Anonimo

La Dama del Vergiù

La storia della donna del Vergiù

et di Messer Ghuglielmo, piacievolissima choxa

Edizione di riferimento: 

Walter Bombe, La châtelaine de Vergy en Italie, in Revue des langues romanes, publiée par la Société pour l'étude des langues romanes, Montpellier 1914, reprint 1970

NB. Abbiamo eseguito i seguenti interventi sul testo, tutti segnalati col colore rosso:

- correzioni possibili per rendere metricamente corretti i versi

- le vocali in rosso col puntino sottostante

Cod. Riccardiano 2733

c. 112a-122a

c. 112a

CHOMINCIA LA STORIA DELLA DONNA DEL VERGU

ET DI MESSER GHUGLIELMO

PIACIEVOLISSIMA CHOXA

I. [1]

O glorïosa, o vergine pulzella,

I' vo la gratia tua adimandare

e dire prima una storia novella,

per dare essemplo acchi intende d'amare,

d'un chavaliere et d'una damigiella                           5

d'un nobile lengniaggio et d'alto affare,

sichome per amore ongniun morine

e 'l gran dannagggio cheppoi ne seghuine.

II. [2]

Et non è anchora gran tempo passato,

che di Borghongnia avea la singnioria                      10

un ducha che Ghuernieri era appellato,

huomo molto prodo et di gran singnioria,

del chorpo bello et di chostumi ornato

et di virtù, quanto più si poteva,

e molto amava huomin virtudiosi                             15

massimamente d'arme valorosi.

c. 112b.

III. [3]

Tra gli altri ch'egli amava del paese,

si era un molto nobile chavaliere,

giovane, gientilissimo e chortese,

ben chostumato di tutte maniere,                               20

ricco di giente et di tenere e d'arnese,

dell' arme forte e francho chavaliere,

più che allora si mettesse l'elmo,

e feciesi chiamar messer Ghuglielmo.

IV. [4]

        Dicho che quel barone si valoroso                        25

amava per amore un' altra dama

del lengniaggio del ducha poderoso,

ch'era piú bella ch'alcun fior di rama,

e'l loro amore era tanto naschoso

che fralla giente non n chorreva fama,                      30

e per non dir loro a·ssergiente o a chameriera, 

d'una chucciola facievano messagiera. 

V. [5]

Nulla si bella tita [6] nonchè più bella

allora si era cristiana o saracina,

e'l nome aveva la donna del verzella                             35

cheppiú risplendeva che stella mattutina.

El padre suo nobile barone fue e ella

ella sua madre figliuola di Reina,

e quando del sechulo trapassoronọ

si gli lasciarono un riccho tenitoro.                                40

VI. [7]

          E ella l'amava chon si grande effetto

messere Ghuglielmo, che d'altro marito

non si churava ne voleva diletto,

c. 113a.              essi chollui stava a tal partito

e a ciaschuno poneva qualche difetto,                            45

tosto che ragionar n'aveva udito,

eppiù baroni di Francia et della Mangnia

avea schifati e posto lorọ maghangnia.

VII. [8]

          E chosì stavano que' perfetti amanti,

cho·llor secreto amor chiuso e cielato,                          50

tanto che in vista nè in sembianti

acchorto non se ne sarebbe huom nato,

e rineghato arebbe Iddio cho' santi

ciaschun prima che l'avessi appalesato,

e quando per amor si chongiungnie[v]ano,                   55

udite e' savi modi che tenevano:

VIII. [9]

          Quel palazzo dove la donna dimorava

avea dintorno un nobile vergiero,

e una chucciolina che ghuardava

per me' la porta stava in sul sentiero;                                60

quando messere Ghuglielmo si n'andava,

ella chonoscieva il chavaliero,

se esso avea chompangnia, ella lativa [10],

tanto che del giardino essi dipartiva.

IX. [11]

          E sanza chompangnia era venuto,                          65

ella changniuola gli facica  carezza,

eppoi di botto cierchava chol fiuto

tutto il giardino per ogni largliezza,

esse alchuno trova nel giardino fronzuto

c. 113b.              naschoso, ocche lui il mirasse per vaghezza,                    70

ella latrava veggiendo el barone,

ella chucciolina tornava a sua magione.

X. [12]

          E·sse alchuno non trovava, e ssi ragiona

alla donna ne gia la chatellina [13] ,

chome spirito avessi di persona;                                        75

chosi per cienni mostrando s'inchina.

La donna chon sovente amore sprona

pell'uso suo intende la chucciolina

e levossi subito et inn·estante [14]

al verzue gira ella [15] e'lla chucciola avante.                   80

XI. [16]

          Quegli amadori pieni di letitia

si chongiungniono chon tutto el lor disio,

la disiosa e cielata amicitia,

faciè chiamare l'uno l'altro: - amor mio! -

Di baci et d'abracciar faciean dovitia,                               85

diciendo se altro non interviene, preghiamo Iddio [17] ,

che questo dilettoso tempo basti,

che chaso non n'avengha che ci el ghuasti.

XII. [18]

          E quando erano gran pezzo sollazzati,

la donna se ne gia e·essi il barone,                                         90

per temenza di nonn·esser trovati,

ciaschuno si tornava a sua magione,

ma la mattina poch'erano levati,

veniano inchontro choll'altre persone,

non facciendo né atti né sengno né sghuardare                    95

ch'altrui non se ne potesse mal pensare.

XIII. [19]

c. 114a.             El disio dolcie ello chore spronava

et faciea l'amador pien d'allegrezza,

ma quella dama tanto allegra stava,

che nel viso fioriva sua bellezza.                                            100

Messere Ghuglielmo ogni giorno armeggiava

e faciea gra' chonviti e gran larghezze,

mostrava ben chom'era innamorato,

ma di chi fusse nol sapeva huom nato.

XIV. [20]

          Or seghue qui la leggienda e'lla storia                         105

della donna del gran duca Ghuernieri.

L'altra [alta] duchessa credea in sua memoria

che'l buon Ghuglielmo, nobil chavaliere,

pe·llei faciessi chotale festa et gloria,

e armeggiando mostrasse a destriere,                                    110

e·cche e' fusse al suo bello piacere

preso d'amore tutto al suo potere.

XV. [21]

          Ella (ha) messo in lui ongni sua speme

e cielato l'amore oltra misura,

sicche el disio che'l dolore amor prieme,                              115

in gelosia ne vivea et im paura.

e·llagrime degli occhi el viso gieme.

Presente quella nobile criatura

dicieva: Amore, perche mai chosi arso

di costui, che d'amor m·è chosi schasso [scarso].                120

XVI. [22]

          E volgeva si spesso gli occhi sui

chome fa chi d'amor forte si duole,

c. 114b              e quando si trovava assol chollui,

sì gli dicieva amorose parole.

Messer Ghuglielmo ch'era dato altrui                                                125

ridendo, ciò che·lla duchessa vuole

e no·gliele neghava e no·gliele acchonsentiva

per cielare quella ch·ella avea im balia.

XVI. [23]

Un giorno er'ito el duca a suo diletto

e chavalchato avea a un nobile palazzo,                                           130

e·lla duchessa sanza ingniun sospetto

prese messer Ghuglielmo per lo brazzo

e menosselo in chamera al lato al letto,

ragionandosi insieme chon sollazzo,

e per giuchare la donna e'l chavaliere                                                 135

fecie venire gli schacchi e·llo schacchiere.

XVIII. [24]

Dappoi ch'egli ebbono tre giuochi giuchato,

ella duchessa ch'on amor sovente sprona

disse: Messere, vuoi avete disiato

già gran tempo d'avere mia persona.                                                 140

Or prendete di me cio·cche v'è agrato.

E abracciandolo gli bació la ghola,

poi gli baciò ben ciento volte il viso,

prima che'l suo dal suo fusse diviso.

XIX. [25]

E abracciandol gli diceva: Amor mio                                       145

perché mi fate d'amor tanta noia?

dè, chontentate el vostro e·mmio disio,

prendiamo insieme dilettosa gioia!

c. 115a.              Io ve ne priegho pe·ll'amore d'Iddio!

O dolcie amicho, prima ch'io muoia,                                                     150

se·mmi lasciate chosi innamorata!

Oimme, lassa, in mal punto fui nata. -

XX. [26]

          Messer Ghuglielmo disse chon rampongnia

vedendo alla duchessa tanto ardire:

Chi·mmi donasse tutta la Borghongnia,                       155

tal fallo io non farei al mio sire;

prima che gli faciessi questa verghongnia,

certo mi lascierei prima morire,

e voi, madonna, vi priegho in chortesia,

che·ggiammai nom pensate tal follia. -                         160

XXI. [27]

          E·lla duchessa si tenne schornata

e disse a·llui: Malvagio traditore,

dunque m'avete vuoi d'amor tradita,

fattomi chosi gran disonore?

Per cierto io vi farò torre la vita                                      165

e farovvi morir chon gran dolore,

e a destrieri persona mai non monta

se vendetta non fo di chotale onta! -

XXII. [28]

Partissi il chavalier doglioso e bramo,

veggiendo la duchessa piena d'ira,                                170

e quasi di pazzia menava ramo [29],

si dolorosamente ne sospira,

e dipartissi, quindi [gli] era grammo,

e·lla duchessa tal parole spira

che'n tale maniera mai non l'amerà.                             175

Ella rimase ed egli uscì di chamera [30].

c. 115b.

XXIII. [31]

Chome el barone uscì dalla duchessa

[andò ritto alla Dama del verzue] [L.] [32]

in chui aveva la sua speranza messa,

e rachontogli 'lo fatto chome fue                       180

e tutto ciò che 'nteso avea da essa,

e chome pose ongni verghongnia giue,

e·ssì, chome nolla volle servire,

e chome disse di farlo morire.

XXIV. [33]

Di ciò la donna si faciea gran riso                     185

e disse: La duchessa è forte errata,

che pensa nostra fede aver divisa,

e vuoi messere, se m'avessi inghannata,

si retrovata m'aresti chonquisa,

di mala morte in terra istranghosciata;              190

ma'l nostro amore cielato ha tanto effetto,

che dura e durerà sempre perfetto.

XXV. [34]

Parlando el chavaliere alla donzella,

ritornò in quel punto dalla chaccia

el ducha cholla sua chompangnia bella;             195

egli smontò dal chavallo chon bonaccia.

In quello venne la duchessa fella,

piangiendo gli fecie crocie delle bracia,

graffiata el volto chon molta malitia,

gli disse: Singniore mio, fammi giustitia !           200

XXV. [35]

Turbato el duca chon maninchonia,

udendo la duchessa choisì parlare,

e·ssì le disse: Dolcie vita mia

c. 116a.             perchè vi fate si gran lamentare?

Fecievi oltraggio niuno huomo chessia?              205

Dimelo che nonn·è di qua dal mare

re nè barone chessè v'a fatto oltraggio,

ch'io non faccia mia onta e·mmio dannaggio.

XXVII. [36]

Allora la duchessa fradulente,

per dare alla malitia più cholore,                         210

trasse el ducha da parte della gente,

chominciogli a·ddire questo tinore:

Messere Ghuglielmo falso e schonosciente

mi richiese oggi del villano amore,

ond'io ti priegho, Maestà gradita,                        215

 che a tale offesa non champi la vita.

XXVIII. [37]

Anchora m'a fatto più oltraggio assai

chontra mia voglia mi volle sforzare,

e stracciomi e' drappi et fregi e vai,

e pocho mi valeva merzè chiamare,                            220

ond'io per questo non sarò giammai

allegra, s'io nol vegghio squartare,

a·ffarne fare quattro parte a' palafreni

dalla inforchatura insino alle reni. -

XXIX. [38]

Ma'l ducha savio chiaramente vede                                   225

chome si vede chiaro el biancho e 'l [39] nero,

che·lla duchessa mente, e no·lle crede,

e ben chonoscie che non dicie el vero,

ma pure le disse: Donna, im buona fede

c. 116b.             a voi promettoome sire intero                                       230

che d'esta offesa fia alta vendetta,

ma non v'incresca [40] s'io no·lla fo in fretta. -

XXX. [41]

La duchessa rispuose chon superbia

e disse: Fate ciò·cche vi diletta.

L'offesa e·mmia et pure a vuoi si serba,                                    235

di chi m'oltraggia di farne vendetta;

l'ondugiare si·mmi induce pena acerba.

Ma giurovi alla crocie benedetta

di giammai non parlarvi di buon chore

se primemente el traditor non muore.                                        240

XXXI. [42]

Partis'si el ducha da quel parlamento

sechondo che racchonta la leggienda

chol chor gravato chon tanto tormento,

che'n verità d'Iddio assai l'offenda

e nella mente e nel proponimento                           245

el credere e'l discreder lo d·asse [43] chontende

cio ch·ella Duchessa gli mentisse

o·cche messere Ghuglielmo lo tradisse.

XXXII. [44]

Torciesi el ducha et chon molto chaldo sanghue

per ira avea rosso la faccia e gli occhi                                   250

per temenza la sua famiglia langhue

e que' che non langhuivano eran sciocchi,

[e di lui non sarebbe uscito sangue.]

chi·ll·avessi tagliato tutto a rocchi,

e sospirava chome ferito orso                              255

dello dubievol chaso ch'era occhorso.

XXXIII. [45]

c. 117a.              Allora E disse el ducha a un [suo] charo sergiente: 

Va per messere Ghullelmo e di' [46] ch'io el voglio.

E chome e' giunse a·llui inmantanente,

disse; Messere, di vuoi forte mi doglio. -             260

E si gli racchontò el chonvenente

della duchessa e anchora el chordoglio,

e sichome l'avea d'amor richiesta

e·lla persona oltregiata e molesta.

XXXIV. [47]

Messer Ghuglielmo disse al ducha: Sire,                                                 265

vostra duchessa parla gran follia,

che io mi lasciria prima morire,

ch'io vi faciessi tanta villania;

e non sono chavalier chon tanto ardire,

ch'io volessi dir mai che chosì sia,                                            270

ch'io nol facci in sul chapo mentitore

et discredente chome traditore.

XXXV. [48]

Et quando non bastasse questa schusa

io vi farò chiaramente vedere

che inn·altra donna el mio amore usa,                                      275

gradita e nobile, et di gran potere

che solo sua belleza ghuarda e musa [49]

e a l'anima mia e'l chorpo a suo potere.

Quell'alta donna della mia persona

è figlia di reina di chorona. -                                                                        280

XXXVI. [50]

El ducha disse: E io vi chomando,

messer Ghuglielmo, che fra questo mese,

appena della vita a essere im bando,

c. 117b.             che vuoi sghomberiate tutto el mio paese.

Ma questo vo' che non si intende quando                                                  285

voi mi facciate si chiaro e palese

di quella in chui avete speme messa,

ch'io creda a vuoi e nonne alla duchessa.

XXXVII. [51]

Partissi el ducha allor di quel chonsiglio,

ed era alquanto men maninchonoso.                                                        290

Messer Ghuglielmo chon crucciato ciglio

se n gi chol chore aflitto e maninchonoso [52],

e nel suo chuor dicieva: Frescho giglio;

dama, el nostro amore chiuso e naschoso

chonvien ch'al duca in tutto si riveli                                                          295

e·cch'io del tuo piacier mi fuggha, o cieli.

XXXVIII. [53]

Lo stare lontano da·tte nonn·è aviso,

poter menar mia vita a tal chostume,

ch'io fussi cho'santi im paradiso,

al luogho ove di gloria a·llargho fiume,                                                       300

non sofferrìa di star da·tte diviso!

Dama, fontana d'ongni bel chostume,

or mi chonviene, o doloroso, lasso,

farti palese o girmene a gran passo.

XXXIX. [54]

E·ss'io piglio el partito di fuggirmi                                                             305

e lasciare el paese in tal maniera,

ben dirà el ducha: - E' voleva tradirmi,

e fare la duchessa veritiera, -

e·ll·altre gienti che potranno dirmi

si chogli traditori ch'io sia a schiera;                                                           310

s'io mi diparto e'l vostro amore noischo[pro],

chome di questo fallo [55] mi richuopro? -

XL. [56]

c. 118a.              E stando in tal maniera el chavaliero,

che·ggià pareva di dolor musorno [57],

per questo aflitto e doglioso pensiero,                                       315

e·ggià era passato el nono giorno

e subito gli venne un messagiero

che inmantanente sanza ingniun soggiorno

che di presente chomparissi al ducha

nella gran sala dove el singnior manducha.                            320

XLI. [58]

El chavalier di subito fu mosso

chon sei valletti gì su pe·lle schale

chon un mantello di drappo bruno addosso,

e·llagrime degli occhi in sul viso chale,

la pelle gli pareva crucciata addosso,                                       325

e giunse al ducha, ch'era suso in sala;

di questo el ducha e·lla sua famiglia

vedendol, ciaschedun si maraviglia.

XLII. [59]

E in segreto dell'altrui presenza [60]

[co]si gli disse: Ora ti [ri]chonforta                                          330

ched e non ti bisongnia aver temenza

se·ttu avessi la duchessa morta.

Ma dimmi il vero, io te ne terrò credenza

per quella fede che·ll'anima porta:

qual dama avete che·ssi vi talenta                                             335

ch'io possa dir che·lla duchessa menta.

XLIII. [61]

Vedendo el chavalier ch'a due partiti

che'l duca voleva esser fuor di dubbio

c. 118b.             diventogli le sensa sbigottiti

e'l fresco viso suo divenne bubio,                                                              340

eppoi si stava chome e morti ingniudi

vòlti in trestitia chome panno in subbio,

quando ebbe e' denti della linghua sciolti:

Sire vien' mecho e mostrerolti [62]. -

XLIV. [63]

Già era sera ell'aria fatta bruna,                                                                  345

quando si mosse el ducha e'l chavaliero

Vero è che lucica el lume della luna;

e amendue andarono al verzero

ove cielato spesso si raghuna

la bella dama chol baron sinciero.                                               350

Ma di fuora del giardin rimase el ducha

dopo un gran ciesto d'una marmerucha [64].

XLV. [65]

Messere Gliuglielmo entrava nel giardino,

e'nchontro si gli venne la changniuola

che·ssi giacieva tra fior del gielsomino;                                     355

el chavalier la chiamava figliuola,

ella scherzava col chavalier fino,

poi cierchava el giardin per ogni schuola

intorno intorno al vergiero pretioso,

se niuno huomo vi trovava naschoso.                                  360

XLVI. [66]

Quando ebbe ben cerchato la chatellina

andonne nella zambra delettosa

ove dormiva la stella mattutina,

ch'era del chavalier desiderosa.

Messere Gliuglielmo a quel punto non fina,                                                 365

c. 119a.              e mise dentro el ducha alla naschosa,

e poselo doppo un ciesto d'un rosaio

doppo la sponda d'un chiaro vivaio.

XLVII. [67]

In questo mezzo avia fatto la chuzza [68]

già quella damigiella rivestire                                                                       370

e perció stante a·llei fa venuta

a cque' ch'a forza la volea tradire,

ma non si pensava ella esser traduta

da quegli in chui avea messo il suo disire

e nom pensando del traditor l'effetto                                                         375

prese chol drudo suo ongni diletto.

XLVIII. [69]

Ma il barone ch'avea la mente trista

al tutto nom potìa tener celato,

e quella che·llucie più ch'oro illista

disse: - Ch'avete, chavalier pregiato?                                                         380

Voi mi mostrate turbato nela vista.

Poss'io far cosa che vi sia agrato

e mancherebevegli oro o argento

o altra chosa aresti impiacimento?

IXL. [70]

Disse il barone : - Io mi sento una doglia                                                    385

che·mmi tienne chonturbato lo chuor mio,

e si·mmi fa tremar chome una foglia,

quando è perchossa dallo vento rio,

ond'io vi priegho s·è·lla vostra voglia,

 anima mia che n'andiate chon Dio ! -                                                        390

E·llagrimendo allor s'achomiantarono,

ma prima ciento baci si donarono.

L. [71]

c. 119b.             Cosí se n va la bella dama tosto,

e·lla chucciola sua sempre davanti.

El ducha ch'era nel rosaio naschosto                                                           395

tornò al chavalier chon be' sembianti

e disse: - Il vostro amore è in dama posto

che io l·ò charo semila sembianti [72].

Chosi parlando 'lo barone e'l sire

tornò ciaschuno in sua zambra a dormire.                                                 400

LI. [73]

Or volse el ducha quella notte istesa

cholla duchessa sua donna dormire.

Quand'ella el vidde, ella fuggì da esso,

levossi suso et vollesi vestire,

giurò di non dormir giammai chon esso,                                                  405

e disse a·llui sed e' non fa morire

messer Ghuglielmo che·mm·a fatto oltraggio

e a voi volse fare si gran dannaggio.

LII. [74]

El ducha irato disse: Funne menti

del chavaliere essi' fai gran peccato,                                                            410

enchontro a·llui falsamente arghomenti

ch'egli a tale dama el suo amore donato

cheppiù bella di te per ongniuno venti,

e io l'ho veduto e egli me l'ha mostrato

a quella e chome el modo tiene a gire a ella,                                              415

dama che lucie più che sole o stella. -

LIII. [75]

Or quando la duchessa lo ducha ode

dire che messer Ghuglielmo ha una amicha,

iratamente gli parlò chon frode

c. 120a.              e disse: Sire se Iddio vi benedicha,                                                               420

chi è la donna che'l chavalier ghode,

in chui bellezza non falla nimicha?

El ducha le rispuose: Amor mio bello,

certo non te lo direi per un chastello ! -

LIV. [76]

Ma tanto la duchessa lo schongiura                                                         425

che innanzi che de fusse la mattina,

disse el ducha pe·llor malaventura:

La donna del verzue che è mia chugina, -

e rachontolle el fatto per misura,

e chome per messaggio aviene una chatellina,                                       430

e chome e' vidde uscirgli del palazzo

e nel giardin tennon l'un l'altro in brazzo.

LV. [77]

A tanto si tacìe questa novella,

e·lla duchessa champò dolorosa.

El giorno avia gia fatta l'aria bella                                                            435

ch'ella uscí della zambra amorosa

vestita d'una porpora novella,

ma non mostrava nel sembiante dogliosa

e ginne in sala dove aveva i baroni

e donne e chavalier di più ragioni.                                            440

LVI. [78]

E fecie allora la duchessa appellare

giovane e donne e vaghi chavalieri,

e disse a·llor che voleva danzare

a ghuida della donna del verzieri.

Ella disse: - Dama d'alto affare                                                                  445

io nol so fare, ch'io lo farei volontieri. -

E·lla duchessa gli rispuose alpresera:

Vo' sete di maggior fatto mestiera.

LVII. [79]

c. 120b.             Maggior fatt'è che menare una danza

aver sì bene vostra chucciola avezza,                                                        450

ch'al vostro drudo novelle e ciertanza

porta, quando volete sua bellezza.

El ducha ne può far testimonianza,

chon suoi occhi el vidde per ciertezza. -

Udendo la fantina queste chose,                                                               455

partissi quindi e nulla rispuose.

LVIII. [80]

E ginne nella chamera, tremando,

sichome quella che di duol moriva,

e di messer Ghuglielmo lamentando,

preghandone la vergine Maria,                                                                 460

sichome egli l'er'ita abominando,

chello chonduca a·ffarla morte ria.

Chome chonducie me, che chon mia mano

morrò chome Bellitie [81] per Fristano! -

LIX. [82]

Nella man destra aveva la spada ingniuda                                              465

e·lla chucciola nel sinistro braccio

diciendo: Traditore poi che t'agrada

ch'io m'uccida, eccho ch'io me n spaccio -

Poi dicie: - Chatellina mia leggiadra,

oggi sarò inn·inferno, be·llo saccio,                                                           70

e di mia morte tu·ssia testimoni

dinanzi al ducha e a degli altri baroni. -

LX. [83]

El pome della spada appogiò al muro

e achonciossi il chore per me' [84] la punta

diciendo: - O me lasso, chom'è duro                                                        475

el partito dove sono io oggi giunta,

c. 121a.             per te, Ghuglielmo, traditore schuro.

Chon Didio di Chartagine chongiunta

oggi saro inn·inferno chon dolore! -

Poggiò la spada e missela nel chuore.                                                      480

LXI. [85]

E una nana, che udì il gran lamento

dentro alla zambra el pietoso langhuire,

e volentieri sarebbe entrata dentro,

ma per temenza nonn·ardiva aggire,

udì el mortale sospiro chol lamento                                                           485

ch'ella gittò quand'ella [86] venne al finire,

chorse la drenta e trovolla transita,

onde stridendo si tolse la vita.

LXII. [87]

Chorse messer Ghuglielmo e molta giente

al pianto della nana dolorosa,                                                                      490

e vidde morta in terra la·nnociente,

palida e fredda da morte anghosciosa,

onde trasse la spada immantanente

del tristo petto, tutta sanghuinosa,

e disse: - Spada prima che·ssia forbita                                                        495

a·mmè, lasso, a·mmè torrai la vita! -

LXIII. [88]

Chol viso in sul suo faciea gran pianto

diciendo: Traditore io mi ti chonfesso,

e chiamando al mondo testimoni intanto

ch'io chon teco morrò per tale eciesso,                                                       500

e·cchi·è in questa zambra da ogni chanto

vedrà la morte mia simile dapresso. -

E missesi la spada chon quel sanghue

per mezzo' del chuore onde di morte langhue.

LXIV. [89]

c. 121b.             Quivi si v'era grande strida misse,                                                    505

salvo che·lla duchessa che·sse·ne rise,

vedendo morti d'amendue chostoro.

El ducha si mugghiava chom'un toro

e rachontava si chome s'uccisoro

Pirramo e Tisbe alla fonte del moro,                                                         510

e dicie tutti: - Per simile crimine

mori Francïescha da Rimine. -

 

(Qui il Testo curato da Bigazzi riporta la seguente ottava

non presente nel nostro codice:

 

          El ducha avea di quella morte cholpa -

del barone e dela dama felicie, 

Ond'elli per tristizia, si dipolpa,                                (515)

come questa leggienda chonta e dicie,

e la duchessa fortemente incholpa

chiamandola malvagia meritrice,

e pentesi che gliel avea contato,

per lei che gliel avea rimproverato.)                        (520)

LXV. [90]

Stando el ducha in dolore e in tempesta.

e nella pena ch'io ò di sopra detta,

prese la dolorosa spada presta                                                                 515

e ferì la duchessa maladetta,

e dallo 'mbusto gli taglió la testa,                                (525)

per far de' chorpi nobile vendetta

che s'eran morti pella sua difetta,

e di quello fecie el ducha giustitia dritta.                                                 520

LXVI. [91]

Ma quando el ducha die' quella ferita

alla duchessa, che di gioia ballava,                               (530)

ell'era già di chamera uscita

chon altre donne et in sala ballava.

Chosi danzando, le tolse la vita                                                               525

purghando el vitio in che ella fallava,

e partille la testa dallo 'mbusto                                       (535)

el mangnanimo ducha dripto e giusto.

LXVII. [92]

Morta quella duchessa fradolente

fecie seppellire e' chorpi a grande honore.                                             530

Direnon si può el lamento che·lla giente

c. 122a.              facieva et il gravoso dolore.                                             (540)

Eppoi il ducha non dimorò niente,

per volere ramendare el suo chuore,

chiamò un suo nipote over chugino,                                                   535

e diegli il duchato a suo domino.

LXVIII. [93]

Fatto che l'ebbe Sire del suo paese                                     (545)

e da sua giente avuto il sacramento,

chavalieri tolse, tesoro e arnese,

e chalvalchò sanza dimoramento                                                          540

inver di Rodi, a stare alle difese

de' Saracini et ivi chon tormento                                        (550)

finì la vita sua chon gran travaglia

stando sempre in zuffa et im battaglia.

LXIX. [94]

Singnor che avete udito il gran dannaggio,                                        545

ch'avenne a due amanti per malitia,

della duchessa, bene che'l ducha saggio                            (555)

chom'io v'o detto, ne fè gran giustitia,

onde poi si dispuose a·ffar passaggio

sopra de' Saracin per gran nequitia,                                                    550

e·llà morì in servigïo d'Iddio.

Al vostro honore et [è] chompiuto el chantar mio.      (560)

Finita et [è] la storia della donna del vergiú.

 

Note

____________________________

 

[1] 1 Bi. gloriosa e vergine domzella.  - 2 » grazia vostra adomandare. - 3 » dir per versi. - L. dire 'n rima - 4 L. a chi. - Bi. a amare. - 5 Bi. d'um cavalieri. 5 Bi. d'un cavalieri. - 6 » di mobile lenguaggio e d'alto afare.  - 7 » ciaschun morie. - 8 » che dapoi n'uscie..

[2] 1 Bi. um gran tempo.  - 3 » era chiamato. - 4 » uom valoroso e pien di cortesia -- L. uom molto prodo e di gran baronia - 5 » si potia. - 6 Bi. di verità quantomo dir porria.  - 7 » gl' uomini. - L. gl' uomin.  - 8 » inn' armi poderosi.

[3]1 Bi. chui amava. - 2 » cavalieri.  - 3 » prode e gientilissimo. - 4 » bem.  - 5 » d'argiento posissione. - L. di terre. - 6 » del chorpo franco e nobil bacciellieri. - 7 » quanto a quel tempo. - 8 » faceasi chiamare. - L. faciesi.

[4] 1 Bi. bacon si poderoso. - L. baron. 2 L. alta dama. - 3 Bi. valoroso. - 4 » che nessun. - 7 » o schudiera. - 8 - d'una cucciola favieca. - L. una cucciola facien.

[5] Bi. zita. - L. nulla si bella zita era né più. - 2 » bon si trovaro piana. - L. allora né cristiana o saracina. - 3 » del Verzu. - L. vergiú. - 4 » ch'era piú bella che. - L. che più splendea. - 5 » el padre suo nobile Barone fu. - L. nobil barone fu. - 6 » e la madre figliuola di redina. - L. sua madre era figliuoli di regina. - 7 » quando di questo secol trapassôro. - L. e quando essi del secol trapassôro.  8 » lassorli un grande e un riseco tezoro. - L. lasciaro un ricco tenitoro.

[6] tita: ragazza

[7] 1 Bi. ma ella l'amava cho maggiore affetto. - L. ella l'amava. - 6 » e non avea diletto. - L. volea diletto. - 4 » e si cielata stava a tal partito. - L. e si co' lui si stava a tal partito. - 5 » a ciaschedun ponea. - L. a ciascuno ponea. - 6 L. baron. - 8 Bs. maganda.

[8] 1 Bi. cosi si stavan i due perfetti. - L. perfetti. - 2 » col lor secreto amor. - 3 » cotanto che per cenni e per sembianti. - L. cotanto. 4 » non se ne poté achorgiere homo nato. - L. uom nato. - 5 » e renegato avieno. - L. e rinegato arebba - 6 » prima ciascun, ch' averlo appalesato. - 8 » udite e' sottil' modo che teneano

[9] 1 Bi. il palazzo dove la bella abitava. - L. dove ella dimorava. - 2 » d'intorno avea un nobile verzieri. - 3 » che 'l guardava. - L. che 'l guardava. - 5 » quando messer Guglielmo v'arivava. - 6 » ed ella conoscea il cavalieri. - L. ella ben conoscieva. 7 » se g1' era achomagnato eLa latiria. - L. avea com-pagno. - 8 » tanto che del giardim e' si dipartiva - L. e' si partiva.

[10] lativa: si nascondeva (dal latino lateo, ēre)

[11] 2 Bi. e la cucciola gli facea caressa. 5 » imantanente ciercava col fiuto. - 5 » sol per veder se nel verzieri fronzuto. - L. e se alcun trova. - 6 » funne nessuno o che mirasse per vaghezza. - L. o - 7 » ella latrava, veggendo. - L. ella latrava e, veggendo. 8 » tanto che si tornava a sua magione. - L. la cucoiola tornava a sua magione.

[12] 1. Bi. se nom trovava niuno. - L. e se alcun non trovava. - 2 » ch' alla donna ne gia. - L. alla, donna ne gia. - 3 » spirito avea sieome di persona - 4 » cosi, per cenno mostrando, l'anchina. - 5 » la dama in chui amor sovente sprona. - L. la donna. com' sovente amore sprona. - 6 » aluzo suo intende' la catelina. - 7 L. e levasi di subito e in istante. - 8 Bi. gine al verzieri chola cucciola. - L. al verzue giva e la cucciola avante.

[13] chatellina: cucciolina (da catello, voce panromanza)

[14] inn·estante: all'istante, immediatamente

[15] eliminando "ella" (ridondante) l'endecasillabo torna normale

[16] 1 Bi. e quivi gli amadori pieni di letisia. - 2 » si congiungevano. - 4 » chiamar facie. » - 5 v'avea dovizia. - 6 » ciascun dicendo: Io non chiegio altro a Dio. - L. l'un dice a l'altro: Ben, preghiamo Iddio. - 7 » se non ch'el dilettoso tempo basti. - 8 » che si guasti.

[17] strano verso irregolare

[18] 1 Bi. quando s'eran gran tempo sollazzati. - L. quando erano. - 2 » e si partia la dama e 'l barone. -- L. e si il barone. - 3 » per paura di non esser trovati. 6 » e la mattina, quando eran levati. - 6 » veniamo a corte. - 7 » non facciendo atti cienni. - L. non facciendo né segno né sguardare. - 8 » che verun uom potesse. - L. ch' altrui non sen potesse.

[19] 1 Bi. el dizio dolcie chel chore spirava. - L. nello cor spronava. - 2 » tenea que' due amadori. - 3 » la damigiella tanto allegra stava. - 4 » che nel viso li fioriva la sua bellezza. - 6 » e facea gram conviti chom largezza. - L. e gran larghezza. - 7 » ch' egli era innamorato. - 8 » ma di cui fusse nol sapeva uom nato. - L. uom nato.

[20] 2 Bi. che la donna. - 3 » credé in sua memoria. - L. l'alta duchessa. - 5 » faccia per la suo amore tal festa e gioia. - L. per lei. - 6 » montasse a destrieri. - 7 » e che de fusse del suo bel piacere. - L. e ch'egli fusse. - 8 » a tutto il suo potere.

[21] 1 Bi. ela avea messo. - L. ella, che ha messo. 2 » oltre mizura, - 3 » el disio dolcie nel chore li prieme. - L. il disio d'amor nel core prieme. - 4 » im gelosia. - L. ed in paura. - 6 » sovente quella nobil creatura. - L. e lagrime degli occhi il viso geme. - 7 » diciendo - m'hai cosi arso. - L. Amor, perché m'hai cosi arso. - 8 » m'è cosi scarso. - L. m'è cosi scarso.

[22] 1 Bi. e volgiea. - 3 » com lui. - L. a sol con lui. - 4 » si li parlava. - 6 » vedendo, cio che. - 7 » non gliel negava e ne l'anentia. - L. no glielo negava et no l'acconsentia, - 8 L. per celar quella che l'avea in balia.

[23] 2 Bi. fuor della terra a un ricco palazzo. - L. aveva ad un palazzo. - 3 » sensa alcun difetto. - L. sanza ignun sospetto. - 4 L. meser Guglielmo. - Bi. per lo brazzo. - 5 Bi. sembra. - L. zambra, - 6 » sollasso. - 7 L. e per giucar la donna e 'l cavaliere. - Bi. cavalieri. - 8 Bi. feciem. - scacchieri. - L. e lo scacchiere.

[24] 1 Bi. ch'egli ebbom - giuocato. - L. ebbon tre giuochi giuocato. - 2 » la duchessa che si stugie e cola sprona - L. la duchessa com' amor spesso sprona. - 3 » avete voi disiato. - L. messere, avete disiato. - 4 » già lungo tempo di trovarmi sola. - 5 L. or prendete di me ció che v' é a grato. - 7 » e poi gli bació - 8 L. fosse ddviso.

[25] 1 Bi. e la stringendol dicea. - L. ed abbracciandol gli dicea. - 4 » bel dolcie amicho mio per chi muoia. - L. pell' amor di Dio. - 6 » che voi prendiate mecho diletto e gioia.

[26] 1 Bi disse messer Guglielmo.  - 4 L. a lo mio sire. - 5 Bi. tal vergogna. L. 'sta vergogna. - 6 » certo io mi lascierei imprima morire.  - 7 L. prego in cortesia. - 8 Bi. non pentiate. - L. non pensiate.

[27] 1 Bi. tenessi la duchessa ivi schernita. - 4 » dizonore. - 5 » tor la vita. 6 » a gran dolore. - 7 » la mia persona a destrieri mai non monta. - 8 » di si fatta onta. - L. di cotal onta,

[28] 1 Bi. era quel cavalier doglioso e gramo. - L. e gramo - 2 » vedendo la Duchessa. - 5 » egli era bramo. - L. e di partirsi quindi gli era gramo. - 6 L. ta parole spira. - 7 Bi. che giamai non l'amo per tal follia. - 8 » usci di zambra et andossene via.

[29] menava ramo: dava dimostrazione di, faceva mostra di, "vedendo la duchessa piena d'ira che domostrava la sua follia..."

[30] I versi 7 e 8 sono costruiti in maniera imperfetta, con rima fra una tronca e una sdrucciola

[31] 1 Bi. partito che si fu dalla Duchessa. - 2 » andossene alla dama. - L. andò ratto alla Dama del verzu. - 4 » e racconto 'l fatto come fu. - L. raccontogli 'l fatto come fu. - 6 » e come ella pose ogni vergogna giú. - 7 » et com' elli nolla volle servire. - 8 » ed ella disse.

[32] Abbiamo inserito il verso tratto da "L."

[33] 1 » la donzella di ciò fecie gram risa-  4 » se m'avessi imgannata. - 5 » qui retrovata m'avreste conquisa. - 6 » trangosciata. - L. trangosciata,

[34] 2 » tornò in quel mezo el Duca dalla caccia. - L. ritorna - 5 » con la sua compagna chiarita et bella. - L. con la sua compagna. - 4 » e dismontò al palazzo con bonaccia - L. e smonto. 5 » in questo giunse la Duchessa fella. - 6 » piangendo li fe. - L. piangendo fere. 7 » graffiata e1 viso. - 8 » signor mio. - L. signor mio.

[35] 1 » turbossi el Duca. - 2  L. si parlare - 3 Bi. diciegli : - Dolce anima mia. - L. e si le disse - 4 » di che fai tu si gran lamentare. - 5 » e t'oltraggiato verun uomo. - L. niun uomo che sia. - 7 » che t'abbi fatto oltraggio. - 8 » che io non faccia, a lui onte e dannaggio. - L. e mio dannaggio.

[36] 1 Bi. frodolente. -- L. fraudolente. - 4 L. e cominciògli.

[37] 1 Bi. ancor mi ferie. - 2 » sfarsare. - 3 L. egli straciòmmi. - 6 Bi. sed io nol veggio - L. sei io nol veggio. - 7 » e farne quarti a quattro. - L. farne far quattro pasci. - 8 » per infino alle reni. - L. dall' inforcatura insino.

[38] 1 Bi. el Duca savio. - 2 L. el bianco e'l nero. 3 Bi.e non gliel crede. - 5 » ma pur li dicie. - 7 » che del baron ne fi' alta vendetta. - 8 » ma non v' incresca. - L. ma non v' incresca.

[39] nel testo è riportato: dal; riprendiamo la variante di L., che riporta il verso al numero giusto di sillabe

[40] nel testo abbiamo: rincresca; utilizziamo la variante sia di Bi che di L.

[41] 1 » alora la Duchessa con superbia - 5 » e lo 'ndugiare si mi da pena acerba. - 6 » e giurovi alla fede benedetta. - 7 » di non parlarvi mai di buono cuore

[42] 1 » alor dal parlamento. - 2 » raccontam le leggiende. - L. raccontan le leggende. - 3 L. col cor gravato. - 4 » di Dio molto l'offende. - Bi. assai l'offende. - 6 » discredere contende. - Bi: discredere lo contende. 7 » cioè che la duchessa. - Bi. over che la duchessa.

[43] d·asse: crediamo in una aggiunta del copista da espungere

[44] 1 Bi. volsesi el duca comma 'l caldo langue - 2 » per ira rosso avea. - 5 » e di lui non sarebbe uscito sangue. - 6 » chi l'avesse. - L. chi l'avessi. - 8 » pensando nel gran chapo ch'era occorso. - L. dello dubievol caso ch' era occorso.

[45] 1 » disse el duca a un suo caro sergiente. - 2 L. e di' ch' io il voglio. - a Bi. e quando e' giunse.  4 » disse 'l duca; - barone, di voi mi doglio. - 5 » racchontolle. - 6 » e la duchessa facie il gram cordoglio. - 7 » e siccome d'amor l'avea richiesta. - L. d'amor richiesta. - 8 L. e la persona.

[46] Nel testo abbiamo: digli; emendiamo sulla scorta del manoscritto L.

[47] 1 Bi. disse mescer Guiglielmo al duca: - 2 » la duchessa parla chom follia. - 3 » certo io mi lascierei. - L. ched'io mi lasceria. - 5 » che volessi pur che cosi sia. - L. che volessi. 'I » ch'io nol fattesi al campo. - L. sul campo. 5 » e ricredente.

[48] 1 Bi. » se non ci bastasse. - 3 » che un' altra bella donna il mio chor usa, - 4 » nobile e bella e d'ogni buon potere, - 5 » le sue belle sono oltra mizura. - 6 » è al suo potere. - L. ha 'n suo potere - 8 » è figluola.

[49] musa: forse dal francese muser, guardare oziosamente, in questo caso: contemplare amorosamente

[50] 1 Bi. disse el duca: - Barone. - L » che infra questo mese. - 3 » a pena della testa. - L. a pena della vita esser in bando. - 4 » che voi mi sgomberiate el mio paese. - 5 » e questo vo'. - L. che non s'intenda. 6 » se prima non mi fate. - 7 » in cui avete speranza. - 8 » e none. - L. e non.

[51] 1 Bi. dal consiglio. - L. allor di quel consiglio. - 4 » sene gi col cuore afflitto e doglosio. - L. sen gi col cuore afflitto e pensieroso. - 5 » entro se stesso dicieva: - Ho fresco giglio. - L. e nel suo cuor. - 6 » donzella, 'l nostro amor. - L. dama, lo nostro amor. - 7 L. convien ch'al duca. - 8 » o ch' io dal tuo piacer.

[52] se usiamo pensieroso secondo la lezione di L il verso diventa normale: sen gi chol chuore aflitto e pensieroso

[53] 1 Bi. di star lontano. - L. lo star lontano da te non é aviso - 2 » ne di rechar mia vita a tal costume. - 4 » dove di gloria rilucente ha. - L. ha largo fiume. - 5 » non sofferrei. - L. da te diviso. - 6 » d'ogni buon chostui. - 8 L. a gran passo.

[54] 1 Bi. ben lascerò. - L. en tal maniera. - 6 » si cogli traditori som meno. - 7 » s'io no mi diparto e 'l vostro iscopro. - L. no' scopro. - 8 » e giamai chotal fallo non ricuopro.

[55] nel testo abbiamo falso: ma forse sarebbe meglio recuperare fallo da altri codici

[56] 2 Bi. che bem paxeva. - L. di dolor musorno. 4 » ed era già passata. - 5 » in questo si venne um messagiero. 6 » che prestamente sanza far soggiorno. - 7 » personalmente comparissi. - 8 » dove il Sir manduca. - L. ove el signor manduca.

[57] musorno: triste, imbronciato, taciturno

[58] 1 Bi. e quel baron di subito fu mosso. - 2 » gia su pella scala. - L. pella scala. 4 L. e lagrime degli occhi in viso cala. - 5 Bi. cucita adesso. - 7 » cho l'altra famiglia. - L. co 'la sua famiglia. - 8 L. ciascun si maraviglia.

[59] 2 B.. disse 'l ducha: - Barone, or ti conforta. L. cosi gli disse: - Ora ti riconforta. - 3 Bi. chem è non ti bizognia aver temensa. L. ched è non ti bisogna. - 4 Bi, se en tu m'avessi. - L. se ben tu avessi. - 5 » de, dimmi il vero, io ti terrò credenza. - 6 » per quelle fee che l'anima mia, porta. - 7 » qual' é la dama che si ti tormenta

[60] nel testo: presentia

[61] 1 » vedendo il cavalieri che a tal partiti; - L. che a tal partito. - 2 L. el duca voleva esser fuor di dubbio. 3 Bi. diventoroli i sensi. - L. divento dismagato e sbigottito. - 4 » e 'l suo freso chalor divenne burbo. - L. bubbio. - 5 » e poi si stava con suo membri uniti. - L. qual morto transito. - 6 Bi. volti in trestizia. - 7 » da lingua i denti. - 8 » disse: - Sire vien meco, e mostrerolti. L. Sire, disse - vien' meco, e mostrerolti.

[62] nel testo: mostreròtoli;  ripristiniamo la rima come in altri codici

[63] 2 Bi. quando si parte el Sire e il cavalieri. - 4 » ed amendua andarono al verzieri. - 5 » ove segreto spesso.  6 » la donna per amor col cavalieri. - L. cal baron.  7 » e di fuor del giardia. - L. ma di fuor del giardin. - 8 » sotto un cicotto, doppo.

[64] marmerucha: marruca, pianta spinosa

[65] 1 » essendo il baron solo. - L. messer Guglielmo entrava. - 2  L. e 'ncontra. - Bi. gli fène la cucciola. - 3 » che si giacea tra 'fior del gelsomino. - 4 » Bi. la chiamò: - figliuola! - 5 » col cavalieri fino. - L. col cavalier fino. - 6 » poi cercò el giardin. - 7 » tutto dintorno. - 8 » se veruno uomo vi trovava. - L. se niun uomo si.

[66] 1 Bi. quand ebbe ben cerco. - L. quando ebbe cerco ben. - 2 » ella n'andó nella zambra amorosa. - 3 » dove dimora. - L. ove dormia, - 4 » del cavalieri desiderosa. - L. del cavalier. 6 » e misse 'l duca dentro. - 7 » e mise 'l sotto un ciesto d'un rosaio. - L. poselo. - 8 » dopo una sponda.

[67] 1 » e in quel mezzo avea fatta lachuma. L. e, poi ch'ebbe la cucciola sentuta. - 2 Bi: la gientil. - L. si fé la damigella. - 3 » e poco stante al giardin. - L. e poco stante a lui ne ne fu venuta. - 4 » la volea tradire. - 5 » ma ella non pensava esser tradita. L. ma non si credeva ella esser traduta. - 7 Bi. e non pensando del tradir l'effetto. L. e non pensò del tradir l'effetto. - 8 Bi. col drudo suo prese. - L. e prese col suo drudo.

[68] si tratta evidentemente della cagnolina: al suo arrivo la padrona capisce che è arrivato l'amante e si riveste per andargli incontro; impossibile comunque ricostruire la rima. La soluzione migliore sarebbe adottare la lezione del codice L.

[69] 1 Bi. e quel barom. - 2 » tener nel puote al tutto celato. - 3 » piú ch' oro di lista. - L. ch' oro in lista. 4 » che avete. - 5 » voi mi parete turbato. - 7 » mancherebevi. - L. mancherebbe. - 8 » che vi sia in talento.

[70] 2 » contaminato lo chor. - L. il cuore. - 3 » la qual mi fa treuna. - L, e si mi fa tremar. - 5 » s'egli è vostra voglia. - 6 » che ve n'andiate. - L. andiate. - 7 » s'accumiataro. - L. accomiatarono. - 8 » mille volte si baciaro.

[71] 1 » poi se nevra'la bella donna tosto. - L. cosi sen va. 2 » chola cucciola. - 3 » nel verzieri nascosto. = L. nel rosai. - » - 4 se ne gi al cavalieri in be' sembianti. - 5 » diciendo: Il vostro amore è in dama posto - 6 » seimila bizanti. - L. cotanti. - 8 » ciascuno tornò in sua sambra.

[72] perché mi piace un atteggiamento simile (al mio)

[73] 1 Bi quella notte istesso. - L. stessa. - 3 » quando fu a letto ella fuggì. 4 » levossi e voleasi rivestire. - 5 » giurando di non mai dormir con esso. - L. di non dormir giammai. - 6 » se prima nom vocsse far morire. - L. perché non fa' morire. - 7 » messer Guglielmo che di fecie oltraggio. 8 » ed allui volle far onta e dannaggio.

[74] 1 » disse el duca adirato: - Tu ne menti. - 2 » e fa um gran peccato. - L. e si fai gran peccato. - 4 » ch'ègli hai il suo amore a tal donna donato. L. a tal donna. - 5 Bi piú bell'è di te. - L. per ognun venti. - 7 » e il modo che tiene quando usa con quella. - 8 Bi. che lucie piú che sole hovero stella.

[75] 1 » e quando la duchessa il duca ode. - 2 » havea un'amica. - L. dir che messer Guglielmo have un'amica. - 3 » artatamente. - 4 » disse. - Sir, che Dio vi benedica. 5 » qual è la donna. - 6 » non falla nimica. - L. non falla una mica. 7 » amor mio bello. - L. amore bello. - 8 » io non tel direi. - L. certo non tel direi per un castello.

[76] 2 L. che appasisce la mattina. Bi. del verzú. - L. del verzú. - 7 » come li vidde sciender del palazzo. 5 Bi. e contolle l' affare oltra misura. - 8 » tenner. - L. tennon.

[77] 1 Bi. ma tanto. - L. ma tanto. - 6 » come il messagerio era la catellina. - L. come han. 2 » che la duchessa. - 3 » avea già il giorno l'aria fatta bella. - 3 » quand 'ella usci della. - 6 » mostrava sembianza dogliosa. - L. in sembiante. 8 » L. cavalier di piú ragioni (regioni).

[78] 1 Bi. e fede in. quel punto. - 2 L. giovani. - Bi. e ghai cavalieri. 3 L. volea - 4 Bi. a guiza della dama. 5 » e ella rispuose. - L. ed ella disse. 6 L. far, ch'io 'l farei. - 7 Bi. alpresta. - L. altiera. 8 » fatto maestra.

[79] 2 Bi. e aver si bien. - 4 » sua allegrezza. 5 L. far. - 7 Bi. e la donzella udendo queste cose. - 8 » quindi partissi e nulla non rispose. L. le rispuose.

[80] 1 Bi. e gissene nella sua sambra, tremando. - 2 » come colei che par dolor moriva. - 3 L. messer Guglielmo.  - 4 Bi. e pregandone.  - 5 » ed·el·er'ito. - 8 » Billisse. - L. Bellicies.

[81] Je dois l'indication suivante de l'épisode de « Bellicies », dans le Tristano Riccardiano à l'érudition de M. le prof. Ezio Levi.

Ma dappoi de Bellicies seppe che Tristano s'iera partito dalo reame di Gaules e andava per dimorare in Cornovaglia, incomincioe affare il maggior pianto c'unqua mai fosse fatto per neuna damigiella, diciendo ellla intra ssee intessa: - Dappoi che t'ee partito colui cu io amava piú che mee e ora no lo veggio si come io solea fare, conosco e sento che amore mi distringie in tale maniera che ora mai la vita poco puote durare: E impercioe ch'io n'abbo inteso che la morte è piú dolorosa cosa, c'altri possa sofferire; ma a me la morte torneráe in dolzore, dappoi che lo mio amore campai da la morte. E. percioe io voglio morire con quella ispada cola quale T[ristano] dovea essere morto... E allora si prese la damigiella la spada e ppuose lo pomo in terra e la punta si si puose dirittamente per me' lo cuore, e disse; - Dolcie mio amico Tristano, ogniuno sappia ched io m'uccido per lo tuo amore. E incontamente si lascioe cadere i-ssa la spada effece morte imantamente. Et lo scudiere, d'appoi che vide morta la damigiella, montoe a cavallo...

Il Tristano Riccard. cap. XII, ed. ill., p. C, 5; Parodi, Bologna, 1891, p. 27-28.

[82] 1 L. ignuda avea la spada. - 3 » traditor. - Bi. traditore. - 4 Bi. ecco io me ne spaccio. - L. ecco ch'io men spaccio. - 5 a poi dicea. - 6 L. be 'lo. - 7 Bi. e de la mia morte sarà testimoni. - L. e tu sia di mia morte. - 8 » davanti al duca, e tutte altre persone. - L. ed agli altri baroni.

[83] 1 » Bi, poggió. - L. appoggiò. - 2  e per mè il suo cuor poggiò la punta. - L. a mezzo il cuor la punta. - 3 L. lassa. - 4 » dove io oggi sono giunta. - 5 Bi. traditore oscuro. - 8 » spinse. - misesela al cuore. - L. misela.

[84] me': abbreviazione di mettere (secondo il curatore Bombe)

[85]1 Bi. una, nana ch' udito avea il lamento. - 2 » quivi dall'uscio il pianto e 'l languire. - 3 » e volentieri. - 4 » non ardiva entrare. - L. ardiva gire. - 5 » quando senti il sospiro del gran tormento. - 6 » quand'ella venne al passare. - L. quand'ella fu al finire. - 7 » dentro entrò e trovola finita, - 8 » a se.

[86] quand'ella: emendare eliminando il pronome: quando

[87] 1 L. messer. - Bi. e tutta gente. - 3 Bi. e trovarom finita la luciente. - L. la innocente. - 4 L. di morte. - 5 Bi. e trasse - 7 » anzi che sia forbita. - L. pria che sia forbita. - 8 » aimé, lasso. - L. a me, lasso! a me torrai la vita.

[88] 1 Bi. e col. - 2 L. traditor mi ti confesso. - 3 Bi. il duca chiamò testimoni pertanto. - L. e chiamo. 4 » che merito morir per questo eccesso. - 5 » in ogni canto. - 6 » lapresso. - L. dapresso. - 7 » misesi. - 8 » per morte.

[89] 1 L. chi v'era. - 2 Bi. che ne rise. - L. che sen rise. 3 » El duca ne. - 7 » e dicien tutti: fini di simile crimine. - L. e dicien tutti. - 8 » cola Francescha e Paghol da Rimine. - L. ne mori già pur.

[90] 2 Bi. e im pena chom'è di sopra detta. - 3 » alpesta. 7 » per la sua malizia. - L. per lo suo fallire. - 8 » ben fecie il duca diritta giustizia. - L. di quel fece giustizia el dritto sire.

[91]1 Bi. e quando. - 2 » che in gioi ballava. - L. cha di gioi' ballava. - 3 » della zambra uscita. - 4 » dansava. - 6 » e fu punita allor della ria fama. - 7 » tagliolle la testa. -  8 » dritto. - L. detto.

[92] (manque en Bi.). 1 L. fraudolente. - 2 » seppellir fece. - 3 » dir non si può. - 6 » el svo errore. - 8 » a suo domino.

[93] (manque en Bi.). 1 L. sir. - 3 » cavalier

[94] 2 Bi. che fu quel di costar per la malizia, - 3 » ben che 'l, - 4 » ditto, 5 » e doppo questo andò in pellegrinaggio. - 6 » per merito di chotanta nequizia. - L. niquizia. - 7 » e poi andò a far ghuerra ai Saracini. L. e là ne mori poi in servizio di Dio. - 8 Bi. Dio ci conduca tutti a buon confini. - L. al vostro onor compiuto è 'l cantar mio.

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Ultimo aggiornamento: 26 maggio, 2007