture del legname con pelle di cuoi[21], e poi ugne molto bene la nave, e mette in nave, due paramenti di cuoi di buoi, e assai unto in vasegli per ugnere la nave quando faciesse bisogno[22]. E poi vi mette spesa per quaranta dì, per avere da mangiare e da bere, e dell'altre cose che a loro faceva bisogno, e sì mette nel mezzo della nave uno albero e l'antenna e tutte l'altre cose che faceva bisogno alla nave.

E San Brandano comanda a suoi frati, che al nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, debbano entrare in nave, e così feciono tutti, ed egli rimase solo in su lo lido. E avendo benedetto il porto, e' suoi frati, e altri tre frati del suo munistero giunsono ivi; e quando furono giunti, e' si gittarono a' piedi di San Brandano, dicendo; O padre lasciateci venire con voi dove voi andate; e se voi non ci lasciate venire ove[23] voi andate, noi morremo in questo luogo di fame e di sete. Sappi che noi abbiamo ordinato tra noi, d'andare pellegrinando per lo mondo, tutto il tempo della nostra vita. E veggiendo San Brandano la loro grande volontà, sì comandò loro che dovessono entrare in nave, dicendo: Iddio sia con voi, figliuoli miei. E poi disse: Io so quello per che voi siete venuti; questo frate ha fatto buona opera in verità, Iddio gli ha apparecchiato molto bene[24].

E in quell'ora, san Brandano entra in nave, e avendo distesa la vela, cominciò a navicare inverso mezodì, ed ebbono subito buono tempo. E non bisognava loro di navicare, se non di tenere la vela ben per ordine. E così andarono quaranta dì, e in capo di quaranta dì, lo vento ave bisogno di navicare, però che 'l vento crebbe; e tanto navicorono, che furono stanchi e non potevano più navicare[25]. Incontanente San Brandano gli cominciò tutti a confortare, dicendo così: O frati miei, non abbiate paura; Iddio nostro ci reggerà e governerà e daracci di quello che ci farà bisogno; onde allogate tutti e' remi e l'altre cose a' luoghi suoi, e lasciate la vela sua alta, distesa, e Domene Dio farà de' suoi servi e della nave quello che a lui piacerà. Questi frati mangiavano sempre a ora di vespro[26].

Come trovorono lo procuratore de' poveri di Cristo, e trovorono le pecore

molto grandi, e là dove fece la cena el Signore; el giovedì santo.

E così navicando per mare, e' viddono una isola ivi presso molto grande.

E appressandosi a questa isola, incontanente gli venne incontro uno uomo, lo quale era procuratore de' poveri di Cristo, e prese la nave con una fune e menolla in porto, e tutti quanti dismonta di nave, laudando Iddio divotamente. El buono uomo con grande riverenza baciò i piedi all'abate e a' suoi frati, e poi disse questo verso: Mirabilis Dominus in sanctis suis, Dominus Israel in se dabit virtutem et fortitudinem plebis sue; benedictum sit nomen eius in sempiternum[27]. Et avendo detto questo salmo, egli aiuta tutti i frati uscire di nave; e distende un bello padiglione, e apparecchia l'acqua da lavare e' piedi, e vestegli tutti di vestimento bianco. E ivi feciono la Cena Domini, e stettono tre dì, e feciono la sua vita, e 'l suo ufficio, siccome gli parve che fosse da fare, della passione di Cristo, con gran divozione. Essendo compiute queste cose lo sabato santo, lo procuratore de' poveri disse a' frati: Montate in nave per andare alla vostra via. E san Brandano disse: Lo nostro signore Yesu Cristo sì ha ordinato (e') buoni di questo luogo[28], per volere fare la festa della santa Pascua della Resurrezione.

E avendo così detto, el buono uomo gli rispuose così: O padre, voi starete oggi qui, e farete questo che si conviene, così come voi avete fatto; ma domani per tempo voi anderete in quella isola, et ivi farete la vostra istanza e direte la messa e altre vostre ore: a Dio piace che questo si faccia in quella isola, e non in questa.

E avendo colui così detto, san Brandano fe' allogare tutte le sue cose in nave per andare a quello luogo la mattina per tempo, essendo la nave bene carica di vettovaglia, e di quello clic bisogna. El procuratore de' poveri disse all'abate: La vostra nave è molto ben fornita e piena di cose, e non vi dubitate che vi manchi. Andate oggimai quando voi volete, io vi manderò, passati otto dì, di tutto quello che vi bisognerà per mangiare e bere, e manderovi tanta vetuvaglia che vi basterà insino alla Pentecoste. E san Brandano gli rispuose, e disse: Come saprete voi dove noi saremo, passati gli otto dì? Ed egli disse: Voi sarete questa notte ben per tempo in quella isola, la quale voi vedete da presso, e staretevi domane insino a ora di sesta, e poi navicherete in un'altra isola ch'è presso a quella, e si è inverso ponente, ed è chiamato el lito degli uccelli bianchi, e là starete infino alla ottava della Pentecoste. E san Brandano domanda delle pecore che erano così grasse e così grande e cotante; e egli rispuose: Sappiate che in questa isola sì ha buone erbe, e cadeci la rugiada piena di manna, e l'aria sì c'è molto bene temperata; onde c' è buono stare, e niuno no gli toglie el latte per forza; benchè l'agnello le latti; non v' è niuno che le facci morire nè uomo nè altro animale, e così vivono andando, istando, bevendo, mangiando, come lor diletta: pascono per dì e per notte, e perciò sono così grande e tante e così grasse, come voi vedete.

Come trovarono el pesce Yeson[29], che' frati n'ebbono grande paura.

E avendo così detto, san Brandano toglie commiato ed entra in nave, e tanto navicarono che giunsono a quella isola, facendosi lo segno della santa croce, e dando la benedizione. E quando eglino furono giunti all'isola, la nave si ritenne[30], inanzi che eglino potessino pigliare porto, e san Brandano comanda a' frati, che uscissono di nave, ed entrassono in acqua, e tolsono le soghe, e trassorla in porto, e fermarolla molto bene. Questa isola era tutta piena di pietre, e non v'era erba in niuno luogo, e lo lido non aveva rena, ma pur terra ferma. E poi si puosono tutti i frati in orazione in diversi luoghi, e l'abate rimase in nave, e sapeva bene che isola era quella; ma egli non voleva loro dire, perch'eglino non avessino paura. Essendo venuto el dì, e san Brandano comanda ben per tempo, che ciascuno dicesse una messa, e così feciono; e fatto questo, e' tolseno di nave del pesce crudo per cuocere. E' frati puosono un laveggio al fuoco, e faccendo grande fuoco sotto, e bollendo lo laveggio, tutta l'isola comincia a tremare a modo d'una onda; e' frati cominciano tutti a fuggire alla nave, e lasciarono istare ogni cosa, e pregavano divotamente l'abate, che avesse cura di loro, e l'abate gli fece tutti entrare in nave, e cominciarono forte a navicare. E questa isola si distendeva in verso ponente, ed eglino viddono da lungi un grande fuoco, quasi di lungi un miglio[31]. El santo padre gli disse: Che cosa è, o frati miei, questa che voi vi maravigliate, che esce fuoco di quella isola[32]? Ed eglino rispuosono tutti così: È vero; sapiate, messere, che noi abiamo avuta una grande paura. Ed egli disse: Figliuoli miei, non abbiate paura, lo signore Iddio m'ha rivelato questa visione, che quella isola che noi fummo, e che arde così, ella non è isola, anzi è un pesce, e sì mangia tutti quelli vengono in tutte queste parti, e ha nome Yeson.

Come san Brandano truova isola, che si chiama l'isola degli uccelli bianchi.

E veggiendo da presso un'altra isola, che era quasi la metà di quella donde venivano, che era contro occidente, ed era congiunta con quella quasi per uno miglio, ed era grande, e piena d'erbe e d'alberi e di fiori, e cominciano a volere pigliare porto, e andavano pure a torno. E navicando inverso mezzo dì dalla detta isola, si truova un rivo d'acqua dolce, che dismontava in mare, e giunti al porto, e affermano la nave, e dismontano in terra. E san Brandano comanda che traessono la nave più a terra che potessono, su per lo fiumicello el quale era poco più largo che la nave; e la trassono un miglio, e l'abate rimase solo in nave. E in capo di questo fiume era una fontana onde usciva questa acqua. San Brandano disse: Vedete che 'k nostro Signore ci ha mandati in questo luogo, a stare per fare la Pascua e la festa della Surrexione. E poi disse: Frati miei, se noi non avessimo altra vivanda che questa acqua di questo fiume, sì sarebbe sufficiente per mangiare e per bere, tanta bontà è in lei . E sopra questa fontana sì era uno albero molto grande, et era istorto, e non era molto alto da terra, ed era tutto coperto d'uccelli bianchi, ed eravene tanti che' rami e le foglie erano tutte caricate. E veggendo san Brandano questa cosa, comincia in fra sè medesimo a dire, che cosa era questa, e per che cagione erano cotanti. E così pensando, e' si gieta in terra in orazione divotamente, e lagrimando disse: o Signor mio, el quale cognosce tutte le cose segrete e le non segrete, voi sapete i pensieri del cuore mio e la mia volontà; onde io vi priego, e adoro la vostra maestà, che a me peccatore per la vostra misericordia, voi mi dobbiate perdonare, e rivelare che cosa è questa, la quale vede e' miei occhi. Io so bene, messere, ch'io non sono degno di ciò pegli miei meriti; ma per la vostra santa grazia e bontà, voi mi facciate di ciò degno.

Come venne uno uccello in sulla nave, e favellò con san Brandano.

Or come egli ebbe dette queste parole, e' si pone a sedere e guata questi uccelli, e uno di questi uccelli si parte dagli altri, e volando, le sue alie sonava a modo d'una campana[33]; e così volando e sonando, venne in verso dell'abate questo uccello, e sì si puose in sulla punta della nave, e comincia a distendere l'alie per grande allegrezza, tuttavia guardando l'abate con allegro viso. El santo padre cognosce adesso, che Iddio si ricordava di lui e della sua orazione. E stando l'uccello per questo modo, lo santo padre gli favellò, e disse: Dimmi se se' messo di Dio, o chi tu se'; e onde tu se', e perchè quegli altri uccelli sono cotanto insieme[34]. E l'uccello gli rispuose in questo modo: O servo di Dio, noi siamo di quella grande compagnia che caddono di cielo con quello agnolo Lucifero, lo quale è nimico dell'umana generazione. Noi non peccammo per noi, ma per consentimento[35]; e per questo non siamo dove noi fumo creati, anzi siamo cacciati di fuori con quelli che peccarono gravemente. E perchè noi non abbiamo quel gravo peccato che hanno gli altri, Iddio nostro signore lo quale è giusto e veracie, per la sua misericordia e per la sua giustizia e vendetta, sì ci ha lasciati in questo luogo, per insino alla sua volontà. Ben è vero, che noi non sostegnamo niuna pena, e per la possanza di Dio noi possiamo vedere l'uomo[36]. E ancora ci ha Iddio partiti dalla compagnia di quegli e' quali non si vollono mai rendere in colpa, anzi stanno fermi nella loro malizia. E noi andiamo raminghi di qua e di là per diverse parti dell'aria, sotto lo fermamento della terra, sì come fanno gli altri spiriti[37]; ma noi pegli santi dì solenni, ricieviamo tal corpo come tu vedi, e stiamo qua e là, come piace a Dio nostro signore. Sappiate che gli è passato uno anno, che voi siete in questo viaggio, e sette anni starete inanzi che voi torniate casa vostra. E ogni anno voi dovete fare qua la Pascua. E in capo di sette anni, voi tornerete[38] a luogo che voi andate cercando, e avetevi posto in cuore di vedere le terre di promissione de' santi. E quando ebbe così detto, elli si partì d'in su la nave, e tornò al suo luogo cogli altri. E quando fu a ora di vespro, tutti quelli uccelli di quello albero cominciano a cantare ad una bocie, e battevano l'alie, e dicevano el suo canto dolcemente: Te decet ymnus Deus in Syon, et tibi reddetur votum in Jerusalem. Exaudi orationem meam et clamor meus ad te veniat. E questo fermava[39], per ispazio d'un'ora. E pareva all'abate e a' frati, che 'l suono dell'alie fussono a modo d'un pianto di compassione.

E san Brandano disse a' suoi frati: Mangiate quanto voi volete, infino che voi siete satolli; sappiate che le vostre anime sono sazie della divina grazia. E quando ebbono cenato, sì dissono compieta, e poi andarono ad orare un pezzo, e poi andorono a dormire per la terza parte della notte[40]. San Brandano non dormì, ma stette in orazione, e quando fu l'ora del mattino, egli li chiama. Essendo levati, cominciano a dire mattutino, dicendo: Domine labia mea aperies et os meum etc. E quando ebbono detto mattutino, tutti quelli uccelli col becco e coll'alie, pareva che dicessono soavemente[41]: Laudate eum omnes angeli eius, laudate eum omnes virtutes eius. E così simigliantemente dicevano per ispazio d'una ora al vespro. E quando fu ancora chiaro, e li uccelli cominciano tutti a cantare, per prima dicendo così: Timor Domini sit super nos et super timentes te, Dominus, sapientie initium, timor Domini. E in ciascuno suo canto, diceva a uno modo di cantare per un'ora. A terza diceva questo verso: Salute Deo nostro; salute regi nostro; salute, Sapientia. Sesta dicevano: Illumina, Domine, vultum tuum super nos, et misereatur nostri. Ad nona dicevano: Ecce quam bonum et quam iocundum habitare fratres in unum. E in questo modo i detti uccelli rendevano laude al nostro Signore Iddio[42].

Quando gli aparve una bestia molto sozza, e pare che gli volessi divorare.

E così andando un dì, egli apparve una bestia molto sozza, grande e spaurosa, e fuori della bocca li usciva una grande schiuma, e pello suo andamento faceva pell'acqua un grande andamento e movimento. E pareva che venisse correndo molto forte inverso e' frati per divoragli tutti. E quando i frati s'aviddono di questa bestia che venia loro dietro, cominciano avere grande paura. E gridando forte dicevano: O signore Iddio, prieganvi che voi ci diliberiate da questa bestia ch'ella non ci possa nuocere. E san Brandano gli comincia tutti a confortare, dicendo così: O uomini di poca fede, non abbiate paura, lo nostro Signore Iddio, lo quale è stato insino a ora nostro difenditore, e sì ci difenderà da questa sozza bestia. E così questa bestia s'apressava pure a loro tanto, che l'onde dava loro molto inbrigamento, e l'abate veggiendo ciò, sì si mette in orazione, e dicie: O messere Yesù Cristo, el quale non suoli abandonare i tuoi servidori, e a chi torna a voi con ferma fede; io vi priego che voi guardiate i vostri servi, che sono in questa nave, sì come voi scampasti Noè dal diluvio, e David da Golìa gigante, e Giona del ventre del pesce, e Daniello del lago de' lioni, e Giuseppo da' suoi fratelli, e Moyses delle mani di Faraone. E quando ebbe così detto, incontanente venne un'altra bestia di verso occidente, e andò molto presso alla nave, ma non tanto che la toccasse, e andò incontro alla prima bestia e assalilla molto arditamente. E feciono una grande battaglia insieme, e alla perfine la seconda bestia sì gitta gran fiamma di fuoco, e con questo fuoco sì uccise la prima bestia; e fece tre parti del corpo suo, e poi si partì, e tornò indietro, onde ella era venuta. E veggiendo i frati questa cosa, san Brandano comincia così a dire: O frati miei, voi avete avuto gran paura; ma che vi pare che Dio v'ha lasciato vedere questa cosa? E ben v'ha scampato di gran pericolo, e avvi vendicati della mala bestia, la quale vi voleva divorare; egli è gran cosa la misericordia di Dio, egli sia sempre laudato e benedetto[43].

Come trovarono una isola, nella quale è inferno.

Essendo andati col vento nelle parti d'aquilone, eglino viddono una isola la quale era tutta piena di pietre grandi. Ed era molto una sozza isola, e non v'è nè albori nè foglie nè erbe nè fiori nè frutti; ma tutta era piena di fucine e di ferrari. E ogni fucina aveva el suo ferraro, aveva tutti e' suoi ferri che al ferraro s'apartiene: le sue fucine ardevano a modo d'ardentissime fornaci; e ciascuno martellava per sì gran forza, e con tanto romore, che se non fosse altro inferno, quel sarebbe paruto troppo. E veggendo san Brandano e e' suoi frati tutte queste cose, le quali erano sì crudeli e sì paurose a vedere, disse san Brandano a' suoi frati: Frati miei, questo si è reo luogo da stare, i' ho gran compassione di queste cose ch'io veggio, e perciò non è d'andarvi presso, se noi ce ne possiamo guardare. E avendo detto queste parole, e' venne un gran vento e molto forte, e menò la nave presso a questa isola. E sicome piacque a Dio, questa nave passò oltre con salvazione.

Essendo la nave di lungi un tratto di balestro, e' frati udivano uno ismisurato vento, e romore di martelli, e battevano i martelli su per l'ancudini. E udendo san Brandano questo romore, e' si comincia a segnare, e disse così: O Signore Iddio, debbiaci iscampare da questa isola, se a voi piace. E avendo così detto, inmantenente e' venne uno uomo di questa isola inverso loro, el quale era vecchio, e aveva la barba molto lunga, e nero e piloso a modo d'uno porco, e apuzzava molto forte. E così tosto come questi servi di Dio ebbeno veduto questo uomo, così tornò subitamente indietro. E l'abate si segna, e racomandasi a Dio, e disse così: O figliuoli miei, levate più alta la vela, e navichiamo più forte, acciò che noi possiamo fuggire di questa isola che c'è male stare. E avendo detto queste cose, cioè parole incontanente e' venne uno mal vecchio barbuto in su lo lido del mare, e recava in mano una tanaglia, e una pala di ferro tutta ardente di fuoco; e veggiendo egli che la nave era partita, elli gitta lor dietro quella pala del ferro; ma come piacque â Dio; ella nolli giunse; ma dove ella diede, tutta l'acqua fe' bollire fortemente. E avendo veduto questo fatto, eglino ebbono veduti in sulla riva una grande multitudine di sozzi uomini come fu lo primo; e aveva ogniuno in mano una gran mazza di ferro, tutto ardente di fuoco, e rendeva una gran puzza. E di queste mazze e dell'altre traevano loro dietro, mai non gliene giunse veruna; ma un gran puzzo faceva, e faceva bollire l'acqua ben tre dì. Anche vidono ardere quella isola molto forte, e andando via i frati, egli udivano un grande urlamento e romore, il quale faceva quella brutta gente. E san Brandano confortava tutti e' suoi frati, e diceva: Non temete figliuoli miei, lo signore Iddio sì è e sarà nostro aiutatone. Io voglio che voi sappiate che noi siamo nelle parti del ninferno, e questa isola è delle sue. E avete veduto de' suoi segni, e perciò dobbiate orare divotamente, acciò che non vi bisogni temere di queste cose[44].

E dette queste parole, eglino udivano boci che gridavano molto dolorosamente, e dicevano: O padre santo, e servo di Dio, priega per noi miseri tapini. Sappi che noi siamo presi a mal nostro grado, e contra a nostra voglia. Volentieri verremo da voi; ma noi non possiamo, dolente a noi, che mal nascemo al mondo, el quale è pieno d'ogni inganno e tradimenti. Noi siamo legati molto forte, e non veggiamo da chi, nè chi ci tiene; onde la nostra vita è sempre dolorosa, e sempre sarà. E quando i frati udirono queste parole, ebbono grande compassione, e priegano Iddio che gli guardasse da queste pene. E guardando eglino inverso l'isola, e' viddono questo uomo ch'era igniudo et era menato al tormento; e udiva le boci che gridava e diceva: al fuoco al fuoco; e altri diceva: all'acqua, e molte altre parole udivano assai piggiori. E in queste parole l'acqua del mare venne tutta torbida, e pareva che gittasse fiamma e puzzo molto orribile; e per questo e' frati vennono molto isbigottiti, tal che non sapevano dove si fossono né dove dovessono andare: ma coll'aiuto di Dio pur si partirono di così brutto luogo[45].

E andando un altro dì, sì viddono un grande monte in verso ponente in mare. In quel monte pareva vi fosse nature d'animali salvatichi sì come dragoni, leoni, grifoni, e orribili serpenti, e altre brutte cose assai. E in sulla cima di questo monte usciva un grande fiume d'acqua. E volendo san Brandano ischifare questo monte, uno vento gli menò appresso alla riva; e era molta alta, e in su quel monte correva un fiume di sangue vivo. E uno frate di quelli tre che era rimaso coll'abate in compagnia, sì uscì fuori di nave molto tosto, e cominciò andare giuso al fondo della riva; e quando e' fu là giù, incontanente e' fu preso, e egli comincia a gridare subitamente molto forte e diceva: O santo padre, per male mi parti' dalla vostra compagnia; io sono preso, e non so da cui nè perchè, e non ho possanza di ritornare a voi. Incontanente e' frati cominciarono a tor via la nave, volendosi partire dal parto, pregando Iddio; e dicendo: O Signore Iddio, abbi misericordia di noi peccatori. E l'abate guardava pure che faceva quel frate, e quello che era fatto a lui da' dimoni. E lo menavano dall'uno tormento a l'altro molto forte, e viddelo inghiottire nove volte da uno dragone, uscendoli ogni volta di sotto. E veggendo l'abate, che gli era sì forte tormentato da diversi tormenti, allora disse: O figliuolo, tristo a te che mal nascesti in questo mondo, e' mi pare che tu meriti di stare, in coteste pene per li tuoi gravi peccati. E avendo così detto, e' venne uno vento e menò la nave inverso austro; e andando, e' si rivolse indietro per vedere l'isola, onde si erano partiti, e viddono che tutta la montagna ardeva d'un grandissimo fuoco, e molto alto. E veggendo l'abate e i suoi frati questo, sì navicarono molto forte inverso mezzo dì, per spazio di septi dì, e non truovano altro che cielo e acqua.

Come trovarono Giuda Scariocto, che sedeva in su una pietra entro el mare.

Essendo passati i septi dì, e andando e navicando, e' viddono in mare una forma d'uno uomo che sedeva in su una pietra in mare; e aveva dinanzi un panno appiccato in su due forcelle di ferro, e giammai non istava fermo, pello vento che vi dava dentro; e anche era molto combattuto dal vento, e dall'onde del mare. E andando questi altri frati, qual diceva che gli era uno uomo, altri diceva che gli era uno uccello, altri diceva che era una navicella. E udendo l'abate queste parole che dicevano tra loro, e' disse: O frati miei, lasciate stare questa vostra intenzione[46], e dirizziamo la nave in là, e vedremo che cosa sarà quella. E quando fu presso, e' viddono che gli era uno uomo tutto piloso, disvariato dagli altri, lo quale sedeva in su una pietra in mare, e l'onde lo conbattevano molto forte; e spesse volte lo copria sotto il panno, che gli era apiccato dinanzi[47], essendo un poco di lungi da lui. Quando e' frati lo viddono, si feciono una gran maraviglia, e allora disse san Brandano: Io ti comando dalla parte di Dio vivo e vero, che tu mi dichi per che cagione tu se' qui, e stai in questo modo, e pare che tu facci qui una grande penitenzia. Dimi che me-rito debbi tu avere, dimi se tu se' vivo o morto? Rispuose Giuda, e disse: Sappiate ch'io sono morto, e sono Giuda Scariocto. Io sì uccisi mio padre con una pietra, ed ebbi mia madre per moglie, non sappiendo che ella fusse mia madre, e stetti con lei lungo tempo, ed ebbine assai figliuoli, e anche fu' grande mercatante, e sempre falsava la mia mercatanzia, e ritondava tutta la moneta che mi veniva pelle mani, e fu' usuraio e tutto vizioso, e fu' ladro; e poi mi parti' da tutte queste cose, e diventai apostolo di Yesù Cristo, ed egli mi fe' suo spenditore e ricevitore e canovario d'ogni cosa che c'era dato[48]. E per potere mantenere li miei figliuoli, Yesù mi diè libertà ch'io togliessi la decima parte d'ogni cosa che gli era dato, a ciò ch'io mantenessi e' miei figliuoli, e così faceva. E perchè Maria Magdalena ispandè unguento prezioso per Yesù Cristo, e ungnendoli il capo, e' piedi, una sera in casa Simone lebbroso (e era tanto unguento che montava trecento danari d'argento), e io di ciò mi crucciai malamente, perciò ch'io non potevo avere la decima che mi veniva; e pensai di non perdere la decima di quello unguento, e vennemi in cuore di falsare la compagnia, e di tradire lo mio Signore, e di darlo per trenta danari, e così feci. E per questo, vedendomi riavere la detta decima, questo fu rio pensiero; ma io lo feci, non credendo che 'le cose andassono così malamente; ben credetti mal ne 'ncontrasse, ma non che ne dovesse morire, anzi scampasse pella sua grande virtude e possanza, e qui m'ingannò lo mio tristo pensiero. Onde quando io lo vidi che egli era al tutto condannato a Pilato, e che doveva morire; io fu' molto dolente e tristo di quello ch'io avevo fatto di lui; e per questa cagione io rendei e' danari indietro, i quali io aveva ricievuti, credendo ch'eglino lo dovessono lasciare, e sì mi chiamai molto incolpato, veggiendo tutti loro. Io veggiendo che questo non giovava, io sì disperato per dolore e per tristezza, io comperai uno campo e apiccàmi per la gola a guisa d'uno ladro. E per questo modo fu la mia fine[49] . E com' io fu' morto, così fu' messo in questo luogo che voi vedete, e questo ch'io ricevo ora, non è per mio merito, ma per ispezial grazia che Dio m' ha fatta[50], sì come a lui piace; nè non è questo luogo di penitenzia, che troppo mi vaglia, ma sì è luogo d'alcuna perdonanza, e alcuna apparenza di rifrigero, la quale n'è fatta ad onore di Dio ogni domenica, e però m' avete voi trovato qui. In verità vi dico, che quando io sono qui, e' mi pare essere in paradiso, e più ricevo consolazione di questa stanza che di tutte le consolazione del mondo; e tutto questo i' ho pella grande paura delle crudeli pene, e de' tormenti ch'io aspetto d'avere in questa notte che viene, infino all'altra domenica. Ogni festa principale di Dio, e della vergine Maria sua madre (e pello suo amore ella fa molte grazie e molti beni alle anime de' morti e de' vivi) sappiate ch'io sto qui, ogni domenica et ogni Natale insino alla sera di Pascua befania, e dal dì di Pasqua della Penticosta, e nelle quattro feste di santa Maria, la quale è fontana e madre di grazia e di misericordia, e nel dì d'ogni Santi. E perch'io sia in questa forma che voi mi vedete, che non pare ch'io abbia altra pena, et io ardo e brugio, e sono più ardente che non è il ferro nella fornacie; e quando io sono tolto di questo luogo, io sono di dì e di notte in su quel monte altissimo, lo qual voi vedete via a lungi di qui. E sappiate che in quel monte si è Levitan colli suoi cavalieri tutti in crudeli pene; io sì era in quello luogo, quando vi venne lo vostro frate, lo quale venne con voi, e uscì di nave così villanamente[51]. E quando giunse al ninferno, el ninferno mostrò segno d'allegrezza, cioè gittando maggiore fuoco e fiamma. Ora v'ho detto cui io sono, e perché io son qui, e starocci insino al dì del giudicio. Io sono malamente crucciato e tormentato nel fuoco del ninferno, con Herode Re e Anna, Pilato e Cayfasso, li quali feciono lo patto meco, e feciommi dare lo pagamento del tradimento ch'io feci del mio signore Yesu Cristo. E perciò ch'io so bene, che voi siete amici di Dio, lo quale è redemptore del mondo, per suo amore, e dalla sua parte, vi priego che voi degnate di pregare lui per me; acciò ch'i' sia lasciato istare qui insino domane, ch'e' dimoni non mi possino nuocere in questo mezzo.[52] Veggiendo voi, eglino mi meneranno via a quella mala eredità, la quale io comperai per pregio. E san Brandano rispuose, e disse: Di questo che tu mi prieghi, sia quello che piace a Dio; in questa notte che viene, tu non averci niuna pena insino domane per tempo, levato il sole. E san Brandano ancora domanda e dice: Dimmi perchè sta' tu qui in su questa pietra, e che ti vale questo drappo che tu hai qui dinanzi da te, e perchè stae apiccato in su quelle due forcelle del ferro? Rispuose Giuda a lui: Io sto in su questa pietra, e giovami molto. Quando io ero al mondo, io sì missi una pietra in una via piovosa, nella quale era un reo passaggio, e ciò feci per agevolezza e bene di quelle persone che passavano quindi, e questo feci inanzi ch' io fossi apostolo di Cristo. E questo drappo che mi sta apiccato dinanzi, un poco da lungi da me, si è perciò ch'io diedi un cotal come questo, per amore di Dio, quando io ero canovaro delle cose di Yesu Cristo; e perchè e' non era mio, perciò mi sta da lungi, e non mi giova, anzi mi nuoce. Le forcelle del ferro che voi vedete dapresso, si è ch'io ne diedi due così fatte al servigio de' sacerdoti nel tempio di Salamone. E quando ebbe detto queste parole nell'ora della sera, parve che venisse una ombra che sturasse questo uomo e la pietra, nella quale e' sedeva; e subitamente e' venne una grande moltitudine di dimoni sanza alcuno numero, e tutti circumdavano Giuda d'intorno, e sì si lamentavano forte, dicendo così: O servidori di Dio benedetto, partitevi tosto di qui, che per vostra cagione noi non possiamo apressarci a questo nostro compagno, el quale è qui. Noi non siamo arditi d'andare dinanzi al nostro principe Lucifero maggiore, se noi non gli appresentiamo questo suo servidore Giuda, lo quale tradì lo suo Signore Yesu Cristo. Tu, santo padre, ci hai tolta la possa e la forza, che noi non abbiamo al presente forza di fargli niuno tormento di quegli che noi siamo usi di fargli. Piacciavi di non l'aiutare in questa notte, benchè ve n'abbia pregato. E san Brandano gli rispuose, e disse così: io nollo difendo, ma lo Signore Iddio ha già consentito ch'egli abbia grazia in questa notte, e sia difeso da ogni pena che voi li volessi fare: io vi comando, nel nome di Yesu Cristo, che voi in questa notte nolli dobbiate fare male. Rispuose li dimoni: Come chiami tu lo nome di Yesu Cristo in servigio di costui, sappiendo che lo tradì, e da poi in qua è stato con tanti mali e danni? Rispuose san Brandano: io nollo voglio difendere contra alla volontà di Dio; quello che piace a Dio, piace a me. Ora e sempre sia la sua volontà. L'abate stette tutta quella notte in orazione, e li dimoni non ferono in tutta quella notte niuno tormento a Giuda.

Essendo passata la notte, e 'l dì era venuto, lo sole era levato, e san Brandano comanda a' frati che dovessono navicare al nome di Dio; e così cominciarono lo viaggio. E fatto ciò, incontanente si ragunarono una grande moltitudine di dimoni, i quali somigliavano pure balbuini, e copriva tutta l'acqua del mare, e in quello luogo si chiama l'Abisso. Quelli dimoni cominciarono a gridare molto forte, a dire così: O Servo di Dio, maladetto sia il tuo viaggio e la tua entrata in porto e lo tuo andare e lo tuo stare, per mare e per terra. E per questo diciamo, perciò che in questa notte abbiamo avuto molto tormento dal nostro principe, perchè noi nolli apresentammo lo suo servidore Giuda. San Brandano rispuose: A noi non può nuocere la vostra maladizione; voi siete maladetti, chi è maladetto non può maladire nè benedire, e perciò io vi do la mia maladizione. Allora dissono i dimoni: Sappi che a questo tristo sarà radoppiato tutte le pene, questa settimana, perciò che tu l'hai difeso questa notte. Incontanente li rispuose l'abate, e disse: Nè voi nè il vostro principe non n'arà balìa, ma sarà la volontà di Dio; e pella vostra superbia, e pelle vostre minacce, io vi comando, a voi e al vostro principe, per lo nome del nostro Signore Iesu Cristo, che voi nolli dobbiate far peggio, che voi siate usi di fare. Vuol'egli lo nostro Signore Iddio, dissono le dimonia, che noi ubbidiamo alle vostre parole, e vuole tutto ciò che a voi piace? E san Brandano rispuose, e disse: Io sono servidore di Dio, el quale è signore di tutte le cose, e di tutte le mie parole, e voi ciò dovete ubidire; ma Iddio si è solo signore, per sua voluntà, io fo e dico questo; onde per le sue sante parole voi mi dovete ubidire in tutte quelle cose ch'io vi dico, e ciò faccio per sua volontà E così ragionando, sì si partirono e andarono tanto a lungi, ch'ei nolli potè più vedere. I dimoni tolgono Giuda, e portanlo all'inferno con gran romore, e san Brandano navica inverso mezzodì con tutti i suoi frati, laudando sempre Iddio.

Come trovarono san Pagolo primo romito in una ysola.

E al terzo dì navicando, e' viddono una isola piccola, e era inverso mezzo dì, ed era molto da lungi. E così tosto come i frati l'ebbono veduta, cominciorono a navicare inverso quella parte, E quando e' furono presso a quest'ysola san Brandano disse così: O frati miei, non vi affaticate, e non vi stancate così forte, che voi vi siete assai affaticati; io vo' che voi sappiate, che a questa festa che viene sarà compiuti e' sette anni che noi ci partimmo dal nostro munistero, per andare in terra di verità di promessione de' Santi: sì che tosto verremo al nostro intendimento, e poi torneremo con l'aiuto di Dio al nostro munistero. Ancora voglio che sappiate, che noi troveremo santo Pagolo primo remito servo di Dio, e uomo di gran penitenzia; e sì vi dico che non ha mangiato niuno cibo terreno da quaranta anni in qua, nè avuto in dosso niuno vestimento, e gli primi trenta anni si fue pasciuto, per uno maraviglioso modo, da uno pescie marino, lo quale Iddio gli mandava ogni terzo dì. E approximandosi a lo lido di questa isola, la ripa era sì alta, che per quella cagione non potevano pigliare porto: questa ysola era una montagna molto ritonda e alta bene un miglio. In sulla cima di questo monte si era una pietra molto grande e molto polita e molto quadra, tanto era lunga quanto larga, e così alta. Tanto andò i frati intorno, che trovarono un porto molto stretto; et era sì stretto, che appena vi poteva entrare colla sua nave, e la montagna era molto pericolosa d'andare. Veggiendo santo Brandano, disse a' suoi frati: Aspettatevi qui, e non vi partite insino ch'io non torno; e' non è a voi lecita cosa a venire e trovare colui che abita qua su, sanza sua parola e licenzia; sappiate che gli è un grande servidore di Dio, pella sua santa vita e santa conversazione, e da poi che fu in questo luogo, mai non fu vicitato da uomo carnale, se non è ora, e se potrà essere, voi lo vedrete con esso meco insieme. E così si partì dagli frati, e andò su per lo monte, e i frati rimasono in nave.

Essendo san Brandano andato su per lo monte dell'isola, e guardando di là, di qua, e' vidde due spilonche, cioè due abitacoli, ed era l'una presso all'altra; l'una di quelle spilonche aveva la sua portella inverso levante, e l'altra aveva in verso ponente[53]. E così tosto, come san Brandano fu appresso alla porta della spilonca, di verso el levante, egli uscì fuori uno uomo molto vecchio, e disse questo verso, andandogli incontro: Ecce quam bonum et quam iocundum habitare fratres in unum. E quando ebbe così detto, e san Brandano intende bene lo servidore di Dio; onde egli torna a dietro a' suoi frati, e disse: Venite con meco in sul monte, e vedrete molte maravigliose cose, e vederete lo servidore di Dio. Essendo giunti in sul monte lo servidore di Dio li diè pace, e poi a uno a uno, molto benignamente, chiamandoli tutti per nome. E' frati vedendolo così piloso, e cò' capelli e colla barba molto lunga e molto grande e tutta bianca, e' davansene gran maraviglia, in perchè gli era una strana cosa a vedere. Veggiendo san Brandano queste cose, fè in se medesimo uno pensiero, e disse così: Oimè dolente! ch' io porto abito di monaco in dosso, lo quale mi cuopre lo dosso e la carne, e tiemmi caldo la persona, e sotto, me e a mio nome e a mio comandamento stà molti uomini, e sotto lo nome dell' ordine mio e del mio abito; ma come poss'io piacere a Dio in questo mio stato? Io mi credeva far gran penitenzia per piacere a Dio, e i' ho trovato uno servidore di Dio, lo quale è uomo come gli altri, e nato come gli altri, e per istanzia di lui, e per sua vestimenta non ha niente; e avegna che sia così vecchio, per molti anni è stato in questa pietra. Egli non ha mangiato pane, nè bevuto vino, e non ha mangiato di cucinato; e con questo tutto si è bello e fresco, e stato sano della persona, e netto e mondo l'anima sua da vizii e da peccati. E dicendo infra sè stesso queste parole, el servo di Dio, san Pagalo parla e disse: O santo padre degno di riverenza, tu puoi essere molto allegro e consolato da Dio, veggiendo e cognoscendo e ricordandoti di tante cose stranie e di tanti miracoli, quanti n'ha mostrato Iddio in questo viaggio. E ben v'ha tal cose mostrate a voi per grazia, che mai non volle far tal grazia a niuno altro santo padre; e tu di', nel tuo cuore, che non se' degno di portare abito di monaco, e non ti cognosci essere bene amico di Dio, nè non ti riputi far cosa che piaccia a Dio. Queste cose ti fa dire e credere la tua umilitade e bontade: ma sappi che se' verace monaco per ogni virtù, e più che monaco tu se uomo di contemplazione e d'orazione e di lavorio, e mai non diletti di stare ozioso, e sempre preghi la salute dell anima tua e degli amici tuoi, e tu non ti ricordi e non ti cognosci, che tu se andato sette anni per mare di qua e di là, avendo e sostenendo di grande paure e tribolazione. Il signore Idio d'ogni cosa t'ha tratto e aiutato e mantenuto infino al dì d' oggi, e tu e' tuoi compagni, e avvi sovvenuti in tutti i vostri bisogni per sua bontà e grazia, e per Nostra santa vita. Ora ti voglio dire del mio fatto. Io misero peccatore sì sto in su questo sasso a modo duna ghiandaia, come fa in su uno albero, e sono ignudo, e non ho con ch'io mi possa coprire nè vestire la carne, se non col mio medesimo pelo e capelli e la barba, la qual m'è cresciuta a dosso, e sono una cosa paurosa a vedere in questo istato.

Allora san Brandano lo comincia a dimandare umilmente, e disse: Com' è lo vostro nome, e di quale munistero fosti voi monaco, e onde fosti nato, e quanto tempo siete voi stato qui a fare questa penitenzia? Rispuose san Paulo primo romito, e disse: Lo mio home si è Pagolo, e fui nutricato, essendo piccolo di tre anni, nel munisterio dell'abate Patrizio; e' fu uomo santo e di santa vita. E in quello io stetti cinquanta anni, e fumi dato per ufficio, ch'io dovessi guardare lo munistero, el chiostro dentro, e cavare le fosse quando moriva niuno de' frati, e dovello soppellire. Un dì, stando nel munistero, dicendo salmi e orazioni, sì mi venne questo: e sì venne a me un frate, e dissemi ch'io dovessi fare una sepoltura per soppelirlo, e mostrommi lo luogo dove io dovea cavare la mattina. Quando venne la sera, e mi venne un vecchio, lo quale io non cognoscea, e dissemi così: O frate mio, avegnaidio che ti fosse comandato che tu facessi domane una fossa, per uno morto soppellire, nollo fare in quel luogo; imperò che gli è d'altrui, e tu nol sai. Quando io ebbi udito queste parole, io lo guatai e nollo pote' cognoscere; ma pure io gli dissi: O padre chi se' tu? Rispuosemi: Come è ciò che tu non mi cognosci? Io sono Patrizio lo tuo abate. E io rispuosi: Ben lo cognosco, e ben lo cognoscerei s'io lo vedessi. E egli rispuose, e disse: Sappi, Pagolo, ch'io sono Patrizio lo tuo abate, sappi ch'io sto bene, e sono in luogo di salvazione nell'altra vita, e sono bene contento; gli altri frati sanno bene questo ch'io ti dico, Albeo de' essere abate, e sarà buono uomo, e di santa vita, e grande amico di Dio. E poi mi disse: Questo luogo, lo quale tu debbi cavare e far sepoltura, si è del corpo mio altrove dei far la fossa, e nota queste parole che io t'ho detto, e nolle dire ad altrui. Ancora voglio che tu sappi, che a Dio piace che tu non istia più in questo luogo; domattina, quando lo mattino sarà detto, farai così: al nome di Dio anderai allo lido del mare, e ivi troverai una navicella con ciò che bisogna, e entravi dentro in nome di Dio, e lasciala andare e portare dove piacerà a Dio; e in pochi dì ella ti conducerà dove piacerà a Dio che tu stia, e fai aspra penitenzia, e là dimorerai quanto piacerà a Dio. Quello luogo è molto solitario e strano a vedere, e sì è vicino del paradiso terresto, e vedrai molte cose di quello paradiso, onde tu ivi riceverai molta consolazione in vita tua; e perciò sta' sicuramente, che veramente arai salvazione, ed etti già apparecchiato un prezioso luogo, là dove tu debbi stare nell'altra vita. E quando egli ebbe ciò detto, elli si partì e non viddi come, e nollo potè più vedere; onde io rimasi tutto pensoso quella notte. 

Poi la mattina ben per tempo, secondo il detto e l'amaestramento del santo padre, così feci. Andai allo lido, e trovai la navicella fornita e apparecchiata, secondo che m'aveva detto; e al nome di Dio, entrai dentro, e aconciòmi a sedere, e lasciai andare la nave al nome di Dio, sicome aveva detto el santo padre. La nave si partì dal porto; io tolsi un remo in mano, e cominciai a navicare inverso quella parte, e stava la punta inverso levante. Ella mi porta in uno mare molto chiaro, e poi lo truovo molto verde, poi lo truovo molto rosso, e poi chiaro molto come cristallo, e stetti tre dì in questo viaggio; e nel mezzo di quel mare così chiaro, io trovai una montagna molto alta e ritonda, la ottava parte d'uno miglio, e questo è quel luogo desso, dove io sono. E la nave sì si trasse in una piccola entrata, e parevami essere in una via molto pericolosa d'andarvi. E io veggiendo questa cosa, e io usci' fuori della nave, e racomandàmi a Dio, e poi diedi del piede nella nave, e cacciàla in mare. Ella si partì dalla riva, e torna in dietro, inverso quella parte ond'ella era venuta, e andonne molto tosto. I' mi detti a cercare questa isola sette dì, e quando venni al settimo dì, io venni in su questa cima del monte, e trovai questa pietra così come ella è. E veggiendo queste due spilonche, e questa bella fontana, sì volli entrare in quella di verso el levante, e qui sono stato

infino al dì d'oggi. E 'l primo dì, .  .  .  .  .  .  .  dentroci insino a nona, .  .  .  .  .  .  .  . [54]; e guardandomi d'intorno, io viddi venire una navicella piccola, molto correndo. la qual mai non si ritenne, insino ch'ella giunse alla riva, e alla riva stette ferma e persona niuna non v'era dentro; ma pareva che vi fosse dentro una bestia. Onde io veggiendo questo, andai giù alla riva, e trovai uno pescie molto grande e aveva quattro piedi, e aveva in bocca una pietra focaia e uno fucile da battere el fuoco, et esca da impigliare il fuoco, e dinanzi a se aveva uno fascio di legne secche. E veggiendo questo, cominciai a pensare: che può essere questo? E stando in questo pensiero, lo pesce uscì fuori della nave, e andava su per lo monte. E quando e fu dinanzi alla spilonca, e' mette le cose in terra, e fatto ciò, egli cadde in terra morto. Io pensai bene, che Iddio m'aveva mandate queste cose, e parevagli ch'io dovessi fare fuoco, e dovessi cuocere di questo pesce e mangiare a mia volontà; onde io trassi del fuoco, e accesilo colle legne; e tolsi un pezzo di quello pescie, e arostìlo e poi ne mangiai, e seppemi buono. E dietro pasto, io bevvi dell'acqua, ma non di quella della fontana, e così digiunai quel dì. E l'altro dì a nona, io mangiai lo secondo pezzo, e l'altro terzo pezzo mangiai lo terzo dì. El quarto dì, a ora di nona, io viddi ancora venire, correndo per mare, quella medesima navicella ch'era venuta l'altra volta, ed eravi dentro cotale fornimento come quello di prima. Io veggiendo che questo era una mandata, la quale Iddio mi mandava, io tolsi queste cose, e feci sicome l'altra volta. E in questo Iddio m'ha pasciuto trenta anni, e mai non mangiai e non bevi altro, in quello tanto tempo; se non che, la domenica io vedevo una coppa di cristallo apresso della fontana, ed era piena d'acqua, la quale entrava e usciva a poco a poco dentro la pietra quadra. Essendo passati trenta anni, Iddio mi mandò altro cibo; onde io non vi dico or altro. E avendo dette queste parole, e' diè loro comiato, dicendo: Se vi piace di cercare questa isola, cercatela; se non, vi partite, che voi avete a fare altro viaggio, e tosto compierete lo vostro desiderio, cioè per quello che voi siete fuori del vostro munistero. A Dio siate raccomandati sempre, fratelli miei[55].

Come i frati cominciano a entrare nel paradiso terrestro.

Essendo passati e' quaranta dì, questo procuratore gli mena per la via infino alla nave, e fegli entrare tutti in nave, ed elli andò con loro allegramente. Essendo eglino andati tutto 'l dì, navicando infino a sera, e' venne una grande nuvola, e sì spessa, che appena poteva vedere l' uno l'altro. In piccola ora comincia a venire di gran tuoni e baleni, spaurosi da vedere e da udire; per la qual cosa e' frati ebbono una gran paura. El procuratore pure li confortava e diceva: Non abbiate paura di niuna cosa. E poi dicieva san Brandano: Sapete voi che nuvola sia questa? Ed egli li rispuose di no. E 'l procuratore gli disse: Or guardate indietro, e ditemi quello che voi vedete. Allora e' guatarono in dietro e inanzi, e non viddono altro che la nuvola. Elli disse a lui: Ma io sento un molto grande odore e soave, che tutto mi conforta. E 'l procuratore gli disse così: Questa così gran nuvola, la quale voi vedete, sì ha circumdata quella preziosa isola, la quale voi andate cercando già sette anni; e perchè voi siete stati fermi nella fe', e sietevi ben portati in questo viaggio, Yesu Cristo vi vuole oggi mai compiere e vostri intendimenti; e per questo che voi avete veduto e sentito, voi potete ben sapere, che gli è molto grande la grazia di Dio[56].

Essendo stato in queste parole, per ispazio d' una ora, e in questa nuvola, e andando tutta via la nave inanzi, eglino uscirono fuori di quella nuvola, e viddono una grande luce e chiarità, come lo sole, e pareva l'aurora chiara e lucida di colore giallo. E andando inanzi, la chiarità cresceva sì pienamente, che molto si maravigliavano, e vedevano per lo cielo molto meglio le stelle, che non si può vedere in altra parte, e vedevano li sette pianeti manifestamente andare pello cielo, là ov'eglino erano; ed era in questo sì gran luce, che 'l sole non vi faceva bisogno. San Brandano domanda, onde veniva tanta luce, e se gli era un altro sole in quelle parti, maggiore e più lucente del nostro. Rispuose e disse: La luce che par sì grande in queste parti, si è bene d'un altro sole, el quale non somiglia quello che è pelli segni ciel cielo[57].

E com' eglino andavano più inanzi colla nave, e' vedevano lo cielo più bello e l'aria più chiara e maggiore luce del dì, e udiva uccelli cantare molto e soavemente, e di diverse boci e canti; e tanta era l'allegrezza e 'l conforto e 'l diletto, lo quale riceveva san Brandano con tutti i suoi frati di vedere e d'udire e d'odorare tante preziose cose, che quasi di dolcezza li usciva l'anima di corpo. E andando la nave finanzi, ella giunse al porto, e stette ferma alla riva ed ellino lodavano Iddio divotamente dicendo: Te Deum laudamus.

Come san Brandano co' suoi frati truovano la terra di promissione de' santi,

e 'l paradiso delle delizie.

E avendo compiuto lo lodo di Dio, e' dismontano tutti in terra, di nave. Incontanente e' viddono quella terra più preziosa che tutte le altre terre, pella sua bellezza e pelle maravigliose e graziose cose e dilettevole che v'erano dentro, sì come di belli e chiari e preziosi fiumi; colle sue acque molto dolcissime e fresche e soave; ed eravi alberi di molte maniere, tutti preziosi di preziosi frutti, e assai eravi rose e gigli e fiori e viole e erbe e ogni cosa odorifera e perfetta in sua bontà; ed eravi uccelletti cantatori d'ogni dilettevole natura; e tutti cantavano ordinatamente dolcissimo e soave canto, ben pareva veramente tempo dilettevole a modo di dolce primavera. Ed eravi le strade e le vie tutte lavorate d'ogni natura pietre preziose, ed eravi tanto bene che molto rallegrava lo cuore di tutti quelli che la vedeva colli occhi, ed eravi bestie dimestiche e salvatiche d'ogni maniera. Andavano e stavano a loro piacere e volontà, e tutte stavano insieme dimesticarnente, sanza volersi fare niuno male o alcuna noia, l'uno a l'altro. Ed eravi uccelli per questo modo, e stavano insieme somigliantemente. Ed eravi vigne e pergole sempre ben fornite di preziose uve, che la sua bontà e bellezza avanza tutte l'altre. E veggiendo eglino queste cose e dell'altra assai che noi non abbiamo detto, noi non ci ricordavamo del mondo, nè del nostro munistero nè di niuna cosa che ci fosse mai incontrata, nè fame, nè sete nè sonno mai non avemo; mai non v'era nè notte nè nugoli nè cosa che mai rincresciesse: ogni piacere che a noi dilettava, tutti gli abbiavamo a compimento, per quelli quaranta dì che noi stemmo. E andando san Brandano di qua e di là; egli domanda: Che è ciò che in questo luogo ha tante cose così belle, e di così gran virtù e bontà e bellezza? Lo procuratore rispuose così: La cagione di ciò si è questa: lo nostro signore Iddio nel cominciamento del mondo, creò questo luogo, e fecielo nel più alto luogo del mondo, e pella sua altezza non venne di qua l'acqua del diluvio. E di ciò ne fe' una ricordanza David profeta in uno salmo che disse: Qui confidit in Domino, sicut mons Sion, non commovebitur in aeternum etc. L' altra ragione si è questa: Quelle ruote del cielo e delle stelle, sì si volgono più dirittamente sopra questo luogo, che sopra niuno degli altri luoghi, perchè v'è l'aura più diretta; e le stelle e i pianeti si volgono dirittamente per ogni tempo di sopra, e maggiore la sua virtù perciò ne viene. Onde non ci è per niuno tempo niuna tenebrìa, e ogni raggio di sole è diritto qui, e delle stelle e degli altri pianeti, e giugnesi per virtù lo mondo di sotto con quello di sopra: per queste cagioni, sì v'è cotali cose e cotante. Qua non è niuna persona, che commetta niuno peccato mortale nè veniale, nè che faccia cosa che non debbia. E andando così parlando insieme tutti quanti, di queste cose maravigliose, le quali noi vediamo; e che talvolta vediamo la terra tutta colorita come azzurro fine, e talora la vediamo lucente come oro fine, e talvolta pareva bianchissima, e talvolta vermiglia, e altri colori assai proprii. È ivi uva in gran quantità e di molte ragioni, l'una buona, l'altra migliore, e di più colori: altra aveva le granella rifonde e grosse e ben piene di dolcissimo vino; l'altra uva aveva lo granello lungo e bello, e somigliava vino. Queste cose e dell'altre assai vedemo tutte dilettevole e piacevole a l'occhio dell'uomo, tanto che troppo sarebbe lungo a dire, e dare a credere. Iddio ne sia testimonio che sa tutte le cose di questo mondo.[58]

Come san Brandano si partì da' profeti, e trovò un bosco di stranie erbe

e d'alberi e d'altre quattro belle cose.

E andando di qua e di là, e' viddono un bosco molto bello, e in mezzo del bosco sì era uno albero grandissirno sopra degli altri, el quale era tutto carico di begli pomi d'oro, e in cima di questo albero sì era un molto bello uccello, assai maggiore d'un pagone; e le sue penne erano tanto belle, e sì divisate dall'altre, che di bellezze mai non si troverebbe pari di quelle. Questo uccello comincia a cantare sì dolcemente e soave, che ogniuno par niente a rispetto di quello, e pareva che dicesse questo verso: Quis similiter fui, Domine Deus, quis similiter in virtute est, qui faciat magna opera virtutis, qui solus regnet in aeternum? Et ultra, qui te viderunt et delectabuntur in salutari tuo? E quando ebbe detto questo verso, ed egli vola via oltra il grande fiume; e allora noi andamo presso al bosco. Là dentro erano caricate di pietre preziose le foglie sue, erano d'oro e d'ariento, e parevano ch'elle ardesseno da uno de' lati; e venivaci uno odore sì odorifero e sì soave, che quasi ci faceva trangosciare di gran dolcezza. La fiamma che usciva fuori di quelli alberi era grandissima, e niuno fumo noi non vedemo. E andando in quella parte, ove pareva quella fiamma, e non trovammo perciò altro che gli albori; e levando noi il capo in alto, guatamo dall'altro lato donde noi c' eravamo partiti, e noi vedemmo la fiamma assai. E noi tornamo indietro, e non trovamo perciò altro fuoco.

Come san Brandano co' suoi frati truova una colonna che toccava

il cielo e la terra, fatta a modo d' una iscala.

E guatando ancora dall'altro lato, noi vedemo ancora maggiore fiamma ma di fuoco molto chiara e alta. In mezzo pareva essere una colonna, la quale pareva che toccasse lo cielo, ed era molto diritta e grossa, ed eravi lavorata una scala a scaglioni tutta così fatta attorno attorno. Ed era questa scala tutta lavorata di pietre preziose, e in piccola ora venne uno agnolo molto bello e piacevole di sua persona, ed era molto bene vestito. E quando e' fu per mezzo la cima dell'albero de' pomi d'oro, ed egli vola in su uno albero, e comincia a cantare tanto bene, e sì graziosamente con dolci canti e soavemente, che umana lingua nol potrebbe dire. Lo suo cantare sì era di ventiquattro versi lunghi di parole. Ed era fatto a questo modo, come una donzella che cantasse a un suo amadore. E quando egli gli ebbe cantati e' versi, ed e' parla così: Questo canto è dell'anima del giusto che vuol torre per isposo Yesu Cristo figliuolo di Dio, ch'è bello sopra ogni donzello, gentile e savio d'ogni virtù, grazioso sanza fine. Da poi ch'ebbe compiuto di cantare, disse a noi: Sappiate che gli è oggi quaranta dì, che voi fusti in questo luogo. Dobbiatevi oggi mai partire e andarne, e bastivi la grazia e la consolazione che Iddio v'ha fatta di vedere, e di adorare e di toccare tante preziose cose: pensate oggimai di tornare a casa vostra. Lo nostro signore Iddio vi manda a dire, che voi siete iscritti nel libro de' beati di vita eterna, e siete sicuri d'avere vita eterna, e avete la grazia sua. E quando ebbe dette queste parole, egli si torna indietro ond'egli era venuto.

Della colonna su diritta, pareva che n'uscisse una grande moltitudine di pecchie da far mele, ed erano grandi a modo di colombe. Ancora andava per lo luogo una compagnia d'alquanti garzoni giovani, tutti vestiti dilicatamente, e bene andavano cantando tanto allegramente e bene, che l'anime nostre pareva loro essere piene d'ogni dolcezza e d'ogni buon piacere[59].

Come i frati truovano un fiume ampio e grande, e partiva questa isola per mezzo.

E andando noi per questa isola, e per questa riviera, noi trovamo un gran fiume, el quale partiva questa isola per mezzo, e non vi pareva essere niuno ponte. Allora san Brandano si volge ai frati, e disse così: O frati miei, questo fiume è sì grande per ampiezza, che noi nol potremo passare; e perchè parte dirittamente questa isola per mezzo, noi non potremo più cercare questi luoghi, nè non potiamo ben sapere come questa isola è grande. E poi, non vuole Iddio che noi sappiamo delle cose di là, in quella parte; ma noi abbiamo ben tante cose vedute e toccate; che ci basta. E dette che gli ebbe queste parole, e' venne loro incontro un bel giovane adorno e piacevole, e veniva cantando una canzona molto dolcemente e soave. Salutocci molto cortesemente, e sì ci abbracciò e diecci la pace con gran divozione e allegrezza, chiamandoci tutti per nome, così dimesticamente com' elli fosse stato con esso noi sempre mai. E poi disse questo verso del psaltero: Beati omnes qui habitant in domo tua, Domine, in saecula saeculorum laudabunt te.

Ancora disse così a san Brandano: Amico di Dio e suo servo, questa si è quella preziosa terra, la quale voi siete andato cercando molto tempo, di dì e di notte, e avete sofferto gran fatica e passione e gran paure; ma pella grazia di Dio, voi siete fuori di questi pericoli, e siete stati pro' e valenti e fermi nella fede, a venire di qua, e compiere lo vostro intendimento. El signore Iddio sì v'ha assai bene fornito e fattovi a piacere; ma la cagione perchè voi noi potesti così tosto trovare, si fu perchè vi bolle prima mostrare delle cose segrete, le quali egli ha fatte per sua possanza, in terra e in mare; e quelle che voi avete vedute si è men che niente a rispetto di quelle che voi avete lasciate. Ora partitevi, e tornate indietro colla vostra navicella, e andate pella terra, onde voi vi partisti: e ivi compierete la vostra penitenzia allo onore di Yesu Cristo, ed egli vi meriterà di tornare al vostro luogo, se a Dio piace; e a quelli del vostro munistero, e all'altra gente sarà consolazione dell'anima e del corpo. E delle cose di questa isola toglietene quante voi volete, che sarà testimonio del vostro viaggio. E delle cose che voi direte, che avete veduto, per grazia di Dio, in vostra vita, la terra di promessione de' santi; e quello prezioso paradiso, che Iddio piantò in terra nel cominciamento del mondo, quando si misse a creare lo mondo, quell'ordine delle delizie, lo quale e' diede a guardare a Adamo primo uomo. E quando egli l'ebbe messo dentro, egli disse, che godesse a tutta sua volontà ogni cosa, accepto d'uno albero che Iddio voleva per sè. E in quel dì medesimo che fu messo dentro, e fatto lo comandamento, e in quel dì ruppe la ubidienzia e comandamento di Dio. E inanzi volle ubidire al priego di madonna Eva, la quale lo 'ngannò, che non volle ubidire al comandamento di Dio, che l'avea creato e fatto alla sua similitudine, e avevalo facto signore di cotanti beni. Ed egli ebbe maggiore paura d'offendere Eva che Iddio. Ben è vero ch'ella lo 'ngannò maliziosamente, ond'egli non vi stette, se non dalla mattina infino a nona. Lo signore Iddio che sapeva lo suo fallo e lo suo peccato, venne a lui, e ripiglialo del fallo ch'egli aveva fatto. Adamo si scusa, e disse, che la colpa era della compagnia che gli aveva data. Onde veggiendo lo Signore Iddio, ch'elli aveva sì forte fallato, e non si chiamava in colpa, ma dava la colpa ad altri; allora sì gli cacciò tutti ingnudi, amendue, e die' loro à dosso a ciascuno una pelliccia, e poi gli fe' comandamento, che dovesse lavorare e vivere della sua fatica. E poi comandò a uno agnolo, che guardasse questo luogo, ed egli non vi tornasse dentro, nè altri vi possa entrare, sanza sua parola. E per questo modo, fu poisempre guardato. Ond' è per ispezial grazia, che Iddio v'ha data, che voi ci siete potuti venire, e l'agnolo non ve l'ha vietato. Io vi dico, che gli è venuto lo dì della vostra perigrinazione, cioè che voi vi dovete partire di qua, e tornare al vostro munistero, e stare ivi tanto che Iddio vi chiamerà a sè. E queste cose[60] sì si diranno dietro alla vostra fine per molta gente, e sì sarà manifesta questa terra e queste cose, questo gran fiume che voi vedete, che parte questa isola per mezzo, si è molto prezioso[61]. Questo luogo ha questa natura e grazia, che sempre sta abondevole, e copioso di tutti beni. E la luce ch' è in questa isola, si è luce di Cristo, e non è di sole nè di luna; e perciò non ci viene mai notte per niuno tempo. Poi disse: Io sono uno de' donzelli di Dio, e hammi mandato qua da voi, a vedervi, e che voi possiate vedermi me, e che io parli con voi da sua parte. E quando ebbe dette queste parole, e' si partì che niuno nol vidde.

Allora san Brandano comanda a' suoi frati, che dovessono sicuramente cogliere de' frutti di quella isola, e togliessono di quelle pietre preziose, e altre buone cose che v'erano assai. I frati così feciono, e poi entrarono in nave. E tuttavia era con loro lo procuratore de' poveri di Yesu Cristo; e al nome di Yesu Cristo, cominciano a navicare inverso ponente, e in piccola ora e' giunsono alla nuvola così grande, ch'eglino aveano trovata prima, e passarono per mezzo entro la nuvola. E quando e' ne furono fuori, e vennono a una isola che si chiamava l'isola delle delizie, e andarono per ispazio di tre dì. E quando e' furono partiti d'indi, egli ebbono poi dì e notte, come da uso nel mondo; e stettono col procuratore alquanti dì, con molta consolazione. E poi si partirono al nome di Dio e di buona ventura tolsono commiato dal procuratore. E così si partirono da quel luogo; la nave loro sempre ebbe buon vento, e mai non ristettono d'andare e di fare el suo viaggio, infino a tanto, ch'ella giunse alla sua contrada, sempre andando sana e salva. E per questo modo, san Brandano e' suoi frati tornorono in quattro dì a salvamento, al suo munistero. E quando fu giunto alla riva del suo luogo, e' cominciano a cantare divotamente: Te Deum laudamus; e salmeggiando, dissono: Ecce quam bonum et quam jocundum, e Lauda, Ierusalem, Dominum, e Benedicite omnia opera, e Benedictus Dominus Deus. E così, cantando tutti quelli del munistero, vennono a udire li cantatori; ed e' cognobbono l'abate loro, e' suoi frati; e solennemente e con grande riverenza e festa gli riceverono. E l'abate diede la sua benedizione insieme colla pace, divotamente laudando e benedicendo lo nome del signore nostro Yesu Cristo, in saecula saeculorum. Amen. Deo gratias. Finitus est. Laus Domino nostro Jesu Christo .


 

[1] Codice Magliabechiano del sec. XIV, contrassegnato C. 2. n.° 4550, dei conventi soppressi, confrontato coi testi latini e francesi pubblicati dal Jubinal, la Legende latine de S. Brandaines. Paris, 1836. Il traduttore italiano ha siffattamente raffazzonato, alterato ed allungato il testo, senza retto giudizio e senza fantasia, che noi non abbiamo potuto pubblicar tutta la traduzione. Abbiam posto in nota i titoli delle rubriche tralasciate, perchè mancavano nel testo, e perchè senza nessuna importanza.

[2] Sanctus Brandanus filius Finlocha, nepotis Alti de genere Eogeni, e stagnile regione Mimensium ortum fuit, T. L.

[3] qui dicitur Saltus, T. L. Altri codici: Saltus virtutum Brendani. II T. F. li lande des vertus Brandainne, T. L.

[4] T. L. Nomine Barintus, nepos Neil regis.

[5] et osculatus est illum, T. L

[6] Il testo: dare a piacere.

[7] Così il Cod. Il T. L. expletis hiis sermonibus.

[8] Qui manca Filiolus meus Mernoc nomine, procurator pauperum Christi confugit a facie mea et voluit esse solitarius, invenitque insulam juxta montem lapidis, valde deliciosom.           

[9] Il Cod. erroneamente: rivela.

[10] Processerunt obviam sicut examen apum, T. L.

[11] Mernoc

[12] Daturus est. T. L. Que Dex donra à nos successeurs ou daerrain tans, T. P.

[13] Non potuimus finem illius invenire, T. L.

[14] est enim medietas insule istius usque ad istud flumen, T. L.

[15] Nolite, fratres, putare aliquid nisi bonum. Vestra conversacio procul dubio est ante portam paradisi. T. L.

[16] Anche qui si confonde continuamente il soggetto del discorso, assai più che non c'è avvenuto di vedere nel Tantolo.

[17] Et benedictus in donis suis, qui hodie nos refecit spirituali gustu, T. L.

[18] Il T. F. dont ordonerent; forse da leggersi, disposero.

[19] nomine Aende, T. L.

[20] in loco qui dicitur Brendani sedes, ascendit ibique fuit tentorium suum, ubi erat et introitus unius navis. T. L.

[21] coriis bovinis, T. L.

[22] linieruntque forfis omnes juncturas navis, così il T. L.; altri MS. aggiungono: pellium ex butiro.

[23] Il MS. dice: con

[24] Scio quomodo vos venistis. Iste frater bonum opus operatus est; nam Deus preparavit sibi aptissimum locum, vobis autem preparavit detrimentum et judicium, T. L.

[25] Post duodecim vero dies cessavit ventum, et ceperunt navigare usque dum vires eorum deficerent. T. L.

[26] Qui seguono due capitoli da noi tralasciati, e portano queste rubriche:

Came san Brandano truova una isola e una via che 'l menava a uno castello, là dove lo frate fè lo furto.

Come lo frate fece lo furto, e poi morì.

[27] Quasi tutte le citazioni de' salmi son fatte a capriccio, alterandone le parole, e qualche volta il significato.

[28] providit nobis locum, ubi ec. T. L.

[29] Il T. L. lo chiama Iasconius.    

[30] stetit navis, T. L.

[31] Ultra duo miliaria, T. L.

[32] Fratres, miramini quid hec fecit insula. T. L.

[33] Sonabant autem alae, ejus sicut tintinnabula, T. L.

[34] Aut pro qua re illarum collectio hic sit, T. L.

[35] set non peccando aut consentiendo sumus lapsi, T. L. - Mais nous ne péchâmes mie, ains nous i consentimes, T. F.

[36] presentiam Dei ex parte non videre possumus, T. L. - Mais le présenche Diu ne poons nous véir, T. F.

[37] Tantum alienavit nos consorcio illorum qui steterunt, T. L.

[38] invenies, T. L. - trouveraste, T. F

[39] reciptabant, T. L.

[40] usque ad terciam noctis vigiliam, T. L.

[41] ore sonabant, dicentes.

[42] Si tralasciano altri capitoli, con queste rubriche:

Come lo procuratore de' poveri venne con una -nave di pane piena, e altre cose da mangiare.

Come venne uno uccello, e favella a san Brandano in sulla punta della nave.

Come san Brandano truova il munistero di santo Albeo, e ivi fece la festa di Natale.

Come trovorono una fontana piena di pesci e di buone erbe.

Come feciono el Giovedì Santo, e la cena Domini, e 'l procuratore venne a loro.

[43] Si tralasciano le rubriche seguenti:

Come eglino viddono una isola, nella quale eglino stettono due mesi per un mal tempo.

Come trovorono una isola, nella quale era tre popoli, e uno de' frati vi rimase vivo.

Come venne a' frati uno uccello maggiore d'uno pagone, e recò loro uno ramo di fructari con assai fructari.

Come apparve loro una isola piena d'albori e di fructari.

Come viddono un'altra isola, la quale era chiamata Griffa, inperò che v'era in parte uccelli, e in parte bestie, e in parte pescie; per la qual cosa ebbono grande paura.

Come aparve loro uno mare chiarissimo; nel fondo sì era di tutti li uccielli del cielo, e di tutti gli animali della terra.

Come trovorono una isola piena d'odorifere erbe, ma amare, e gli albori che zontavano, e calavano.

Come apparì a' frati una colonna grandissima di puro cristallo, circundata d'un grosso canape.

[44] Quel che segue manca nel testo latino.

[45] Qui ricomincia il T. L.

[46] contencionem, T. L. tenchion, T. P.

[47] pannum vero, qui pendebat ante illum, aliquando ventus movebat, percutiebatque eum per oculos et frontem, T. L.

[48] Questa leggenda di Giuda non è nel testo

[49] Qui finisce la leggenda. Vedi Iacopo da Varaggio.

[50] Non autem pro ullo merito habeo istum locum, sed pro misericordia ineffabili JhesuChristi, T. L.

[51] Ibi est Leviatan cum suis satellitibus, et ego ibi eram quando glutivit fratrem vestrum, T. L.

[52] Ne me demones in adventu vestro crucient atque ducant ad malam hereditatem, quam precio comparavi. T. L.

[53] Qui si tralascia un brano del MS. italiano, perché manca nel testo latino

[54] Qui il MS. italiano ha una lacuna; il testo latino dice: Primo nample die quo entravi huc, circa horam nonam.

[55] Qui si tralasciano le rubriche seguenti:

Come san Brandano co' suoi frati, fece lo giovedì santo e la cena domini, e lo procuratore de' poveri di Cristo li acompagnò e condusseli nel paradiso diliziario, e stette con loro.

Come i frati trovorono un fiume di quattro bende e di quattro colori, in capo della via.

Come e' frati trovorono un ponte maraviglioso sopra il flume, e uno arco di sopra 'l ponte.

Com' e' frati truovano uno castello molto bello, oltr'allo ponte.

[56] Anche qui si tralascia uno dei brani, che mancano nel testo latino.

[57] Come sopra.

[58] Si tralascia la rubrica:

Come fan Brandano truova Enoc, Helya, e parla con loro nello paradiso terresto.

[59] Si tralascia la rubrica seguente:

Come e' trovano sette fontane e sette chiese, molto belle, e bene lavorate.

[60] Questa parola manca nel testo.

[61] Il testo dice: molta preziosa.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 03 maggio 2009