Torquato Tasso

Conclusioni amorose

1544-1595

Edizione di riferimento:

Torquato Tasso, Tutte le opere, a cura di Amedeo Quondam, Lexis Progetti Editoriali, Roma: 1997

Dedica

ALLA ILLUSTRISSIMA SIGNORA LA SIGNORA GINEVRA MALATESTA.

 

Mando fuori, illustrissima Signora, sotto il nome di Vostra Signoria queste mie Conclusioni, non solo per darle qualche segno della riverenza che, ricevuta ereditaria da mio padre, porto a l'infinito suo valore; ma ancora acciò che s'elle non saranno peraventura ben difese da le mie ragioni, siano almeno da la sua autorità sostenute; onde insieme co 'l mio poco ingegno nel disputarle, si conosca il molto giudicio nel dedicarle. Prenda dunque Vostra Signoria lietamente questo più tosto peso che dono; nè si sdegni che 'l suo nome glorioso scenda ad abitare nelle mie carte: perchè, se bene è ignobile l'artificio dell'architetto, nobile nondimeno, quanto esser possa più, è la materia di questa amorosa fabrica, ed a' meriti suoi albergo in ogni parte convenevolissimo. E le bacio le mani.

Di Vostra Signoria illustrissima Servitore

IL TASSO.

Conclusioni amorose

1 - La bellezza essere splendore della divinità, il quale penetra e riluce per l'universo, in una parte più chiaramente, e meno in un'altra.

2 - La bellezza, o vero il bello, come lo splendore dal Sole, esser dal bene inseparabile; e tutto ciò ch'è bello, esser buono, e tutto ciò ch'è buono, esser bello.

3 - La bellezza allettare tutte le cose nelle quali risplende, e rapirle a sè con impeto di amoroso desiderio.

4 - Il bene non destare amore sotto la forma di bene, ma solo sotto piacevole imagine di bello.

5 - La bellezza, che sotto nome di Venere è significata da gli antichi, esser padre non madre d'amore, cioè cagion produttrice non materiale; difendersi nondimeno.

6 - Venere, o presa per la bellezza o per l'anima, come la prendono alcuni, potersi dire è padre d'amore.

7 - Il piacere o 'l compiacimento non essere amore, ma principio e compagno d'amore.

8 - Amore esser desiderio d'unione, per compiacimento di bellezza.

9 - Amore esser il vinculo ed il legame dell'atto e della potenza, o di Dio e della materia, che vogliam dire.

10 - Amore esser proprietà di quel ch'è, per cui si fanno, si conservano, si rendono perfette tutte le cose, così naturali come artificiali e civili.

11 - Ciascuna natura che opera, o sia conoscente o priva di cognizione, operar sempre per amore, e nissuna mai per odio.

12 - L'odio non esser contrario d'amore, ma seguace d'amore.

13 - Amore esser non solo da l'inferiore al superiore, e da l'eguale a l'eguale; ma anco dal superiore a l'inferiore; onde potersi porre in Dio, senza notar in lui difetto.

14 - Amore tanto esser più nobile, quanto è men governato da la ragione.

15 - Tre essere i generi d'amore, sotto a' quali tutti gli amori si riducono.

16 - L'amore umano abbracciare in sè tutti gli amori ch'a tutti gli enti si convengono; onde propriamente nominarsi Amore, ed Innamorato chi ama secondo lui: e di questo amore si intendono tutte le seguenti Conclusioni.

17 - All'amore umano convenirsi in particolare quella definizione che si è data all'amore in universale; cioè, che sia desiderio d'unione per compiacimento di bellezza: potersi nondimeno affermare senza contradizione, ch'egli sia un rivolgimento di tutti gli appetiti in un oggetto solo.

18 - Amore non presupporre l'elezione, nè però seguire che si conceda il destino; ma presupporre necessariamente somiglianza fra l'amante e l'amata.

19 - La bellezza dell'animo per sè sola non destare amore; e vana esser l'opinione di coloro che credono potersi amare l'animo o la virtù solamente.

20 - Amore giunger perfezione a la donna; nè però negarsi ch'ella per se stessa non sia cosa perfettissima.

21 - L'uomo, in sua natura, amar più intensamente e stabilmente che la donna.

22 - Amore esser più nell'amata che nell'amante.

23 - La donna amata non sempre riamar colui che l'ama; e con tutto ciò affermarsi senza contradizione, che l'amata sempre ami l'amante.

24 - L'amore dell'amata verso l'amante esser grazia, non gratitudine.

25 - Nissuna amata esser o poter esser ingrata. Nissuno amore asseguir mai il suo fine.

26 - Non tre solamente, come si crede, essere i gradi del piacere amoroso, ma molto più.

27 - Ogni piacere amoroso esser accompagnato da dolore, nè darsi negli amanti alcuna pura e sincera allegrezza.

28 - Gli occhi esser quelli che più godono, e quelli di che più si gode nell'amore.

29 - Gli occhi esser principio e fine d'amore.

30 - L'imaginazione delle felicità passate, a l'amante che sia in miseria, non giunger dolore, ma recar diletto.

31 - La felicità o 'l sommo diletto dell'amante esser riposto nel servir l'amata, non nel signoreggiarla.

32 - Amore subito nato morire, se non è nodrito da la speranza; nè però negarsi.

33 - Alcuno amore vivere senza speranza, non più imperfetto, ma più perfetto.

34 - La riverenza dell'amante verso l'amata non iscemare per la conversazione, e crescere per ogni favore ch'egli ne riceva.

35 - L'amante d'ogni cosa maravigliarsi, ma di nissuna quanto di se stesso.

36 - Veri essere i miracoli d'amore, che menzogne de' poeti giudica il vulgo; veri, dico, secondo il più esatto modo di verità; cioè, che l'amante divegna la cosa amata, e che gli amanti siano non due, ma uno e quattro.

37 - L'ira esser condimento d'amore.

38 - Ciascuno amante, in ogni suo stato, esser adirato con l'amata; nè darsi amore senza ira.

39 - Nissuno sdegno esser giusto negli amanti.

40 - Lo sdegno per se stesso esser debole avversario d'amore, nè poter contra amore se non con le forze d'amore.

41 - Non darsi dolore in amore, in cui non sia più il dolce che l'amaro.

42 - Ogni cosa esser temuta da gli amanti, e quelle medesime ancora che più sono da loro desiderate.

43 - Nessun amante aver compassione de' mali dell'amata; e la compassione dell'amata verso l'amante non esser segno di reciproco amore, ma più tosto del contrario.

44 - Non darsi invidia alcuna negli amanti; ma, concedendo che si dia, gli amanti invidiar se stessi.

45 - La gelosia non esser figliuola ma sorella d'amore; cioè non effetto nato d'amore, ma effetto nato dopo amore.

46 - La gelosia essere segno certissimo d'ardentissimo amore, ed accrescer l'amore: nè però negarsi, ch'ella non distrugga l'amore.

47 - La gelosia ch'è nell'amante, se pur è difetto, esser difetto non dell'amante ma della amata.

48 - Se più si meriti, servendo o non servendo l'amata.

49 - Se più si patisca, o non ricevendo alcun premio, o ricevendolo minor del desiderio.

50 - Se più si goda, o de' furti fatti all'amata, o de' doni ricevuti da lei.

 

Explicit

Si difenderanno tre giorni nel luogo solito dell'Academia, sotto gli auspicii dell'eccellentissimo signor Renato Cato nostro Principe.

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Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2008