Anonimo

Storia di Stefano

figliuolo d'un Imperatore di Roma

Versione in ottava rima del libro dei sette savi

Note di Giuseppe Bonghi - Tutti i diritti sono riservati

Edizione di riferimento:

Storia dei sette savi, ed. Commissione per i testi di lingua, Gaetano Romagnoli, Bologna 1880, pubblicata per la prima volta a cura di da Pio Rajna.

* Segnaliamo la ristampa fotomeccanica eseguita dalla Editrice Forni di Bologna

Questo libro trata di Stefano,

fiolo de uno inperador di Roma;

el qual trata de beli amaistramenti.

CANTO VII.

1.

Dise l' inperarixe : « Per lo tenpo passato

el fo un gran re, come ò aldito dire,

che quando fuora de la so zità l' era andato

lume pui non vedeva quelo sire [1] .

Di cotal cossa s' ebeno forte meraveliato;                             5

molto se conseliò, con suo grande ardire.

Conselio nè remedio trovava lo signore:

o, quanto lui n' aveva gran dolore!

2.

Ma fazove asapere, o signor mio,

che questo re nela sua corte avea                                         10

sete astrologi, e zascun con disio

molto li amava e per chari li tenea.

Li sapea despianare ogni insognio,

e la zente dechiarire se li fazea.

In quel tenpo viveva uno savio fantino [2],                          15

lo qual da tute era chiamato Merlino.

3.

La sua gran fama per el mondo era sparta [3],

del suo sapere e de sua sperienzia;

e molta zente, con sua biancha charta [4],

consiò lo re qui in sua prexenzia                                           20

ch' el mandase per Merlino, ch'è di là da l'arta [5],

che de sto fato daria bona sentenzia,

e tuto el fato saperia indivinare,

perchè so mare lo inzenerò senza pare [6].

4.

E  dato che 'l fo alo re cotal consilio,                                             25

subita mente s' ave deliberato

di mandare per lui, e dete de pilio,

e suo anbasatori ebeno mandato

a zerchare per tuto [7] quelo caro zilio [8],

e molto texoro a costoro ebeno dato.                                    30

Li anbasatori da quel re se partia,

e per tuto 'l mondo zerchava tuta via.

5.

L' avene che Merlino, dove lui iera,

un zitadino li pasòno davante.

Merlino colui guardava nela ziera [9],                                  35

e poi li dise: – Ho nobele fante,

e' so che tu vuoli andar in tal riviera,

e in man o' so che porti un bexante [10]

per farte lo tuo insonio dechiarare [11]:

e poi quelo bexante tu li vuol donare.                                   40

6.

Tu vai dai sete astrologi per zerto,

li quali con un re fano dimoranza [12];

ma de una cosa fermo e' te azerto [13],

che dechiarire, per la mia lianza,

loro non saperà lo tuo fato aperto.                                         45

Ma se a me darai lo bexante in zertanza,

lo tuo insonio bene dechiarirolo.

e 'l fato tuto aperto mostrerolo –.

7.

Respoxe presto lo buono zitadino:

– Farolo volentiera –. E dèli lo bexanto.                                50

Alora a parlar prexe lo bon Merlino:

– Tu te à insuniato, ho nobele fante,

che soto lo to fogero [14], in sto matino,

z' ene molto avere e verge d' oro tante.

E zerto la veritade tu ài insuniato:                                         55

chava lo tuo fogaro, e lo texsoro arà trovato[15].

8.

In tanto zonso [16] quivi li anbasatori

che 'l bon Merlino andava zercando.

Intendendo el fato, tuti, senza erori,

a chaxa del zitadino presto andando,                                    60

e del fogero roto chavò fuori

molto texoro, come l' andò narando.

Li anbasatori molto meraveiato s' avia,

e poi al bon Merlino loro sì vegnia [17].

9.

L' anbasata li feze delo suo signore:                                               65

Merlino de vegnir li à prometuto ;

e con loro el se partì senza dimore [18],

zonse alo re, e donoli bel saluto;

e poi lui li disse chon amore:

– O nobel re, se voi esere guaruto,                                          70

se quelo ch' io dirò me crederai,

e poi lo farà, zerto tu guarirai [19].

10.

La testa ai sete astrologi fai taiare,

li qual in la to corte con techo dimora.

Molto di loro tu te ài a infidare,                                              75

e loro poi te atradise hogn' ora [20]–.

Lo re molto se ebe a contristare,

che per loro la so corte rezeva tot' ora.

Merlino, che di questo fato se fo acorto,

dise alo re: – Hora prendi conforto [21].                                 80

11.

Soto lo tuo leto arquanto cavar farai,

e vederai zo ch' averai lì trovato –.

E quelo re non dimorò asai:

suto lo leto suo presto ebe cavato:

e un gran caldarone ivi trovai,                                               85

lo quale forte, boiva da ogni lato

e da sete bolieroni quelo boiva:

lo re la vita sua se tegnia priva [22].

12.

Disse Merlino: – Zaschun li tuo astrologi [23],

con la sua arte falsa e malvagia,                                            90

àno hordinato con suo falsi prologi

uno bolierone per uno, la chanagia!

Ma farai come te dirò ali filologi:

uno ne fa prendere, qual pui ve abagia [24],

e la testa a quelo presto fai taiare:                                          95

uno di sete bolieroni vederai studare [25]

13.

Lo re, aldendo alora tal meravelia,

e chiaro el fato avendo veduto,

l' uno di astrologi presto el pilia,

la testa li fè taliare al postuto                                                  100

e uno di boliaroni con so zilia [26]

vide studare qui tuto tuto.

Piliò el segondo, e la testa li taliava;

e un altro bolierone se studava.

14.

Piliò lo terzo per simele maniera,                                                  105

la testa a quelo presto fè taliare:

lo terzo bolierone se studò ala primiera.

E chusì a tuti sete feze fare:

li boliaroni, che inpiati iera,

tuti sete li se ebeno a studare.                                                 110

E quelo re per questo fo guarito:

Merlin da lui da poi fo partito.

15.

Dise l'inperatrize: – E chusì vui, signore,

doveti fare a questi rei ribaldi

astrolegi vostri, che tanto disonore                                        115

i ve àno fato, con suo voleri caldi:

e 'l vostro fiolo, che vi portava amore,

li àno insignito [27] tanti rei fraldi [28].

Presto prendeti di loro vendeta,

e dispazative da quela mala seta [29]. –                                120

16.

E lui li respose : – Madona, damatina

darò la morte a lui e a so maestri.

Non volio pui avere la sua dotrina:

al colo a loro meterò sete capestri

poi li farò inpichare, alta fantina. –                                       125

Venuto el zorno, a suo scudieri destri

comandò che a Stefano, senza induxiare,

la testa a lui doveseno taliare.

17.

Lo quarto filosofo fo alo re davanti ,

e come li altri aveva fato, salutolo,                                        130

dizendo a lui con suo alti senbianti [30]:

– Tu doveresti fare in questo volo [31]

ala tua molie, per suo ingani tanti,

come feze un homo, e non mentoerolo [32],

ala sua molie, ch' era falsa e ria. –                                         135

Lo inperadore a lui sì respondia:

18.

– E chome feze colui? Te priego per Dio

che a me lo dichi senza induxiare. –

E lo filosofo dise: – Questo non farò io,

se induxiar la morte a Stefano non fati fare. –                      140

Lo inperatore a questo li respondio:

– Volentiera io t' averò a chontentare. –

E poi el comandò subito e ratto

che lo fiolo foseno inprixonatto.

19.

E al filosofo l'inperador parlava:                                                    145

– Dapoi ch' i' ò fato in tuto el to volere,

e induxiare a lui volio la morte prava,

hora dime presto, che l'è ben dovere,

come fe quel bon omo, lui narava. –

Lo savio filosofo non volse tazere,                                           150

e a parlar comenzò, a tal partito.

Al vostro honore lo sep[t]imo canto è finito.

 

Note

___________________________________

 

[1] quel sire non vedeva più la luce

[2] fantino: bambino

[3] sparta: diffusa

[4] charta bianca: senso di sottomissione

[5] le sue conoscenze vanno al di là delle conoscenze umane

[6] perché sua madre l'ha generato senza padre

[7] a cercare da per tutto

[8] quella persona così importante

[9] Merlino lo guardava in faccia

[10] bexante: bisante (moneta dell'epoca)

[11] per farti svelare il significato del tuo sogno

[12] tu vai certamente dai sette astrologi che dimorano con un re

[13] ma di una cosa fermamente ti assicuro

[14] fogero: focolare

[15] scava sotto il focolare e troverai il tesoro

[16] zonso: giunsero

[17] Gli ambasciatori molto si meravigliarono e poi tornarono al buon Merlino

[18] senza dimore: subito, senza aspettare oltre

[19] O nobile Re, se vuoi guarire, guarirai certamente a condizione dche crederai in quello che ti dirò e lo farai

[20] e poi loro ti tradiscono in ogni memonto

[21] Ora fatti coraggio

[22] E quel re non perse tempo: sotto il letto fece subito scavare e trovò un gran, che bolliva  fortemente da ogni lato ricevendo calore per mezzo di sette fiamme (bolieroni: uno per ogni astrologo): in questo modo il re veniva privato della vita sua

[23] Ciascuno dei tuoi astrologi con la sua arte malvagia  ha ordinato coi suoi falsi principi un bollitore per uno.

[24] quello che più ti ambascia

[25] e vedrai spegnersi uno dei sette bollitori.

[26] soddisfazione e meraviglia

[27] insignito: insegnato

[28] fraldi: false dottrine, insegnamenti sbagliati

[29] seta: setta

[30] alti sembianti: atteggiamento grave e saggio

[31] in questo volo: immediatamente (vedi: a rivòlo)

[32] e non mentoerolo:  e su questo non mentirò

Indice Biblioteca Indice Sette savi 

  Sette Savi canto VIII

© 1996 - Tutti i diritti sono riservati

Biblioteca dei Classici Italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 06 gennaio 2008