![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
Edizione di riferimento:
Walter Bombe, La châtelaine de Vergy en Italie, in Revue des langues romanes, publiée par la Société pour l'étude des langues romanes, Montpellier 1914, reprint 1970
NB. Abbiamo eseguito i seguenti interventi sul testo, tutti segnalati col colore rosso:
- correzioni possibili per rendere metricamente corretti i versi
- le vocali in rosso col puntino sottostante
O glorïosa, o vergine pulzella,
I' vo la gratia tua adimandare
e dire prima una storia novella,
per dare essemplo a∙cchi intende d'amare,
d'un chavaliere et d'una damigiella 5
d'un nobile lengniaggio et d'alto affare,
sichome per amore ongniunọ morine
e 'l gran dannagggio cheppoi ne seghuine.
Et non è anchora gran tempo passato,
che di Borghongnia avea la singnioria 10
un ducha che Ghuernieri era appellato,
huomo molto prodo et
di gran singnioria,
del chorpo bello et di chostumi ornato
et di virtù, quanto più si poteva,
e molto amava huominị virtudiosi 15
massimamente d'arme valorosi.
c. 112b.
Tra gli altri ch'egli amava del paese,
si era un molto nobile chavaliere,
giovane, gientilissimo e chortese,
ben chostumato di tutte maniere, 20
ricco di giente et
di tenere e d'arnese,
dell' arme forte e francho chavaliere,
più che allora si mettesse l'elmo,
e feciesi chiamarẹ messerẹ Ghuglielmo.
Dicho che quel barone si valoroso 25
amava per amore un' altra dama
del lengniaggio del ducha poderoso,
ch'era piú bella ch'alcunọ fiorẹ di rama,
e'l loro amore era tanto naschoso
che fra∙lla giente non nẹ chorreva fama, 30
e per non dir loro a·ssergiente o a chameriera,
d'una chucciola facievano messagiera.
Nulla si bella tita [6] nonchè più bella
allora si era cristiana o saracina,
e'l nome aveva la donna del verzella 35
che∙ppiú risplendeva che stella mattutina.
El padre suo nobile barone fue e ella
ella sua madre figliuola di Reina,
e quando del sechulo trapassoronọ
si gli lasciarono un riccho tenitorịo. 40
E ella l'amava chon si grande effetto
messere Ghuglielmo, che d'altro marito
non si churava ne voleva diletto,
c. 113a. essi cho∙llui stava a tal partito
e a ciaschuno poneva qualche difetto, 45
tosto che ragionarẹ n'aveva udito,
e∙ppiù baroni di Francia et della Mangnia
avea schifati e posto lorọ maghangnia.
E chosì stavano que' perfetti amanti,
cho·llorọ secreto amorẹ chiuso e cielato, 50
tanto che in vista nè in sembianti
acchorto non se ne sarebbe huomọ nato,
e rineghato arebbe Iddio cho' santi
ciaschun prima che l'avessi appalesato,
e quando per amorẹ si chongiungnie[v]ano, 55
udite e' savi modi che tenevano:
Quel palazzo
dove la donna dimorava
avea dintorno un nobile vergiero,
e una chucciolina che ghuardava
per me' la porta stava in sul sentiero; 60
quando messere Ghuglielmo si n'andava,
ella chonoscieva il chavaliero,
se esso avea chompangnia, ella lativa [10],
tanto che del giardino essi dipartiva.
E sanza chompangnia era venuto, 65
ella changniuola gli facica carezza,
eppoi di botto cierchava chol fiuto
tutto il giardino per ogni largliezza,
esse alchuno trova nel giardino fronzuto
c. 113b. naschoso, ocche lui il mirasse per vaghezza, 70
ella latrava veggiendo el barone,
e∙lla chucciolina tornava a sua magione.
E·sse alchuno non trovava, e ssi ragiona
alla donna ne gia la chatellina [13] ,
chome spirito avessi di persona; 75
chosi per cienni mostrando s'inchina.
La donna chon sovente amore sprona
pell'uso suo intende la chucciolina
e levossi subito et inn·estante [14]
al verzue gira ella [15] e'lla chucciola avante. 80
Quegli amadori pieni di letitia
si chongiungniono chon tutto el lorọ disio,
la disiosa e cielata amicitia,
faciè chiamare l'uno l'altro: - amor mio! -
Di baci et d'abracciarị facieanọ dovitia, 85
diciendo se altro non interviene, preghiamo Iddio [17] ,
che questo dilettoso tempo basti,
che chaso non n'avengha che ci el ghuasti.
E quando erano gran pezzo sollazzati,
la donna se ne gia e·essi il barone, 90
per temenza di nonn·esser trovati,
ciaschuno si tornava a sua magione,
ma la mattina po∙ch'erano levati,
veniano inchontro cho∙ll'altre persone,
non facciendo né atti né sengno né sghuardare 95
ch'altrui non se ne potesse mal pensare.
c. 114a. El disio dolcie ello chore spronava
et faciea l'amadorẹ pienọ d'allegrezza,
ma quella dama tanto allegra stava,
che nel viso fioriva sua bellezza. 100
Messere Ghuglielmo ogni giorno armeggiava
e faciea gra' chonviti e gran larghezze,
mostrava benẹ chom'era innamorato,
ma di chi fusse nol sapeva huomọ nato.
Or seghue qui la leggienda e'lla storia 105
della donna del gran duca Ghuernieri.
L'altra [alta] duchessa credea in sua memoria
che'l buon Ghuglielmo, nobilẹ chavaliere,
pe·llei faciessi chotale festa et gloria,
e armeggiando mostrasse a destriere, 110
e·cche e' fusse al suo bello piacere
preso d'amore tutto al suo potere.
Ella (ha) messo in lui ongni sua speme
e cielato l'amore oltra misura,
sicche el disio che'l dolore amorẹ prieme, 115
in gelosia ne vivea et im paura.
e·llagrime degli occhi el viso gieme.
Presente quella nobile criatura
dicieva: Amore, perche m∙ai chosi arso
di costui, che d'amorẹ m·è chosi
schasso [scarso]. 120
E volgeva si spesso gli occhi suọi
chome fa chi d'amorẹ forte si duole,
c. 114b e quando si trovava assolọ cho∙llui,
sì gli dicieva amorose parole.
Messerẹ Ghuglielmo ch'era dato altrui 125
ridendo, ciò che·lla duchessa vuole
e no·gliele neghava e no·gliele acchonsentiva
per cielare quella ch·ella avea im balia.
Un giorno er'ito el duca a suo diletto
e chavalchato avea a unọ nobile palazzo, 130
e·lla duchessa sanza ingniunọ sospetto
prese messerẹ Ghuglielmo per lo brazzo
e menosselo in chamera al lato al letto,
ragionandosi insieme chon sollazzo,
e per giuchare la donna e'l chavaliere 135
fecie venire gli schacchi e·llo schacchiere.
Dappoi ch'egli ebbono tre giuochi giuchato,
ella
duchessa ch'on amorẹ sovente sprona
disse: Messere, vuoi avete disiato
già gran tempo d'avere mia persona. 140
Orạ prendete di me cio·cche v'è agrato.
E abracciandolo gli bació la ghola,
poi gli baciò benẹ ciento volte il viso,
prima che'l suo dal suo fusse diviso.
E abracciandolọ gli diceva: Amor mio 145
perché mi fate d'amor tanta noia?
dè, chontentate el vostro e·mmio disio,
prendiamo insieme dilettosa gioia!
c. 115a. Io ve ne priegho pe·ll'amore d'Iddio!
O dolcie amicho, prima ch'io muoia, 150
se·mmi lasciate chosi innamorata!
Oimme, lassa, in mal punto fui nata. -
Messerẹ Ghuglielmo disse chon rampongnia
vedendo alla duchessa tanto ardire:
Chi·mmi donasse tutta la Borghongnia, 155
tal fallo io non farei al mio sire;
prima che gli faciessi questa verghongnia,
certo mi lascierei prima morire,
e voi, madonna, vi priegho in chortesia,
che·ggiammai nom pensate tal follia. - 160
E·lla duchessa si tenne schornata
e disse a·llui: Malvagio traditore,
dunque m'avete vuoi d'amor tradita,
fattomi chosi gran disonore?
Per cierto io vi farò torre la vita 165
e farovvi morirẹ chon gran dolore,
e a destrieri persona mai non monta
se vendetta non fo di chotale onta! -
Partissi il chavalierẹ doglioso e bramo,
veggiendo la duchessa piena d'ira, 170
e quasi di pazzia menava ramo [29],
si dolorosamente ne sospira,
e dipartissi, quindi
[gli] era grammo,
e·lla duchessa talẹ parole spira
che'n tale maniera mai non l'amerà. 175
Ella rimase ed egli uscì di chamera [30].
c. 115b.
Chome el barone uscì dalla duchessa
[andò ritto alla Dama del verzue] [L.] [32]
in chui aveva la sua speranza messa,
e rachontogli
'lo fatto
chome fue 180
e tutto ciò che 'nteso avea da essa,
e chome pose ongni verghongnia giue,
e·ssì, chome nolla volle servire,
e chome disse di farlo morire.
Di ciò la donna si faciea gran riso 185
e disse: La duchessa è forte errata,
che pensa nostra fede aver divisa,
e vuoi messere, se m'avessi inghannata,
si retrovata m'aresti chonquisa,
di mala morte in terra istranghosciata; 190
ma'l nostro amore cielato ha tanto effetto,
che dura e durerà sempre perfetto.
Parlando el chavaliere alla donzella,
ritornò in quel punto dalla chaccia
el ducha cholla sua chompangnia bella; 195
egli smontò dal chavallo chon bonaccia.
In quello venne la duchessa fella,
piangiendo gli fecie crocie delle bracia,
graffiata el volto chon molta malitia,
gli disse: Singniore mio, fammi giustitia ! 200
Turbato el duca chon maninchonia,
udendo la duchessa choisì parlare,
e·ssì le disse: Dolcie vita mia
c. 116a. perchè vi fate si gran lamentare?
Fecievi oltraggio niuno huomo che∙ssia? 205
Dimelo che nonn·è di qua dal mare
re nè barone chessè v'a fatto oltraggio,
ch'io non faccia mia onta e·mmio dannaggio.
Allora la duchessa fradulente,
per dare alla malitia più cholore, 210
trasse el ducha da parte della gente,
chominciogli a·ddire questo tinore:
Messere Ghuglielmo falso e schonosciente
mi richiese oggi del villano amore,
ond'io ti priegho, Maestà gradita, 215
che a tale offesa non champi la vita.
Anchora m'a fatto più oltraggio assai
chontra mia voglia mi volle sforzare,
e stracciomi e' drappi et fregi e vai,
e pocho mi valeva merzè chiamare, 220
ond'io per questo non sarò giammai
allegra, s'io nol vegghio squartare,
a·ffarne fare quattro parte a' palafreni
dalla inforchatura insino alle reni. -
Ma'l ducha savio chiaramente vede 225
chome si vede chiaro el biancho e 'l [39] nero,
che·lla duchessa mente, e no·lle crede,
e ben chonoscie che non dicie el vero,
ma pure le disse: Donna, im buona fede
c. 116b. a voi promettoome sire intero 230
che d'esta offesa fia alta vendetta,
ma non v'incresca [40] s'io no·lla fo in fretta. -
La duchessa rispuose chon superbia
e disse: Fate ciò·cche vi diletta.
L'offesa e·mmia et pure a vuoi si serba, 235
di chi m'oltraggia di farne vendetta;
l'ondugiare si·mmi induce pena acerba.
Ma giurovi alla crocie benedetta
di giammai non parlarvi di buon chore
se primemente el traditorẹ non muore. 240
Partis'si el ducha da quel parlamento
sechondo che racchonta la leggienda
chol chorẹ gravato chon tanto tormento,
che'n verità d'Iddio assai l'offenda
e nella mente e nel proponimento 245
el credere e'l discrederẹ lo
d·asse [43] chontende
cio ch·ella Duchessa gli mentisse
o·cche messere Ghuglielmo lo tradisse.
Torciesi el ducha et chon molto chaldo sanghue
per ira avea rosso la faccia e gli occhi 250
per temenza la sua famiglia langhue
e que' che non langhuivano eranọ sciocchi,
[e di lui non sarebbe uscito sangue.]
chi·ll·avessi tagliato tutto a rocchi,
e sospirava chome ferito orso 255
dello dubievolẹ chaso ch'era occhorso.
c. 117a.
Allora
E disse el ducha a un
[suo] charo sergiente:
Va per messere Ghullelmo e di' [46] ch'io el voglio.
E chome e' giunse a·llui inmantanente,
disse; Messere, di vuoi forte mi doglio. - 260
E si gli racchontò el chonvenente
della duchessa e anchora el chordoglio,
e sichome l'avea d'amorẹ richiesta
e·lla persona oltregiata e molesta.
Messerẹ Ghuglielmo disse al ducha: Sire, 265
vostra duchessa parla gran follia,
che io mi lasciria prima morire,
ch'io vi faciessi tanta villania;
e non sono chavalierẹ chon tanto ardire,
ch'io volessi dir mai che chosì sia, 270
ch'io nol facci in sul chapo mentitore
et discredente chome traditore.
Et quando non bastasse questa schusa
io vi farò chiaramente vedere
che inn·altra donna el mio amore usa, 275
gradita e nobile, et di gran potere
che solo sua belleza ghuarda e musa [49]
e a l'anima mia e'l chorpo a suo potere.
Quell'alta donna della mia persona
è figlia di reina di chorona. - 280
El ducha disse: E io vi chomando,
messerẹ Ghuglielmo, che fra questo mese,
a∙ppena della vita a essere im bando,
c. 117b. che vuoi sghomberiate tutto el mio paese.
Ma questo vo' che non si intende quando 285
voi mi facciate si chiaro e palese
di quella in chui avete speme messa,
ch'io creda a vuoi e nonne alla duchessa.
Partissi el ducha allorạ di quel chonsiglio,
ed era alquanto menọ maninchonoso. 290
Messerẹ Ghuglielmo chon crucciato ciglio
se nẹ gi chol chore aflitto e maninchonoso [52],
e nel suo chuorẹ dicieva: Frescho giglio;
dama, el nostro amore chiuso e naschoso
chonvienẹ ch'al duca in tutto si riveli 295
e·cch'io del tuo piacierẹ mi fuggha, o cieli.
Lo stare lontano da·tte nonn·è aviso,
poterẹ menarẹ mia vita a tal chostume,
ch'io fussi cho'santi im paradiso,
al luogho ove di gloria a·llargho fiume, 300
non sofferrìa di starẹ da·tte diviso!
Dama, fontana d'ongni bel chostume,
or mi chonviene, o doloroso, lasso,
farti palese o girmene a gran passo.
E·ss'io piglio el partito di fuggirmi 305
e lasciare el paese in talẹ maniera,
ben dirà el ducha: - E' voleva tradirmi,
e fare la duchessa veritiera, -
e·ll·altre gienti che potranno dirmi
si chogli traditori ch'io sia a schiera; 310
s'io mi diparto e'l vostro amore no∙ischo[pro],
chome di questo fallo [55] mi richuopro? -
c. 118a. E stando in tal maniera el chavaliero,
che·ggià pareva di dolorẹ musorno [57],
per questo aflitto e doglioso pensiero, 315
e·ggià era passato el nono giorno
e subito gli venne un messagiero
che inmantanente sanza ingniunọ soggiorno
che di presente chomparissi al ducha
nella gran sala
dove el singniorẹ manducha. 320
El chavalierẹ di subito fu mosso
chon sei valletti gì su pe·lle schale
chon un mantello di drappo bruno addosso,
e·llagrime degli occhi in
sul viso chale,
la pelle gli pareva crucciata
addosso, 325
e giunse al ducha, ch'era suso in sala;
di questo el ducha e·lla sua famiglia
vedendolọ, ciaschedunọ si maraviglia.
E in segreto dell'altrui presenza [60]
[co]si gli disse: Ora ti [ri]chonforta 330
ched e non ti bisongnia aver temenza
se·ttu avessi la duchessa morta.
Ma dimmi il vero, io te ne terrò credenza
per quella fede che·ll'anima porta:
qual dama avete che·ssi vi talenta 335
ch'io possa dirẹ che·lla duchessa menta.
Vedendo el chavalierẹ ch'a due partiti
che'l duca voleva esserẹ fuorị di dubbio
c. 118b. diventogli le sensa sbigottiti
e'l fresco viso suo divenne bubio, 340
eppoi si stava chome e morti ingniudi
vòlti in trestitia chome panno in subbio,
quando ebbe e' denti della linghua sciolti:
Sire vien' mecho e mostrerolti [62]. -
Già era sera e∙ll'aria fatta bruna, 345
quando si mosse el ducha e'l chavaliero
Vero è che lucica el lume della luna;
e amendue andarono al verzero
ove cielato spesso si raghuna
la bella dama chol baronẹ sinciero. 350
Ma di fuora del giardin rimase el ducha
dopo un gran ciesto d'una marmerucha [64].
Messere Gliuglielmo entrava nel giardino,
e'nchontro si gli venne la changniuola
che·ssi giacieva tra fiorị del gielsomino; 355
el chavalierẹ la chiamava figliuola,
ella scherzava col chavalierọ fino,
poi cierchava el giardinọ per ogni schuola
intorno intorno al vergiero pretioso,
se niuno huomo vi trovava naschoso. 360
Quando ebbe ben cerchato la chatellina
andonne nella zambra delettosa
ove dormiva la stella mattutina,
ch'era del chavalierọ desiderosa.
Messere Gliuglielmo a quel punto non fina, 365
c. 119a. e mise dentro el ducha alla naschosa,
e poselo doppo un ciesto d'un rosaio
doppo la sponda d'un chiaro vivaio.
In questo mezzo avia fatto la chuzza [68]
già quella damigiella rivestire 370
e perció stante a·llei fa venuta
a cque' ch'a forza la volea tradire,
ma non si pensava ella esserẹ traduta
da quegli in chui avea messo il suo disire
e nom pensando del traditorẹ l'effetto 375
prese chol drudo suo ongni diletto.
Ma il barone ch'avea la mente trista
al tutto nom potìa tenerẹ celato,
e quella che·llucie più ch'oro illista
disse: - Ch'avete, chavalierẹ pregiato? 380
Voi mi mostrate turbato nela vista.
Poss'io far cosa che vi sia agrato
e mancherebevegli oro o argento
o altra chosa aresti im∙piacimento?
Disse il barone : - Io mi sento una doglia 385
che·mmi
tienne chonturbato lo chuorẹ mio,
e si·mmi fa tremarẹ chome una foglia,
quando è perchossa dallo vento rio,
ond'io vi priegho s·è·lla vostra voglia,
anima mia che n'andiate chon Dio ! - 390
E·llagrimendo allorạ s'achomiantarono,
ma prima ciento baci si donarono.
c. 119b. Cosí se nẹ va la bella dama tosto,
e·lla chucciola sua sempre davanti.
El ducha ch'era nel rosaio naschosto 395
tornò al chavalierẹ chon be' sembianti
e disse: - Il vostro amore è in dama posto
che io l·ò charo semila sembianti [72].
Chosi parlando 'lo barone e'l sire
tornò ciaschuno in sua zambra a dormire. 400
Or volse el ducha quella notte istesa
cholla duchessa sua donna dormire.
Quand'ella el vidde, ella fuggì da esso,
levossi suso et vollesi vestire,
giurò di non dormirẹ giammai chon esso, 405
e disse a·llui sed e' non fa morire
messerẹ Ghuglielmo che·mm·a fatto oltraggio
e a voi volse fare si gran dannaggio.
El ducha irato disse: Funne menti
del chavaliere essi' fai gran peccato, 410
enchontro a·llui falsamente arghomenti
ch'egli a tale dama el suo amore donato
che∙ppiù bella di te per ongniuno venti,
e io l'ho veduto e egli me l'ha mostrato
a quella e chome el modo tiene a gire a ella, 415
dama che lucie più che sole o stella. -
Or quando la duchessa lo ducha ode
dire che messerẹ Ghuglielmo ha una amicha,
iratamente gli parlò chon frode
c. 120a. e disse: Sire se Iddio vi benedicha, 420
chi è la donna che'l chavalier ghode,
in chui bellezza non falla nimicha?
El ducha le rispuose: Amorẹ mio bello,
certo non te lo direi per unọ chastello ! -
Ma tanto la duchessa lo schongiura 425
che innanzi che de fusse la mattina,
disse el ducha pe·llorọ malaventura:
La donna del verzue che è mia chugina, -
e rachontolle el fatto per misura,
e chome per messaggio aviene una chatellina, 430
e chome e' vidde uscirgli del palazzo
e nel giardinọ tennonọ l'un l'altro in brazzo.
A tanto si tacìe questa novella,
e·lla duchessa champò dolorosa.
El giorno avia gia fatta l'aria bella 435
ch'ella uscí della zambra amorosa
vestita d'una porpora novella,
ma non mostrava nel sembiante dogliosa
e ginne in sala dove aveva i baroni
e donne e chavalierị di più ragioni. 440
E fecie allora la duchessa appellare
giovane e donne e vaghi chavalieri,
e disse a·llorọ che voleva danzare
a ghuida della donna del verzieri.
Ella disse: - Dama d'alto affare 445
io nol so fare, ch'io lo farei volontieri. -
E·lla duchessa gli rispuose alpresera:
Vo' sete di maggiorẹ fatto mestiera.
c. 120b. Maggior fatt'è che menare una danza
aver sì bene vostra chucciola avezza, 450
ch'al vostro drudo novelle e ciertanza
porta, quando volete sua bellezza.
El ducha ne può farẹ testimonianza,
chon suoi occhi el vidde per ciertezza. -
Udendo la fantina queste chose, 455
partissi quindi e nulla rispuose.
E ginne nella chamera, tremando,
sichome quella che di duol moriva,
e di messerẹ Ghuglielmo lamentando,
preghandone la vergine Maria, 460
sichome egli l'er'ita abominando,
ch∙ello chonduca a·ffarẹ la morte ria.
Chome chonducie me, che chon mia mano
morrò chome Bellitie [81] per Fristano! -
Nella man destra aveva la spada ingniuda
465
e·lla chucciola nel sinistro braccio
diciendo: Traditore poi che t'agrada
ch'io m'uccida, eccho ch'io me nẹ spaccio -
Poi dicie: - Chatellina mia leggiadra,
oggi sarò inn·inferno, be·llo saccio, 70
e di mia morte tu·ssia testimoni
dinanzi al ducha e a degli altri baroni. -
El pome della spada appogiò al muro
e achonciossi il chore per me' [84] la punta
diciendo: - O me lasso, chom'è duro 475
el partito dove sono io oggi giunta,
c. 121a. per te, Ghuglielmo, traditore schuro.
Chon Didio di Chartagine chongiunta
oggi saro inn·inferno chon dolore! -
Poggiò la spada e missela nel chuore. 480
E una nana, che udì il gran lamento
dentro alla zambra el pietoso langhuire,
e volentieri sarebbe entrata dentro,
ma per temenza nonn·ardiva aggire,
udì el mortale sospiro chol lamento 485
ch'ella gittò quand'ella [86] venne al finire,
chorse la drenta e trovolla transita,
onde stridendo si tolse la vita.
Chorse messerẹ Ghuglielmo e molta giente
al pianto della nana dolorosa, 490
e vidde morta in terra la·nnociente,
palida e fredda da morte anghosciosa,
onde trasse la spada immantanente
del tristo petto, tutta sanghuinosa,
e disse: - Spada prima che·ssia forbita 495
a·mmè, lasso, a·mmè torrai la vita! -
Chol viso in sul suo faciea gran pianto
diciendo: Traditore io mi ti chonfesso,
e chiamando al mondo testimoni intanto
ch'io chon teco morrò per tale eciesso, 500
e·cchi·è in questa zambra da ogni chanto
vedrà la morte mia simile dapresso. -
E missesi la spada chon quel sanghue
per mezzo' del chuore onde di morte langhue.
c. 121b. Quivi si v'era grande strida misse, 505
salvo che·lla duchessa
che·sse·ne rise,
vedendo morti d'amendue chostoro.
El ducha si mugghiava chom'un toro
e rachontava si chome s'uccisoro
Pirramo e Tisbe alla fonte del moro, 510
e dicie tutti: - Per simile crimine
mori Francïescha da Rimine. -
(Qui il Testo curato da Bigazzi riporta la seguente ottava
non presente nel nostro codice:
El ducha avea di quella morte cholpa -
del barone e dela dama felicie,
Ond'elli per tristizia, si dipolpa, (515)
come questa leggienda chonta e dicie,
e la duchessa fortemente incholpa
chiamandola malvagia meritrice,
e pentesi che gliel avea contato,
per lei che gliel avea rimproverato.) (520)
Stando el ducha in dolore e in tempesta.
e nella pena ch'io ò di sopra detta,
prese la dolorosa spada presta 515
e ferì la duchessa maladetta,
e dallo 'mbusto gli taglió la testa, (525)
per farẹ de' chorpi nobile vendetta
che s'eran morti pella sua difetta,
e di quello fecie el ducha giustitia dritta. 520
Ma quando el ducha die' quella ferita
alla duchessa, che di gioia ballava, (530)
ell'era già di chamera uscita
chon altre donne et in sala ballava.
Chosi danzando, le tolse la vita 525
purghando el vitio in che ella fallava,
e partille la testa dallo 'mbusto (535)
el mangnanimo ducha dripto e giusto.
Morta quella duchessa fradolente
fecie seppellire e' chorpi a grande honore. 530
Direnon si può el lamento che·lla giente
c. 122a. facieva et il gravoso dolore. (540)
Eppoi il ducha non dimorò niente,
per volere ramendare el suo chuore,
chiamò un suo nipote overọ chugino, 535
e diegli il duchato a suo dominịo.
Fatto che l'ebbe Sire del suo paese (545)
e da sua giente avuto il sacramento,
chavalieri tolse, tesoro e arnese,
e chalvalchò sanza dimoramento 540
inver di Rodi, a stare alle difese
de' Saracini et ivi chon tormento (550)
finì la vita sua chon gran travaglia
stando sempre in zuffa et im battaglia.
Singnorị che avete udito il gran dannaggio, 545
ch'avenne a due amanti per malitia,
della duchessa, bene che'l ducha saggio (555)
chom'io v'o detto, ne fè gran giustitia,
onde poi si dispuose a·ffar passaggio
sopra de' Saracinị per gran nequitia, 550
e·llà morì in servigïo d'Iddio.
Al vostro honore et [è] chompiuto el chantarẹ mio. (560)
Finita et [è] la storia della donna del vergiú.
Note
____________________________
[1] 1 Bi. gloriosa e vergine domzella. - 2 » grazia vostra adomandare. - 3 » dir per versi. - L. dire 'n rima - 4 L. a chi. - Bi. a amare. - 5 Bi. d'um cavalieri. 5 Bi. d'un cavalieri. - 6 » di mobile lenguaggio e d'alto afare. - 7 » ciaschun morie. - 8 » che dapoi n'uscie..
[2] 1 Bi. um gran tempo. - 3 » era chiamato. - 4 » uom valoroso e pien di cortesia -- L. uom molto prodo e di gran baronia - 5 » si potia. - 6 Bi. di verità quantomo dir porria. - 7 » gl' uomini. - L. gl' uomin. - 8 » inn' armi poderosi.
[3]1 Bi. chui amava. - 2 » cavalieri. - 3 » prode e gientilissimo. - 4 » bem. - 5 » d'argiento posissione. - L. di terre. - 6 » del chorpo franco e nobil bacciellieri. - 7 » quanto a quel tempo. - 8 » faceasi chiamare. - L. faciesi.
[4] 1 Bi. bacon si poderoso. - L. baron. 2 L. alta dama. - 3 Bi. valoroso. - 4 » che nessun. - 7 » o schudiera. - 8 - d'una cucciola favieca. - L. una cucciola facien.
[5] Bi. zita. - L. nulla si bella zita era né più. - 2 » bon si trovaro piana. - L. allora né cristiana o saracina. - 3 » del Verzu. - L. vergiú. - 4 » ch'era piú bella che. - L. che più splendea. - 5 » el padre suo nobile Barone fu. - L. nobil barone fu. - 6 » e la madre figliuola di redina. - L. sua madre era figliuoli di regina. - 7 » quando di questo secol trapassôro. - L. e quando essi del secol trapassôro. 8 » lassorli un grande e un riseco tezoro. - L. lasciaro un ricco tenitoro.
[6] tita: ragazza
[7] 1 Bi. ma ella l'amava cho maggiore affetto. - L. ella l'amava. - 6 » e non avea diletto. - L. volea diletto. - 4 » e si cielata stava a tal partito. - L. e si co' lui si stava a tal partito. - 5 » a ciaschedun ponea. - L. a ciascuno ponea. - 6 L. baron. - 8 Bs. maganda.
[8] 1 Bi. cosi si stavan i due perfetti. - L. perfetti. - 2 » col lor secreto amor. - 3 » cotanto che per cenni e per sembianti. - L. cotanto. 4 » non se ne poté achorgiere homo nato. - L. uom nato. - 5 » e renegato avieno. - L. e rinegato arebba - 6 » prima ciascun, ch' averlo appalesato. - 8 » udite e' sottil' modo che teneano
[9] 1 Bi. il palazzo dove la bella abitava. - L. dove ella dimorava. - 2 » d'intorno avea un nobile verzieri. - 3 » che 'l guardava. - L. che 'l guardava. - 5 » quando messer Guglielmo v'arivava. - 6 » ed ella conoscea il cavalieri. - L. ella ben conoscieva. 7 » se g1' era achomagnato eLa latiria. - L. avea com-pagno. - 8 » tanto che del giardim e' si dipartiva - L. e' si partiva.
[10] lativa: si nascondeva (dal latino lateo, ēre)
[11] 2 Bi. e la cucciola gli facea caressa. 5 » imantanente ciercava col fiuto. - 5 » sol per veder se nel verzieri fronzuto. - L. e se alcun trova. - 6 » funne nessuno o che mirasse per vaghezza. - L. o - 7 » ella latrava, veggendo. - L. ella latrava e, veggendo. 8 » tanto che si tornava a sua magione. - L. la cucoiola tornava a sua magione.
[12] 1. Bi. se nom trovava niuno. - L. e se alcun non trovava. - 2 » ch' alla donna ne gia. - L. alla, donna ne gia. - 3 » spirito avea sieome di persona - 4 » cosi, per cenno mostrando, l'anchina. - 5 » la dama in chui amor sovente sprona. - L. la donna. com' sovente amore sprona. - 6 » aluzo suo intende' la catelina. - 7 L. e levasi di subito e in istante. - 8 Bi. gine al verzieri chola cucciola. - L. al verzue giva e la cucciola avante.
[13] chatellina: cucciolina (da catello, voce panromanza)
[14] inn·estante: all'istante, immediatamente
[15] eliminando "ella" (ridondante) l'endecasillabo torna normale
[16] 1 Bi. e quivi gli amadori pieni di letisia. - 2 » si congiungevano. - 4 » chiamar facie. » - 5 v'avea dovizia. - 6 » ciascun dicendo: Io non chiegio altro a Dio. - L. l'un dice a l'altro: Ben, preghiamo Iddio. - 7 » se non ch'el dilettoso tempo basti. - 8 » che si guasti.
[17] strano verso irregolare
[18] 1 Bi. quando s'eran gran tempo sollazzati. - L. quando erano. - 2 » e si partia la dama e 'l barone. -- L. e si il barone. - 3 » per paura di non esser trovati. 6 » e la mattina, quando eran levati. - 6 » veniamo a corte. - 7 » non facciendo atti cienni. - L. non facciendo né segno né sguardare. - 8 » che verun uom potesse. - L. ch' altrui non sen potesse.
[19] 1 Bi. el dizio dolcie chel chore spirava. - L. nello cor spronava. - 2 » tenea que' due amadori. - 3 » la damigiella tanto allegra stava. - 4 » che nel viso li fioriva la sua bellezza. - 6 » e facea gram conviti chom largezza. - L. e gran larghezza. - 7 » ch' egli era innamorato. - 8 » ma di cui fusse nol sapeva uom nato. - L. uom nato.
[20] 2 Bi. che la donna. - 3 » credé in sua memoria. - L. l'alta duchessa. - 5 » faccia per la suo amore tal festa e gioia. - L. per lei. - 6 » montasse a destrieri. - 7 » e che de fusse del suo bel piacere. - L. e ch'egli fusse. - 8 » a tutto il suo potere.
[21] 1 Bi. ela avea messo. - L. ella, che ha messo. 2 » oltre mizura, - 3 » el disio dolcie nel chore li prieme. - L. il disio d'amor nel core prieme. - 4 » im gelosia. - L. ed in paura. - 6 » sovente quella nobil creatura. - L. e lagrime degli occhi il viso geme. - 7 » diciendo - m'hai cosi arso. - L. Amor, perché m'hai cosi arso. - 8 » m'è cosi scarso. - L. m'è cosi scarso.
[22] 1 Bi. e volgiea. - 3 » com lui. - L. a sol con lui. - 4 » si li parlava. - 6 » vedendo, cio che. - 7 » non gliel negava e ne l'anentia. - L. no glielo negava et no l'acconsentia, - 8 L. per celar quella che l'avea in balia.
[23] 2 Bi. fuor della terra a un ricco palazzo. - L. aveva ad un palazzo. - 3 » sensa alcun difetto. - L. sanza ignun sospetto. - 4 L. meser Guglielmo. - Bi. per lo brazzo. - 5 Bi. sembra. - L. zambra, - 6 » sollasso. - 7 L. e per giucar la donna e 'l cavaliere. - Bi. cavalieri. - 8 Bi. feciem. - scacchieri. - L. e lo scacchiere.
[24] 1 Bi. ch'egli ebbom - giuocato. - L. ebbon tre giuochi giuocato. - 2 » la duchessa che si stugie e cola sprona - L. la duchessa com' amor spesso sprona. - 3 » avete voi disiato. - L. messere, avete disiato. - 4 » già lungo tempo di trovarmi sola. - 5 L. or prendete di me ció che v' é a grato. - 7 » e poi gli bació - 8 L. fosse ddviso.
[25] 1 Bi. e la stringendol dicea. - L. ed abbracciandol gli dicea. - 4 » bel dolcie amicho mio per chi muoia. - L. pell' amor di Dio. - 6 » che voi prendiate mecho diletto e gioia.
[26] 1 Bi disse messer Guglielmo. - 4 L. a lo mio sire. - 5 Bi. tal vergogna. L. 'sta vergogna. - 6 » certo io mi lascierei imprima morire. - 7 L. prego in cortesia. - 8 Bi. non pentiate. - L. non pensiate.
[27] 1 Bi. tenessi la duchessa ivi schernita. - 4 » dizonore. - 5 » tor la vita. 6 » a gran dolore. - 7 » la mia persona a destrieri mai non monta. - 8 » di si fatta onta. - L. di cotal onta,
[28] 1 Bi. era quel cavalier doglioso e gramo. - L. e gramo - 2 » vedendo la Duchessa. - 5 » egli era bramo. - L. e di partirsi quindi gli era gramo. - 6 L. ta parole spira. - 7 Bi. che giamai non l'amo per tal follia. - 8 » usci di zambra et andossene via.
[29] menava ramo: dava dimostrazione di, faceva mostra di, "vedendo la duchessa piena d'ira che domostrava la sua follia..."
[30] I versi 7 e 8 sono costruiti in maniera imperfetta, con rima fra una tronca e una sdrucciola
[31] 1 Bi. partito che si fu dalla Duchessa. - 2 » andossene alla dama. - L. andò ratto alla Dama del verzu. - 4 » e racconto 'l fatto come fu. - L. raccontogli 'l fatto come fu. - 6 » e come ella pose ogni vergogna giú. - 7 » et com' elli nolla volle servire. - 8 » ed ella disse.
[32] Abbiamo inserito il verso tratto da "L."
[33] 1 » la donzella di ciò fecie gram risa- 4 » se m'avessi imgannata. - 5 » qui retrovata m'avreste conquisa. - 6 » trangosciata. - L. trangosciata,
[34] 2 » tornò in quel mezo el Duca dalla caccia. - L. ritorna - 5 » con la sua compagna chiarita et bella. - L. con la sua compagna. - 4 » e dismontò al palazzo con bonaccia - L. e smonto. 5 » in questo giunse la Duchessa fella. - 6 » piangendo li fe. - L. piangendo fere. 7 » graffiata e1 viso. - 8 » signor mio. - L. signor mio.
[35] 1 » turbossi el Duca. - 2 L. si parlare - 3 Bi. diciegli : - Dolce anima mia. - L. e si le disse - 4 » di che fai tu si gran lamentare. - 5 » e t'oltraggiato verun uomo. - L. niun uomo che sia. - 7 » che t'abbi fatto oltraggio. - 8 » che io non faccia, a lui onte e dannaggio. - L. e mio dannaggio.
[36] 1 Bi. frodolente. -- L. fraudolente. - 4 L. e cominciògli.
[37] 1 Bi. ancor mi ferie. - 2 » sfarsare. - 3 L. egli straciòmmi. - 6 Bi. sed io nol veggio - L. sei io nol veggio. - 7 » e farne quarti a quattro. - L. farne far quattro pasci. - 8 » per infino alle reni. - L. dall' inforcatura insino.
[38] 1 Bi. el Duca savio. - 2 L. el bianco e'l nero. 3 Bi.e non gliel crede. - 5 » ma pur li dicie. - 7 » che del baron ne fi' alta vendetta. - 8 » ma non v' incresca. - L. ma non v' incresca.
[39] nel testo è riportato: dal; riprendiamo la variante di L., che riporta il verso al numero giusto di sillabe
[40] nel testo abbiamo: rincresca; utilizziamo la variante sia di Bi che di L.
[41] 1 » alora la Duchessa con superbia - 5 » e lo 'ndugiare si mi da pena acerba. - 6 » e giurovi alla fede benedetta. - 7 » di non parlarvi mai di buono cuore
[42] 1 » alor dal parlamento. - 2 » raccontam le leggiende. - L. raccontan le leggende. - 3 L. col cor gravato. - 4 » di Dio molto l'offende. - Bi. assai l'offende. - 6 » discredere contende. - Bi: discredere lo contende. 7 » cioè che la duchessa. - Bi. over che la duchessa.
[43] d·asse: crediamo in una aggiunta del copista da espungere
[44] 1 Bi. volsesi el duca comma 'l caldo langue - 2 » per ira rosso avea. - 5 » e di lui non sarebbe uscito sangue. - 6 » chi l'avesse. - L. chi l'avessi. - 8 » pensando nel gran chapo ch'era occorso. - L. dello dubievol caso ch' era occorso.
[45] 1 » disse el duca a un suo caro sergiente. - 2 L. e di' ch' io il voglio. - a Bi. e quando e' giunse. 4 » disse 'l duca; - barone, di voi mi doglio. - 5 » racchontolle. - 6 » e la duchessa facie il gram cordoglio. - 7 » e siccome d'amor l'avea richiesta. - L. d'amor richiesta. - 8 L. e la persona.
[46] Nel testo abbiamo: digli; emendiamo sulla scorta del manoscritto L.
[47] 1 Bi. disse mescer Guiglielmo al duca: - 2 » la duchessa parla chom follia. - 3 » certo io mi lascierei. - L. ched'io mi lasceria. - 5 » che volessi pur che cosi sia. - L. che volessi. 'I » ch'io nol fattesi al campo. - L. sul campo. 5 » e ricredente.
[48] 1 Bi. » se non ci bastasse. - 3 » che un' altra bella donna il mio chor usa, - 4 » nobile e bella e d'ogni buon potere, - 5 » le sue belle sono oltra mizura. - 6 » è al suo potere. - L. ha 'n suo potere - 8 » è figluola.
[49] musa: forse dal francese muser, guardare oziosamente, in questo caso: contemplare amorosamente
[50] 1 Bi. disse el duca: - Barone. - L » che infra questo mese. - 3 » a pena della testa. - L. a pena della vita esser in bando. - 4 » che voi mi sgomberiate el mio paese. - 5 » e questo vo'. - L. che non s'intenda. 6 » se prima non mi fate. - 7 » in cui avete speranza. - 8 » e none. - L. e non.
[51] 1 Bi. dal consiglio. - L. allor di quel consiglio. - 4 » sene gi col cuore afflitto e doglosio. - L. sen gi col cuore afflitto e pensieroso. - 5 » entro se stesso dicieva: - Ho fresco giglio. - L. e nel suo cuor. - 6 » donzella, 'l nostro amor. - L. dama, lo nostro amor. - 7 L. convien ch'al duca. - 8 » o ch' io dal tuo piacer.
[52] se usiamo pensieroso secondo la lezione di L il verso diventa normale: sen gi chol chuore aflitto e pensieroso
[53] 1 Bi. di star lontano. - L. lo star lontano da te non é aviso - 2 » ne di rechar mia vita a tal costume. - 4 » dove di gloria rilucente ha. - L. ha largo fiume. - 5 » non sofferrei. - L. da te diviso. - 6 » d'ogni buon chostui. - 8 L. a gran passo.
[54] 1 Bi. ben lascerò. - L. en tal maniera. - 6 » si cogli traditori som meno. - 7 » s'io no mi diparto e 'l vostro iscopro. - L. no' scopro. - 8 » e giamai chotal fallo non ricuopro.
[55] nel testo abbiamo falso: ma forse sarebbe meglio recuperare fallo da altri codici
[56] 2 Bi. che bem paxeva. - L. di dolor musorno. 4 » ed era già passata. - 5 » in questo si venne um messagiero. 6 » che prestamente sanza far soggiorno. - 7 » personalmente comparissi. - 8 » dove il Sir manduca. - L. ove el signor manduca.
[57] musorno: triste, imbronciato, taciturno
[58] 1 Bi. e quel baron di subito fu mosso. - 2 » gia su pella scala. - L. pella scala. 4 L. e lagrime degli occhi in viso cala. - 5 Bi. cucita adesso. - 7 » cho l'altra famiglia. - L. co 'la sua famiglia. - 8 L. ciascun si maraviglia.
[59] 2 B.. disse 'l ducha: - Barone, or ti conforta. L. cosi gli disse: - Ora ti riconforta. - 3 Bi. chem è non ti bizognia aver temensa. L. ched è non ti bisogna. - 4 Bi, se en tu m'avessi. - L. se ben tu avessi. - 5 » de, dimmi il vero, io ti terrò credenza. - 6 » per quelle fee che l'anima mia, porta. - 7 » qual' é la dama che si ti tormenta
[60] nel testo: presentia
[61] 1 » vedendo il cavalieri che a tal partiti; - L. che a tal partito. - 2 L. el duca voleva esser fuor di dubbio. 3 Bi. diventoroli i sensi. - L. divento dismagato e sbigottito. - 4 » e 'l suo freso chalor divenne burbo. - L. bubbio. - 5 » e poi si stava con suo membri uniti. - L. qual morto transito. - 6 Bi. volti in trestizia. - 7 » da lingua i denti. - 8 » disse: - Sire vien meco, e mostrerolti. L. Sire, disse - vien' meco, e mostrerolti.
[62] nel testo: mostreròtoli; ripristiniamo la rima come in altri codici
[63] 2 Bi. quando si parte el Sire e il cavalieri. - 4 » ed amendua andarono al verzieri. - 5 » ove segreto spesso. 6 » la donna per amor col cavalieri. - L. cal baron. 7 » e di fuor del giardia. - L. ma di fuor del giardin. - 8 » sotto un cicotto, doppo.
[64] marmerucha: marruca, pianta spinosa
[65] 1 » essendo il baron solo. - L. messer Guglielmo entrava. - 2 L. e 'ncontra. - Bi. gli fène la cucciola. - 3 » che si giacea tra 'fior del gelsomino. - 4 » Bi. la chiamò: - figliuola! - 5 » col cavalieri fino. - L. col cavalier fino. - 6 » poi cercò el giardin. - 7 » tutto dintorno. - 8 » se veruno uomo vi trovava. - L. se niun uomo si.
[66] 1 Bi. quand ebbe ben cerco. - L. quando ebbe cerco ben. - 2 » ella n'andó nella zambra amorosa. - 3 » dove dimora. - L. ove dormia, - 4 » del cavalieri desiderosa. - L. del cavalier. 6 » e misse 'l duca dentro. - 7 » e mise 'l sotto un ciesto d'un rosaio. - L. poselo. - 8 » dopo una sponda.
[67] 1 » e in quel mezzo avea fatta lachuma. L. e, poi ch'ebbe la cucciola sentuta. - 2 Bi: la gientil. - L. si fé la damigella. - 3 » e poco stante al giardin. - L. e poco stante a lui ne ne fu venuta. - 4 » la volea tradire. - 5 » ma ella non pensava esser tradita. L. ma non si credeva ella esser traduta. - 7 Bi. e non pensando del tradir l'effetto. L. e non pensò del tradir l'effetto. - 8 Bi. col drudo suo prese. - L. e prese col suo drudo.
[68] si tratta evidentemente della cagnolina: al suo arrivo la padrona capisce che è arrivato l'amante e si riveste per andargli incontro; impossibile comunque ricostruire la rima. La soluzione migliore sarebbe adottare la lezione del codice L.
[69] 1 Bi. e quel barom. - 2 » tener nel puote al tutto celato. - 3 » piú ch' oro di lista. - L. ch' oro in lista. 4 » che avete. - 5 » voi mi parete turbato. - 7 » mancherebevi. - L. mancherebbe. - 8 » che vi sia in talento.
[70] 2 » contaminato lo chor. - L. il cuore. - 3 » la qual mi fa treuna. - L, e si mi fa tremar. - 5 » s'egli è vostra voglia. - 6 » che ve n'andiate. - L. andiate. - 7 » s'accumiataro. - L. accomiatarono. - 8 » mille volte si baciaro.
[71] 1 » poi se nevra'la bella donna tosto. - L. cosi sen va. 2 » chola cucciola. - 3 » nel verzieri nascosto. = L. nel rosai. - » - 4 se ne gi al cavalieri in be' sembianti. - 5 » diciendo: Il vostro amore è in dama posto - 6 » seimila bizanti. - L. cotanti. - 8 » ciascuno tornò in sua sambra.
[72] perché mi piace un atteggiamento simile (al mio)
[73] 1 Bi quella notte istesso. - L. stessa. - 3 » quando fu a letto ella fuggì. 4 » levossi e voleasi rivestire. - 5 » giurando di non mai dormir con esso. - L. di non dormir giammai. - 6 » se prima nom vocsse far morire. - L. perché non fa' morire. - 7 » messer Guglielmo che di fecie oltraggio. 8 » ed allui volle far onta e dannaggio.
[74] 1 » disse el duca adirato: - Tu ne menti. - 2 » e fa um gran peccato. - L. e si fai gran peccato. - 4 » ch'ègli hai il suo amore a tal donna donato. L. a tal donna. - 5 Bi piú bell'è di te. - L. per ognun venti. - 7 » e il modo che tiene quando usa con quella. - 8 Bi. che lucie piú che sole hovero stella.
[75] 1 » e quando la duchessa il duca ode. - 2 » havea un'amica. - L. dir che messer Guglielmo have un'amica. - 3 » artatamente. - 4 » disse. - Sir, che Dio vi benedica. 5 » qual è la donna. - 6 » non falla nimica. - L. non falla una mica. 7 » amor mio bello. - L. amore bello. - 8 » io non tel direi. - L. certo non tel direi per un castello.
[76] 2 L. che appasisce la mattina. Bi. del verzú. - L. del verzú. - 7 » come li vidde sciender del palazzo. 5 Bi. e contolle l' affare oltra misura. - 8 » tenner. - L. tennon.
[77] 1 Bi. ma tanto. - L. ma tanto. - 6 » come il messagerio era la catellina. - L. come han. 2 » che la duchessa. - 3 » avea già il giorno l'aria fatta bella. - 3 » quand 'ella usci della. - 6 » mostrava sembianza dogliosa. - L. in sembiante. 8 » L. cavalier di piú ragioni (regioni).
[78] 1 Bi. e fede in. quel punto. - 2 L. giovani. - Bi. e ghai cavalieri. 3 L. volea - 4 Bi. a guiza della dama. 5 » e ella rispuose. - L. ed ella disse. 6 L. far, ch'io 'l farei. - 7 Bi. alpresta. - L. altiera. 8 » fatto maestra.
[79] 2 Bi. e aver si bien. - 4 » sua allegrezza. 5 L. far. - 7 Bi. e la donzella udendo queste cose. - 8 » quindi partissi e nulla non rispose. L. le rispuose.
[80] 1 Bi. e gissene nella sua sambra, tremando. - 2 » come colei che par dolor moriva. - 3 L. messer Guglielmo. - 4 Bi. e pregandone. - 5 » ed·el·er'ito. - 8 » Billisse. - L. Bellicies.
[81] Je dois l'indication suivante de l'épisode de « Bellicies », dans le Tristano Riccardiano à l'érudition de M. le prof. Ezio Levi.
Ma dappoi de Bellicies seppe che Tristano s'iera partito dalo reame di Gaules e andava per dimorare in Cornovaglia, incomincioe affare il maggior pianto c'unqua mai fosse fatto per neuna damigiella, diciendo ellla intra ssee intessa: - Dappoi che t'ee partito colui cu io amava piú che mee e ora no lo veggio si come io solea fare, conosco e sento che amore mi distringie in tale maniera che ora mai la vita poco puote durare: E impercioe ch'io n'abbo inteso che la morte è piú dolorosa cosa, c'altri possa sofferire; ma a me la morte torneráe in dolzore, dappoi che lo mio amore campai da la morte. E. percioe io voglio morire con quella ispada cola quale T[ristano] dovea essere morto... E allora si prese la damigiella la spada e ppuose lo pomo in terra e la punta si si puose dirittamente per me' lo cuore, e disse; - Dolcie mio amico Tristano, ogniuno sappia ched io m'uccido per lo tuo amore. E incontamente si lascioe cadere i-ssa la spada effece morte imantamente. Et lo scudiere, d'appoi che vide morta la damigiella, montoe a cavallo...
Il Tristano Riccard. cap. XII, ed. ill., p. C, 5; Parodi, Bologna, 1891, p. 27-28.
[82] 1 L. ignuda avea la spada. - 3 » traditor. - Bi. traditore. - 4 Bi. ecco io me ne spaccio. - L. ecco ch'io men spaccio. - 5 a poi dicea. - 6 L. be 'lo. - 7 Bi. e de la mia morte sarà testimoni. - L. e tu sia di mia morte. - 8 » davanti al duca, e tutte altre persone. - L. ed agli altri baroni.
[83] 1 » Bi, poggió. - L. appoggiò. - 2 e per mè il suo cuor poggiò la punta. - L. a mezzo il cuor la punta. - 3 L. lassa. - 4 » dove io oggi sono giunta. - 5 Bi. traditore oscuro. - 8 » spinse. - misesela al cuore. - L. misela.
[84] me': abbreviazione di mettere (secondo il curatore Bombe)
[85]1 Bi. una, nana ch' udito avea il lamento. - 2 » quivi dall'uscio il pianto e 'l languire. - 3 » e volentieri. - 4 » non ardiva entrare. - L. ardiva gire. - 5 » quando senti il sospiro del gran tormento. - 6 » quand'ella venne al passare. - L. quand'ella fu al finire. - 7 » dentro entrò e trovola finita, - 8 » a se.
[86] quand'ella: emendare eliminando il pronome: quando
[87] 1 L. messer. - Bi. e tutta gente. - 3 Bi. e trovarom finita la luciente. - L. la innocente. - 4 L. di morte. - 5 Bi. e trasse - 7 » anzi che sia forbita. - L. pria che sia forbita. - 8 » aimé, lasso. - L. a me, lasso! a me torrai la vita.
[88] 1 Bi. e col. - 2 L. traditor mi ti confesso. - 3 Bi. il duca chiamò testimoni pertanto. - L. e chiamo. 4 » che merito morir per questo eccesso. - 5 » in ogni canto. - 6 » lapresso. - L. dapresso. - 7 » misesi. - 8 » per morte.
[89] 1 L. chi v'era. - 2 Bi. che ne rise. - L. che sen rise. 3 » El duca ne. - 7 » e dicien tutti: fini di simile crimine. - L. e dicien tutti. - 8 » cola Francescha e Paghol da Rimine. - L. ne mori già pur.
[90] 2 Bi. e im pena chom'è di sopra detta. - 3 » alpesta. 7 » per la sua malizia. - L. per lo suo fallire. - 8 » ben fecie il duca diritta giustizia. - L. di quel fece giustizia el dritto sire.
[91]1 Bi. e quando. - 2 » che in gioi ballava. - L. cha di gioi' ballava. - 3 » della zambra uscita. - 4 » dansava. - 6 » e fu punita allor della ria fama. - 7 » tagliolle la testa. - 8 » dritto. - L. detto.
[92] (manque en Bi.). 1 L. fraudolente. - 2 » seppellir fece. - 3 » dir non si può. - 6 » el svo errore. - 8 » a suo domino.
[93] (manque en Bi.). 1 L. sir. - 3 » cavalier
[94] 2 Bi. che fu quel di costar per la malizia, - 3 » ben che 'l, - 4 » ditto, 5 » e doppo questo andò in pellegrinaggio. - 6 » per merito di chotanta nequizia. - L. niquizia. - 7 » e poi andò a far ghuerra ai Saracini. L. e là ne mori poi in servizio di Dio. - 8 Bi. Dio ci conduca tutti a buon confini. - L. al vostro onor compiuto è 'l cantar mio.
fefЄЭefe