Anonimo

IL TRIONFO DE POLTRONI

Edizione di riferimento

BOLOGNA Commissione per i testi di lingua, Storia di Campriano contadino, a cura di Albino Zenatti, Bologna, ed. Gaetano Romagnoli 1884. - esemplata sulla stampa fiorentina del 1576 - Il trionfo dei poltroni tratto dall'opuscolo intitolato OPERA NVOVA doue si contiene dua mattinate | bellissime; | Et altre Canzoni, & Villanelle con | il trionfo de poltroni tutte | cose molto piaceuoli | ridiculose, || Stampata in Siena, & ristampata in Fiorenza s. a., 4 c., con segnat. ma senza num.

- Segnaliamo la ristampa fotomeccanica eseguita dalla Editrice Forni di Bologna sulla edizione Romagnoli datata 1968. 

Il trionfo de poltroni

opera piacevole

con due mattinate bellissime et alcu

ne canzoni napolitane nuove

belle e sententiose

In Firenze alle Scale di Badia

Con Licenza de Superiori

VIVA i poltroni per mare e per terra!

ogn uno corri a portar la bandiera,

perch uadin cuccagna, e s meno una grā schiera

tutti quanti e poltroni che nō s buoni da guerra.                     4

 

Vegn pur tutti con mi sicuramente,

si vol uscir fora d affanni e stente,

che la poltronaria el con tutta la so zente,

ognū s spremētao bō cōpagno e bō brighēte.                          8

 

Co s ha cen si mangia i so confetto,

e po de longo se pol andar in letto,

che sempre apparechi a posta l galāte netto,

che ognun de riposar e de dormir prenda diletto.                     12

 

Co la mattina sent certi uersetti

de rusignuoli, e di tanti oseletti:

mo che dolceza grande s a sētir quei animaletti

e cos su quel canto dormir altri do sonnetti !                            16

 

Vard che mai nissun ue uegna a dir:

leuati suso e non star pi a dormir,

ua lauora meschin se non ti ha uoia de falir!

n māco habb fastidio che nissun staga a rognir.                    20

 

Quando i se leua del letto la mattina,

gh vna fontana d vn acqua christallina,

che per lauarsi a quella tutti quanti sincammina,

e po gh vnacqua nāfa tutto muschio eletta fina.                  24

 

El ghe s un monte de formazo grattao,

ghe n de dolze e ghe n de salao,

e a torno ghe s un lago d onto sottil descolao,

e in cima vn calderon ch molto ben fortificao.                      28

 

E tutti quanti che vuol de maccaroni

vaga l auanti che ghe s i so pironi,

ch sempre apparecchiai a posta l per i poltroni,

che no i troppo caldi, finanche freddi, ma i boni.                32

 

El gh fontane per chi vuol beuer uin,

chr l vuol Friul Padoan chi uisentin:

ghe n dugento sorte senza pagar un quattrin,

maluasia moscatella romania e grego fin.                                 36

 

Se ve vien voia magnar buoni bocconi,

el gh galline e miori capponi;

gh pernise e fasani, d ogni sorte salsizoni,

e stando a tauola i pioue abbasso da minchioni.                       40

 

Gh bone torte e gh bone sfogliae,

boni confetti e bone pignocae,

pastizzi dogni sorte con sue torte inzuccherae:

mo chi non andaraue per mangiar delle rosae?                        44

 

El gh la zecca per chi vuol de quattrini,

chi, vuol de i scudi e chi vuol del zechini,

gazzette e mozzenighi, gh in fin de i bagattini,

acci che zioca a palma fin ai putti e fantolini.                         48

 

El gh ciuette che caga i mantelli,

sai, zibboni, camise, e panniselli,

calzoni dogni sorte, e ferraroli molto belli,

che senza cōprar se n che non sa che far de elli.                   52

 

Deh poueretti non stemo pi a stentar!

vegn in Cuccagna se uol trionfar,

perch insir daffanni e non star pi qua a purgar!

uard che habbi fastidio dandar a lauorar!                            56

 

Leccheue i dei a magnar quei sguazzetti

con le so spetie, naranzi, e finocchietti,

col so peuer in cima, vua passa & altri confetti,

e sempre del continuo v star in sul far banchetti.                  60

 

C un castello che s fortificao,

ch di poma e formazo gratao,

e a torno gh una fossa tutta piena de figao,

darrosto, e conzao col suo grasso descolao.                              64

 

Co s disn tutti, el bon pro ue fazza!

se uede tutti chi in qua chi in l sollazza,

chi con cani e cō bracchi e sparuier ua alla tazza,

chi cria: para para! chi: dai dai, ammazza ammazza!             68

 

Chi se dileta ziocar a do per parte,

chi zioca a zoni e chi zioca a le carte,

a dai, chi a sbarrin, a tal che i zioghi si comparte,

n mai si fa fadiga, n rasona manco d arte.                            72

 

Et se qualch un se diletta a caualcar,

el gh cauai in sella che sta a spettar:

tutti quanti i poltroni se ne puol accomodar!

cos se ua a sollazzo in qua e in l senza stentar.                      76

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Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2007