Luigi Pirandello

Appendice

Amori senza amore

Testi estravaganti

212a

Capannetta

Bozzetto siciliano
         [La Gazzetta del popolo della Domenica, 1 giugno 1884]

         Un'alba come mai fu vista.
         Una bimba venne fuori della nera capannetta, coi capelli arruffati sulla fronte e con un fazzoletto rosso-sbiadito in testa
         Mentre andava bottonando la dimessa vesticciola, sbadigliava, ancora abbindolata dal sonno, e guardava: guardava lontano, con gli occhi sbarrati come se nulla vedesse
         In fondo, in fondo, una lunga striscia di rosso infuocato s'intrecciava in modo bizzarro col verde-smeraldo degli alberi, che a lunga distesa lontanamente si perdevano.
         Tutto il cielo era seminato di nuvolette d'un giallo croceo, acceso.
         La bimba andava sbadatamente, ed ecco... diradandosi a poco a poco una piccola collina che a destra s'innalzava le si sciorina davanti allo sguardo l'immensitÓ delle acque del mare.
         La bimba parve colpita, commossa dinanzi a quella scena, e stette a guardar le barchette che volavano su l'onde, tinte d'un giallo pallido.
         Era tutto silenzio. - Aliava ancora la dolce brezzolina della notte, che faceva rabbrividire il mare, e s'innalzava lento, lento un blando profumo di terra.
         Poco dopo la bimba si volse - vag˛ per quell'incerto chiarore, e giunta sull'alto del greppo, si sedette.
         Guard˛ distratta la valle verdeggiante, che le rideva di sotto, ed aveva cominciato a cantilenare una delicata canzonetta.
         Ma, ad un tratto, come colpita da unĺidea, smise di cantare, e con quanta voce aveva in gola, grid˛:
         - Zi' Jeli! Oh zi' Jee...
         E una voce grossolana rispose da la valle:
         - Ehh...
         - Salite su... chÚ il padrone vi vuole!...

*

         Frattanto la bimba ritornava verso la capannetta, a capo basso. - Jeli era salito ancora sonnacchioso con la giacca sullĺomero sinistro e la pipa in bocca - pipa, che sempre lasciava dormire tra i denti.
         Appena entrato salut˛ papÓ Camillo, mentre MÓlia, la figlia maggiore del castaldo, gli piant˛ in faccia due occhi come saette, da bucare un macigno.
         Jeli rispose allo sguardo.
         Era papÓ Camillo un mozzicone di uomo, grosso come una botte.
         MÓlia all'incontro aveva il volto d'una dama di Paolo Veronese, e negli occhi ci si leggeva chiaramente la beata semplicitÓ del suo cuore.
         - Senti, Jeli, - disse PapÓ Camillo, - prepara delle frutta, chÚ domani verranno i signori di cittÓ. - Buoni, sai!... se no.. Come Ŕ vero Dio!...
         - Oh! sempre la stessa storia, - rispose Jeli, - e sapete voi che queste le son cose da dire... e poi... a me!...
         - Intanto, - riprese papÓ Camillo - e prendendolo pel braccio lo port˛ fuori della capanna - intanto..., se un'altra volta ti viene il ticchio di... Basta. Tu mi capisci...
         Jeli rimase come interdetto.
         PapÓ Camillo scese per la valle.
         Non si potea dar di meglio e il giovane salt˛ alla capannetta.
         - Siamo perduti! - fece MÓlia.
         - Sciocca! - disse Jeli, - se non ci riesco con le buone...
         - Oh! Jeli, Jeli che vuoi tu dire?
         - Come, non mi comprendi? Fuggiremo.
         - Fuggiremo? - disse la fanciulla, sorpresa.
         - O..., - soggiunse Jeli - e si mise la falce lucente attorno al collo...
         - Mio Dio ! - esclam˛ MÓlia, come se un brivido le corresse per tutto il corpo.
         - A questa sera, bada, a sette ore! - disse Jeli e sparý.
         La fanciulla mand˛ un grido.         

*

         Abbuiava.
         L'ora stabilita si avvicinava, e MÓlia pallida, pallida, con le labbra come due foglioline di rosa secca, stava seduta dinanzi alla porta.
         Guardava il piano verdeggiante che si inondava di buio - e quando lontanamente la squilla del villaggio suon˛ l'Ave, preg˛ anche lei.
         E quel silenzio solenne, parve divina preghiera di Natura!
         Dopo lungo aspettare Jeli venne. Questa volta avea lasciato la pipa, ed era un poco acceso e molto risoluto.
         - Cosý presto? - disse MÓlia tremante.
         - Un quarto prima, un quarto dopo, Ŕ sempre tempo guadagnato - rispose Jeli.
         - Ma...
         - Santo diavolo! mi pare tempo di finirla con questi ma... Non sai tu, cuor mio, di che si tratta?...
         - Lo so bene! lo so tanto bene... - s'affrett˛ a rispondere MÓlia, che non poteva adattarsi a quella sconsigliata risoluzione.
         Frattanto un fischio lontano avvertý Jeli che la vettura era pronta.
         - Su via! - disse; - Maliella mia, coraggio! ╚ la gioja che ci chiama...
         MÓlia mand˛ un grido - Jeli la prese per il braccio e di corsa...
         Come pose il piede nella carretta - A tutta furia! - grid˛.
         I due giovani si strinsero e si baciarono con libertÓ per la prima volta.         

*

         A nove ore papÓ Camillo ritorn˛ dalla valle e fischi˛ potentemente.
         Venne la bimba in fretta e prima che fosse giunta:
         - Dove Ŕ Jeli? - le domand˛; - hai tu veduto Jeli?
         - Padrone!... padrone!... - rispose quella con voce ansante, soffocata.
         - Che cosa vuoi tu dirmi? Mummietta! - ruggý papÓ Camillo.
         - Jeli... Ŕ fuggito... con Maliella...
         ...
         E un suono rauco... selvaggio fuggý dalla strozza di papÓ Camillo.
         Corse... vol˛ alla capanna: prese lo schioppo e fece fuoco in aria. La fanciulla guardava tramortita.
         Era uno spettacolo strano la collera pazza di quellĺuomo. Un riso frenetico scatt˛ dalle sue labbra e si perdÚ in un rantolo strozzato. - Non sapea pi¨ quel che si faceva... E fuori di sÚ appicc˛ il fuoco alla capannetta come per distruggere ogni cosa che gli parlava di sua figlia. - Poi di corsa furiosa, con lo schioppo in mano, via per il viale, dove forse sperava trovare gli amanti.         

*

         Per la lugubre sera salivano al cielo sanguigne quelle lingue di fuoco...
         Fumava la nera capannetta, fumava crepitando, come se col lento scoppiettio volesse salutare la bimba, che pallida, inorridita, con gli occhi fissi la guardava.
         Pareva che tutti i suoi pensieri seguissero la colonna di fumo, che s'innalzava dalla sua modesta dimora...
         Fumava la nera capannetta, fumava crepitando, e la bimba stette muta a riposar gli sguardi sulla cenere cupa.         

Palermo '83

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ę 2001 - by prof. Giuseppe Bonghi
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Ultimo aggiornamento: 28 giugno, 2001