Introduzioni alla Nencia da Barberino di Lorenzo il Magnifico
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Il testo della Nencia è tratto dalla cosiddetta "redazione A" - conservata nel codice Ashburnham 419 -, «copia tarda, anche se (data la sua correttezza) esemplata con ogni probabilità direttamente sull'originale o su ms. vicinissimo all'originale», come mostra - sulla scia di Mario Fubini - Paolo Trovato (in «Rivista di di letteratura italiana», I,3,1983, pp. 635-649). L'edizione cui si fa riferimento è quella di Rossella Bessi, ma apportando minimi ammodernamenti grafici (rinuncia al raddoppiamento fonosintattico e al punto sottoscritto).
Lorenzo de' Medici scrisse la Nencia da Barberino poco prima del 1470 (secondo Domenico De Robertis) o al massimo nel 1473-1474 (secondo Luigi Russo), in un periodo di tempo in cui trascorse un po' di mesi nel Mugello su invito di Luigi Pulci, L'attribuzione di questo poemetto a Lorenzo il Magnifico è stata variamente discussa: si tratta di un'opera assai felice che fonde la creazione classica dell'ottava con l'andamento rustico e campagnolo del contenuto in un linguaggio volutamente popolare nell'uso delle parole ma certamente elevato nell'uso della costruzione sintattica.
Il Vallera, un contadino del Mugella, canta la bellezza di Nencia, elogiando il suo corpo in un modo insinuante e scherzoso, pronto all'offerta amorosa e alla burla.
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© 1996 - Tutti i diritti sono riservati Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2011 |