GIAN FRANCESCO SOLI MURATORI

PREFAZIONE

PREMESSA ALL’EDIZIONE DEL MDCCLI

delle Dissertazioni

Antichità italiane

di

Ludovico Antonio Muratori

Edizione di riferimento:

Dissertazioni sopra le antichità italiane, Società tipografica dei classici italiani, 5 voll., Milano 1837 II, che riprende l'edizione:

Dissertazioni sopra le antichità italiane, già composte e pubblicate in latino dal proposto Lodovico Antonio Muratori e da esso poscia compendiate e trasportate nell'italiana favella. Opera postuma, data in luce dal proposto Gian Francesco Soli Muratori suo nipote; seconda edizione accresciuta di prefazioni, e note opportune dall'abate Gaetano Cenni, con indice più copioso. In Roma MDCCLV presso gli eredi Barbiellini mercanti di libri e stampatori a Pasquino. Con licenza de superiorj. —

Ludovico Antonio Muratori - Antichità italiane - Prefazione

Allorché per ordine del Serenissimo signor Duca di Modena Rinaldo I, suo clementissimo padrone, il Proposto Lodovico Antonio Muratori mio zio, dichiara e per me sempre grata memoria, intraprese la visita di molti Archivj d’Italia negli anni 1714, 1715 e 1716, a fin di raccogliere notizie per tessere la Genealogia dell’antichissima e nobilissima Casa d’Este, gli riuscì di far anche una copiosa messe d’altri antichi documenti che potevano dar molto lume alle cose d’Italia dei tempi di mezzo. Nudriva egli da lungo tempo l’idea d’illustrare l’erudizione di que’ secoli cotanto scuri per mancanza di storie e di altri monumenti; quindi, messa ch’ebbe insieme sì fatta raccolta, s’invogliò tosto di dar esecuzione al suo disegno. Si pose pertanto a trattare con varie dissertazioni in lingua italiana dei riti e costumi dell’Italia, dei magistrati, delle leggi, della milizia, degli studj delle lettere, delle arti e di tanti altri punti di storia e di erudizione, per far vedere qual fosse l’aspetto d’essa Italia dopo la declinazione del Romano Imperio, cioè dal secolo V fino all’anno MD dell’era volgare, con animo di farle poscia succedere al primo tomo delle Antichità Estensi, da lui pubblicato nell’anno 1717, che per questo motivo intitolò Delle Antichità Estensi ed Italiane. Ma avendo egli frattanto unito un buon numero di croniche e storie inedite riguardanti l’Italia, messe in disparte le Dissertazioni, tutto si rivolse a disporre la grande Raccolta degli Scrittori Rerum Italicarum, che fu poscia magnificamente stampata in Milano per cura ed alle spese de’ Nobili Socj Palatini in ventisette grossi volumi in foglio, ed anche accolta con plauso da tutti i Letterati. Siccome poi questa insigne Raccolta di storie e d’altri documenti fornì al Muratori altre non poche notizie da impinguare le da lui intermesse Dissertazioni; così egli ne ripigliò il lavoro, ma in altro idioma. Imperciocché avendo fatta riflessione che scrivendole in lingua italiana, non sarebbero state gradite da tanti Letterati oltramontani, cangiò pensiero, e si mise a rifarle in latino, con averle eziandio pubblicate nella medesima città, per opera pure della Società Palatina, in sei tomi in foglio, col titolo di Antiquitates Italicae medii Ævi. Prese egli dipoi a scrivere gli Annali civili d’Italia dal principio dell’era volgare fino all’anno 1500, e poscia fino all’anno 1749 che in dodici tomi in quarto uscirono.

Credeva il Muratori di aver colle suddette tre Opere abbastanza provveduto al bisogno dell’Italia per conto della storia e dell’erudizione dei secoli di mezzo; ma non così parve a varj Letterati suoi amici; i quali perciò cominciarono a stimolarlo fortemente perché riducesse in compendio e trasportasse nella nostra lingua le sue Dissertazioni Sopra le Antichità Italiane. Gli rappresentavano essi che queste in latino servivano solamente per la gente dotta: laddove se fossero state tradotte in italiano, avrebbero potuto partecipare dell’erudizione in esse contenuta eziandio i men dotti, anzi taluno dei dotti medesimi, cui mancava il polso di provvedersele ne’sei volumi in foglio. Inoltre essersi egli inteso, componendole in lingua latina, di far come un’Appendice agli Scrittori Rerum Italicarum; e perché dovean restar senza questa dote gli Annali d’Italia? A queste ragioni non seppe ridire il Muratori, e trovandosi senz’altro argomento da trattare, pose mano all’opera verso la metà dell’anno 1748; e l’avrebbe certamente condotta al suo termine, se una molesta flussione non lo avesse per alcuni mesi dell’anno susseguente privato dell’uso della mano per iscrivere. Non gli restava più che la Dissertazione LXX con parte della precedente da finire, allorché gli sopraggiunsero i primi incomodi nella vista; ed avendogli allora vietata i Medici qualunque sorta di applicazione, gli si esibì cortesemente il sig. abbate Pietr’Ercole Ghepardi, vice Bibliotecario Estense e professore di lingua greca ed ebraica nell’Università di Modena, di farne la traduzione, siccome puntualmente eseguì. Ecco ciò di cui ho creduto necessario avvisare i lettori intorno al Compendio che loro presento, delle dissertazioni Muratoriane sopra le Antichità d’Italia. Non s’aspettino essi ch’io dia loro altro conto di quest’Opera; perché a questo ha soddisfatto l’Autore nella sua Prefazione alle Dissertazioni latine, che qui appresso segue tradotta; e l’incontro felice delle medesime presso i Letterati servirà di una sincera testimonianza del pregio loro. Aggiugnerò solamente, ch’essendosi prefisso il Muratori, nel compendiarle in italiano, di renderle intelligibili e meno dispendiose a chi non sapeva la lingua latina, ha egli perciò lasciata fuori la maggior parte de’ documenti latini e tutte le Cronichette, che nella prima edizione si leggevano, con ritenerne però i passi occorrenti al suo proposito. Debbo eziandio avvertire, che quantunque egli abbia preteso di fare soltanto un Compendio delle prime sue Dissertazioni, contuttociò non ha lasciato di fare in qua e in là delle aggiunte, delle mutazioni o correzioni, secondoché gli è paruto bene o necessario; quindi molte cose s’incontrano in queste, che non si scorgono, nell’altre Dissertazioni. Per darne un esempio, si osservi la Dissertazione XIV, Dei Servi e Liberti antichi, e si troverà ch’egli l’ha accresciuta sul principio colla Dissertazione da lui composta sopra lo stesso argomento, e stampata nel primo tomo delle Memorie della Società Colombaria di Firenze nell’anno 1747. Mi dispenso io dall’indicar l’altre aggiunte o mutazioni di minor conto, perché cosa troppo lunga sarebbe e per lo stesso motivo tralascio di accennar tant’altre cose omesse dall’autore, perché da esso credute non convenire ad un compendio. Ma prima di chiudere questo discorso convien ch’io risponda ad un’istanza che mi potrebbe esser fatta da taluno, con dire: Come non restava al Muratori da compendiare che la Dissertazione LXX con parte della precedente mentre le Dissertazioni sue sopra le Antichità Italiane sono settantacinque? – Per intendere come ciò possa stare, basta sapere che avendo egli intrapresa questa fatica in tempo che non avea, siccome accennai di sopra, alcun altro argomento per le mani, ebbe agio perciò di lavorare intorno a due tomi alla volta cioè ad uno in casa ed all’altro nella Ducale Biblioteca; ma perché maggior era il tempo che in questa si tratteneva, più presto ancora si sbrigava i tomi ne’ quali ivi si applicava; e per questa ragione gli restarono da finire le suddette due Dissertazioni che chiudono il tomo V, ultimo tomo che prese a compendiare in casa.

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Ultimo aggiornamento: 10 dicembre, 2011