Vittorio Alfieri

Vita scritta da esso

Vittorio Alfieri, Vita scritta da esso, riveduta sull'originale e annotata da Luigi Fassa (su invito di Guido Biagi), con un ritratto dell'autore e un autografo, Firenze, Sansoni editore, 1926

Introduzione

EPOCA PRIMA

PUERIZIA

ABBRACCIA NOVE ANNI

DI VEGETAZIONE

  Introduzione

I - I - Nascita e parenti

II - Reminiscenze dell'infanzia

III - Primi sintomi di un carattere appassionato

IV - Sviluppo dell'indole indicato da vari fattarelli

V - Ultima storietta puerile

EPOCA SECONDA

ADOLESCENZA,

ABBRACCIA OTTO ANNI

D'INEDUCAZIONE

I - Partenza dalla casa materna, ed ingresso nell'Accademia di Torino, e descrizione di essa

II  - Primi studi, pedanteschi, e mal fatti

III  - A quali de' miei parenti in Torino venisse affidata la mia adolescenza

IV - Continuazione di quei non-studi

 V - Varie insulse vicende, su lo stesso andamento del precedente

 VI - Debolezza della mia complessione; infermit?continue; ed incapacit?d'ogni esercizio, e massimamente del ballo, e perch?

VII - Morte dello zio paterno. Liberazione mia prima. Ingresso nel Primo Appartamento dell'Accademia

VIII  Ozio totale. Contrariet?incontrate, e fortemente sopportate

IX - Matrimonio della sorella. Reintegrazione del mio onore. Primo cavallo

X - Primo amoruccio. Primo viaggetto. Ingresso nelle truppe 

EPOCA TERZA

GIOVINEZZA

ABBRACCIA CIRCA DIECI ANNI

DI VIAGGI E  DISSOLUTEZZE

appendici

 I - Primo viaggio. Milano, Firenze, Roma

 II - Continuazione dei viaggi, liberatomi anche dell'aio

 III  - Proseguimento dei viaggi. Prima mia avarizia

 IV  - Fine del viaggio d'Italia; e mio primo arrivo a Parigi

 V - Primo soggiorno in Parigi

VI - Viaggio in Inghilterra e in Olanda. Primo intoppo amoroso

VII - Ripatriato per un mezz'anno, mi do agli studi filosofici

VIII -  Secondo viaggio, per la Germania, la Danimarca e la Svezia

 IX - Proseguimento di viaggi. Russia, Prussia di bel nuovo, Spa, Olanda e Inghilterra

  X  - Secondo fierissimo intoppo amoroso a Londra

 XI - Disinganno orribile

 XII - Ripreso il viaggio in Olanda, Francia, Spagna, Portogallo, e ritorno in patria

 XIII - Poco dopo essere rimpatriato, incappo nella terza rete amorosa. Primi tentativi di poesia

 XIV - Malattia e ravvedimento

 XV - Liberazione vera. Primo sonetto

POCA QUARTA - PARTE PRIMA

VIRILITÀ

ABBRACCIA TRENTA E PIÙ ANNI

DI COMPOSIZIONI,

TRADUZIONI, E STUDI DIVERSI

 I  - Ideate, e stese in prosa francese le due prime tragedie, il Filippo, e il Polinice. Intanto un diluvio di pessime rime

 II - Rimessomi sotto il pedagogo a spiegare Orazio. Primo viaggio letterario in Toscana

 III  - Ostinazione negli studi pi?ingrati

 IV  - Secondo viaggio letterario in Toscana, macchiato di stolida pompa cavallina. Amicizia contratta col Gandellini. Lavori fatti o ideati in Siena

 V - Degno amore mi allaccia finalmente per sempre

 VI - Donazione intera di tutto il mio alla sorella. Seconda avarizia

 ">VII - Caldi studi in Firenze

 VIII - Accidente, per cui di nuovo rivedo Napoli, e Roma, dove mi fisso

 IX - Studi ripresi ardentemente in Roma. Compimento delle quattordici prime tragedie

X - Recita dell'Antigone in Roma. Stampa delle prime quattro tragedie. Separazione dolorosissima. Viaggio per la Lombardia

 XI  - Seconda stampa di sei altre tragedie. Varie censure delle quattro stampate prima. Risposta alla lettera del Calsabigi

 XII- Terzo viaggio in Inghilterra, unicamente per comperarvi cavalli

XIII - Breve soggiorno in Torino. Recita uditavi della Virginia

 XIV- Viaggio in Alsazia. Rivedo la donna mia. Ideate tre nuove tragedie. Morte inaspettata dell'amico Gori in Siena

 XV- Soggiorno in Pisa. Scrittovi il Panegirico a Traiano ed altre cose

XVI - Secondo viaggio in Alsazia, dove mi fisso. Ideativi, e stesi i due Bruti, e l'Abele. Studi caldamente ripigliati

 XVII - Viaggio a Parigi. Ritorno in Alsazia, dopo aver fissato col Didot in Parigi la stampa di tutte le diciannove tragedie. Malattia fierissima in Alsazia, dove l'amico Caluso era venuto per passare l'estate con noi

-XVIII Soggiorno di tre e pi?anni in Parigi. Stampa di tutte le tragedie. Stampa nel tempo stesso di molte altre opere in Kehl

  XIX- Principio dei tumulti di Francia, i quali sturbandomi in pi? maniere, di autore mi trasformano in ciarlatore. Opinione mia sulle cose presenti e future di questo regno

EPOCA QUARTA

PARTE SECONDA

appendici all'epoca quarta

Proemietto

XX - Finita interamente la prima mandata delle stampe, mi do a tradurre Virgilio e Terenzio; e con qual fine il facessi

XX bis - Quarto viaggio in Inghilterra e in Olanda. Ritorno a Parigi dove ci fissiamo davvero, costrettivi dalle dure circostanze

XXI - Fuga di Parigi, donde per le Fiandre e tutta la Germania tornati in Italia ci fissiamo in Firenze

 XXII - A poco a poco mi vo rimettendo allo studio. Finisco le traduzioni. Ricomincio a scrivere qualche coserella di mio, trovo casa piacentissima in Firenze; e mi do al recitare

 XXIII - La curiosit?e la vergogna mi spingono a leggere Omero, ed i tragici greci nelle traduzioni letterali. Proseguimento tepido delle satire, ed altre cosarelle

XXIV - Per qual ragione, in qual modo, e con quale scopo mi risolvessi finalmente a studiare da radice seriamente da me stesso la lingua greca

XXV - Frutto da non aspettarsi dallo studio serotino della lingua greca: io scrivo (spergiuro per l'ultima volta ad Apollo) l'Alceste seconda

 XXVII - Misogallo finito. Rime chiuse colla Teleutodia. L'Abele ridotto; cos?le due Alcesti, e l'Ammonimento. Distribuzione ebdomadaria di studi. Preparato cos?e munito delle lapidi sepolcrali, aspetto l'invasion dei francesi, che segue nel marzo '99

XXVIII - Occupazioni in villa. Uscita dei francesi. Ritorno nostro in Firenze. Lettere del Colli. Dolore mio nell'udire la ristampa prepararsi in Parigi delle mie opere di Kehl, non mai pubblicate

 XXIX - Seconda invasione. Insistenza noiosa del general letterato. Pace tal quale, per cui mi scemano d'alquanto le angustie. Sei commedie ideate ad un parto

  XXX- Stendo un anno dopo averle ideate la prosa delle sei commedie; ed un altr'anno dopo le verseggio; l'una e l'altra di queste due fatiche con gravissimo scapito della salute. Rivedo l'abate di Caluso in Firenze

XXXI- Intenzioni mie su tutta questa seconda mandata di opere inedite. Stanco, esaurito, pongo qui fine ad ogni nuova impresa; atto pi?a disfare, che a fare, spontaneamente esco dall'epoca quarta virile, ed in et?di anni cinquantaquattro e mezzo mi do per vecchio, dopo ventotto anni di quasi continuo inventare, verseggiare, tradurre, e studiare - Invanito poi bambinescamente dell'avere quasi che spuntata la difficolt?del greco, invento l'ordine d'Omero, e me ne creo αύτοχεῑρ cavaliero.

Appendici varie

Appendici all'Epoca terza

Appendici all'Epoca quarta

Lettera dell'Ab. di Caluso sulla morte di Alfieri

TESTAMENTI di Vittorio Alfieri  (in PDF)  in HTML)

Biblioteca

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Ultimo aggiornamento: 02 luglio, 2012