Giuseppe Ripamonti

La peste di Milano del 1630

tradotta da Francesco Cusani

Edizione di riferimento

Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630, libri cinque, cavati dagli Annali della città e scritti per ordine dei LX Decurioni dal Canonico della Scala  Giuseppe Ripamonti, istoriografo milanese volgarizzati per la prima volta dall’originale latino da Francesco Cusani, con introduzione e note, Milano, Tipografia e Libreria Perotta e C., 1841.

Indice

Introduzione

Dedica del Traduttore a’ suoi concittadini

Introduzione. — Da un Ragionamento inedito del Traduttore sui principali Storici e Cronisti milanesi

Dedica dell’Autore agli Illustrissimi Signori il Vicario ed i Settanta Decurioni del Consiglio Generale della Città di Milano  

Libro I

Condizioni di

Milano prima

del contagio

— La carestia.

La peste.

I. Prologo

III. Posizione e stato della città avanti la peste

IV. Come gli apparecchi di guerra, indi la fame, cominciassero ad affliggere Milano

IV. Dei governatori di Milano Fuentes, Velasco e Mendona, e ancora dell’origine e delle cause di guerra

V. Toledo, Figueroa, Consalvo di Cordova governatori di Milano. — Origine della carestia

VI. Della fame che precedette la peste

VII. Del pubblico Consiglio, ossia dei LX Decurioni di Milano che provvidero alla miseria generale

VIII. Del Lazzaretto e della moltitudine de’ poveri in esso ricoverata

IX. Discipline stabilite al Lazzaretto e od ospitale della Stella

X. Il Lazzaretto è riprovato e si sgomina

XI.Tumulto popolare per la carestia

XII. La peste scoppia in Milano

XIII. Furore e sloltezza della plebe circa la credenza della peste

XIV. Pericolo corso dal protofisico Lodovico Settala all’incominciare della peste.

XV. I Magistrati pensano a più efficaci rimedj

XVI.I Il corpo di S. Carlo viene trasportato solennemente per Milano, onde impetrare che cessi la poste

XVII. Dopo la processione s’accresce la peste

XVIII. Aspetto ributtante di Milano pe’ mucchi dei cadaveri e l’insolenza dei Monatti

Libro II

gli untori

I. Prologo

II. D’un terribile e falso rumore divulgato in Milano ed all’estero

III. Del Piazza, del Mora, del Baruello, e d’altri untori

IV. D’altri che a torto furono credati untori, o per tali imprigionati

V. D’un grande e insigne personaggio sul quale cadde il medesimo assurdo sospetto

VI. Si espongono le opinioni di filosofi e medici chiarissimi circa gli unguenti pestiferi e vari casi

VII. Repentino e pestifero tumulto

VII. Varj casi di peste nel Lazzaretto. — Il padre Felice presidente del medesimo

IX. Come incominciò a rallentare la pestilenza, e come ebbe termine

 Libro II

Appendice

APPENDICI DEL TRADUTTORE AL LIBRO SECONDO 

I. Difesa di Giovanni De Padilla

II. Censiderazioni sul Processo degli Untori

La Colonna Infame

Libro III

Il cardinale

Federico Borromeo

e il clero durante la feste.

I. Prologo

II. Provvidenze e dispositioni del Cardinale ai primi rumori di peste

III Suoi falli durante la peste

IV. Lazzaretto ecclesiastico istituito da Federico

V. Denaro portato al Cardinale da due contadini e dal Lomellini di Genova

VI. Avvisi e consigli del Cardiuale al suo clero

VII. Premura del Cardinale pei Monasteri delle Sacre Vergini

VIII. Il Cardinale presagisce per ispirazione divina la prossima cessazione della pestilenza e si accinge a riordinare gli studj ecclesiastici e le arti.

IX. Opinioni e sentenze di Federico Borromeo circa la peste

Libro IV

LIBRO QUARTO — Venuta e diffusione della peste in LOMBARDIA. Atti del tribunale di Sanità.

I. Prologo

II. Atti del Tribunale di Sanità

III. Nuove particolarità sulla carestia e la peste

Libro IV

Appendice

Appendice del traduttore al libro quarto.

Intorno la mortalità della peste del 1630 e la popolazione di Milano a quell’epoca

Libro V

LIBRO QUINTO

 

Confronto

della peste

del 1630

con altre,

e specialmente

 con quella

del 1576.

Proemio del Traduttore al Libro Quinto sugli Storici della Peste del 1576

I. Prologo

II. Confronto della pestilenza di Milano co l’antichissima degli Ateniesi

III. Confronto della peste di Milano con quella di Firenze

IV. Confronto della pestilenza del 1630 con quella del 1576.

V. Lazzaretti secondarj. — Capanne per gli appestati e per i poveri. — Medici. — Asilo pei bambini

VI. Voto a S. Sebastiano. — Quarantena generale. — Spurghi

VII. Donativi di Casalmaggiore

VIII. Nuove particolarità intorno i Presidenti della Sanità nel contagio del 1630. — Si accenna il gran numero degli altri Magistrati

IX. Il Senato e il Presidente del medesimo nel tempo del contagio

X. Credenza che la peste cessasse per grazia di S. Carlo. — Arca donata dal re di Spagna per deporvi il suo corpo, e nuova processione per la città

Frammento della Decade V.a del Ripamonti, in cui è descritta l’arca di S. Carlo donata dal Re Cattolico, e la solenne processione fatta in Milano il 4 novembre 1638

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Ultimo aggiornamento: 05 maggio 2011