Nicolò Machiavelli

01

LEGAZIONE A CATERINA SFORZA

1224 luglio 1499

 

 

 

LA SIGNORIA A MACHIAVELLI

 

Firenze, 12 luglio 1499.

Die [12] iulii 1499.

Conmissione data ad Niccolò Machiavelli per ad Furlí alla excellentia di Madonna et del signore Octaviano suo primogenito. Deliberata etc.

 

Andrai ad Furlí, o dove intendessi trovarsi quella illustre Madonna et la excellentia del signore Octaviano suo primogenito. Et poi che arai facto reverentia alle loro excellentie et presentato le nostre lettere di credentia, quale arai da noi, et in comune all'uno et allo altro, et di per sé ad ciascuno di epsi, exporrai la causa della andata tua, monstrando essere stata perché più tempo fa li agenti suoi hanno ricerco da noi il beneplacito di questo anno della condocta del signore Octaviano. Al quale tu monsterrai che noi stimiamo non essere tenuti, perché avendo noi in nel tempo debito per il mezo di Andrea de' Pazi, alora nostro conmissario in Romagna, ricerco tal cosa, ci accade fare intendere loro quelle ragioni, con le quali crediamo potersi iustificare facilmente la denegazione nostra. Et narrerai qui come ad dí ultimo di gennaio Andrea de' Pazi ricercò in nome de' Dieci la excellentia del signore Octaviano di tale beneplacito, ad che respose «non teneri, nec obligatum esse, cum pro parte magnificorum Decemvirum etc. non fuerint sibi servata capitula conductae suae», di che fu rogato uno ser Spinuccio da Furlí.. Et inoltre per lettere del prefato signore Octaviano, socto il medesimo dí, avemo il medesimo, et per più lettere di Andrea de' Pazi avemo il medesimo, nelle quali ci scriveva per parte della illustre Madonna che per niente voleva tale beneplacito; donde noi facemo fondamento che né sua Excellentia fussi più obligata ad noi, né noi ad quella, parendoci che li modi servati et li scripti che si avevono di là facessino assai fede che sua Excellentia per alcuno modo non volessino acceptare tale beneplacito. Et si adiunse ad questo che dalli oratori nostri da Milano ci fu scripto più volte che la Excellentia di Madonna aveva scripto ad quello illustrissimo principe in resposta di sue lettere, per le quali la confortava ad acceptare tale beneplacito, che per niente lo voleva acceptare, allegandone essere male reconosciuta etc.; et che trovando condictione con altri, quella Excellentia non li volessi torre il commodo suo. Le quali cose tucte ci forzorono ad pensare che, et in parola et in facto, le loro Excellentie non volessino più perseverare in quella condocta; et quando mancassino tucte queste ragione, il non avere sua Excellentia alla richiesta nostra acceptato tale condictione fra 4 mesi faceva che ora era impossibile, passato il tempo, tornare a' patti della condocta, essendo in tucto expirata. Et cosí iustificherai bene tutta questa parte distinctamente, et in modo che sua Excellentia intenda che quello che non si è facto, è stato ragionevolmente et per le ragioni dette di sopra. Et inmediate subiungerai che, nonobstante tucte le predecte cose, visto il desiderio suo, et pensando quanto per le cose passate noi li siamo obligati, per satisfarle quanto è possibile ad questi tempi et per monstrarli qualche gratitudine delle buone opere sue verso questa città, ci siamo resoluti di concedere alle loro Excellentie tale beneplacito, da cominciare dopo il fine della ferma sua. Ma perché di presente, per le cose passate et per il numero grande di gente d'arme che abbiamo ancora, desideriamo che tale beneplacito sia ad tempo di pace per questo anno con soldo di diecimila ducati, stimando che tale condocta abbia ad satisfare ad sua Excellentia, se non per la quantità, almeno per la fermeza sua, perché potrà durare più ad questo modo che se noi la mantenessimo nella medesima quantità et di soldo et di uomini d'arme. Et ancora crediamo che sua Excellentia pensi in questo satisfare non tanto ad sé, quanto farlo con gratia di questa città et con animo di acquistarne maggiore benivolentia, adiungendo a' meriti passati questa liberalità. Et li monsterrai, quando tale condocta non sia utile secondo il desiderio suo, sarà con dignità et con speranza di meglio quando la città sia restituita a' termini suoi et reintegrata dello stato et forze sua. Et se forse sua Excellentia allegassi in suo favore lo aumento facto ad qualche nostro conductiere, arai grande campo da monstrarli che le condictioni di quelli tempi ricercavono cosí, con affermarli, quando si avessino ad fare ora, non se ne sarebbe né si largo, né si arebbe tanti respecti quanto fu necessario avere alora, trovandosi le cose ad quelli tempi ne' termini che si trovavono. Et cosí allegandosi la perdita del piatto, allo incontro allegherai essere di già passati dua mesi di tale beneplacito, li quali sono tutti guadagnati ad sua Excellentia, et si possono facilmente conpensare con tale perdita. Et in questi effecti ti distenderai con efficacia di parole et con quelli migliori termini che ti occorreranno, monstrando ad sua Excellentia quanto questa città desidera li sia data occasione di benificarla et reconoscerla delle opere sua, la fede che abbiamo in quella et la necessità et coniunctione delli stati nostri, et con parole grate vedere di persuaderla ad questo effecto.

Ricordianti scrivere subito del ritracto ad ciò ti possiamo rescrivere subito et resolvere se ci nascessi dificultà alcuna, et non meno procedere in questo, in modo che sua Excellentia non si abbia ad dolere se ' pagamenti non li respondessino cosí a' tempi. Ad che fia buono modo monstrarle che sanza necessità alcuna nostra, et solo per satisfare al desiderio suo, noi facciamo questa condocta. Et gravati da tante spese fia necessario qualche volta differire i pagamenti; et in questo usare termini tali di excusatione che sua Excellentia lo possa facilmente comprendere.

 

 

MARCELLO VIRGILIO A MACHIAVELLI

 

Firenze, 16 luglio 1499.

A N. Machiavelli.

Priores Libertatis et Vexillifer Iustitiae Populi florentini.

 

Spectabilis vir etc. Tu doverrai nel passar tuo da Castrocaro avere inviato alla volta di qua, secondo ti commettemo, quelle polveri che erono in quel luogo, et per questo ti significhiamo, quando non l'avessi facto, lo facci immediate. Et appresso, per piú abbundantia voliamo che richieghi cotesta illustre Madonna di X o XII migliaia di polveri ancora, in presto o in compera, come parrà meglio ad sua Excellentia; et inoltre perché ultimamente abbiamo avuto di campo l'ultima resolutione del numero delle fanterie, veggendo essere stati serviti sempre bene dalli uomini di cotesto paese, significherai a sua Excellentia come desideriamo quella ci facci electione di 500 buoni fanti sotto buoni capi, al soldo ordinato ultimamente di lire 14 soldi 17 per essere in campo a' dí 28 del presente mese, dove aranno la paga loro. Et queste due ultime commissioni delle polveri et fanti tracterai in quel modo che possino piú presto et meglio sortire lo effecto suo; et surgendosi difficultà alcuna, ne scriverrai subito per questo medesimo cavallaro. Et bene vale.

Ex Palatio nostro. Die xvi iulii 1499.

Marcellus Virgilius

 

 

MACHIAVELLI ALLA SIGNORIA

 

Castrocaro, 16 luglio 1499.

 

Magnificis et Excelsis Dominis, Dominis Prioribus et Vexillifero Iustitiae Populi florentini, Dominis patronis singularissimi.

 

Giunsi qui iersera ad ore 22 in circa, et subito fui con la magnificentia del capitano, et expostoli quanto vostre excelse Signorie desiderano circa ad polvere, palle et sannitro, mi rispose come tucte le palle di ferro ci erano, cosí piccole come grosse, si mandorno anno costí per la expugnatione di Vico, et che la polvere ci fu lasciata da' franzesi, che era 15 o 20 mila libbre, tucta arse dua anni fa, incesa da una saecta, et ruinò parte della roca dove era suta riposta. Mandai dipoi per Faragano per intendere da lui del sannitro, secondo el ricordo mi aveva dato el proveditore di vostre excelse Signorie. Risposemi non ne avere se non cento libbre, ma essere bene uno amico suo nella terra, che si trovava seicento libbre di polvere in circa, la quale somma, benché fussi piccola, nientedimeno, per non avere facto questa posata invano, la mando per il presente exibitore ad vostre excelse Signorie; le quali prego li dieno subito e' suoi danari, perché li ho promesso che quelle lo pagheranno a ragione di quaranta fiorini el migliaio. Dipoi, pesata la polvere, è tornata libbre cinquecento octantasepte, et el vecturale si chiama Tommaso di Mazolo, al quale pagherete e' danari della polvere, et presto perché cosí li ho promesso; et io li ho pagato per la vectura lire 8.

Circa le cose seguite fra ser Guerrino del Bello et el capitano, et prima quando volse pigliare Marchionne Golferegli et delle altre occorrentie di qui, ne ho ritracto questo, et da omini di ogni qualità, tale ch'io credo averne ritracto el vero; che sendo scripta da li antecessori di vostre excelse Signorie al capitano di qui d'un certo sospecto si aveva che Dionigi Naldi non entrassi una nocte in questa terra ad fare villania ad quelli di Corbizo, et che un chiamato Marchionne Golferelli non li facessi spalle, deliberò el capitano porre le mani addosso a decto Marchionne, et avendolo la famiglia sua condocto presso che nella corte, li fu tolto da dua suoi parenti, e' quali insieme con lui si sono ridocti a Furlí. Et perché crederno che tale iniuria fussi loro suta facta per suggestione di quelli di Corbizo, disdissono una triega era fra loro et quelli di Corbizo durata assai tempo.

Circa el caso di ser Guerrino, fui con il Bello suo padre, el quale non può scusare la inobbedienza del figliolo, tamen mostra che el capitano si portò inumanamente ad volere che di nocte cacciassi fuora di casa quattro suoi parenti et amici; et che credeva essere di tanta fede che non si avessi a dubitare di lui in nessun modo, et che ne' tempi ch'e' nimici erano all'intorno, racceptò per volta 30 suoi amici armati et non li fu mai defectato, da' commissarii, alcuno che da lui fussi aprovato; et che racomandava sé et il suo figliolo a vostre excelse Signorie. Questo Bello, secondo ch'io ho ritracto da lo arciprete Faragano et da pii omini di questo castello, è uomo da bene, pacifico et che mai per alcun tempo si dichiarò amico di alcuna parte, ma pii tosto è suto mediatore di pace che seminatore di scandoli. Et racolto lo essere di questa terra in una, mi pare che la sia unita, et fra li omini di epsa non ci è inimicitia scoperta. Potrebbeci essere qualche invidia dopo la morte di Corbizo, che omniuno desidera ereditare la sua reputatione. Et se tale umore non è nutrito da chi se ne ingegnia, non è per fare effecti cattivi. Solo ci è un sospecto grandissimo di questo Dionisio Naldi, che con lo aiuto di Madonna non facci loro qualche villania. Et tenendo Madonna buona amicitia con vostre excelse Signorie, non si possono né valere né etiam fidare, et stanno in continue angustie, cosí li omini della terra come del contado. Et pure ieri 15 o 20 balestrieri di Madonna andorno ad un luogo qui presso ad un miglio, chiamato Salutare, che è luogo di vostre Signorie, et ferirno 3 omini, et uno ne menorno preso, et roborogli la casa; et cosí fanno ciascun di simili insulti. Et fo fede alle excelse Signorie vostre di questo, che ieri da molti contadini del paese piagnendo mi fu decto queste formali parole: «Quelli nostri Signori per avere troppo da fare ci hanno abbandonati». Vostre Signorie sono prudentissime, prenderanno quello expediente ad questo che sia con onore della città et satisfactione de' fedelissimi subditi suoi, come sono questi. Altro non occorre; partomi in questo punto per a Furlí per exequire la commissione di vostre excelse Signorie, alle quali umilemente mi racomando. Quae faeliciter valeant.

Ex Castrocaro. xvi iulii 99.

E. Excels. Vestr. Domin.

Minimus servitor

Nicolaus Machiavellus.

 

 

MACHIAVELLI ALLA SIGNORIA

 

Forli, 17 luglio 1499.

Magnifici et Excelsi Domini, etc.

 

Da Castracaro scripsi ieri mattina a le excelse Signorie vostre quello mi occorse circa palle, polvere, sannitro et conditioni della terra etc. Venni dipoi el dí medesimo qui ad Furlí ad buona ora, et per avere trovato questa illustre Madonna occupata in alcuna sua expeditione, ebbi audienza circa ore xxii, dove non si trovò presente se non sua Signoria et messer Giovanni da Casale, agente qui per lo illustrissimo duca di Milano, perché la Signoria del signore Octaviano suo figliolo era ita ad piacere ad Furlimpopulo. Transferitomi donche avanti sua Excellentia, exposi la commissione di vostre excelse Signorie, usando omni termine conveniente in mostrarle prima quanto vostre Signorie desideravono venissi tale tempo che potessino mostrare effectualemente come le tengono conto di quelli che le hanno nelle loro occorrenze servite con fede, et sanza alcuno respecto accomunato omni fortuna, come aveva facto sua Excellentia. Et se paressino segni contrarie non la avere satisfacta del servito suo, et cosí lo avere disputato co' suoi agenti se erano obbligate et tenute a l'anno del beneplacito, si rendessi certa sua Signoria che del primo, come piú volte per lettere di vostre excelse Signorie se li era facto fede, ne era suta cagione la impotenza, per avere auto ad provedere a quello in che consisteva la somma della vostra città. Et circa lo avere voluto chiarire non essere tenute al beneplacito, monstrai ad sua Signoria che non fu mai vostra intentione di non condescendere a tucto quello vi fussi possibile in satisfactione sua. Et per nulla altra cagione vollono le Signorie vostre chiarire non essere tenute, se non perché sua Excellentia intendessi che né obligo alcuno vi costrigneva ad offerirle el beneplacito, né qualità di sinistri tempi, ma solo l'affectione portata ad quella per li meriti suoi. Et per questa cagione mi avevi mandato a sua Excellentia, significandole che, ancora che vostre excelse Signorie non sieno tenute, tamen, per le sua buone opere verso la vostra città, eravate contente concedere alla Signoria del suo figliolo tale beneplacito; ma per il numero di gente d'arme vi trovate, desideravi declararlo ad tempo di pace, per questo anno, con soldo di x mila ducati. Né mancai in questo mostrare ad sua Excellentia, con quelle ragioni mi occorsono migliori, tale condocta dovere essere con satisfactione di sua Signoria, confortandola ad volere al cumulo degli altri suoi meriti adgiugnere questo; perché col tempo conoscerà avere servito Signoria non ingrata, né si pentirà avere facto questo insieme con le altre buone opere in benifitio di quella.

Fu risposto per sua Signoria, come le parole ha auto in omni tempo da vostre excelse Signorie le hanno sempre satisfacto, ma che li sono bene dispiaciuti e' facti, per non avere per ancora auto mai conrispondentia a' suoi meriti. Pur nondimanco, conosciuta la natura di cotesta excelsa Repubblica d'essere gratissima, non posseva credere cominciassi ora ad essere ingrata verso di chi aveva facto forse più che non aveva facto buon tempo fa alcuno suo aderente, mettendo sanza obbligo alcuno lo stato suo in preda alli vinitiani, suoi convicini et potentissimi. Et di questa speranza era contenta pascersi quanto pareva alle Signorie vostre, et non volere piú disputare se vostre excelse Signorie erano tenute ad concederle el beneplacito o no, ma volere tempo ad rispondermi circa la domanda factagli, perché li pareva ragionevole non si risolvere cosí ad un tracto in quello che vostre Signorie prudentissime avevono più tempo discusso et consultato. Et cosí replicato ch'io ebbi quanto era conveniente, et pregato sua Signoria di celere expeditione, mi parti' da quella.

Questo giorno dipoi, circa ore xvi, è suto da me messer Antonio Baldraccani, primo secretario di sua Signoria et referitomi per sua parte come lo illustrissimo duca di Milano 5 o 6 dí fa aveva scripto ad la Signoria di Madonna, richiedendola li mandassi in suo favore 50 omini d'arme et 50 balestreri ad cavallo, di che sua Signoria ne aveva scripto sabato passato ad vostre excelse Signorie, né per ancora aveva auto risposta. Et appresso come questo giorno, medesimamente dal prefato illustrissimo duca di Milano, aveva ricevuto lettere pregandola che, non sendo convenuta co' Signori fiorentini dell'anno del beneplacito, fussi contenta obbligarsi alli stipendi suoi con quella condocta et conditioni aveva servito l'anno passato le excelse Signorie vostre. Referimmi etiam el prefato secretario, come ebbono iarsera lettere dal piovano di Cascina, continenti che octo deputati del numero degli Octanta li avevono facto intendere che volevono ricondurre el signore suo figliolo con dua conditioni: la prima era quella che per me si era exposta alla Signoria sua; la seconda che lei obbligassi lo stato suo, il che detto piovano avea mostro ad quelli deputati essere impossibile Madonna consentissi. Ulterius dixe decto secretario che la Signoria di Madonna stava dubia quale partito dovessi prendere, et però non mi posseva dare resoluta risposta. Et di questo ne era cagione el parerli essere vituperata insieme col suo figliolo ad acceptare queste conditioni posteli avanti da vostre Signorie. Perché accrescendo ad li altri conditioni, che non hanno tanto meritato, et a lei diminuendole, non posseva se non credersi che vostre excelse Signorie ne tenessino poco conto, et quelle non fussin mai per darle altro che parole; et appresso, non sapere con che ragioni si potessi excusare con Milano, quando acceptassi le conditioni vostre poco onorevoli, et recusassi le sue onorevolissime; et pure li pareva essere obbligata alla Excellentia di quello Signore et per sangue et per infiniti benefitii ricevuti da quello stato. Et per queste cagioni era in aria, né posseva risolversi si presto alla risposta, ma che io ne scrivessi ad vostre excelse Signorie, acciò quelle etiam in questo mezo potessino rescrivere quanto loro occorressi.

Risposi alla prima parte circa alla richiesta factali dal duca di Milano di gente et altre conditioni etc., che non ne sendo avanti el partire mio costí alcuna notitia, le excelse Signorie vostre non me ne posserno dare alcuna commissione, né io per questo avere che rispondere, se non di scriverne ad vostre excelse Signorie et da quelle aspectarne risposta. Quanto ad quello che 'l piovano di Cascina scriveva della obbligatione del stato etc., dixi etiam non ne sapere alcuna cosa, ma maravigliarmi bene che se questo fu deliberato avanti al partire mio, non me ne fussi dato commissione, o dipoi non me ne sia suto scripto, et però non avere etiam che dirne, ma che ne scriverrei ut supra. Ad che fu replicato per il Baldracano che questo non importava, perché, quando si fussi d'accordo nelle altre cose, in questo non saria difficultà alcuna, perché Madonna non si curava obligarsi ad quello per scriptura, che l'era in animo di observare sanza alcuno obbligo, come lo anno passato aveva facto. Seguitai dipoi el replicare mio, et circa alla ambiguità in quale avea decto trovarsi la Signoria di Madonna, veggendosi con disonore diminuire di conditione et alli altri adcrescere, et circa e' rispecti mostrava avere al duca, sendo richiesta da sua Signoria etc., risposi che se la Signoria sua considera bene quali cagioni spinsono vostre excelse Signorie ad accrescere condocta ad quelli suoi capitano et governatore, et quali le muovino al presente ad ricondurre sua Signoria, vedrà che lo acceptare tale beneplacito le fia, non che vituperio come quella allega, ma sommo onore: perché dove ad quello le excelse Signorie vostre furono constrecte da la necessità de' tempi, ad questo non sono mossi da veruna altra cosa che da l'affectione et amore le portano; il che debbe essere tanto piú onorevole et accepto, quanto li è piú voluntario. Né si debbe né può la Excellentia del duca di Milano dolere, quando la Signoria di Madonna lasciassi le sua conditioni et offerte, benché alquanto piú larghe, per aderirsi alle di vostre Signorie che al presente appariscono piú scarse. Prima, per essere la Repubblica vostra in buona amicitia con quello Signore, el quale debbe sempre existimare omni augumento di vostre Signorie comune. Secondo, per essere quodammodo ancora el signore Octaviano soldato vostro, né essere le conditioni postili avanti, difformi al contracto della condocta facta l'anno passato. Et cosí replicate furno hinc inde quelle parole occorsono, mi fece di nuovo questa conclusione, che Madonna non era per risolversi si presto, et però era bene che io dessi notitia di tucto ad vostre excelse Signorie, et referirebbe alla Excellentia di Madonna quanto per me si era replicato, benché io arei ad omni ora commodità referirlo ad boca. Et nel partirsi da me, dixe che si era smenticato dirmi da parte di Madonna come la desiderrebbe assai sapere quali assegnamenti vostre excelse Signorie le danno per il suo servito vechio, et che io per sua parte le pregassi a rispondere qualcosa sopra ad questo, perché quando se ne facessi resolutione buona, sarebbe tale segno della mente vostra che potrebbe con più securità et fiducia venire alli servitii vostri.

Delle cose di qua, io non presumerei scriverne molto, per esserci stato poco. Pure, secondo che questi sono appresso ad Madonna et cittadini di vostre Signorie ne referiscono, sua Signoria non potrebbe essere piú affectionata ad cotesta Repubblica. Trovasi qui un messer Giovanni da Casale per il duca di Milano, le conditioni et qualità del quale, per essere stato el verno passato con le genti d'arme ducali in Casentino, non mi affaticherò referire; basti solo ad vostre Signorie che da poi ci fu, che sono dua mesi, ha sempre governata omni cosa. Valeant Dominationes vestrae.

Ex  Forlivio.  Diexvii  iulii  99.

 

Ieri richiesi per parte di vostre excelse Signorie la illustre Madonna di palle et sannitro con le conditioni mi fu imposto da quelle; risposemi non ne avere et esserne in maxima carestia. Iterum valeant.

E. V. Ex. D.

Humilis servitor Nicolaus Machiavellus.

 

 

MACHIAVELLI ALLA SIGNORIA

 

Forli, 18 luglio 1499 Magnifici et Excelsi Domini, etc.

 

Scripsi ieri ad lungo ad vostre excelse Signorie per Ardingo cavallaro quanto avevo exequito circa la commissione iniunctami da quelle, di che aspetto con desiderio risposta. Questa mattina dipoi ebbi una per Tommaso Totti, per la quale vostre Signorie mi sollecitano della polvere et sannitro dovevo trarre da Castracaro, di che avendone scripto a' xvi del presente appieno, non mi distenderò in altro. Et imponendomi etiam vostre excelse Signorie che io richiedessi Madonna di polvere et fanti, subito fui avanti sua Excellentia, et di nuovo expostoli el desiderio vostro et el piacere ne conseguiterete, mi rispose che non aveva punto di sannitro, et di polvere era scarsa. Ma per non mancare in quello che li era possibile, era contenta che 20 mila libbre di sannitro, che Leonardo Strozi aveva per suo conto mercatato ad Pesero, ne avessi mercatato 10 mila libbre per vostre Signorie, et impose a Risorbolo che scrivessi questa sua volontà a Lionardo detto. Né per me si mancò di alcuno officio in disporre sua Excellentia secondo el desiderio di vostre excelse Signorie, né possibile mi fu trarne altro. Vostre Signorie dunche aranno ad loro Lionardo Strozi, et potranno convenire con quello, et subito mandare a questa volta vecturali per levarlo, et scrivere ad me volando, mandandomi lettere di Lionardo, che 'l sannitro sia consegnato ad mio mandato, et io ordinerò farlo condurre ad Castracaro, donde lo leveranno e' vetturali di vostre Signorie, perché tale ordine si tenne anno, come sa Guasparre Pasquini, ministro di vostre Signorie.

Circa e' fanti, la sua Excellentia mi disse essere contenta dare licentia a' suoi omini che venghino a' servigi di vostre Signorie, ma non sarebbe possibile ad lei farli muovere sanza danari; però vostre Signorie mandino da posserli levare, che lei s'ingegnerà torre omini scelti, bene armati et fedeli, et expedirli presto. Però se vostre Signorie sono in necessità di fanterie, mandino subito 500 ducati per possere dare un ducato per uno. Et credo che sieno in quello di Pisa fra 15 dí da oggi et non prima, sí che vostre Signorie penseranno quale expediente sia più per loro, et daranno adviso; et io exequirò omni commissione con ogni debita diligentia.

Questa illustre Madonna, quando io le comunicai questa mattina la lectera di vostre Signorie, avanti ch'io dicessi alcune cose, dixe: «Io ho questa mattina una buona nuova, perché io veggo che quelli vostri Signori vorranno pure da vero, poiché racozano le fanterie. Di che io ne li commendo et sonne contentissima tanto quanto prima ne ero male contenta veggiendo la tardeza loro, parendomi perdessino un tempo inrecuperabile». Ringratiai sommamente sua Signoria, dipoi le mostrai che tale tardeza la aveva generata la necessità, ad che sua Excellentia consenti facilemente, soggiugnendo che vorrebbe avere lo stato suo in luogo che la potessi inspingere tucte le sue genti et subditi in favore vostro, perché dimosterrebbe ad tucto el mondo che nulla altra cosa aveva fattola partigiana del stato di vostre Signorie che la affectione et la fede ha in quello; ma desiderrebbe bene essere riconosciuta et non le fussi tolto lo onore suo, che la stima sopra omni altra cosa. Il che giudicava fussi a proposito delle vostre Signorie, non tanto per conto di lei, quanto per lo exemplo darete ad li altri aderenti di essere riconoscitori de' benefitii et non ingrati. Io non mancai del debito in replicare quello mi occorse; pure nondimanco, conobbi che le parole et ragioni non sono molto per satisfarle, se non vi si agiugne le opere in parte. Et credo veramente che se vostre excelse Signorie o del servito vechio le faranno qualche commodità o verranno più allargando le comventioni nuove, che ad omni modo se la manterranno amica, per non potere essere più affectionata a cotesta città, di che io ne veggo tucto di segni evidentissimi. Emi parso scrivere questo ad le Signorie vostre acciò quelle possino meglio examinare quello di che ieri io detti adviso. Quae faeliciter valeant.

Ex Forlivio. Die xiix iulii 99.

E. Ex. V. D.

Humilis servitor Nicolaus Machiavellus.

 

Le alligate lettere a Lionardo Strozi son quelle che Madonna fa scrivere per conto del sannitro.

 

Postscripta. È suto a me un secretario di Madonna et referitomi per parte di sua Signoria, come sua Excellentia ha in su el suo dominio da fare di dua ragione fanti; l'una sono millecinquecento che lei ne ha armati, per averli ne' suoi bisogni, de' quali non manderebbe a vostre Signorie se non dessi loro una intera paga per un mese, et vuogli pagare ella con obbligo di satisfare per qualunche non servissi el tempo d'un mese, et vuole dare per uomo lire 18; sí che, volendo vostre Signorie di questi, arebbono ad mandare 1500 ducati per 500 fanti, ma promettegli bene armati, et buona gente, et subito. D'una altra ragione fanti ha, che sono usi ad ire al soldo, ma non sono scripti da lei, de' quali sua Signoria vi lascerà trarre pro arbitrio et con quelli pagamenti fussi d'acordo con loro. Vostre Signorie sono prudentissime, piglieranno quello partito giudicheranno più a proposito, et io sono per exequire con diligentia omni loro commissione. Iterum valeant. Die qua in litteris.

 

 

MARCELLO VIRGILIO A MACHIAVELLI

 

Firenze, 19 luglio 1499.

A N. Machiavelli.

Priores Libertatis et Vexillifer Iustitiae Populi fiorentini.

 

Spectabiis vir etc. Per essere la tua de' xvii più difficile ad risolvere che l'altre, lasciandola per ora da parte fino se ne sia consultato, ti risponderemo brevemente alle altre dua tua de' xvi et xviii. Et di quello che ci scrivi avere exequito ad Castrocaro, di già ne abbiamo visto lo effecto, perché ieri adrivò la polvere, ma fu iudicata meno peso per non aver voi forse di costà tarato li bariglioni al medesimo modo, et cosí se li è facto la poliza di meno 50 libbre. Et arebbano desiderato questi maestri delle munitioni che il pregio fussi stato dichiarato meglio, perché si è facto difficultà assai se li ducati aveono ad essere di grossi o d'oro; esseli ultimo facto la poliza ad ducati di grossi.

Bisognerà, nel ritorno tuo, facci ad Castrocaro opera d'intendere particularmente tucto quello che è occorso fra ser Guerrino del Bello et il capitano, et similmente delle altre occorrentie di quella terra, acciò informato bene di tucto ci possa referire delle cose di quivi più certamente; et in resposta della tua de' xviii, ei accade farti intendere che noi stimiamo le xx mila libbre di salnitro mercatato da Lionardo Strozi a Pesero, sia quello che iiii o v dì sono il predecto Lionardo ne fe' mercato con noi; et cosí crediamo valerci, tenendo quello non solo di x ma di xx mila, pure attenderemo quel che ne farà intendere Lionardo Strozi al quale si mandorono subito le lettere, et per ancora non ci fa intendere altro.

Alla parte de' fanti non ci siamo resoluti, essendo sì vicini allo adcamparsi et proponendoci tu x dì di tempo ad trovarsi in campo, non essere al proposito provederne di costà. Maxime perché il capitano sollecita, strigne et infesta ogni ora, et ad noi ancora, per il desiderio ne abbiamo, pare che si differisca troppo; et per questo, avendo di già provisto qui di 2000 et abbondandone in campo, non ci accade altro se non commetterti che ne ringratii Madonna con quelle più efficaci parole che ti occorreranno, et così delle altre offerte facte da sua Excellentia etc.

Non lascerai di fare intendere ad sua Excellentia come ogni dì abbiamo querele, et dalli offitiali nostri di Romagna et da uomini privati, di molti insulti et villanie facte dalle sue genti; et che ultimo ad Salutare, luogo vicino a Castrocaro, ferirono iii uomini et ne menorono uno prigione, et poi li tolsono assai roba di casa. Et la pregherrai per nostra parte ad volere provedere ad simili inconvenienti perché, oltre al danno delli uomini, simili termini ci sono molesti et di carico ad sua Excellentia; et perché tu ne se' informato appieno, ci pare basti solo commettertene quello che è il desiderio nostro. Bene vale.

Ex Palatio nostro. Die xviiii iulii 1499

Marcellus.

 

 

LA SIGNORIA A MACHIAVELLI

 

Firenze, 20 luglio 1499

Nicholao de Malchiavellis

 

Due dì fa avemo la tua contenente li primi congressi et ragionamenti avuti con la Excellentia di cotesta Madonna, et abbiamo inteso dopo la exposition tua quello che abbi ritracto, et prima da sua Excellentia et poi dal secretario suo. Et per rispondere ad quanto si conviene, a noi ci pare le debbi fare intendere che, come li hanno sempre satisfacto, come dice, le parole nostre, così le arieno satisfacto ancora le opere, se non fussi stata retardata la volontà nostra di infinite cagioni potenti et efficaci, ad fare che né noi potessimo monstrare gratitudine de' benefitii ricevuti, né sua Excellentia potessi pigliare fructo delli incommodi et disagi presi per noi; le quali noi racconteremo se non lo stimassimo superfluo seco, avendo insieme con noi concorso alla difesa di questo stato, del quale, ad questi tempi, noi ne riconosciamo grande parte dalle opere sua. Et quando noi ce le rememoriamo, ci aggiungono dolore, veggendo da uno canto il desiderio nostro sanza alcuno effecto, et da altro il dispiacere di sua Excellentia, il quale ci è molesto, non avendo noi altro maggior piacere che essere officiosi nelle amicitie nostre. Donde, per satisfare allo animo et obligo nostro in qualche parte, ti avamo mandato con commissione di pregare sua Excellentia ad volere di presente contentarsi di quello ci scrivi avere exposto, et ad che, nondimeno, non hai avuto resoluta resposta, ma solo ci hai scripto cotesta Excellentia essere stata richiesta dallo illustrissimo duca suo barba, non essendo ancora convenuta con noi, li piacessi obligarsi alli stipendii suoi con quelle conditioni che era stata l'anno passato a' nostri. Et ora, proponendo noi ad sua Excellentia il beneplacito del signore Octaviano, con conditione poco onorevole ad suo iuditio, diminuendoli et gente et soldo, ad tempo che ad tucti li altri nostri condoctieri avamo adcresciuto, non li pareva potere risolversi sanza carico suo, o di onore o di non avere voluto satisfare allo illustrissimo duca di Milano. Per questo, quanto alla richiesta factali dalla Excellentia del duca, noi non avendo cosa alcuna da Milano et non sappiendo ancora in tucto le necessità et disegni di quel Signore, né ancora lo animo et voglia di cotesta illustre Madonna, non possiamo dirne altro che rimettercene ad quello che sua Excellentia saviamente arà deliberato, laudando li respecti suoi et il parerli essere obligata ad quello Signore per molti benefitii ricevuti, et lasciando il partito di questo ad sua Excellentia. Per satisfare allo animo et obligo nostro, ancora che non si extendino di presente le forze di questa città, stando ferme tucte le altre parti della commissione datati, voliamo che a' x mila ducati di soldo ricerchi da sua Excellentia, similmente tu prometta il beneplacito con provisione di 11 mila più, che sarebbe la somma di tucto il piatto concesso nella prima condocta; la qual somma, benché ci sia grave, nondimeno l'abbiamo facto volentieri per satisfare ad parte de' meriti suoi verso questa Repubblica. Et quanto appartiene alli assegnamenti per il suo servito vecchio, di nuovo ne excuserai per le molte spese in che siamo, et li prometterai, come prima saremo expediti da questa impresa, che fia oramai di pochi dì, lo satisfaremo in tucto. A quello che ha scripto il piovano di Cascina di costà non accade rispondere, perché non sappiamo donde si abbia tracto tal cosa. Et quello che ci accadeva in questa pratica, te lo demo in commissione alla partita tua; et ora ti aggiungiamo per questa, né ci pare debbi tener mente ad altro che ad quello ti scriviamo noi.

Ringratierai efficacissimamente la Excellentia di Madonna delle offerte de' fanti, come ti scriviamo per la alligata. Et similmente, la pregherrai ad volere provedere alli inconvenienti sequiti ad questi giorni dalle genti sua ad Castrocaro, come vedrai per la inclusa copia. Et quando tu concludessi secondo questa commissione, preso buona licentia dalla sua Excellentia, te ne potrai ritornare subito. Vale.

 

 

MACHIAVELLI ALLA SIGNORIA

 

Forlí, 22 luglio 1499

Magnifici et Excelsi Domini, etc.

 

Scripsi a le excelse Signorie vostre a' 17 del presente per Ardingo cavallaro, come questa illustre Madonna stava dubia quale partito dovessi prendere, sendogli da vostre Signorie voluto scemare conditioni, et dal duca di Milano offertole volerla mantenere nella medesima condocta. Et come sua Excellentia volse ch'io ne dessi notitia ad vostre Signorie, ad ciò quelle intendessino tucto et potessino considerare meglio a lo onore suo et satisfarle secondo li oblighi etc.; di che si aspecta con desiderio risposta, la quale non sendo ancora venuta, mi è parso in diligentia spacciare questo fante et pregare vostre excelse Signorie rispondino subito, quando non lo avessino facto, et mandinmi la loro ultima resolutione; acciò che io, concludendo o no, possa tornare costi a' piedi di vostre excelse Signorie. Et quello che fussi per fare contenta questa Madonna credo sarebbe sicurarla prima del servito vechio, di che lei vive con dispiacere grandissimo, et appresso cresciere el soldo di questo anno insino in XII mila fiorini, il che è secondo una mia opinione, la quale facilemente potria essere vana; sí per essere stata sua Excellentia sempre in su lo onorevole, né avere mai accennato volere manco di quello le offera el duca di Milano; si etiam per essere difficile a iudicare lo animo suo dove la sia più inclinata, o a Milano o a la Repubblica vostra. Primum io veggo piena la sua corte di fiorentini, e' quali si può dire abbino nelle mani el stato suo. Dipoi la veggo naturalemente inclinata verso cotesta città, et mostrare sommamente di desiderare essere amata da quella, di che ce ne è segni manifesti, avendo un figliolo di Giovanni de' Medici et sperando lo usufructo de' beni suoi, perché ciascun dí è per pigliare la tutela. Ulterius, che è quello che importa più, la vede el duca di Milano essere assaltato dal re', et non può sapere bene quale secureza sia aderirsi a quello in queste conditioni di tempi, il che sua Signoria conoscie benissimo; le quali cose mi fanno avere quella opinione, che la sia per pigliare etiam le conditioni nostre scarse. Da l'altra parte io vego appresso sua Signoria messer Giovanni da Casale, agente qui per il duca di Milano, et essere in maxima existimatione et governare el tucto; il che è di grande momento, et facilemente per possere flectere lo animo dubio in quale parte volessi. Et veramente se la paura del re di Francia, come ho decto, non intercedessi, io crederrei che etiam di pari conditione fussi per lasciarvi, maxime perché non iudicherebbe spicarsi da la amicitia vostra, sendo voi in buona amicitia con Milano. Emi parso fare questo discorso aciò che, inteso le Signorie vostre quello la può impedire, ne possino fare più ferma resolutione non la avendo facta, il che sua Signoria aspecta con desiderio, per essere ciascun dí molestata dal duca.

Ieri si fece qui la mostra di 500 fanti, e' quali questa Madonna manda al duca di Milano sotto Dionigi Naldi; et dua di fa si fece di 50 balestrieri ad cavallo, medesimamente per Milano, e' quali si partiranno fra 2 o 3 dí con un cancellieri del duca, che venne 3 dí fa per levarli et pagarli.

Credo che le Signorie vostre aranno mutato pensiero circa e' fanti volevono trarre da questa Madonna, il che è suto migliore partito, quando li abbiate possuti trarre d'altronde con più comodità. Ma quando vostre Signorie ancora ne avessino di bisogno, voi aresti buon fanti fedeli et bene ad ordine et expediti presto, ma bisogna mandare danari per la paga intera d'un mese, come per la ultima mia significai a vostre excelse Signorie, a le quali infinite volte mi racomando.

Ex Forlivio. Die 22 iulii 99.

E. V. Ex. D.

Humilis servitor

Nicolaus Machiavellus.

 

 

MACHIAVELLI ALLA SIGNORIA

 

Forlí, 23 luglio 1499.

Magnifici et Excelsi Domini, etc.

Ieri scripto ch'io ebbi et spacciato el fante, parendomi che la risposta alla mia de' xvii differissi, giunse Ardingo cavallaro di vostre excelse Signorie con lettere di quelle de' xviiii et 20 del presente et inteso el contenuto di epse, fui avanti la Excellentia di Madonna. Et con quelle piú adcomodate parole mi occorsono, exposi quanto vostre Signorie mi commettono circa la richiesta factali da Milano, et appresso quanto le Signorie vostre le offerivono in sua satisfactione, per farle intendere che per voi non ha ad mancare mai di fare tucto quello torni in salute, onore et commodo di sua Excellentia, usando tutti e' termini ch'io credetti necessarii et convenienti a persuaderla etc. Ad che sua Excellentia replicò non avere altra speranza di vostre Signorie, et che solo la offendeva in questo caso el disonore nel quale le pareva incorrere, et el rispecto li pareva dovere avere al suo barba. Pur tuctavolta, veggiendo la ultima volontà di vostre Signorie, s'ingegnerebbe risolversi presto et vincere quanto le fussi possibile omni difficultà se li opponessi. Ad che, et replicato ch'io ebbi quello occorreva, et ragionato alquanto sopra le lettere di vostre Signorie de' 19 circa le iniurie facte a li subditi vostri, mi parti' subito, pregando sua Excellentia di celere expeditione.

Dipoi questo giorno è stato ad me el Baldraccane, et facto prima excusatione perché Madonna non mi aveva proprio ore facto intendere lo animo suo, allegando sua Signoria essere indisposta et in malissima contenteza per la malattia grande in che è incorso Lodovico figliolo suo et di Giovanni de' Medici mi expose per parte di sua Excellentia come era contenta, nullo habito respectu, per essersi un tracto rimessa nelle braccia di vostre excelse Signorie, et in quelle volere confidare et sperare, di acceptare lo anno del beneplacito a tempo di pace et con le conditioni ultimamente per le vostre lettere offertoli, di xii mila ducati. Ma perché tale cosa proceda con piú iustificatione appresso di qualunque, et con piú onore et reputatione del stato suo, dixe come sua Excellentia desiderava che vostre Signorie si obligassino a la defensione et protectione et mantenimento del suo stato. La quale cosa, benché la sia certa vostre Signorie essere per dovere fare, et sanza obbligo alcuno, tamen ad sua satisfactione et contenteza, desiderare sommamente tale obbligo da le Signorie vostre, el quale sapeva non dovere essere denegato da quelle, tornando in onore grandissimo di sua Excellentia, et non in preiuditio alcuno di vostre Signorie. Ulterius dixe sua Excellentia desiderare assegnamento, se non di tucto, di parte del servito vechio, per possersene valere in molti bisogni suoi et urgenti necessità, né posseva credere che ad questo obstassi le spese imminenti, gravandomi sommamente ch'io ne scrivessi et gravassine vostre excelse Signorie per parte di sua Excellentia.

Alla prima parte, quanto allo acceptare l'anno del beneplacito etc., risposi con quelle amorevoli parole mi occorsono, mostrandoli che la opinione che Madonna aveva di cotesta Repubblica la accrescerebbe di continuo per experienza. Ma quanto allo obbligo che sua Signoria ricercava, lo iudicavo superfluo per le ragioni allegate da sua Signoria, perché io non potevo di questa concludere alcuna cosa, non lo avendo in commissione; sua Excellentia posseva per al presente acceptare el beneplacito, et dipoi scrivere costí al suo agente questo suo desiderio, di che io credevo sarebbe compiaciuta. Replicò messer Antonio, come sua Excellentia voleva fare omni cosa ad un tracto, et però mi pregava che io ne scrivessi a vostre Signorie, acciò quelle per loro lettere me ne dessino commissione, promettendo ratificare a tale obligo facto per me in nome di quelle. Né volendo, per cosa ch'io allegassi in contrario, mutare sententia, sono constrecto ad scrivere quanto da quello mi sia suto exposto, acciò vostre excelse Signorie con loro sapientissimo iuditio si risolvino, et presto mi advisino quanto sia loro ultima intentione, acciò me ne possa tornare, perché lo desidero assai. Alla parte dello assegnamento per il servito vechio, dixi che avendone lui parlato meco ad questi dí, et io scriptone ad vostre Signorie, et quelle risposto, mi pareva superfluo replicare phi una medesima cosa, maxime sapiendo la vostra buona dispositione et le dificultà che al presente v'impediscono. Tamen per satisfarle ne scriverrei di nuovo con omni efficacia.

Ieri la Excellentia di Madonna fece meco maxime excusationi, quando io per parte di vostre Signorie mi dolsi dello insulto facto da' suoi balestrieri ad quelli vostri da Salutare, dicendo che aveva commesso loro andassino per le ricolte d'un Carlo de' Buosi, ad un podere che li aveva in sul suo dominio; el quale Carlo era suto poco avanti ammazato da Dionisio Naldi in vendetta del signore Octaviano. Et che questi contadini dixono loro, quando e' toglievono le ricolte, che sarebbono tagliati a pezi, et altre parole iniuriose, in modo che furono constrecti quasi ad fare loro villania. Pure nondimanco, liene doleva insino all'anima et farebbene segno; et commisse subito che ad uno di quelli balestrieri, el quale fu primo ad iniuriarli, fussin tolte le armi et mandato via. Et cosí è seguito. Et alle Signorie vostre umilemente mi racomando. Quae bene valeant.

Ex Forlivio, die xxiii iulii 99.

E. Ex. V. D.

Humilis servitor

 Nicolaus Machiavellus.

 

Postscripta. Domattina parte di qui 50 balestrieri a cavallo per a Milano pagati da quello duca.

 

 

MACHIAVELLI ALLA SIGNORIA

Forlí, 23 luglio 1499.

Magnifici Domini, etc.

Ieri per Ardingo cavallaro di V. S. ebbi dua di quelle de' 19 e 20, e credo domani fermare el beneplacito con questa illustre Madonna secondo l'ultima commessione, e appresso etiam comporre in modo le cose di questi vostri sudditi con sua Eccellenza, che V. S. se ne chiameranno satisfattissime. Non posso distendermi in altro, partendo el messo con furia, se non che, quamprimum sarò espedito, tornerommi da V. E.: alle quali umilmente mi raccomando.

Die xxiii julii, 1499, Ex Forlivio.

E. V. D.

Humilis servitor

Nicolaus Machiavellus.

 

 

MACHIAVELLI ALLA SIGNORIA

 

Forlí, 24 luglio 1499.

Magnifici et Excelsi Domini, etc.

Avendo io iarsera scripta la alligata, et volendo expedire Ardingo, venne ad trovarmi messer Giovanni da Casale et dixemi per parte di Madonna come non era necessario scrivessi, perché la Excellentia di Madonna era contenta non richiedere d'altro obbligo vostre Signorie, sendo certissima che quelle non erano per portarsi altrimenti ne' bisogni suoi, che lei si fussi portata in quelli di vostre Signorie; et che questa mattina io fussi da sua Excellentia per fermare el beneplacito etc. Pertanto, persuadendomi io cosí dovere seguire con effecto, et scrivendo del piovano di Cascina a Lorenzo di Piero Francesco' per uno a posta, scripsi per il medesimo ad vostre Signorie quanto io mi persuadevo fussi concluso. Questa mattina dipoi, credendo io venire alla conclusione secondo si era rimaso, et trovandomi con messer Giovanni prefato alla presentia di Madonna, mi dixe sua Excellentia avere la nocte pensato che con piti suo onore si aderirebbe ad vostre Signorie, declarandosi quelle obbligate ad difenderle el stato, come dal suo cancellieri mi era suto exposto. Et però di nuovo si era deliberata ch'io ne scrivessi ad vostre Signorie et che, se mi aveva facto intendere altrimenti per messer Giovanni, che io non me ne maravigliassi, perché le cose quanto piú si discutono, meglio s'intendono. Udendo io questa mutatione, non posse' fare ch'io non me ne risentissi et non me ne mostrassi male contento, et con parole et con gesti, dicendo che vostre Signorie ancora se ne maraviglierebbono, avendo scripto a quelle sua Excellentia essere contenta sanza exceptione alcuna. Et non possendo trarre da sua Signoria altro, sono suto constrecto mandarvi la alligata, dandovi per questa etiam particularemente notitia del seguito, acciò quelle possino meglio farne iuditio et risolversi, et presto.

Domattina mi transferirò ad Castracaro per vedere se io posso assicurare quelli di Corbizo da Dionisio Naldi et suoi partigiani, ad che Madonna s'è offerta fare omni opera. Et di quanto seguirà, vostre Signorie fieno advisate, alle quali mi racomando. Que bene valeant.

Ex  Forlivio  xxiiii  iulii  99.

E. V. Ex. D.

Humilis servitor

Nicolaus Machiavellus.

 

 

LA SIGNORIA A MACHIAVELLI

Firenze, 27 luglio 1499.

Priores Libertatis et Vexillifer Iustitiae Populi florentini.

Spectabilis vir, Secretarie noster etc.

Siamoci oggi resoluti circa il desiderio di cotesta Excellentia di obligarci alla difesa et protectione sua, secondo ci scrivi per le tue ultime de' 24; et non ci parendo necessario tale obligo per avere noi coniuncti li stati nostri in tal modo che di necessità siamo forzati fare questo effecto per la salute comune et per infiniti beneficii ricevuti da sua Excellentia, ci pare li facci intendere subito alla ricevuta di questa non essere bisognio obligarci con scripto alcuno, essendoci tanto tempo obligati con lo animo et voluntà, la quale ha molto piú tenacità et fermeza che alcuna altra forma di obligatione, perché in facto questa riuscirà sempre, quando ancora non ci fussino li beneficii ricevuti da sua Excellentia per la necessità che ne abbiamo per la salute nostra; che cosí è stato sempre costume di questa città, come potrai allegare da infiniti experimenti, avendo sempre questa Republica presa la protectione delli amici et vicini suoi, per satisfare a uno tempo allo officio et debito suo et salvare sé. Et cosí, factole intendere che in questa pratica noi non siamo per accrescere o mutare parte alcuna, te ne tornerai subito, sanza rescrivere altrimenti. Et quanto appartiene alla satisfactione sua di quello che li dobbiamo, non ci accade scrivertene altro che quello ti abbiamo scripto per altre; et cosí factole intendere il medesimo, te ne tornerai subito, sanza attendere da noi altre lettere o scriverci piú. Bene vale.

Ex Palatio nostro. Die xxvii iulii mcccclxxxxiiii.

Marcellus.

 

 

 

Indice Biblioteca Progetto Machiavelli 

© 1996 - Biblioteca dei Classici Italiani

Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2004