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Il sonoro è ovviamente un po' disturbato, ma conserva intatto il fascino di un documento che proviene da un'epoca lontana ormai un secolo.
Il Futurismo è un grande movimento antifilosofico e anticulturale di idee, intuiti istinti pugni calci schiaffi specchiatori purificatori innovatori e velocizzatori creato il 20 febbraio 1909 da un gruppo di poeti arditi italiani geniali. Fra le tante definizioni io prediligo quella data dai teosofi: «I Futuristi sono i mistici dell'azione». Infatti i Futuristi hanno combattuto e combattono il passatismo sedentario sotto tutte le forme: prudenza diplomatica, logica pessimistica, neutralismo, tradizionalismo, culto del libro, biblioteche, musei ... I Futuristi hanno adorato e adorano la vita nella sua colorata e tumultuosa varietà illogica e la sua bellezza muscolare e folle. Armati di coraggio temerario e innamorati di ogni pericolo, essi arricchirono l’arte e la sensibilità artistica col succo e con le vibrazioni di una vita impavidamente osata, vissuta, voluta. Creare vivendo, talvolta contaminando, affermare, lanciarsi, battersi, resistere, riattaccare, lanciarsi di nuovo, indietreggiare mai, marciare non marcire. Nel 1909, mentre i patrioti si contentavano di polemizzare contro i negatori della sognata grande Italia d'oggi, noi Futuristi imponevamo la nostra fede spavalda e aggressiva con milioni di manifesti e centinaia di conferenze nei teatri e nelle piazze [...] |
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© 1996 - Tutti i diritti sono riservati Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi Ultimo aggiornamento: 07 maggio 2011 |