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Appartengono al «periodo pisano» del poeta e costituiscono l'espressione più tipica della «poesia civile» del Pascoli. Dedicati alla «Giovane Italia», celebrano eroi e fatti gloriosi: e il motto che li contraddistingue - Canamus - indica una disposizione dell'anima e della volontà, che è insieme coscienza dell'eredità carducciana, ma senza rinunce all'eterno tema del «fanciullino». |
INDICE GENERALE
OdiLa piccozza La lodola A una morta L’ultimo frutto Il sepolcro Il vecchio L’aurora boreale Il cane notturno La cutrettola L’isola dei poeti La quercia d’Hawarden Bismarck La favola del disarmo Al corbezzolo Gli eroi del sempione Al serchio A Giuseppe Giacosa L’anima La sfogliatura A ciapin Convito d’ombre Il dovere Nel carcere di Ginevra Il negro di Saint-Pierre L’agrifoglio L’ederella La rosa delle siepi Crisantemi A Gaspare Finali A riposo Alla cometa di Halley Ad una ròcca Chavez Abba InniA Giorgio Navarco Ellenico Ad Antonio Fratti Pace! Manlio Il ritorno di Colombo Andrée Al Re Umberto Al Duca degli Abruzzi e ai suoi compagni A Umberto Cagni Alle batterie siciliane Alle «Kursistki» L’antica madre La porta Santa A verdi Il pope Al Dio termine Inno secolare a Mazzini Inno degli emigrati italiani a Dante Il ritorno Il sogno di Rosetta |
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Biblioteca |
Progetto Pascoli |
© 1996 - Tutti i diritti sono riservati Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi Ultimo aggiornamento: 08 maggio 2011 |