Ludovico Antonio Muratori

Della perfetta poesia italiana

Indice

Edizione di riferimento:

Della perfetta poesia italiana, spiegata e dimostrata con varie osservazioni da Ludovico Antonio Muratori con le annotazioni critiche di Anton Maria Salvini, dalla Società Tipografica dei Classici Italiani, Milano 1821.

LIBRO PRIMO

 

A. S. Eccellenza il sig. d. Antonio Caracciolo [...]

Prefazione a’ lettori

Capitolo I.

INDICAZIONE dell'Opera

Capitolo II.

Pochi essere i buoni poeti, molti i maèstri. Potersi aggiungere nuovi lumi alla Poetica; e ciò si tenta in quest'Opera. Cosa lecita, anzi utile il censurare i grandi uomini.

Capitolo III.

Cangiamento della lingua latina nella volgare italiana. Siciliani ed altri antichi poeti d’Italia. Rime di Dante e d'altri non ancor pubblicate. Buon gusto del Cavalcanti, di Cino, del Petrarca e altri poeti. Trattati antichi della volgar poesia. Autori del secolo xv è del seguente. Stato della poesia italiana nel secolo xvii. Suoi difetti e sua riforma. Opinione et alcuni scrittori franzesi. Inondazione universale del pessimo gusto. Questa ora cessata

Capitolo IV.

In che consista la riforma della poesia. Division dell' opera, delle scienze e delle arti Poesia figliuola o ministra della Filosofia morale. Suo fine. Si disamina il disegno di due Poeti Vicentini. Difetti della lor poesia, e troppa novità.

Capitolo V.

Che sia buon gusto : altro è sterile, altro è fecondo. Non essere impossibile il darne precetti. Altra divisione del buon gusto in universale e particolare. Onde nasca la diversità de' giudizi.

Capitolo VI.

Si premettono alcune universali notizie del bello poetico. Ciò che s'intenda per bello. Due specie di esso. Amore innato del vero9 e sua bellezza. Qual vero si cerchi dalle scienze, dalle arti e dalla Poetica. Division delle cose in tre mondi. Che s'intenda per imitare, differenza tra la Poetica e V altre arti o scienze.

Capitolo VII.

In che precisamente consista il bello poetico, vero nuovo e meraviglioso dilettevole. In esso è posto il bella detta, poesia. Materia ed artifizio, due fonti di questo bello. Loro esempi. Soggetto deli imitazione e maniera d'imitare. Bello poetico ancor chiamato sublime. Ingegno, fantasia e giudizio, potenze necessarie a trovare il bello.

Capitolo VIII.

Del bello della materia. Come si cavino verità pellegrine dalla materia. Poesia dee perfezionar la natura sì nelle azioni, come ne' costumi e ne' sentimenti e nella favella. Esempi di ciò. Materia palesemente maravigliosa.

Capitolo IX.

Come i poeti cerchino il vero, e se dicono il falso. Vero certo e vero possibile, e credibile e probabile, che verisimile si chiama. O l'uno o l'altro si cerca da' poeti. Opinione del Pallavicino e d'altri non approvata

Capitolo X.

Suggetto dell' epopeia e tragedia se ha da prendersi dalla storia. Regole del verisimile, vero universale e particolare. Differenza fra la storia e la poesia; e pregio maggiore dell'ultima.

Capitolo XI.

Esempi del vero ne' sentimenti è ne' costumi. Qual vero o verisimile sia nei romanzi. Loro fine. Verisimile popolare e verisimile nobile.

Capitolo XII.

Dove sia lecito l'inverisimile e l'impossibile. Omero disaminato. Doversi perfezionar la natura, non la morale. Tasso difeso.

Capitolo XIII.

Del bello dell'artifizio. Sua virtù e suoi esempi. Perchè più belli alcuni versi in paragon degli altri. Comparazione di un passo dell'Ariosto con altro d'Omero. Bellezze delle antichissime poesie, e spezialmente dell'ebraica. Bello comune a tutte le nazioni. In che consista la differenza fra i poeti di varie lingue. Versi ingegnosi del Suzeno poeta persiano.

Capitolo XIV.

Della fantasia, di cui si dà una general contezza. Differenza tra essa e l'inteltetto, commerzio tra loro. Immagini fantastiche, e lor divisione. Dipingere poetico perchè dilettevole. Come si faccia. Ovidio, Pindaro, il Ceva ed altri lodati. Particolarizzazione. Si difende Virgilio. Eccessi delle dipinture poetiche. Omero disaminato. Altra maniera di dipinger poetico, e suo uso anche in prosa.

Capitolo XV.

Delle immagini fantastiche artifiziali. Pregio loro. Immagini vere alla fantasia per cagion de sensi. Altre vere o verisimili per cagion dell'affetto. Come si formi l'inganno della fantasia. Il Petrarca, il Boiardo e altri poeti commendati. Amore come immaginato dalla fantasia. Esempli di poeti italiani.

Capitolo XVI.

Considerazioni intorno a ciò che è vero secondo l'intelletto, e a ciò che è vero secondo la fantasia. Immagini fantastiche contenenti il vero interno. Nè pur si dovrebbono chiamar menzogne. Ragioni perchè ci piacciono. Verità astratte vestite con sensibile ammanto dalla fantasia.

Capitolo XVII.

Dell'uso della fantasia, e dell'arte di concepire le immagini fantastiche. Opinione degli antichi intorno al furor poetico riprovata., Esso è cosa naturale. Sue cagioni. Commozion degli affetti produce l'estro e fa delirar la fantasia. Immagini spiritose del Petrarca, di Virgilio, del Guidi. Furore acquistato con arte.

Capitolo XVIII.

Della maniera con cui l'intelletto, o sia il giudizio, assiste alla fantasia. Censura del Pallavicino poco fondata. Difesa del Petrarca. Riguardi necessari alla fantasia. Esempi del Guidi, del Ceva, d'Orazio e d'altri. Alcune immagini del Ronsardo, di Cestio, di Gio. Perez e del Marino, poco approvate.

Capitolo XIX.

Rapimenti ed estasi della fantasia. Esempi d'Orazio, del Filicaia, del Caro. Voli della fantasia poetica. Il Petrarca, Virgilio, il Racine e il Testi si lodano. Voli di Pindaro. Errori della fantasia volante

Capitolo XX.

Come e dove possano usarsi le immagini della fantasia. Immagini semplici concedute a tutti gli scrittori. Fantastiche artifiziali a chi si permettano. Ardire di alcuni prosatori, e intemperanza di alcuni poeti.

Capitolo XXI.

Delle immagini fantastiche distese. Esempi del Lemene e daltri. Quanto usate dagli antichi e moderni. Poema eroico quali distese ammetta. Favole degli antichi, flirta necessarie alle immagini della fantasia. Favole d'Omero esaminate. Difesa del Tasso. Allegorie e metafore peccanti. Belle immagini di Callimaco e del Ceva.

libro secondo

Capitolo I.

Dell'ingegno, e delle immagini intellettuali o ingegnose. Legami di tutte lecose. Virtù dell'ingegno in raccoglierli. Pallavicino lodato e difeso. Immagini di simiglianza. Varie maniere di adoperarle e vari esempi. Formazion delle metafore. Tesauro ripreso. Passo d'Aristotele disaminato, e ragion de' suoi spositori non approvate.

Capitolo II.

Delle immagini intellettuali di relazione. Loro esempi. Valor di Pindaro, e sua difesa. Economia d'una sua canzone.

Capitolo III.

Delle immagini ingegnose di riflessione. Esempi del Petrarca, del Tansillo, del Tasso, di Euripide ed altri. Gnomi, o sentenze, ed uso loro. Acutezze e concetti diversi Difetti delle riflessioni.

Capitolo IV.

Del vero e del falso delle immagini. Quali di queste sieno fondate sul falso. Epigramma del Grozio. Concetti del P.  le Moyne. Come si conosca il vero e il falso de pensieri. Sofismi ingegnosi. Origine loro. Marino condannato. Concetti del Tesauro e d'altri posti alla coppella.

Capitolo V.

Osservazioni intorno al ben formar le immagini. Inganno di chi forma concetti falsi. Errori del Marino, del Malerbe e d'altri. Luogo del Tasso disaminato. Pensiero del Petrarca difeso. Altro sentimento suo, come ancor del Costanzo e di Lorenzo de Medici poco lodevoli. Sofismi ingegnosi abborriti dallo stile serio, conceduti al piacevole. Cicerone e Plutarco accordati in un afferente giudizio.

Capitolo VI.

Del verisimile e dell'inverisimile delle immagini. Due spezie di verisimile. Poeta dirittamente, o indirettamente parlante. Sua libertà e riguardi. Passi del Bonarelli, di Pietro Cornelio, Virgilio, Lucano, e d'altri, posti all'esame. Versi di Virgilio difesi. Ariosto, Pradon, ed altri degni di censura. Seneca difeso. Differenza tra un pensiero ingegnoso e la maniera ingegnosa d'esprimerlo. Sentimenti del Cornelio, del Tasso, di S. agostino, e daltri poeti, messi in bilancia. Immagine del Guarino liberata dall'altrui censura.

Capitolo VII.

Verisimile delle immagini negli argomenti amorosi. Ingegno e fantasia agitati dall'amore. Luoghi del Tasso e del Bonarelli disaminati. Riguardi necessari a' poeti. Vari pensieri del Racine e di Pietro Cornelio poco applauditi. Difesa et un sentimento del Tasso.

Capitolo VIII.

Dell'affettatone de' pensieri troppo raffinati e ricercati. Esempi di Petronio, Marziale, e d'altri. Sottili sentimenti de' poeti spagnuoli. Versi del Bembo in quella favella. Vizio dell'oscurità.

Capitolo IX.

Tre specie d'ingegni, musico amatorio e filosofico, antichi poeti italiani bisognosi dei due primi. Necessità ed ufizio del filosofico. Difetto del Marino. Filosofia morale e logica necessarie ai poeti. Sentimenti d'alcuni autori francesi e del Tasso pesati. Oscurità di Dante. Lega dei tre ingegni.

Capitolo X.

Del giudizio. Virtù necessaria, ma difficultà d'insegnarla. Ufizio suo. Ovidio ripreso da Seneca. Avvedutezza e dilicatezza di giudizio. Peccati contra questa virtù. Confini del bello scoperti dal giudizio. Virtù della varietà.

Capitolo XI.

Aiuti per formare il giudizio. Come si giudichi de' famosi autori. Merito degli antichi e moderni poeti. Opinioni del Perrault e del Boileau disaminate. Tasso difeso dall'altrui censura. Bellezza dello stil di Virgilio.

Capitolo XII.

Pratica del giudizio. Sonetto del Marino posto al cimento. Si dà giudizio di alcuni luoghi et Omero. Panegirico smoderato fatto a questo poeta da un moderno scrittore.

Capitolo XIII.

Opposizioni fatte al Tasso dal Signor Boileau disciolte. Comparazione sua giùdiziosamente usata. Censure contra il medesimo del Rapino e del Mambruno ributtate. Unità et eroe nella Gerusalemme. Contrassegni del principale eroe. Sentenza del Mazzoni poco fondata.

Capitolo XIV.

Linguaggio e stil della prosa. Qual sia quello de' versi. Pompa e forza dello stil poetico. Esempi del Tasso, di Virgilio, ed altri. Prosatori adoperanti lo stil de' poeti. Linguaggio più che poetico in versi, e viziosa amplificazion de' traslati.

Capitolo XV.

Division dello stile in maturo e fiorito. Lor partigiani ed origine. Bellezze del primo non facili a scoprirsi. Bellezze del secondo permesse a giovani, artifizio ascoso e scoperto. Sentimenti finissimi di Virgilio. Paragon dei duestili, è difetti dell'acuto. Stile de' poeti bucolici Sentenza troppo severa del Fontenelle.

Capitolo XVI.

Estremi viziosi degli stili. Contrapposti equivochi, allitterazioni, allusioni, e altre pesti condannate. Solo permesse allo stil faceto. Acrostici e somiglianti bagattelle derise. Sono argomento d'ingegni leggieri. Ciampoli troppo ardito. Vizio della siccità, e nimistà della poesia con esso. Confronto degli estremi viziosi.

Capitolo XVII.

Brevemente si tratta della riforma degli oratori. Acutezze loro esaminate ed esempi d'un valentuomo. Affettazione d'altri oratori. Vera eloquenza. Ornamento maggiore conceduto a’ panegirici. Argomenti troppo strani.

Capitolo XVIII.

Utilità che si caverebbe dal pubblicar la maniera tenuta da' migliori poeti in determinati componimenti. Dato un tema, come la fantasia e l'intelletto si diportino. Pruova fattane in un idillio. Esempi del Chiabrera e del Ceva.

LIBRO TERZO

Capitolo I.

Utile e diletto si debbono arrecar dalla poesia. Talor basta il diletto, ma il diletto sano. Utile necessario ne’ grandi poemi Come s’abbia a lavorare la nobile e perfetta poesia. Omero ed altri in ciò ripresi.

Capitolo II.

Cercasi la ragione perchè poco per l’ordinario si apprezzi la poesia, e poco sieno fortunati i poeti. Difetti di questi dalla parte del corpo. Poeti prudenti ancor felici. Imperfezioni loro dalla parte dell’anima. Follia de’ poeti innamorati. Malizia grave d’alcuni altri vanamente scusata.

Capitolo III.

Della malizia leggiera de’ poeti. Amori trattati in versi. Quanto biasimevoli negli autori, e perniziosi alla repubblica. Sentimento poco lodevole del Bembo.

Capitolo IV.

De’ difetti d’ignoranza ne’ poeti Division d’essa. Altra dalla natura, altra ha origine dal poco studio. Ignoranza sforzata. Drammi musicali da chi e quando introdotti in Italia. Musica d’essi pregiudiziale alla poesia.

Capitolo V.

De difetti che possono osservarsi ne’ moderni drammi. Loro musica perniziosa ai costumi. Riprovata ancor dagli antichi. Poesia serva della musica. Non ottenersi per mezzo d’essi drammi il fine della tragedia. Altri difetti della poesia teatrale, e vari inverisimili.

Capitolo VI.

Della necessità di riformar la poesia teatrale. Alcune correzioni proposte. Costume poco lodevole di alcuni Tragici. Temperamento nell’introduzion degli amori. Difetti delle moderne commedie. Quanto dannoso ai costumi il Molière. Altre correzioni del teatro.

Capitolo VII.

Degli argomenti della lirica. Amor donnesco falsamente creduto il più ampio suggetto dei componimenti lirici. Altri amori più vasti, e particolarmente quel di Dio e delle virtù. Loro nobiltà. Origine della lirica, e riforma di essa fatta dagl’Italiani. Argomenti non ancor ben trattati. Inni, apologi, favolette, satire. Arti varie. Difetto di Dante. Accrescimento dell’erario poetico.

Capitolo VIII.

Della lingua italiana. Pregio di chi ben usa le lingue. Lingua volgare diversa dalla gramaticale. Sentenza di Dante confermata. Utilità di chi studia le lingue. Vocabolario della Crusca lodato. Non essere il secolo d’oro della nostra lingua quel del Boccaccio. Difetti degli antichi. Contrassegni della perfezion d’una lingua. Secolo d’oro dell’idioma italiano dopo il 1500. Opinione del Salviati disaminata. Lingua de’ moderni più da imitarsi, e necessità di studiarla.

Capitolo IX.

Si difende la lingua italiana dalle opposizioni di un certo scrittore di dialoghi diminutivi ingiustamente derisi. Propri ancor della greca e latina favella. Terminazioni e varia musica delle parole italiane. Lingua nostra non amante delle antitesi, o de’ giuochi di parole. Iperboli e tropi senza ragion condannati. Uso de superlativi e delle metafore difeso.

Capitolo X.

Trasposizion delle parole nelle lingue se biasimevole, o lodevole. Pronunziazione della favella d’Italia. S’ella sia molle ed effemminata. Dolcezza virile d’essa. Conformità della lingua italiana e latina. Esagerazioni del Censore. Paragone della lingua franzese colla nostra. Obbligazioni della prima alla seconda.

Capitolo ultimo

Epilogo dell’Opera e perfezione del buon gusto poetico.

LIBRO QUARTO

Libro quarto

 

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Ultimo aggiornamento: 05 novembre, 2011