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Edizione di riferimento
Tutte le opere edite e inedite di Giuseppe Parini, raccolte da Guido Mazzoni, Firenze, G. Barbera editore, 1925 - pp. 252-262
"Per gli abbozzi e frammenti L’Amorosa incostanza, Dramma comico, seguo gli autografi Ambros., VII, 2, pagg. 1-54: ai quali unisco pochi altri versi, che pongo in fine, dall’autografo Ambros., VIII, 13, pag. 44, dove sono in abbozzo dietro pagine di appunti in prosa su soggetti d’arte. Ho stimato riferire tutti i versi senza tentar di ricostruire, cosa impossibile, la lezione definitiva del componimento, che restò incompiuto."
Alcindo, amante di Corilla. Giovinetto.
Montano, amante di Filinda. Adulto.
Batto, Vecchio pastore, ministro di Diana.
Corilla, Adulta.
Filinda, Giovinetta.
Silvandro
Eurisa
Coro di Pastori.
Coro di Pastorelle.
Alc. Mon. Silv. Ascolta i tuoi pastori,
Difendi i nostri amori,
O santa deità.
Cor. Fil. Eur. Compagne, che sarà?
Coro Difendi, ecc.
Batto Che schiamazzo è codesto? E che volete?
Parlate, rispondete. Ognor si viene
Diana a importunare.
Ha ben altro da fare
Ella e i ministri suoi,
Che badar, seccatori, ognora a voi.
Parlate, che si fa?
Coro Difendi, ecc.
Batto Con questi universali piagnistei
Rompereste la testa anco agli Dei,
Un solo alla malora
Parli a nome di tutti. Ancor tacete ?
Spacciatevi, esponete.
Alcindo, parla tu.
Alcindo Io non m’arrischio.
Silvandro A te, Montan, che se’ di noi più franco.
Montano Oibò, oibò, che, se le donne il sanno.
In mille penai poi mi sbraneranno.
Batto In somma così va. Fate gran chiasso
Cicalando tra voi; ma nel cimento
voi siete come i topi
E niun vuol esser quello
Che poi metta alla gatta il campanello.
Montano, parla tu.
Montano Eh alfine che sarà? Mi coprirò
Il viso col cappello, e parlerò.
Sappia la nostra Dea
Che noi tutti pastori innamorati
Ci troviam dalle donne ognor burlati.
Or vogliam che palesi,
Sieno a tutti gli amanti
Le ninfe che in amor sono incostanti:
E vogliam che ciascuna un segno porti
Onde nota al di fuori
Ingannar più non possa altri pastori.
Filinda Che tradimento è questo?
Eurisa Ohimè, che brutto intrico!
Corilla Per me non c’entro, e non m’importa un fico.
Batto Rimango stordito.
Non so dove sia.
Che strana pazzia
È questa ch’io sento?
Cercando il tormento
Apposta si va.
Pensateci bene.
Dormiteci sopra.
Quel mal che cercate,
Pensate, badate:
Di voi che sarà? [1]
Coro Difendi, ecc.
Batto Ebben, quand’è così, tosto me ’n ’vado
A consultar la Dea
Cavateci il capriccio;
E v’avvedrete un dì quanto vi costa.
Ite, e tornate poi per la risposta.
Alcindo Ahimè, compagni miei,
Sono le nostre amiche.
In collera con noi.
Montano Mirate come
Si stanno là in un canto
Guatandoci sdegnate.
Mi pento, affè, d’averle corrucciate.
Silvandro Eh, amici; non c’è male.
La donna è un animale
Che passa in un momento
Dai graffi alle carezze,
Andiamole a tentare; e voi vedrete
Che non è grande il mal come credete.
Eurisa, che hai?
Alcindo Filinda ....
Montano Corilla....
Eur. Fil. Cor. Ah perfidi, ingrati,
Si tratta così?
Corilla D’amarci fingete,
Pietà ne chiedete
E poi, scelerati,
Un tal tradimento
Si medita qui?
Eur. Fil. Cor. Ah perfidi, ingrati,
Si tratta così?
Silvandro Eurisa mia garbata,
Perchè così sdegnata ?
Io sono il tuo pastore.
Per te son tutto amore;
Son tutto fedeltà.
Eurisa Vecchio balordo e stolto,
Osi mirarmi in volto?
Vattene via di qua!
Alcindo Filinda amata,
Non tanto in collera!
So che all’amante
Tu sei costante
Non ti sdegnar!
Filinda Pastor villano,
Stammi lontano;
Non mi seccar!
Alcindo Ah, ben conosco adesso
Che ho fatto una pazzia!
Filinda non m’ascolta, e scappa via.
Io la vo’ seguitare.
Silvandro Eurisa ancora
Se n’è andata di là. Pazzi che siamo!
Perdemmo la fanciulla
E per troppo voler non abbiam nulla.
Dietro le correrò,
E la raggiungerò ;
E tanto opererò con preghi e doni
Che alfin bisognerà che mi perdoni.
Montano Caro mio bene, ascolta.
Non darmi sì gran duolo.
Ah’ che un momento solo
Non dubitai di te!
Ma che far si potea?
Tutti quanti i pastori eran d’accordo
Di consultar la Dea: ed io soletto
A parlar fui costretto.
Corilla Eh taci, ingrato!
Non meriti da me nè amor nè fede;
Colle donne così non si procede.
Ominacci impertinenti,
Assordate l’aria e i venti
Cogli affanni, [2] coi sospiri
Coi trasporti, coi deliri;
Ma, se poi nulla ottenete,
I tiranni esser volete
Della nostra libertà.
Traditori, andate andate!
Del mal gioco che ci fate,
Sì, ciascun si pentirà!
Montano Hai ragione, o Corilla. Ella se ’n fugge. [3]
Non ho cor di seguirla. Io son confuso.
Non so quel che mi faccia.
Oh poveretto me!
Più rimedio non c’è. Donna oltraggiata
Non perdona mai più. Sia maledetto
Quel momento che venne
In capo de’ pastor questa sciocchezza!
Io tirato ci fui colla cavezza.
Or Corilla sdegnata
M’abbandona per sempre: ed io con lei
La mia vita, il bene, tutto perdei.
Mio bene, addio,
Son disperato!
Morirti a lato
Se non poss’io,
Ombra o fantasima
Ti seguirò.
Là pel pendio
Quella è una balza
Che il capo inalza.
Là su quel sasso
Io salirò.
E di là subito
Precipitando
Col capo abbasso
M’ucciderò.
Batto Montan, senza guardarmi
Dove corri così?
Montano Ad ammazzarmi!
Batto Bagattella! Montano, aspetta, aspetta;
Di morir non c’è fretta!
Ma il vento se lo porta. Eh non fia nulla!
Più non s’usa morir per la fanciulla!
Ignoranti pastori, ecco gli effetti [4]
Degli sciocchi sospetti. Io sarei pazzo
A interrogar la Dea. A modo mio
Ho finto la risposta: e a voi con questa
Voglio cacciare il ruzzo [5] dalla testa!
Ma chi con tanta furia
Se ’n vien per quella via?
Qualche nuova pazzia?
Silv. Alc. (a due) Batto caro, aiuto, aiuto!
Batto Cos’avete, che sarà?
Alcindo Ogni cosa abbiam perduto,
Siamo tutti rovinati,
Se di noi non hai pietà!
Batto Siete pazzi, in verità.
Silvandro Oh che flagello,
Oh che scompiglio!
Lontano un miglio
S’ode il fracasso
Tutto in conquasso
Se n’anderà! [6]
Montano Ohimè, compagni miei,
Noi l’abbiam fatta brutta!
Silvandro Oh brutta, in verità! quelle furbette
Si stavano in aguato.
Alcindo Or tutto sarà noto al vicinato.
Noi stiamo freschi! [7]
Montano Io che parlai per tutti
Sto più fresco di voi. Ah, se Corilla
Mi può aver nelle mani
È donna da stracciarmi a brani a brani!
Alcindo E di noi che sarà?
Silvandro Sia maledetto
Il momento che venne
In capo dei pastor questa sciocchezza!
Io tirato ci fui colla cavezza.
Alcindo Ma rimedio non c’è.
Montano Pazzi che siamo
Perdemmo la fanciulla;
E per troppo voler non abbiam nulla.
Alcindo Pur bisogna pigliar qualche partito. [8]
Silvandro Io per me son confuso.
Montano Io son stordito.
Mont. Alci. Silv. (a tre) Io non so come risolvere,
Io mi trovo in brutto intrico.
Parla, pensa, dimmi, amico,
E che cosa abbiam da far?
Montano Se le donne noi lasciamo,
Non potremo più campar.
Silvandro Se le donne noi cerchiamo,
Ci faremo corbellar.
Mont. Silv. Alc. Eh coraggio! andiamo, andiamo
Non possiamo farne senza.
Qui bisogna aver pazienza
O di bere o d’affogar.
Batto caro, aiuto aiuto!
Più per noi pietà non v’è!
Batto Spiegatevi una volta.
Silvandro Ah, che le donne [9]
Sollevate si son contro di noi!
Chi s’arma; chi si avventa;
E chi graffia gli amanti, e chi gli addenta.
Tempestano i bastoni;
E fischiano all’orecchio le sassate
Che sembrano gragnuola a mezza state.
Scoppia loro dagli occhi
La collera in scintille;
E versan dalla bocca
I falsi giuramenti a mille a mille.
Che flagello, che strano scompiglio
Lungi un miglio si sente il fracasso;
Le capanne van tutte in conquasso;
Dappertutto si sente gridar.
Si minaccia, si fugge, si smania.
Sembra il tuono, o la folgor che strida;
Par tremoto che gli uomini uccida.
Son stordito, non posso parlar.
Batto Sciocchi, mai non avete
Nè mezzo nè misura
Or temerarii siete,
Ed ora spiritate di paura.
Alcindo Ah Batto, per pietà!
Batto Godete il frutto
Delle vostre pazzie!
Silvandro Sia maledetto
Quel momento che venne
In capo dei pastor questa sciocchezza!
Alcindo Io tirato ci fui colla cavezza.
Ma vengono le donne.
Silvandro Ohimè, fuggiamo!
Già sento le sassate! [10]
Alcindo Chi può salvar si salvi!
Batto Olà, fermate!
Corilla Sospendi, oh Dio!, sospendi
Questa fatal sentenza.
De’ Numi la clemenza
Venghiamo ad implorar.
Siamo costanti, è vero
Ma questo è un torto espresso !
L’onor del nostro sesso
Si tenti di salvar.
Filinda Siamo costanti, è vero.
Eurisa Ma questo è un torto espresso!
Cor. Fil. Eur. L’onor del nostro sesso
Si tenti di salvar.
Montano Batto. Batto! sospendi
Di nulla palesar. Sono i pastori
Del lor fatto pentiti;
Nè voglion con le donne aver più liti.
Batto Or più a tempo non siamo.
Mont. Alc. Silv. Ah, Batto, taci !
Cor. Fil. Eur. Ah taci, per pietà !
Batto La cosa è fatta.
L’oracolo ha parlato in chiaro metro
E voce degli Dei non torna indietro.
Corilla Dimmi, son io costante?
Fili. Eur. Confidalo anche a noi.
Batto Oh sciocche, chi lo sa meglio di voi!
Sulla piazza al novo sole
V’adunate tutti quanti.
Là, chi sono le costanti
Fra le ninfe, si dirà.
Cor. Fil. Eur. E se v’è chi non lo sia,
Di costei che seguirà?
Batto Per comando di Diana
La ghirlanda lascerà.
Alcindo Destino nemico!
Silvandro Che imbroglio,
Montano Che intrico
a tre È questo per me!
Corilla Costanti noi siamo !
Filinda Noi siamo sincere!
Cor. Fil. Eur. Per voi da temere
Nïente non c’è!
Silvandro Eh, non m’importa niente,
Vada come si vuole,
Domani, al novo sole,
Di tutto riderò!
Mont. Alci. Ah, in simile frangente,
Ci va del nostro onore,
E rider non si può!
Corilla Temerario, io giuro al cielo,
Proverai la mia vendetta.
Montano Ah, perdona, o mia diletta.
Io mancai per compagnia.
So che feci una pazzia.
E mai più non la farò.
Corilla Proverai la mia vendetta,
Una furia ognor sarò.
Pastore audace,
Senti, una Furia
Come l’ingiuria
Sa vendicar!
Montano Ah, datti pace;
No, non lo far!
Corilla Io ti dirò: - Mio core
Moro per te d’amore
Caro, non posso più!
Montano Oh cara pastorella!
Vendetta così bella
Trovata mai non fu!
Corilla Allora in un momento
Io cambierò talento;
E ti dirò così: -
Insolente, mal creato,
Vanne via, tu m’hai seccato
Non ti posso sopportar! -
Montano Ah, perdono!
Corilla Ascolta ancora.
Montano Che dirai?
Corilla Dirò così:
- Oggetto amato
Degli occhi miei,
Solo il mio bene,
Caro, tu sei.
Fino alla morte
T’adorerò!
Montano Che bella sorte!
Che bel contento !
Corilla Ma in quel momento
Mi cambierò.
Montano Ahimè! cosa farai?
Corilla Cento pastor vedrai
A me venire appresso.
Con tutti a dir lo stesso
Allora io tornerò.
Montano La rabbia mi divora
Pensando a un tal martir.
Mont. Cor. Ah mille volte allora
Mont. Cor. (a due) Mi sentirò morir!
Ti sentirai morir!
Corilla Con una parolaccia
Io ti farò scappar.
Con una parolina
Io ti farò restar.
Talora un’occhiataccia,
Talora un’occhiatina
E così
Su e giù
Chiamato e poi respinto,
Da questo labirinto
Non uscirai mai più!
Montano Crudelaccia, che strano tormento
Corilla La vendetta così si farà.
Montano Lionessa! m’ascolta un momento.
Corilla Non t’ascolto.
Montano Tigraccia, vien’ qua.
Corilla Non sperare nè, amor nè pietà.
Mont. Alc. Belle ninfe innamorate,
Perdonate:
Noi così non v’offendiamo,
Noi cerchiamo
Di saper la verità.
Corilla Crudeli, oh Dio, sentite
Non fate questo eccesso.
Abbiam nel volto espresso
Come nel cor si sta.
Un sospiretto languido,
Un’occhiatina tenera,
Più chiaro che l’oracolo,
Se la sapete intendere.
Il tutto vi dirà.
Mont. Alc. Silv. Non, non vogliam più credere!
Il tutto dall’oracolo,
Il tutto, si saprà!
Corilla In amor chi vuol costanza
Non si dolga ogni momento:
Ma secondi ognor quel vento
Che ci viene a trasportar.
Se vacilla la speranza
Mostri zelo, e soffra, o taccia.
Tornerà poi la bonaccia
Che c’inviti a riamar.
In amor, ecc.
Amiche pastorelle, i vostri balli
Sospendete per poco. Io sono stanca
Di guidarli col canto.
Riposiamoci alquanto. Anco i piaceri [11]
Somiglian la fatica: [12]
Ritornan più soavi e grazïosi
Dopo brevi riposi. Ah no, che stato,
Più del nostro, beato
In terra non si dà. Mille pastori
Covan per noi nel seno
Mille felici amori. Al tempo antico [13]
Eran gli amori eterni. Oh sciocchi tempi!
Or noi da questo a quello
Passiam di giorno in giorno;
Ma poi facciam ritorno
Mai sempre al più gradito ed al più bello.
Così la rondinella
Vola, di lido in lido,
Ma sempre al dolce nido
Tornar si vede ancor.
I pastori per altro
Tardan troppo a venire. Omai la sera
Veggo scender dai monti. Un grande affare
Convien che li trattenga.
Oibò, oibò, chè, se le donne il sanno,
In mille pezzi poi mi sbraneranno.
Batto In somma così va: fate gran chiasso
Cicalando tra voi, ma nel cimento
Voi siete come i topi
E niun vuol esser quello
Che poi metta alla gatta il campanello.
Montano, parla tu.
Montano Eh alfine che sarà? Mi coprirò
Il viso col cappello, e parlerò.
Sappia la nostra Dea,
Che noi tutti pastori innamorati
Ci troviam dalle donne ognor burlati.
Or vogliam che palesi
Sieno a tutti gli amanti
Le ninfe che in amor sono incostanti.
E vogliam che ciascuna un segno porti
Onde, nota al di fuori,
Ingannar più non possa altri pastori.
Quando la donne
Questo sapranno,
Ci serberanno,
Fede in amor
Mont., Silv., Alc. E noi contenti
Fra i nostri armenti
Ci fideremo
Sempre di lor.
Batto Rimango stordito
Non so dove sia,
Che strana pazzia
È questa ch’io sento?
Cercando il tormento
Apposta si va.
Pensateci bene,
Dormiteci sopra.
Se avvien che si scopra
Quel mal che cercate,
Pensate, badate
Di voi che sarà
Coro Ascolta, ecc.
Batto Ebben, quand’è così, tosto me ’n vado
A consultar la Dea
Per te son tutto amore
Son tutto fedeltà.
Eurisa Temerario, insolente,
Non me no importa niente.
Vattene via di qua.
Alcindo Filinda amata,
Non tanto in collera
So che all’amante
Tu sei costante,
Non ti sdegnar!
Filinda Pastor villano,
Stammi lontano,
Non mi seccar!
Mont., Silv., Alc. Belle ninfe, perdonate!
Eur., Fil. Traditori, andate, andate!
Mont., Silv., Alc. Noi così, non v’offendiamo
Sol cerchiam la verità
Eurisa Filinda Traditori, andate, andate
Sì, ciascun si pentirà!
Montano, Silvandro. (burlando con ironia)
Belle ninfe innamorate,
Perdonate!
Noi così non v’offendiamo;
Sol cerchiamo
Di saper la verità!
Coril. (con passione) Crudeli, oh Dio, sentite;
Non fate questo eccesso.
Ah, che nel volto espresso
Il cor si vederà!
(con tenerezza graziosa) Un sospiretto languido,
Un’occhiatina tenera,
Se la sapete intendere,
Il tutto vi dirà.
Mont. (burlando con ironia) Belle ninfe innamorate,
Perdonate!
Filinda Eurisa (con collera) Traditori, andate, andate!
Silv. Alc. (burlando con ironia) Noi così non v’offendiamo
Sol cerchiamo
Di saper la verità!
Cor. Eur. Fil. (con collera) Traditori, andate, andate
Del mal gioco che ci fate,
Sì, ciascun si pentirà! (Partono).
Silvandro Ohimè, compagni miei,
Noi l’abbiam fatta brutta!
Montano Oh brutta, affè
Le donne che son furbe e curïose
Si stavano in aguato.
Montano Ohimè, compagni miei,
Noi l’abbiam fatta brutta !
Silvandro Oh brutta, in verità! quelle furbette
Si stavano in aguato.
Alcindo Or tutto sarà noto al vicinato!
Affè, noi stiamo freschi!
Montano Io, che sì franco
Parlai, per tutti noi,
Sto più fresco di voi! Se mai Corilla
Mi può aver nelle mani
È donna da stracciarmi a brani a brani.
Alcindo Ah, di noi che sarà?
Montano Tutte le donne
Saran meco sdegnate;
Mi pento assai di averle corrucciate.
Alcindo Ah ben m’ avveggo adesso,
Che femmo una pazzia!
Silvandro Sia maledetto
Il momento che venne
In capo dei pastor questa sciocchezza!
Alcindo Io tirato ci fui colla cavezza.
Or punito sarò.
Montano Pazzi che siamo!
Perdemmo la fanciulla:
E, per troppo voler, non abbiam nulla!
Alcindo Ma pur qui ci bisogna
Pigliar qualche partito.
Silvandro Io per me son confuso.
Montano Io son stordito.
Mont. Silv. Alc. Più non so come risolvere!
(a tre) Io mi trovo in brutto intrico.
Parla, pensa, dimmi, amico,
E che cosa abbian da far?
Montano Se le donne noi lasciamo,
Non potremo più campar!
Silvandro Se le donne noi cerchiamo,
Ci faremo corbellar.
Mont. Silv. Alc. Eh coraggio! andiamo, andiamo!
Non si può più farne senza,
Qui conviene aver pazienza
O di bere o d’affogar.
Montano Ohimè, compagni miei,
Noi l’abbiam fatta brutta!
Silvandro Oh brutta, in verità! quelle furbette [14]
Si stavano in aguato;
E nessuno di noi non v’ha badato.
Alcindo Or tutto il vicinato
Saprà quel che seguì.
Montano Tutte le donne
Saran meco sdegnate.
Mi pento, affè, d’averle corrucciate.
Io che parlai per tutti
Sto più fresco di voi.
Ah, se Corilla mi può aver tra le mani,
È donna da stracciarmi a brani a brani.
Alcindo E di noi che sarà?
Silvandro Sia maladetto
Quel momento che venne
In capo dei pastor questa sciocchezza!
Montano Io tirato ci fui colla cavezza.
Silvandro Oh pazzi che noi siamo
Perdemmo la fanciulla
E, per troppo voler, non abbiam nulla.
Ma non ci sarà male.
La donna è un animale
Che passa in un momento
Dai graffi alle carezze.
Alcindo E che facciamo?
Silvandro A ritrovarle andiamo.
Montano Ah no, non fate
Noi sarem ricevuti a bastonate!
Silvandro Eh, che cosa importa a noi!
Andiam pure arditi e franchi.
Il coraggio a noi non manchi
E vedrem quel che san far.
Alcindo Sì, compagni, andiamo, andiamo!
Montano No, compagni, non facciamo!
Alcindo Se le donne son pregate,
Si ritornano a placar.
Montano E se sono bastonate,
Che ci facciano scappar?
Silv. Mont. Alc. Eh, che cosa., ecc.
Montano Noi l’abbiam fatta brutta
Oh brutta, in verità!
Alcindo Quelle furbette
Si stavano in aguato.
Montano E nessuno di noi non v’ha badato.
Alcindo Ah, ohe sarà di noi?
Montano Io che parlai per tutti
Sto più fresco di voi.
Silvandro Quelle cicale
Ogni cosa a quest’ora avran narrato
A tutto il vicinato.
Montano Anche Corilla
Ora tutto saprà.
Alcindo Che abbian da fare?
Silvandro Io per me [15] non saprei ....
Eh andiamole a trovare !
Montano Ah no, non fate:
Io sarei ricevuto a bastonate.
Alcindo Che risolver non so.
Montano Io son confuso.
Silvandro Io non so che mi dir. [16]
Montano Sia maledetto
Quel momento che venne
In capo dei pastor questa sciocchezza!
Alcindo Io tirato ci fui colla cavezza.
Silvandro Oh pazzi che noi siamo!
Perdemmo la fanciulla;
E, per troppo voler, non abbiam nulla. [17]
Montano Eh, che cosa importa a noi,
Donne mai non mancheranno
E le furbe impareranno
I pastori a corbellar!
Silvandro Sì, Montano, è vero, è vero.
Andiam pure arditi e franchi.
Il coraggio a noi non manchi,
E vedrem quel che san far.
Alcindo Se le ninfe son costanti,
Questa prova non le offende
Ma, se sdegno in lor s’accende,
Più ci fanno dubitar.
Alcindo Su quella mano [18]
Che più mia non sarà permetti almeno
Che, imprima il labbro mio .... [19]
Cle. [20] Taci mio ben : più non resisto. Addio
Caro, nel dirti addio
Sento spezzarmi il core
Comprendi il mio dolore,
Abbi di me pietà.
Ah mi si spezza il core,
Caro, nel dirti addio
Caro, nel dirti addio
Ah mi spezza il core
Il barbaro dolore
Alfin m’ucciderà. [21]
Ferma.... deh vanne, oh Dio
Caro, nel dirti addio
Sento s[pezzarmi]
Da questo pianto mio [22]
Comprendi il mio dolore
Se mi vedessi il core,
Io ti farei pietà.
Vanne, mio bene, oh Dio
Sento che il mio valore
Resister non potrà.
Note
___________________________
[1] Prima: Che cosa sarà? Poi cancellato, e riscritto, sotto, il verso che è nel testo.
[2] Prima: Coi trasporti. Poi cancellato, e corretto sopra, come è nel testo.
[3] A pag. 19 si ha, in alto, questa redazione: Hai ragion, mia Corilla. Oh, se n’è andata! - Oh poveretto me ! - Più rimedio non c’è. Sia maladetto - Quel momento che venne - In capo de’ pastor questa sciocchezza: - Io tirato ci fui per la cavezza. - Qui attacca col seguito del testo. In alto della pag. 19 a destra, un’antica numerazione in inchiostro, 3.
[4] Innanzi a questo verso era scritto: Ma chi viene di qua? Poi fu cancellato.
[5] ruzzo: capriccio, voglia amorosa (ndr)
[6] Qui termina la pag. 20. In carattere minuto vi si legge in calce 1770.
[7] Aveva scritto: Or tutto il vicinato - Saprà quel che seguì. Poi cancellò, dopo tutto, e corresse come è nel testo.
[8] Dopo la cancellatura d’un verso detto da Alcindo e della indicazione SILV.
[9] Do le varianti della pag. 23 (foglietto a sè la 24 è bianca): Tutte le donne .... Chi corre scapigliata, Chi s’arma .... Altra graffia gli amanti, altra gli addenta. S’aggirano i bastoni. La pagina suddetta contiene da Tutte le donne a non posso parlar.
[10] Fu cancellato: ALC. Chi può salvar si salvi, e attribuito a SILV. il v. Già sento le sassate che seguiva quello; per poi ridare ad ALC. Chi può salvar si salvi, come è nel testo.
[11] Prima: il piacere. Poi cancellato, e corretto, sopra, come è nel tento.
[12] Verso aggiunto con la correzione del precedente.
[13] Prima: Mille felici amori. Or questo or quello - Scelghiam di giorno in giorno. - Al par di questi monti - Volean pii amori eterni. Poi cancellato, e proseguito come è nel testo.
[14] Prima: daddovero! Le. Poi cancellato, e scrittovi, sopra e accanto, come è nel testo.
[15] per me fu aggiunto, con segno d’inserzione, sopra la riga.
[16] Continuava: Pazzia che [femmo]. Poi cancellato.
[17] Proseguiva: Eh che cosa import[a]. Poi cancellato.
[18] In Ambros., VIII, 13, pag. 44. Abbozzo dietro pagine in prosa.
[19] Cancellato con lieve frego il v. L’ultimo bacio, e poi ti lascio. Addio.
[20] Così il ma.; forse per Clelia; nome che abbiam visto avere poi il P. mutato in Corilla.
[21] Seguiva : Vanne .... t’arresta.... oh Dio! - Per me non v’è pietà. Poi cancellato.
[22] Seguiva: Dopo il funesto addio. Poi cancellato.
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