PROCESSUS CRIMINALIS

CONTRA

DON JOANNEM GTANUM DE PADILLA

et ceteros

impinctos de aspersione facta Mediolani

Unguenti pestiferi

anno MDCXXX

 

 

PARS OFFENSIVA

 

 

 

[pagine 142-173]

 

 

 

1630 die ultimo Iulij coram D. Prside Sanitatis.

Io. Baptista Bazies quon. Iosephi P. S. Laurentij maioris appellatus linspiritato detentus, suo iuramento

Dicit, vivo del mio mestiero, che di far il sarto, et di far il soldato della porta di Corte, ma perche io sij pregione non lo so.

Ad alias ait, non tengo compagnia con alcuno, salvo [143] uno, che li dicono il Caimo, col quale vado ad uccellare, n h altro compagno di fermezza.

Interrog. dicit, questanno non sono statto mangiare ad alcuna hostaria se non col Sig. Gio. Ambr. Migliavacca, et con altri.

Ad alias ait, allhostaria delli sei ladri non vi sono mai stato questanno.

Interrogato, se conosce alcuno detto il Foresaro.

Respondit, oh Signore, caput convivendo, uno vigliacco, non tengo sua amicitia, io laborro pi chil Diavolo lacqua santa, et huomo di mala vitta, ne h mai havuto sua prattica se non di bond, et buon anno, e si chiama Gerolamo, et h uno figliolo grande, m non s come habbi nome.

Interrog, dicit, non sono mai stato casa sua se non sei, sette anni sono per far molare un forbice.

Interrogato, chi conosce lui per amicitia stretta in Porta Ticinese, massime in Cittadella.

Respondit, li Sassi con quali andavo fuori questanno, et sono doi fratelli luno chiamato Matteo, et laltro Bernardo, ne h altri damicitia stretta, solo di bond, et buonanno.

Ad alias ait, Sig. s, che conosco uno delli Baruelli, et con lui h mangiato, et bevuto, per non sono mai andato volta con lui, et non h amicitia stretta con lui, et non h mangiato con lui dallestate prossima passata in qu, con occasione che presi certe quaglie, et doppo che sono pregione h mangiato ancora con lui.

Ad alias ait, Sig. s, che conosco il Bertone cognato di detto Baruello, et mi stato detto, che pregione, et per quanto ho sentito dire da detto Baruello sono pregioni luno, et laltro per non so che dormia, che lui prendeva per quanto diceva per il mal francese, et mi h detto esso Baruello, che nh datto ad una puttana in Porta Cinese.

[144] Interrog. dicit, h sempre sentito dire, che la dormia cosa mala.

Interrogato, se esso h donque il Baruello per huomo che tenesse cosa mala.

Respondit, anzi dico V. S. che pratticava tutto il giorno col Foresaro, et si faceva fr di loro un mercato, et se ne gloriavano, che era una cosa incredibile di sverginature, et altre indignit, le quali io aborrivo, et mi raccordo dhaver sentito dire, che davano alle donne di questa dormia, et poi li andavano adosso.

Ad alias ait, il Baruello mi diceva, che la faceva lui detta dormia.

Negat noscere Iacintum Magantiam.

 

Die 11 Angusti fuit coram D. Auditore examinatus Hieronimus Miliavacca Foresarius quondam Io. Petri, ut supra detentus qui suo iuramento

Inquit, io non so la causa della sua detentione, et pratticavo con poca gente, perche non havevo ne feraiolo, ne capello, et particolarmente veniva alla mia bottegha Gio. Steffano Baruello col quale feci amicitia per via dun mio nipote chiamato Pietro Migliavacca, del resto non havevo sua amicitia, et questamicitia cominci sino al tempo che lassedio era sotto Casale laltra volta.

Ad alias ait, detto Baruello non fa alcuno essercitio, et h inteso, che pregione, m non h inteso la causa, et habita di casa in una casa, che risponde verso la vedra, perche lh visto pi volte entrar, et uscire di l.

Interrog. dicit, solito praticar con detto Baruello Pietro Gerolamo Bertone suo cognato, quale stava in casa mia a menar la mola.

Interrog. dicit, in casa di detto Bertone vi sono stato una volta, due in un giorno di festa con occasione chandai a vederlo perche era amalato, et giocassimo al cento, il che f intorno alla festa di Ressurretione prossima passata.

[145] Ad alias ait, detto Baruello veniva spesso casa mia pigliarmi per menarmi via, m perche ero mal conditionato de vestiti non vi andavo; andavo solamente qualche volta con lui bevere allhostaria delli sei ladri per esser vicina, e vi sono stato pi de dodeci volte, et due tre volte stato vedermi alla mia bottegha di Porta Cinese per compagnarmi casa.

Dettoli, che occasione haveva detto Baruello di far quelle cose con lui constituto.

Respondit, V. S. glielo dimanda, mox dixit, vi veniva con occasione che pratticava alla Piazza del Castello, come io h visto, m che prattica solesse tenere, io non lo s, lh ben visto gioccare con uno che si chiama il Pilosello.

Redargutus dicit, io non s che altra prattica solesse tenere.

Interrog. dicit, venuto il Baruello tre, quattro volte alla mia bottegha in Porta Cinese e con lui vi veniva detto Bertone, e con quelloccasione detto Bertone sintrodusse in casa mia lavorare.

Ad alias ait, il Baruello stato parecchie volte in casa mia, et non saprei dir adesso, che fosse cento, ne cinquanta,

Redargutus dicit, mintendo dire, che stette casa mia due volte con mio nepote, m dallora in qu vi stato parecchie volte.

Interrogato, da che tempo il Bertone cominci lavorare in casa di lui constituto.

Respondit, f un anno al Natale prossimo passato,

Dettoli, che se li detto con che occasione il Bertone sintrodusse lavorare in casa di lui constituto, et lui h risposto, che f con occasione che andava inanti, et in dietro col Baruello, et con questo si vedono le sue contrariet, poich gi haveva detto, chil Baruello era stato in casa sua solamente due volte con suo nepote, et che lui constituto f solamente due volte casa di detto Baruello gioccar al cento; et dicendo lui constituto doppo, che vi [146] stato centanara di volte, non pu negare di non haver fatto contrariet, et per dica liberamente, perche faccia queste contrariet, dicendo hora in un modo, ora in unaltro.

Respondit, la verit st come h gi detto.

Ad alias inquit, Sig. si, che h mangiato con detto Baruello in casa mia parecchie volte questo Natale e Carnevale prossimi passati, alle volte solo, et alle volte vi venuto con delli soldati.

Interrog., quante volte vi venuto con delli soldati.

Respondit, dieci, dodeci volte questo Carnovale, dico questo Carnevale prossimo passato unanno.

Ad alias ait, detti soldati io non li conosco, m se li vedessi li conoscerei, et erano hora uno, hora doi, hora tr.

Dettoli, che non verisimile, che non sappi li nomi de detti Soldati, havendo mangiato in casa sua tante volte come dice.

Respondit, io non h mai conosciuto nessuno, mox dixit, conobbi una volta lAlfier Angera.

Dettoli, che non verisimile, che non habbi conosciuto anche glaltri.

Respondit, m Signore, molte volte venevano mangiare in casa mia che non lo sapevo, et andavo in cucina vedere, che cosa havevo fuoco, et me lo mangiavano, et tal volta entrando per unuschio di dietro, che io non lo sapevo.

Dettoli, che per questa ragione, che dice si f pi gagliardamente inverisimile, oltra di che mostra, che detti Soldati, et Baruello havessero grande patronanza in casa di lui constituto, perilch di nuovo se li dice, che debba dire li nomi loco, et anche la causa di tanta patronanza in casa di lui constituto.

Respondit, hora li veniva luno, hora li veniva laltro,

Interrogato, se h mai mangiato col detto Baruello fuori di casa sua, et fuori dellhostaria delli sei ladri,

Respondit, non me ne raccordo.

[147] Dettoli, che se ne raccordi, e dica la verit.

Respondit, non mi raccordo, mi rimetto al Baruello, et suo cognato.

Interrogato, se lui era solito caminar di notte con detto Baruello.

Respondit, Sig. n.

Redargutus dicit, Sig. n, che non sono stato solito andar di notte con lui; mox dixit, mi sono trovato tr, quattro volte di notte con lui, sino ad unhora, et ad unhora et mezza in circa, et poi andavo casa, et questo secondo che si trovavamo cosi a caso, et andavamo bevere; dicens non andavo volta se non al tardi, perche non havevo feraiolo, et di dette tr, o quattro volte, mi raccordo, che una volta stetti bevere allhostaria del Paiazza; che stetti anche l mangiare, et dormire.

Interrog, dicit, Sig. si, che s, che dietro alla detta hostaria del Paiazza solito starvi del rudo, m, io non h mai rugato in detto ruto, che poi il Baruello vhabbi rugato lui io non lo s, et li pu haver rugato dentro, chio non lo s.

Dettoli, che dica la verit perche dal processo appare, che lui constituto, et detto Baruello hanno rugato in detto rudo.

Respondit, io non li h rugato, li pu aver rugato il Baruello chio non lo s.

Ad alias ait, Io non conosco Giacinto Maganza detto il Romano.

Redargutus dicit, pu conoscere lui me, chio non lo conosco lui.

Ad alias ait, Signor si, che conosco Gio. Giacomo Mora Barbiere, et lo viddi far pregione poco prima di me, ne dallhora in qui h mai saputo altra nova di lui, et si diceva, che era stato fatto pregione per haver fatto quella compositione dellonto, che si dava alle porte, et per le mure di Milano per il male contagioso, il che lo [148] diceva tutto il popolo, m io non h mai avuto sua prattica, ansi si trovar, chio una volta li diedi una querela, m non s chi sij il Notaro, mi raccordo bene, che f il Sig. Setarra, che mi mand casa il Notaro.

Et fuit reconsignatus animo etc.

 

1630. Fuit per Illustriss. Vicepresidem Senatus Excellentiss. ordinatum, esse dictum Hieronynum Miliavaccam tortur subijcendum super contrarietatibus, et inverisimilitudinibus adhibita etiam ligatura canabis etc. [1]

 

Die 12 Augusti.

Iterum examinatus dictus Hieronimus Miliavacca coram Egr. D. Auditore, et suo iuramento

Dixit, dir per sparmire li tormenti tutto quello posso dire.

Dettoli che donque lo dica.

Respondit, Gio. Steffano Baruello fece unacqua, che diceva esser dormia per far dormire la gente, et io li dissi, che me ne dovesse donar un poco, come me ne diede un poco in una cosa quadra di Vetro turchino, la qual cosa fu trovata presso mia moglie, quando f ftta pregione, la qual acqua la fece sino nella Quadragesima prossima passata, et me la diede sotto le feste di Pasqua di Resurretione prossima passata, et me la diede sopra il ponte di Porta Ticinese, Dicens un giorno di festa doppo il disnare, mentre si trovassimo al ponte di Porta Ticinese io, detto Baruello, et Pietro Gerolamo Bertone, li dimandai detta acqua, et lui mand subito detto Bertone casa sua tuor detto vasetto, et me la diede, et io la portai casa mia, et era giusto tantacqua, che poteva stare in un gusso di noce.

Interrogato che effetto procur detta acqua.

Respondit, dir V. S. io havevo due postheme nel[149]lorecchie, che non potevo dormire, et per questo procurai detta acqua, et perche lui rifiutava di darmela per tal effetto, li dissi, che mi facesse appiacere di darmela, dicendoli, che volevo far dormire una giovine per negotiarla carnalmente come me la diede, m con effetto non me ne sono servito in cosa alcuna, et tal qual me la diede lh sempre governata, et quella, che mia moglie voleva nascondere.

Dettoli, che dica liberamente la famigliarit che passava tr lui, et il Baruello, et chi erano quelli soldati che andavano con detto Baruello casa sua mangiare nel modo che raccont hieri, perche non da credere, che gente da lui non conosciuta volesse entrare in casa sua mangiare nel modo, che h raccontato, che altrimente sopra questa inverisimilitudine, et sopra le altre ancora, et sopra le contrariet, che h fatto, si metter alla tortura grave.

Respondit, dico a V. S. che non s, che si siano, perche era il Baruello, che li menava.

Tunc eo prius abraso, et vestibus curi induto, fuit ductum ad locum tormentorum, et ibi reiterato iuramento veritatis dicend, fuit denuo

Interrogato, risolversi di dir la verit perche habbi fatto le contrariet, et inverisimilitudi, che fece hieri nel suo essame, massime mostrando di non sapere chi siano quelli soldati, che mangiavano in casa sua, et anche dica se hebbe dal Baruello quellacqua per altro effetto, che per quello ha raccontato, che altrimenti senza pregiuditio delle ragioni al Fisco acquistate, si metter alla corda.

Respondit, io non s pi di quello, che h detto.

Et sic sine priuditio ut supra, et ad effectum tantum ut supra, fuit tortur canabi subiectus, et dum stringeretur, acclamavit, quellacqua non lh havuta per altro effetto, et quelli soldati, se li vedessi li conoscerei.

Et dum fortius stringeretur, acclamavit V. S. mi facci lasciar stare, che dir la verit, et sic iussum fuit desisti, mox fuit

[150] Interrogato, dir questa verit.

Respondit, li Soldati, uno era lAlfier Angera, unaltro era il Sasso, che fa lOgliaro in Cittadella, unaltro un certo grande, che v dietro al figliolo del Signor Senatore Visconte, unaltro figliolo duno procuratore che sta nella contrada di S. Simone, m non s come habbi nome, s bene, che della compagnia del Sig. Marchese Litta.

Dettoli, che se non dice liberamente la verit si far di nuovo stringere.

Respondit, se dico la verit: V. S. mi vuole tornare far tormentare.

Dettoli, che non guardi a questo, m dica la verit, che per rispetto de tormenti se li usar quella cortesia, che sar di giustizia.

Respondit, lonto lh fabricato il Baruello, m io non s niente.

Interrogato, che onto questo, che h fabricato il Baruello.

Respondit, se nh detto ad altri, io non lo s.

Dettoli, che rispondi proposito, e dica, che onto era questo, che fabrica il Baruello come dice.

Respondit, il Baruello mi h detto, che di quello, che si onge per la Citt per far morire la gente, et me lo disse in casa sua propria un mese prima, chio fossi pregione.

Interrogato, chi f presente quanto li disse il Baruello.

Respondit, niuno salvo lui, et io, et Pietro Gerolamo suo cognato, mox dixit, prometto Dio di dir la verit dogni cosa se V. S. mi fa levar questo canepo.

Dettoli, che guardi bene non mancare poi di quello, che h promesso, che altrimente se li far di nuova mettere, et tormentare pi di quello si fatto.

Respondit, torno promettere, che la dir, et non mancar.

Et sic levato canabo

Dixit, la verit come dir, cio Gio. Stelfano Ba[151]ruello venne nella mia bottegha di Porta Ticinese con detto Pietro Gerolamo suo cognato, qual Pietro Gerolamo haveva una pignatta non troppo grande, et era vicino sera, et il Baruello mi dimand, se havevo del fuoco in casa, et io li dissi de si, et lui subito and al fuoco, et mise detta pignatta sopra il carbone, et li mise dentro certe compositioni, che haveva portato lui in certi palperi, che io non s poi, che cosa fossero, et li fece cuocere forsi un quarto dhora, et poi levatoli dal fuoco, vod quella robba in duoi ampolini come quello che haveva dentro lacqua, che mi diede, come h detto, uno de quali cosi pieno lo diede poi me, et laltro lo tenne per lui, et quello, che restato me si rotto.

Dettoli, che sin qui d a credere di non dire la verit.

Respondit, mi disse, che con quellonto che mi diede in quellampolino dovessi ongere la mia bottegha per fare, che moressero la gente, et cos longei di fuori, et di dentro, perche venivano inanti, et indietro le donne per far molar le forbici.

Ad aliam dicit, h anche onto intorno P. Ticinese, P. Comasina et per tutto Milano.

Dettoli, che dica in che parte precisa h onto.

Respondit, h onto le botteghe, et muri vicino casa mia sopra il corso, et anche h onto le botteghe intorno alla mia, l in P. C. et in particolare h onto la bottegha dellintagliatore, et del molatore miei vicini alla mia botegha in P. T. et h onto anco la mia casa in P. C. per leffetto sodetto, ne in particolare mi raccordo daltro.

Interrogato come faceva ongere.

Respondit, li spruzzavo la robba a dosso con lampolino, cio lo spruzzavo sopra le botteghe, et muri con il proprio ampolino.

Ad alias ait, h havuto onto dal detto Baruello anche altre volte, cio due, tre altre volte, ma non s dove detto Baruello fabricasse detto onto.

[152] Interrogato da che tempo h havuto altre volte onto dal detto Baruello.

Respondit, come sarebbe da quindeci giorni, tr settimane dopo haver havuto il primo.

Interrog. che cosa faceva detto Baruello dellonto che restava lui.

Respondit, credo che ungesse, che lo dasse via, Dicens credo che ongesse, perche se ne teneva per lui, et credo, che ne dasse ad uno, che sta per contro a S. Eustorgio malossero da vacche, quale non s come habbi nome, mox dixit, giovine grosso, et credo si chiami il Vacazza.

Ad alias dicit, Dio mi h fatto raccordare adesso del figliuolo di quello procuratore, che sta nella contrada di S. Simone, et si chiama lUgatio, et questo h havuto dellonto dal detto Baruello, et ne ha dato ancora quellogliaro, che st in Cittadella, et costui lh visto dietro allAlfiere Angera quando veniva qualche volta casa mia, ne h dato ancora Tognino datiaro in P. T. et ad uno Bottegharo chiamato il Lizore, che st per contro detto Oliaro, et ad un certo Nasino, che fa il Barbiere, et ad un Rosso, che fa il Pescore al Carubio, et credo ancora, che ne habbi datto ad un certo Battore da oro, che st in Cittadella, et credo che ancora ne habbi datto ad altri. Dicens credo, che Pietro Gerolamo Bertone ongesse ancora lui.

Interrog. dixit, s che detto Baruello h datto onto alli sodetti, perche il proprio Baruello me lha detto, ed anche me lhanno detto glaltri, da me sopra nominati, cio hanno confessato dhavervi havuto dal detto Baruello di detto onto, et io ancora h visto darglielo, Dicens, ed io ancora di commissione di detto Baruello ne h datto quel giovinazzo, che viddi dietro allAlfier Angera.

Dicens etiam, adesso, che mi raccordo, il Baruello venne un Sabbato casa mia in P. T. sendo con lui il Vacazza [153] et Pietro et Gerolamo suo cognato, et mi disse detto Baruello se volevo andar in P. C. [2] et io li disse de s, ma che volevo prima disnare, et esso mi disse vien con noi, che disnaremo insieme, come in effetto andai, e mi menorono allhostaria della stella, che eserciva quel Rosso pescore, che h nominato, et ivi disnassimo, et per segno il Baruello fece accomodare certe rane con polvere de garoffoli, et spendessimo trenta soldi per uno, et ivi stando detto Baruello, disse detto Pietro Gerolamo suo cognato, che dasse del detto onto ad una donna, che era venuta ivi, qual donna io non s, come habbi nome, ma detto Rosso lo sapr dire, come in effetto subito alla nostra presenza, ed anche di detto Rosso, et d un altro giovine, che li dicono il Bracino, che st in detta hostaria, li ne diede in uno bichiero tanto, che era come un deto per traverso.

Dicens, non glie lo diedero, perche ongesse, ma mischio del vino, et glielo fecero bevere per vedere leffetto, che voleva fare, perche f del primo, che detto Baruello fabric in casa mia, che cosa poi seguisse di questa donna, io non lo s, perche ne hanche non ne h mai dimandato conto.

Ad alias dicit, il detto Baruello mi disse una volta, che questo negotio de gli unti proveniva da uno Spagnuolo delli buoni, di quelli, che stanno Milano, mox dixit, mi disse che il Spagnuolo era Don Giovanni Capitano de cavalli, figliuolo del Castellano di Milano.

Interrog. in che luogo detto Baruello li disse, che questo negotio proveniva dal figliuolo del Castellano di Milano.

Respondit, me lh detto tr, quattro volte, una volta in casa mia, et le altre volte me lh detto per strada, et questo sar stato un mese, et mezzo, prima che venessi pregione, che me lo disse l in casa mia in P. T, [154] presso sera, et anco me lha detto in P. C. nella mia bottegha, et sempre da lui et me.

Interrog. con che occasione detto Baruello li raccont questo.

Resp. venne dire, che il detto figliuolo del Castellano era suo amico, et che havrebbe fatto ascendere detto Baruello qualche grande offitio.

Interrogato se lui constituto ha mai visto detto Baruello insieme col figliuolo del Castellano.

Respondit, questo non lo posso dire.

Interrogato che effetto detto figliuolo del Castellano faceva fare detto onto

Respondit, io non lo s, n il Baruello mi h trattato di questo.

Interrogato se sa che detto Baruello habbi havuto da detto figliuolo del Castellano da altri, premio, danari per far detti onti, et per farli dispensare.

Respondit, Signor s, che detto Baruello per questeffetto h havuto delli danari assai, et li andava tuore da un Banchiere.

Interrog. che dica, chi questo Banchiere.

Resp. V. S. mi lascia pensare, et postquam cogitasset dixit, Baruello me lo disse, ma non ne posso trar memoria, et ne manco s dove stij, perche non li sono mai stato.

Interrog. dixit, s che il Baruello h havuto danari, perche pi volte mi h mostrato delli danari, cinquanta ducatoni alla volta tr oro, et argento, et mi diceva, Vedi qua, h havuto questi danari per lonto, et me nh dato anche a me pi volte, et la prima volta, che f una sira, mi diede uno ducatone nellhostaria del Paiazza, alla presenza di quello Tognino datiaro, che per segno quella sera detto Tognino, et detto Baruello, et unaltro da fuori, che non s chi sij, cenorono tutti in detta hostaria.

Ad aliam ait, la seconda volta detto Baruello mi diede [155] quattro ducatoni nella mia bottegha di P. T. sendo solamente lui, et io; la terza volta hebbi dal detto Baruello doi zechini l in casa mia in P. C. ne vi era alcuno presente, et delle altre volte mi h dato delle bagatelle, cio pochi danari.

Interrogatus dicit, io non h mai visto, che detto Baruello habbi datto danari ad altri; ben vero, che lui mi diceva, che ne dava tutti.

Interrogato, se sa in quali luoghi detti da lui sopranominati hbbino onto.

Respondit, loro mi dissero che andavano ongere, ma non dicevano in qual luogo particolare ongessero.

Interrogato, Se sa, che per lonto, che h dispensato, sij morta alcuna persona.

Respondit, questo io non lo posso sapere, s bene che io h onto.

Ad alias dicit, io vado pensando chi sij quel giovine, che h visto dietro allAngera, al quale io una volta diedi per ordine del Baruello di detto onto, e glie lo diedi al ponte di P. T. dietro allacqua, alla presenza del proprio Baruello, et del detto Pietro Gerolamo, et era in uno di quelli vasetti quadri, che h detto.

Ad aliam ait, io non h mai tolto preservativo, n s, che glaltri labbino tolto, solamente il Baruello quando mi dava di quelli onti, diceva, Non habbi fastidio della tua persona sopra la parola mia, oltra di che io non h mai voluto toccare di quellonto con le mani, solamente col proprio vasetto spruzzavo le botteghe, porte, et mura, come h detto.

Ad aliam dicit, conosco Gio. Battista Bazzo, detto linspiritato, et era gran famigliare del Baruello, perche lo vedevo andar spesso con lui in Milano, et fuori, ma che ongesse io non lo s.

Ad aliam ait, non haver mai trattato de detti onti con detto Mora, perch tra lui, et me non vi era di buono.

[156] Conosco ancora Guglielmo Piazza, ma n con lui, n con il barbiere h mai trattato di questi onti.

Dettoli, che avverti bene dir la verit, perche consta che h ricevuto da loro onto, et danari.

Respondit, Signor n, che non vero, ma se mi date li tormenti, perche io neghi questa particolarit, sar forzato a dire, che vero, benche non sij, et se fosse vero, come vero il resto, che h confessato, lo direi, et sarei in obligatione di dirlo.

Dettoli, che non si vole altro, che la verit.

Resp. flendo, non h havuto da loro cosa alcuna.

Interrog. dichi con quali ingredienti fece lonto il Baruello.

Respondit, circa le 23 hore, et mezza venne casa mia in P. T. detto Baruello, et perci Gerolamo suo cognato con li suoi feraioli, et disse a me detto Baruello, se havevo in casa del fuoco, et io dissi de s, et lui soggiungendo disse, se era fuoco di carbone, et io dissi de s, et allhora detto Baruello con detto suo cognato entrorono dentro nella cucina, posta di dietro alla mia bottegha, dove vi era il fuoco, et io li andai dietro, et viddi che detto Baruello lev di sotto al feraiolo di detto suo cognato una pignatta nuova, unamola di vetro con dentro certa robba, che pareva oglio, uno mantino con dentro della robba, che io non sapevo che robba fosse, ma il Baruello mi disse per simili parole; io sono diventato uno zarlattano, questo mantino pieno de zatti [3], et bisse, et cos viddi, che butt ogni cosa nella detta pignatta, nella quale vi mise ancora certe polveri, che io non s che polveri siano, per la cosa delli zatti et bisse io non li viddi, et cos tornai subito nella mia bottegha, restando in cucina detti Baruello, et suo cognato, dicens non cucina, ma un camarino, dove vi una padella di fuoco di carbone, et come dico [157] restorno far cuocere la robba, che era in detta pugnatta, la quale lhavevano stuffata benissimo, che non poteva in alcuna parte fiadare, et fr un quarto dhora in circa, detto Baruello torn da me, et mi dimand se sentivo quellodore cos acuto, et io li dissi de s, et lui mi disse, Stoppa il naso, e vien dentro con me, come andai et viddi quella pignatta ben stuffata con panni dintorno al coperto, che doveva bollire, et ci visto, me ne passai in corte ad orinare, et poi per altra parte tornai in bottegha, et da ivi viddi che detto Baruello, et suo cognato levorono la pignatta dal fuoco, et viddi, che si misero colare con un panno la robba, che avevano cavato da detta pignatta, et che landavano mettendo in quattro canevette di vetro quadre, che havevano, ma io perche lodore, che era tanto acuto, bisogn che me ne uscissi in piazza, et cos vicino a sera detti Baruello, et suo cognato andarono casa di detto Baruello, et portorono con loro le dette quattro canevette, lasciando ivi in casa mia la pignatta, nella quale io doppo li feci dentro un mio bisogno, poi la buttai via, e la ruppi.

Ad alias dicit, Signor s, che il giorno dietro, che detto Baruello mi hebbe datto quella dormia, mi diede ancora un vasetto di quella robba, che fece in detta pignatta, et mi disse, che dovessi andar ungere le botteghe, et porte per far morire la gente, dicendomi, che havrei fatto piacere persona tale, che mhavrebbe remunerato, et cos io onsi nel modo, che h gi detto, n mai h havuto altro, che li danari, che h detto, n mai h fatto altro delitto, n h mai fatto pi di quello, che h confessato.

Et tortura servatis servandis purgavit infamiam etc, omniaque per eum fassa ratificavit, et protestatus fuit se neminem indebite gravasse.

Dixitque, quello che h confessato adesso, non lha confessato buon hora, perche mi credevo desser stato assassinato da testimonij, del resto non h mai fatto altro.

[158] Et sic fuit depositus, dissolutus, et reconsignatus etc.

Die vero 13 Angusti, suo iuramento, et servatis, servandis extra torturam ratificavit omnia, protestans se non habere aliquid addendi, nec diminuendi.

Interrogat., se si posto a memoria il nome di quel banchiere, che sborsava il danaro.

Respondit, postquam aliquantulum cogitasset, credo che detto Baruello lo nominasse per il Turcone, ma che si sij questo Turcone non lo s, perche non mi raccordo mai dhaverlo visto, et h pi memoria, che nominasse il Turcone, che altri.

Ad alias ait, io non s dove sij la terra di Magnago, ne mi raccordo di conoscere alcuno della parentella de Cugioni, ne mai h dato onto ad altra persona che quelli h detto, et se cos non , prego Dio, e tutta la Corte Celestiale, che siano contro lanima mia.

Et iterum ad omnem bonum finem, servatis servandis, tortura purgavit infamiam, et omnia per eum fissa ratificavit; protestans se neminem indebite gravasse etc. nec alia delicta comisisse.

 

Et successive, presente causidico Francisco Baratello, protestatus fuit habere quosque testes pro repetitis, et confrontatis, salvo iure se defendendi in forma.

Ideoque fuit ei publicatus processus cum termino dierum trium ad suas faciendum defensiones etc. cum oblatione copi processus etc.

 

Tandem die 19 Augusti fuit per D. Auditorem Gasparem Alfierum definitive relata causa dicti Hieronymi Miliavacc in Excellentissimo Senatu.

Qui censuit dictum Hieronymum Miliavaccam, denuntiata morte, torquendum esse super alijs et complicibus, mox plectendum esse eadem poena, qua plexi fuere Io. Iacobus Mora, et Gulielmus Platea, eundemque habendum pro reperito, et confrontato, quo ad alios etc.

[159] Et sic eadem die, et coram D. Auditore iterum constitutus Hieronymus Miliavacca, et ei prius de lato iuramento veritatis dicend prout iuravit etc. eique denuntiata morte ad formam ut supra fuit. [4]

Interrogato, dire se h fatto altro, e nel commettere quello h confessato, h havuto altri complici.

Respondit, non h fatto altro.

Dettoli, che averti bene dir la verit.

Respondit, h detta la verit, e mi sono tratto memoria, che al sicuro il Turcone Banchiere, era quello, che pagava li danari al Baruello, e massicuro molto bene, perche il Baruello me lo disse et non h altro da dire.

Ad aliam dicit, mi sono tratto memoria, come quel Battistino Barbirolo, et uno delli Brusa hanno havuto dal [160] Baruello dellonto, e lhanno adoperato; come poi si habbi nome quel Brusa io non lo s, m figliolo di quel mercante da panno che sta al Carobio, Dicens che habbino onto del sicuro io non lo s, m s bene, che lo riceverono dal Baruello perche viddi, e glielo diede al Carobbio vicino alla bottegha di quel Selaro, che era vicino sira, e questo f de quindeci giorni avanti chio fossi tolto pregione, e bisogna che gi tr di loro si fossero concertati, perche quando si trovorno vicino al Selaro come h detto, senza dir altro si scostorono un poco da me, et viddi che detto Baruello si lev dalle calce una di quelle canevette con dentro dellonto, e lo consign in mano al detto Brusa, e doppo haver parlato un poco tr di loro, il Baruello venne con me, et glaltri andorono per li fatti loro, e doppo il proprio Baruello mi disse, che li ne haveva dato; che lo dispensassero poi, io non lo s. Mi raccordo ancora che da tre settimane in circa, prima chio venessi pregione, mentre mi trovassi sopra la porta della casa, ove tengo bottegha in P. C., venne uno spagnuolo soldato del Castello, et sendo meco Gio. Steffano Baruello, disse esso Spagnuolo, mostrando una di quelle canevette di vetro con dentro dellonto, h qui il balsamo, questa sira voglio imbalsamare, et il Baruello si mise ridere, poi voltatosi me detto Baruello, disse, Vedi minchione, che havevi tanta paura? n potevano esser pi de vintitr hore, et io poi andai nella mia bottegha, e questo soldato io credo, che si chiami Diego soldato del Castello, et giovine con barba pongente, grande, esperto [5], et porta uno coletto con stringoni di seta, di color rosso, sia cremesi.

Dicens, vi anche un altro banchiere chiamato Ambrosio Melzo, che paga quelli, che ongiano, mox dixit, per amor de Dio V. S. non scriva questo perche non vero, ma lo dicevo per schivar li tormenti.

[161] Dettoli, chaverti bene, e dica solamente la pura verit, perche non si cerca altro, et averti non aggravar la sua conscienza.

Respondit, questo del Melzo non vero, ne h altro da dire, perche non mi raccordo daltro.

Et dum fuisset in ecculeo ellevatus, acclamando dixit, fatemi lasciar gi, che dir la verit, li Cinquevie hanno datto danari ancora loro al Baruello, et iterum acclamavit lasciatemi gi, che dir la verit, et sic in plano depositus

Dixit, io non s come habbi nome, m dalli Cinquevie, dicens sendo io, et il Baruello in contrada di S. Simone ci scontrassimo in uno, quale saccompagn con noi et andassimo sino S. Calocero, et poi dietro al bastione, et ivi viddi, che detto Cinquevie diede forsi cinquanta cechini al detto Baruello, il qual Baruello mi disse poi, che questo tale si chiamava il Cinquevie, et che era uno banchiere, et che li haveva datto quelli danari per lonto, delli quali danari detto Baruello diede tre cechini a me, m non mi raccordo da che tempo, et questo Cinquevie unhuomo grosso con barba nera, vestito dormesino nero, et una ongarina di sopravia, e poteva essere det di quarantanni in circa, ma dove habiti non lo s, perche non lh mai visto altre volte. Dicens io non s, che cosa trattassero tra di loro, perche io stavo sempre di dietro da loro, del resto non h fatto altro.

Et iterum in ecculeo ellevatus acclamavit, lasciatemi gi, che dir la verit.

Et ita in plano depositus,

Dixit, il Baruello h datto ancora dellonto quello, che cura li muli del Sig. Marchese Homodeo, quale un certo giovine, che altre volte stava con Saracco, m non s come habbi nome, et s che li ne diede, perche mentre si trovasse detto Baruello nella mia bottegha pass detto tale, che tiene cura delli muli, et detto Baruello lo chiam, et alla mia presenza l di fuori nanti la mia bottegha, che era passata lhora [162] del disnare, li diede uno di quelli quadretti pieno di onto, et li diede credo sei cechini intieri, et li disse, che dovesse andar ongere, et lui disse, che li sarebbe andato, et perche non dissero altro, mimmagino, che gi tr di loro havessero fatto il concerto, et questo giovine grande come me, sbarbato, vestito di panno de mischia, et pi tosto bianco di faccia che moretto, et se lo vedr lo conoscer.

Mi raccordo ancora, che quando il Baruello mi diede la prima volta dellonto, me ne diede uno quadretto con otto cechini, et mi disse, che lo dovessi portare al Trentino da sua parte, come glielo portai, et promise detto Trentino, che havrebhe fatto ogni cosa, il qual Trentino non s come habbi nome, ma tiene cavalli da vittura.

Interrogato, come s, che il tutto dependa dal figliuolo del Signor Castellano.

Respondit, io lo s, perche il Baruello me lh detto molte volte con giusta verit, perche me lh replicato molte volte, et non h altro da dire.

Dettoli, che guardi bene, e dica la verit.

Respondit, n h havuto anche uno, che si chiama il Foletto, che scovava la corte di Sua Eccell. cio h havuto dellonto, et glie lo diede il Baruello in mia presenza, et ne diede una canevetta piena sopra il pasquaro di S. Lorenzo circa unhora di notte, almeno doi mesi et mezzo fa, et li diedi cinque cechini, e veramente detto Baruello mi dava ad intendere, che era dormia, et promise detto Foletto dandar per la Citt ad ongere, et per segno viddi, che cominci allhora allhora ad ongere nella stretta de Vedraschi.

Dicens, V. S. sappi, chil Baruello la al piede della nevera, andando verso la vigna del Tame, fece una foppa, et l nascose dentro forsi trecento scudi in tanti cechini alla mia presenza, li quali cechini detto Baruello mi disse, che li haveva havuti dal Cinquevie et dal Turcone, et la [163] foppa la fece il Bertone, il che sar stato un mese et mezzo in circa prima chio fossi posto pregione, et non h fatto altro.

 

Et ad purgandam infamiam, et ad faciendum inditium etc. fuit iterum in ecculeo ellevatus, et dum in ea retineretur

Ad interrogationem dixit, quello, che h confessato in questo mio ultimo esame vero, salvo quello del Melzo, et non h agravato alcuno indebitamente, et acclamando dixit, non h altri complici, ne h comesso altri delitti, et h detta la verit, n h aggravato alcuno indebitamente.

Dettoli, che guardi bene non aggravar alcuno indebitamente.

Respondit, non h aggravato alcuno indebitamente.

Et squassatus etiam, aliud non emersit.

 

Die 13 mensis Augusti, et coram D. Auditore.

Examinatus Petrus Hieronymus Bertonus fil. Melchionis P. S. Laurentij Maioris Mediolani, ut supra detentus, suo iuramento

Dicit, io fui fatto pregione in casa di Gio. Steffano Baruello mio cognato, m non s la causa.

Ad alias ait, detto mio cognato pregione ancora lui in questuffitio, et per quanto h sentito dire, per un vasetto di dormia.

Interrog. dicit, Sig. s, che h visto detto vasetto la casa di mio cognato sopra la credenza, ed un vasetto quadro di vedro, anci mio cognato stando pregione mi h detto, che stato essaminato sopra detto vasetto.

Ad alias ait, detta dormia era una cosa come acqua torbida, come smoglio, e lh fatta lui in casa di Gerolamo Foresaro.

Interrog. dixit, un doppo disnare circa le ventidua hore, capitai alla bottegha di detto Foresaro posta vicino al Carobbio di P. T. e dissi detto mio cognato se voleva venir casa, e lui mi disse di n, ma mi diede otto [164] soldi, e mi disse, che dovessi andar allhostaria comprare un boccale di vino bianco, e perche mi fidassero lamola, mi diede esso mio cognato uno martello, il quale lasciai in pegno allhoste, e cos portai il vino bianco casa di detto Foresaro, e poi viddi, che detto mio cognato haveva portato ivi una pignatta nuova, nella quale vod detto vino bianco, e poi li mise dentro non s che robbe, che haveva in uno palpero, che non s poi che robbe fossero, perche non mi lasciava vedere li fatti suoi, e posta della pignatta con detta robba sopra il carbone acceso la fece bollire, havendola quattata ben bene, in modo che non potesse sorare, m sorava n pi, n meno, e la stop torno torno con delle pezze, che io andai pigliar casa, e doppo che ebbe bollito unhora buona, tir gi dal fuoco la detta pugnatta, e col detta robba bollita in un strazzo, che io havevo portato da casa, e quella robba colata la mise poi in doi vasetti di vetro, e stop detti vasetti con della cira credo di Spagna, e poi io li portai casa sua.

Interrog. se detto suo cognato mise in detta pignatta pi di quello h detto.

Resp. non li mise altro.

Interrog. se lui constituto f sempre assistente veder far detta robba.

Resp. Sig. s, salvo, che nel mentre che boliva mi mand a casa pigliar delle pezze per stopar bene detta pugnatta, e per colar detta robba come h detto.

Dettoli, che dica la verit se detto suo cognato mise in detta pignatta pi robba di quello h detto.

Resp. non h visto metterli dentro altro.

Interrog. se lui allhora port casa del detto Foresaro altro che pezze, e vino bianco.

Reep. Sig. n, che non vi portai altro.

Dettoli, che averti bene dir la verit, perche dal processo consta, anche per la propria depositione di Gerolamo Migliavacca Foresaro, come lui constituto and alla sua [165] bottegha di compagnia del proprio suo cognato, e non dopo come dice, e che anche lui constituto port l la pignatta, unamola con dentro materia, che pareva oglio, altre cose, e particolarmente un panno, fosse mantile con dentro robba, che il proprio Baruello disse esser zatti, e bisse, e queste robbe detto Baruello le fece cuocere in detta pignatta, e per dica un puoco la causa perche non dice la verit intiera e libera.

Resp. la verit st come h detto.

Iterum ei dictum fuit, che quello se li detto di sopra consta in processo, e per dica la verit.

Resp. non vero.

Dettoli, che non da credere, che quelli hanno ci deposto habbino voluto dir una falsit aggravando lanima sua, stando che lhanno deposto col suo giuramento.

Resp. V. S. vole, chio dica quello, che non s.

Ad aliam dicit, un giorno al doppo disnare, detto mia cognato tolse s la detta dormia, et andassimo col Foresaro,  e con Gio. Battista Strigella, e col Vacazza alla Piazza del Castello in uno magazzino de puttane, essercto da una donna chiamata Lucia, m io non andai dentro, che perci non s dire che cosa loro facessero; s bene, che venne di fuori il Baruello, et mi mand a comprare una pinta di vernazza, et doppo portatali la vernazza, si fermorono in detto bettolino pi di mezzhora, poi tornassimo in casa, et nel venir casa sentei, che tra loro dicevano, che detta dormia non era buona.

Interrog. che familiarit passava con quelli altri da lui sopra nominati,

Resp. havevano fatto amicitia insieme, con occasione che mio cognato stava retirato sopra la Piazza del Castello, dove ancora stava detto Strigella, e vi stato mio cognato sopra detta Piazza retirato, et io stavo l con lui per sua compagnia, e pratticava con quelli, che venivano al gioco.

Interrog. dicit, Sig. n, che non conosco Don Gioanni figliuolo del Castellano.

[166] Ad alias dicit, lhostaria della Stella in P. C. al mercato de Cavalli, dove stetti una volta bevere, et una mattina disnare con mio cognato, col Foresaro, col Vacazza, et con una donna, qual donna stava in data hostaria, ma non so come habbi nome.

Interrog. se s, che detta donna fosse datta cosa alcuna particolare da bere.

Resp. Sig. n, chio sappi se non del vino.

Ad alias ait, conosco Giacinto Maganza perche stato ragazzo di mio cognato, et lo viddi forsi quindeci giorni sono avanti chio venessi pregione, in casa del Sig. Fabricio Landriano, et anche lo viddi Santa Croce.

Interr. se detto suo cognato soleva pratticare con detto Maganza dop che non era pi suo ragazzo.

Resp. non lh ne anche mai pi visto parlar con lui, se non l Santa Croce, che li dimand come stava.

Ad alias ait, io non h mai parlato con detto Maganza, se non come h detto, che f de quindeci giorni avanti la mia pregionia.

Interrog. che dica se si raccorda dhaver detto al detto Maganza con quali ingredienti si faceva lonto, che sandava spargendo per Milano, sopra le mura, et porte.

Respondit, Sig. n.

Interrogato, se si raccorda dhaver detto al detto Maganza, che quelli, che tingevano se li davano quattro dople il giorno, e che lonto era composto con bisse.

Respondit, non h mai parlato di questo con lui.

Interrogato, se si raccorda haver detto al detto Maganza, chil Mora Barbiero, il Baruello, e li Foresari erano principali, che attendevano fabricar detto onto.

Respondit, io dico, che non h mai parlato detto Maganza.

Interrogato, che dica se instigato da detto suo cognato, ricerc il Maganza perche andasse cercar delle bisse.

Respondit, Sig. n.

[167] Dettoli, che tutte le sodette cose si leggono pienamente in processo, e per si risolva dir la verit.

Respondit, dico che non s niente.

Dettoli, che pensa bene, e dica la verit circa al particolare desser stato in casa del Foresaro con suo cognato, quando detto suo cognato fece la dormia, come dice, cio se lui constituto and a casa di detto Foresaro unitamente con detto suo cognato, e non separatamente come dice, et se nel medemo atto port la pignatta, e non landasse comprare il Baruello come parimente v raccontando, e di pi dica se port allhora in tal atto casa di detto Foresaro altra robba pi di quello h detto, e particolarmente se vi port un mantino, o simil drappo pieno di robba, nel quale detto suo cognato hebbe dire, che vi erano zatti, e bisse, perche gi il proprio Foresaro lo dice.

Respondit, dico, che non vero.

 

Tunc fiat introductus, prf. Hieronymus Miliavacca, et secuta inter ipsos mutua recognitione,

Dixit ipse Miliavacca suo iuramento, questo Pietro Gerolamo Bertone, che venne a casa mia col Baruello, e quest quello, che port la pignatta, lamola, et il mantino, simil panno, nel quale il Baruello disse, che vi erano dentro bisse, e zatti, e questo ancora quello, che port sotto quando andassimo alla Stella la robba, che diedero da bere a quella donna.

Bertonus respondit, non vero.

Et cum quilibet persisteret in suo dicto, fuit Miliavacca reconsignatus etc.

 

Mox reiterato iuramento dicto Bertono de veritate dicenda, fuit

Interrogato risolversi di dir la verit, perche causa facci si grave bugia, perche si suppone, anci si h da credere, che sij vero quello che dice il Foresaro, che altrimente per haver la verit si metter tormenti.

Respondit, V. S. facci quello che vole.

[168] Et sic servatis servandis super mendatijs tantum, eoque prius abraso, et ligatura canabis stricto

Dixit, haver detta la verit, et negavit scire sibi dicta in faciem dicto Foresario, dicens, se sapessi qualche cosa lo direi, postea petijt dimitti, perche dir la verit, et dimissus dicit, h sentito dire, che il Commissario ongeva, ne h altro che dire, deinde tortur subiectus negavit esser vero quello h detto il Foresaro, et spius dixit, haver detta la verit.

 

Et die 28 Augusti iterum examinatus dictus Bertonus suo iuramento

Dicit, h detto la verita, non s niente.

Tunc monitus fuit ad dicendum veritatem, perche dal processo consta come lui constituto, e Gio. Steffano Baruello suo cognato, dalla Quadragesima prossima passata in qu hanno pi duna volta fabricato di quellonto, che sandava spargendo, per la Citt a ruina, e morte de gli habitanti in essa, massime in casa di Gerolamo Foresaro, e come lui medemo constituto nha dispensato, e fatto dispensare parecchie volte in diversi luoghi della Citt con danno e morte de molti Cittadini, havendo lui constituto procurato ingredienti per far detto onto, massime zatti e bisse, e come meglio dal processo, e per si fa reo dhaver comesso quanto si contiene in questa presente monitione, contro la forma della legge divina, et humana.

Respondit, non vero, son giovine honorato.

 

Dicta die.

Prf. Paulus Hieronymus Bertonus protestatus fuit servatis servandis habere quoscunque testes pro repetitis, et confrontatis, salvo iure se defendendi.

Et sic fuit ei publicatus processus cum termino dierum trium ad suas faciendam defensiones etc.

 

Et eadem die fuit examinatus coram dicto D. Auditore Gaspar Miliavacca fil. prf. Hieronymi uts, detentus qui suo iuramento

[169] Inquit, io non s altrimente la causa della mia pregionia.

Ad alias ait, facio il Foresaro, et h moglie, et uno figliuolo, et habito di casa per contro le colonne di S. Lorenzo doi anni sono.

Ad alias ait, Sig. s, che in detta stanza vi habitano ancora altri vicini, cio il Marteletto, et il Foletto.

Interrog. dicit, lo conosco Gio. Steffano Baruello almeno tr anni sono, m cos di vista, e s anche che pregione, Ma non s la causa, per h sentito dire, che sospetto per questi onti, con quali si ongiono le porte, e li cadenazzi.

Et fuit reconsignatus etc.

 

Verum die 20 Septembris iterum examinatus dict. Gaspar suo iuramento

Dicit, del mio essercitio lavoro in Porta Ticinese nella bottegha nella quale ancora lavorava mio padre, e questo essercitio lo facevo insieme con mio padre, m di casa non stavamo insieme, per la bottegha la facevamo insieme da Pasqua in qu.

Ad alias ait, Signor si, che h conosciuto Gio. Giacomo Mora cosi di vista.

Interrogato, se lh conosciuto per altro, che di vista.

Respondit, quel giorno che fui messo pregione per haver datto del becco ad uno, et anche per un schiaffo che li diedi, e perche mi f detto, che si era fatto medicare da detto Mora, e che detto Mora haveva fatto il giuditio mortale, trovai detto Mora, e li dimandai se era vero, e lui mi disse che non era vero, del resto non h mai parlato con detto Barbiero per altro.

Redargutus dicit, non li h mai parlato per altro.

Ad alias inquit, conoscevo Gulielmo Piazza, perche come Commissario lo vedevo tutto il giorno per Porta Ticinese far portar via morti, e lo conosco anche fin da figliolo, m per non h mai trattato, pratticato, ne parlato con lui.

Redargutus ait, una volta fece fermar un carro de morti [170] nanti la mia bottegha, li dissi che levasse via quel morbo, e lui mi rispose, che dovessi haver patienza, del resto non h mai parlato con lui altra volta.

Rerum redargutus dicit, dico e non li h mai parlato altra volta.

Ad alias ait, non h mai visto che detto Commissario sij venuto in mia bottegha, se non vi stato in tempo, chio non vi fossi.

Interrog. dicit, quando parlai al detto Barbiero li parlai nella propria sua bottegha, m che io sij stato a parlare con detto Barbiere di compagnia di detto Commissario, non vero.

Ad alias ait, conosco Pietro Gerolamo Bertone con occasione che quando il Baruello veniva alla mia bottegha cercar mio padre, detto Bertone li era sempre dietro.

Interrog. che dica, che facevano insieme suo padre, et il Baruello.

Resp. io non lo s, andavano insieme in volta, et il Bertone era sempre col Baruello.

Interrog. dicit, io non h amicitia con detto Bertone, venevano l alla bottegha, e trattavano con mio padre, m io non parlavo mai con loro, anci havevo dispetto, che venessero l, perche nella nostra bottegha vi venivano delle donne, e delle tosanne, e loro dicevano delle parole sporche, e le donne si discumiavano, anci una volta il Baruello, il Sasso, e detto Bertone fecero una mattinata di sassi mia moglie mentre io stavo per sposarla; in somma dico, che non h mai havuto, ne che fare, ne che dire con detto Baruello, ne con detto Bertone, ne mai h parlato con loro di cosa alcuna.

Ad alias ait, conosco il Vacazza cosi di vista, del resto non h mai trattato con lui, come anche conosco Bernardo Sasso, m non h mai trattato cosi lui.

Et fuit consignatus animo etc.

 

Sed dicta die iterum examinatus cum iuramento

[171] Inquit, h detto la verit di tutto quello che sapevo, e s, che per la presente Citt sono stati sparsi onti pestiferi, perche cosa notoria.

Interrog. che dica se h mai trattato con Gio. Giacomo Mora, e Gulielmo Piazza in materia de simili onti:

Resp. Sig. n mai.

Dettoli, chaverti dir la verit circa questo particolare, e se anche per questo h ricevuto danari dal Piazza, e dal Mora, da altri.

Resp. non vero niente.

Monitus ad dicendam veritatem, perche dal processo consta, come lui constituto non solamente conosce, ma ancora ha havuto prattica di detto Commissario Gulielmo Piazza, e di Gio. Giacomo Mora barbiere, havendo con loro trattato di ricevere da loro unguento pestifero, e di spargerlo per la presente Citt, ad estintione, e morte de Cittadini come in effetto ne ha pi volte ricevuto dalli detto Barbiero, e Commissario dalla Quadragesima prossima passata, sino al tempo della sua detentione, massime nel mese di Giugno pross. passato per spargerlo, come con effetto lha sparso in diversi luoghi della presente Citt, ad effetto di far morire li Cittadini come sopra, come ne sono morti in quantit grandissima, havendo anche perci lui constituto ricevuto pi volte danari tanto dal detto Barbiere, come dal detto Commissario, ed anche da Banchieri in processo nominati, si che si fa reo lui constituto, che contro la forma della legge divina, et humana habbi commesso quanto si contiene nella presente monitione.

Resp. non vero niente, non si trovar mai tal cosa.

Et fuit reconsignatus cum monitione generali etc.

 

Die primo Octobris.

Habita a dicto Gaspare Miliavacca, servatis servandis, protestatione de habendo testes pro repetitis, et confrontatis, fuit ei publicatus processus cum termino [172] dierum sex ad suas faciendam defensiones etc. cum oblatione copi processus etc.

 

Et die 19 Decembris,

Relata causa definitive dicti Gasparis Miliavac, ac Petri Hieronymi Bertoni per D. Auditorem in Excellentiss. Senatu,

Censuit is ordo dictum Gasparem Miliavacam ac dictum Petrum Hieronymum Bertonum, denuntiata morte, torquendos esse super alijs, et complicibus, mox habitis pro repetitis, et confrontatis quo ad alios, mox plectendum esse eadem poena, qua alj plexi fuere.

 

Prout die 20 dicti Decembris fuit dictus Gaspar denuntiata morte [6],

Interrog. super complicibus, Resp. non h fatto ne quelli, ne altri delitti, ne h compagni in far li delitti, che se mi dice, etc.

Iterum cominata tortura dicit, faci quello, che vole, che non dir mai quello, che non h fatto, ne mai condenar lanima mia, et molto meglio, chio patisca tr, quattrhore de tormenti, che andar nellinferno patire eternamente, et tortas cum ligatura canabis, et ele[173]vatus in tortura, et squassatus, replicavit non haver compagni, perche non h comesso delitti, et voglio salvar lanima, ne voglio aggravare la mia conscienza, et in his semper perstitit.

Idem factum fuit cum dicto Bertono, qui, et ipse dixit quello, che non h fatto non lo posso dire, ne h havuto compagni, et sono assassinato, e non s come far Dio soportare questingiustizia, et in tormentis dicens, et in eis perseverans.

Et die 23 eiusdem pro executione supra script sententi fuerunt morti traditi.

Pro ut antea scilicet sub die 21 Augusti fuerat executa sententia contra Hieronymum Miliavaccam prolata.

  

Note

_______________________________

 

[1] Fu dall'illust. vicepresidente del Senato eccellentissimo ordinato che detto Girolamo Migliavacca si sottoponesse alla tortura per le contrariet e inverosimiglianze, adoprata la corda.

[2] S'intenda sempre Porta Ticinese, Porta Comasina, Porta Romana, ecc., come si chiamano i quartieri di Milano.

[3] Ciarlatano, rospi, bisce.

[4] E di nuovo, ad ogni buon fine, colla tortura purg l'infamia e ratific tutte le cose dette, protestando non aver gravato nessuno indebitamente, n altri delitti commessi.

Indi presente il causidico Francesco Baradello, protest aver ciascuno dei testimonii per ripetuti e confrontati, salvo diritto di difendersi in forma.

Perci gli fu pubblicato il processo col termine di tre giorni per far le sue difese, offertagli copia del processo.

Finalmente il 19 Agosto fu dall'auditore Gaspare Alfieri definitivamente riferita la causa di detto Girolamo Migliavacca nell eccellentissimo Senato.

Il quale opin che il detto Girolamo Migliavacca, denunziatagli la morte, dovesse essere torturato sopra le altre cose e sui complici, indi uccider colla pena stessa di Gian Giacomo Mora e Guglielmo Piazza, e doverlo tenere per ripetuto e confrontato.

E cos il giorno stesso, in presenza del Sig. Auditore, costituito Girolamo Migliavacca, e deferitogli giuramento di dir la verit, e denunziatagli la morte come sopra, fu interrogato, ec.

[5] Spert  snello.

[6] Il 1 di ottobre, avuta protesta dal detto Gaspare Migliavacca d'aver i testimonii per ripetuti e confrontati, gli fu pubblicato il processo col termine di 6 giorni per far le difese ec., offertogli copia ec. E il 19 dicembre riferita definitivamente la causa di detto G. Migliavacca e di Pietro Girolamo Bertone dal Sig. Auditore nell'Eccellentissimo Senato, questo opin che i detti Migliavacca e Bertone, denunziatali la morte, si dovessero torturare sopra le altre cose e sui complici, quindi avuti per ripetuti e confrontati quanto al resto, si infligesse loro la stessa pena come agli altri. E cos il 20 dicembre denunziatali la morte, il detto Gaspare interrogato sui complici, disse.

 

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1996 - Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2004