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ecquane, ecco
effetto, efficacia, forza [Jacopone da Todi, LXXXI,79: Amor, lo tuo effetto; Amor, la tua efficacia]
ei (1), egli
ei (2), ebbi
eiulato, lamento [Jacopone LIII,26: donne el mio pianto - con granne eiulato]
êl, nel
eleggere, scegliere; cfr. aleggere.
elezion(e), scelta
êl, enl, nel
êlla, e alla, nella
elzare, alzare, sollevare; elzàive, sollevatevi [Rime dei memoriali bolognesi, III,9: elzaive la gonella]
embriare, ubriacare [Elegia giudeo-italiana, 57: ké de lo vino là l’embrïaro]
embrostare, ricamare; embrostae, ricamati/e
ème, mi è
empiezza, rabbia, malanimo, empietà
emplo, pieno; riempie, riempiono
emprendro, comprendere
emprimament, per prima cosa, in primo luogo, primo (in una enumerazione) [Giacomino da Verona, De Jerusalem]
(e)mpugnare, combattere [Jacopone da Todi, LXXXI,128: Nel tuo laudar lo ‘mpugni]
encendio, incendio
encenso, acceso
enganà, ingannato, caduto nell'inganno del peccato
enscire, uscire; enxo, esce, escono; enxiro, uscirà, usciranno
ensire, uscire; enso, esce, escono; ensiro, uscirà, usciranno
emmalsanire, ammalarsi di lebbra [Jacopone, VI,37, la tua alma emmalsanire, la tua anima ammalarsi di lebbra]
emmagenato, immaginazione [Jacopone da Todi, LXXXI,54: sopr’onne emmagenato]
emmantinente, subito
èmmi, mi è; è per me
enalluminare, illuminare [San Francesco, Cantico delle Creature, 18: per lo quale enallumini la nocte]
enançi, prima, avanti
enanço, piuttosto
enavanzare, guadagnare
ençegnar, ingannare
ençegni, accorgimenti
enclenare, inchinare, enclena, inchina
enclinare, rispetta [Aquino, XII 13: ch'ogni amadore la dotta ed enclina, che ogni amante la teme e rispetta]
encogetabele, impensabile, [Jacopone LXXXI,20: amore encongetabele]
encontinento, immediatamente, subito
encotare, inquietare, molestare; encote, inquietino, molestino
encrese. è incresciosa [Proverbia quae dicuntur, 651: Tanti à de malveci, c'a Deu e a sainti encrese]
endemandare, domandare, chiedere
endereo, indietro
enditiu, inizio
enditiu, (come etniçia) segno [Ritmo su Sant’Alessio, 90: lauda Deu ka bonu fa lo enditiu; Contini]
enemico, enemigo, nemico
enfaçolade, velate (coperte dal velo o da un fazzoletto grande da mettere in testa) [Proverbia quae dicuntur, 654: No laudo tute moneche qe sta enfaçolade]
enformare, regolare, indirizzare (Ageno) [Jacopone LXXXI,44: enforma ‘l desiderio, (l’Amore) regola il desiderio]
enfra, infra, tra, fra
enganà, ingannato
engavinato, legato, incatenato, avvinto [Jacopone, LV,30, engavinato êl catenone, avvinto alla catena]
engiulia, ingiuria, torto, sopruso
enlora, allora [Proverbia quae dicuntur, 587: enlora vol qe l'omo plui li bata lo ventre]
enienoccare, inginocchiare; enienoccone, inginocchiò
ennamarsi, farsi prendere all'amo [Jacopone, LXXII,18, chi ‘n tal pensier s’ennama]
ennamorato (sost.), amore [Jacopone da Todi, LXXXI,110: è ‘l tuo ennamorato]
ennante 1, prima [Jacopone, LV,47: Tanto pane ennante affetto]
ennante 2, davanti
ennantir, insuperbirono [Guittone d'Arezzo]
-enno, gramm. terminazione del gerundio: vedenno, deportanno guardanno (presente ancora nell’Italia meridionale)
ennodiato, odiato
enoiusi, noiosi, cattivi, spiacevoli
ensegnato, insegnamento [Jacopone LXXXI,46: col breve tuo ensegnato, col tuo insegnamento essenziale]
enserviziato, atto a render servizi [Jacopone, LXXII,23, l’omo enservizïato]
ensia, uscita [Proverbia quae dicuntur, 508: tal ge n'entrà rïendo qe plançe a l'ensia]
ensir, ensire, uscire [area veneta]; enso, esce, escono;
entaglia, intaglio, intacco, tacca, segno
entendre, entendro, capire, intendere; entendrì, inteso, capito
entenza, contrasto
enterdente, inesplicato
entengere, intingere; entenga, intinga [Contrasto del povero e del ricco, 155: entre l'acqua sí l'entenga]
entorbolae, intorbidate, torbide
entorculare torchiare
entrasatto, sùbito
entrego, integro
entremettere, occupare; entremetia, entremettia, occupava [Ritmo su Sant’Alessio, 24: ka multu se•mn’ entremetia, perché molto se ne occupava; Contini]
entri, tra i
entro, tra
enumerabel, innumerevoli, innumerabili
envilia, invidia
enxire, uscire; enxo, esce, escono;
enzampagliato, (enciampigliato) imprigionato legato con catene alle gambe [Jacopone, LV]
eo, io
Epentesi, di i, non attuata in battesmo, cresma; di r, in valentri (valenti)
Epitesi di e: dopo monosillabi: èe, fae, bae, boe, piue, síe; stae, dopo ossitoni: cosíe, e in particolare dopo futuri: alerae, mostrerroe, perirae, e dopo perfetti: mutoe, offuscoe, seminoe, udie
eranza, errore
erranza, dubbio [Lentini, Canzone XV 3, temer mi face e miso m'ha in erranza]
erro, differenza
erto, superbo
erkesu, richiesto [Ritmo su Sant’Alessio, 176: enfratantu ket te sia erkesu, finché questo ti è richiesto]
erradunare, radunare; erradunaru, radunarono
errecevere, ricevere
errenegare, rinnegare
erresanare, risanare
ermanere, rimanere
erpusare, riposare
esçalsare, scalzare; esçalsa, scalza
esciamare, disamare [Jacopone, LXXII,15, onn’omo sì me esciama]
esco, esca, allettamento
escosso (ad escosso) stecchetto, a stecchetto
esmanza, stima; riflessione; calcolo previsione [Apugliese, Canzone de oppositis 56, fermami la grande esmanza, mi dà fermezza (salute) la previsione (del futuro)
esmenovene, vien meno [Rime dei memoriali bolognesi, VII,4]
esmesuranza, dismisura, fuor di misura
espese, rifornimenti
espessamente, spesso
espiare, apprendere
esposa, sposa
esro, essere, esserci; portare: pos' esro, possa portare; accadere
essar, essere
esse, esci
essempro, esempio
essere (so', sono; sie, sia; fue, fuoe, foi, fui, fu; fuor(o), fuorono, foru, furono, furono; forno (furno, forne) , perfetto del verbo essere: furono [Ritmo su Sant’Alessio, 124: loco forne portati, là furono portati]; ene, si, sei; est, è; site, siete; semo, simo, siamo; gera, iera, era; srimo, saremo; sinne, siine; siando, essendo, seravo, sarebbe
essire, uscire, esse, esci
esso, esse, costì
estactia, stare
estampiare, da stampare l’orma sul terreno: calpestare [Jacopone da Todi, LV,58: estampïando el mio bancone, calpestando il pavimento (in terra battuta e pietrisco)]
estesso/a/i/e, stesso/a/i/e
estu, esto, questo
esvalianza, contegno anormale
esvegiato, vigile [La giostra delle virtù e dei vizî, 429]
Etbraici, Ebrei
etnicia, etniçia, (come enditiu) inizio, iniziatore, segno [Ritmo su Sant’Alessio, 206: Et Cristo li foe guida et bona etniçia, E Cristo gli fu guida e buon timoniere (segno da seguire)]
etternale, eterno
exasperare, disperare
exorare, ammogliare, dar moglie [Ritmo su Sant’Alessio, 108: lo voleva puro exorare, gli voleva ad ogni costo dar moglie; Contini]
faça 1, faccia, viso [Giacomino da Verona: la faça / de quel dolçe Segnor, il viso di Dio]
faça 2, faccia; façando, facendo
facere, fare; facci (1), fa'; facci (2), faccia; facìen, facevano, failti, te lo fai
facteçça, fattezza (oggi usato al plurale: le fattezze del corpo) [Il bestiario toscano: La calchatrice si è uno serpente grandissimo e grosissimo e la sua facteçça, è como diragio]
faglia, inganno [Pugliese II 29: ver me non far sì gran faglia]
faglire, fallire
faglita, fallimento;
faitinet, fanciullo, fantinetto, ragazzino [Bonvesin, De agricola disperato, 4: lo faitinet cresceva]
falare, venir meno, essere insufficiete; fala, è insufficiente [Rime dei memoriali bolognesi, XXXV,10]
falenza, peccato [Rime dei memoriali bolognesi XXXI,5: lo profeta sí mal fi falenza];
faliva, favilla
falire, sbagliare [Rime dei memoriali bolognesi XXV,12: sun li miei spiriti per lo lor falire];
falío, peccò [Rime dei memoriali bolognesi XXXI,3];
fi falenza, fece peccato
fallace, effimero
fallare, sbagliare, mancare qualcosa, peccare; ingannare [Ritmo su Sant’Alessio, 232: «Quistu mundu m’è fallente, Questo mondo mi inganna]
fallai, peccai [Angiolieri]
fallementu, inganno [La giostra delle virtù e dei vizî, 432]
fallenza, errore, mancanza, inganno; senza dir fallenza, senza dire cose sbagliate
fallero, traditore [Jacopo Mostacci, IV 36: che m'è stato fallero, che è stato traditore (che mi ha tradito)]
fallia: falsità
falligione, fallo [Rime dei memoriali bolognesi, d,7]
fallimento, (da fallare, sbagliare) sbaglio, errore [Aquino, I 4: ben fora fallimento / de lo 'ntutto lassare, sarebbe proprio un errore lasciare completamente]
fallire, aver dubbi, dubitare
senza fallire, senza dubbio [Aquino IV 23: dunqua senza fallire]
fallo, mancanza, errore; inganno;
fallura, fallo [Jacopone XCI,480]
falluto, ingannato, venuto meno
falò: far falò, menar tripudio
falsa-capa, farabutto, delinquente
falsare, tradire [Pugliese, V 30: lo nostro amor falsi e cangi, il nostro amore tradisci e ne muti l'aspetto]
falsìa, falsità
falsificate, falsi (sost.) [Jacopone da Todi, VIII,46: sì enganna l’omo stolto – con lor falsificate]
famolenti, affamati
fanone (plur. fanuni), falò
fante, fanciullo, bambino, bimbo che non parla [Ritmo su Sant’Alessio, 72: Poi [ket lu] fante foe natu; 81: poi lu fante foi crescutu; Contini]
fare, (faccendo, facendo): Voci: fè, fa, face, facèno, facianu, farin (faremo) fete (si fece) (fate) fen/feru (fecero), falume (fammelo), face (fare), facesse (facessi), faito (fatto), fammi (mi fa), fara' (farà), farabbo (farò), farìa (farebbe), farin (fare), farli (fargli), fazamo (facciamo), fen (fare), feru (fare), fete (fare), fo (fa), fo (fu)
ben fare, comportarsi valorosamente;
farsene bene, giovarsene;
fare ad amici, farsi amici;
farsi da, incominciare da; (rifl. impers.) spettare;
fare assapere, far sapere;
in sul fare delle schiere, quando si ordineranno le schiere;
far vincitore, cfr. vincitore;
fare bisogno, cfr. bisogno.
farfiata: sorta di minestra
farfione: sorta di cibo
farga, fucina [Onesto da Bologna, X,7: e be·llo manifesta vostra farga - farga è provenzalismo restituito da Contini, che significa «fucina»; anche Zaccagnini leggeva farga, spiegando però «fraganza» (Orlando)]
fassa, fascia; fasse, fasce (del bambino), nascita [Rime dei memoriali bolognesi, I,26: per toa merzé ch'avemo perfin la fassa, per grazia tua che abbiamo fin dalla nascita]
fastidiare, infastidirsi, avere a noi [Insegnamenti a Giglielmo, 6: e no fastidïare lo me dictu, e non avere a noia la mia poesia]
fastitiu, fastidio [La giostra delle virtù e dei vizî, 356]
fato/i/a/e 1, fatto/i/a/e
fato 2, impresa [Rime dei memoriali bolognesi, XXXV,6]
fator, fattore, creatore
fattibello, belletto
fatto, impresa, faccenda, vicenda, argomento;
per lo tuo fatto, per opera tua;
de' lor fatti, per ciò che riguarda il loro comportamento;
è tuo fatto, è fatto tuo; comportamento [Rime dei memoriali bolognesi, IV,5: tanto me plaze 'l so fatto]
fattore, autore; creatore
fazo, faccio; fazo contesa, replico [Rime dei memoriali bolognesi, XX,19]; fazand, facendo [Bonvesin, De agricola disperato, 1: fazand zo ch'el poëva]
fedaltà, cfr. fedeltà.
fedare, fidare, aver fede, aver fiducia; fedarsi, fidarsi [Contrasto del povero e del ricco, 65: Tu sì te fede en tuo avere, tu ti fidi tanto nella tua ricchezza]
fedele, suddito
fedeltà, fedeltà, atto di sudditanza, cfr. giurare
fedire, tendere; fiede, tende [Onesto da Bologna, XIa,11: Fortuna è sola ch'al contrario è sola] [Dante, in Inf. X 135: «per un sentier ch'a una valle fiede»; Purg. IX 25‑7: «Fra me pensava: Forse questa fede Pur qui per uso, e forse d'altro loco Disdegna di portame suso in piede»; e Purg. XVI 100‑2: «per che la gente, che sua guida vede Pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, Di quel si pasce, e più oltre non chiede»]
fello, felo, cattivo, traditore, che non mantiene la parola data, crucciato sleale [Dante, Rime, XLVII,29]
feli, sleali [Proverbia quae dicuntur, 721: Tanto per cobiticia à li penseri feli]
fellone, traditore
fellonesco, volgare
fellore, cattiveria, rabbia, viltà
fendere, tagliare, spaccare, rompere; fenderae (romperà)
fene, fenice [Stefano Protonotaro, II 57: Però com'a la fene / vorria m'adivenisse]
feo, feudo, possedimento
fer, fer', feroce, violento
ferata, ferratura
ferlino, quattrino (quarta parte d’un augustale) [Jacopone da Todi, XIX, 5: ancor non me deste - per l’alma un ferlino]
fermagio, fermezza, costanza (in amore) [Pugliese, V 60: perché tu non hai fermagio]
fermamento, serratura [Uguccione da Lodi, Il libro 174]
fermare 1, legare [legare in matrimonio, fidanzare: firmare il contratto, instrumentum dotis, che lega due giovani [Ritmo su Sant’Alessio, 103: feceli fermare uxore, lo fece fidanzare con una donna; Contini]
fermare 2, rinsaldare [Jacopone da Todi, XCI,435]
fèro, crudele, accanito, feroce
ferù, feruto, ferito
fermamente, fissamente
fermare, decidere; fermare un patto, stringere un patto cfr. affermare; stringere [Pugliese, VIII 8: la dia / che noi fermammo la dolze amanza, il giorno / in cui stringemmo il nostro patto d'amore
fermata, legata, assicurata, fissata [Lauda dei servi della Vergine]
fermo, saldo; deciso; stare fermo, perseverare; star fermo in o in su qualcosa, perseverare in; s'ha per lo fermo, è ritenuto sicuro
fersata, stuoia, coperta
fervente, ardente
fesso, spaccato, tagliato a metà
fi', fio, fia, figlio, figlia
fiaccare (rifl.), avvilirsi
fiaa, fiae, fiata/e = volta/e
fiamba, fiamma [Laude cortonesi]
fiata, volta, una fiata, una volta;
- tutta fiata, di continuo [Laude cortonesi, XXXIII,34, ogne cosa tutta fiata, ogni cosa di continuo);
- onne fiata, una volta o l'altra:
a le fiate, talvolta [Rime dei memoriali bolognesi, n,2]
- a la fiata, ogni volta [Jacopone da Todi, VIII,49: tanto lo naso tiraglie, - stregnenno a la fiata]
fiatoso, fetido
fica, sesso femminile, vagina;
- far la fica, gesto osceno ed ingiurioso [ricordato anche da Dante, If XXV.2] che "si fa ponendo e facendo emergere il pollice fra l'indice e il medio piegati, e sporgendo il pugno così chiuso verso chi si vuole offendere" [Scartazzini-Vandelli];
- credesi far la croce, ma e' si fa la fica: crede di elevarsi spiritualmente e invece si rovina colle sue mani [Brunetto Latini, Tesoretto 1718-1719]
fidanza, fiducia
fidata, sicura [Laude cortonesi, XXXIII,50, più che rocca ch'è fidata, più di una rocca sicura]
fieccia, fiecça, feccia, sporcizia
fièr, ferisce [Angiolieri]
figi, figli
figìa, si fermava [Ritmo su Sant’Alessio, 199: sanctu A[lessiu] non figia, Santo Alessio non si fermava]
figura 1, persona [Rime dei memoriali bolognesi, XXXII,11]
figura 2, rappresentazione simbolica;
filama, mia figlia
finare, smettere, cessare [Rime dei memoriali bolognesi, VI,16: non finava de pensare, non smetteva di pensare; e,6: lo meo core di posar non fina]
fine, valoroso; perfetto
finemente, perfettamente [Aquino I 38: onde m'agenza / per zò ch'i' l'amo tanto finemente, per mezzo della quale mi nobilita per il fatto che tanto perfettamente l'amo]
finimento, fine
finire, portare a termine, concludere [Rime dei memoriali bolognesi, XXXV,12: ma chi vole finire no ne faza cenno – ma chi vuole portare a compimento non ne parli]
- a la finita, alla fine [Jacopone LIV,3: se te sozzi alla finita, se alla fine t’insudici]
essere a finita, essere sul punto di morire [Rime dei memoriali bolognesi, IX,34]
fino 1, pres. ind. finire: cessare, smettere
fino 2, puro, secondo le regole dell'amor cortese, pieno di grazie e di virtù [Lentini, Canzone XIII Canto per la più fina / che sia, canto per la donna più aggraziata (e virtuosa)]]
fio, affitto;
- en fio, in affitto [Guittone d'Arezzo];
fiore 1, (avv.), affatto, punto, per niente
fiore 2, al femm. per influsso provenzale [Guido delle Colonne, II 54: quando la fiore apare]
firà, sarà
fistuco, festuca, pagliuzza
fitta, trafittura
fitto, intenso
flagele, fragile
flagellu, frusta [La giostra delle virtù e dei vizî, 308]
flambo, flamba, fiamma [Elegia giudeo-italiama, 96: plo dori che flambi ardenti, più dolorosi di fiamme ardenti]
flao, fiato, respiro [Bonvesin, De agricola disperato, 54: e 'l flao zà ghe mancava, e il respiro giaà gli mancava]
fleco, cedimento, da flectere [Proverbia quae dicuntur, 476: se speso entro vardàse, q'elo no faça fleco]
flibadhura, fibbia [Uguccione da Lodi, Il libro 160]
flor, fiore [nelle regioni del Nord Italia era sostantivo femminile]
fluçe, si scioglie, cola (dal latino fluere) [Proverbia quae dicuntur, 332: com' la neve qe fluçe]
fò, apocope di fora [Bonvesin, Disputatio rosae..., 31: eo nasco fò dra spina]
foçir, sfuggire, fuggire
fodro/i, zattera/e [Apugliese, Tant'aggio ardire 49: fodri meno di grande abete, guido zattere di grande abete]
foe, fu (perfetto del verbo essere);
in unione con un participio passato forma un particolare perfetto: foe nascutu, nacque; foe morto, morì; foe nata, nacque; foe crescutu, crebbe; foe transutu, entrò; [esempi tratti dal Ritmo su Sant’Alessio]
fogo, fuoco
foia, foglia
foire, fuggire; foìo, fuggì [Ritmo su Sant’Alessio, 200: tutta nocte sì foìo, tutta la notte se ne fuggì]
fol, folo, provenzalismo: folle, pazzo
fole, deluse, amareggiate [Proverbia quae dicuntur, 446: le bestie qe lo prende, tute roman per fole, le bestie che lo prendono tutte rimangono deluse]
folle/i, scortese, inavveduto [Dante, Rime, XLVII,57, gli occhi molli / che prima furon folli]
follore, inganno [Guittone d'Arezzo : acquista l'altrui con follore]
fon, furono [Bonvesin, Il Libro delle tre scritture, De scriptura rubra 161, Li du latron da parte fon sor la crox ligai, i due ladroni furono legati sulla croce]
fondare, sfogarsi [Lentini, Canzone VIII 148: e sì dolcemente fonda, e così dolcemente si sfoga]
fone, faccio [Guittone d'Arezzo]
fonnamento, fondamenta [Elegia giudeo-italiana, 33: «Fi’ a fonnamento se desfacza!»]
fontale, originario, radicale [Contini, La giostra delle virtù e dei vizî, 580]
fontana, fonte
fonto, fonte; fonte battesimale
for 1, senza [Guittone d'Arezzo: for mancare = senza peccare];
for grato, ingrato spiacevole [Guittone d'Arezzo];
for 2, voce parigina, sono (pres. ind. verbo essere 3a plurale); [Laude cortonei: for rediti, son tornati]
fora 1, sarebbe, sarei
fora 2, fuori; de fora: campagnolo [Bonvesin, De agricola disperato, 1: un pover om de fora un sol fïol aveva]
forch', forche [Angiolieri]
fore, fora, fuore, fuori
foretano, forestiero, colui che viene da fuori
forfare, far danno, danneggiare, intaccare [Proverbia quae dicuntur, 498: la o' ig no pò forfare]
forfese, forbici [Proverbia quae dicuntur, 450: sença rasor e forfese]
forka, forcone
forma, aspetto; di questa forma, di questo genere
fornire, soddisfare, procurare
forno (furno, forne) , perfetto del verbo essere: furono [Ritmo su Sant’Alessio, 124: loco forne portati, là furono portati]
forte (agg.), duro, difficile
forte (avv.), assai, molto [Rime dei memoriali bolognesi, XXXIII,2: eo li siria forte aprosemato, io le sarei molto vicino]
fortunal, fatale
fortura, crudeltà [Jacopone LIII,2: sente fortura - de pessimo stato]
forza, violenza; di forza, a tutto potere
forzoso, eccezionale [Guittone d'Arezzo: fra le forzose al mondo donne Artine]
fosso, fossa, sepoltura
fracido, fradicio
fradele, fragile [Apugliese, Sermone 8: con arte fradele e ingeniosa]
fraegi, fratelli
fraldo, fraudolento; fraldi [Sette Savi ion ottava rima VII 118]
francamente, valorosamente
franco, franko, valoroso; libero; [Apugliese, Provenzano 77: lo franko popolo acceso, l'infiammato libero popolo]
frangere, rompere, infrangere
frateo, fratei, fratello, fratelli
fraudate, frode/i, [Jacopone VIII,38: così le gente stolte enganna - con lor fraudate]
freça, freza, fretta
freddore, freddo, inverno
la freddore, d'inverno [Guido delle Colonne II 56: cantare a la freddore]
fregiare, sfregare
frieri, freri, frati
frodo, frode
frustrato, privato, spogliato
fruttare, produrre [Apugliese, Provenzano 60: ke frutta pistolenza]
fuçir, fuggire; fuçiria, fuggirebbe; fuçirì, fuggirete
fuira, ladra [Proverbia quae dicuntur, 530: dice l'om, s'el è fuira, che lo fa per sofrata]
fummo, fumo
funo, (verbo essere pass. remoto. 3a plur.) furono [Guido delle Colonne, IV 37, funo perduti a morti
fuor, fur, fuoro, furono
furo, furone, ladro [Guittone d'Arezzo, Jacopone da Todi, Laude cortonesi]
furtare, (da furare) rubare [Apugliese, Tant'agio ardire 102]
gabbare, deridere
gabbo, scherzo
galdere, godere (da gaudere) [Iacopone da Todi, Lettere]
galleta, galletta, recipiente per misurare per il vino
galluccio, galletto
galoni, fianchi
garbinela, gioco di prestigio tipico del truante, cioè del "vagabondo"
gariti, garretti
garra, garre, strida, strepito/i
garrir, stridere
garzone, ragazzo, bambino [Jacopone, LV,134]
gastigamento, ammonimento
gastigare, ammonire; castigare, lat. castigo, rimproverare
gattivandu, in schiavitù [Elegia giudeo italiana, 6: mo per lo mundu vao gattivando, ora per il mondo vado in schiavitù] (termine giudaico tecnico, Contini)
gattivanza, schiavitù [Elegia giudeo-italiana, 54: e ‘n gattivanza foro menati]
gattivare, rendere schiavo, ridurre in schiavitù; gattivati, fatti schiavi [Elegia giudeo-italiana, 51: ki addivenni de sore e frati | ki ‘n quilla ora foro gattivati? - cosa avvenne di sorelle e fratelli, | che in quell’ora furono fatti schiavi?]
gaudente, felice; frati gaudenti (frati felici), gioioso
gauço, gaudio, piacere (fregola) [Proverbia quae dicuntur, 480: de gauço maula e frègase: ço è causa provata]
gavazza -e, gozzoviglia
gavazzare, gozzovigliare
gavazzatore, colui che gozzoviglia
gavazzier, gozzovigliatore [Schiavo di Bari, "Doctrina de lo schiavo", v. 201: non essar gavazzier nè avventatore]
ge, ci, ge ven, vi viene; ge sta, ci sta [Giacomino da Verona]
gecchire, umiliare; umiltà [Laude cortonesi], gecchitamente, gechitamente, umilmente; gecchito, gechito, umiliato
generazione, genere
gente, gentile [Aquino IV 18: poi che dell'altre donne è la più gente]; [Aquino VI 5: Vassene lo suo gente / in terra d'oltremare, se ne va il suo gentile (cioè il suo innamorato), / in terra d'oltremare (per la Crociata)]
gentile, pagano
gentileggio, mi do arie da nobile [Angiolieri]
gentilezza, nobiltà [Jacopone, LXXII,19, veio la gentilezza; LXXXI,52: amor, la gentelezza]
geregar, chiericare, diventar prete [Bonvesin, De agricola disperato, 3: el l'ha fag geregar]
gesse, va, esce [Ritmo su Sant’Alessio, 188: gesse fora et via tenea]
gherone, falda, orlo della veste
ghiova, zolla
ghiribare, ballare il carìbo, una sorta di danza
giamare, chiamare; giamand, chiamando [Bonvesin, De agricola disperato, 36: giamand la rëa cossa, chiamando la morte]
giamma', giammai, usato anche col significato di qualche volta
giaquinto, giacinto [Jacopo Mostacci, II 24: e passa perle, smeraldo e giaquinto]
giaser, giacere [Bonvesin, Libro delle tre scritture]
giausire, preferire [Aquino, IA 48: mi fecero giausire su' sembranza, mi fecero preferire il suo aspetto]
giavaldo, vanesio, vanitoso, vanaglorioso [Bonvesin, De agricola disperato, 6: deven un gran giavaldo, diventa molto vanaglorioso]
gillu, giglio
ginocchione, -oni, in ginocchio
giogante, gigante
gioi, chiodi (sing. gioo), [Bonvesin, Il Libro delle tre scritture, De scriptura rubra 153]
gioi', gioia
gioia, gioia, gioiello
giollaria, festa [Jacopone LIX,42: tutti me fo giollaria]
gioo, chiodo, (plur. gioi), [Bonvesin, Il Libro delle tre scritture, De scriptura rubra 163]
giravolta, piroetta (mossa, trucco) [Jacopone, VIII,40, vide che fa la demona – co’ la sua giravolta]
gire, gir, andare; se ne gìa, se ne andava; girsene, andarsene; gesse, andasse; gim, andiamo (congiuntivo esortativo) [La giostra delle virtù e dei vizî, 464]; gierno, andarono [Rime dei memoriali bolognesi, III,15: Elle gierno alla stuva]; geo, andò [Ritmo su Sant’Alessio, 111: Mai quando la geo ad arrare, Ma quando andò a sposarla]
girfalco, girifalco, falcone reale
girvolta, v. giravolta
giornata, viaggio
giudeo, crudele, mancatore di fede, colui che fa del male alla donna innamorata di lui
giudicare, condannare [Guido delle Colonne, III 12: da ch'eo per lei son giudicato]
giungere, prendere; fu giunto, fu raggiunto e preso prigioniero
giurare: giurare comandamenta, giurare fedeltà; giurare la fedeltà, giurare fedeltà (a qualcuno.)
giusta: giusta la possa mia, per quanto è in mio potere
gliocchi, gnocchi [Rime dei memoriali bolognesi, III,24]
glosa (glossa), commento
glotir, inghiottire [Proverbia quae dicuntur, 501: a [lo] mançar par dolce, a lo glotir è fiero]
gloto, glotto, ghiottone [Proverbia quae dicuntur, 410: lo gloto a la taverna molto ne va corendo]
gnudo, nudo
goleare, desiderare; goleo, desidero
golare, gollare, desiderare; ingoiare; golo, ingoio
goliare, golere, desiderare, bramare [Guido delle Colonne: III 24: ch'eo l'ho sì fortemente golïato]
golzare, godere [Bonvesin, Disputatio rosae..., 39 de mi golza omihomo, di me gode ogni uomo]
gonnella, lat. tunica
gota, gote, bicchiere/i (gotta, bicchiere grande per birra o acqua)
governare, conservare [Insegnamenti a Giglielmo, 7: pregote ke tu 'l debie governare]
gradale, la coppa in cui Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Cristo [Apugliese, Tant'agio ardire 216: so ben dove andò la lancia / e lo gradale
gradare, avanzare gradatamente, avanzare piano [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,2: ma passa e grada sì con' vol misura]
grado, piacere, mi so' (mi son, m'ènno) in grado, mi piacciono;
ordine [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,12: in grado mise: ordinò gerarchicamente]
grameça, dolore, sofferenza, miseria (da gramo)
gramezza, v. grameça
gramp, artiglio [Bonvesin, De agricola disperato, 52: col gramp trazeva suso]
grampe, uncini
grana, frutto [Laude cortonesi, fiore e grana, fiore e frutto]
granare, fruttificare; grana, frutta, fruttifica [Apugliese, Provenzano 45: Quel[l]i frorisce e grana]
grande, numeroso; importante
grandeggiare, darsi arie
grandemente, orgogliosamente; severamente; di tutto punto
granella, grani
granmatesia, alterigia, superbia (da gran mattesia)
grano, grammo, quantità piccolissima [Guittone d'Arezzo]
grato, gradito
- 'n grato, gradito
- a grato, volentieri (provenzalismo) [Jacopo Mostacci I 18: sì ch'a la mia donna ne serva a grato]
- oltra suo grato, sgradita, spiacevole [Jacopo Mostacci, III 7:quando gli avene cosa oltra suo grato]
gravare, dispiacere [Jacopo Mostacci, III 11: ch'assai vi gravaria di mia pesanza, molto vi dispiacerebbe del mio dolore]
grave, difficile, incomprensibile [Laude cortonesi]
gravedare, ingravidare; gravedase, ingravidassi
gravezza, offesa
grazioso, grato; anche gradito
gredere, credere; gredea, credevo
grepla, greppia
greve, pesante, molesto
grevezza, pesantezza, molestia
grifano, grifagno, arcigno
grolia, gloria cfr. vanagrolia.
gronda (plur. gronde) cipigli, malumori [Proverbia quae dicuntur, 451: e con soi male gronde]
grossa, incinta, infatuata [Angiolieri]
grosso: sciocco, innamorato pazzo, schierati così grossi, in schiere cosí fitte
gruzzo, gruzzolo
guaagno, guadagno
guadagnatore, colui che guadagna
guagnele, vangeli
guagnelisti, evangelisti
guaimentar, lamentarsi; guaimente, si lamenti (gallicismo) [Proverbia quae dicuntur, 330: ni se guaimente o luçe, né se si lamenta o piange]
guaio (Solo pl. guai), lamento
gualdana, scorreria [Jacopone, LV,69: en gualdana curre el corso, corre la corsa in scorrerie]
guanciata, schiaffo [Contrasto del povero e del ricco, 64: con grandissime guanciate],
guançada [Sermone di Pietro da Barsegapè 1347: e de grande guançade a dare]
guanzi, guance
guar, guari, lamento;
- non guari, non molto;
- non ha guari (non è guari), non da molto tempo
guardare, custodire; difendere; considerare; rispettare [Bonvesin, Disputatio rosae..., 11: zo no voiando guardar, non volendo rispettar questo]; osservare, - (rifl.) difendersi
guarnaza, guarnacca, lat. pallium, sopravveste (si indossava sopra le armi
guarnimento, rivestimento [Uguccione da Lodi, Il libro 190]
guastatore, dissipatore
guatare, guardare
gueglianza, dispiacere
guerenza, guarigione
guerire, guarire
guernire, munire (di armi)
guerrero, avversario, (guerriero)
guerria, guerreggia, combatte, lotta [Guittone d'Arezzo]
guìa, guida
guidatore, condottiero
guiderdon, guiderdone: dalle ricchezze non adomandi guiderdone, non si giovi delle ricchezze
guia, guida
guïerdon, ricompensa, premio
guigliardone, guiderdone, premio, dono, ricompensa [Jacopone, LV,146]; regalo [Lentini, Canzone IX 10: in guiderdone Amor m'ha data]
guisa, modo
guita, vita
guiza, vizza, avvizzita
gula, gola
gulpu, colpo
guormenelle, gherminelle
hal, lo ha
hame, mi ha
heo, io
hereditate, eredità, ricchezza
ho, hanno ([Jacopone LIX,49: le mie ale ho tante penne, le mie ali hanno...; LIII,23: ho rebannito, hanno riammesso]
hol, l'ho
hone, ne ho
honore, vittoria
hore mo, ora
hostero, osteria
hostiero/i, oste/i
humicidiale, omicida
iacentin, giacinto, pietra preziosa (varietà di zircone di colore arancione o rosso granato)
idolo (plur. idole).
iettare, gettare [Elegia giudeo-italiana, 39: e tutti a mare se prisero a iettare]
iette, guinzagli [Jacopone, LV,23, porto iette de sparviere, porto guinzagli come uno sparviero (nel significato simbolico di catene]
igi, essi [Giacomino da Verona: ank' igi, anche essi]
iguale (femm. iguali), equilibrato
illoga, là [Bonvesin, De agricola disperato, 39: el fo venuto illoga, lui arrivò là]
imaginare, pensare, considerare; contemplare; comprendere
imbardare, innamorare [Schiavo di Bari, "Doctrina de lo schiavo", v. 209: Femmina vana d'ogni huom s'imbarda]
imbrigare, mettere o porre in difficoltà; (rifl.), impacciarsi
‘mmediato, invidiato [Elegia giudeo italiana, 15: d’onni ienti foro ‘mmediati, da ogni popolo furono invidiati]
immollo, bagno
impedimentire, ostacolare
impedimento, intralcio
imprendere, imparare [Bonvesin, De agricola disperato, 3: cantar el imprendeva, imparava a cantare]
impromessa, promessa
improvedenzia, imprevidenza
impugnare, lat. impugnare
inanze, prima [Bonvesin, Disputatio rosae..., 9: devrave inanze parlare, dovrebbe parlar prima]
incarico, lat. onus il peso del potere e del governo
incarnato, fatto di carne
incavestrare, legare con un capestro
incendere, accendere
incendore, (incendore), 'cendore, ardore
incerc, incerco, intorno [Bonvesin, Il libro delle tre scritture]
(i)nchinare (trans.), inchinarsi a
inchirire, indagare [Jacopo Mostacci, V 43: per quella falsa genti / che mi vanno inchirendo]
(i)ncominciamento, principio; da lo incominciamento, dapprincipio
incontanente, subito; incontanente che, non appena
incontrare, accadere;
incoverchiare, coprire (mettere il coperchio sulla pentola), tenere coperto, [Guido delle Colonne, IV 49:Forza di senno è quella che soverchia / ardir di cuore, asconde ed incoverchia]
indivinanza, presagio [Pugliese II 25: per mala indivinanza, per cattivo presagio]
indosso, contro
indugiare (trans.), procrastinare; (intrans.) sono... indugiate, hanno indugiato
infernor, infernale [Uguccione da Lodi, Il libro, 31]
(i)nfertade, infermità
inficare, conficcare, ficcare dentro, [Bonvesin, Il Libro delle tre scritture, De scriptura rubra 162: Il membre del segnor li gioi fon inficai: nel corpo del Signore i chiodi furono conficcati]
infiecçar, lordare, sporcare [La giostra delle virtù e dei vizî, 251]
infollire, diventar folle, impazzire, far diventar folle [Guido delle Colonne, III 7: e sono incuminciato ad infollire, ed ho cominciato ad impazzire]
infortunato, sfortunato
infrangere (rifl,), lat. frangere
infrascarsi, intricarsi [Onesto da Bologna, IX,11: com' più ls prego, più m'infrasco] [Pietro de' Faitinelli (Vitale 1956, II, 228, 38): «Perché mi 'nfrasco di parole tante?]
ingegnare, ingannare [Guittone d'Arezzo]
ingegno, astuzia; chiave
ingegnoso, astuto, esperto
ingenerato, generato
ingioiai, inchiodati [Bonvesin, Il Libro delle tre scritture, De scriptura rubra 155]
ingiuliare, ingiuriare, fare un torto a qualcuno, non rispettare qualcuno (secondo le norme della cortesia) [Onesto da Bologna, i,16: ingiuliato a torto]
ingluvia, ghiottoneria
igne, ogni; igne parte, dovunque [Apugliese, Canzone degli oppositi 74, lo dicono igne parte, lo dicono dovunque]
inico, iniquo
iniurio, ingiuria, offesa
inloco, lì, in quel luogo (francesismo) [Rime dei memoriali bolognesi, h,6: né 'l cor pò stare inloco]
innanimare (rifl.), prendere animo
innanzi, innanzi, piuttosto;
- per innanzi, in avvenire;
- andrà innanzi, si affermerà;
- innanzi che, piuttosto che;
innaverato, ferito [Guittone d'Arezzo]
innodiare, inodiare, odiare, infastidire, disprezzare
innoiare, annoiare, infastidire
innoranza, onore [Aquino, IA 62: ogna cosa che sia contra innoranza]
inpiare accendere (B.); inpiati, accesi [Sette Savi in ottava rima, VII 109]
inquietare, tribolare
inrovedhae, graffiate
insegna, segno [Laude cortonesi: mi mandi una insegna, mi mandi un segno]
insegnato, perfettamente educato [Apugliese, Canzone de oppositis 39: Agione pro ch'io ne sono insegnato]
insuperbire, insuperbirsi
intendanza 1, amante [Rime dei memoriali bolognesi, XVII,9: qual plu ve piace | prenda per soa intendanza]; la donna amata (il proprio amore) [Lentini, canzone IX 32: Amor non vuol ch'io perda mia intendanza; - Canzone XII 32: dice che 'n altra parte ho mia intendanza]
intendanza 2, (provenzalismo) speranza [Aquino, I 20: gioia amorosa di bona intendanza]
intendare, amare [Lentini, canzone X 12: ch'io pur vi adori - e voi non m'intendate]
intendere (a), attendere, indirizzarsi a; far intendere (con di), esplicare
intendente, amorosamente rivolto/a [Laude cortonesi]
intendimento, desiderio; interpretazione; cura;
- pigliare intendimento (di qualcuno.), prender conoscenza;
- ad intendimento di, allo scopo di; aspirazioni [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,13: e fa despari sini e intendimenti: e rende diversi capacità ed aspirazioni]
'ntenza, intenzione, sforzo [Rime dei memoriali bolognesi, XXIX,8]
intervenire, accadere
(i)ntizi, da tizzo: intizzare, eccitare, accendere
intrare, entrate (intrerrò, entrerò); intrare di vostra compagnia, cfr. compagnia.
'ntrasatto, subito [Mazzeo di Ricco, I 52: che 'l nostro amore si parta 'ntrasatto]
introytu, ingresso (latinismo)
invan, senza motivo [Rime dei memoriali bolognesi, XXXIII,3]
inver', verso
intraversare, attraversare, ostacolare
inverse, verso
inviamento, avviamento
inviziato, inveterato
'nzende, incendiare
iocare 1, giocare
iocare 2, rappresentare, esibirsi, recitare (termine tecnico giullaresco), [Ritmo su Sant’Alessio, 117-8: Oveunqua eranu iullare, | tutti currunu per iocare: dovunque si trovavano i giullari | tutti accorsero per recitare; Contini]
ioco, iocu, gioco, esibizione
iongnere, raggiungere; conseguire; congiungere; iongne, congiunge
iorno, giorno; luce solare [San Francesco, Cantico delle Creature, 7: lo qual’è iorno, che è la luce del giorno]
ipocresia, ipocrisia
isbaldire, rallegrare
iscente, ad iscente, scientemente
iscontare, sbagliar conto
ismaggiato, desolato
isnelamente, prontamente (francesismo) [Uguccione da Lodi, Il libro, 69]
ispessamente, frequentemente [Rime dei memoriali bolognesi, n,1]
ispello, parlo [Pugliese, III 69: s'io canto ed ispello]
isporre, esporre
issuto, stato
istà, sta
istìa, stia
istornare, abolire, cancellare
isvariatamente, in modo ben diverso [Rime dei memoriali bolognesi, m,1]
ita, sì, così
iudicato, assoggettato [Rime dei memoriali bolognesi, e,28: sono in vostra signoria | iudicato]
kalandria, allodola
kascione, scusa [Apugliese, Genti, intendete 12: non mi valse cascione né scuto]
ke, che
ké, perché, poiché
ket, ciò (che, perché)
kostune, tenzone, disputa [Apugliese, Provenzano 82: questa nostra kostune, questa nostra disputa]
laa, larga
laçar, irretire [Uguccione da Lodi, Il libro, 253: a nuia mesura no ve posso laçar - Contini]
lacçu, laccio (corda, fune), [La giostra delle virtù e dei vizî, 227]
laço, corda, fune
laçur, azzurro
la' 'nd', laonde, perciò
ladorneccio, ruberia
lagare (laçare), (laggare), dal latino laxare; anche dal greco lagaio, lasciar libero; lasciare, abbandonare; usato in area settentrionale e più raramente in area toscana
- lagà, lasciato abbandonato;
- lagà, lasciò abbandonò;
- lago, lasci;
- lagaran, lasceranno [Barsegapè Sermone 988: No ge lagaran de roba in doso]
lagna, lamentela, lamento
lagno, motivo di sollecitudine o lamentela o sofferenza; preoccupazioni [Giacomino da Verona, De Jerusalem celesti]
lama, frana, palude
lança, uncino
lanier, scarso, vile, debole
lanquire, languire [Rime dei memoriali bolognesi, b,2]
laonde, onde, da cui; di cui; per cui; a causa del (della) quale; su cui; grazie a cui; con che; con i quali
lanzare, lanciare, scagliare, saettare [Rime dei memoriali bolognesi, XI,4: lanzato un dardo]
lar, ladro
largare, lasciare [Jacopone, LV,80, chi lo larga, è pentuto, chi lo lascia se ne pente]
larghezza, licenza
largo, liberale; generoso;
- opulento, abbondante [Apugliese, Canzone de oppositis 6: largo e scarso e dubitoso]
lassare, lasciare, desistere; lasso, lascia – lasciano;
lasso/a/i/e, stanco, infelice
latino, discorso chiaro, logico, comune; parlar latino, parlare in modo chiaro
lato, grande
lattare, allattare
lattovaro, elettuario [medicamento]
laude, cerimonia (religiosa) [Ritmo su Sant’Alessio, 113: Fae sì grande laude[1] fare, fa fare una così grande cerimonia religiosa di matrimonio; Contini]
Lauditia Laodicea [Ritmo su Sant’Alessio, 207]
lausengieri, maldicente
lausor, lode; ver lausor, vera lode [Guittone d'Arezzo]
lavagna, lago [Rime dei memoriali bolognesi, III,14: che fat'hai tal lavagna]
lavato, sciocco [Angiolieri]
laveço, pentola (in pietra ollare) [Proverbia quae dicuntur, 558: poi q'è usaa la gata meter branca en laveço]
lavorato, opera (opposta a contemplazione) [Jacopone LIV,3: Vederimo el lavorato, Vedremo l’opera]
lavorio, lavoro
le, lei, essa
leccare, adulare; leccando, adulando [Jacopone LV,92: corte i Roma gir leccanno, sono andato in giro adulando alla corte di Roma]
lece, lecito
leçro, leggere
leg, legio, letto [Bonvesin, Libro delle tre scritture]
legge, religione cfr. usare
leme, cicerchia selvatica [Barsegapè 55: Herbe et leme et formento]
lena, fiato
lenga, lingua [Rime dei memoriali bolognesi, XXVI,42: cire no 'l pensaria né diria lenga, il cuore non lo penserebbe e la lingua non lo direbbe]
leno, debole
leofante, elefante
levare, alzare, (rifl. levarsi, alzarsi);
- lèvala, vattene;
- portare sulle spalle [Rime dei memoriali bolognesi, n,14; chi leva, sente più che quei che batte, chi porta un carico sulle spalle lo sente più di chi lo getta a terra]
lece, è lecito
leço, lezione [Giacomino da Verona: anche Vangelo, che è la lezione di vita per tutti]
leçro, lèggere
lianza, fede, lealtà [Contrasto del povero e del ricco, 69: ed io te giuro en mia lianza]
liçaria, galanteria
licco, avido [Jacopo Mostacci, II 33: e s'io ne son sì licco]
licito, lecito
lie, lei essa
ligisto, legista, avvocato
lignare, leccare [Jacopone LVI,7: che co la lengua ligne]
lignola, linea, rigo di scrittura, verso, piccola parte [Giacomino da Verona: emprendro / almen una lignola, comprendere almeno una piccola parte]
ligùri, ramarri
liscio, belletto
livrar, dare (concedere) [Uguccione da Lodi, Il libro, 142: de livrar ad usura]
livro, libero
loco, là [Ritmo su Sant’Alessio, 124: loco forno portati, la furono portati]
logo, luogo
longo, lungo;
- de longo, intorno [Giacomino da Verona, De Jerusalem celesti, tuti Ge sta de longo, tutti gli stanno intorno; - meno comprensibile sarebbe l'interpretazione: tutti gli stanno lontano]
lograre, lucrare, trarre guadagno o profitto [Jacopone, LXXII,29, mentre ne pò lograre]
logro 1, rivestimento di cuoio (in forma d'ala) che avvolgeva l'avambraccio su cui si posava il falcone ammaestrato dopo essere stato richiamato
logro 2, logoro
logro 3, guadagno
Lombardia, Valle padana, nel suo significato più antico che arrivava a comprendere la Venezia continentale
longanimità, attesa fiduciosa;
losco, monocolo, con un occhio solo
losenga (plur. losenghe), vezzeggiamento, [Proverbia quae dicuntur, 450: con soi losenghe e plan[t]i]; lusinga
loto, fango
los, lox (nome maschile), lode [Bonvesin, Disputatio rosae..., 16: de lox e de corona; 124: no è lox ni proeza], [Proverbia quae dicuntur, 458: per los né per manace qe tu li saipi fare, con lodi o minacce che tu puoi far loro]
luçe, pangere (dal latino lugere, piangere, addolorarsi, deplorare) [Proverbia quae dicuntur, 330: ni se guaimente o luçe, né si lamenti o si addolori]
lucerna, metaforicamente per occhio [Apugliese, Tant'agio ardire 155: siali amorta la lucerna, sia reso cieco d'un occhio]
lumera, luce [Guido delle Colonne, IV 36: lo sole è alto, sì face lumera]
lumia, cedro [Rime dei memoriali bolognesi, e,38: più che non face rosa né lomia]
luminare, astro (che illumina)
lunga (dalla), da lontano
luogora plurale di luogo
luoia, scintilla
luso, riluce, risplende
luttare, piangere [Elegia giudeo italiana, 1: La ienti de Sïon che plange e lutta]
luvo/i, lupo/i
ma' (agg.), mali, cattivi
ma' (avv.), mai, all'infuori di [Angiolieri]; ma' che, senonchè
macerare, ammaccare
maccherella, ruffiana
maconi, venti scatenati [Apugliese, Tant'agio ardire 105]
mactu, stupido
macula (dal lat.), macchia
maestria, abile astuzia, intelligenza operativa, ammaestramento, abilità
maestro, colui che esercita un'arte (delle costruzioni, ad esempio, o della lana, ecc.)
maganao, pestato, ferito, mutilato [Barsegapè 335: prisi e maganai]
maggio, maggiore
maggiore, superiore
maie, oltre, più [Jacopone XIX,34: ché delle tue pene _ non curam mai[e], perché delle tue pene non ci curiamo più]
mainata, masnada, compagnia
mainera, maniera, modo
mainero, abituale, spontaneo
maio, mai [Laude cortonesi, XXXIV,195, maio non po' morire]
maitinate, canti d'amore cantati al mattino
maitino, mattino
mal, cattivo, malvagio
maladire, maledire
maladizione, maledizione
malastrù, malastrudo, malastro, malestro, scellerato, malvagio (da mal e dal provenzale astruc, favorevole, dal latino astrum)
malatto, lebbroso (dal lat. male habitus) [Angiolieri]
malavoglienza, malevolenza
Malcommetto, Maometto
maleir, maledire; maleito/i, maledetto/i; maleiga, maledica
malenanza, malasorte, male, affanno
malezone, maledizione [Apugliese, Tant'agio ardire 171: e rimuovo / cun malezone]
malfaai, malfattori
malfadato, sciagurato, miserabile (gallicismo) [Proverbia quae dicuntur, 477: Al mondo no è gata sì magra malfadata]
malfato, "malfatato" e sventurato
malificio, maleficio
malina, malattia [Jacopone, LXXXI,113: tu sani onne malina, tu guarisci ogni malattia; LIV,37: loco pigliasti malina, lì hai preso la malattia]
malizia, malattia; peccato, vizio
mallare, giudicare {termine del diritto germanico; propriamente: "convenire in pubblico giudizio"); [Bonagiunta, lo ver sempre verace non si malla]
malordinemente, smodatamente
malparlare, parlare male; sost. pettegolezzo, maldicenza [Lentini, Canzone IX 31: o i malparlare, o i pettegolezzi della gente]
malparlero/a, maldicente (colui che parla male degli amanti svelandone la tresca)
malsania, infermità, lebbra [Jacopone LIV,24: nulla malsania è più enfetta]
maltate, malvagità [Proverbia quae dicuntur, 536: alora mena plu rei fati con maltate]
maltoleto, maltolletto, maltolto, appropriazione indebita, guadagno illecito [Jacopone da Todi, XIX, 2: lo maltolletto - lo qual vo lassai(e)]
maltratto, brutta o cattiva azione
maltrovamento, calunnia
malveço, cattiva abitudine
man 1, mattino
man 2, mano; [Giacomino da Verona: quigi meça man, quelli di mezza tacca, di scarsa importanza];
- man a mano (mano a mano), tosto, subito, man mano
man 3, maniera, specie, [Barsegapè, 57: Arbori et fruite d'omiunca man]
manara, mannaia, scure
manare, maneggiare
mancare, peccare [Guittone d'Arezzo]
mancia, dono, [Apugliese, Tant'agio ardire 213: al mio amico so far mancia]
manecare, mangiare [Jacopone da Todi, LV,51: La cucina manecata, La pietanza mangiata]
manente, ricco, dovizioso fornito di, pieno di, traboccante di [Jacopo Mostacci, III 28: sarò, da voi madonna mantenenti / ricco a manente]
mangano 1, arma da lancio, catapulta per lanciar dardi e sassi;
mangano 2, macchina che serve per lavorare i panni
manganiello, piccola catapulta per lanciare dardi e sassi
mangiare (sost.), cibo
manjar, mangiare; manja, mangia, (la III pers. sing. spesso viene usata con valore di plurale) [Giacomino da Verona: tutto il tempo manja e sempre è famolenti, tutto il tempo mangano e sempre sono affamati]; manjaria, mangerei, mangerebbe, mangerebbero;
manicare (manuchi, mangi), mangiare
manicatura, pasto
mano 1: avere a mano, alle mani, avere in pronto;
- puosero loro in mano che, diedero loro l'incarico
mano 2, direzione [Ritmo laurenziano, v. 3, Contini]
mante, molte [Guittone d'Arezzo]
mantenenti, subito, immantinentemente, immediatamente [Jacopo Mostacci, III 27: sarò, da voi madonna mantenenti / ricco a manente]
mantenere, tenere in vita [Guido delle Colonne, V 49: speranza mi mantene, la speranza mi tiene in vita]
manti, molti [Guittone d'Arezzo: e manti controvoglia / ne fai amar], [Vigna V 3: manti ne son di sì folle sapire, ci sono molti che hanno una mente così folle]
manza, amante
marco, peso [Guittone d'Arezzo]
marescalco, ministro
margarita, perla (latinismo)
mariscalco, maresciallo
maritoma, mio marito; maritota, tuo marito
marscalcire, (mascalzare, marscalciri), curare i cavalli
martegi, martelli
martidí, martedí
martire, sofferenza [d'amore, Guittone d'Arezzo]
màrtore (1), martire
martòre (2), sofferenza
mascalcia, cura dei cavalli
mascalcire, curare i cavalli
maso, mason, casa; masone, magione, [Uguccione da Lodi, Il libro, 212: no trovarà mason]; anche albergo, osteria (rifugio, riparo)
masserizia, economia
mastranza, abilità da maestro [Ritmo su Sant’Alessio, 2: facta l’aio per mastranza, l’ho composta con abilità magistrale; Contini]
mastro, principale
matricola, registro
mattezza, follia, stoltezza, insensatezza
matto, stolto, insensato
maxon, magione
me', meglio - mezzo – mio
meciare, uccidere, assassinare [Elegia giudeo-italiana, 25: Guai, quanta ienti foi mecïata, Ahimè, quanta gente fu assassinata]
meciaro, assassino, masnadiero [Elegia giudeo-italiana, 55: Lo signore de la soro, mecïaro, | l’abbe venduta, Il padrone della sorella, masnadiero,| la vendette]
meço, mezzo (prep.) (in meço, in mezzo) – mezzo (n.)
medaglia, mezzo danaro (di poco valore, usato in modo proverbiale) [Jacopone LXXXI,32: en vista una medaglia]
meglio: stare meglio, avere la meglio
meia, miglia [Giacomino da Verona: millo meia, mille miglia]
mel, miele [nelle regioni del Nord Italia nel Duecento era sostantivo femminile]
membranza, ricordo [Rime dei memoriali bolognesi, XX,28]
membrare, ricordare
memoria: avere a memoria, ricordare;
- tenere a memoria, ricordare;
- avere memoria di, ricordare;
- recare a memoria, rammentare;
- recarsi a memoria, rammentarsi
men, me ne – meno
mena, tormento, angoscia [Jacopone da Todi, VIII,66: quale ce trarrai mena, - de morte angustïate!, che tormento vi subirai, angosciata dalla morte]; problemi, guai [Vigna, IV 7: ora sono in tali mene, ora sono in tali guai]
menar, produrre
menare, trascinare [Dante, Inferno V] [Rime dei memoriali bolognesi, l,2];
mendar 1, riparare [Guittone d'Arezzo: Unde possa mendar ciò ch'ha peccato] in senso morale, mondare pulire
- mendar 2 (intransitivo), correggersi; menda, si corregge [Proverbia quae dicuntur, 677: Rea femena no menda per manaça o bolbina, Una donna malvagia non si corregge con minacce o astuzie]
menna, menne, seno, mammelle, tette [Pugliese, VI 9: L'aulente bocca e le menne / de lo petto le cercai]
menoanza, diminuzione [Contini], minorazione [Ritmo su Sant’Alessio, 32: una menoanza avea cotale, costui aveva una minorazione (una cosa che diminuiva la sua importana agli occhi della cittadinanza)]
menomare (intr.), diminuire
mente, ricordo;
- vi dovrebbe stare a mente di, dovreste ricordarvi di; [Rime dei memoriali bolognesi, XXVIII,22: Resposeme che mai | più no n'aves' a mente, Mi rispose che mai dovevo tenerla nella mia mente, ricordarla, (Mi rispose che mai mi illudessi, Orlando)]
mento 1, menta
mento 2, mente (da mentire); [III persona singolare spesso con valore di plurale, come in Giacomino da Verona: s'el no mento li diti de li sancti sermoni, se non mentono le parole degli scritti sacri]
mentovare, nominare, fare il nome (dal francese mentevoir o mentoivre) [San Francesco, Cantico delle Creature, 4: et nullu omo ene dignu te mentovare]
mentre che, fintantoché
meraveia, meraviglia, miracolo
mercato, affare [Jacopone LXXXI,30: che non fa’ lor gran mercato, e non fai far loro buoni affari]
mercé 1, merzé, pietà – grazia
mercè 2, atto meritorio, buona azione [Apugliese, canzone de oppositis 15]
mercede, merzede, pietà, grazia [Rime dei memoriali bolognesi, XL,21]
mercennaio, uomo volgare
meritare, ricompensare
merito, rendere al merito, vendicarsi
mertare, ricompensare [Guittone d'Arezzo: ché Deo chi l'ama merta in cento tanto]
merto, merito;
- for merto, senza merito [Guittone d'Arezzo]
merzede, mercede, grazia [Rime dei memoriali bolognesi, XL,21]; merzide [Guido delle Colonne, 12 ...prenda voi merzide, / che ben è dolze mal, se no m'auzide]
mesagiato, disagiato
mesagio, disagio
mescianza, sorte
mesclae, mischiate
meseli, lebbrosi [Proverbia quae dicuntur, 723: com'entre vol sì sia, vilani o meseli]
mesfare, far male
- mesfato, fatto del male [Proverbia quae dicuntur, 700: quando t'à plui mesfato, alora plui te dana]
messaio, messaggio [Laude cortonesi]
messo, messaggio
mestega, domestica [Proverbia quae dicuntur, 464: no'n faria una mestega quanti en terra posa, non farebbe una domestica per quante hanno stanza sulla terra]
mester, bisogno, necessità [Giacomino da Verona: mo' k'el' i à gran mester, ora che ne ha gran bisogno]
mesu, mezzo, (di) mezzo [Ritmo su Sant’Alessio, 176: Enfra me et te Deu ne sia mesu, fra te e me stia di mezzo Dio]
metrò, metterò
micchi, me stesso, a me
micidari, micidiali [Vigna, IV 14: agli occhi suoi micidari]
micidio, omicidio
miga, affatto
migliore: il migliore, il meglio
mignarello, mignolo [Contrasto del povero e del ricco, 154: ch'el suo dito mignarello]
millo, mille
miluogo, nel miluogo, nel mezzo;
- in miluogo di, nel mezzo di
minare, guidare [Lentini, Canzone XV 18: Temer mi face Amor che mi mina, Mi fa temere Amore che mi guida]
ministrare, officiare
ministro, servo
miradore, specchio
mirare, guardare
miritare, ricompensare [Rime dei memoriali bolognesi, IX,24: dezati miritare, dobbiate ricompensare]
misererri, misericordia [Rime dei memoriali bolognesi, XXXII,13]
misfisi, disprezzai [Lentini, Canzone XI 17: poi madonna misfisi, poi madonna disprezzai]
misleanza, tradimento, slealtà [Lentini, Canzone XII 35: non ho 'n talento - di fare misleanza, non ho intenzione di tradirla]
misser, messere, signore
mistier, mistiere, giocoforza, necessità
‘mmediati, invidiati [Elegia giudeo italiana, 15: d’onni ienti foro ‘mmediati]
mo, ma
mo', modo – adesso
mogliema, mia moglie; moglieta, tua moglie
mogliera, moglie;
moho, modo [Bonvesin, De scriptura nigra]
moia, bagna [Proverbia quae dicuntur, 707: ogno fogo s'astua per l'aqua quando 'l moia]
molge, moglie [Ritmo su Sant’Alessio, 138: de la molge remaritando; 158, et a la molge l’avïao]
mollare, smettere, finire; molla, smette
Mompuslieri, Montpellier
monimento, tomba [Uguccione da Lodi, Il libro 192]
montare, salire; più montare, giungere a un maggiore grado; innalzarsi [Aquino II 17: che monta ed ave assai di valimento, che si innalza (di grado) e acquista gran valore]
morbidamente, piacevolmente
morditore, mala lingua
morire (nei tempi composti o con fare), uccidere; (rifl.), morire; è stato morto, è stato ucciso
morrere, morire
morselli, bocconi
morsellu, refezione [in calabrese indica la colazione del mattino, Contini]
mortalità, strage; di mortalità di molta gente, nella quale morirono molti;
morvedo, morbido
moscone, muschio [Jacopone, LV,18: non fa fragar de moscone, non manda fragranza di muschio]
muscione, moscerino
mostranza, argomentazione, dimostrazione
mostrare (mosterroe, mostrerò; mosterra(liti), mostrerà; mosterremmo, mostreremmo movimento, iniziativa; impulso; movimento d'animo
mouto 1, montone [Proverbia quae dicuntur, 623: sì como lo mouto qe vien per le corne trainato, come il montone che viene trainato per le corna]
mouto 2, munto
- mouta, munta [Proverbia quae dicuntur, 726: como presia la capra la late poi q'è mouta]
'mpietanza, empietà
'mpremera, prima, la prima
muar, mutare [Proverbia quae dicuntur, 595: ké mile volte al çorno a le[r] se mua talenti, perché mille volte al giorno mutano intenzioni]
muça, scappa [Canzone di Auliver 23: quand eu cred meilg branchar çoi, el me muça, quando credo di possederlo mi sfugge, mi scappa]
muçola, ustola ( (si strugge per il desiderio) [Proverbia quae dicuntur, 483: destendese e muçola como can qe va en caçasi, si distende e fiuta la preda come cane che va in caccia]
muger, moglie
mullaio (mullaro), mugnaio [Apugliese, Tant'aggio ardire 23: pescatore so' e mullaio, pescatore sono e mugnaio]
murìa, ombra [area abruzzese]
musorno, triste, imbronciato; può significare anche sciocco, secondo alcuni
muta, strofa
mutare, cambiare; [Laude cortonesi: Già mai quince non me muto, Non mi muovo di qui]
mutogli, muti, mutoli [Apugliese, Sermone 35: e tenchane assisi chome mutogli]
mutto, parola, (motto) [Vigna, IV 35: eo diragio altro mutto]
Naalo, Natale
nacre, nascere; naco, nacque, naquero; naxù, nato – naçro, naçre, nascere; naço, nacque
Nanfosse, Alfonso
‘nante, nanti, piuttosto, anzi [Jacopone da Todi, LXXXI,130: ‘nante l’hai blasfemato]
natura 1: convertirsi in natura, diventare una seconda natura
natura 2, inclinazione [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,8: ma de' guardar so stato e soa natura]
naturale, perfetta [Rime dei memoriali bolognesi, XXXVII,12]
naturalmente, naturalmente, per legge di natura;
naturare, generare
naturato, fatto naturalmente
navrato, ferito (gallicismo) [Rime dei memoriali bolognesi XI,5: navrato coralmente, ferito profondamente]
'nchinare, rispettare
- servo e 'nchino, son vostro servo e mi inchino rispettosamente (espressione tipicamente feudale sia sul piano socio-politico che su quello dell'amore cortese) [Guido delle Colonne, II 60: così v'adoro come servo e vi rispetto]
'ncrescere, rincrescere [Guido delle Colonne, IV 20: però, madonna, non vi 'ncresca gravi, perciò, madonna, non vi sia troppo increscioso]
né, nemmeno; e non; né che, e che non
nebla, nebbia
neente, niente:
- è cosa da neente, è cosa vana;
- non valer neente, essere inutile;
- è neente a, non serve a;
- avere per neente qualcuno, non preoccuparsi di qualcuno
‘nfonnare, bagnare, ‘nfonno, bagno [Jacopone da Todi, LV,46: bevo e ‘nfonno ‘l mio polmone, bevo e bagno i miei visceri]
negligenzia: avere in negligenzia trascurare
negota, nulla, inutile
negrigenzia, nigrigenzia, negligenza
nesciente, sciocco
nesonore, nesunora, mai [Rime dei memoriali bolognesi, XIX,2]
neuno, cfr. niuno
nexun, nessuno
niente,cfr neente
nïente men, tuttavia
niffa, scontrosa
nighiettoso, neghittoso
nimistanza, inimicizia
ninferno, inferno
niquitatde, iniquità
niuno, neuno, qualche; qualcuno;
- niuna cosa, nulla;
- no niuno, nessuno
nocchio, nòcciolo [Onesto da Bologna, X,5]
nociment, nocumento, danno
nodrire, nutrire, fornire
noi', noia, dolore [Guittone d'Arezzo]
noiare, danneggiare
noito, notte [Giacomino da Verona]
nomare, chiamare, nominare
nominanza, fama
nona, la nona ora dall'alba (cfr. terza), circa mezzogiorno
nonana, monaca (dal francese nonnain) [Proverbia quae dicuntur, 442: e mena relegione come fosse nonana, e si comporta religiosamente come se fosse una monaca]
noo, nodo (plur. noi) [Bonvesin, De scriptura rubra 175: Ke li noi del so corpo per tut se deslongava]
norbia, morbida [Uguccione da Lodi, Il libro 160]
norir, nutrire;
- noriso, nutrono
- norida, nutrita; educata [Proverbia quae dicuntur, 595: pur qe porta ampla cota e le maneg[h]e tese]
nosro, nuocere
non usanza, amore di cose nuove
nova 1, novella, notizia, nuova
nova 2, nuova, prima
novella, notizia [Bonvesin, De agricola disperato, 9: ch'el de' far messa nova, che deve dir la prima messa];
- novelle, chiacchiere [Proverbia quae dicuntur, 636: plene d'ençegno e d'arte, de trufe e de novelle, piene di inganni e di astuzia, di tranelli e di chiacchiere]
novellare, narrare, dar notizie, raccontare
novo, inusitato [Rime dei memoriali bolognesi, g,14]
'ntamare, ferire (franc. entamer) [Vigna, IV 6: che mi passao lo core e m'ha 'ntamato, che mi ha trapassato il cuore e mi ha ferito]
'tenza, contesa, contrasto, guerra
'nterrena, mette a terra [Laude cortonesi, me 'nterrena, mi mette a terra]
nuio, nuia, nessuno, nessuna;
- nuia çent, nessuna persona [Giacomino da Verona]
nulla, avere per nulla, non tener conto di;
- è da nulla, non conta nulla;
- sia nulla a, non valga a
nuova, straordinaria
nuovo, inesperto
nutricare, nutrire; educare
obrigare, obbligare
oclo, occhio [Rime dei memoriali bolognesi, XIII,9: or me bassa, oclo meo, ora baciami, occhio mio], figurativamente: oclo meo, amore mio;
odiendomi, udendomi
offendere (a qualcuno.), offendere
ogna, ogne, ognanca, ogni
ognindì, ognora
ognunca, ognunqua, ogni, qualunque, del tutto [Guido delle Colonne, II 22: fontana che m'ha tolto ognunqua sete]
olcellat, ucellaccio [Bonvesin, De agricola disperato, 40: d'un olcellat antigo, d'un uccellaccio iniquo]
oi, o (dialetto umbro)
oldir, udire, ascoltare; oldia, udisce, ascolta, sente
- logo oldir: lasci udire [Giacomino da Verona];
olent, profumato [Bonvesin, Disputatio rosae..., 20 ben son olent e neta]
oltra fine, smisuratamente [Lauda dei servi della Vergine]
oltre a, piú di
om, omo, omini, uomo persona, uomini, persone
omè, oimè
omeltate, umiltà, mansuetudine
omihomo, ciascuno, ongi uomo [Bonvesin, Disputatio rosae..., 39 de mi golza omihomo, di me gode ogni uomo]
omore, umore
onça, lonza (ghepardo) [Proverbia quae dicuntur, 461: La onça è una bestia mala e periglosa, la lonza è una bestia cattiva e pericolosa]
onde, orbene; cfr. laonde.
onnechevelle, qualsivoglia cosa, ogni cosa, tutto [Jacopone LIX 48: possessor d’onnechevelle;]
onnichivel’, chiunque [Jacopone LV,120: onnichivèl’ è per amico]
onta, vergogna, ingiuria, offesa
operamento, ambito (d'operazione) [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,10: et hano lor diversi operamenti: ed hanno ambiti d'operazione diversi]
operare, attuare
operazione; opera; azione
oppenïone, convinzione
oppinion, oppinione, intenzione, opinione
ora, infin a ora, sin d'ora
- ad ora ad ora, di tanto in tanto [Jacopone}
ora de la dia, alba [Laude cortonesi]
oraggio, pioggia (di lagrime), [francesismo] [Dante, Rime, XLVII,23]
orancia, onoranza, fare orancia = rendere onore; [Apugliese, Tant'agio ardire 212: perké la Chiesa li fe' orancia, perché la Chiesa gli rese onore (allude al fatto che nessun papa poteva essere eletto senza l'assenso dell'imperatore: principatus in electione papae]
ordenare, fondare; ordena, fonda [La giostra delle virtù e dei vizî, 99: una cictade ordena]; ordinare nominare [La giostra delle virtù e dei vizî, 235: per capitaniu çe ordena Cupiditate ria: nomina capitano...]
ordinamento, piano
ordinare, stabilire
ordire, intrecciare (fili per teli o per canestri)
organale, vena del collo
organo, lat. organum
orgoiar, rafforzarsi
- orgoia, si rafforza pertinacemente [Proverbia quae dicuntur, 708: mai quelo de le femene se n'acend et orgoia]
orranza, onore; orrare, onorare; orratamente, onoratamente
osorrieri, usuraio
ostal, ostello
ostar, opporre
oste, esercito
otrapassante: dotato di pregio maggiore, più stimabile, affascinante, piacevole [Guido delle Colonne II 36: uso di ben amare otrapassante, vivo nel perfetto amore che dà piacere]
otta, ora -, cfr. allotta
oxegi, uccelli, uccellini, uccelletti
o ver, ovvero
overa, opera;
- re' overe, peccati [Rime dei memoriali bolognese, I,27]
ovescovata, vescovado [Jacopone, LV]
Note
__________________________
[1] - allusione all’antica forma germanica, e quindi anche longobarda, di celebrazione delle nozze, secondo la quale gli sposi erano posti sul letto nuziale ed erano ricoperti dalla coltre, e la benedizione ecclesiastica veniva impartita dopo la consumazione del matrimonio
Bibliografia
testi effettivamente consultati, cui siamo debitori del risultato
della raccolta, insieme alle molte valide antologie scolastiche
Poesia del Duecento e del Trecento, a cura di Carlo Muscetta e Paolo Rivalta, Parnaso Italiano - Crestomazia della poesia italiana dalle origini al Novecen- vol. I, Illustrazioni a cura di Giulio Bollati, Giulio Einaudi editore. Torino 1956.-
Poeti del Duecento, a cura di Gianfranco Contini, Riccardo Ricciardi editore, Milano-Napoli 1960, 2 voll.
La poesia lirica del Duecento, a cura di Carlo Salinari, Utet, Torino II ed. 1968
Iacopone da Todi, Laude, a cura di Franco Mancini, Gius Laterza & figli, Bari 1974, pp. 651-846
Le rime di Onesto da Bologna, edizione critica a cura di Sandro Orlando, Quaderni degli «studi di filologia italiana» pubblicati dall'Accademia della Crusca – Quaderno 1, editore G.C. Sansoni Firenze 1975
Rime giullaresche e popolari d'Italia, a cura di Vincenzo De Bartholomaeis, Zanichelli, Bologna 1926, Ristampa Arnaldo Forni editore, Sala Bolognese 1977
Il Duecento, a cura di Piero Cudini, Garzanti, Milano 1978
Dante, Le rime, a cura di Piero Cudini, Garzanti, Milano 1979
Rime dei memoriali bolognesi, a cura di Sandro Orlando Giulio Einaudi Editore, Torino 1981
I Giullari in Italia, di Tito Scaffiotti, Xenia, Milano 1990
I Poeti del dolce stil novo, a cura di Carlo Salinari, TEA Editori Associati, Milano 1994, su licenza della Utet Torino, La poesia lirica del Duecento, Torino 1968,
Jacopone da Todi e la poesia religiosa del Duecento, a cura di Paolo Canettieri, BUR, Milano 2001
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© 1996 - Tutti i diritti sono riservati Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi Ultimo aggiornamento: 09 aprile 2011 |