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abraso: denudato
adosso: a spese di (faceva professione di mangiar adosso à questo, et à quello)
adminiculata: sostenuta con validi argomenti
affocarsi: infuocarsi, scaldarsi
agiutare (agiuttare) e composti: aiutare
ameda: zia
amolone: da amola, grosso recipiente a forma di anfora
ancora: anche
andare a volta: andare a passeggio, gironzolare
anti: (imposte), ante, antine
apiccare (appiccare): affibbiare qualcosa a qualcuno con la forza o con l'inganno; accusare ingiustamente (m'apiccano adesso adesso: mi accusano all'improvviso, mi prendono alla sprovvista)
appizza, appizzare (appicciare): accendere il fuoco
archibugio, archibuggio: arma da fuoco lunga con proprio dispositivo d’accensione a ruota ( i dispositivi d'accensione erano a serpe, a ruota, a pietra focaia, in molte varianti)
assentare: lasciare, abbandonare (et alli sei di Settembre assentai la piazza in Como p. 302)
avertire: stare attento; averti: stia ben attento (Dettoli, ch’averti à dir la verità)
bacciarli: baciargli (con occasione ch’andavo à bacciarli la mano la mattina et alla sira, p. 304)
bagatelle: cose di poco conto, denari di poco valore
baietta: panno nero da lutto
balette: biglie, palline
banchino: piccolo banco da lavoro, con cassetti per riporvi fogli e quant'altro come le ricette
barba: zio
barbirare: fare la barba a uno
barbaria: barbieria (venne due o tre volte in barbaria à farsi far la barba)
barettino: color verde brillante
barbisi: baffi
baricellus, (baricello, barigello, bargello): funzionario a capo della polizia, incaricato di eseguire ordinanze reali e personali di cui doveva presentare una relazione al tribunale di provvisione; indica anche popolarmente il soldato appartenente alla compagnia del capitano di giustizia; il bargello è anche la sede del posto di polizia e l'annesso carcere
basla: ciotola; baslotto: piccola ciotola
battori da oro: vedi battiloro
battiloro: operaio che fila e lamina l'oro e l'argento
beretinazzo: stoffa popolare di color verdastro (v. barettino)
bettolino: rivenditore di vini e bevande e altri generi alimentari presso caserme, ospedali e simili
bisse: bisce
bofetta, boffetta: armadio
boletta, bolletta: lasciapassare
bolettino: etichetta
bolino: bolla, bolletta da applicare a bevande e generi alimentari e da esibire agli ufficiali daziari
bordegare: passare da un bordo all'altro della strada ad imitazione del bordeggio delle navi quando navigano controvento
bozirone: cornute; persone di poco conto, buone solo per lavorare e abbassarsi di fronte a tutti (forti coi deboli, deboli coi forti)
bozze: ampolla di vetro, boccia (mettere tutto in una bozze, ovvero in una pignata vitriata, e farla bollire p. 188)
bravazzo: braverie; azioni violente tipiche dei bravi (di manzoniana memoria) caratterizzate da una certa consapevolezza di impunità determinata dalla protezione di cui godevano da parte dei signori a servizio dei quali si trovavano
bronzino: recipiente di bronzo (voce dialettale)
brugna: prugna
bugata: bucato
buglia: confusione
bussolo: bossolo
cadreghe da camera: sedie particolari con un buco nel mezzo
caldara: caldaia
canepa: canestro; cantina
camerata, camarata: sodalizio di soldati, compagnia di collegiali o di amici
camozza: camoscia, la femmina del camoscio
camuzona: (camuzzone, camuscion in milanese) una delle tre parti in cui era diviso il carcere ed era composta da un insieme di celle d'isolamento; le altre due parti erano la comune (dove i detenuti erano tenuti insieme) e il colombirolo, dove erano segregati i detenuti soggetti a stretta sorveglianza
Le carceri di Milano al tempo erano: carcere del capitano di giustizia, carcere del podestà, carcere della malastalla, carcere della Torretta di Porta Romana, carcere dell'arcivescovado: in tutte le condizioni erano disumane, «terribili per l'incuria, il fetore, le vessazioni».
canape: cordacorda usata come strumento di tortura con la quale venivano slogate le ossa della mano e del braccio
canepa: cantina
cantaride: mosca (di Spagna) coleottero che possiede un principio vescicatorio
cantone: parte, da cantonare: dividere in parti (date un cantone al Foresaro p. 193)
capire in: entrare dentro
caramale: calamaio
Carmeni: fin dal 1268 vicino alla Chiesa di Sant'Ambrogio ad Nemus aveva il proprio convento e una chiesa dedicata all'Annunciazione i Carmelitani Scalzi che nella peste del 1630 si distingueranno per abnegazione nell'aiutare la popolazione; nel 1614 viene consacrata la nuova Chiesa dedicata a San Carlo Borromeo
carnuccio (vedi garnuzzo)
carocero, carozero: cocchiere
carrato: barilotto
catetre: stipi e scranne
cato: secchio
cauterij: cauterizzazioni
cavagna: spesa (ogni mattina andava à far la cavagna, cioè à comprare ciò faceva bisogno al detto Baruello p. 109)
cavagno: canestro, paniere
cavalarizza, cavallerizza: luogo destinato all'insegnamento dell'equitazione
cendal: zendado, tessuto leggero di seta molto fine
cendalaro: lavorante e/o commerciante di zendado (tessuto di seta) (il cugino de detti Foresari, uno cendalaro p. 100: letteralmente: che porta il cappello di zendado. Qui metaforicamente assume il significato di nullafacente che ha pretese da benestante)
cesa: siepe
chiera, ciera: viso, faccia (che hà chiera brutta, p. 88; grassotto in chiera p. 120, chiera scura p. 283)
ciffolare, cifolare: zufolare, fischiare
clavacino: clavicembalo, strumento a corda e tastiera che nel XVIII secolo verrà sostituito dal pianoforte
cò: capo, dal latino caput
colaro: colletto, collare
coliandre: semi del coriandolo (coriandrum sativum) della fam. delle Apiaceae usati per preparare aperitivi, aromatizzanti, digestivi, antispasmodici, antisettici (I frutti del Coriandolo vengono utilizzati in molte ricette di origine orientale, nei liquori digestivi alle erbe e nei vermouth; nel settore farmaceutico le particolari caratteristiche aromatiche permettono di correggere il sapore e l'odore di molti medicinali e soprattutto quelli di taluni lassativi vegetali. Caratteristiche più propriamente salutari del Coriandolo sono quelle di favorire i processi digestivi, di eliminare i crampi allo stomaco, i dolori colici e il mal di testa che conseguono alla cattiva digestione.)
colombara: soffitta adibita all'allevamento dei colombi
colombirolo: voce popolaresca per intendere il carcere, da colombaia/colombaro, che evidenzia la grande quantità di gente ammassata in poco spazio (qual figliuolo è nel colombirolo di S. Pietro p. 91)
communa: comune, una delle tre parti in cui era diviso un carcere milanese ne Seicento (posto in communa: m'hanno rimessa con gli altri dopo essere stata tolta dalla cella d'isolamento
confidata: affidata (non doveva stracciare detta scrittura à lui confidata dal Sig. Auditore... p. 77)
convitto: dimostrato come vero
copella: mastello
cornale: corniolo (, p. 352)
corridore: corridoio
corridore, passadizzo: cavalcavia sostenuto da quattro colonne di granito dal quale Caterina Troccazzani spiò il passaggio del Piazza e lo prese per un untore. L’ultima di queste colonne è forse quella che oggi si trova nell’interno della casa al n° 4 di via Gian Giacomo Mora. (dall’altra parte vi è la stretta detta la vedra de Cittadini, la quale da detto corso và verso il ponte de Fabrici, la qual stretta è traversata da uno corridore sostentato da alcune colonne di vivo p. 269)
cremesita: color rosso scarlatto (calcette di seta cremesita con ligami di cendal giallo p. 285)
da: corrispondente all'odierno /fa/: da quattro, ò cinque mesi in circa. - circa quattro o cinque mesi fa
dante: pelle concia di daino (Don Giovanni porta coletto di dante, p. 286
datiaro: impiegato del dazio, addetto alla riscossione di particolari imposte, come i pedaggi
decreto grazioso: decreto emanato da Filippo IV Re di Spagna il 13 novembre 1629 in occasione della nascita del figlio avvenuta il 17 ottobre, promulgato in Milano il 30 gennaio 1630
detto: dito
diligenza: perquisizione (hoggi la giustitia hà fatto diligenza in casa mia)
discesero: dicessero (et se discesero, che vuoi, dì, niente, p. 97)
discumiare, si discumiavano: sviavano, andavano da un'altra parte
disnare: mangiare, desinare; usato sia per indicare il pranzo che la cena
disquatare: scavare con energia e fretta
diutile ?
donna da partito: prostituta
dopla: doppia, moneta d'oro coniata a Milano dal 1548 da Carlo V del peso medio di grammi 6.705.
dormia: composto (fatto da Stefano Baruello) "con vino bianco, con oppio tabaico, et colandre" che favoriva il sonno
ducatone: moneta d'argento coniata a Milano nel 1551 da Carlo V
eculeo: detto anche cavalletto (da equus): strumento di tortura che serve per lo stiramento delle membra
elettuario (elletuario, eletuario): preparato farmaceutico semimolle consistente nella mescolanza dei medicamenti con miele, conserve, sciroppo, ecc.
esperto: snello
fallare: sbagliare; se non fallo: se non sbaglio (p. 186)
fangaglie: pezzettini
fassine: fascine di legna
favrici: fabbri
feraiolo, ferraiolo: sorta di ampio mantello
ferraro: fabbro ferraio
ferrata: inferriata
fiadare: emanare aria o fiato
filza: insieme di oggetti delo stesso genere (ricevute di pagamento messe in un cassettino: queste ricevute se le haverò havute saranno in filza, overo in uno delli cassettini nelli quali si sogliono mettere simili scritture p. 332)
fogatione: infiammazione
foppa, fopa: fossa, buca (dal lat. fovea)
foresaro: arrotino specializzato nell'affilare forbici che servivano per il taglio di lamine d'oro
fracasso: clamore (fece un fracasso qui in Mazenta, cioè diede d’un coltello sopra la faccia al Moretto da Barco p. 239)
franza: frangia
furigata: ruberia, furfanteria
Fustagnari: contrada di Milano caratterizzata dai lavoratori di fustagno (tele ottenute dal bombace di lino)
garbuglio: disordine, difficoltà (erano sempre sotto à garbuglio p. 223)
garnuzzo (colla di): fatta coi carnicci, pezzettini di carne che vengono raschiati dalla pelle degli animali prima della concia
giotto (ghiotto): furfante, scellerato
giovinazzo: giovanotto
giustitia: condanna del tribunale (o del Senato)
Gola Gibla: nome ebraico del diavolo
gottare: gocciolare
governare: riporre (sì che soglio governare della liscia, p. 55)
grogorano, gorgorano: tessuto di trama grossa usato perlopiù come rinforzo
gusso: guscio (gusso di noce p. 148)
imbridare: imbrigliare, mettere la briglia ai cavalli
impremudare: prendere in prestito
incapato, incappato: avvolto nella cappa (ne io l’hò potuto rafigurare troppo bene, perche parlava con me incappato ... perche stava tanto incapato p. 119)
incetta: fare incetta di qualcosa: accaparrarsi qualcosa (per conservarla o per venderla)
infanteria: fanteria
ingurarsi: augurarsi
inrodare, (arrotare): supplizio per il quale si legava un condannato a una ruota colpendolo per rompergli tutte le ossa; il condannato poi restava sospeso per un numero di ore determinato dall'autorità giudiziaria o politica finché veniva deposto, slegato e quindi strangolato. Il suo corpo venivia bruciato e le sue ceneri buttate nel fiume
insegnare: indicare (la moglie del Porrada m’insegnò uno, mà non lo conobbi)
invedriate: vetrate
lacena: ? (non vi è nè lacena nè gabinetto nel quale io habbi potuto veder cose tali, p. 307)
lambicare: distillare con l'alambicco
leccardo: ghiotto (il Baroello era leccardo come un sbirro, p. 98)
levate: lievito (riferendosi al crescere di volume della pasta)
lignamaro: falegname (nella qual stanza si sono visti alcuni banchi di lignamaro p. 316)
mal francese: lue venerea, sifilide
malossaro: marossero, da marosee, voce milanese: sensale, mediatore (malossaro da legna p. 39, malossaro da cavalli p. 123, malossaro de cambij p. 129, malossaro da vacche p. 152)
mangagna: magagna, malfatto, delitto nascosto
maniscalco, menescalco: chi cura e ferra i cavalli
mano, darti una buona mano: darti una buona manciata di denaro
mantino, mantellino, piccolo manto, scialle, mantellina
marendare, merendare: fare merenda al pomeriggio
marone, marrone: sproposito, errore madornale (Contrareplicavit Baruellus, Signore, è vero tutto quello, che hò detto, se bene questo mostacchio da porco lo nega, et è stato lui causa di farmi far il marone, et adesso vol negare la verità. p. 218)
martello: bosso, buxus sempervirens (et anche hò venduto due piante di martello per mezzo scudo, p. 352)
mastrillo: apparecchio per prendere topi
matrella: madia
matteria: materia
mattinata di sassi: ?
medemo: medesimo
mentita: menzogna
mesedare: mescere
mischia: tessuto ottenuto dalla mescolanza di due o più fibre di natura, di qualità o di colore diversi
missere: suocero
mitridate: controveleno
morto: ucciso - dice aver morto argento vivo per prepararlo: dice di aver spento (ucciso) il mercurio per prepararlo
mulatata: quantità di roba che può essere trasportata a dorso di un mulo
natura: vagina (per medicare una fogatione, che aveva nella natura, p. 64)
nevera: locale adoperato come ghiacciaia, raffreddato da ghiacchio, neve, ecc., ("nevera" o "giasera di campagna": era fatta di un cerchio in muratura molto spessa, provvista di una volta a cupola e di un camminamento, cui si accedeva dall'unica porta, che immetteva in una sala nella quale, d'inverno, venivano accumulati neve e ghiaccio.)
nota: notorietà
offelaria, offellaria: pasticceria
oglio: olio
oglio dei filosofi: "olio dei filosofi di Mesuè" olio di sapienza benedetto, divino, santo... nel quale gli antichi hanno verificato ... occulte utilitadi" È di due tipi, afferma il Calestani: l’uno è naturale che si raccoglie sopra l’acqua di fonte, l’altro è artificiale e fatto con l’arte del fuoco.
oglio di sasso: detto altrimenti nafta (Plinio libro 2. cap. 18.) o pure olio petroleo. Serve a far vernice per pitture, e per lavar le figure di cera colorata, quando per lo tempo son divenute gialle. Trovasi quest'olio nello stato di Modana, ed in altri luoghi di Lombarda; ed è mirabilmente attrattivo del fuoco. (Baldinucci, http://baldinucci.biblio.cribecu.sns.it/)
olla: vaso per uso quotidiano; ampolla di vetro o di terracotta per contenere cibi o liquidi; olla cineraria: contenente polveri mortuarie;
ongarino (ongarina, ungarino): vestimento di taglio e foggia ungherese
oppio tabaico: qualità di oppio proveniente dall'Egitto (oppio tebaico)
ormesino, ermisino: sorta di drappo leggero di seta che veniva da Ormuz sul Golfo Persico (fr. antico: armoisin)
oro potabile: così gli alchimisti chiamavano la soluzione di cloruro di oro usata in medicina; nella medicina popolare l'oro p. era la soluzione di zucchero e acquavite.
palpero, papiro (cioè carta) secondo P. Verri. (l’onto ch’io dispensai come hò detto, me lo diede il Baruello, et Gerolamo Foresaro in uno palpero sopra la ripa del fosso di P. T., p. 96). Ma è difficile immaginare un liquido contenuto in un foglio di carta per quanto questa sia resistente e spessa; pensiamo piuttosto a un piccolo contenitore di creta
panara: paniere, contenitore di vimini
panetto: fazzoletto, pezzuola per avvolgervi qualcosa (mi raccordo, che portai là un panetto de cepolle di piantarvi dentro p. 279)
panno cavelino (cavellino):
papelli: carte scritte (probabilmente contenenti liste di ingredienti per composti) - "un papello con alume di rocca: una carta sporca con allume (solfato di alluminio e potassio) bruciato
papèro, papiro: carta
parolo: paiuolo
parpagliola: moneta (al tempo di Manzoni una parpagliola valeva 2 soldi e mezzo) Durante la peste una parpagliola equivaleva a un soldo
pasquaro: spiazzo erboso pianeggiante
passadizzo, corridore: corridoio che collegava due stanze talvolta poste al primo piano sui due lati d'una strada, ed era quindi un cavalcavia, come quello citato dal Manzoni, sostenuto da quattro colonne di granito dal quale Caterina Troccazzani spiò il passaggio del Piazza e lo prese per un untore. L’ultima di queste colonne è forse quella che oggi si trova nell’interno della casa al n° 4 di via Gian Giacomo Mora.
però: perciò
Pescore ? (che fa il Pescore al Carubio, p. 152)
pevaro: pepe
pidriolo: imbuto
pinta: misura di capacità per liquidi variabile a seconda delle regioni (in Lombardia era di 1574 cc)
pistare: pestare, ridurre in polvere
podestaria: tassa imposta sulla proprietà o sui mezzi di produzione (esso voleva, che li pagassi la podestaria, et io non gliela volevo pagare, perche non havevo danari, e perciò mi tolse le scarpe, p. 356)
poltia: polta, a Milano figurativamente significava intrigo, raggiro, imbroglio, inganno; a pag. 356 si parla di infamità
Porta Renza: Porta Orientale da cui si dirama la via per Bergamo
poso: a poso a li vascelli, in cantina dietro le botti
postaria: negozio; postaria del fieno: negozio-magazzino del fieno)
posthema: apostèma, ascesso (havevo due postheme nel[149]l’orecchie)
postione: (forse) servo accompagnatore (che camminava discosto un metro dal padrone stando alle sue spalle: postione è il posteriore delle persone)
presentaneo/a: presente, attuale
preservativo: pozione che avrebbe proteggere dalla peste (et loro havevano del preservativo, mà a me non ne davano, perche non continuavo andar con loro, ne sò che sorte di preservativo fosse)
pugnata: pentola. - pugnatino: pentolino, pignatino
pusterla: piccola porta di servizio posta accanto alla porta grande all'ingresso delle città o dei castelli
quadretto: contenitore, ampolla di vetro di forma quadrata; quadretino: piccola ampolla di forma quadrata
quattata: compattata (havendola quattata ben bene, in modo che non potesse sorare p. 164)
raso: drappo rasato di seta ed accia (canapa filata) - (et non l’hò potuto veder bene, perche era raso p. 119)
rassa (rascia, raza): panno di lana grossolana, perlopiù tessuto spigato usato per la confezione di capi di vestiario, di drappi per parare locali o per foderare sedili, di coperture per barche, di bandiere
refesso: una delle parti in cui è suddiviso un tutto (ne cavai fuori un refesso di quattro, ò cinque lire p. 346)
regarelle: listelli di legno per ceste
residenza: deposito (fa un poco di residenza in fondo, p. 57)
rogna: scabbia
rosto: arrosto
rudo, ruto: immondezzaio, letamaio
rugare: rovistare, ricercare
ruta capraria: erba perenne delle leguminose (galega officinalis) con fiori azzurrognoli piccoli in grappoli (coltivata anche come pianta ornamentale, usata in farmacia come sudorifero)
ruto: vedi rudo
saglia nera: corto mantello di lana tessuta diagonale
sale d'orina: ?
sbarozore: barattiere, malossèro, mediatore
sborso: esborso, pagamento
scarpare (scerpare), fare a pezzettini, stracciare (et non in faccia della giustizia scarparla p. 77; ne dà poi conto dando il bolettino sopra quale lui scrive, il qual bolettino è dipoi scarpato, p. 324)
scartapazzo: brogliaccio, libro per appunti e annotazioni da trascrivere nel libro mastro
scartezar filisello: [lavorazione tessile]
s.g.r.: super generaliter recte = (ha risposto correttamente sulle cose generali)
sciattino: vasettino (piccolo contenitore)
schitirolo ?: "e lo guarì, con l’adoperar uno schitirolo con certe acque, che diceva haver fatto lui"
scodere, scuodere: riscuotere; scodendo: riscuotendo: ricevono il cambio d’altri danari scodendo l’usura)
scossale: grembiule
scrima, scrimatore: scherma, spadaccino
scrittore: in un ufficio era colui che manteneva in ordine le scritture contabili
scuodere, scodere: riscuotere
segar li grani: mietitura
segietta: lettiga per malati; portantina
serviciale: clistere
sganare, sgannare: liberare dall'inganno, rassicurare, liberare dall'errore
sgarbellata: da garbella = setaccio; garbellare = setacciare; la s iniziale dà un significato praticamente opposto e indica l'impossibilità di setacciare, cioè di far passare qualunque cosa attraverso i forellini; quindi, una bocca sgarbellata non è che una bocca infiammata e chiusa attraverso la quale nulla può entrare o uscire (mà in verità non potevo, perche mi sentivo chiudere le parole nella gola, che non potevo proferirle, in modo che anche di presente mi brusa la gola, e l’ho anche tutta sgarbellata... p. 205)
sgaridone: attaccabrighe, pronto ad alzar la voce e le mani
sibilo: fischio
sira: sera
smenzo (in volto): dal volto pallido e piccolo; smidollato (come carattere); (smenzo in volto, vestito di nero, non molto grande, poco di volto p. 129)
sminzetta: piccoletta la chiera sminzetta)
smoglio: ranno, liscivia
smoiazzo: sterco umano; voce dialettale milanese con valore spregiativo: ranno, fondo di liscivia
sopravia: superficie (fa di sopravia una teletta, p. 58)
sorare: esondare, fuoruscire durante la bollitura,
sormentati: affaticati, in fin di vita, mezzi morti (e quelli ghezzi, che erano due, mezzo sormentati, involti in uno mantile strazzato p. 191)
sostre: magazzini di legna e carbone
sparagnare: evitare, risparmiare, risparmiarsi (sparagnare di farmi tener ligato)
sparmire: risparmiare, evitare (dirò per sparmire li tormenti tutto quello posso dire, Migliavacca p. 148)
speciaria: farmacia
speciaro: farmacista
sportella: cesta
spumma: bava
staro, stara: staio, staia (plur.), recipiente e misura di capacità pari a 19 litri a Milano (diverse le misure in altre parti d'Italia) (et anche il Prete della Cura mi hà datto trè stara di robba, segale, formento, et orzo da vivere, p. 352)
stentivo: stantio
stopare, stoppare: sigillare (mà sorava nè più, nè meno, e la stopò à torno à torno con delle pezze ... e stopò detti vasetti con della cira p. 164)
stratagliato: ornato di intagli e/o ricami che lasciavano vedere il tessuto sottostante (, calzoni di rassa nera stratagliata p. 285)
strazzo: straccio, panno
strechione: strettone, viottolo (nel ruto nel strechione: nell'immondezzaio dello Strettone, presso il corso di Porta Orientale)
stremizio: timore, paura, spavento
strentore: materia saponosa che si ricava dal procedimento descritto da Clara Brippia (p. 55: «come ne hò governato un poco in uno parolo, che è là in cantina, et un poco nella detta cantina, la quale lisciva, stando lì si purga, et il sapone cala giú et fa fondo brutto, et detto fondo resta bianco, et del smoglio avanzato dalle bugate si adopera per far delli strentori alle mani»)
stuffare: stuffare, chiudere ermeticamente, sigillare (restorno à far cuocere la robba, che era in detta pugnatta, la quale l’havevano stuffata benissimo, che non poteva in alcuna parte fiadare: restarono a far cuocere la roba che era in quella pentola che avevano sigillato benissimo, tanto che non ne poteva uscire alcun vapore)
subdens: esponendo, spiegando (frasario giuridico)
tachente: attaccaticcio, colloso; viscido
tanète: color giallo bruno, "lionato fulvo scuro"
tappa: talpa (io sono balordo come una tappa, tanto posso dire il mio male, come il mio bene, p. 353): persona capace di prendere decisioni volutamente giuste e volutamente sbagliate
tegna (tigna): malattia del cuoio capelluto che porta alla calvizie
tenere secreto: non rivelare una cosa (Raccordatevi di tenermi secreto: ricordatevi di non rivelare la mia identità, p. 188)
terra: appezzamento di terreno che serviva per piantare l'accampamento
tolla: latta (voce viva ancora adesso nell'espressione: faccia di tolla
tolto: preso; ricevuto (non hò mai tolto preservativo, nè sò, che gl’altri l’abbino tolto p. 155)
torza: torcia (il Barbiere haveva onta la sua torza di quell’onto, e di mano in mano che colava p. 206)
tosoni: giovanotti
tosanne: ragazze
toties quoties: ogni volta che
trapello (tropello): capannello, insieme di persone che chiacchierano insieme
travagliato: sofferto (havendo io à tempi passati travagliato di mal francese, dice Baruello, p. 67)
triacca: elettuario, composizione farmaceutica, medicina
trigato: fermo (et essa mi disse, che l'aveva visto trigato lì, et che li haveva dato un poco di sospetto)
truta: trota
ugualare: uguagliare, andare alla pari
ulz: come detto sopra
uschio: uscio
varole: le pustole del vaiolo (mangiato delle varole: butterato)
vascello: botte (per vini) da cantina (voce dialettale comune a molte zone)
ventosare: attaccare mignatte al corpo del malato
vernazza: vernaccia
visighetti: ?
vodare: vuotare
zaina: contenitore di vetro della capienza di un quarto di boccale (che era un contenitore che fungeva da misura di capacità, a Milano di circa un litro, a Firenze il doppio).
zarlatano, zarlattano: ciarlatano, persona insignificante
zatti: rospi
zerbido, zerbo: gerbido, incoltivato, improduttivo
zucca: recipiente a forma di zucca (venivano alla mia hostaria à tuor del vino con la zucca per andar à piscare p. 256)
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