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I Poemi italici, pubblicati l'anno prima della morte, si ricollegano idealmente a Odi e Inni, ma esasperano quel faticoso simbolismo che già era il limite alle Canzoni di Re Enzio. Tre soli sono giunti a noi, oltre a poche «tracce» custodite dalla Biblioteca di Bologna. Quelli completamente sviluppati s'intitolano Paulo Ucello, Rossini e Tolstoi; quelli promessi, ignorando la morte vicina, avrebbero dovuto celebrare Marsilio Ficino, Michelangelo e Galileo. |
INDICE GENERALE
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POEMI CONVIVIALI
PAULO UCELLO ROSSINI Preludio Canto Primo Canto Secondo TOLSTOI CAP. I - In prima come Paulo dipintore fiorentino s’invogliò d’un monachino o ciuffolotto CAP. II - Della parete che Paulo dipingeva nella stanzuola, per sua gioia, con alberi e campi in prospettiva. CAP. III - Come in essa parete avea dipinti d’ogni sorta uccelli, per dilettarsi in vederli, poi che averli non poteva. CAP. IV - Come mirando le creature del suo pennello non disse l’Angelus e fu tentato. CAP. V - Della mormorazione che fece Paulo, il quale avrebbe pur voluto alcun uccellino vivo. CAP. VI - Come santo Francesco discese per la bella prospettiva che Paulo aveva dipinta, e lo rimbrottò. CAP. VII - Come il santo intese che il desìo di Paulo era di poco ed ei gli mostrò che era di tanto. CAP. VIII - Come il santo partendosi da Paulo, che pur bramava sì piccola cosa, disse a lui una grande parola. CAP. IX - Come il santo gli mostrò che gli uccelli che Paulo aveva dipinti, erano veri e vivi anch’essi, e suoi sol essi. CAP. X - All’ultimo come cantò il rosignolo, e Paulo era addormito. |
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Biblioteca |
Progetto Pascoli |
© 1996 - Tutti i diritti sono riservati Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi Ultimo aggiornamento: 08 maggio 2011 |