Giuseppe Bonghi

Glossario ’600

IL PROCESSO DEGLI UNTORI

FATTO IN MILANO

ANNO PÈSTIS 1630

BIBLIOTECA DEI CLASSICI ITALIANI © 2004

abraso: denudato

adosso: a spese di (faceva professione di mangiar adosso à questo, et à quello)

adminiculata: sostenuta con validi argomenti

affocarsi: infuocarsi, scaldarsi

agiutare (agiuttare) e composti: aiutare

ameda: zia

amolone: da amola, grosso recipiente a forma di anfora

ancora: anche

andare a volta: andare a passeggio, gironzolare

anti: (imposte), ante, antine

apiccare (appiccare): affibbiare qualcosa a qualcuno con la forza o con l'inganno; accusare ingiustamente (m'apiccano adesso adesso: mi accusano all'improvviso, mi prendono alla sprovvista)

appizza, appizzare (appicciare): accendere il fuoco

archibugio, archibuggio: arma da fuoco lunga con proprio dispositivo d’accensione a ruota ( i dispositivi d'accensione erano a serpe, a ruota, a pietra focaia, in molte varianti)

assentare: lasciare, abbandonare (et alli sei di Settembre assentai la piazza in Como p. 302)

avertire: stare attento; averti: stia ben attento (Dettoli, ch’averti à dir la verità)

bacciarli: baciargli (con occasione ch’andavo à bacciarli la mano la mattina et alla sira, p. 304)

bagatelle: cose di poco conto, denari di poco valore

baietta: panno nero da lutto

balette: biglie, palline

banchino: piccolo banco da lavoro, con cassetti per riporvi fogli e quant'altro come le ricette

barba: zio

barbirare: fare la barba a uno

barbaria: barbieria (venne due o tre volte in barbaria à farsi far la barba)

barettino: color verde brillante

barbisi: baffi

baricellus, (baricello, barigello, bargello): funzionario a capo della polizia, incaricato di eseguire ordinanze reali e personali di cui doveva presentare una relazione al tribunale di provvisione; indica anche popolarmente il soldato appartenente alla compagnia del capitano di giustizia; il bargello è anche la sede del posto di polizia e l'annesso carcere

basla: ciotola; baslotto: piccola ciotola

battori da oro: vedi battiloro

battiloro: operaio che fila e lamina l'oro e l'argento

beretinazzo: stoffa popolare di color verdastro (v. barettino)

bettolino: rivenditore di vini e bevande e altri generi alimentari presso caserme, ospedali e simili

bisse: bisce

bofetta, boffetta: armadio

boletta, bolletta: lasciapassare

bolettino: etichetta

bolino: bolla, bolletta da applicare a bevande e generi alimentari e da esibire agli ufficiali daziari

bordegare: passare da un bordo all'altro della strada ad imitazione del bordeggio delle navi quando navigano controvento

bozirone: cornute; persone di poco conto, buone solo per lavorare e abbassarsi di fronte a tutti (forti coi deboli, deboli coi forti)

bozze: ampolla di vetro, boccia (mettere tutto in una bozze, ovvero in una pignata vitriata, e farla bollire p. 188)

bravazzo: braverie; azioni violente tipiche dei bravi (di manzoniana memoria) caratterizzate da una certa consapevolezza di impunità determinata dalla protezione di cui godevano da parte dei signori a servizio dei quali si trovavano

bronzino: recipiente di bronzo (voce dialettale)

brugna: prugna

bugata: bucato

buglia: confusione

bussolo: bossolo

cadreghe da camera: sedie particolari con un buco nel mezzo

caldara: caldaia

canepa: canestro; cantina

camerata, camarata: sodalizio di soldati, compagnia di collegiali o di amici

camozza: camoscia, la femmina del camoscio

camuzona: (camuzzone, camuscion in milanese) una delle tre parti in cui era diviso il carcere ed era composta da un insieme di celle d'isolamento; le altre due parti erano la comune (dove i detenuti erano tenuti insieme) e il colombirolo, dove erano segregati i detenuti soggetti a stretta sorveglianza

Le carceri di Milano al tempo erano: carcere del capitano di giustizia, carcere del podestà, carcere della malastalla, carcere della Torretta di Porta Romana, carcere dell'arcivescovado: in tutte le condizioni erano disumane, «terribili per l'incuria, il fetore, le vessazioni».

canape: cordacorda usata come strumento di tortura con la quale venivano slogate le ossa della mano e del braccio

canepa: cantina

cantaride: mosca (di Spagna) coleottero che possiede un principio vescicatorio

cantone: parte, da cantonare: dividere in parti (date un cantone al Foresaro p. 193)

capire in: entrare dentro

caramale: calamaio

Carmeni: fin dal 1268 vicino alla Chiesa di Sant'Ambrogio ad Nemus aveva il proprio convento e una chiesa dedicata all'Annunciazione i Carmelitani Scalzi che nella peste del 1630 si distingueranno per abnegazione nell'aiutare la popolazione; nel 1614 viene consacrata la nuova Chiesa dedicata a San Carlo Borromeo

carnuccio (vedi garnuzzo)

carocero, carozero: cocchiere

carrato: barilotto

catetre: stipi e scranne

cato: secchio

cauterij: cauterizzazioni

cavagna: spesa (ogni mattina andava à far la cavagna, cioè à comprare ciò faceva bisogno al detto Baruello p. 109)

cavagno: canestro, paniere

cavalarizza, cavallerizza: luogo destinato all'insegnamento dell'equitazione

cendal: zendado, tessuto  leggero di seta molto fine

cendalaro: lavorante e/o commerciante di zendado (tessuto di seta) (il cugino de detti Foresari, uno cendalaro p. 100: letteralmente: che porta il cappello di zendado. Qui metaforicamente assume il significato di nullafacente che ha pretese da benestante)

cesa: siepe

chiera, ciera: viso, faccia (che hà chiera brutta, p. 88; grassotto in chiera p. 120, chiera scura p. 283)

ciffolare, cifolare: zufolare, fischiare

clavacino: clavicembalo, strumento a corda e tastiera che nel XVIII secolo verrà sostituito dal pianoforte

: capo, dal latino caput

colaro: colletto, collare

coliandre: semi del coriandolo (coriandrum sativum) della fam. delle Apiaceae usati per preparare aperitivi, aromatizzanti, digestivi, antispasmodici, antisettici (I frutti del Coriandolo vengono utilizzati in molte ricette di origine orientale, nei liquori digestivi alle erbe e nei vermouth; nel settore farmaceutico le particolari caratteristiche aromatiche permettono di correggere il sapore e l'odore di molti medicinali e soprattutto quelli di taluni lassativi vegetali. Caratteristiche più propriamente salutari del Coriandolo sono quelle di favorire i processi digestivi, di eliminare i crampi allo stomaco, i dolori colici e il mal di testa che conseguono alla cattiva digestione.)

colombara: soffitta adibita all'allevamento dei colombi

colombirolo: voce popolaresca per intendere il carcere, da colombaia/colombaro, che evidenzia la grande quantità di gente ammassata in poco spazio (qual figliuolo è nel colombirolo di S. Pietro p. 91)

communa: comune, una delle tre parti in cui era diviso un carcere milanese ne Seicento (posto in communa: m'hanno rimessa con gli altri dopo essere stata tolta dalla cella d'isolamento

confidata: affidata (non doveva stracciare detta scrittura à lui confidata dal Sig. Auditore... p. 77)

convitto: dimostrato come vero

copella: mastello

cornale: corniolo (, p. 352)

corridore: corridoio

corridore, passadizzo: cavalcavia sostenuto da quattro colonne di granito dal quale Caterina Troccazzani spiò il passaggio del Piazza e lo prese per un untore. L’ultima di queste colonne è forse quella che oggi si trova nell’interno della casa al n° 4 di via Gian Giacomo Mora. (dall’altra parte vi è la stretta detta la vedra de Cittadini, la quale da detto corso và verso il ponte de Fabrici, la qual stretta è traversata da uno corridore sostentato da alcune colonne di vivo p. 269)

cremesita: color rosso scarlatto (calcette di seta cremesita con ligami di cendal giallo p. 285)

da: corrispondente all'odierno /fa/: da quattro, ò cinque mesi in circa. - circa quattro o cinque mesi fa

dante: pelle concia di daino (Don Giovanni porta coletto di dante, p. 286

datiaro: impiegato del dazio, addetto alla riscossione di particolari imposte, come i pedaggi

decreto grazioso: decreto emanato da Filippo IV Re di Spagna il 13 novembre 1629 in occasione della nascita del figlio avvenuta il 17 ottobre, promulgato in Milano il 30 gennaio 1630

detto: dito

diligenza: perquisizione (hoggi la giustitia hà fatto diligenza in casa mia)

discesero: dicessero (et se discesero, che vuoi, dì, niente, p. 97)

discumiare, si discumiavano: sviavano, andavano da un'altra parte

disnare: mangiare, desinare; usato sia per indicare il pranzo che la cena

disquatare: scavare con energia e fretta

diutile ?

donna da partito: prostituta

dopla: doppia, moneta d'oro coniata a Milano dal 1548 da Carlo V del peso medio di grammi 6.705.

dormia: composto (fatto da Stefano Baruello) "con vino bianco, con oppio tabaico, et colandre" che favoriva il sonno

ducatone: moneta d'argento coniata a Milano nel 1551 da Carlo V

eculeo: detto anche cavalletto (da equus): strumento di tortura che serve per lo stiramento delle membra

elettuario (elletuario, eletuario): preparato farmaceutico semimolle consistente nella mescolanza dei medicamenti con miele, conserve, sciroppo, ecc.

esperto: snello

fallare: sbagliare; se non fallo: se non sbaglio (p. 186)

fangaglie: pezzettini

fassine: fascine di legna

favrici: fabbri

feraiolo, ferraiolo: sorta di ampio mantello

ferraro: fabbro ferraio

ferrata: inferriata

fiadare: emanare aria o fiato

filza: insieme di oggetti delo stesso genere (ricevute di pagamento messe in un cassettino: queste ricevute se le haverò havute saranno in filza, overo in uno delli cassettini nelli quali si sogliono mettere simili scritture p. 332)

fogatione: infiammazione

foppa, fopa: fossa, buca (dal lat. fovea)

foresaro: arrotino specializzato nell'affilare forbici che servivano per il taglio di lamine d'oro

fracasso: clamore (fece un fracasso qui in Mazenta, cioè diede d’un coltello sopra la faccia al Moretto da Barco p. 239)

franza: frangia

furigata: ruberia, furfanteria

Fustagnari: contrada di Milano caratterizzata dai lavoratori di fustagno (tele ottenute dal bombace di lino)

garbuglio: disordine, difficoltà (erano sempre sotto à garbuglio p. 223)

garnuzzo (colla di): fatta coi carnicci, pezzettini di carne che vengono raschiati dalla pelle degli animali prima della concia

giotto (ghiotto): furfante, scellerato

giovinazzo: giovanotto

giustitia: condanna del tribunale (o del Senato)

Gola Gibla: nome ebraico del diavolo

gottare: gocciolare

governare: riporre (sì che soglio governare della liscia, p. 55)

grogorano, gorgorano: tessuto di trama grossa usato perlopiù come rinforzo

gusso: guscio (gusso di noce p. 148)

imbridare: imbrigliare, mettere la briglia ai cavalli

impremudare: prendere in prestito

incapato, incappato: avvolto nella cappa (ne io l’hò potuto rafigurare troppo bene, perche parlava con me incappato ... perche stava tanto incapato p. 119)

incetta: fare incetta di qualcosa: accaparrarsi qualcosa (per conservarla o per venderla)

infanteria: fanteria

ingurarsi: augurarsi

inrodare, (arrotare): supplizio per il quale si legava un condannato a una ruota colpendolo per rompergli tutte le ossa; il condannato poi restava sospeso per un numero di ore determinato dall'autorità giudiziaria o politica finché veniva deposto, slegato e quindi strangolato. Il suo corpo venivia bruciato e le sue ceneri buttate nel fiume

insegnare: indicare (la moglie del Porrada m’insegnò uno, mà non lo conobbi)

invedriate: vetrate

lacena: ? (non vi è nè lacena nè gabinetto nel quale io habbi potuto veder cose tali, p. 307)

lambicare: distillare con l'alambicco

leccardo: ghiotto (il Baroello era leccardo come un sbirro, p. 98)

levate: lievito (riferendosi al crescere di volume della pasta)

lignamaro: falegname (nella qual stanza si sono visti alcuni banchi di lignamaro p. 316)

mal francese: lue venerea, sifilide

malossaro: marossero, da marosee, voce milanese: sensale, mediatore (malossaro da legna p. 39, malossaro da cavalli p. 123, malossaro de cambij p. 129, malossaro da vacche p. 152)

mangagna: magagna, malfatto, delitto nascosto

maniscalco, menescalco: chi cura e ferra i cavalli

mano, darti una buona mano: darti una buona manciata di denaro

mantino, mantellino, piccolo manto, scialle, mantellina

marendare, merendare: fare merenda al pomeriggio

marone, marrone: sproposito, errore madornale (Contrareplicavit Baruellus, Signore, è vero tutto quello, che hò detto, se bene questo mostacchio da porco lo nega, et è stato lui causa di farmi far il marone, et adesso vol negare la verità. p. 218)

martello: bosso, buxus sempervirens (et anche hò venduto due piante di martello per mezzo scudo, p. 352)

mastrillo: apparecchio per prendere topi

matrella: madia

matteria: materia

mattinata di sassi: ?

medemo: medesimo

mentita: menzogna

mesedare: mescere

mischia: tessuto ottenuto dalla mescolanza di due o più fibre di natura, di qualità o di colore diversi

missere: suocero

mitridate: controveleno

morto: ucciso - dice aver morto argento vivo per prepararlo: dice di aver spento (ucciso) il mercurio per prepararlo

mulatata: quantità di roba che può essere trasportata a dorso di un mulo

natura: vagina (per medicare una fogatione, che aveva nella natura, p. 64)

nevera: locale adoperato come ghiacciaia, raffreddato da ghiacchio, neve, ecc., ("nevera" o "giasera di campagna": era fatta di un cerchio in muratura molto spessa, provvista di una volta a cupola e di un camminamento, cui si accedeva dall'unica porta, che immetteva in una sala nella quale, d'inverno, venivano accumulati neve e ghiaccio.)

nota: notorietà

offelaria, offellaria: pasticceria

oglio: olio

oglio dei filosofi: "olio dei filosofi di Mesuè" olio di sapienza benedetto, divino, santo... nel quale gli antichi hanno verificato ... occulte utilitadi" È di due tipi, afferma il Calestani: l’uno è naturale che si raccoglie sopra l’acqua di fonte, l’altro è artificiale e fatto con l’arte del fuoco.

oglio di sasso: detto altrimenti nafta (Plinio libro 2. cap. 18.) o pure olio petroleo. Serve a far vernice per pitture, e per lavar le figure di cera colorata, quando per lo tempo son divenute gialle. Trovasi quest'olio nello stato di Modana, ed in altri luoghi di Lombarda; ed è mirabilmente attrattivo del fuoco. (Baldinucci, http://baldinucci.biblio.cribecu.sns.it/)

olla: vaso per uso quotidiano; ampolla di vetro o di terracotta per contenere cibi o liquidi; olla cineraria: contenente polveri mortuarie;

ongarino (ongarina, ungarino): vestimento di taglio e foggia ungherese

oppio tabaico: qualità di oppio proveniente dall'Egitto (oppio tebaico)

ormesino, ermisino: sorta di drappo leggero di seta che veniva da Ormuz sul Golfo Persico (fr. antico: armoisin)

oro potabile: così gli alchimisti chiamavano la soluzione di cloruro di oro usata in medicina; nella medicina popolare l'oro p. era la soluzione di zucchero e acquavite.

palpero, papiro (cioè carta) secondo P. Verri. (l’onto ch’io dispensai come hò detto, me lo diede il Baruello, et Gerolamo Foresaro in uno palpero sopra la ripa del fosso di P. T., p. 96). Ma è difficile immaginare un liquido contenuto in un foglio di carta per quanto questa sia resistente e spessa; pensiamo piuttosto a un piccolo contenitore di creta

panara: paniere, contenitore di vimini

panetto: fazzoletto, pezzuola per avvolgervi qualcosa (mi raccordo, che portai là un panetto de cepolle di piantarvi dentro p. 279)

panno cavelino (cavellino):

papelli: carte scritte (probabilmente contenenti liste di ingredienti per composti) - "un papello con alume di rocca: una carta sporca con allume (solfato di alluminio e potassio) bruciato

papèro, papiro: carta

parolo: paiuolo

parpagliola: moneta (al tempo di Manzoni una parpagliola valeva 2 soldi e mezzo) Durante la peste una parpagliola equivaleva a un soldo

pasquaro: spiazzo erboso pianeggiante

passadizzo, corridore: corridoio che collegava due stanze talvolta poste al primo piano sui due lati d'una strada, ed era quindi un cavalcavia, come quello citato dal Manzoni, sostenuto da quattro colonne di granito dal quale Caterina Troccazzani spiò il passaggio del Piazza e lo prese per un untore. L’ultima di queste colonne è forse quella che oggi si trova nell’interno della casa al n° 4 di via Gian Giacomo Mora.

però: perciò

Pescore ? (che fa il Pescore al Carubio, p. 152)

pevaro: pepe

pidriolo: imbuto

pinta: misura di capacità per liquidi variabile a seconda delle regioni (in Lombardia era di 1574 cc)

pistare: pestare, ridurre in polvere

podestaria: tassa imposta sulla proprietà o sui mezzi di produzione (esso voleva, che li pagassi la podestaria, et io non gliela volevo pagare, perche non havevo danari, e perciò mi tolse le scarpe, p. 356)

poltia: polta, a Milano figurativamente significava intrigo, raggiro, imbroglio, inganno; a pag. 356 si parla di infamità

Porta Renza: Porta Orientale da cui si dirama la via per Bergamo

poso: a poso a li vascelli, in cantina dietro le botti

postaria: negozio; postaria del fieno: negozio-magazzino del fieno)

posthema: apostèma, ascesso (havevo due postheme nel[149]l’orecchie)

postione: (forse) servo accompagnatore (che camminava discosto un metro dal padrone stando alle sue spalle: postione è il posteriore delle persone)

presentaneo/a: presente, attuale

preservativo: pozione che avrebbe proteggere dalla peste (et loro havevano del preservativo, mà a me non ne davano, perche non continuavo andar con loro, ne sò che sorte di preservativo fosse)

pugnata: pentola. - pugnatino: pentolino, pignatino

pusterla: piccola porta di servizio posta accanto alla porta grande all'ingresso delle città o dei castelli

quadretto: contenitore, ampolla di vetro di forma quadrata; quadretino: piccola ampolla di forma quadrata

quattata: compattata (havendola quattata ben bene, in modo che non potesse sorare p. 164)

 raso: drappo rasato di seta ed accia (canapa filata) - (et non l’hò potuto veder bene, perche era raso p. 119)

rassa (rascia, raza): panno di lana grossolana, perlopiù tessuto spigato usato per la confezione di capi di vestiario, di drappi per parare locali o per foderare sedili, di coperture per barche, di bandiere

refesso: una delle parti in cui è suddiviso un tutto (ne cavai fuori un refesso di quattro, ò cinque lire p. 346)

regarelle: listelli di legno per ceste

residenza: deposito (fa un poco di residenza in fondo, p. 57)

rogna: scabbia

rosto: arrosto

rudo, ruto: immondezzaio, letamaio

rugare: rovistare, ricercare

ruta capraria: erba perenne delle leguminose (galega officinalis) con fiori azzurrognoli piccoli in grappoli (coltivata anche come pianta ornamentale, usata in farmacia come sudorifero)

ruto: vedi rudo

saglia nera: corto mantello di lana tessuta diagonale

sale d'orina: ?

sbarozore: barattiere, malossèro, mediatore

sborso: esborso, pagamento

scarpare (scerpare), fare a pezzettini, stracciare (et non in faccia della giustizia scarparla p. 77; ne dà poi conto dando il bolettino sopra quale lui scrive, il qual bolettino è dipoi scarpato, p. 324)

scartapazzo: brogliaccio, libro per appunti e annotazioni da trascrivere nel libro mastro

scartezar filisello: [lavorazione tessile]

s.g.r.: super generaliter recte = (ha risposto correttamente sulle cose generali)

sciattino: vasettino (piccolo contenitore)

schitirolo ?: "e lo guarì, con l’adoperar uno schitirolo con certe acque, che diceva haver fatto lui"

scodere, scuodere: riscuotere; scodendo: riscuotendo: ricevono il cambio d’altri danari scodendo l’usura)

scossale: grembiule

scrima, scrimatore: scherma, spadaccino

scrittore: in un ufficio era colui che manteneva in ordine le scritture contabili

scuodere, scodere: riscuotere

segar li grani: mietitura

segietta: lettiga per malati; portantina

serviciale: clistere

sganare, sgannare: liberare dall'inganno, rassicurare, liberare dall'errore

sgarbellata: da garbella = setaccio; garbellare = setacciare; la s iniziale dà un significato praticamente opposto e indica l'impossibilità di setacciare, cioè di far passare qualunque cosa attraverso i forellini; quindi, una bocca sgarbellata non è che una bocca infiammata e chiusa attraverso la quale nulla può entrare o uscire (mà in verità non potevo, perche mi sentivo chiudere le parole nella gola, che non potevo proferirle, in modo che anche di presente mi brusa la gola, e l’ho anche tutta sgarbellata... p. 205)

sgaridone: attaccabrighe, pronto ad alzar la voce e le mani

sibilo: fischio

sira: sera

smenzo (in volto): dal volto pallido e piccolo; smidollato (come carattere); (smenzo in volto, vestito di nero, non molto grande, poco di volto p. 129)

sminzetta: piccoletta la chiera sminzetta)

smoglio: ranno, liscivia

smoiazzo: sterco umano; voce dialettale milanese con valore spregiativo: ranno, fondo di liscivia

sopravia: superficie (fa di sopravia una teletta, p. 58)

sorare: esondare, fuoruscire durante la bollitura,

sormentati: affaticati, in fin di vita, mezzi morti (e quelli ghezzi, che erano due, mezzo sormentati, involti in uno mantile strazzato p. 191)

sostre: magazzini di legna e carbone

sparagnare: evitare, risparmiare, risparmiarsi (sparagnare di farmi tener ligato)

sparmire: risparmiare, evitare (dirò per sparmire li tormenti tutto quello posso dire, Migliavacca p. 148)

speciaria: farmacia

speciaro: farmacista

sportella: cesta

spumma: bava

staro, stara: staio, staia (plur.), recipiente e misura di capacità pari a 19 litri a Milano (diverse le misure in altre parti d'Italia) (et anche il Prete della Cura mi hà datto trè stara di robba, segale, formento, et orzo da vivere, p. 352)

stentivo: stantio

stopare, stoppare: sigillare (mà sorava nè più, nè meno, e la stopò à torno à torno con delle pezze ... e stopò detti vasetti con della cira p. 164)

stratagliato: ornato di intagli e/o ricami che lasciavano vedere il tessuto sottostante (, calzoni di rassa nera stratagliata p. 285)

strazzo: straccio, panno

strechione: strettone, viottolo (nel ruto nel strechione: nell'immondezzaio dello Strettone, presso il corso di Porta Orientale)

stremizio: timore, paura, spavento

strentore: materia saponosa che si ricava dal procedimento descritto da Clara Brippia (p. 55: «come ne hò governato un poco in uno parolo, che è là in cantina, et un poco nella detta cantina, la quale lisciva, stando lì si purga, et il sapone cala giú et fa fondo brutto, et detto fondo resta bianco, et del smoglio avanzato dalle bugate si adopera per far delli strentori alle mani»)

stuffare: stuffare, chiudere ermeticamente, sigillare (restorno à far cuocere la robba, che era in detta pugnatta, la quale l’havevano stuffata benissimo, che non poteva in alcuna parte fiadare: restarono a far cuocere la roba che era in quella pentola che avevano sigillato benissimo, tanto che non ne poteva uscire alcun vapore)

subdens: esponendo, spiegando (frasario giuridico)

tachente: attaccaticcio, colloso; viscido

tanète: color giallo bruno, "lionato fulvo scuro"

tappa: talpa (io sono balordo come una tappa, tanto posso dire il mio male, come il mio bene, p. 353): persona capace di prendere decisioni volutamente giuste e volutamente sbagliate

tegna (tigna): malattia del cuoio capelluto che porta alla calvizie

tenere secreto: non rivelare una cosa (Raccordatevi di tenermi secreto: ricordatevi di non rivelare la mia identità, p. 188)

terra: appezzamento di terreno che serviva per piantare l'accampamento

tolla: latta (voce viva ancora adesso nell'espressione: faccia di tolla

tolto: preso; ricevuto (non hò mai tolto preservativo, nè sò, che gl’altri l’abbino tolto p. 155)

torza: torcia (il Barbiere haveva onta la sua torza di quell’onto, e di mano in mano che colava p. 206)

tosoni: giovanotti

tosanne: ragazze

toties quoties: ogni volta che

trapello (tropello): capannello, insieme di persone che chiacchierano insieme

travagliato: sofferto (havendo io à tempi passati travagliato di mal francese, dice Baruello, p. 67)

triacca: elettuario, composizione farmaceutica, medicina

trigato: fermo (et essa mi disse, che l'aveva visto trigato lì, et che li haveva dato un poco di sospetto)

truta: trota

ugualare: uguagliare, andare alla pari

ulz: come detto sopra

uschio: uscio

varole: le pustole del vaiolo (mangiato delle varole: butterato)

vascello: botte (per vini) da cantina (voce dialettale comune a molte zone)

ventosare: attaccare mignatte al corpo del malato

vernazza: vernaccia

visighetti: ?

vodare: vuotare

zaina: contenitore di vetro della capienza di un quarto di boccale (che era un contenitore che fungeva da misura di capacità, a Milano di circa un litro, a Firenze il doppio).

zarlatano, zarlattano: ciarlatano, persona insignificante

zatti: rospi

zerbido, zerbo: gerbido, incoltivato, improduttivo

zucca: recipiente a forma di zucca (venivano alla mia hostaria à tuor del vino con la zucca per andar à piscare p. 256)

Indice Biblioteca

Biblioteca

Processo agli untori

© 1996 - Tutti i diritti sono riservati

Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 09 aprile 2011