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Alla nutrita ed accesissima disputa originata dal padre barnabita Onofrio Branda (1710‑1776) autore di due Dialoghi della lingua toscana, Milano, 1759 e 1760, cui intervennero numerosissimi letterati, il Parini prese parte con tre scritti: una lettera Al Padre D. Paolo Onofrio Branda milanese C. R. di S. Paolo e professore della Rettorica nella Università di S. Alessandro, Milano, Galeazzi, 1760; un Avvertimento, che fece séguito ad una replica del Branda, e un'altra Lettera di Giuseppe Parini Milanese in proposito d'un'altra scritta contro di lui dal padre D. Paolo Onofrio Branda milanese, entrambi pubblicati dallo stesso editore nello stesso anno; vi accennò anche successivamente nel 1766, nella Prefazione alle poesie del Tanzi. Il primo dei tre scritti è certo il più significativo, non solo per l'interessante messa a punto della questione linguistica («Le lingue... sono tutte indifferenti per riguardo alla intrinseca bruttezza o beltà loro») e per la fervida professione di spiriti lombardi, ma soprattutto per la franchezza con la quale, in nome della ragionevolezza e dell'amore della verità, il giovane Parini non esita ad opporsi al purismo gretto e pedantesco di un suo antico maestro e ad un costume meschino e insincero di polemica letteraria.
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fine 1759 14 aprile 1760 28 luglio 1760 |
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© 2004 - by prof. Giuseppe Bonghi - E-mail Ultimo aggiornamento: 08 settembre, 2004 |