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Edizioni di riferimento
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Opere di Alessandro Manzonire, a cura di Mario Martelli, |
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Alessandro Manzoni, Scritti filosofici,
Introduzione e note a cura |
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Manzoni aveva conosciuto Cousin nel '19, a Parigi, stabilendo con lui un'amicizia rinsaldata da un soggiorno del Cousin a Milano e destinata a durare, malgrado i crescenti dissensi, sempre. La presente lettera, forse non mai spedita, è documento di tali dissensi, che il Manzoni aveva già maturato per conto suo, ma che la lettura degli Opuscoli del Rosmini portò a compimento. Rosmini accusava Cousin di confusione tra sistema platonico e sistema cristiano nella misura in cui il Cousin postula una rivelazione naturale, una ispirazione oggettiva, impersonale, senza riflessione, disgiunta dalla rivelazione cristiana.
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Victor Cousin
(1792-1867), francese, fu il massimo rappresentante dell'eclettismo
spiritualistico. Occupò importanti cariche pubbliche sotto la monarchia di
Luigi Filippo, quali il ministero della Pubbica Istruzione. Per il Cousin tutti
i sistemi filosofici si possono ridurre a quattro: sensismo, idealismo,
dogmatismo, misticismo. Il compito dell'eclettismo è quello di mettere in luce,
nel logico succedersi di questi sistemi, l'elemento spiritualistico.
L'opera
teoretica più originale è Du Vrai, du Bien et du Beau (1837).
Ma il Cousin fu anche, o soprattutto, storico
della filosofia, come il suo metodo eclettico pretendeva. E si raccomandano tra
gli altri i suoi studi su Platone, che Manzoni conosceva, su Aristotele, su
Pascal, su Kant. Occasione della lettera fu però la lettura del Cours de
philosophe moderne, pubblicato nel '29, l'anno stesso in cui la lettera fu
scritta o almeno incominciata.
Diamo, in questa
edizione, anche le Appendici e i frammenti, di particolare importanza.
(Quadrelli)
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Victor Cousin (Parigi 1192 - Cannes
1867) filosofo francese. Promotore di un orientamento eclettico,
subì prevalentemente l'influenza della filosofia del senso
comune di Th. Reid, della tradizione spiritualistica francese e
dell'idealismo di Hegel, del quale fu amico ed estimatore.
Sebbene privo di originalità, il suo pensiero, ostile
all'illuminismo sensistico e fautore invece dei tradizionali
valori dello spiritualismo, accreditati col metodo
dell'introspezione teorizzato agli inizi dell'Ottocento da Maine
de Biran, si presentò come giustificazione teorica degli ideali
moderati della borghesia francese del tempo (Del vero, del bello
e del bene, 1853). Maggiore considerazione meritano le sue
traduzioni di Platone e di Proclo, l'edizione critica di
Cartesio e in generale gli studi di storia della filosofia, dei
quali egli fu in Francia l'iniziatore, ispirandosi liberamente
al concetto hegeliano dello sviluppo ideale e razionale dello
spirito storico (Frammenti filosofici, 1826; Nuovi frammenti
filosofici, 1828; Corso di storia della filosofia, 2 voll.,
1828-29; Corso di storia della filosofia moderna, 5 voll., 184
1; Studi su Pascal, 1842).
(Enciclopedia Garzanti di
filosofia..., Garzanti, Milano, 1981)
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© 2003 - prof. Giuseppe Bonghi - E-mail Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2003 |