Gerolamo Manfredi

? - 1492 o 1493

Phiſonomia

Edizione di riferimento:

Tesoro di scienze nominato corona pretiosa, vtile a chi desidera di saper il corſo di ſua uita, tanto paſſato quanto futuro. Con una breue, ma bellisſima Fiſonomia dell’huomo, tutto in terza rima. Inſieme anco i giorni buoni della Luna, doue ſi puo ſaper a qual tempo ſara buono, & utile far ogni qual ſi uoglia facenda. In Roma con licenza de’ ſuperiori. Adi 3 Settembre M. D. LXIIII.

Notice n° : FRBNF37277334

 

Phiſonomia,

trouata ſcritta in alabaſtri,

ne fondamenti del palazzo

del s. Pier Luigi in Roma,

figliuolo di Papa Paulo III

Duca di Piacenza.

Fuggi dal homo liuido, & che ſia

di color tra il cangiante verde e bianco

& roſſo che inclinato e tuttauia                           3

Alla luſſuria, e molt’altri vitii anco.

ſe vedi l’hom che frequenta, o ſpeſſo

ti guardi nella facia, e non par ſtanco                6

Mai di guardarti, & tu mirando in eſſo

il viſo ſuo, & ſi vergogni alquanto

quali penſando non li ſia conceſſo                      9

Che ti deba guardar nel uolto tanto,

che s’arroſiſca e un poco ne ſoſpiri

e lachrime a gli∙ochi moſtri pianto,                    12

Onde di queſto par che te n’ammiri,

ti teme & t’ama queſta tal perſona

ſe ’l contrario fara, queſt’ha mariti,                    15

D’ogni tuo ben, e inuidia il cor li ſprona

e dimoſtra ancor ſegno di ſprezarti

la qualitade ancor, queſto conſona,                    18

C’hauer a ſare tu debbi guardarti

con l’hom che non ſia ben auenturato

& men con quello ancora d’impaciarti              21

Il quale ben da Dio non ſia gratiato,

e che ſia ſenza hauer o senza ſcienza,

perche colui che ſara in queſto ſtato,                  24

Et d’vna de ſte coſe fara ſenza,

& che disforme ſia nelli ſoi membri,

queſto tal homo e di mala ſemenza;                  27

O parte del ſuo corpo ſe dismembri,

per natural difetto, mancamento

habia nel corpo chad’hom non sembri;             30

O c’habia piu de li altri creſcimento;

da quel come nemico ſtia lontano

della ſtatura ancor ſto documento                      33

Ti voglio dar che ſe ’l corpo mezano

ha di grandeza l’hom & neri li occhi

e del negro i capelli ſoi tutti hano,                      36

Volto ritondo bianco e un poco tochi

di roſſo, poi del reſto il corpo mio

& temperato ſia, e contrario ai ſciochi;               39

Et di ſtatura dritta habbi queſt’uno

corpo, e mediocre teſta e a biſogni

occorenti, di poche & non digiuno                     42

D’aſſai parole e non ſe ne vergogni:

& di mediocrita alla riſonantia

e de ſublimitade in uoce, & ogni                        45

Volta che dechinando a temperantia

otttima, e a negrezza la natura;

queſta perſona ſenza dirmi ciancia                    48

Piaceuole ſera con mente pura:

& ancor hauera bono inteletto.

e ſe ad alcun per ſorte haueſti cura                    51

C’habbia i capelli ſteſi fino al petto

ſoauemente diſcendendo, quello

per natura dimoſtra queſto effetto,                    54

Manſueto, e di freddo eſſer ceruello.

e chi fopra gli homeri ha gran capeli

fatuita, ſtoltezza hauer moſtra ello                     57

Ma chi fopra dil corpo ha molti peli

& in ſul petto, ancor cotai perſone

horribili dimoſtrano eſſer quelli.                         60

Di ſingolar natura, & d’apprenſione

debile, e del’ingiurie anco amatori.

i capei neri come lo carbone,                              63

Dimoſtra rettitudine, & amori

alla giuſtitia, ma i capelli rosſi

ſempietade dimoſtrano, e furori                         66

Et molt’ira, & inſidia, ma tra rosſi

& neri, moſtran l’homo diligene,

e di pace amator ma hauendo ai doſſi               69

I capei bianchi, e longhi finalmente

dimostrano nel huom pazzia grande:

adultera la donna eſſer ſouente.                         72

Hor degli occhi bisogna che ui ſpande

ch’importa piu lo ſuo ſignificato:

pero s’alcun uedrai c’ha l’ochio grande             75

All’inuidia dirai queſt’eſſer dato;

senza uergogna e pigro e inobediente

ſara, hauendo ad un gli occhi mirato                 78

O liuidi o sbattuti, & diligente

& fidel ſara quel che di grandezza,

mezana ha gli ochi & oltre parimente               81

Di celeſtin color in giouinezza,

penetratiuo ha queſto l’inteletto

& parimente nella ſua uechiezza                        84

Gl’occhi, e uiſo diſteſi, egli è in effetto

malitioſo, e ribaldo queſto tale.

& ancor hauera queſto difetto                            87

Chi ſimili gli ha a l’aſino animale,

queſto tal huom certo gh’è inſipiente

& di dura natura e quello il quale                      90

Affidando il tuo guardo acutamente

(ſi te di queſto ognun certificati)

rimoue gli occhi ſuoi uelocemente                      93

Che mai d’un homo tal non ue fidati,

che è ladro, & infidel fraudolente.

Occhi pegior ſon qui che maculati                     96

Di segni bianchi o roſſi e parimente

occupati dimoſtrano peggiore

queſt’hom eſſer de l’altri, e magiormente          99

Per queſto è da ſchifarlo a tutte l’hore

animoſo quel ſara, & poſſente

che li ochi roſſi hara, ma quello more                102

A mala morte il quale fortemente

& ſpeſſo bate li occhi & di natura

peſſima, e ria e queſt’homo ſouente                   105

Sopra le ciglia a l’hom poi meti cura

c’hauendo li archi quel con molti peli

uiltade in ſe dimoſtra per natura                        108

Groſſezza di parlar & ui riueli

bifogna ancor ch’a chi ſoſtendon uerso

le tempie in arco i ſopracigli quelli                     111

Non han netezza alcuna in alcun uerſo

chi di pelo hauera poi l’arco raro

che ſia ben misurato quello, & terſo,                  114

Secondo che ueder ſi puo per chiaro

che ne molta ne poca habi longheza

ne anco uo che ſia di queſto ignaro                    117

Che parimente ſia d’ugual corteza

e che ſia grande, quello e intender presto

e atto e in queſto n’habbi certeza.                      120

Il naſo poi ſottile hauendo queſto,

iracondo dimoſtra il longo naſo

alla bocca diſteſo, e manifeſto                             123

Ch’audatia e preſontion dimoſtra il naſo

a guiſa delle ſimie moſtra quello

iracondia & ancor per ſimil caſo                         126

Impetuoſitade moſtra & quello

che i forami del naſo hauera grandi,

ſara d’alteration ſubita, & quello                        129

Chi naſo haura grande, e che ſin ſpandi

largo nel mezo & quello declinando

a la ponta dimoſtra ch’ello ſpandi                      132

Parole molte, e ancora ragionando

ſara bugiardo, e chi lo naſo uguale

hara, e ben fatto e ancora quel andando           135

A longhezza mediocre & queſto tale

non molto grandi quelli forami habia

ſara morigerato e ancor reale,                            138

Et di boni coſtumi & hor le labbia

uolgo nel ragionar del viſo humano

ſe tu uedrai alcun ch’il ſuo uolt’habia                141

O ſpianato o ſchiaciato a modo ſtrano,

tu dirai queſto tale è litigioſo,

& ſenza bonta di cor, uilano.                              144

Ancor diſubidiente e ingiurioſo.

chi è di mediocre faccia e che le gote

e le maſcelle alla groſſezza gioſo                        147

Tirino; queſto tale eſſer non puote

altro che ’l ſol uerace e intelligente

& amoreuol’el moſtran queſte note,                   150

Corteſe ben diſpoſto ancor ſapiente

& ingegnoſo & chi ha la larga boca

ſara armigero, audace ancor ſouente                 153

C’hauera i labri groſſi, a queſto tocca

eſſer ſouente per natura ſtolto,

& ancor eſſer debbe poi di poca                         156

Verita quello, il quale ſara molto:

ogn’hora parimente poi carnoſo

pur dico ſolantente nel ſuo uolto                        159

Importuno, inſipiente e ingiurioſo

ancor ſara a chi longo hauera ’l uiſo,

piccola facia moſtra l’hom uitioſo,                     162

Peſſimo, ingannator, ne mai diuiſo:

da briacheza & quelle, d’intelletto

ſara ſottile e in opere ſue fiſo                               165

Sollecito che magro hara in effetto

il uolto, e chi la fronte hauera grande

pigritia moſtra in homo queſto aſpeto               168

Quello che larga la ſua fronte ſpande,

uolubile di mente moſtra & quello

c’ha la fronte ritonda, moſtra grande                171

Ira mai ſempre ſe ritroui in ello.

mobile l’hom moſtra la picol fronte

donna moſtra di ſtar preſto al martelo               174

D’amor in compiacer quella ch’in fronte

ha grandi uene circa i ſopracigli,

e accio meglio di queſto ti racconte                    177

Potreſti hauer con lei molti bei figli

ſe una perſona non haura doglioſo,

la fronte n’ancor che la ſomigli                           180

D’hauerla lieta a morte doloroſa

e prosſima, & al fin della ſua etate

le gote piene la perſona iroſa                              183

Moſtran hauendo anco le tempie enfiate

e l’orechi mediocri moſtra l’homo

ben coſtumato, e hauer moralitate                     186

Ma colui che l’ha longhe, grandi come

hauera un asinello moſtra ſtolto

o ueramente loquace quel homo.                       189

Donna di parto che ſia roſſa in uolto

moſtra che maſchio deve partorire

ſe la faccia hauera pallida molto,                       192

Donna fuor dal ſuo corpo de uenire

hor de l’horechie ancora parimente

qual coſa al tutto ui uoglio ridire                        195

C’ha piccole orecchie, e quel ſouente

andrà pazzo, & ancora luſſurioſo.

uoce mezana mostra l’hom ſapiente                  198

Giuſto, aſtuto, uerace, inuidioſo

ſara quel ch’auera dolce la uoce

& ſara queſto ancora ſoſpettoſo.                         201

Magnanimo e poi quel c’ha bela uoce

& belicoſo quello & eloquente

che riſonante, e groſſa hara la uoce.                   204

Debil uoce, e parlar uelocemente,

moſtra l’hom importuno, e che ſia ſtolto

e bugiardo ſia quel anco ſouente                        207

Voce groſſa dimoſtra l∙hom in uolto

in ira, e che ſia ancor precipitoſo,

& di mala natura ancora molto.                         210

Ingannator è quello, e inuidioſo

& eloquente ancor che favellando

moue le mani, e in praticar noioſo                     213

Ma chi ferme le man terra parlando

haura bon inteletto e ſan giuditio.

dilettevole e pazo l∙homo quando                      216

Ha ’l cor ſotile e longo, e d’ogni uitio

è pieno quel chel collo hauera corto

e che ſia maldicente moſtra inditio                     219

Aſtuto e detrator ma ’l collo torto,

moſtra cupido l∙hom d’hauer honore

ch’al collo groſſo di queſto u’eſſorto                   222

Di natura queſt∙hom gran mangiatore

ſe le fanciulle han ſtese le mamelle

che li pendino in giu queſte di fore                     225

Corruttion moſtran certo, perche quelle

quando col uiril membro son congionte

il lor menſtruo in ſuſo mouon elle                      228

Verso le poppe che da quello punte

per grauezza del menſtruo pendente,

in giuso ſtan hor forza e che ui conte                 231

Che da quel nasce il latte parimente.

se donna ancor sara di parto groſſa,

se maschio de hauer porragli mente                  234

Che piu della siniſtra hauera groſſa

la poppa deſtra: e per contrario ancora

se la ſiniſtra haura quella piu groſſa                  237

Che la deſtra, dimoſtra segno a allhora

che femina ſia quella ch’a nel uentre

se maschio, dalla parte deſtra ognora.               240

Gonfio e ritondo hauera quella il uentre

dalla parte ſiniſtra eſſendo tondo

& da la parte deſtra longo il uentre                    243

Moſtra che naſcer de donna al mondo

l’hom ch’al ventre grande egli è indiſcreto

da superbia & luſſuria non è mondo                  246

E del coito amar no ſtara quieto.

ma ch’al uentre mediocre e habi ſtreto

il petto haura quel ſenza diuieto                         249

Bono conſilio e acuto l’intelletto,

proportionate  spalle & di ſtatura

mezano l∙hom hauendo lo suo peto                   252

Dimoſtra eſſer colui per ſua natura,

d’inteleto mai sempre otimo e ſaldo

& ſe ancor meterai nel homo cura                      255

Che groſſe habia le spalle animo caldo

d’audacia, e di forteza moſtra ello,

bon inteletro & in sapientia baldo                      258

Ma le spalle sottile, animo fello

moſtran ne l’hom & eſſer discordante

l’hom d’alte spalle & eleuate quello                    261

Eſſer dimoſtra in ſimile sembiante

d’aspra natura e ancor di poca fede

le bracia corte, è segno eſſer amante                  264

De discordia e per proue poi ſi crede

che chi l’ha molto longhe con fermezza

(ſi come per ragion queſto ſi uede)                     267

Audace quello ancor con splendidezza

c’haura la palma longa della mano

e dite longhe, habbi di cio certezza,                   270

Aſſai diſpoſto, e non parlar in uano

a molte arti ſara masſimamente

mecanice, & haura inteletto ſano,                      273

Sara buono maeftro finalmente

ne l’opre ſue, e di buono gouerno.

ma groſſe, e corte, quel fara inſipiente               276

C’haura le dita come ben diſcerno

piedi carnoſi, è ſegno d’amatore

d’ingiurie e farli la mateza ſcherno                    279

Picoli, e groſſi piedi, huom di ualore,

audace, forte, affabile, e poſſente

ma gli ſtinchi ſottili moſtran fore,                       282

Che d’ignorantia è pien quell∙hom ſouente

li ſtinchi larghi, e li calcagni ancora,

forte l’homo di corpo parimente                         285

Moſtran, e le ginochia groſſe ogn∙hora

per molta carne debile poſſanza.

ſe donna uederai grauida, allhora                      288

S’haura legier andar, credi a me ſanza dubio,

che maſchio ſia per partorire:

ſe l’andatura graue con tardanza                       291

Ella hauera, dal uentre ſuo uenire

femina debbe el homo caminando

ſe i pasſi fara adagio e larghi, dire                      294

Potrai, ch’in ſue facende prosperando

andara. poſcia quello è ſoſpettoſo

che fa li pasſi corti e preſti andando,                  297

Impotente & ancor impetuoſo,

fe a me creder non uol di quanto ho detto

alcun che piu degli altri ſia curioſo,                    300

Ariſtotile ueda autor perfetto;

in un uolume, oue della natura,

parla de gli animali, e lor difetto:                       303

E in un altro uolume, alla figura

del homo, fa conoſcere la ſorte,

il qual uolume e poſto con gran cura,

Ne l’opre ch’ei laſciò dopo la morte.                          307

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Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2008