Giuseppe Bonghi

ARCAISMI del Due-Trecento

glossario versione 5

- A -

abassie, giù (Contrasto del ricco e del povero)

abatar, abbattere, colpire; abata, colpisca;

abassiata, abbassata

abaxao, abbassato

abarbagliare, accecare

abbe, avere (abemo, abbiamo); àbbero, ebbero [Elegia giudeo italiana, 21: ka lo Soo nome àbbero scordatu, che il Suo nome ebbero dimenticato]

abbibatio, stimolo, eccito

abidi, abeti [sonetto di Onesto a Cino: 'nato infra gli abidi' (abeti)]

abboccato, di bocca buona

abelire, diventar bello; [Giacomino da Verona: plui g'abelisso, più diventa bello]

abellar, gradire; abella, [Rime dei memoriali bolognese, h,6: sì li abella, tanto gli piace], gradisce [Guittone d'Arezzo]

abentare, riposare [Rime dei memoriali bolognesi, XX,20]

abento, riposo, tregua, pausa [Cielo, Contrasto 4: per te non aio abento notte e dia], [Lentini, Canzone XII 17: né mai abento - d'aver rimembranza, né mai una pausa - d'avere il suo ricordo]

abevre, bere; abevrai, berrai

abiai, abbiate

abbibatio, affretto [Ritmo cassinese, 12, - Contini]

abito, foggia

abomenazione, nausea [Jacopone, LV,82 ègli abomenazione, gli torna in nausea]

abondanza, gioia grande o eccessiva (derivante dall'essere corrisposto in amore dalla donna) [Jacopo Mostacci, III 14-15: ch'eo n'agio abondanza. // Abondanza non n'ho]

abondevole, ricco

abraciato, arso, bruciato (da brace)

abrasato, acceso, incendiato, avvolto dal fuoco, abbruciato, ardente (abrasaa)

abraxaçata, da braça = brace, ardente [Lauda dei servi della Vergine]

açal, acciaio

açar, gioco della zara

acasione, condizione

acatare, trovare; [Giacomino da Verona: scrito s'acata: si trova scritto]

acattare, (accattare), acquistare, comprare

acatto, acquisto, compera

accadere, toccare

accaisonare, accusare

accattare, mendicare, accattatore, accattatrice mendicante,

accendere (rifl., con di), entusiasmarsi

accercinare (rifl.), chiudersi e avvolgersi nelle proprie vesti

achatare: trovare (achatarò, troverò)

accia, filo grezzo

acciò che, a condizione che

accivire, dal provenzale achevir, integrare mentalmente [Latini], riuscire nell'intento; anche semplicemente: pensare alle conseguenze

aconcepire, concepire, generare [Mazzeo di Ricco, I 5: s'eo non avesse aconceputa doglia]

acconciato, acconciatura, [Jacopone VIII,51: Son molte che pro omene – non fo nullo acconciato, molte sono le donne che per gli uomini non si fanno nessuna acconciatura]

acconcio (con di), adatto

accordanza, accordo

accordare (rifl.), acconsentire

accorum, coro

acolegare, coricare (acolegato, coricato)

acompagnare (con), mettere in compagnia

acomprovato, comprovato, accertato [Rime dei memoriali bolognesi, XXXI,10: che 'l meo grave falir acomprovato, che il mio grave e accertato peccare]

acomsenchi, consenti

açonso, unì (verbo) [Giacomino da Verona: quando la mïa mare - cun me' pare s'açonso: quando mia madre si unì con mio padre]

acontare, far conoscere (rifl.), far la conoscenza, farsi amico;

acontiare, conoscere; acontiato, conosciuto

acorare, trafiggere il cuore [Laude cortonesi, che m'acora, mi trafigge, mi fa soffrire]

acqua viva, verità divina (espressione biblica)

acriza, agrezza [Rime dei memoriali bolognesi, XLI,8]

adagiare, piacere; v'adagia, vi piaccia [Guittone d'Arezzo];

adagiato, agiato [Contrasto del povero e del ricco, 45: ed è ricco ed adagiato]

adastiare, contrastare [Guido delle Colonne I 16: ed atardando - per molto adastiare / un grand'affare - tornare a neiente, e ritardando per l'eccessivo contrastare / un grand'amore - si è ridotto a niente]

adato, accorto [Mazzeo di Ricco, V 19: S'eo tardi mi so' adato / de lo mio follegiare, Se io tardi mi sono accorto / del mio folleggiare]

adesso, sempre [Bonvesin, De agricola disperato, 4: e imprendand adesso, e sempre imparando]

addobrare, raddoppiare [Guido delle Colonne, V 71: li vostri occhi piagenti / allora m'addobraro, i vostri occhi piacenti mi hanno raddoppiato (cioè mi hanno arricchito di un nuovo spirito e quindi hanno raddoppiato le mie capacità di vivere e di amare)

ademorato, indugio

adempiere, saziare

adeo, addio [Rime dei memoriali bolognesi, XIII,1]

adeso [gallicismo], sempre

adexo, conviene [Giacomino da Verona, k'adexo a gran baron, come si conviene a un gran barone]

adfinare, purifica; adfina, purifica [La giostra delle virtù e dei vizî, 457 quella ke 'l cor adfina, / çoè la Humilitade]

adfractarse, avvicinarsi [Pèrcopo] [La giostra delle virtù e dei vizî, 619 con soy troppel se adfracta, si avvicina con le sue truppe]

adgina, fretta [La giostra delle virtù e dei vizî, 463: Or non pellima adgina, ora non agiamo in fretta]

adimorare, indugiare, attendere [Jacopo Mostacci, V 19: Ben è strania pietanza / vedere adimorare]

adiongere s', accostarsi; adiongese, s'accosta

adiare, aiutare

adiven, accade [Rime dei memoriali bolognesi, n,10 (lezione di Contini)]

adivenire, provenire [Protonotaro II 6: e di troppo parlare / può danno adivenire; II 11: Quand'omo ha temenza / di dir ciò che convene, levemente adivene...]

adizzare, adirare

adlatere, affiancare

adlentar, fiaccare;

          adlente, fiacchi [La giostra delle virtù e dei vizî, 312: che dura fame e sete / par che tucti ne adlente, che la dura fame e la sete sembra che fiacchi tutti]

adlocta, allora

adlumenone, illuminò

adoblar, raddoppiare [Pugliese, VIII 23: ben mi poria adoblar li martire]

adoliatu, addolorato

adimandamento, domanda

adomandagione, domanda

adonare, sostantivato: accorgersi della gente [Lentini, Canzone IX 30: solamente per adonare, solamente per l'accorgersi della gente]

adonarsi, accorgersi

adoperare, operare; giovare; adoperare le mani (in), venire alle mani con,

adorare (a qc.), pregare

adorneza, bellezza [Rime dei memoriali bolognesi, f,5: alquante delle sue adorneze]

adriçaro, indirizzare

adruynatu, rugginoso

adubbato, acconciato, addobbato

adunata, adunanza

afaça, afaçar, variante di fare; essere adatto [Giacomino da Verona: no par ke se g'afaça: non sembra che ce la facciano, non sembra che siano adatti]

afaigar, affaticare

afaitai, addestrati [gallicismo]

afar, natura (francesismo) [Proverbia quae dicuntur, 493: de l'afar de le femene veritate diraio]

afare, fatto, [Sette savi in ottave, VI 213], situazione

          mal afare, mal partito (Contini) [Proverbia quae dicuntur, 576: ke lo cor e lo corpo li met en mal afare, perché il cuore e il corpo mettono l'uomo a mal partito (in una brutta situazione)]

affanno, opera, sforzo

affare, cura, affanno [Rime dei memoriali bolognesi, f,58: e loro affare in gioia convertire]

affari, di grande importanza, di grande potenza [Elegia giudeo-italiana, 35: e ientili omeni de grandi affari, e gentiluomini di grande importanza, molto potenti]

afatar, fare

affermare: affermare un patto, stringere un patto

affetamento, maniera, comportamento [Mazzeo di Ricco, V 31: che vostri affetamenti / passassero giacinti stralucenti! (che le vostre maniere fossero più trasparenti e belle dei risplendenti giacinti)]

affidato, vassallo, protetto [Jacopone da Todi, LXXXI,102: fai star lo tuo affidato]

affido, assicuro

affinare, rendere perfetto; affina, si fa perfetto/a [Laude cortonesi]

affittare, porre la mira; tenere gli occhi fissi; affitta, tiene gli occhi fissi su qualcosa o qualcuno [Jacopone LIV,3: tutto lo monno a te affitta]

afigurato, creato [Rime dei memoriali bolognesi, XIX,5: e de due stelle fusti afigurato, da due stelle sei stata creata; altri intende: da due stelle sei stata adornata, ma è poco probabile]

afinare, purificare, raffinarsi, emendarsi [Proverbia quae dicuntur, 680: lo cor de la rea femena no meiora n'afina]

afitar, ammaestrare

afito, accomodo

afflambare, incendiato; afflambato, [Elegia giudeo italiana, 30: e foco de celo l’abbe afflambato, e un fuoco dal cielo l’ha incendiato]

afflare, giungere;

          afflao, giunsi, giunsero; trovò [Ritmo su Sant’Alessio,217: loco afflao ‘sta sanctitate, vi trovò quest’immagine santa (Contini); potrebbe anche essere: vi giunse quest’immagine sacra?]

affocato, soffocato [Jacopone LIII,62: en onne coraio - te vedo affocato]

affriggere, affliggere

afolar, rovinare; afola, rovina [Proverbia quae dicuntur, 369: Amor è 'mbastardito, qe li omini afola]

afregiare, raffreddare

agensa, allegra

agenzare, agenzarsi, abbellire, ingentilire;

        s'agenza, si ingentilisce; [Apugliese, Provenzano 50: la pace / che la terra agenza, la pace / che la terra ingentilisce];

        dilettare: [Lentini Canzone VIII 80: quella che più m'agenza, quella che più mi diletta]

        nobilitare [Aquino I 38: onde m'agenza / per zò ch'i' l'amo tanto finemente, per mezzo della quale mi nobilita per il fatto che tanto perfettamente l'amo]

agevelezza, leggerezza [Jacopone LIII,41: Escita m’è scontra - l’Agevelezza] (La leggerezza è uno dei sette stati negativi (condizioni spirituali) corrispondenti alle virtù teologali e cardinali della Chiesa: questo lo schema di Jacopone:

  virtù teologali                        tiepidezza                                            fede    

         “                    presunzione (della salvezza)                              speranza       

         “                           amore verso se stesso                          carità  amore verso Dio

  virtù cardinali                       agevelezza                                         fortezza

            “                                  piacemento                   temperanza nei confronti dei desideri

            “                                  convenienza                                saggezza (prudenza)

            “                              pompa - alterigia                                        giustizia

aggavignare, avvinghiare fortemente con le braccia, agguantare

aghiazare, paralizzare [Rime dei memoriali bolognesi, XL,34]

agiare s', andarsene

agio 1, aggio, ho (verbo avere)

agio 2, benessere [Aquino II 29: com'omo ch'a disagio / aspetta d'aver agio, come un uomo che ha scarsi beni, spera di raggiungere il benessere]

agoro, augurio

agrata, [Rime dei memoriali bolognesi, XX,12: e però m'agrata, per questo motivo auspico, per questo mi è gradito]

agrandir, migliorare

(a)gravoso, gravoso, pesante, tormentoso

agrestare, aspreggiare

agresto, aspro, acerbo

agreste, scontrose, avare delle loro grazie [Proverbia quae dicuntur, 342: qe me sia stae agreste, che siano state scontrose con me]

agro, acerbo, difficile, arduo

aguagliare, confrontare

aguaglio, confronto

aguglere, agugleri (sing. e plur.), fabbricante di aghi; forse anche venditore di aghi

aguglino, aquilino, moneta aurea coniata in varie zecche italiana, come a Firenze [Dante, Tenzone con Forese Donati, 28a,4]

Agulea, Aquileia [Pugliese, IV 31:da Lamagna infino in Agulea]

aguto/i, chiodo/i

ai, ho, hai

aiar, aiutare; aiao, aiutato [Bonvesin, De agricola disperato, 46: se tu vòi ess aiao, se tu vuoi essere aiutato]

aigua, acqua

aiguana, fata marina

ainina (carta), la carta ainina è la cartapecora. AININO deriva da AINO (voce dialettale ancora molto diffusa nel centro-meridione (Umbria, Puglia, Abruzzi, Campania sud-Lazio) a sua volta derivante da agnus -> agnello. La pelle d'agnello era pregiatissima per scritture e pittura. Oggi è rarissima e costosissima e la fanno su ordinazione [Jacopone da Todi: En carta ainina la nota devina veio c'è scripta].

aio, dico

aita, aiuto

aitare, aiutare

aitarsi, ingegnarsi, darsi da fare, sforzarsi, sostenersi, reggersi; figurativamente: difendersi [Dante, Rime, XLVII,8)

aiutare (da qualcuno), difendere; (rifl.), difendersi

alagrimado, pianto

alamare, sprofondare nel fango (Mancini) [Jacopone, LXXII,26, onn’omo sì l’alama]

albagio, panno bianco [Schiavo di Bari, "Doctrina de lo schiavo", v. 154: scharlatti, verdi, rosato et albagio]

albergo, dimora, casa, palazzo; ricevere ad albergo, ospitare

albescente, albeggiante

albire, ardire, coraggio [Guittone d'Arezzo]

albor, albero

aleçro, scegliere; alesọ, scelse [Giacomino da Verona, De Jerusalem celeste]

aleggere, scegliere; cfr. eleggere.

alegiar, dar sollievo (provenzalismo) [Rime dei memoriali bolognesi, XII,5]

alenare, metatesi di anelare: inspirare, alena: respiro

aleso/a/i/e, lesso/a/i/e

alesare, scegliere [Giacomino da Verona: alesò per compagnoni, scelse per compagni]

alguanto/i/a/e, poco, non molto; alguante, poche, alcune;

alimento, elemento; alimenti [Apugliese, Tant'agio ardire 128: e come stanno gli alimenti]

allargare, render piú facile

alleggiare, alleggerire, alleviare [Stefano Protonotaro, II 50-51: che torna in allegranza / per suo peso alleg[g]iare. / E quando ag[g]io alleg[g]iato  / de lo gravor ch'io porto]

allegraggio, felicità, gioia (d'amore) [Guittone d'Arezzo]

alliso, contuso, ferito

allocare, allogare, collocare

allotta, alotta, allora

alluminare, allumare, illuminare

allungiato, allontanato [Lentini, Canzone XIV 17: dogliomi ch'eo so' allungiato, provo dolore perché mi sono allontanato]

alogare, fissare; alogao, fissato [Bonvesin, De agricola disperato, 9: El ha alogao lo dì, egli ha fissato il giorno]

alotta, cfr. allotta.

alsì, così

altare, innalzare;s'alta, s'innalza [Onesto da Bologna VIII,5: L'una di novo per me cresce e s'alta]

altero, superbo, nobile [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,7: però non se dé omo tenir tropo altero, perché l'uomo non debba ritenersi troppo nobile]

alti, ad, in alto

altire. innalzare [(Poeti 1960, II, 465, 36): «al­tisce in tal lucore»]

altrer, altrieri, altro ieri

altrui, con valore generico

altura, superbia, alterigia, orgogliosa presunzione; montare in altura, montare in superbia

amaçar, ammazzare; amaça!, ammazza!

amaistrata, savissima [Lauda dei servi della Vergine]

amannare, cfr. ammannare.

amantinente, immantinente, subito

amanza, amante, amorosa [anche nella poesia religiosa; vedi le Laude cortonesi], innamorata

amare, amore (verbo sostantivato

          ben amare, amore perfetto [Guido delle Colonne, II 36 uso di ben amare otrapassante, vivo felice dell'amore perfetto]

amaritudine (dal lat.), amarezza

amarsi, amare soltanto se stessi; s’ama, amano solo se stessi [Jacopone, LXXII,2, multi trovo che s’ama]

ambiadura, tipica andatura tra il passo e il trotto dei cavalli e dei quadrupedi in genere [Jacopone metaforicamente la riferisce a se stesso incarcerato,  quando cammina coi piedi legati con catene ai ceppi, come in LV,46: levome a l’ambiadura, mi alzo e cammino lentamente trascinando un piede per volta, (perché i ceppi non consentono che passi brevi e faticosi]

ambiare, andare al passo

ambulgliare, perdere la vista

amendare, rimediare, riparare, risarcire [Aquino I 33: m'ha saputo amendare, m'ha saputo risarcire]

amendo 1, emendamento

amendo 2, risarcimento, l'essere ricambiato in amore [Apugliese, Canzone de oppositis 30: e päuroso che non agio amendo]

ametere, avvicinarsi, accostarsi

          amete, si avvicina, si accosta [Proverbia quae dicuntur, 699: quando plui par che amete, sença 'l cortel te scana:]

amica, amante.

amistà, amistade: sua (loro) amistà (-ade), i suoi (loro) alleati; le sue (loro) amistadi, i suoi alleati

ammannare, amannare, preparare; ammannata, pronta, decisa (per); (di);

          è ammannata di.... minaccia di;

          s'amanna d'essere, sta per aver luogo

ammarmorare, mormorare

ammendato, emendato [Angiolieri]

ammerdora, ammordoe, ammordura, ambedue [Ritmo su Sant’Alessio, 56: ammordoe se giano continendo, entrambi se ne andavano piamente; Contini: vivevano piamente]

ammostare, schiacciare (operazione del calpestare coi piedi i grappoli d'uva per fare il mosto) [La giostra delle virtù e dei vizî, 213]

ammuriata, abbrunata [La giostra delle virtù e dei vizî, 370;]

amorçar, spegnere; amorça, spenta

amore: per amore di, per

amorsa, spenta

amortare, spegnere; amorto/a, spento, [Apugliese, Tant'agio ardire 155: siali amorta la lucerna, gli sia spento un occhio (metafora)]

an, vado

ana, anima

anche (in relaz. con non o neuno), mai

anche che, sebbene

ancidere, uccidere

ancoi, ancò, oggi

ancore 1, ancora

ancore 2, finora [Jacopone da Todi, XIX, 12: pochi presenti - da voi n’abbi ancore, pochi riconoscimenti - da voi ho avuto finora]

andanic', ferro [Angiolieri]

andare: andasse calcata, fu, fosse affollata; andao, andato

andranego, materiale simile al ferro: sconosciuta provenienza e significazione; supposizione: potrebbe essere una variante in senso negativo di adamas o adamante [vedi Guinizelli: come adamas del ferro in la minera]

andruni, antri

anegar, annegare; anegà, annegato

angosa/e, angossa/e, angoscia, angosce; anche: nausea [vedi Giacomino da Verona]

anighiettire, impigrire

anna!, cammina! va! (dal annare, andare)

annoverare, contare

antecessor, (antessor, ancessor), antecessore [Uguccione da Lodi, Il libro, 7]

anuvelao, rannuvolato

anvito, causa, cagione, motivo [Jacopone LIII,7: Figlio, io sì piango, - ché m’aio anvito]

anxio, acuto

anzi: prima; anzi che, prima che; anzichè, piuttosto che

anzir, uccidere [Rime dei memoriali bolognesi, XI,14]

aolsa, osa

aorar, adorare [Giacomino da Verona, sempromai l'aora, sempre l'adora]; aora, adora, adorano;

aodire, udire, ascoltare [Elegia giudeo-italiana, 49: Ki bole aodire gran crudeletate]

aponere, «attribuire ingiustamente a colpa», [Rime dei memoriali bolognesi, XXIII,6, ch'el no è vero quanto l'om apone] [Bono Giamboni, Il libro dei vizî e delle virtudi, XXVI,3

apatovito, messo alla pariapellare, chiamare; (rifl.), chiamarsi

apercili, gli apersi, gli aprii

apertenere: apertenersi a, riguardare

aperto, chiaro

apo, presto, presso?

apontare, scalfire [Jacopone LVI,33: nullo ferro ci aponta, nessun ferro può scalfirlo]

apparare, imparare

apparato, lusso (domestico e/o personale)

apparecchiamento, preparativi militari

apparecchiare, preparare; (rifl.), prepararsi alla battaglia; prepararsi; apparecchiata d'ogni cosa, fornita di tutto

apparecchiato, pronto

appedi, a piedi

appicciare 1, appiccicare [Jacopone, VI,13, più che vesco appicciaràte, ti si appiccicheranni più del vischio]

appicciare 2, accendere

appo, presso, in confronto a

apporre, attribuire calunniosamente una colpa

apportare, giungere in porto

apprendere, prendere, afferrare; al passivo: essere acceso [Jacopone, LXXVI,11, lo cor d’amor è appreso, il cuore è acceso d’amore]

approvare, mettere alla prova [Angiolieri] [Guittone d'Arezzo]

aprender(si), aggrapparsi [Rime dei memoriali bolognesi, XXVI,48: no è da plasmare / omo che cade in mare se s'aprende]

apresentare, presentare; cfr. rapresentare.

apresso, inoltre, oltre a ciò

aprestare, apprestare, preparare

aprexiata, di sommo pregio (apprezzata) [Lauda dei servi della Vergine]

aprire, esporre

aprope, apro', presso, vicino a

aprosemato, vicino [Rime dei memoriali bolognesi, XXXIII,2: eo li sarei forte aprosemato, io le sarei molto vicino]

aprovo, variante veneta di aprope (v.) [Bonvesin, Disputatio rosae..., 34 tu nasci aprovo la terra]

aproximare, avvicinare

aputo, avuto

aquamento, acquazzone

aquido, acquisto

aquilone, nord

âra, aria [Laude cortonesi]

araccomannare, raccomandare

araquistar, riacquistare, redimere

arbandonato, abbandonato

arçent, argento

archiuso, richiuso (vietato) [Jacopone LV,89: si quel guado fosse archiuso, se fosse chiusa quella possibilità]

arcidiacano, arcidiacono

arcioli, orciuoli

arçoni, arcioni

ardimento, l'osar chiedere l'amore di una donna [Guido delle Colonne II 11, und'eo m'allegro di grande ardimento]

ardire (a), osare; fosse ardita, avesse osato

ardria, arderebbe

are, aria

arecordare, ricordare,

aregordenti, memori

arendo, rendo

arescescere, arescire (verbo), uscire, finire, sboccare [Jacopone, LV,17: arèscece una privata, dà su una latrina]

areticare, prendere nella rete [Apugliese, Tant'agio ardire 119: gramatica e musica no m'aretica]

aretico, eretico, sconosciuto

argire, andare in giro (spostarsi senza una meta precisa), tornare [Jacopone da Todi, LV,65: per argir cornuti, per tornare intdietro con la carica di vescovo o di abate]

argoglio, orgoglio

argomentare, cfr. dinanzi.

ariento, arïento, argento

arimagnire, rimanere

aringa, pubblica riunione politica

aringheria, arringa

arlucare, (arlucare la masciella) luccicare (luccicare la mascella, forse: essere preso dal desiderio)

armorin, ermellino

arnese, l'assieme delle munizioni

arnunziascione, rinuncia [Jacopone, LV,74: che ne faccia arnunziascione, che ne faccia rinuncia]

arogere, arrogere, aggiungere

arproferire, arproferuto, riofferto [Jacopone, LV,81: chi lo caccia arproferuto, chi lo respinge anche se gli si è offerto]

arrado, grido di dolore e rabbia [Angiolieri]

arrare, fidanzare, sposare [Ritmo su Sant’Alessio, 111, mai quando la geo ad arrare, ma quando andò per sposarla; Contini]

arregordare, ricordare

arresechare, rischiare

arriciso, percossa

arrieri, indietro

arrosciarsi, darsi il bistro (colore nero preparato con fuliggine), truccarsi

arte, per arte, per incanto[Rime dei memoriali bolognesi, XX,15: ché ben voria eser per arte, perché vorrebbero diventare per incanto]

artignire, ritenere, frenare

Artino, Aretino

arzente, ardente

asaminare, mettere alla prova [Lauda dei servi della Vergine: da Cristo asaminata, da Cristo messa alla prova [Contini]]

asberghi, usberghi, corazze

asciugaglia, asciugatoio [Angiolieri]

ascondersi 1, nascondersi

ascondersi 2, rifiutarsi (dal provenzale escondir(e) [Apugliese, Canzone de oppositis 70: e mercè ché di mal fare m'ascondo, e faccio una buona azione perché mi rifiuto di fare del male]

asemblare, paragonare;

          asemblarli, pargonarli [Rime dei memoriali bolognesi,XXII,2]

asegurarsi, fidarsi [Rime dei memoriali bolognesi, XXVIII,17: m'asegurai da lei, mi fidai di lei]

          assicurare, assicurarsi, render certo [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,4: de fin a tanto che il vedé' l'asegura: finché la realtà lo rende certo]

aseo, aceto

asettare, cfr. assettare.

asetto, adatto, adattamento

asiamento, lusso [Uguccione da Lodi, Il libro 187]

asicurare (rifl.), rassicurarsi; incoraggiare [Protonotaro II 25: Così Amor m'asicura]

asio 1, opportunità [Proverbia quae dicuntur, 443: mai s'ela se vè l'asio, ben fai volta sotana, ma se lei ne intravvede l'opportunità, subito si concede]; [Proverbia quae dicuntur, 560: s'ela se v'è bon asio, q'ela no faça peço]

asio 2, agio, lusso [Proverbia quae dicuntur, 720: Mai asio e loseng[h]e e cui à dinar qe dare]

asirao, storpio

asisa, [Rime dei memoriali bolognesi, XX,16: là o'è la mia dona asisa, là dove si trova la mia donna]

asorcuitato, intrepido [Guido delle Colonne, IV 7: più che non fa assessino asorcuitato, più di quanto possa fare un fedele intrepido]

asotigliare, asottigliare, assottigliare (rifl.), ingegnarsi

asperetate, vita di dura penitenza [Jacopone LIII,21: Li miei ligitimi - en asperetate]

aspetar, aspettare

astettanza, attesa [Stefano Protonotaro, III 59: e per lunga astettanza / lo giudeo è perduto, e per la lunga attesa (del Messia) il giudeo è perduto]

assagiaolo, gli chiese

assagliuto, assalito

assai, abbastanza

assavorare, pregustare

assegnare: assegnare ragione, dichiarare le ragioni

assemate, scemate, logorate

assembiare, radunare; (rifl.) unirsi (come alleato)

assemblaglia, adunata

assemblatu, unito, messo insieme, associato [Ritmo su Sant’Alessio, 56:

assempro, adunanza [Guittone d'Arezzo]

assenare, assegnare (assenao, assegnato)

assessini: così venivano chiamati i membri della setta degli haššašin o fumatori di hašiš ciecamente obbedienti agli ordini del loro signore, il Veglio della Montagna, a lui fanaticamente fedeli; risiedevano in una regione limitrofa alla Persia, e, come narra anche Marco Polo, furono sterminati dai Tartari poco dopo la metà del Duecento.

assettare, asettare, disporre in ordine di battaglia; assettare per ischiere, schierare; assettarsi a sedere, sedersi; cfr. rassettare; accomodare [Angiolieri]

assettatamente, con bell'ordine

assisa, decisa [Angiolieri]

assiso, deposto [Angiolieri]

assomigliare, paragonare,

assommare, consumare

astiça, attizza

astutare, spegnere (siciliano e meridionale in genere) [Guido delle Colonne,

          astua, spegne [Proverbia quae dicuntur, 707: ogno fogo s'astua per l'aqua quando 'l moia]

asutigliarsi, rimaner muto [Laude cortonesi, XXXI,19, Tutta gente s'asutiglia / de la grande meraviglia, ciascuno resta muto per la grande meraviglia]

atalentare, attalentare, piacere; atalenta, piace [Proverbia quae dicuntur, 542: far quelo ch'atalentali e qe li est' a grato]

atare, aiutare; (neutro pass.), difendersi

atasentare, mettere a tacere

atantare, tentare

atare, aiutare, atartene, aiutarti

atendo, attende, attendono

atenduto, atteso

aterato, terreno

atiutu, aiuto [Ritmo su Sant’Alessio, 83, Deu stal’ in atiutu]

atrasato, senz'altro, del tutto [Proverbia quae dicuntur, 294: quest'è ver atrasato, questo è senz'altro vero]; [Proverbia quae dicuntur, 313: de mi tut atrasato]

attenere, trattenere; attenni, trattenni

attènnite a, fidati di [Jacopone da Todi, XIX, 10: attènnite a noi, ché ‘l farim crai[e], fidati di noi, ché lo faremo domani, Contini]

attorsa, vattene [Angiolieri]

atutare, spegnere [le ostilità di Amore, Guittone d'Arezzo]

aucire, aucidere, uccidere [Lentini, III 35-36: per lei podire aucire eo moriria / No la posso aucire, né vengiamento]

aude 1, sente, ode

aude 2, ardisce

aulimenti, elementi [Latini]

aulitusa, odorosa, profumata [Guido delle Colonne, II 16: e la bocca aulitusa]

aulente, profumato, odoroso [Guido delle Colonne, II 17: più rende aulente aulori]

aulori, odori, profumi [Guido delle Colonne, II 17: più rende aulente aulori]

aumiliare (rifl.), umiliarsi

avaccianza, fretta, rapidità

avaccio, presto

avantato, vantato, lodato, celebrato [Elegia giudeo italiana, 14: de sicerdoti e liviti avantati, celebrati da sacerdoti e da leviti]

avanzare, privilegiare; esaltare

avegiamento, avvedutezza [Aquino XI 7: per zo di diri agia avegiamento]

avenante, (francesismo) avvenente, bella

avenanteze, avvenenze, bellezze (gallicismo)

avenevel, conveniente [Guittone d'Arezzo]

avenimento, avvenenza, bellezza [Lentini, Canzone XI 19: ca lo suo avenimento / d'amor mi travaglìa]

avenire, avvenire, accadere [Protonotaro II 7: perché m'aven temere]

          avenèise, accade [Jacopone, VIII,39, Per temporal avèneise - che l’om la veia sciolta, talora accade che un uomo la veda spettinata]

aventura/e, qualità, proprietà, caratteristiche; ]Giacomino da Verona, Jerusalem: dighem de le bone / santissime aventure]

avere 1 (aviamo, abbiamo; èi, ebbi; ha, avea, ebbe, avrebbe, c'è o ci sono, c'era o c'erano, ci fu o ci furono, ecc.;

          aver per bene, gradire;

          aver per male, prendere in cattiva parte;

          avere per niente, non curarsi di;

          aveso, avesse

avere 2, denaro, ricchezza, beni materiali; [Cielo D'Alcamo: per quanto avere ha en Bari]

averiri, aprile

averseri, avversario

aversità, cfr. cosa.

aviare, avviare, indirizzare [Ritmo su Sant’Alessio, 158: et a la molge l’aviao, e lo indirizzò alla moglie]

avilar, disprezzare, tenere una cosa come vile e di poco conto

aviluppato, chiuso nelle vesti

avisare (avisando), avvistare

avocare, far da avvocato

avolterio, adulterio

avosto, agosto

avveggio, accorgo

avventura, caso, fortuna [Aquino II 17: ch'a pover omo avene / ca avventura ha bene, che a un uomo povero può accadere / che per fortuna riceva un beneficio]

avventurato, fortunato

azare, avere; azo, ho [Rime dei memoriali bolognesi, VI,13];

          azati, abbiate

- B -

babbusco, grand'e grosso

bactalieri, combattenti [gallicismo]

badale, badile

baglia, potere (come bailia) [Pugliese II 31: ch'è distretto in vostra baglia]

baia, abbaia; III pers. sing pres. ind. del verbo baiare spesso con valore di plurale: abbaiano, come in Giacomino da Verona

bailia, potere;

          in bailia di: in potere di; (sinonimo di potenza, forza)

bailir, governare [gallicismo]

bailo, badile

balco, palco

baldanza: prendere baldanza, prender animo;

          colse baldanza sopra.... prese ardire contro

baldinana, animale fantastico

baldovino, asino [Angiolieri]

balía, potere

ballamente, baldamente, con baldanza [Ritmo su Sant’Alessio, 86: ballamente foe crescutu, baldamente crebbe; Contini]

balzu, balteo, cintura [Ritmo su Sant’Alessio, 173: estu balzu adcommandare]

bambagello, rossetto [Angiolieri]

bancone, piancito, impiantito, pavimento [Jacopone da Todi, LV,58: estampïando el mio bancone, calpestando il pavimento (in terra battuta e pietrisco)]

banda, parte; d'ogni banda, da ogni parte

bandire, proclamare [Jacopone da Todi, LXXXI,133: l’amor voglio bandire]

bando: metter bando, bandire; mettere un bando, bandire

bandon, violenza [Uguccione da Lodi, Il libro, 220: te ferì a bandon, con violenza]

banno, bando, condanna [Jacopone LV,93: c’or è ionto al fin lo banno, che infine ora è giunta la condanna]

bano, bando, ordine

baracheri, bracchiere (chi custodisce e guida i bracchi alla caccia)

baradinera, animale fantastico

barata, frode, truffa [Proverbia quae dicuntur, 532: alor se pena plui de far mala barata]

barbagliare, balbettare, [Jacopone, LXXVI,5, e la lengua barbaglia]

Barbarìa, Africa settentrionale (tutta islamizzata)

barba, zio (fratello del padre)

barbata, radicata

barìo (barìi), barile (contenitore di 54 litri) [Rime dei memoriali bolognesi, III,5: bevenòn cinque barii, bevono cinque barili]

barlettai, fabbricanti di barili

barnaggio, baronaggio; magnanimità del nobile

barone, principe

barra!, esci!

basalischi, bisilischi (serpenti favolosi dallo sguardo letale)

bascio, bacio

bascone, baciò

bassanza, disonore [Pugliese, V 43: a voi ne torna bassanza, a voi ne torna disonore]

bassare, baciare [Rime dei memoriali bolognesi, XIII,9: or me bassa, oclo meo, ora baciami, occhio mio]

bato, batte – battono, picchia - picchiano; (infinito: bater, batro); batando, battendo, picchiando;

bastare, durare; esser sufficiente

bastie, tormenti [Contrasto del povero e del ricco, 162: staraie en pena e grande bastie]

bastimento, edificio [Uguccione da Lodi, Il libro 173] gallicismo,

batexemo, battesimo

battaglia: richiedere di battaglia, sfidare a battaglia; regger battaglia, opporre resistenza

battesmo, battesimo

battisaco, letto (materasso?)

batzilere, baccelliere

batzileri, aspiranti cavalieri [Ritmo su Sant’Alessio, 27: e avea con seco .iij.M batzileri, Contini] aveva con sé tremila aspiranti cavalieri

baudor, letizia (gallicismo) [Uguccione da Lodi, Il libro, 33]

bausia, bugia [Proverbia quae dicuntur, 436: quand l'omo l'acausona, ben à presta bausia]

bebere (bebe, bebbe), bere (beve)

befe, (m.) beffa, ingiuria

beffi: farsi beffi, beffarsi

begi, belli

begolardo, buffone

belegno, benigno

bellico, ombelico

bellore, bellezza (ipergallicismo)

ben (cong.), benché, se anche

bendicente, che suol benedire [Ritmo laurenziano, v. 3]

bene (avv.): aver per bene, cfr. avere.

          ha bene, aveva un beneficio [Aquino II 17: ch'a pover omo avene / ca avventura ha bene, che a un uomo povero può accadere / che per fortuna riceva un beneficio]

          per bene aspettare, per aver aspettato pazientemente [Jacopo Mostacci, II 17]

benëir, benedire

benenanza, benessere, felicità

benifattore, benefattore

benificio, beneficio

beninanza, beninenza, nobile e disinteressata benevolenza (voce provenzale) [Rime dei memoriali bolognesi, XXIX,2: m'asegna | per laudi che me fai, beninenza, ho chiesto pietà per l'angoscia]

bennere, vendere; bennerelli, venderli [Elegia giudeo-italiama, 72: e bennerelli pe guadagnare, e venderli per guadagnare]

berdate, verità

bero/i, montone (cinghiale?) [Apugliese, Tant'agio ardire 88: beri adomestico, lupi ed orse]

bestiaglia, bestiame [Elegia giudeo-italiana, 44: como bestiaglia foro venduti]

betare, vietare

bevagna, bevanda

bevedrise, bevitrice [Rime dei memoriali bolognesi, III,11: la bona bevedrise]

bevere, bere; bevenòn, bevvero [Rime dei memoriali bolognesi, III,5: bevenòn cinque barii, bevvero cinque barili]

bevolcaria, proprietà fondiaria [Jacopone LIX,38: tutti en mia bevolcaria]

bevolco, bifolco, contadino [Proverbia quae dicuntur, 589: Altro pensa 'l bevolco et altro pensa 'l bo]

bezocone, bizzocone, accrescitivo di bizzoco (v.), terziario

bïai, beati

bibanda, vivanda

bieltate, (franc.) bellezza [Guido delle Colonne, II 49: La vostra gran bieltate]

bi[f]olca, jugero

bigollo, trottola

bigordo, asta da torneo [Angiolieri]

bii, bevi [Rime dei memoriali bolognesi, III,1]

binja, bina, vigna

bisognare (costruito personalmente), occorrere

bisogno: in su' bisogni, nelle necessità;

          fa bisogno, è necessario;

          è bisogno, è necessario

bissa, biscia

bistartoti, [interpretazione] lì star toti = star tutti lì [Apugliese, Genti intendete 20: Ankora gli vegia bistartoti, Ancora li vedo star tutti lì]

bisto, cozzo

bita, vita

bixa, biscia

bizzoco/a, terziario/a

blanço, blançe, bianco, bianche

blasfemare, blasemare, biasimare [Proverbia quae dicuntur, 653: S'eu blasemo le femene, poncel' e marïade]

blasmare, biasimare

blastemare, ingiuriare, insultare [Sermone di Pietro da Barsegapè 1346: Or lo començon a blastemare]

blava, biava

bloto, vuoto [Splanamento 237, un om mato, se sen bloto, un uomo matto vuoto di senno]

bo 1, bon, buono

bo 2, bove, bue [Proverbia quae dicuntur, 589: Altro pensa 'l bevolco et altro pensa 'l bo]

boce, voce

boctare, bussare

bolao, volò

bolere, (bollo, boglio, bolo) volere; bole, vuole [Elegia giudeo-italiana, 49: chi bole aodire gran crudeletate]

bollire, agitarsi

boltier', volentieri

bombanza,, diletto [Jacopo Mostacci, III 28: sarò, da voi madonna mantenenti / ricco a manente di gioi' e di bombanza, sarò subito reso da voi, madonna, ricco e provvisto di gioia e di diletto]

bonaccia, serenità

bono: collocati a bono, collocati in modo onorevole [Guittone d'Arezzo]

bontà, virtú;

          a bontà de, grazie a

borrato, imbottito

borrecte, verrette (sorta di frecce)

bosia, bugia

bosso, cofanetto [Dante, rime LXXIV, tenzone con Forese Donati, v. 6]

braço, braccio

bradire, [Pugliese, VII 3: gli aucelletti odo bradire]

bragagnare, mercanteggiare, contrattare (gallicismo) [Proverbia quae dicuntur, 339: com chi compra e bragagna]

branca, zampa [Proverbia quae dicuntur, 558: poi q'è usaa la gata meter branca en laveço]

brancorar, palpare; brancoran, palpano [Bonvesin, Disputatio rosae..., 35 tugi li villan te bràncoran, tutti i villani ti palpano]

bretto, ignudo, nudo, miserabile

breve, essenziale [Jacopone LXXXI,46: col tuo breve ensegnato, col tuo insegnamento essenziale]

brida/e, strumento  per afferrare e distruggere le macchine degli assedianti [Apugliese, Tant'agio ardire 95]

bridi, briglie

brieve, ricetta magica, stregoneria

briga: difficoltà; angustia [Proverbia quae dicuntur, 681: Tal om è sença guerra, q'elo se met en briga]

          cosa di briga, cfr. cosa.

brigate 1, brighe, grattacapi [Jacopone, VIII,50: che l’ha sì reparata, - che porrà far brigate, che l’ha così restaurata che potrà creare grattacapi]

brigate 2, plurale di brigata, combriccola, gruppo compagnia

britiu, puro - dal greco - [Ritmo su Sant’Alessio, 94: lu vasu dell’auru britiu,  il vaso dell’oro puro; Contini]

broccha, punge [La giostra delle virtù e dei vizî, 41 – Contini]

brochete, spille (francesismo), fibbie (?), braccialetti (?) [Proverbia quae dicuntur, 722: a cui ele pò tole brochete o aneli]

brollo, nudo

brolo, dal latino brogillus, pomario, piccologiardino di alberi da frutta

bronço, bronzo

brusare, bruxare, bruciare; bruxa, brucia

buferi, buffone

bugiare, mentire; bosia, mente [Rime dei memoriali bolognesi, XXIII,5: Ch'è forsi per ventura che bosia] [Onesto da Bologna, d. xxvii,5] [Dante, Purgatorio xviii,109]

bui, voi

buo, buono

buonazza, bonaccia

buono, valoroso

buratello, setaccio

buschaça, bisca

buyva, bolliva

- C -

ca / cad, che

ça 1, perché; ormai

ça 2, già

          ça unca, giammai [Proverbia quae dicuntur, 573: A femena no è caro ça unca lo 'braçare]

caba, cava

caçare, cacciare, scacciare;  caçado, scacciato, cacciato; caçì, cacciato

caccia, inseguimento;

          mettere in caccia, mettere in fuga;

cacciare, mettere in fuga;

çaçe, risiede [Lauda dei servi della Vergine]

caçì, cacciato da caçar

cacir, caçir, cadere; caço, cade

caczare, mettere in fuga, cacciare [Elegia giudeo italiana, 20, e d’emperiu loro foi caczato, e dal loro regno fu cacciato]

cadalzi, calci

cadere, incorrere;

caendo: andare caendo, andar cercando

caffetin, di Caffa [Angiolieri]

cagione: pretesto; capo d'accusa, rimprovero (gallicismo - Contini) [Protonotaro II 8: per che m'aven temere / l'una e l'altra cagione]

          per cagione di, per;

          a le loro cagioni, per causa loro;

          sotto loro cagione, prendendole a pretesto;

          a le nostre cagioni, prendendoci a pretesto;

          dandone questa cagione, con questo pretesto;

caiba, cabia [Rime dei memoriali bolognesi, a,1], gabbia

caldera, caldaia

caldo, orgoglioso

cale, importa, non mi cale: non mi importa

calere, importare

calia, no me calia, non mi interessa

calonaco, canonico

caluçen, caligine, fuliggine

calzamento, calzatura

çamai, mai, giammai

çamban, demoniaco, infernale (etimologia incerta)

çambra, çambre, camera, camere

caminata, camera [Elegia giudeo-italiama, 73: Foro coniunti ad una caminata, furono messi insieme in una camera]

camo, redini (corda legata al freno), sinonimo di freno, museruola, freno morale [Laude cortonesi, Eva prese el camo / del freno, Eva prese le redini del freno]

camora, camera

campamento, salvezza

campanella, una gonna che diventa campana quando una donna gira su se stessa [Rime dei memoriali bolognesi, III,10: fazamo campanella]

campare, scampare, salvare; vivere [Rime dei memoriali bolognesi, XXI,18: zama' non credo campare] campato, salvato [Rime dei memoriali bolognesi, XXXV,14] 

çancha, gamba

cançon, canzone

candere (cande), cadere, cade

candidato/a, candido/a [Laude cortonesi]

canevazo, canovaccio

canfguni, campioni [La giostra delle virtù e dei vizî, 341: Ma dui canfguni ionselu, Ma lo raggiunsero due campioni]

canna, misura di lunghezza

cannamele, canna da zucchero

canoscente, saggio, prudente

canosenza, senno, volontà di conoscere l'amante [Rime dei memoriali bolognesi, XXVII,2: se pià farà demora | la vostra canosenza: Se indugerà ancora la vostra volontà di conoscermi]

cansare (cansa), esimere (esimere)

canuto, bianco di capelli, invecchiato

canzare, mutar d'animo; canzata, mutata [Rime dei memoriali bolognesi, XXXII,12]

caosa, cosa

çapa, zappa

capare, scegliere, mondare (area marchigiana umbra abruzzese)

capegi, elmetti

caper, capere, sottostare [Guittone d'Arezzo: a la tua segnoria | caper quasi om non pone]

capere, essere contenuto, entrarci; non ci cape, non ci entra

capitare: capitare bene, giungere a buon fine

capire, entrare; non ci cape, non ci entra; capu, entrano

capitale, denaro; far capitale, ammassare denaro [Angiolieri]

capo: far capo di, insediarsi in; trarre, menare a capo, menare a fine

caporiccio, capriccio

capovolta, piroetta (mossa, trucco) [Jacopone, VIII,41, le trecce altrui componese, - non so con che giravolta]

cappella, gioco di prestigio truffaldino [Apugliese, Tant'agio ardire 91]

carace,  taglia, taccia (pezzetto di legno con incisioni fatte per memoria, e diviso fra le duue parti interessate) [Jacopone XIX,33: stanne sicuro - e fanne carace, stai tranquillo e tienine conto]

carampia, vecchiaccia [Angiolieri]

çardino, giardino [Proverbia quae dicuntur, 343: qé molti n'ave deporti a çardini e a feste]

cardo, pettine per cardatori

caregiaro, sediaio, costruttore di sedie

caretusu, caritatevole

cari, avari

carno, carne [dialetto d'area veronese]

caro, restìo [Angiolieri]

carriera, cammino; prender carriera, incamminarsi

çasere, giacere, sdraiarsi, [Proverbia quae dicuntur, 608ni lo tene en çardino ni a l'ombra va a çasere, o se lo tiene in giardino o va a sdraiarsi alla sua ombra]

cassare, andare in perdizione, sbagliare

castigabricone, castigamatti [Proverbia quae dicuntur, 572: mai castigabricone hom lo devria clamare]

castigamento, correzione [Proverbia quae dicuntur, 465: la femena è contraria d'ogno castigamento]

carità, elargizione benefica

caro, carestia [Guittone d'Arezzo: Or è di caro pieno l'arca]

carta, strumento notarile; trasse carta, stese uno strumento notarile

casa: a casa, in patria

casama, casata, casa mia, casa tua

cason, pretesto

castello (plur. castella)

castigamento, correzione, castigo [Proverbia quae dicuntur, 456: La femena è contraria d'ogno castigamento, la donna restia ad ogni correzione]

castigare, correggere, ammonire [Proverbia quae dicuntur, 459:e se tu la castig(h) de lo mal q'ela fase, e se tu l'ammonisci per il male ch'ella fa]

çasù, giaciuto (giacere)

catina, catinella, gamella, gavetta [Jacopone, LV,43, messa en una mia catina]

cattività, viltà; prigionia

cattivo, miserabile; prigione, prigioniero

catuno: catuno per sé, ciascheduno; cfr. ciascuno.

caunoscente, saggio, prudente (detto anche della donna nell'amore cortese), [Guido delle Colonne II 42: voi, donna caunoscente]

causa, cosa

cavaglione, borsa

cavaliere, soldato

cavallo (plur. cavagli)

cavare, togliere

cavelle, qualcosa [Angiolieri]

cavestro, capestro

çavere, sapere

cavestro, capestro

cavo, capo

cavra, (capra), cavalletto, strumento col quale si tormentavano o torturavano i presunti colpevoli per farli confessare i reati loro contestati;

cazare, incalzare; caza, incalza [Rime dei memoriali bolognesi, XVI,9];  cadere {Bonvesin, De Sathana cum Virgine, 143, de caz entro peccao, di cadere nel peccato]; - cazadho, caduto

cazinna, calcina

cecerbita, erba medicamentosa

ceci, cieco

cela, cella, romitorio

celamello/i, strumento musicale: zampogna/e

celato, di, di nascosto

celestriagli, celestiali

cellare, celare, nascondere (ipercorrettismo)

cellata, nascondiglio (ipercorrettismo, celata); (participio sostantivato) intimità [Rime dei memoriali bolognesi, XIII,7: in sì fina cellata, in così perfetta intimità]

celosia, gelosia; mala celosia [Rime dei memoriali bolognesi, XIII,16: nostro stato non trovi | la mala celosia, il sospetto malvagio]

cendamo, cannella

çença, senza [Elegia giudeo-italiana, 38: çença rima (entenda ki s’aiutare)]

çengna, cinghia

çent, (çento) gente

cento; in cento tanto, cento volte di più [Guittone d'Arezzo]

centura, cintura

          a centura, alla cintura [Jacopone da Todi, VIII,57: non hai lengua a centura - de saperle gittare / parole d’adolorare,  non hai lingua per gettare parole che sappiano provocare dolore come un’arma appesa alla cintura]

cera 1, aspetto, viso, volto

cera 2, abbreviazione di ceramella, cennamella, strumento musicale popolare

cerca, cerchia

cercamento, indagine

cercare, tastare; esaminare

ceresaro, da ceresa/ciliegia, per indicare il mese di giugno

certamente: conosco certamente, sono certo;

          so certamente, sono certo;

          dico certamente, affermo con sicurezza

certana, autentica (gallicismo), [Proverbia quae dicuntur, 361: 'sta beleça non è miga certana]

certanza, verità, vera storia [Ritmo su Sant’Alessio, 3: ore odite certanza; Contini]

certeça, certezza, verità [Giacomino da Verona: per fermo e per certeça: come cosa  sicura e veritiera]

certo: a certo tempo, a un giorno prestabilito

cervugia, birra

cesne, cigno [Mazzeo di Ricco, I 43: sì come fa lo cesne quando more]

cesso (di), discosto

çetare, gettare; çetato, çetà, gettato, buttato; çeta, getta [Proverbia quae dicuntur, 495: li ocli ler, vardandone, de flama çeta raio, i loro occhi gettano, guardando un raggio di fuoco]

cetera, cetra

cetto, presto [Elegia giudeo-italiana, 109: E cetto facza como ao fatto, E presto si faccia di lui quel che ha fatto agli altri], [Jacopone, LXXXIV,28, bene me par che cetto iogna, mi sembra bene che presto consegua]

çeuch, gioco [Canzone di Auliver 22]

cha, casa

chaçàre, cacciare

chagiuso, quaggiù

chaiera, trono, seggio

charnagli, carnali

chelo/a/e/i, quello/a/e/i

chesto, questo; chiesto (p.p. di chiedere)

chente, quale;

          a termine chente, fintanto che;

          al tempo chente, al momento che

cherico, ecclesiastico

cherere, chiedere; cherrei, chiederei; cheggio, chieggio, chiedo; desiderare [Onesto da Bologna, II,4: il cherete senza dolo, lo desiderate senza dolo]; [Jacopo Mostacci, III 32: quale aver soglio lo pogo cherire, cercare il poco che son solito avere]

cherre, v. cherere

cherire, v. cherere

chesto, questo

chevelle, qualcosa (da: quid vellem)

chi, qui

chiabelle, chiodi

chiamare (rifl.), dichiararsi

chiaro, lieto; glorioso, sereno

chiavare (1), chiudere con la chiave; sentii chiavar l'uscio di sotto [Dante],

chiavare (2), inchiodare (variante: chiovare)

chiavello, chiavistello

chiedere (p. p. chesto),

chiero, chiaro, biondo, luminoso, splendente (chiero: francesismo) [Rime dei memoriali bolognesi, e,50: quand'io non vedo il vostro chiero visagio]

chiesta, richiesta

chionca, chiunque

chioxa, senza fare chioxa: senza fare commenti, senza perder tempo

chito, quieto, tranquillo [Rime dei memoriali bolognesi, XXVI,39: che zamai no nd'è chito]

chiù, più

chiunca, chiunche, chiunque

chiusura, interno

chogitare, pensare; chogitao, pensò

chogitato, pensiero

chonestricto, costretto, stimolato

ciascheuno, ciascuno

ciascuno: ciascuno per sé; cfr. catuno.

ciausire, ciauzire, scegliere (provenzalismo) [Aquino III 11: quando vegno a ciauzire];

          ciausir motti, scegliere vocaboli, dunque "comporre versi".[Bonagiunta, Di ciausir motti Folchetto tu pari / non fu - di scegliere vocaboli Folchetto non fu pari a te]

ciave, chiavare, chiudere a chiave

cica, minima parte

ciera, volto [Guido delle Colonne, II 14: la vostra fresca ciera]

cietto, presto

çiio, giglio

çigi, gigli

cingle, cinghie

çinocluni, ginocchioni, in ginocchio

cira, cera [nelle regioni del Nord Italia e in provenzale]

çita/o, citella/o, fanciulla/o, ragazza [Ritmo su Sant’Alessio, 177: O[r] poi ke questo audia la sponsa çita, Dopo aver udito questo la sposa ragazza]

çitar; çitar adosso, rimproverare [Insegnamenti a Giglielmo, 2: e no me lo çitar possa adosso]

citiu, citius, tosto, presto, subito, di conseguenza [Ritmo su Sant’Alessio, 93: et altru consiliu ci trova citiu, e un altro pensiero subito lo prende; Contini]

cket, chet, che

cki(c)chi, (dal tardo latino quisqui) chiunque [Latini, Tesoretto 595, 2270, 2654]

clamare 1, gridare [Jacopone, LXXVI,10, sì fa l’omo clamare]; chiamare, clamao, chiamò

clamare 2, chiedere [Rime dei memoriali bolognesi, XII,4: ho clamato mercede a pesanza, ho chiesto pietà per l'angoscia] invocare [Rime dei memoriali bolognesi, XII,11: daché pietanza no me val clamare, dal momento che non mi giova invocare pietà]

claranza, chiarezza [Ritmo su Sant’Alessio, 8: vo mostra la claranza, vi ho mostrata l’evidenza; Contini]

clarito, chiaro, splendente [San Francesco, Cantico delle Creature, 11: in celu l’hai formate clarite, le hai formate splendenti]

clavellare, inchiodare; clavellao, inchiodò, clavellato/u, inchiodato; clavellanse, sono inchiodati/e

cler, chiaro

clera, volto, viso

closura, terreno recinto [Uguccione da Lodi, Il libro, 143: campi, vigna e closura]

co, come

, collo

ço 1, ciò

ço 2, so (sapere)

çó, giù

çoar, giovare

coardia, codardia

coardo, codardo

cobiticia, cupidigia [Proverbia quae dicuntur, 721: Tanto per cobiticia à li penseri feli]

cocca, freccia

coccare, pungere (da cocca); cocca, punge [Rime dei memoriali bolognesi, f,13: ma alquanto mi ne cocca gelosia] [Dante, Inferno xvii,136: «si dileguò come da corda cocca»]

cocina, cocino, vivanda cucinata, pietanza [Jacopone, LV,43, rècamese la cocina]

coco, cuocio (da cuocere), brucio (d'amore)

cocosse, zucche [Angiolieri]

codico, codice, genericamente: leggi, come in [Apugliese, Tant'agio ardire 110]

cogitare, pensare, dar pensiero

cogitata, pensiero, idea [Ritmo su Sant’Alessio, 141: questa bona cogitata];

cogitato, pensiero, idea [Jacopone da Todi, LXXXI,22: sopr’onne cogitato]

çoglia, gioia

cogna, misura per il vino: quantità di olio o di vino che veniva dato in pagamento per l'uso del frantoio o del torchio

cognocenzia, saggezza [Laude cortonesi]

cognoscere, conoscere

cogo, cuoco

çogo, gioco

coia, pellami di cuoio, insieme di pezze di cuoio

çoia, gioia [Lauda dei servi della Vergine]

cointar, raccontare

col, collo

colaa, colata, sciolta

colçer, cogliere

          colçe, coglie [Proverbia quae dicuntur, 687-688: mai lo fruit de le femene se colçe for misura / qé de l'iverno colçese e d'istate con calura]

colejusu, goloso, desiderabile

colla, tortura [Angiolieri]

collare, partire, sparire all'orizzonte [Aquino VI 4: e or vogliono collare]

collaudare, lodare, lodare insieme; collaudao, lodò

collocare, sepppellire; collocato, sepolto

colpare, commettere una colpa [Mazzeo di Ricco, I 45: di ciò mi pesa, ch'eo non son colpato, di questo mi addoloro, perché non ho commesso colpa]

comandamento (plur. comandamenta) fare le comandamenta, obbedire; giurare le comandamenta, impegnarsi con giuramento all'obbedienza

cominciamento: inizio; primo esempio [Laude cortonesi]; dal cominciamento, dapprincipio

cominzaglia, inizio, principio (gallicismo) [Stefano Protonotaro, II 55: così m'aven com'a la cominzaglia, così m'accade come al principio]

commendare: raccomnandare; c. (alla memoria) imprimersi nella memoria

commuovere, comovere, turbare

          comovo, [Proverbia quae dicuntur, 578: Qualora sovrapensome, stratuto me comovo, Quando ci rifletto mi turbo tutto]

compagna, compagnia

compagnia: entrare (intrare) di nostra (vostra) compagnia, unirti a noi, voi (letter. arruolarsi nella nostra, vostra compagnia);

          li facciamo di nostra compagnia, li accogliamo tra i nostri

comparare (comparre), acquistare, comprare; comparrò, acquisterò; preparare [Ritmo su Sant’Alessio, 41: comparava ra[...]te, preparava ra[duna]te (asili per poveri?)]

comperare: hannola duramente comperata, ne hanno pagato un grave fio o scotto,

compiere, soddisfare; terminare

compimento: a compimento, completamente;

          mandare a compimento, condurre a compimento;

          menare a compimento, condurre a compimento

          ben aia disïanza / che vene a compimento, ho un grande desiderio che il mio amore sia corrisposto [Guido delle Colonne, II 7-8]

complìo, adempì, esaudì [Ritmo su Sant’Alessio, 203: Deu tuttu li complìo, Dio tutto gli esaudì]

com' più, con più quanto più

compiutamente, perfettamente.

compiuto, adulto

complessione, costituzione fisica

complessionato, il modo come uno è fatto fisicamente

complir, completare, compiere; complio/a, compiuto/a

comportare, sopportare

comprendro, comprendere

compressionato,che ha ricevuto un adeguato equilibrio

comunemente, insieme

conça, ge conça, si piazza, si mette, si affolla [Giacomino da Verona: Tuti li demonii se ge conça d'entorno, tutti i demoni gli si affollano intorno]

çonçe, raggiunge [Uguccione da Lodi, Il libro 177]

conciare (rifl.), accordarsi; adattarsi

concostar, conquistare; concostasi, conquistasti

condizione, ad ogne condizione, in qualsiasi circostanza

condurre, ridurre

conenzare, cominciare; conenza, comincia

confanon, gonfalone

confermagione, cresima

confessare, confermare; confesso, confermo

con fondere, scompigliare

confortare, esortare

congetto; di congetto – tramite concepimento;

congregare, ammassare, accumulare [Jacopone da Todi, XIX, 22: de tanta guadagna - quant’io ne congregai[e], di tanti beni che ho accumulato]

conoscente, saggio, prudente

conoscimento, buon senso, sapienza, saggezza (nella poesia amorosa) [Guido delle Colonne, I 21: a la sovrana di conoscimento, alla regina della saggezza]

conquiso, vinto, perduto, finito [Apugliese, Provenzano 71: È bene morto e conquiso, È ben morto e perduto]

consa, cosa

considerare (con a), considerare

consigliare (1): furon consigliate, si furono consigliate

consigliare (2), decidere [Angiolieri]

consiglio: trassila d'una parte a consiglio, mi appartai con lei per consultarla; cfr. partire.

consolare (rifl.), saziarsi

consiliu, pensiero [Ritmo su Sant’Alessio, 93: et altru consiliu ci trova citiu, e un altro pensiero subito lo prende; Contini]

consonanza, componimento in rima [Ritmo su Sant’Alessio, 1: nova consonanza; Contini]

consumanza totale adempimento; e 'n ciò la caritate à c. (l'espressione sembra riecheggiare il consummatum est di Giovanni, xix, 30) Jacopone 77 220.

consumare (sost.) morte Jacopone 7 2.

consumare logorare Jacopone 1 88;

        - uccidere Jacopone 16 50; 26 41;

        - morire Jacopone 2 6; 13 5; 84 232;

        consuma muore Jacopone 77 36;

        consumai eliminai Jacopone 84 245;

        consume (cong.) egli strugga Jacopone A4(b) 24;

        consumato ucciso Jacopone 3 332; 32 121; en croce c. per poi finire la mia vita in croce Jacopone 79 27; Poi che te trasformasti / d'amor ch'è c. Dal momento che ti sei unito a Dio per aver annientato in te ogni affetto terreno Jacopone Jacopone A4(b) 181-182; c. amore Jacopone Jacopone A4(b) 190;

                  - rovinato finanziariamente Jacopone 30 116;

         consumanno morendo Jacopone Jacopone 12 40; uccidendo Jacopone Jacopone 52 36;

consumo (rifl.); consumome mi struggo Jacopone Jacopone 89 115; se consuma si strugge; sì sse c. como cera a ffoco Jacopone Jacopone 89 5; te consumavi Jacopone 32 99; consumere (cong. esortativo); c. lo core Jacopone 89 122.

consumativo (in oximoron con conservativo) Jacopone 39 8;

conservativa capace di uccidere; la pena c. Jacopone 37 79.

consumazione morte Jacopone 56 76.

consupito addormentato, inattivo; Si l'atto de la mente / è 'n tutto c. così le facoltà dell'anima sono del tutto assenti Jacopone 92 42.

contamento descrizione Jacopone 57 63;

cuntamento racconto Jacopone 63 74.

contaminato corrotto Jacopone 82 28; si sta en sé c. tanto nel suo intimo è intossicato dalla frequentazione del mondo sensibile (Tres.; « tanto il contaminò la cosa prima goduta ») Jacopone 82 27.

contare (frequente anche presso i siculo-toscani) dire Jacopone 15 2;

- ripetere Jacopone 57 73; esporre Jacopone 40 10,80; 57 37;

- descrivere Jacopone 58 130; 60 46;

conta ('Laudario urbinate', gloss., contare) mette in conto Jacopone 6 40;

contam; c. de plano raccontiamo in maniera affrettata e superficiale Jacopone 40 80;

contan mettono in conto Jacopone 58 131;

- narrato Jacopone 40 68;

contate (riferito a vizia e non a che) descritto Jacopone 30 102; - (ellittico) le ho esposte Jacopone 40 8.

contestare (con assimilazione sillabica) ostacolare Jacopone 84 224; v. anche contrastare.

contata racconto Jacopone 58 50.

contato dominio (letteralm.; territorio sotto la giurisdizione d'un conte) 14 28; 44 25.

cònta 1, familiare [Angiolieri]

conta 2, leggiadra [Rime dei memoriali bolognesi, e,39: e più andate conta per la via]

contare, esporre, dire, raccontare, narrare; conoscere

contastare (a), resistere, difendersi da, contrastare

contemne (lat.) disprezza; c. li sapori non si cura dei succulenti bocconi 10 45.

contemplamento; esce en so c. evade (dalla prigione) con il suo meditare 1 56.

contemplare (sost.) 43 47; 61 3; 65 54; 78 105,131; 84 156; lo so c. meditare su di essa (croce) 2 18; secondo el loro c. secondo il luogo (più o meno vicino a Dio) della loro contemplazione 84 268.

contemplare indagare; Scienzia aquisita assai pò c. 66 51; né mente c. (da sottintendere ) 92 467;

contemplato meditato 74 4;

contemplanno nel contemplare 77 206.

contenato ininterrotto; così c., c'om ten, questo muro tanto ininterrotta (è) questa muraglia (quella cioè, delle cure mondane) che tiene prigioniero l'uomo (ma cfr. anche Sapegno, rec., cui risale lo spunto della nuova interpretazione) 58 108.

contende frappone ostacoli; cosa nulla c. (allitterante) non esistono più (vizi) che frappongano ostacoli 92 260;

contende si opponga; non é chi te c. 92 408.

contendere, impedire; conteso, impedito

contenenza, -enzia, continenza

contenere (rifl.), mantenersi; trovarsi, esser contenuti; si contiene, è attestato

contenere mantener fermo Jacopone 86 118;

continisti astenesti Jacopone 89 211.

contentar(e) (in giuoco etico) appagare Jacopone 1 83. soddisfare [Rime dei memoriali bolognesi, l,12: e contenta 'l disire];

contento (in giuoco etico.) soddisfatto x 82; - ben disposto; sia confesso e ben c. / de non volere plu peccare Jacopone 84 23-24.

contenzione, lat. contentio; contrasto Jacopone 43 14.

contezza, familiarità

contina, febbre continua [Angiolieri]; [v. anche freve] Jacopone 81 4; continua; bataglia c. 68 111; c. iornata ininterrottamente Jacopone 58 116; la c. (gloss. Ageno) la (febbre) continua.

conto/a 1, conosciuto [Dante, Rime, XLVII,37: palese e conta]

conto 2, meraviglioso, leggiadro [Apugliese, Canzone degli oppositi 77: Madonna li sembianti à conti, Madonna ha un viso meraviglioso, leggiadro]

contraa, contrae, contrada, contrade

contraddire, negare; contraddico, nego

contradicimento, contrasto

contradir, opporsi; contradice, si oppone

contrario, contraro, (sost.), ostacolo, opposizione, scontro

contrario (agg.): cose contrarie, avversità, restio, refrattario [Proverbia quae dicuntur, 456: La femena è contraria d'ogno castigamento, la donna restia ad ogni correzione]

contraria de, refrattaria a

contrarioso (de), avverso (a) [Proverbia quae dicuntur, 460: d'ognunca crïatura este contrarïosa]

contrata, contrada, regione

contumace, ribelle, insubordinato, chi non sta alle regole

contumacia, insubordinazione

convenente, condizione, stato [Rime dei memoriali bolognesi, m,3], situazione (di innamorata, di innamoramento, ecc.) [Lentini, Canzone XIII 27: e non mi si celava / tutto suo convenente, e non mi era ignota la sua situazione]

convenevole, conveniente, adatto

convenevolmente: sa c., sa quanto è necessario

convenire (costr. personale); mi conviene, devo; vi converrà, sarete costretti;

(rifl.) si convengono di reggimenti, si accordano nelle consuetudini; conven (1), è consentito;

conven (2), è necessario;

convien, occorre;

convenne, fu giocoforza

conventato, magister o doctor, colui che è ammesso con pubblica cerimonia all'insegnamento della facoltà (Contini) - addottorato [Jacopone, LXXXIV,9, ma è maestro conventato, ma è addottorato]

convento 1, patto

convento 2, pp. da convenire: convenuto, pattuito

conversa di chiesa, sacrestana

convertire, destinare

çonze, si congiunge (carnalmente), si accoppia

coperire, celare [Rime dei memoriali bolognesi, VI,1]

cór, corrono, scorrono [Giacomino da Verona: cór per la cità], scorre [Giacomino da Verona: ge cór, ci scorre]

- di bon cor, con sincerità [Aquino I 42: poi di bon cor tal donna serveria]

coraio 1,  coraggio [Jacopone LIII,14: lo lor coraio - non era mutato] [Jacopone LIII,62: en onne coraio - te vedo affocato]

coraio 1,  cuore

coral, (corale), cordiale, verace, che viene dal cuore

coralmente, profondamente, dal fondo del cuore [Rime dei memoriali bolognesi XI,5: navrato coralmente, ferito profondamente; vedi anche n,5]

coraggio, cuore

corata, cuore

corçare, accorciare

cordoglienza, dolore [Rime dei memoriali bolognesi XXXVII,1]

cordogliusa, dolente, addolorata, tormentata [Lentini, canzone IX 20:e sonne in vita cordogliusa]

corina, cuore [Jacopo da Lentini] [Rime dei memoriali bolognesi, e,41: arde la corina]

corir, correre

çorno, giorno

cornua, corna [Giacomino da Verona, igi à cornua, essi hanno cornuta – /à/ III persona sing. pres. ind. verbo avere con valore di plurale]

corraor, corridoi (quelli che si trovano sopra le mura della città o lungo i merli del castello)

corredato, ridotto

corre, côrre, cogliere

corredore, destriero

correr, correre; corrò, corrono [Giacomino da Verona: corrò intorno, corrono intorno]

corrompere, conoscere carnalmente

corrottare, piangere; corrottato, pianto [Jacopone LIII,30: el mio dolore - non è corrottato]

corrotto, pianto (in onore e memoria dei morti) [Jacopone da Todi]

corruccioso, molesto

cortegi, coltelli

corsaggio, corpo [provenzalismo]; a volte è semplicemente cor saggio, un saggio cuore

cortese, generoso

cosa (plur. cosi, cfr. Nome): cosa da o di + sost., cosa che procura ecc.;

alcuna cosa, affatto;

sono alcuna cosa tenute, son tenute in qualche considerazione;

neuna cosa, nulla

cosare, accusare; coso, accuso [Guittone d'Arezzo: morte al corpo ed a l'alma lo coso]

cosco, casa

cospaio, cosparo, forse fabbricante di punte (per frecce?) [Apugliese, Tant'agio ardire 60]

cosre, cosro, cuocere

cossa, cosa; rëa cossa, morte [Bonvesin, De agricola disperato, 36: giamand la rëa cossa, chiamando la morte]

costa, lato [La giostra delle virtù e dei vizî, 599: ke sempre vay ad costa]

costion (costione), argomentazione, questione

costrignere, costringere, reprimere

costumanza, stile di vita;

adorna costumanza, raffinato stile di vita; esperienza (Ageno)

cota 1, cotta (vestiario) [Proverbia quae dicuntur, 595: pur qe porta ampla cota e le maneg[h]e tese]

cota 2, sorta di erba vile

cotale (agg.), tale

cotale (avv.), come, siffatto

cotanto: (agg.) tanto,

          cento, mille cotanti, cento, mille volte tanto, (avv.) tanto, talmente

çoto, sciancato, storpio

          çoti, sciancati, storti [Proverbia quae dicuntur, 724: né s'ii è driti o çoti o se son laidi o beli]

cottardita, gonnella

covata, copre (voce lombarda) [Proverbia quae dicuntur, 666: l'una covata l'autra de grad e volontero, l'una copre l'altra volentieri e di buon grado]

covelle, qualcosa; dopo la negazione: niente [Jacopone,LIX,44: fra i miei tesauri non s' covelle, fra i miei tesori non sono niente]

covinente, condizione, stato, situazione [Sette savi in ottave VI 197]

coxa/e, coscia/e

crai[e], domani [Jacopone da Todi, XIX, 10: attènnite a noi, - ché ‘l farim crai[e], fidati di noi, che lo faremo domani]

credenza: segreto; [non vo' che sia di tua credenza, non voglio che tu lo creda]

crescenza, vigore [Aquino, I 9: piacere lo nodrisce e dà crescenza, ]

cresmare, cresimare

cresuo, cresciuto

cria (criar), grida, criai, gridate [Giacomino da Verona]

croia, spregevole [Giacomo da Lentini, VII,160 vita croia; Laude cortonesi, XXXVI, 10, la mia vita croia]

crovre, crovere, coprire [Rime dei memoriali bolognesi, I,28: le·n crovi, copricele]

crucciare, affliggere

cruciare 1, tormentare, angustiare

cruciare 2, crocifiggere

crudo, crudele, ostile, spietato [Jacopone XIX,31: Se tu fusse crudo - ad esser tenace, se tu fossi spietato nell’essere avaro]

cruo/a, crudo/a

Çuano, Giovanni

çuçamento, giudizio [francesismo] [Uguccione da Lodi, Il libro 193]

çude', giudeo, giudei; [Barsegapè ed altri)

çugar, giocare, divertirsi, scherzare

cui, che; colui che; a colui che; chi?

cuitare, raccontare; cuitarve, raccontarvi; cuitae, raccontate; cuità, raccontato

çurar, giurare; çurà, giurato

curare, considerare seriamente

curata (corata), visceri

curina, cuore, (visceri) [Laude cortonesi]

cusilieri, cucchiai [Apugliese, Tant'agio ardire 98]

custoditore, custode [Ritmo su Sant’Alessio, 97: sì li stai custoditore]

- D -

daddivero (daddovero), davvero

daito, dao, dato

dampnaiu, danno

danagio, dannaggio, danno,

danaio, denaro

danare, condannare

          dana, condanna [Proverbia quae dicuntur, 700: quando t'à plui mesfato, alora plui te dana]

danasone, danno, biasimo [Rime dei memoriali bolognesi, XXXV,2]

danati, misconoscete, mettete in disparte [Rime dei memoriali bolognesi, XXIX,12] [Dante, Detto d'amore 135, (125 Monaci-Arese)]

danazo, rovina (gallicismo), danno (anche dannaggio e simili)

dança, canto [Giacomino da Verona: dolcissima dança, dolcissimo canto]

danenti, davanti,

          scampar danenti, fuggire davanti a qualcuno per scampare al pericolo

dannare, cassare, cancellare (termine tecnico del lessico giuridico)

danza, melodia Jacopone, LV,25:nova danza ce po’ odire

dardellare, rabbrividire

dare (dea, dia), percuotere; è data, è destinata

dasc', daske, dacchè

dassezzo, da sezzo, alla fine, infine;

          al dassezzo, alla fine, infine; ultimo

davanço, davanti, precedentemente

daxea, dava

debonare, debonaire, affabile (francesismo)

decedere, stroncare, rovinare; decede, stronca; ingannare, deceduta, ingannata [Rime dei memoriali bolognesi, II,31: oimè lassa, trista, deceduta)

de cerca, tutt'intorno [Giacomino da Verona]

deceria, discorso [Jacopone, VIII,26, non iova deceria – che facci en tuoi scusate, non valgono discorsi che fai a tua discolpa]

decimo, decime, tasse

decitore, rimatore, poeta, colui che racconta, l’autore [Ritmo su Sant’Alessio, 6: Lu decitore se non cansa, l’autore non si esime, non si sottrae...]

dedrè, dietro, dopo

deffetto, mancanza [Rime dei memoriali bolognesi, XL,19]

degina, si inchina, [Bonvesin, De agricola disperato, 71: chi il so amor degina, chi si inchina al suo amore]

degnitate, dignità, decoro

degiano, devono [Rime dei memoriali bolognesi, f,57]

degolata, decollata

deiamo, dejamo, dobbiamo - deiate, dovete, dobbiate

deiettare, abbassare (gallicismo) [Elegia giudeo italiana, 107: ne lo Too furori sia deiettato, nel Tuo furore sia abbassato]

deiolo, devo

delectança, diletto, piacere, gioia

deleo, (lat.) distruggo; struggo [Apugliese, Canzone de oppositis 23: quella per cui mi deleo]

deletar, dilettare; deleta, diletta

delettabele, dilettevole [Jacopone LXXXI,20: amore delettabele]

delettato, diletto

deliberato, liberato; dellibera, libera

delivrason, libertà, liberazione [Gallicismo] [Uguccione da Lodi, Il libro 211]

delivrar, consegnare; delivrad, consegnato [Uguccione da Lodi, Il libro 193]

dellibera, libera

de lo 'ntutto, completamente [Aquino, I 5: ben fora fallimento / de lo 'ntutto lassare, sarebbe proprio un errore lasciare completamente]

delquare, dileguare

demela, dammela;

demora, indugio [Rime dei memoriali bolognesi, XXVII,1]

demorare, indugiare, restare in un luogo, fermarsi, [Ritmo su Sant’Alessio, 208: In Lauditia non demora, in Laodicea non si ferma (non indugia)]

denaro; a denaro, per ogni denaro [Jacopone da Todi, LV,59-63: Paternostri otto a denaro / a pagar Dio tavernaro, / ch’io non aio altro tesaro / a pagar lo mio scottone, Otto Paternostri per ogni denaro che devo a Dio mio taverniere, perché non ho altri soldi per pagare il mio debito]

dentro: dentro da, dentro a

departe, a parte; in departe, separata [Rime dei memoriali bolognesi, XX,17]

deporto, svago

derata, abbondanza (di derrate alimentari); [Lauda dei servi della Vergine: in tal derata, in grande abbindanza, a buon mercato (Contini)]

em derectura, direttamente [Ritmo su Sant’Alessio, 209: geune em Siria em derectura, se ne andò direttamente in Siria]

derelinquire, abbandonare

derisione, oltraggio, beffa

deriso, derisione [Jacopone, LXXVI,17, la gente l’ha ‘n deriso]

derrate, denari [Angiolieri]

desaso/i, disagio;

desaventura, sventura

desbatro, dibattersi fra mille difficoltà, disperarsi

descadere, precipitare, cadere violentemente in basso (peggiorativo rispetto a trabucare)

descaenai, scatenati

descalzo, scalzo

descionore, disonore [Jacopone da Todi, XIX, 13: quanno ce penso, ho gran descionore]

desconbiato, sconsolato

desdosso, desdossu, dorso (di mulo, di cavallo); [La giostra delle virtù e dei vizî, 337: destreru ad desdossu, destriero senza sella (simile a la bisdossa, a bisdosso)]

desduto, desdutto, piacere (gallicismo) [Proverbia quae dicuntur, 517: L'ava sovra la flore mena çoia e desduto]

desedare, destare; desedata, destata

deserto, spogliato, privo, solitario, senza presenza umana

desfaczare, abbattere, spianare; desfacza (pres. ind. 3a sing.) [Elegia giudeo italiana, 33: «Fi’ a fonnamento si desfacza!», «Fin dalle fondamente si abbatta!»]

desfare, disfare, distruggere; uccidere [Elegia giudeo-italiana, 34: Vidisi donni là desfare, La si videro uccidere donne]

desfidata, sfrenata [La giostra delle virtù e dei vizî, 44]

desfidato, spedito (dai medici)

desfigliato, privato dei suoi figli [Elegia giudeo italiana, 27: oi, Sïon, ke si’ desfigliata, oh Sion, che sei stata privata dei tuoi figli]

desiccare, disseccare

desire, desiderio

desirtare, rovinare, distruggere; desirtato, rovinato, distrutto [Elegia giudeo-italiana, 28: Lo templo santo àbbero desirtato]

desleguare, dileguare, struggersi [Proverbia quae dicuntur, 332: Cui le ama, el desléguase com' la neve qe fluçe, chi le ama si strugge come la neve si scioglie]

desidia, inerzia

desmesurar, traboccare; desmesura, trabocca [Uguccione da Lodi, Il libro, 130]

desnar, (disnar) pranzare, pranzo/i

deso, dessero

despari, differenti, diversi [Rime dei memoriali bolognesi, XVIII,13: e fa despari sini e intendimenti: e rende diversi capacità ed aspirazioni]

desperar, perdere la speranza

despiagenza, dispiacere

despindi, spendi

desponere, descrivere; desponesse, descrivesse [La giostra delle virtù e dei vizî, 558]

despreiu, disprezzo, dispregio [La giostra delle virtù e dei vizî, 352]

desso, proprio quello, proprio lui

destrençere, costringere [Proverbia quae dicuntur, 456: La femena no poi destrençere né per ben né per male, non puoi costringere una donna né con le buone né con le cattive]

destrenze, stringe, tiene soggetto [Rime dei memoriali bolognesi, XVI,1]

destreru, destriero

destrecta, stretta, parsimoniosa

destretto, mortificato [Jacopone da Todi, LV,49: ecco vita d’om destretto]

destruttu, sollazzo

desubrare, scialacquare, stimar poco

detto, proverbio, frase di personaggio celebre

devetato, vietato

devisare, dividere [Elegia giudeo-italiana, 52: Ne la prisa foro devisati, Nella cattura furono divisi]

          deviso, diverso [Proverbia quae dicuntur, 701: Lo seno de le femene da lo nostro è deviso, Il senno delle donne è ben diverso dal nostro]

dexe, disse (dixit)

dexnusare, annusare, fiutare [Bonvesin, Disputatio rosae..., 35 e no va dexnusai, senza averti fiutata]

dexviai, fuori mano [Bonvesin, Disputatio rosae..., 34: in losi dexviai, in luoghi fuori mano]

deza, debba [Rime dei memoriali bolognesi, XXXI,9: Ma no lo dico perché valer me deza]

dezati, dobbiate [Rime dei memoriali bolognesi, IX,24: dezati miritare,  dobbiate ricompensare]

dezuno, digiuno [Rime dei memoriali bolognesi, III,5: et eranon dezune, ed erano digiune (come se non ne avessero bevuto)]

di 1, (prep.): partitivo indeclinabile;

          dissero di tornare, dissero che sarebbero ritornati; cfr. intrare.

di 2, (prep. art.), dei,

dìa 1, (dia) giorno

dia 2, dovrei [Guittone d'Arezzo]

dibassanza, bassa marea

dibattere, travagliare

dibonaire, anorevole, buono [Guittone d'Arezzo]

dicate, diciate

dicere, dire; di', dici; dicerei, direi; dicerò, dirò; dìciar, dire; dicìe, diceva; diso, dicono; diso, disse;

diceria, discorso pubblico

dichinare (rifl.), umiliarsi

dicto, poesia, componimento (poetico) [Insegnamenti a Giglielmo, 6: e no fastidïare lo me dictu, e non avere a noia la mia poesia]

Die aiuta!, cfr. Dio aiuta!

diece, dieci

diei, diedi

diene, diede

diesta, legge, pandetta (da digesta) [Apugliese, Tant'agio ardire 110]

dietro: in qua dietro, sino ad ora

difensa, difesa

diffinire, decidere [Bonvesin, Disputatio rosae..., 5: Quilò si diffinisce]

difin, finchè

dignità, carica pubblica

digo, a lungo [Bonvesin, De agricola disperato, 38: ch'el l'hav giamao digo, ch'egli l'ha chiamato a lungo]

diliberamente, prontamente

dilicatamente: bere dilicatamente, bere bevande squisite

dilicato, squisito, delicato

dilitosa, deliziosa [Rime dei memoriali bolognesi, XV,6]

dilivramente, deliberatamente [Lentini, Canzone XI 41: Follia dilivramente / che m'ha levato da gioia]

diliziaro: paradiso diliziaro, Eden

dilungare, allontanare

dimandare, cfr. domandare.

dimora: sanza dimora o sanza dimoranza: senza indugio

dimorare, indugiare

dinanzi, prima; aiutarsi, argomentarsi dinanzi, prendere misure di difesa; dinanzi da, davanti a

Die aiuta!, Dio aiuta!

ding, dente, denti [Bonvesin, Libro delle tre scritture]

dinga, dingi, degna, degni [Jacopo Mostacci, II 30: e bene siete dinga]

dipo, dopo

diporto 1, diletto [gallicismo], svago

diporto 2, portamento [Rime dei memoriali bolognesi, h,10: per via passando, angelico diporto (Cino da Pistoia)]

dipravamento, diffamazione

dirabbo, dirò

dire (di', dici). dis, dice

dirittamente, giustamente, nel modo migliore; credere dirittamente, mantenere la giusta fede

diritto, destro; buono

dirizzare, indirizzare

dis, dice

disaccar, mitigare, togliere dal sacco

disciplina: sotto mia disciplina, sotto la mia guida

discorrere, spingere avanti, andare avanti; discorso, andato avanti

discorso, viaggio [Jacopone, LV,68: non farian cotal discorso, non farebbero questo viaggio]

discrezione, intelligenza

disdire, negare; disdico, nego

disdutto, piacere [Cielo d'Alcamo] [Guittone d'Arezzo] [Laude cortonesi, XLVI, 32]

diseccare (intrans. non rifl) disseccarsi

disegnamento, progetto di massima

diserto, deserto; luogo solitario; bosco

disformato, brutto; cfr. sformato.

disi, dissi

disïanza, desiderio

disïare, desiderare; disïa, desidera

disideroso, avido

disio, desiderio

dismisurare, esagerare [Jacopo Mostacci, I 17: vano dismisurare]

disnor, disnore, disinore, disonore

diso, dicono (dicere)

dispensare, distribuire

disperato, spacciato

dispertiti, dispersi (voce latina)

dispetto: hae in dispetto, disprezza;

          avere a dispetto, prendere in mala parte;

          cosa di dispetto, cfr. cosa.

dissillare, lacerare, graffiare; dissilla, graffia, lacera

distretto, fedele [Guittone d'Arezzo], sottomesso, strettamente legato;

distruggersi, consumarsi, struggersi [Guido delle Colonne III 3: anzi distruggo como al foco cera, anzi mi consumo come cera sul fuoco]

dito 1, detto

dito 2, poema, scritto [Giacomino da Verona]

ditramento, maldicenza, detrazione

diversamente, stranamente

diversità, divergenza, stranezza

diverso, crudele, strano

divisa, pensiero (francesismo)

divisato, diverso

diviso, impedito [Lentini, Canzone XIV 5: membrando ch'eo sia diviso / di vedere lo bel viso, ricordando che sono impedito / di vedere il bel viso]

divizia, ricchezza

doblo, doppio

dogana, aver sale in dogana, avere intelligenza

doglia, doglio, dolore [Rime dei memoriali bolognesi, XX,30: et altro non tene – lo meo cor in doglia, e nient'altro tiene il mio cuore nel dolore]

doglioso, doloroso, spiacevole

dolguto, pieno di dolori

dolorare, dolersi, (soffrire) [Jacopone LIII,1: Plange la Chesia, plange e dolora]

dolze, dolce; femminile: dolza [Laude cortonesi]

domandagione, domanda

domandare, dimandare, interrogare; domandare di, interrogare su;

doman, domani; nel significato anche di mattina; (la sera e la doman(e), la sera e la mattina)

domane, domani

          da domane, domattina [Proverbia quae dicuntur, 460: se t'amerà da sera, no farà da domane, se t'amerà stasera non lo farà domani]

domo, duomo, (dalla forma semilatina domus) [Ritmo su Sant’Alessio, 214: et era una figura in illo domo, e c’era una figura in quel duomo]

dompna, donna, signora

doncha, dunque

donna, signora

donnaio, dono [Laude cortonesi]

donne, signore; donde

doso, dorso [Proverbia quae dicuntur, 478: se man per doso meneli, no stea coda levata, se passi la mano sul dorso, la coda non starà più levata in alto]

dotare, aver ritegno; dotano [Proverbia quae dicuntur, 66: e unqa mai no dotano far caosa qe rea sia]; dota [Proverbia quae dicuntur, 541: Ça no dota le femene molto è stranio e fero;]

dotata, temuta [Rime dei memoriali bolognesi, n,10: mort'è la valenza | tanto dotata, morto è il valore tanto temuto]

dottare 1, aver timore; dottiate, abbiate timore

dottare 2, rispettare [Aquino VI 22: Oi alta potestate / temuta e dottata]

dottante, timoroso [Guittone d'Arezzo]

dottanza, timore [Lentini, Canzone XII 8: und'eo tormento - e vivo in gran dottanza]; paura [Protonotaro II 22: l'ombra di cui ha dottanza]

dove che, dovunque

doven, accade [Rime dei memoriali bolognesi, n,10]

doventare, diventare

dovere (debbia, debba; debbiano, debbano; deggie

dovina, divina [Rime dei memoriali bolognesi, e,43]

dovinitate, argomenti da teologo [Rime dei memoriali bolognesi, n,6: non parlereste per dovinitate, non parlereste con argomenti da teologo]

doxo, dodici, [Giacomino da Verona: doxo vexende, dodici volte; doxo troni, dodici troni degli Apostoli in cielo]

doya, doglia, dolore

doze, dolce

dra, della [Bonvesin, Disputatio rosae..., 31: eo nasco fò dra spina]

dre, dietro

dreo, dietro; [Giacomino da Verona: a la fine de dreo, alla fine di tutto, definitivamente; a le fin de dreo, e da ultimo, infine]; dreu, [Proverbia quae dicuntur, 335: dreu non paia 'l faro]

dreçar, correggere [Uguccione da Lodi, Il libro, 250: pregai lo Re de gloria     qe ve degne dreçar], raddrizzare

drigio, diritto [Bonvesin, Disputatio rosae..., 4: per drigio e per rason, a norma del diritto naturale]

dritto (1), (agg.) giusto

dritto (2), (nome) ragione

drudo, amico, amante

drugomene, forse il dromedario

du', dove; due

dubbioso, discutibile

dubitai, dubitate [Giacomino da Verona]

dubitoso, timoroso [Apugliese, Canzone de oppositis 6]

Duccetto, Rinalduccio (vezzeggiativo che Rinaldo d'Aquino riferisce a se stesso nel lamento di una donna innamorata per la partenza del suo amante per la Crociata) [Aquino VI 57: Però ti prego, Duccetto, / che sai la pena mia, / che me facci un sonetto]

duce, signore, guida

due, dove

duo, due

duolo, dolore

duramente, fortemente

duro, saldo

duttare, dubitare [Guido delle Colonne, IV 25: Però non dutto - ch'Amor non vi dismova, perciò non dubito che Amore non vi smuova]

duse, conducono

dutto, portato (da ductus) [Jacopo Mostacci, III 33: E s' com'eu son dutto ad acquistare / così son dutto, donna a mantenire]

Bibliografia

testi effettivamente consultati, cui siamo debitori del risultato

della raccolta, insieme alle molte valide antologie scolastiche

 

Poesia del Duecento e del Trecento, a cura di Carlo Muscetta e Paolo Rivalta, Parnaso Italiano - Crestomazia della poesia italiana dalle origini al Novecen- vol. I, Illustrazioni a cura di Giulio Bollati, Giulio Einaudi editore. Torino 1956.-

Poeti del Duecento, a cura di Gianfranco Contini, Riccardo Ricciardi editore, Milano-Napoli 1960, 2 voll.

La poesia lirica del Duecento, a cura di Carlo Salinari, Utet, Torino II ed. 1968

Iacopone da Todi, Laude, a cura di Franco Mancini, Gius Laterza & figli, Bari 1974, pp. 651-846

Le rime di Onesto da Bologna, edizione critica a cura di Sandro Orlando, Quaderni degli «studi di filologia italiana» pubblicati dall'Accademia della Crusca – Quaderno 1, editore G.C. Sansoni Firenze 1975

Rime giullaresche e popolari d'Italia, a cura di Vincenzo De Bartholomaeis,  Zanichelli, Bologna 1926, Ristampa Arnaldo Forni editore, Sala Bolognese 1977

Il Duecento, a cura di Piero Cudini, Garzanti, Milano 1978

Dante, Le rime, a cura di Piero Cudini, Garzanti, Milano 1979

Rime dei memoriali bolognesi, a cura di Sandro Orlando Giulio Einaudi Editore, Torino 1981

I Giullari in Italia, di Tito Scaffiotti, Xenia, Milano 1990

I Poeti del dolce stil novo, a cura di Carlo Salinari, TEA Editori Associati, Milano 1994, su licenza della Utet Torino, La poesia lirica del Duecento, Torino 1968,

Jacopone da Todi e la poesia religiosa del Duecento, a cura di Paolo Canettieri, BUR, Milano 2001

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Ultimo aggiornamento: 09 aprile 2011