Giovanni Sinicropi

 

INDICE DEI NOMI

presenti nelle Novelle

di Giovanni Sercambi

Edizione di riferimento

Giovanni Sercambi, Novelle, a cura di Giovanni Sinicropi, volume secondo Bari Gius. Laterza & figli tipografi - editori - librai 1972

Proprietà letteraria riservata: Gius. Laterza & Figli S. p. A., Bari, via Dante 51 CL 20-0349-X

I nomi sono registrati nella grafia in cui essi appaiono per la prima volta nel testo; fra parentesi sono date le varianti grafiche. Quando necessario per l’identificazione, la grafia originale corsiva dei toponimi è seguita da quella moderna, dal nome del comune e, fra parentesi tonde, dal nome della provincia in cui la località è oggi compresa. I nomi di persona sono registrati sotto il casato; quando questo manca o è sostituito dal luogo di provenienza, essi appaiono sotto il nome di battesimo.

I nomi dei santi sono registrati sotto quello di battesimo; i toponimi che prendono nome da un santo sono invece registrati sotto Santo e derivati. Per rendere possibile una pronta consultazione da parte del lettore e un orientamento di natura storica o geografica, i nomi storici di personaggi o di località sono seguiti da una breve delucidazione. Si è creduto utile annotare anche i luoghi delle Croniche in cui appaiono persone presenti nelle Novelle.

Il numero romano indica la novella e viene usato solo per i personaggi agenti nel racconto; per le persone menzionate nel corso della narrazione, nei prologhi o nelle poesie, e per i toponimi, si rinvia alla pagina del testo mediante numerazione araba. La lineetta all’inizio di rigo ripete l’ultimo lemma; il segno v, rinvia al lemma indicato, nel corso del presente indice.

 

Abram, amante di Samuella de’ Maccabei: lxiii.

Achille, il marchese —, cugino e vendicatore del marchese Ercule da Basco: cxlv.

Aciaì, Giorgio, senese: 265.

Nicolosa, figlia di Giorgio e moglie di Sandro: lx.

Pippa, sorella di Nicolosa: lx.

Adamo, il primo uomo: 92; 198.

giudeo convertito: xli.

figliuolo di Samuella de’ Maccabei e di Melchisedech : lxiii.

Adorni, Cara, amante di Andriolo

Spinola: xxviiii.

Adorno, v. Spinola.

Adriano, imperatore romano padre di Isifile: xlviiii.

Adriano, mar —, adriatico: 241; così appare costantemente nel Dittamondo.

Agaia, v. Berlinghieri.

Agliata, cognome del compagno di Ghirardo di San Casciano: xxxv.

Agnello, Johanni dell’ —, signore di San Miniato: 345; signore di Pisa: 463; signore della Lunigiana: 511; doge di Pisa e Lucca: cxxxvi. Dopo aver tenuto le due città dal 1364 al

1368, l’Agnello morì a Genova nel 1387. Gli eventi che portarono alla sua caduta sono narrati nel vol. 1 delle Croniche di Lucca del S. (cap. CLX Sgg.).

—, Ghirardo, nipote di Johanni e rettore di Lucca per conto dello zio: cxxxvi.

Agobbio (e Gobbio), Gubbio: 459, 463.

Aguilea, v. Grotte di —.

Agustino, mercante genovese: lxxxviiii.

Albano, figlio adulterino di Brigida de’ Magnanimi: cxxvii.

Alberigo, messer —, cortigiano del re di Francia: cxxxii.

Alberto, il marchese —, v. Esti.

Albret, messer —, primo capitano della «compagnia degl’Inglesi»: 421. Il capitano tedesco Alberto Sterz, dopo la pace di Brétigny (1360), raccolse mercenari tedeschi ed inglesi formando una compagnia di ventura che fu detta « bianca » o «degli Inglesi». Nel 1363 messer Albret, chiamato dai pisani, era a Lucca, da dove, dopo aver incorporato nella compagnia « balestrieri e pavesari e guastatori » lucchesi e pisani, sarebbe mosso contro Firenze. La compagnia era costituita, oltre che da un numero imprecisato di pedoni, da « quattro bandiere grandi a chavallo », e cioè quattro mila cavalieri (cfr. Croniche, 1, 121). La compagnia degli Inglesi si fuse più tardi (1364) con quella tedesca di Anechino Bongarden (Hanneken von Baumgarten) formando la compagnia della Stella, di cui messer Albret assunse il comando tenendolo fino al 1366 allorché fu catturato e decapitato dai perugini.

Aldimari (e A dimari), famiglia fiorentina:

—, messer Bertoldo, avarissimo cavalier fiorentino: xxiiii.

—, madonna Vezzosa, moglie di messer Veri de’ Medici: clii e 737.

Alfons (e molto raramente Alfonso), re di Spagna: lxxxvi; re di Spagna e padre della principessa Biancamontagna: cxl.

Alier, re di Vismarch e fratello di Astech: clvi.

Allesandria della Paglia: 697, 700. Allesandro Magno (Ale-, e Lesandro) : li; 428.

Allesandro da Coreglia, padre dell’emigrato lucchese Bartolo: 576.

Aluisi (rar. Aluiso), gentiluomo lucchese eletto «preposto» della brigata delle Novelle: 6, 7.

—, re di Francia: cxxxii.

—, v. Salviati.

Alvisir, mercante della Tana: ii.

Ambrogia, levatrice milanese, madre di Cateruzza: vi.

Ambrogio, il dì di sant’ — (7 dicembre) : 698.

Ambrotto, v. Ramaglianti.

Amelio, figlio del conte Ricciardo e fratello di fonte di Amico: xl,

Amico, figlio del cavalier Tobia e fratello di fonte di Amelio: xl.

Amon, cavaliere spagnolo: lxxxvi.

Analdo, nome italianizzato della contea di Hainaut, oggi compresa nell’omonima provincia vallona, e che si trovava sulla via commerciale che univa l’Italia a Bruges (v. nel gloss. giubettino all’analda) : 54.

Anastagio (e Nastagio) da Firenze, frate a Pisa: xi.

Ancisa, Incisa, sulla strada da Firenze ad Arezzo: 43, 52.

Ancona: 149-151, 314, 371, 430434, 436, 441 ’Ncona), 463.

Ancroia, moglie di Torneo, contadino di Staggia: cl.

Andrea, prete —, rettore della chiesa di San Donato a Pisa: 66.

Andriolo, v. Spinola.

Anfrione, prete — della chiesa di San Paolino a Lucca: xii.

Angelo [Agnolo e Agnelo), v. Boscoli.

Angiolino, mercante milanese: xxxviii

Aniballe (e Anibale) Affricano, qui confuso con Porsenna nell’episodio del famoso attentato di Scevola: xlv.

Anna, v. Strozzi e Baldù.

Antinore, Antenore, eroe troiano, padre di numerosi figliuoli, che la leggenda vuole traditore della patria e che cercò rifugio nel territorio veneto, dove avrebbe fondato Padova: 9.

Antonia, v. Virgiliesi.

Antoniella, moglie di Ranieri setaiolo in Pisa: cli.

Antonio, sant’ —: 409-411; 413.

—, messer — da Montatone (o Montagnone), vittima dell’ingratitudine di messer Saulo Ciccioni di San Miniato: cxxxvii.

Antoniotto da Montalto, giovane genovese che rapisce la moglie del soldano di Babilonia: cxliiii. Nelle Cron. (11, 221-223), viene registrata la notizia del colpo di mano di fuorusciti genovesi di parte ghibellina, i quali, guidati da Antoniotto da Montalto e da Antonio da Varci, nel luglio del 1398 riuscirono ad impadronirsi di Genova.

Apollonia, v. Boscoli.

Aragona (ma di solito Ragona); J,TJ, 604, 665, 667-671, 673; «la città di Ragona »: 665.

Arach, nella frase «parendoli esser messer — », detta di un banchiere pistoiese molto arrogante: 503.

Arborea, uno dei quattro « giudicati » in cui era nel Medioevo divisa la Sardegna e che coincideva all’incirca con la zona centro-occidentale dell’isola avente al suo epicentro il golfo di Oristano: 244-246.

Arderigo, cortigiano del re di Francia e nemico di Amelio ed Amico: xl.

Arduigi, il figlio maggiore di Alvisir, mercante della Tana: ii.

—, donzello del conte Lambrusco da Rodello: vii.

Arezzo: 68, 144, 145, 338, 340, 713, Rezzo: 61.

Aristotile (Ristotile) alla corte di Alessandro Magno: li.

Arno: 66, 67, 106, 317, 318.

Arnolfo, gelosissimo marito senese: cxviiii.

Arpi, possente città antica, posta nella regione del Tavoliere delle Puglie, la cui decadenza cominciò già nel iii sec. a.C. Nell’epoca imperiale essa non era più che una borgata; poche vestigia della città si vedono ancor oggi a circa 8 chilometri a nord-est di Foggia: 273, 279.

Arrigo, ritagliatore di panni in Prato: lxxvi.

Artese, la contessa d’—: lxxxviii. Il nome è la forma femminile di Artoi, ma viene usato qualche volta anche in luogo della forma maschile (v. s. la v. seg.).

Artoi, il conte à"—, assalito dai briganti sulla via di Roma: lxxxiiii. Nella Cronichetta di cui si avvale il S. come introduzione alle sue Cron. il nome è menzionato più volte: una prima volta, sotto l’anno 1250, quando il conte d’Artoi o Artese muore a Damiata combattendo contro i saraceni in una giornata infelice per il re di Francia. Nel 1282 ritroviamo i nomi del conte Artese e quello del conte di Lanzone, fratelli del re di Francia (Filippo iii), fra quelli di altri cavalieri inviati in aiuto di Carlo di Napoli. Il conte Artese, infine, comanda nel 1287 la flotta del re di Napoli duramente sconfitta dall’armata aragonese al comando di Ruggiero Doria (cfr. Cron., 1, 3445).

Artù, conte, v. Ghellere.

Ascoli: 109, 408, 413, 416, 421.

Asini, famiglia fiorentina:

—, Checca, amante di Matteo Rucellai: xviii.

—, Asinino, padre di Checca: 96.

Assisi, v. Sisi.

Astech, re di Vismarch e marito della regina Tamaris: clvi.

Asti: 738, 747.

Astulfo, il superbo re di Navarra: lxi; 279.

—, cortigiano e compagno di viaggio di re Manfredi di Napoli: cxviiii.

Autore: riceve l’incarico di narrare le novelle per la brigata e di scrivere il libro del viaggio: 9-10; decide di non assaggiare mai più « pastelli » di carne : 481; narra un pericoloso incontro durante un suo viaggio da Lucca a Firenze: lxxx.

Avento, l’avvento, le quattro settimane precedenti il Natale: 487.

Aversa, in Campania: 263, 265.

Avicenna, famoso testo medico: 452; ci si riferisce qui al più noto trattato del filosofo e medico arabo (980-1037), Il Canone di medicina, la cui versione latina costituì per secoli uno dei fondamentali testi di studio.

Azzinii, v. Pulci.

Azza, ambasciatore dell’imperatore presso Luchino Visconti di Milano: cxlvi.

—, v. Pulci.

 

Babillonia (Babilonia, Bambillonia) : 159, 160, 163, 541, 542, 568, 587589, 680-682, 689, 690.

Balasta, frate predicatore fiorentino: xxxiiii.

Balda, ser Marco da Ca’ —, mercante veneziano: lviii.

Baldù, famiglia veneziana:

—, Anna da Ca’ —, amante di Lancillotto da Ca’ Dandolo: cxxv.

—, Santino, da Ca’ —, moglie di Ranaldo pannaio fiorentino: cvii.

Balzo, messer Ramando del —, sostenitore del marchese Achille durante le lotte politiche a Nizza: cxlv.

Bambacaia, monna — contessa di Montescudaio, maestra di detti d’amore: xxvi; xxvii; xxviii; lvii (v. n. 127,11 a p. 843).

Barbaricina, nei dintorni di Pisa: 450.

Barga, in Val di Serchio, nella Garfagnana: 233.

Bargecchia, in Versilia, sui monti che separano Camaiore dal litorale di Viareggio: 321.

Bari: 404, 405, 407.

Barsellona, Barcellona: 373-377, 379.

Barsotto, contadino di Gello: xxxvi.

Battolo, contadino ospite di Pincaruolo: xv.

pigro fattore d’una compagnia lucchese: cxvi.

—, di Mugello, menzionato come famoso giurista: 496.

di maestro Allesandro, lucchese emigrato a Venezia: cxxviiii.

—, ser —, capitano di polizia di Giovanni dell’Agnello: cxxxvi.

— v. Maulini.

Baruti, Beirut (Libano), fiorente centro commerciale durante il Medioevo: 542, 566.

Baschiera, contadino guelfo: cxxiii.

Basciano: 627, 631.

Basco, 694, 695.

Bastilo, san —: 577.

Basino, giovane mercante veneziano: cxxvii.

da Triesti, truffatore che opera di preferenza a Venezia: cxlvii: 704.

Beatrice, «gentildonna romana»: XLII.

Bebe, «sulla via di Chioggia »: 550, 555

Beccarina, fantesca di Parma: 343.

Belletti, Betlemme: 658, 660.

Belloccora, pastorella innamorata di Passarino: cn.

Belluccia, meretrice di Gerusalemme che si appella al giudizio di Saiomone: LXIIII.

Bellucco, ladro genovese: lxxxviiii.

Belriso, nome del bambino concepito in un momento di particolare gioia: 716.

Belsedere, voce coniata su toponimi del tipo «Belvedere», usata qui con signif. osceno: 27.

Benedetti, Simone, speziale in Pisa: 463, 468.

Benedetto, la bestia di san —: 519.

Beneto, Bindaccio — di Puccio, uno dei capi della fazione dei Raspanti di Pisa, fu vicario di Giovanni dell’Agnello nel 1364: cxxxvi. La cronaca dei fatti che formano il contenuto di questa novella si legge nel voi. 1 delle Cron. (cap. clx sgg.).

Benevento: 348, 358.

Beniamin, il vicino povero di Cain: LVI.

Bergamo: 621, 626.

Bergina, madonna —, badessa del monastero dell’olmo d’Arezzo: xxxi (il nome contiene un accenno furbesco).

Bergolini, fazione pisana avversa a quella dei Raspanti che resse Lucca dal 1346 al 1364: 491, 522. Nelle Cron. (1, 94) il S., dopo aver registrato la morte di Ranieri di Donoratico, il quale aveva ereditato la signoria di Pisa, avvenuta il 5 giugno del 1346, prosegue: «E allora le parti di Pisa comincionno a parlare et a dire ciò che piacea loro. E puosesi nome al soprascripto conte Ranieri Bergo. Sì che trovandosi insieme li Pisani im brigata, si domandava: da qual se’ tu? e non volendo li Pisani essere intesi, diceano: io sono da Bergo. E per questo modo si fé’ la parte de’ Bergolini im Pisa. E perché quelli della Roccha erano arafatori del bene del comune oltra il dovere, funno chiamati raspanti, e per questo modo si fé’ la parte de’ Raspanti im Pisa ».

Berlinghieri, Agata, giovane fiorentina andata sposa all’oste Fasino da Montevarchi: cxlviiii.

Bernardino, messer —, cavaliere e cattano di Montemagno: lxxiii.

—, san —: 629.

Bernardo (e Barnardo), messer — tedesco, * capo di xxv bacinetti e soldato in Perugia »: xxxii. Il conte Bernardo, del casato di Donym o Honym (« von Donin ») fu capitano del popolo in Lucca nel 1368 (cfr. Cron., 1, 160 e 448).

—, v. Busderla.

Bertinoro, nella prov. di Forlì: 486, 491.

Bertoldo, v. Aldimari e Tagliamocchi.

Besso, truffatore senese : x. « Besso » era il nomignolo con cui i senesi venivano designati dagli altri toscani.

Beviamo, nome di uno degli ospiti di Bruglioro: cxiii.

Biagio, prete —, della chiesa di San Giusto a Lucca: lxviii.

Biancaccio, bandito pisano che operava in quel di Pescia: cvi.

Biancamontagna, figlia del re di Spagna che sposerà Orlandino: cxl.

Biancia, figlia del giudice Sismondo d’Arborea: lv.

—, moglie del conte d’Artoi: lxxxiiii.

Biliotto, v. Palmerini.

Bindaccio, v. Benetto.

Bioccolo, conte — da Lanson, rivale del conte Danese da Dierta: cxxiiii. Nella parte introduttiva delle Cron. (1, 42), il conte di Lanzone appare assieme al conte di Artese come fratello del re di Francia (Filippo iii).

Biordo, ospite dell’avaro Bruglioro di Corniglia: cxiii.

Bisdomini, Bonaccia, cortigiana veneziana: cxxviiii.

—, Nicolo, di Firenze: cliiii.

Boccacci, messer Johanni —, l’autore del Dccameron: 436, 469, 739.

Boccadivacca, famiglia lucchese:

—, Bioccolo, cavaliere, podestà di Marciano: cv.

—, Matteo, infelice novellatore: cxxi.

Boera, « villa nel contado di Parma »: 445

Bologna: 52, 53 (dove « vendeno il senno tanto che a loro poco ne rimane »), 54, 55, 181, 359, 361, 380, 472, 473, 516, 517, 521, 537, 725

Bolsena: 120, 124 (città con molti ammalati), 127 (l’aria cattiva di—).

Bontà, la divina —: 183, 274.

Bontura, figlia dell’oste Giannotto da Barga: lii.

—, moglie e complice di Rustico locandiere: lxxxx.

Bonuccia, v. Bisdomini.

Bonvete (e Buon-), Martino, oste di Luni e causa della distruzione della città: clvi.

Bonzeca, prete —, cappellano di San Paulino a Lucca: xii.

—, frate — e il fuoco di sant’Antonio: lxxxxiiii; e il breve per la fertilità: lxxxxv.

Borgo a Buggiano (e Bugiano), in Val di Nievole (Pistoia): 350, 467, 506.

Borgo a Mozzano {Mozano), in Val di Serchio, sulla strada per la Garfagnana, a 21 km. da Lucca: 233, 415, 492» 545.

Borgo Sansipolcro, nell’alta valle del Tevere (Arezzo) : 79, 88.

Borgogna, regione storica francese fra le Alpi e la Champagne: 186, 551, 744

Borra, v. Ottaviano.

Boscoli, famiglia aretina:

—, Angelo, fìnta monaca nel monastero dell’Olmo d’Arezzo: xxxi.

—, Appollonia, prigioniera delle soldatesche di Alberigo da Barbiano: LXXVII.

Bovitora, semplice popolana di Diecimo: lxxxxv.

Bovitoro, ladro genovese preso nella botte vischiata: lxxxviiii.

Bovorelli, Mida, uno dei tre capi del partito popolare in Nizza durante le lotte politiche: cxlv.

Brandisco, Brindisi: 399, 404.

Brescia: 603, 608.

Bretti, Canton —-, a Lucca, oggi Piazza dei Mercanti in via del Fillungo: 606.

Brida, v. Orlandi.

Briga, l’alpe di —, nelle Alpi Marittime: 84.

Briscida, v. Magnanimi.

Brisedia, figlia di re Carlo di Francia e moglie di Amelio: xl.

Brugia, Bruges, nelle Fiandre, uno dei centri commerciali più importanti per i mercanti e banchieri italiani: 53, 54.

Bruglioro, avaro possidente di Corniglia: cxiii.

Bruscola, « nel contado di Bologna»: 181.

Bruto, « marito di Lucrezia»: xliii. Qui confuso, naturalmente, con Lucio Tarquinio Collatino, il quale, secondo tutte le testimonianze (storiche o leggendarie che si voglia) fu sposo di Lucrezia. Bruto e Collatino sono ricordati nelle storie come i fondatori della repubblica romana.

Buemia (e Boemmia), Boemia: 572, 574.

Buona, madre di Pincaruolo: xv.

Buonamisura, la villa di —, nome furbesco della località immaginaria da cui, secondo Toccora, sarebbe venuto il Rughia: 443.

Buondalmonti (e Bon-); famiglia fiorentina:

—, Renaldo (e Ranaldo), che sposa la candida Ginevra: viii; 52.

—, Merdina: xxxiiii.

—, Simone, marito di Dianabella: LXIf.

Busderla, prete Bernardo, della chiesa di San Giusto a Lucca: lvii.

Busdraghi, famiglia lucchese: loro case: 606.

—, Colomba; cxxi.

 

Cadonna, madre di Passarino: cii.

Cagnoli, Tomasino, gioielliere lucchese: xxiii. Un Giovanni Cagnuoli banchiere a Lucca è menzionato nel Memoriale di maestro Jacopo di Coluccino Bonavia cit., p. 85.

Caino, fratello di Abele e fondatore dell’omonima stirpe: 249.

—, ricco mercante di Gerusalemme: LVI.

Caj, Cagli (Pesaro): 469, 475. 956

Calandrino, frate, lii.

Calcagni, Nicolosa, amante di Azzo de’ Pulci ad Ancona: lxxxxviiii.

Calci (Pisa): 505-507» 532.

Cali, signore del Mangi: 11; 20. Riflette la voce califfo (ar. khalifa, «successore» o anche «vicario, luogotenente») con cui era designato il sommo monarca dell’Islam. Qui per re.

Calidonia, v. Salviati.

Camaiore, in Versilia: 522.

Camilla, popolana di Orsagliora: CXXVI.

Campagna, la pianura di —, la provincia di Champagne nel nord-est della Francia: 84.

Campo di Siena, la piazza principale della città: 56, 57.

Campo San Nicolo, in Pisa: 61.

Camporegiana, Camporgiano, in Garfagnana, 58 km. a nord di Lucca: 546.

Canoro, semplice lavoratore di Passi gnano: cxi.

Canto alla Macina, a Firenze: 750.

Cappello a l’Aia, nome di un albergo in Pisa: 451.

Cara, v. Adorni.

Caracosa, una delle ragazze che interpellano madonna Bambacaia su un’importante questione d’amore: XXVI.

Carlo, re di Francia: xl.

—, re di Cipri e padre di Isotta: CXXII.

—., Carlo iv di Boemia (o di Lussemburgo), imperatore (1346-1378) che liberò Lucca dal giogo pisano nel 1369: cxxxvi.

Carlomagno: 603.

Carnicella, garzone di Gualfreduccio di Maletaccole: 523.

Casa delli Aranci, Arancio, nei dintorni di Lucca sulla via verso Pistoia: 349.

Casciana, nel com. di Càsola (Massa Carrara): 513, 515.

Cassandra, « nipote di un fratello di Luchino Visconti»; cxlvi.

Cassesepetri, giudice senese; xvi.

Castagna, mercante di panni pistoiese devoto di san Giuliano: lxxxii.

—, maestro di legname milanese: cxxxviii.

Casteldelbosco, fraz. del com. di Montopoli (Pisa): 453.

Castello, l’Augusta, la cittadella edificata da Castruccio in Lucca: 494.

—, uno dei sestieri di Venezia: 581,

Castiglia: 242, 642.

Castiglione Aretino, ora Castiglione Fiorentino (Arezzo): 68.

Castri, castello poco a sud del lago di Coglunas (Sassari) : 244, 247, 455.

Castro, antica città del Lazio sui monti Volsini di cui rimangono solo pochi ruderi dopo che essa venne rasa al suolo nel 1649 Per volontà di Innocenzo x: 116.

Castruccio, v. Interminelli.

Caterina, v. Salimbeni.

Cateruzza, protetta di madonna Reina Visconti: vi.

Cavalietto, albergo del —, a Montevarchi: 711.

Cazzutoro, giovane di San Miniato: lxxviiii.

Celetto (e Celletto), re di Granata pretendente della figlia del re di Spagna: lxxxxvi.

Ceravecchia, «nel contado di Siena»: 88-91. Il nome fu forse ricalcato su quello di Cerasomma (Lucca), località da cui proveniva il notaio ser Bonaccorso, attivo al tempo del S. a Lucca, come testimonia il maestro Jacopo di Coluccino (cfr. il cit. Memoriale, p. 378).

Cerbaia, l’impervia regione che si stende fra Fucecchio ed Altopascio, ora detta piuttosto «Le Cerbaie»: 350, 529.

Ceretani, conte Lamondo —, uno dei capi del partito antipopolare in Nizza: cxlv.

Cerreto, in Val di Serchio, presso Borgo a Mozzano: 492.

Cervia (Ravenna): 482, 486.

Cesare (e, più spesso, Cesari): 9; Giulio —: 215; «primo imperadore di Roma»: 208; grande Romano rivale di Pornpeo, che ruba il tesoro dalla Tarpea: xlvi.

Ardito, imperatore di Costantinopoli: lxv.

—, v. Ottaviani.

Cesena (Forlì): 479, 482.

Checca, v. Asini.

Chiesa, stato della —: 314, 380.

—, Quiesa, nel comune di Massarosa (Lucca): 125.

Chioggia: 550, 556, 559.

Chimento, giovane fiorentino innamorato di madonna Ginevra: viii.

Ciaia, moglie del guelfo Basehiera: cxxiii.

Ciandina, moglie di Scarsino degli Scarsi, di Pisa: lxxxxvi.

Ciandro, mercante di Barcellona: 373.

Ciccioni, famiglia samminiatese attorno alla quale s’era formata una fazione politica contraria a quella dei Mangiadori: 621, 622.

—, Saulo, ingrato signore di San Miniato: cxxxvii.

Cicilia, il re di —, padre di Diana, seconda moglie di Malgigi: cxlii.

Cicogna, madre di Merlino: l.

—, v. Guazzalotti.

Cifalonia, Cefalonia, la maggiore delle isole Ionie: 406.

Cilastro, popolano di Diecimo: lxxxxv.

Cinquini, Benenato, uno dei rettori pisani di Lucca: cxii. Appare anche nelle Cron. (n, 244) come membro di una delegazione di cittadini pisani che nel gennaio del 1399 si recò da Gherardo d’Appiano a scongiurarlo di non vendere Pisa al duca di Milano, offrendo come prezzo del riscatto la stessa somma che avrebbe pagato il Visconti.

Cione, ricco mercante senese: lx.

—, banchiere milanese: lxxxx.

Cionello, lucchese, compagno fedele di Giabbino: cxxxiiii.

Cipri, Cipro: 404, 405, 442, 443.

Città di Castello: 75.

Ciuglio, fratello del Sessanta: 522.

Civitale, Cividale del Friuli: 581; 586.

Civitavecchia: 104.

Civitella d’Arezzo, Civitella della Chiana (Arezzo): 56.

Cleopatras, regina di Spagna: cxl.

Codiponte, frazione del comune di Càsola (Massa Carrara): 719.

Cola, ser — da Spoleti, cavaliere del podestà di Perugia: xiii, xiv.

Colli delle Donne, la zona collinosa della Val di Pescia che va da San Gennaro a Collodi: 349, 350.

Colomba, v. Spinola.

Corno: 663, 674.

compagnia [di S. Giorgio]: la «grande compagnia» formata dal conte Alberigo da Barbiano e forte, al momento della sua costituzione (1377), di settemila fanti e mille lance: 338. 339.

dell’Inghilesi, v. Albret.

di fra’ Moriale, v. Moriale.

Controne, fortezza in Val di Lima, nel coin. dei Bagni di Lucca: 545, 546.

Corbi, Nicolao, goloso castellano della Porta del Borgo a Lucca: ex.

Coreglia, — Antelminelli in Garfagnana: 576.

Cornero, Scipione da Ca —, mercante veneziano: cxxvii.

Corniglia, nelle Cinque Terre (La Spezia): 499.

Cornilia, una delle due sorelle che aiutano il Nibbio nella sua impresa: CXL.

Corsena, il bagno a —, oggi Bagni di Lucca, in Val di Lima: 20, 234, 492. 498.

Cartona (Arezzo): 72, 75, 94 (posizione della città), 95.

Cosmal, il re che offre rifugio e protezione ad Aristotele: li.

Costanzo, v. Gostanzo.

Cremona: 609, 613.

Crestina, cristiana di Gerusalemme: cxxii.

cristianità, i paesi cristiani: 27, 542, 642, 682.

Cristo: 9, 199, 200, 217, 226, 378, 440, 488, 540, 541, 659, 704.

Culiseo, Colosseo: 203.

Cuosa, oggi Molina di Quosa, in Val di Serchio (Pisa): 173, 409, 410.

Cupin, ladro del giubbetto di Parigi: xviiii.

Curradino (e Curadino), maestro — da San Savino, medico in Pisa: cli.

Daccibere, ospite di Bruglioro: cxiii.

Dandolo, famiglia patrizia veneziana:

—, Draconetto, doge di Venezia: 395.

—, Marcovaldo, attentatore alla vita del doge: cxxv.

—, Lancillotto, doge di Venezia: cxxv; 559.

Danese da Dierta, conte, avversario del conte Bioccolo da Lanson: cxxiiii.

Daniello, giovane mercante fiorentino con bottega a Viterbo: xxxviii.

Dante, offeso dalla mancanza di riguardo del re Uberto di Napoli: lxxi; alle prese coi buffoni di corte di re Uberto: lxxii; 456.

David, re e profeta: lvi, 253, lxiii, lxiiii.

Dea, figliuola del re d’Aragona e prima moglie di Malgigi: cxlii.

Diana, figliuola del re di Cicilia e seconda moglie di Malgigi: cxlii.

Dianabella, v. Rossi.

Dido, Didone, regina Cartaginese e sfortunata amante di Enea: 243.

Diecimo, nel com. di Borgo a Mozzano (Lucca): 413-415, 545.

Dierta: 384, 388, 391, 551. Cfr. n. 384, 5 nell’Apparato ciii., a p. 862.

Diritto, l’infallibile arciere compagno di Torre: xv.

Divizia, meretrice di Gerusalemme: LXIIII.

—, provvidenziale ospite di Castagna: lxxxii.

Dolcebene, una delle ragazze che propongono una questione d’amore a madonna Bambacaia: xxvi.

Dolciata, popolana di San Miniato: lxxviiii.

Domasco, Damasco: 167, 542, 568.

Domenedio (e Dominedio) : 563, 659

Dragolante, la cui armatura venne usata dal Nibbio: 647.

Dragonetto, figlio del giudice Sismondo d’Arborea: lv.

— dalla Stella, figlio di Dragolante, al quale apparteneva la spada usata dal Nibbio: 649, 654.

Drugiana (e Drusiana), la velocissima figlia del re Filippo di Francia: xv.

—, popolana di Milano: cxxxviii. Il nome vale in lucchese «ingannatrice» {cfr. Pieri, AGI xii, 129).

Duca d’Atene, Gualtiero vi di Brienne, che nel 1341-42 resse Firenze col titolo di « Conservatore e protettore dello stato, capitano di guerra e di guardia della città»; fattosi nominare signore a vita nel 1342, iu l’anno successivo costretto a lasciare la città da una insurrezione popolare : 4 30-4 3 2.

Durlindana, la leggendaria spada di Orlando paladino: 649.

 

Ecuba, moglie di Priamo re di Troia: 9.

Elcopatrassa, moglie di Papino: cxvii.

Elena, che con una compagna si rivolge a monna Bambacaia per la soluzione di una questione d’amore: xxvii.

Empoli (Firenze): 529, 730, 731, 734, 736.

Enea, il mitico eroe troiano cantato da Virgilio: 243.

Èrcole (ed Ercule), re di Napoli, padre di Ginevra, terza moglie di Malgigi: cxlii.

—, marchese da Basco, sostenitore del partito popolare a Nizza: cxlv.

Esaia, ricchissimo possidente di Beilem: 658.

Esti, Este, Alberto d’—, marchese di Ferrara: lxxxx. È Alberto v d’Este, signore di Ferrara e di Modena (1388-1393), succeduto al fratello Niccolo ii lo Zoppo.

Eva, la prima donna: 92, 198.

 

Fallerà, contadino della Lunigiana: cxvi.

Fano, nelle Marche: 445, 450.

Faraona, il biblico re punito dal Dio d’Israele con i dieci tremendi castighi [Esodo, 5-14): 5

Fasino, v. Stella.

— da Montevarchi, oste: cxlviiii.

Federigo (o Fedrigo), studente di medicina lucchese: lxxxi.

Barbarossa, imperatore: 632.

Felice, mercante bolognese: ix.

—, moglie di Johanni Scarso, lucchese: xxxv.

Feltre (Belluno): 575, 580 (Feltri).

Fermo (Ascoli Piceno): 421, 426, 430, 480.

Ferrara, 391-393, 537, 544, 545, 579

Fiammella, moglie del re Astulfo: lxi.

Frammetta, moglie di re Manfredi: cxviiii.

Fiandina, sposa veneziana: cxxx.

Fiesco (dal), e Fieschi (da’), famiglia genovese :

—, Salvestro: xxxiii.

—, messer Spinetta, ambasciatore alla corte di Costantinopoli: lxv.

—, Elena, moglie di messer Stanghelino da Palù: lxxxiii.

Fiesole: 574.

Figliuccio, macellaio lucchese: x.

Filippa, v. Porri.

Filippo, re di Francia e padre della principessa Drugiana: xv.

—, re di Francia e tutore di Orlandino: cxl.

—, re di Francia (o di Provenza?): 691.

Fiordo, truffatore a Venezia: lxxxxi.

Fiorino, sposa romana condotta alla prova della macina: xlvii.

Fiorita, v. Orlandi.

Firenze (e Firenza): 27-29, 31 (Fiorenza), 40, 43, 44, 48, 50, 61, 96, 120, 124, 131, I58, 233, 279-281, 310, 314, 317, 349, 350, 380, 381, 383, 421-424. 427, 43O-436, 450, 45ii 454, 463, 465, 505, 529.

(Fiorenza), 614, 711, 712, 718, 735, 748, 751, 754

Folaga, v. Peruzzi.

Folombra, nome di uno dei poderi immaginar! lasciati da Toccora nel suo testamento furbesco: 443.

Forati: 395, 399. Cfr. n. 395,6 nell’Apparato crit., a p. 863.

Formione, che attenta alla vita di Annibale per salvare Roma: xlv. Il S. qui confonde certo Formione con Muzio Scevola nel famoso episodio dell’attentato a Porsenna.

Fossambruno, Fossombrone (Pesaro): 455.

Franceschetta, v. Manni.

Francesco, san —, 519.

Francia: 87, 101, 186, 188, 189, 192, 385, 387, 554, 593, 637, 638, 642655, 741.

Francolino, sul Po (Ferrara): 545, 549.

Frangiapani, famiglia napoletana, 683.

—, Vannuccio, nome assunto davanti al soldano da Antonello da Montalto: cxliiii.

Frasca da Ripadarno, e donzello » dell’Anziano pisano Vannuccio da Calci: cxx.

Frastaglia, prete di Codiponte: cl.

Frignano, la zona appenninica che divide la provincia di Moderi a dalle provincie toscane: 40, 41.

Frigoli, Friuli: 392.

Fruosino, figlio di Lommoro possidente di Prato: lxiiii.

Furli, Forlì : 498, 502.

Fusacchio, Fucecchio (Firenze): 529.

 

Gabriello, l’arcangelo Gabriele: 192.

Galiana, figlia del re di Tunisi e moglie del re di Portogallo: v.

Galieno, testo medico: 452. Il riferimento è diretto agli scritti del famoso medico Claudio Galeno, vissuto nel ii sec. d. C, che formavano durante il medioevo il cosiddetto Methodus medendi.

Galizia, regione della Spagna settentrionale in cui si trova il famoso santuario di San Jacopo: 496, 616.

Gallisone (Galisone e Galissone), bandito pisano operante in quel di Pescia; cxv.

—, lavoratore di Orsagliora: cxxvi.

Gallo da San Casciano, cavaliere pisano: cxlviii.

Gambacorta, famiglia pisana: 328 (Gambacorti) :

—, Franceschino, gentiluomo pisano: lxxv.

—, messer Piero, signore di Pisa dalla caduta di Giovanni dell’Agnello (1369) alla morte avvenuta per tradimento (1392): 619.

Ganfo, pellicciaio lucchese, che si crede morto: m ; la beffa del luccio: IV.

Garbo (Del), maestro Tomaso, medico fiorentino: xxiiii. Figlio di Dino, professore a Bologna ed autore di un notissimo Consiglio contro la pestilenza e di una Summa medicinalis. Amico del Petrarca, di G. Villani e del Sacchetti, morì a Firenze verso il 1370.

Garfagnana, regione della provincia di Lucca che comprende la valle superiore del Serchio fra gli Appennini e le Alpi Apuane: 233, 414.

Gello, frazione del comune di Pescaglia (Lucca) : 169.

Genova: 27, 63-65, 132, 133, 140, 153, 241, 388, 405, 499, 605, 675, 676, 681, 682, 684, 689, 754.

Gentile, v. Guasconi.

Gerusalem (e Ierusalem): 249, 284, 289, 539.

Gese, donna senese di malaffare: x.

Gessimani, « villa o vero castello nel contado di Ierusalem »: 539.

Ghellere, il conte, o duca, Artù di —: cliii.

Ghirardino, v. Spinola.

Ghirardo, frate — da Pisa: xi.

—, (e Gherardo) da San Casciano, giovane pisano: xxxv.

—, v. Agnello.

Ghisello da Racanati, truffatore di due mercanti lucchesi: xxiii.

Ghivizzano, nel comune di Coreglia Antelminelli, in Garfagnana: 545.

Giabbino (e Giabino), mercante lucchese che torna in patria dopo lunga prigionia: cxxxmi.

Giacchetto, v. Rucellai.

Giannino, mercante parigino: lxviiii.

Giannotto (e Giovannetto) da Barga, oste a Borgo a Mozzano: lii.

Giannozzo, mercante fiorentino: lxxxv1i.

Giannuzzo, giovane milanese: cxxxviii.

Giansone, il mitico conquistatore del vello d’oro: 243.

—, giovane senese: cxlviii.

Giffo, Visola di — (che bisogna identificare con l’isola di Corfù. Nel luogo corrispondente del Decam., 11, 5, la grafia è Gorfu) : 406.

Giglietta, popolana di Quosa: xxxvii.

Ginevra (e Gineva), figlia di re Èrcole di Napoli e terza moglie di Malgigi: cxlii.

—, v. Rucellai.

Giorgiana, fantesca di Azzo de’ Pulci ad Ancona e a Venezia : lxxxxviiii.

—, meretrice veneziana: lxxxxviiii.

Giorgio da Ghivizzano, compagno di viaggio di fra’ Tomasino da Controne: cxxiii.

Giovanna, figliuola di messer Gallo da San Casciano: cxlviii,

Giovannetto, v. Giannotto.

Giuda a"Ascoli, ingegnoso truffatore: xxii.

—, v. Scariotto.

Giudea (e Iudea), i paesi non cristiani in generale, come Pagania: 27; la regione giudaica: 658 (Iudea).

Giulia, una delle due sorelle che prestano aiuto al Nibbio: cxl.

Giuliano, san —, protettore dei viaggiatori: 358-361.

Gobbio, v. Agobbio.

Gombo di frate Gabbo, nome di un podere immaginario lasciato da Toccora al marito nel suo furbesco testamento: 443.

Gostantina (molto rar. Co-), moglie del conte di Ghellere: cliii.

Gostantinopoli (e Co-) : 292-295.

Gostanza, moglie di Namo: cxxxiii.

Gostanzo (Gostanzio e Co-), re del Portogallo: v.

Gottifredi (Goti-), ambasciatore del giudice d’Arborea: lv: 249.

Gran Cane, signore dei Tartari: 298, 300, 680. Era il titolo che da Marco Polo in poi designava l’imperatore della Cina.

Granata: 374-376, 379. Dal xiii al xv sec. fu la capitale dell’emirato della dinastia islamica dei Nasridi.

Grigorio (e Grigoro), san —: 235, 471

Grillo, lavoratore di Ceravecchia divenuto poi ser Martino notaio: xvi.

Grimaldi, Lionora (e Linora) gentildonna genovese: xxxiii; 158.

Grimaldo, giudice di Arborea: ciiii.

Grosseto: 96, 104.

Grotte di Aguilea, Aquilea, 10 km. a nord di Lucca: 493.

Gualfreduccio, v. Maletaccole. 61.

Gualtieri, vecchio mercante parigino: lxviiii.

Guarnieri, conte da Montescudaio: cxxxv.

Guascogna, provincia storica della Francia nord-occidentale: 238.

Guasconi, madonna Gentile, avignonese: lviiii.

Guaspari, mercante del Frignano: vii.

Guaito, tnesser Ugo, uno dei rettori pisani di Lucca: cxii.

Guazzalotti, monna Cicogna, di Prato: lxxvi.

 

Ierusalem, v. s. Gerusalem.

Iesi, nelle Marche: 233, 240, 243.

Imbron, valle della Giudea: 659. Forse riflesso del nome Ebron.

Imola: 505, 508.

Inghilesi, compagnia delli—, v. Albret.

Inghilterra : 637- 640,642, 644, 654, 655.

Inuocenti, « Y— nella chiesa maggiore di Murano»: 570. I corpi di alcuni bambini martiri conservati a Murano nella chiesa di Santo Stefano (e non, come crede il S., nella chiesa maggiore).

Interminelli, Antelminelli: 165. Famiglia lucchese di cui Castruccio Castracani divenne capitano assumendone il nome.

—, Castruccio Castracani (1281-1328), condottiero lucchese di parte ghibellina, fu vicario imperiale e signore di Lucca dal 1316 alla morte: 165; duca di Lucca ed amico di Dante: 314.

Iosafach, padre di Tisbe, babilonese: cxxxi.

Ipocras, famoso testo medico: 452. Si riferisce qui agli Aforismi di Ippocrate che formarono fino al sec. xviii uno dei testi fondamentali di medicin a.

—, gelosissimo soldano di Babilonia: cxliiii.

Isabetta, ladra di uva a Cortona: xvii.

—, gentildonna guascone che rinfaccia al re Sparaleone di Portogallo la sua viltà: lui.

— (e Elisabetta), giudea che voleva convertirsi al cristianesimo: cxli.

Isifile, figlia dell’imperatore Adriano della quale Virgilio è innamorato: xlviiii.

Isopo, il favolista greco Esopo: 619.

Isotta, figlia del re di Cipri: cxxii.

Italia: 6, 27, 36, 52, 183, 210 (decadenza della gentilezza nelle corti italiane), 364, 370, 603, 609, 684.

Iudea, v. Giudea.

 

Jack lo Brich, cortigiano di re Aluisi di Francia, infido amico di messer Alberigo: cxxxii.

Jacomina, serva innamorata di Malvagio: cxxxiii.

Jacopo, San —, il celebre santuario di San Giacomo (o Santiago) di Compostella, in Galizia, meta di pellegrinaggi specialmente nei secoli antichi: 241, 242, 496, 497, 616, 617.

Johanni IV, papa dal 640 al 642: 408.

—, v. Agnello e Tedaldini.

 

Ladislao, « gentiluomo romano »: xlii.

Lagrinta, moglie di Astulfo cortigiano del re Mafredi di Napoli: cxviiii.

Lamberto, v. Monaldi.

Lambrusco, conte da Rodello, protettore di malfattori: vi.

Lamondo, v. Ceretani.

Lamporecchio (Firenze): 436, 437; 440.

Lancilotto, figlio di Namo: cxxxiii.

—, v. Dandolo.

Landone, mercante barese: lxxxxiii.

Landra, contadino di Cerreto: cxii.

Lanfranco, v. Rucellai.

Lanson, «castello della Borgogna»: 551.

Lante, messer Piero del —, uno dei rettori pisani di Lucca dal dic. 1362 al maggio 1363; vicario di Giovanni dell’Agnello dal 1365 al 1366: cxii.

L’Aquila: 279, 292.

Latino, figlio di Tarquinio il Superbo ed insidiatore di Lucrezia: xliii. Qui confuso con Sesto.

Lavina, moglie del soldano di Babilonia: cxliiii.

Leggiera (e Legiera), vedova, del contado di Perugia: xiii.

Legoriade, moglie di Carlo re di Francia: xl.

Lemmo, garzone dello speziale Simone Benedetti di Pisa: cvi.

Lessio, maestro — medico lucchese: lx.

Lima, torrente tributario del Serchio: 20, 547.

Lione, mar del —: 241.

Lionora (e Linora), v. Grimaldi e Pulci.

Lodi: 711, 717.

Lombardia (una sola volta, poi Lum-): 37, 363, 617.

Lommoro (e Lomoro), possidente di Prato: lxxiiii.

Lucca: 6, 7, 20, 23, 27, 56 (le oche di Ognissanti), 57, 58, 60, 68, 71, 109, 110, 116, 120, 124, 125, 169, 187, 202 (la città è piena di maldicenti), 221 (i consiglieri che portano i figliuoli alle adunanze del consiglio), 233, 301, 303» 314. 321, 322, 329, 330, 349-355, 358, 413 (« le donne simpliciotte et anco parte delli omini assai mentagatti »), 417, 459, 461, 464, 465, 476 (interferenze da parte degli Anziani fuori carica con quelli in ufficio), 482, 483 (da chi erano difese le porte di Lucca), 419 (al tempo della signoria dei Bergolini), 492-494, 505, 509 (al tempo di messer Piero Rossi di Parma), 510, 522 (durante la signoria dei Raspanti), 529 (« piccola terra et assai ben posta, e piena di gran mercadanti e devota di molti santi»), 537, 545, 547, 576 (emigrazione di lucchesi a Venezia), 577, 578, 603, 605, 606, 614, 615 (ai tempi di Giovanni dell’Agnello), 616-619, 620 (rievocazione della servitù lucchese), 730 (il preposto pensa di terminare il viaggio).

Lucchisenna, santa —, scherzoso, la santa protettrice della cocciutaggine di Bioccolo di Boccadivacca : 460.

Luchino, v. Visconti.

Lucrezia, una delle ragazze che propongono a madonna Bambacaia una questione d’amore: xxvii.

—, romana, moglie di Bruto: xliii. Tenuta, specialmente nei secoli antichi, come modello di adamantina onestà muliebre.

Lungelino (e Lugellino): 537, 539.

Luni, antichissima e possente città, forse di origine etnisca, abbandonata e distrutta fra l’xi e il xiii sec., di cui rimangono pochi avanzi ad oriente della Magra, fra Carrara e la Spezia: 513, 515, 574, 755 (cause della distribuzione della città), 756.

Lunigiana, regione corrispondente al bacino della Magra e dei suoi tributari, fra Liguria e Toscana: 511.

 

Maccabei, Samuella, moglie di Melchisedech: lxiii.

Macometto: 13, 15 (Maumetto), 687, Madalena, la penitente del Vangelo: 57.

Maffiolo (Mafiolo), messer —, cortigiano di Bernabò Visconti: vi.

Magna, la —, variante di Alemagna, nome col quale veniva anticamente designata la Germania: 187, 617.

Magnanimi, Briscida, gentildonna veneziana: cxxvii.

Malacucina, chiasso —, strada malfamata di Firenze: 751.

Maletaccole, Gualfreduccio, bandito a Camaiore e soldato di ventura: cxviii. Maletaccole era il nome dato alla fazione guelfa di Camaiore, opposta a quella dei Malugelli (ghibellina) ; alle lotte delle due fazioni accenna il S. nelle Cron. (cfr. 1, 210-211).

Malgigi (e Malagigi), contadino lombardo graziato da san Martino, che diviene guerriero e marito di principesse : cxlii.

Manasse, figlio minore di Alvisir, mercante della Tana: ii.

Manfredi, re di Napoli: cxvim.

Mangi, regione governata dal Cali: 13, 14. Mangi è il nome con il quale Marco Polo designa l’antico impero dei Song, corrispondente alla regione sud-orientale della Cina. È una forma italianizzata del termine Man-tze con cui venivano spregiativamente indicate le popolazioni di quell’impero (cfr. O. Franke, Geschichte des Chinesischen Reiches, iv, Berlin, 1948, p. 475).

Mangiadori, fazione politica samminiatese, opposta a quella dei Ciccioni: 621, 622.

Manni, Franceschetta, giovane pisano: lxxxxvi.

Mante, madonna —, moglie di Grimaldo giudice d’Arborea: ciiii.

Mantova: 218, 314, 614, 620.

Maometto, v. Macometto.

Marchesetta, merciaia veneziana: lxxxxi.

Marciano, castello del signore di Verona: 460.

Marco da Castello, fabbricante veneziano di cappelline e di guanti: cxxx.

Marcovaldo, v. Dandolo.

Margarita, moglie di Vanni tintore lucchese: xii.

Maria, la Vergine —: xli, 182, 184, 217, 274, 587, Nostra Donna: 31, 196, 234; 343, 540.

Marie, festa delle —, a Venezia: 573. Festa che si teneva ogni anno nella chiesa di Santa Maria Formosa per commemorare la vittoria riportata dagli sposi veneziani sui pirati istriani che il 31 gennaio dell’anno 939 (?) erano riusciti, con un improvviso colpo di mano, a rapire le loro spose in attesa della cerimonia nuziale.

Marietta, moglie di Giannino, mercante di Parigi: lxviiii.

Marsilio, vescovo —, titolo e nome assunto dalla principessa Marzia in fuga dalla Spagna: lxxxvi.

—, abate del monastero di Orsagliora: cxxvi.

—, cattano di Suvereto: cxxxv.

Marti, castello nel territorio di Pisa (comune di Montopoli) : 424, 453.

Martino, ser —, nome assunto da Grillo allorché decise di diventar notaio: xvi.

—, prete di Casciana: cxvi.

—, santo —: 664, 665, 718-720, 722.

Vescovo di Tours, che era anche protettore dei mariti e dei soldati (cfr. le novelle cxlii e cl).

—, v. Bonvete.

Marzia, figliuola del re don Alfonso di Spagna e promessa a re Celletto di Granata: lxxxvi.

—, coraggiosa moglie di messer Alberigo che volle vendetta dell’oltraggio subito: cxxxii.

Marzo, nome assunto da frate Bonzeca per raggirare Bovitora: lxxxv.

Mascona: 109. Cfr. n. 109, 5 nell’Apparato critico, a p. 842.

Massa di Maremma, oggi Massa Marittima (Grosseto) : 88, 96.

Massa Pisana, nel com. di Lucca sulla strada verso Pisa: 537.

Massaia, madre di Giglietta: xxxvii.

Matelda, moglie di ser Cola da Spoleti: xiv.

Matteo, v. Rucellai.

Matteozzo, v. Strozzi.

Maulini, messer Bartolo, giudice lucchese: cxii.

Medea, eroina mitologica, moglie di Giasone: 243, 244, 249, 263. Cfr. n. 263, 3 nell’Apparato crit. a p. 852.

Medici, famiglia fiorentina:

—, Pasquina, coinquilina di Checca degli Asini: xviii.

—, messer Veri, ricco possidente: cli.

Melchisedech (e Mer-), «omo di gran virtù» di Gerusalemme: lxiii.

Meldola Castello (Forlì): 508, 516.

Menabio (oggi si preferisce chiamare Benabbia), nel com. dei Bagni di Lucca: 547.

Menica, moglie del bigotto Canoro: cxi.

Mercato Vecchio, a Firenze: 159, 162.

Merdina, v. Buondalmonti.

Merlino, figlio di Simone, senatore romano: l.

Messia: 197-199.

Mesuè, testo medico: 452. Nome latinizzato del medico arabo cristiano Abù Zakariyà Yahià ibn Màsùyah (Khùz, presso Ninive, 776 - Bagdad, 885), primo medico del califfo Hàrùn e di altri sei califfi che gli succedettero. Tradusse in arabo opere scientifiche e letterarie greche, siriache e persiane. Scrisse, fra l’altro, una Farmacopea generale, Le grandi pandette della medicina, Trattato sul miglioramento delle razze ovine: opere di cui si sono avute parecchie traduzioni in latino, a Venezia (1471), a Lione (1478), a Bologna (1489, Aphorismi Johannis Damasceni). Ma la menzione nelle Novelle testimonia chiaramente che altre traduzioni precedenti a queste dovevano essere ben note in Italia.

Metello, giovane Romano che contrasta a Cesare l’entrata della Tarpea: xlvi: 212.

Michele (e Mighele), lavoratore di Quosa: lxxxxiiii.

—, San — Arcangelo: 35.

Mida, re di Frigia che, secondo il mito, convertiva in oro tutto ciò che toccava: 451.

—, v. Bovorelli.

Milano (e Melano) : 37, 79, 80, 87, 124, 176-180, 399, 401, 403, 459, 615, 616, 627, 537, 657, 658, 663, 664, 697, 698.

Misigliano, località nei pressi di Orbicciano (Lucca) : 109.

Moccina, moglie di Barsotto, lavoratore di Gello: xxxvi.

Modona, Modena: 730, 737.

Monaldi (e Menaldi), Lamberto, garzone di un mercante di panni fiorentino: xxxiiii.

—, Giannotto, padre di Lamberto: xxxiiii.

Monda, Monza: 632, 636.

Montaione (e Montagnone) : 622, 623.

Montalto, Montalto di Castro in Maremma (Viterbo), sulla strada che conduceva i pellegrini a Roma: 366, 367.

— (Montalto Ligure): 681.

Montefiasconi, Montefìascone (Viterbo): 169, 173.

Montemagno, nel com. di Camaiore (Lucca) : 321-323.

Montemurlo, nella valle dell’Ombrone pistoiese (Firenze): 317.

Montescudaio, in Val di Cecina (Livorno): 127; 609.

Montetopoli, oggi Montopoli in Valdarno (Pisa): 424.

Montevarchi (Arezzo): 711, 712, 714.

Montone, prete di San Canzano a Venezia: cvii.

morìa, la peste: del 1374: 6; dell’anno 1363: 421.

Moriale, fra’ —, capitano di ventura: 370) 371. Nato a Narbona, frate dell’ordine degli Ospitalieri dapprima, poi condottiero, alla testa di una «grande compagnia » da lui formata combattè per vari principi e comuni italiani, meditando allo stesso tempo di costituirsi uno stato proprio. Chiamato a Roma dai suoi fratelli allora in contrasto con Cola di Rienzo, cercò di intimidire il tribuno romano; il quale, fattolo arrestare coi fratelli, ne ottenne la condanna a morte, eseguita nel 1354. Moriano, contrada di Val di Serchio, a nord di Lucca, comprendente varie borgate: 413, 493.

Morocco, Marocco: 737.

Morovello, bandito pisano operante nel circondario di Pescia: cxv.

Mosca, astuto sensale di Bruges: ix.

Mortaio, contadino di Valdottavo: cxii.

Mostesegradi, pievieri di —, ora Monsagrati, nella valle del torrente Freddana, com. di Pescaglia (Lucca): 110.

Mucchietto, v. Pallavicini.

Mugello, regione a nord di Firenze comprendente il bacino medio e superiore della Sieve: 496.

Muggino (e Mugino), prete di Passignano: cxi.

—, abate alla Valle: cxvi.

Murano: 565, 570 (le botteghe dei vetri); per «l’Innocenti innella chiesa maggiore», v. Innocenti.

Muscacchio (e Moscacchio), guardiano delle monache che si finge muto: c.

 

Namo, gentiluomo veronese: cxxxiii.

Nanna, fanciulla del Frignano, figlia di Guaspari: vii.

Nanni, barbiere fiorentino: cliiii.

Napoli: 243, 263, 301, 309, 310 (i piaceri di Napoli), 313, 314, 317, 319 (la lussuria dei napoletani), 324, 371, 525, 53i, 668-670, 673, 683, 688, 689.

Narda, ostessa al Borgo a Mozzano: lii.

—, madre di Belloccora: cit.

Nardo, mercante fiorentino: xxxviii.

Narni, in prov. di Terni: 158.

Nastagio, v. Anastagio.

Navarra: 273, 275.

Nembrot, il gran cacciatore e fondatore di imperi discendente da Cam, menzionato nella Genesi (10, 8-12): 738.

Nerone, ricordato come matricida: 362, 737.

Nese, moglie di Ranieri pellaio in Pisa: xi.

Nibbio, soprannome dato dal re Filippo di Francia a Orlandino (v.).

Nicolò da Piuolo, o da Dallo, dal nome dei feudi di famiglia compresi nella fascia appenninica limitata a nord dal Frignano ed a sud dalla Garfagnana: 513, 515. Nelle Cron. (11, 133-135, anno 1398) è menzionato come buon amico di Lucca.

—, v. Bisdomini.

Xicolosa, v. s. Aciai e s. Calcagni.

Nicoluccio, ser — da Spoleti, capitano di giustizia a San Miniato: cxxxvii.

Nieri, pastore del Mangi: 17.

—, scudiere del re Manfredi: cxviiii.

Nimbratta, forse gioco di parole tratto da Nembrot e Imbratta: 738.

Nisterna, giudice senese: lxxxx.

Nizza: 691-695.

Nostro Signore: 8, 179, 362, 587.

Novara (e Noara) : 675, 679.

Nulo, vecchio guardiano delle monache che lascia il posto a Muscacchio: c.

 

Ognisanti, le oche d’—, che costituivano la tradizionale pietanza nel giorno d’Ognissanti: 56.

Olmo d’Arezzo, oggi Olmo di S. Fiora, nei pressi d’Arezzo: 144. Monastero dell’ —; per intendere il sarcasmo della designazione, bisogna ricordare che in quella località furono radunate le sventurate donne aretine durante il terribile saccheggio della città operato nel 1381 dalle bande del conte Alberigo da Barbiano; il quale, rifiutando di assumersi la responsabilità della sorte delle donne aretine, le fece uscire dalla città concedendo solo che portassero con sé un carico di panni. L’episodio, al quale si ispira anche la nov. lxxvii, è narrato dal S. nelle Cron. (I, 224-225).

Onesta, moglie di Guaspari e vittima della violenza del conte Lambrusco da Rodello: vii.

—, v. Peruzzi.

Orbiciano (e più spesso Urbiciano), nel com. di Camaiore (Lucca) : 109, 110.

Orbino, v. Urbino.

Orlandi, Brida, moglie di Ranieri da San Casciano: lvii.

—, Fiorita, moglie di Rustico, possidente di Pescia: lxxxi.

—, Jacopo, padre di Brida: 254.

Orlandino, figlio di re Riccardo d’Inghilterra, costretto a cambiare il nome in quello di Nibbio: cxl.

Orlando, il paladino di Francia: 495

Orlanduccio, uno dei sensali di Bruges che raggirano Ugolino Schiarini: ix.

Orsagliora, » villa nel contado di Verona »: 560.

Orsarella, v. Strozzi.

Orsina, moglie di Alessandro Magno: li.

Orso, fratello di Taisso, ladro milanese: lxxxxii.

—, messer Maffeo —, doge di Venezia: cxxviii.

Orsuccio, contadino di Spoleto: ci.

Orvieto: 132.

Oste, albergo della Bell’—, all’Ancisa: 43, 52.

Ostia, porto di Roma: 407.

Ottaviani, messer Cesari, gonfaloniere di giustizia del comune di Pistoia: cviii.

Ottaviano (e Ota-), figlio dell’imperatore di Costantinopoli Cesari Ardito, a cui venne poi a succedere, dopo aver vagabondato lontano dalla corte facendosi chiamare «il Borra»: lxv.

Pace, maestro —, avarissimo medico pisano: ciii.

Padova: 591, 598.

Pagani, Pietro, gioielliere lucchese: XXIII.

Paganìa, i paesi non cristiani : 568, 603.

Paladio: 673. Raffigurazione di Pallade Atena (di solito con lo scudo levato e la lancia in atto di colpire), protettrice della casa e della città.

Pallavicini (Pala- e Pallavigini), famiglia signorile e fazione politica in Parma, rivale dei Rossi: cxxxviiii.

—, messer Etor (ed Ettor), capo della fazione e signore di Parma: cxxxviiii.

—, Mucchietto, giovane di Parma, marito di Stoltarella: lxxviii.

Palmerini, Biliotto, giovane di Montevarchi: cxlviiii.

Palù, (e Palùe) prov. di Verona: 363, 365, 632.

Pampalona, Pamplona, il cardinale di —: 694, 695.

Panciatichi, Ricciardo, gentiluomo pistoiese: xxx.

Panicale, «villa nel contado di Milano »: 663.

Papino, frate —, « omicciuolo assai ricco » di La Valle: cxvii.

Parasacco, oste a Borgo a Buggiano: lxxx.

Patella, giovane veneziana: cxxviii.

Paretela, Peretola (Firenze): 27, 529.

Parigi: 54, 85, 86, 87, 101-103, 189, 306, 385, 591, 593-597, 638, 643, 655, 743. 745.

Parma: 341, 445, 509, 515, 632, 635r 718, 723.

Partenopìa: 265; Napoli, che il S. crede però città diversa per aver frainteso il passo del Dittamondo che aveva presente. Cfr. p. 781, n. 3.

Pasquina, v. Medici.

Pasquino, prete di Gello: xxxvi; 173.

Passamonti (e Passamonte), signore del castello di Castri: lv.

Passarino, pastorello di Boera: cn.

Passavanti, mercante di Barcellona: lxxxvi.

Passionano (sul Trasimeno): 88, 486, 487.

Patrizio, san —: 487.

Paulo, lavoratore di Passignano: cxi.

—, che riceve dal drago il dono di intendere le lingue degli animali: cxxii.

—, v. Sermarchesi.

Pavia: 370, 371, 680, 690.

Penopeo, re d’Aragona e padre di Dea, prima moglie di Malgigi: CXLII.

Perinetta, gentildonna veneziana: cxxviii.

Perla, nome di una delle ragazze che si rivolgono a madonna Bambacaia sottoponendole una questione d’amore: xxvi.

Perugia: 47, 72, 74, 75, 88, 144, 149. 150, 151, 486.

Peruzzi, famiglia fiorentina:

—, Folaga, il tipico «miles gloriosus»: lxxxxvii; 426, 427, 429. Nelle Cron. (iii, 100), parlando della guerra tra Firenze e Pisa del 1405, dopo aver detto che a capo delle loro schiere i fiorentini avevano posto messer Andrea di Nieri Vittori, il S. aggiunge: «E innella ciptadella uno nomato Raffacane e uno de’ Peruzzi con alcuno altro capo, con circha homini v cento di cerne e d’alcuni paezi, gueregiando spesse volte e rinovando brigate fine a di vi settembre, in domenicha, in sulla terza ».

—, Onesta, coinquilina di Checca degli Asini: xviii.

Pesale, Pesaro: 450, 455.

Pescia (Pistoia): 350, 352, 353, 356, 467, 468, 505, 506.

Petto, v. Pagani.

Piacevole da Rabatta, moglie di messer Nicolo de’ Bisdomini di Firenze: cliiii.

Piagenza, Piacenza: 705, 710.

Piccardìa, regione storica della Francia settentrionale: 385.

Pierà, moglie di messer Gallo di San Casciano: cxlviii.

Piero, san —, invocazione: 368.

da Rabatta, corsaro catalano: Lini.

—, v. Sovranzo e Sanili.

Pierozzo, banchiere e mercante di Perugia: xxxii.

Pierucco, giovane romano che sottopone la moglie alla prova della macina: xlvii.

Piettamala, Donato, aretino: lxxvii.

Pieve a Nievole (e Nieule), nei pressi di Montecatini (Pistoia): 466, 467.

Pinaruoli, messer Sanlo, samminiatese della parte dei Mangiadori, protetto da Saulo Ciccioni: cxxxvii.

Pincaruolo, contadino milanese, che diventa poi Torre e principe: xv.

Pipino, re di Francia, padre di Carlomagno (714-768): 186.

—, messerda Palù, vittima dell’ingratitudine di Ettore Pallavicini di Parma: cxxxviiii: 636.

Pippa, v. s. Aciai.

Pippo, figliuolo del mercante parigino Giannino: lxviiii.

Piramo, amante di Tisbe: cxxxi. Gli amori di Piramo e Tisbe sono narrati da Ovidio nel l. iv delle Metamorfosi (vv. 55-166).

Pisa: 20, 27, 61, 106, 112, 127, 165167, 173, 233, 253, 254, 328, 329, 409, 410, 413, 417, 421-424, 426, 427, 429, 450, 451, 453, 454, 463, 464, 468, 491, 505, 513, 522, 529, 532, 535, 603, 605, 609, 614-619 625, 705, 725.

Pistello, prete di Spoleto: xiv.

Pistoia: 26, 27, 61, 125, 126, 140143, 233, 349, 350, 358, 359, 427, 428, 463, 464, 475-478, 502.

Pitullo, possidente senese: xxii. Pinolo, nel comune di Ligonchio (Reggio Emilia): 513-515.

Po, il fiume: 391.

Poggio a Caiano, nella valle dell’Ombrone (Firenze): 27, 140-142, 427, 429.

Polvorella (e Polverella), contadino di Moriano: cxii. Evidentemente si tratta di un soprannome: il Bongi (Bandi Lucchesi) cita due ess. in cui la voce viene usata per indicare una sorta di gioco di destrezza.

Pompeo, « grande Romano », rivale di Cesare: 9, xlvi.

—, «gentiluomo Romano», marito di Tulia: xlviii. Qui, naturalmente, confuso con Lucio Tarquinio (v. s. Tulia).

Ponte a Chifenti, sul torrente Lima: 492, 546. Forse costruito dalla contessa Matilde, venne riedificato da Castruccio nel 1324.

Ponte a Moriano, località a circa 8 chilometri da Lucca, sulla strada per Borgo a Mozzano: 493, 497.

Ponte alla Carraia, contrada di Firenze: 28, 748.

Ponte alla Lima, oggi chiamato «Ponte a Serraglio»: 546.

Pontelungo, presso Pistoia, sull’Ombrone: 126.

Ponte Vecchio, in Pisa: 329. Chiamato anche di mezzo, fu il primo a congiungere le due rive dell’Arno. Fino al 1382 esso era anche fiancheggiato da botteghe di legno, come il ponte omonimo a Firenze.

Ponte Nuovo, in Pisa: 66, 67.

Popolonia, antica e fiorente città, forse di origine etrusca, posta all’estremità nord-occidentale del promontorio di Piombino. La sua decadenza ebbe inizio coi primi secoli dell’era cristiana: nel sec. xi era già deserta: 106.

Popone, v. Soprano.

Porri, madonna Filippa, gentildonna milanese: cxlvi.

Porta di Borgo, la porta settentrionale di Lucca, da cui partiva la strada che conduceva in Garfagnana: 483. Detta anche Portone dei Borghi o Porta San Frediano (ma dedicata a S. Maria), fu aperta nella seconda cinta muraria della città innalzata nel sec. xiii. Era munita di due torrioni lavorati come quelli di Porta S. Gervasio.

Porta San Donati, porta occidentale di Lucca, già aperta nella prima cinta muraria: 604.

Porta San Marco, la porta orientale di Pisa, chiamata anche Fiorentina: 453.

Portogallo: 26, 32, 238.

Potenzia, la divina —: 183.

Prato: 37, 40, 318, 332, 427, 463.

Princivali (e Prencivalli, Princivale e Prencivali), contabile milanese inviato a Viterbo a ispezionare i libri di Daniello: xxxviii.

Provenza: 691.

Prusia (e Prussia): 591, 592, 594.

Pulci, famiglia fiorentina:

—, Azzo, mercante emigrato a Venezia: lxxxxviiii.

—, Azzina, nome assunto da Giorgiana di Venezia: lxxxxviiii.

—, Lionora, coinquilina di Checca degli Asini: xviii.

Pulisena dell’Aquila, nome della supposta sposa di Antoniotto da Montalto: cxliiii.

 

Quattro tempora, festa delle —: 487. Nella liturgia cattolica corrispondono all’inizio delle quattro stagioni dell’anno, e cadono rispettivamente nella prima settimana di Quaresima, la settimana di Pentecoste, la terza settimana di settembre e la terza dell’Avvento, durante le quali sono prescritti speciali preghiere ed atti di penitenza.

 

Rabatta, la città marocchina di Rabat : 240; 241 ; 748.

Racanati (e Racanato, Raganato, Ricanati, Recanato), nelle Marche: 116, 120, 430, 436, 45i, 475. 479.

Ragona, v. Aragona.

Ragugia, Ragusa (Dalmazia), il conte di —, padre del Cali del Mangi: 17.

Ramaglianti, Ambrotto, uno dei capi del partito popolare in Nizza: cxlv.

Ramando, v. Balzo.

Ranieri, pellaio pisano: xi.

—, setaiolo pisano: cli.

— da San Casciano, giovane pisano: lvii.

Ranocchio, soprannome dato dall’autore al semplice Ranieri setaiolo: cli.

Raspanti, fazione politica pisana contraria a quella dei Bergoli iii: 522, 615, 617, 619. Guidata dalla potente famiglia della Gherardesca, rappresentava gli interessi dei grandi lanaioli. Cessò di esistere, insieme con la fazione rivale, con la conquista fiorentina di Pisa (1406). Ai Raspanti apparteneva Giovanni dell’Agnello. Per l’orig. del nome v. Bergolini.

Ravenna: 491, 498.

Reggio di Calabria (e Calavria): 370, 371, 380, 384.

Reggio, in Emilia: 724, 728.

Reina, madonna —, v. Visconti.

Renaldo (e Ranaldo), marito di monna Santina da Ca’ Baldù: cvii.

—, v. Buondalmonti.

Rezzo, Arezzo: 61.

Rialto, quartiere veneziano: 431.

Ricca, moglie di Michele, lavoratore di Quosa: lxxxxiiii; 413.

Ricci, Ardigo, forse protagonista della nov. clv, di cui rimangono però solo poche righe.

Ricciardo (e Riccardo), conte tedesco padre di Amelio: xl.

—, re d’Inghilterra padre di Orlandino: cxl.

—, v. Panciatichi.

Ripadarno: 532, 534.

Risibaldo, lavoratore di Panicale: 663, 664.

Rivangaio, nel com. di Borgo a Mozzano (Lucca): 493.

Rodello: 40.

Roma: 178, 181, 184, 186, 187, 195, 196, 201, 202, 203 (sue fortezze e castelli), 204, 205, 206 (palazzi e mura della città), 207, 208 (l’obelisco del Circo Neroniano sul Vaticano), 209, 210 (la gentilezza di Roma paragonata a quella delle città italiane dell’epoca del S.), 211, 212 (le leggi di Roma), 213, 214, 215 (i libri, i monumenti e le arti di Roma), 216, 217 (commerci, industrie e ricchezze di Roma), 218, 219, 220 (artefici e popolazione), 221-224, 225 (la religione pagana, gli dei romani e il Cristianesimo), 303, 366 (giubileo del 1350), 367, 369. 375. 377, 378, 407, 479 (la corte di Roma ad Avignone), 480, 737.

Ronchetta, prete di Santo Angelo e cappellano di Santa Maria Filicorbi a Lucca: xii.

Randello, il velocissimo compagno di Torre: xv.

Rosa, sor —, monaca nel convento dell’Olmo d’Arezzo: xxxi.

Rosimperi, famiglia lucchese: 353.

Rospo, sciocco famiglio di messer Bertoldo Aldimari di Firenze: XXIIII.

Rossi, famiglia fiorentina:

—, Dianabella, moglie di Simone Buondelmonti: lxii.

—, Michelozzo, padre di Dianabella: lxii.

—, Guerrieri, fratello di Michelozzo: lxii.

—, famiglia gentilizia di Parma: 341; fazione politica a Parma avversa a quella capeggiata dai Pallavicini: cxxxviiii.

—, Ulivieri, capo della fazione: cxxxviiii.

—, messer Piero, dal 1333 al 1335 signore di Lucca, che aveva ricevuto da Giovanni di Boemia in pagamento di un vecchio debito; vendette la città a Mastino della Scala (cfr. Cron., 1, 86): 509.

Roventa, sposa veneziana, vittima della gelosia del marito: cxxx.

Rucellai, famiglia fiorentina:

—, Ginevra (e Gineva), moglie di Renaldo Buondalmonti: viii;

—, Giacchetto, giovane innamorato di Dianabella de’ Rossi: lxii.

—, messer Lanfranco, padre di Ginevra: viii.

—, Matteo, amante di monna Checca degli Asini: xviii.

—, Nicolò, padre di Matteo: 96.

Ruffaldo, prete di Quosa: xxxvii.

Rughia, amante di Toccora: ci. Al nome è attribuito un senso osceno (cfr. nel Glossario, la v. rugghiare).

Rustico, prete lombardo: xv.

—, possidente di Pescia: lxxxi.

—, locandiere alla Torre della Fossa: lxxxx.

—, lavoratore al soldo di Toccora, al quale ella lascia in testamento la sua gonnella: 443.

 

Salamone, figlio di David e re d’Israele, e i suoi primi giudizi: lvi; lxiii; lxiiii; 288.

—, Anziano del comune di Pistoia: cxiii.

Salerno: 362, 363, 366, 390, 371.

Salimbeni, Caterina, senese, moglie del cattano di Suvereto: cxxxv.

Salvestro, barbiere di Bargecchia: lxxiii.

—, v. Fiesco.

Salviati, famiglia fiorentina:

—, Aluisi, cavaliere: v.

—, Calidonia, figlia di messer Aluisi: v.

—, Tromba, amico di Folaga de’ Peruzzi: lxxxxvii; sua condotta al soldo dei pisani: lxxxxviii.

Sambuca (Pistoia) : 358.

Saminiato (e più rar. San Miniato), nel Valdarno inferiore: 28, 345, 463, 529, 621-24 (lotte politiche).

Samuella, v. Maccabei.

San Canzano, antica chiesa veneziana, oggi S. Canziano o S. Canciano : 470,

San Casciano, nel comune di Cascina (Pisa): 165, 253, 255, 705.

—, contrada a Venezia: 577.

San Cristofano, S. Cristoforo, contrada di Lucca dove era nato lo stesso S., nel terziere di S. Martino: 20, 23.

San Donato, chiesa pisana : 66.

San Donigio (e Donigi), sobborgo parigino (St. Denis): 86, 87.

Sandro (e Sandoro), ricco mercante senese : lx.

San Gennaio, S. Gennaro delle Pizzorne, sull’antica via che conduceva da Lucca a Pistoia: 350.

San Giorgio, chiesa di Orbicciano: 110.

San Giusto, antichissima chiesa lucchese, la cui forma attuale risale al sec. xiii, nel terziere di S. Martino: 301-303.

San Marco, a Venezia: 261, 431.

San Mazzeo, contrada in Lucca: 417.

San Michele, piazza —, a Lucca, davanti alla omonima chiesa: 71.

San Nicolò, antica chiesa in Pisa: 61, 67.

San Paulino, chiesa e contrada in Lucca: 68, 71. Così venne chiamata la chiesa di S. Antonio dopo che nel 1261 vennero rinvenuti in essa i resti di S. Paolino, primo vescovo di Lucca. Ricostruita varie volte, nel 1522 venne interamente rifatta e dedicata ai SS. Paolino e Donato.

San Potilo, l’antica basilica romana di S. Paolo fuori le mura: 181, 186.

San Piero, a Roma: 195, 196.

Macaiuolo, chiesa lucchese: 68, 69. Il S. avverte: « A xx braccia da San Paulino » e vicino a S. Maria Filicorbi. Non vi può esser dubbio dunque sulla necessità di identificare questa chiesa con quella di S. Pietro in Vincoli, nel sec. xiv detta S. Pierino «Siricaiolo», come sede della confraternita dei filatori di seta. Dopo l’allargamento della chiesa di S. Paulino rimase compresa nella sua area ed ora si trova presso il transetto destro e dietro la tribuna della chiesa dei SS. Paolino e Donato.

Sanpieri, ponte — (oggi Ponte S. Pietro), sul Serchio, nei pressi di Lucca, e dal quale si avviava la strada per Pisa fatta costruire da Castruccio: 413.

San Savino: 724.

Santa Chiara, convento fiorentino: 97.

Santa Croce, — sull’Arno (Pisa) : 529.

Santa Gonda, vicino San Miniato, nel Valdarno inferiore: 529.

Santa Maria del Corso, chiesa lucchese dove si radunò la brigata delle Novelle decidendo di intraprendere il viaggio per l’Italia: 6. Sorgeva vicino a Porta S. Donato, sulla strada detta «Corso del Marchese» perché costruita per permettere ai Marchesi di Toscana di recarsi alla riserva di caccia della Selva regia. Era chiamata anche S. Maria Ursimanni, perché fondata verso il 722 da un tale Urso o Ursone. Essendo fuori della seconda cinta muraria di Lucca, venne distrutta dai pisani nel 1341. Alla chiesa era annesso un convento per monache.

Santa Maria Filicorbi, chiesa lucchese: 69, 70, 71. Eretta nella «regione» di S. Donato forse già nel sec. xi, apparteneva alla famiglia dei Corbi, alle cui case era attaccata. Vi si venerava S. Ansano. La chieda venne demolita dai Baciocchi nel 1812, per far posto ad un giardino aperto per il segretario di Stato Froussard.

Santa Maria, duomo di Siena, 50.

Sant’Angelo, Monte —, sul Gargano (Foggia): 404, 408.

— il castello di —, o Mausoleo Adriano, a Roma: 203.

Santa Riparata, chiesa fiorentina: 48, 49; festa di — (l’8 ottobre): 28.

Santino, madre di Gostantina, moglie del conte di Ghellere: cliii.

—, v. Baldù.

Santo, soldato della compagnia di fra’ Modale: lxxxv; 373.

Padre: 378.

Santo Agustino, convento a Lucca: 545. Sorgeva su un’area su cui in seguito (forse verso il 1377) sorse la chiesa omonima (oggi sconsacrata) che comprese anche quella adiacente e dedicata a S. Salvatore («in muro»).

Santo Angelo (in Campo), nei pressi di Lucca, verso Ponte S. Pietro: 69.

Santo Spirito, quartiere di Firenze : 96.

Saona, Savona: 27, 747, 753.

Sardigna, Sardegna: 244.

Sardo, banchiere ed Anziano di Pistoia: cxiii.

—, ser — da Vico, ufficiale di Giovanni dell’Agnello a Sarzana: cxvi.

Sarezana, Sarzana, nella Lunigiana: 511, 512, 515.

Satanas: 182.

Saulli, Piero, giovane lucchese amante di madonna Colomba Spinola: cxliii.

Saulo, v. Ciccioni.

Savia, la — da Siena, moglie del gelosissimo Arnolfo senese: cxviiii.

Scala (Della), famiglia signorile di Verona: 314.

—, messer Cane, Cangrande I della Scala, il famoso amico e protettore di Dante: 563.

—, messer Mastino, Mastino II, signore di Verona dal 1329 al 1351 (e di Lucca dal 1335 al 1340), succeduto allo zio Cangrande insieme con il fratello Alberto n: 459, 460, 462, 599.

—, albergo della —, nella contrada del Ponte alla Carraia a Firenze: 28.

Scalocchiati, loggia degli —, a Lucca: 605.

Scandalbech, secondo figlio di Alvisir, mercante della Tana: 11.

Scariotto, Giuda, l’Iscariota: 408; — «città delle Marche»: 408, 413, 416. Cfr. n. 408, 8 nell’Apparato critico a p. 864.

Scarsi, Scarsino, pisano abitante a Lucca: lxxxxvi.

Scarso, Johanni, marito di madonna Felice: 165.

Scio, isola egea del gruppo delle Sporadi: 405.

—, «città dell’isola di Cipri »: 542.

Scozia: 642.

Schiava, nel com. di Massarosa (Lucca): 322, 323.

Schiarini (e Schierini), Ugolino, agente di commercio bolognese: ix.

Scipione, romano che si lancia nella fossa infocata per salvare Roma: xliiii. Il S. evidentemente confonde Scipione con Marco Curzio, protagonista del famoso episodio (cfr. Livio, Hist. L., vii, 6).

—, v. Cornero.

Sentimento, compagno di Torre dall’udito molto sensibile: xv.

Serchio, fiume toscano sulle cui rive sorge Lucca: 409.

Serravalle (e Sera-), — Pistoiese (Pistoia) : 464.

Sermarchesi, Paulo, aiutante nella chiesa lucchese di San Giusto:lxvii; lxviii.

Sessanta, bandito di Camaiore e soldato di ventura: cxviii.

Sesto, — a Modano (Lucca): 493.

Sibilia, Siviglia: 374-376.

Siena: 43, 52, 57, 61, 88, 90, 91, 93, 109, 112-114, 265, 266, 270, 393, 451, 530, 531.

Simone, senatore Romano padre di Merlino: l.

Sinibaldi, messer Tedici, giudice avignonese: lviiii.

Sinibaldo, v. Pinaruoli.

Sinigaglio, Senigallia, nelle Marche: 441, 445.

Sinimanvi, Martino, nome di un giurista allegato dai rettori di Lucca a messer Bartolo Maulini per appoggiare la loro sentenza a discarico di Landra: 496.

Sisi, Assisi: 140.

Sismondo (e Se-), giudice d’Arborea: lv.

Soavia, Svevia: 574.

Sodo, finto pazzo, amante di Fiorina: xlvii.

Sodorini, Troilo, uno dei capi del partito popolare in Nizza: cxlv.

Soffia, moglie del contadino Bartolo e ospite di Pincaruolo: xv.

—, moglie di Pierozzo, banchiere perugino: xxxii.

Soprano, Popone, mugnaio di messer Veri de’ Medici in Empoli: cli.

Soria, i paesi non cristiani: 588.

Sovranzo, ser Piero, ricco mercante veneziano: lviii, 263.

Spagna (e Ispagna): 241, 373, 376, 378, 379, 603, 606, 642-644, 647, 649, 651-656.

Sparaleone, re di Portogallo, liii.

—, conte — da Briscola, conte ladrone: xxxviiii.

Spazza, il compagno di Torre dal forte soffio: xv.

Spinetta, moglie di messer Maulini: cxii.

—, v. Fiesco.

Spinola, famiglia genovese:

—, messer Adorno, ricco mercante: xxviiii.

—, Andriolo (e ’Ndrioló), figliuolo di messer Adorno: xxviiii.

—, Colomba, moglie di Ghirardino Spinola: cxliii.

—, Ghirardino, ricco possidente: cxliii.

Spirito Santo, la terza persona della Trinità: 198, 199, 113.

Spoleti: 72, 7-476, 233, 238, 240, 441, 623.

Squillati, Squillace (Catanzaro) : 391. La grafia del nome è quella stessa che appare nella trascrizione dal Dittamondo in Cron., n, 86.

Staggia, in Val d’Elsa, nel com. di Poggibonsi (Siena): 718.

Stanghelino da Palù, cortigiano di Bernabò Visconti: lxxxiii, 366.

Menzionato nelle Cron. (1, 332) come uno dei capitani della compagnia del conte Giovanni da Barbiano, assoldata dai fuorusciti lucchesi per marciare contro Lucca nel giugno del 1396.

Stella, messer Fasino della —, signore di terre nel territorio di Nizza: cxlv.

Stoldo, ladro, protagonista di una novella frammentaria: xx.

Strozzi, famiglia fiorentina:

—, Anna, moglie di Matteozzo: lxx.

—, Matteozzo; lxx.

—, Orsarella, vedova, sorella di Matteozzo: lxx.

Suffilello (e Sufi-), capobrigante maremmano: lxxxiiii.

Suvereto (e Suereto), nella prov. di Livorno: 609.

 

Taddeo, amico fedele di Lommoro: lxxiiij.

—, «cristiano di cintura» di Gerusalemme: cxxii.

—, gentiluomo veneziano: cxxviii.

Tagliamocchi, conte Bertoldo, uno dei capi del partito antipopolare in Nizza: cxlv.

Taisso, sensale e ladro milanese: lxxxxii.

Tamaris, moglie di re Astech: clvi. Tana: 11-13, 15, 17, 19. Riflette il nome di una città greca fondata verso il v sec. a. C. sulle foci del Don, dove in seguito sorse Azov. Durante il Medioevo il nome si estese a tutta la regione che si apre intorno al bacino meridionale del Don (Tanai).

Tano, figlio di monna Marchesetta, merciaia veneziana: lxxxxi.

Tarpea: 210, 211. Nella novella è un palazzo romano dov’era custodito il tesoro di Roma, e corrisponderebbe dunque all’Arce Capitolina, custodia dell’aerarium sanctius. A Lucca questo nome venne dato alla parte segreta dell’Archivio dello stato allorché, durante la peste del 1399, fu necessario rinchiudere oggetti di valore o preziosi e documenti segreti onde impedire che, venendo ad essere maneggiate da persone contagiate, si rendesse necessaria la loro distruzione (v. Bongi, Inventario del R. Arch. di Stato di Lucca cit., 1, pp. xiv-xv). Il Bongi ritiene però (cfr. il Glossario del Bongi, cit.) che sia il nome che l’usanza fossero già noti. Erano infatti noti a Venezia (v. la nov. 1 della ix giorn. del Pecorone di Ser Giovanni Fiorentino), ma anche altrove, come risulta dal son. dedic. al Petrarca ed attribuito ad Antonio da Ferrara: «O novella Tarpea in cui s’asconde», ecc. (v. stamp. nella raccolta delle Rime di F. Petrarca, ecc, Padova, tip. della Minerva, n, 1827, 688-689).

Tarquinio Superbo, ultimo re di Roma: 203, 205.

Tartari: 298.

Tedaldini, Johanni, mercante lucchese, appaltatore del bagno a Corsena: cxii.

Tedici, spenditore dell’imperatore di Costantinopoli: lxv,

—, v. Sinibaldi, Tedora, moglie di Ganfo pellicciaio: III, IV.

Terni: 165.

Testa, popolano di Quosa: xxxvii.

Tigna della Piacciuola, nome di una vigna lasciata da Toccora al marito nel suo testamento furbesco: 443.

Tisbe, amante di Piramo: cxxxi.

Tittulivio, il —, l’Historiarum Libri dello storico Tito Livio: 215.

Tobbia {Tobìa), cavaliere borgognone, padre di Amico: xl.

Toccora (e Tuccora), popolana di Spoleto: ci.

Todi: 148, 153, 158.

Tolletta (e Telletta), Toledo, città di Spagna: 375, 376.

Tolomei, Vezzosa de’ —, nome di una immaginaria ragazza senese: 270. Nel nome è contenuta ovviamente una reminiscenza dantesca.

Tolomeo: 9. Tolomeo xiii, fratello e marito di Cleopatra vii, il quale tramò l’uccisione di Pompeo nel 48 a. C.

Tomasa, moglie di Fallerà: cxvi.

Tomasino, frate di Controne, acceso ghibellino: cxxiii.

—, v. Cagnoli.

Torneo, contadino di Staggia: cl.

Tomaso, v. Garbo.

Torre, nome assunto da Pincaruolo (v.) quando decide di mettersi in viaggio in cerca di avventure.

Torre della Fossa, sul Po, a pochi chilometri da Ferrara: 391, 393, 539, 544

Tortona: 701, 704 (Tartona).

Toscana: 90, 233, 409, 451, 463, 529.

Trallemieicosce (e Trallecosce), podere immaginario lasciato da Toccora al suo amante Rughia: 443, 444

Triesti: 702.

Trinità, Santa —: 518; persone della — : 91. 92.

Tristano, giovane possidente cortonese: xvii.

Trivigi, forma antica per Treviso: 571, 574Troia, Troyes, città della Champagne, sulla Senna: 84.

Troiante, cuoco in Avignone: cviiii.

Troilo (e Troiolo), v. Sodorini.

Tromba, v. Salviati.

Truglio, semplicione di Pistola: xxv. Si ricordi qui la v. lucchese truglia usata nel senso di «pozzangheretta infanghigliata » (cfr. il Voc. lucch. del Nieri, 243, e R. Ambrosini, Onom. allus. nelle vov. di G. S. cit., 55).

Tulia (e Tulio), sposa di e uno gentile uomo di Roma nomato Pompeo»: xlviii; 362. Tullia era il nome che le storie danno a ciascuna delle due fìglie di Servio Tullio, la maggiore delle quali, di carattere perverso, aveva sposato Arunte Tarquinio, e la minore, donna virtuosa, aveva invece sposato Lucio Tarquinio che fu poi detto il Superbo. Dopo aver ucciso i rispettivi coniugi, Lucio Tarquinio e la maggior Tullia complottarono per uccidere Servio ed usurparne il trono. Tullia passò col suo cocchio sul corpo del padre morto, in quello che fu poi chiamato il vicus sceleratus (cfr. Livio, (Hist. L., i, 46-48).

Tunisi: 26.

Turello, possidente di Misigliano: xxii.

—, fabbro lucchese emigrato a Pisa: lxxv.

liberto, re di Napoli, ospite di Dante: lxxi, lxxii, 332. Il nome rinette quello di Roberto d’Angiò, re di Sicilia (1297-1343), succeduto al padre Carlo II, amico e protettore di poeti, letterari ed artisti.

Ugolino, v. Schiarini.

Ulivo, figlia di messer Namo: cxxxiii.

Ulivieri, marito della giovane veneziana Parella: cxxviii.

—, v. Rossi.

Ungarici: 574, 637.

Urbano, eremita: cxli.

Quinto, papa in Avignone: 479.

Guillaume de Grimoard che regnò dal 1362 al 1370, e tentò di riportare il papato a Roma.

Urbiciano, v. Orbiciano.

Urbino (e Orbino) : 463, 469.

Valdarno: 424, 453.

Valdilima: 546.

Valdinievole: 352, 506.

Valdiserchio: 413.

Valdottavo, nel com, di Borgo a Mozzano (Lucca) : 493.

Valle (La —), nel com. di Monzuno (Bologna): 516, 517.

Vallembrosa (e Valem-, Valoni-); 233, 234, 236.

Valore: semplicione fiorentino: xxv.

Vanni, tintore lucchese: xii.

Vannuccio da Calci, calzolaio ed Anziano di Pisa: cxx.

Vecciate, località della Lunigiana: 511-513.

Veglio, fratello di Passa vanti, mercante di Barcellona: lxxxvi.

—, Il — della Montagna, favoloso signore orientale introdotto dal Milione di Marco Polo: lxvi.

Venere: 738.

Ventospazza, uno dei poderi lasciati in eredità nel testamento furbesco di Toccora: 443.

Vercelli: 691, 696.

Vergilio (e Virgilio), innamorato di Isifile e mago: xlviiii; 243.

Veri, v. Medici.

Verona: 358, 359, 459, 460, 560, 599, 601, 602.

Vespa, contadino di San Miniato: lxxviiii.

Vettessa, fantesca lucchese: iii.

Vezzosa, v. Tolomei e A dimari.

Viaggio della brigata per l’Italia: diamo qui l’itinerario della brigata nell’ordine in cui compare ciascuna località (per il luogo rinviamo alle singole voci in questo indice) : Pisa - Volterra - Saminiato - Pistoia - Prato - Firenze - Ancisa Siena - Civitella d’Arezzo - Arezzo - Castiglione Aretino - Cortona Città di Castello - Borgo Sansipolcro - Passignano - Massa di Maremma - Grosseto - Civitavecchia - Popolonia - Mascona - Castro - Bolsena - Orvieto - Sisi Perugia - Todi - Narni - Terni Montenasconi - Viterbo - San Paulo - Roma — Spoleti - lesi Aversa - Partenopia - Arpi L’Aquila — Napoli — Benevento Salerno - Reggio di Calabria  - Dierta - Squillati - Forati - Brandisio — Sant’Angelo - Scariotto Ascoli — Fermo - Racanato — Ancona — Sinigaglio - Fano - Pesale Fossambruno — Agobbio — Urbino Caj — Ricanati — Cesena - Cervia Bertinoro - Ravenna - Furii — Faenza — Imola - Meldola - Bologna - Lungelino — Torre della Fossa - Ferrara - Francolino Bebé - Chioggia - Vinegia - Murano - Trivigi - Feltre - Civitale Vicenza — Padova — Verona - Brescia - Cremona - Mantova - Bergamo - Basciano - Monda - Milano - Corno - Novara - Pavia — Vercelli - Allesandria della Paglia Tortona - Piagenza - Lodi - Parma - Reggio - Modona - Asti - Saona - Genova — Luni.

Vicenza: 586, 590.

Vico: 511.

Vignane, Avignone: 27, 263, 479-481.

Viliartis, messer Bosco de —, marescalco dell’imperatore: cxxviii. Menzionato nelle Cron. (1, 158 e 163, Bosc de Villartiz) come maniscalco di Carlo iv, al seguito del quale fu in Lucca nel 1369.

Villa, bagno alla —, poco a nord dei Bagni di Lucca, sul versante destro del torrente Lima: 546.

Villanuccio, v. Frangiapani.

Vinegia, Venezia: 118, 119, 241, 256, 257, 395. 397, 400-403, 431-433, 469 (« più d’inganni piena che d’amore e carità »), 470, 472, 556, 557» 560, 565 (l’aria cattiva che sentiva di peste), 566 (« le donne sono piuttosto vaghe della carne che del pane»), 567, 568, 571, 572, 576 (ancora sull’aria cattiva e le donne di Venezia), 577-579, 581-585, 702 (« dove d’ogni cattività vi sono maestri »), 703, 704.

Viola (e Viuola), fantesca di madonna Orsina, moglie di Alessandro Magno: li.

Virgiliesi, madonna Antonia, vedova pistoiese: xxx.

Visconti, famiglia signorile lombarda:

—, messer Bernabò, signore di Milano (1349-1385): vi; 363, 365; lxxxxii.

—, messer Luchino, signore di Milano (I339-1349), zio di Bernabò: cxlvi.

—, messer Maffeo: 627; Matteo ii, fratello di Bernabò e di Galeazzo II, con i quali condivise la signoria di Milano dal 1354 fino alla morte, avvenuta nel 1355.

—, messer Marco, condottiero: 459; a capo di una compagnia di mercenari tedeschi tenne Lucca nel 1329, vendendola poi al mercante genovese Gerardino Spinola.

—, madonna Reina, figlia di Mastino della Scala e moglie di Bernabò Visconti, che sposò nel 1350. Morì nel 1384: vi, lxxxxii.

Vismarch, favoloso regno di Astech e Tamaris: 756.

Vitali, maestro di legname lucchese: cxvi.

Viterbo: 91, 176-181.

Volterra: 20, 624.

Vorno, nel con), di Capànnori (Lucca): 537.

Votabotte (e Voitabotte), amante di Fiandina: cxxx.

 

Zaccagna, nome assunto da Giuda d’Ascoli prima di ordire la seconda truffa: xxii.

Zaccaria, figliuolo di Samuella de’ Maccabei: lxiii.

Zaccheo, ladro pisano: xxi.

Zaidudag di Babilonia, padre di Piramo: cxxxi.

Zanobi (e Zanobio), calzolaio lucchese :

Zazzara, sensale di Bruges: ix.

Zelone da Pistoia, frate a Pisa: xi.

Zita, santa —: 329; vergine e santalucchese (n. a Monsagrati nel 1218e m. a Lucca nel 1272), il cui corpo si conserva nella basilica di S.Frediano.

Zuccarina, figlia di Passamonti, signore del castello di Castri: lv.

 

 

Indice Biblioteca

© 1996 - Tutti i diritti sono riservati

Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2006