prima edizione
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Bibliografia
Tutte le opere di Carlo Goldoni, a cura di Giuseppe Ortolani, Mondadori, Milano, dal 1935
A
andar: di quell'andar: Cioè di quella fatta: Dizionario del Boerio. (La pelarina)
arsura: la condizione economica di uno spiantato. (La pelarina)
avalìa: uguale (Il gondoliere veneziano)
averzere: aprire; te averzo a mezzo, ti apro a metà (La pelarina)
B
bagiggia: frutto secco che viene da Levante, della figura di un lupino.
bagolare: divertirsi, spassarsela
bagolo: spasso, piacere
bagoloso: che dà piacere; occhietti bagolosi, (La Pelarina).
baronae: baronate, birbonate, azioni vili contro persone più deboli, azioni truffaldine, azioni da furfante, truffe.
baruffa: contesa.
beccaria: fazzo una beccaria, faccio un macello (Il gondoliere veneziano)
bezzi: denari, soldi. (La pelarina); chi ha bezzi, s’i tegna: Modo di dire a uno che venga a visitare di rado. (La buona moglie I,3)
brenton 1: piena del fiume Brenta (Il gondoliere veneziano)
brenton 2: "andar zo col brenton" Proverbio veneziano; vuol dire "esser facile a far qualche cosa".
brucior: (scritto anche : brugior) si intende il dolore per l'anello perduto. (La pelarina)
bruicchi: forse indigesti; pastei bruicchi: miscugli indigesti buoni all'apparenza (La pelarina)
C
caìgo, caligo: nebbia (voce latina) (Il gondoliere veneziano); col caìgo (caligo) gnanca i cocai i' volan, colla nebbia neanche i gabbiani volano
calle: strada angusta, via.
canacchiona: (personaggio de La Pelarina) Canaciona credo fosse detta a Venezia certa merciaiola ambulante, di forme abbondanti. Canacion nel gergo furbesco veneziano significava deretano. (La pelarina)
canelao: maniera di scherno, che si fa scrollando la mano, e facendo batter l'indice ed il medio fra di loro. Tiolè sto canelao (i pettegolezzi delle donne, atto III).
cani: i va per el tragheto de' cani, fanno la via lunga della terraferma perché non hanno i soldi per prendere il traghetto. (La buona moglie)
cao: capo - un cao, ma su la giusta: Un prezioso capo di vestiario (La pelarina)
capon: suonatore di musica, musicista, musico
cappellone: Così doveva dirsi chi portava un gran cappello, secondo l'antica moda spagnola. (La pelarina)
carizada: carreggiata; remetterlo in carizada, rimetterlo sulla giusta via
carpetta: gonnella
caspita: capperi. (Oh caspita: I pettegolezzi delle donne)
centopezzi: pancia (volgarmente "trippa"); te lo fico in tel centopezzi: te lo ficco nella pancia (La buona moglie)
chiaccola: ciarla.
chietin: ipocrita; i dirà che vogio far el chietin, si dirà che viglia fare l'ipocrita (La buona moglie I,16)
chissa, chizza: cagna: e ti butti le bave co è una chissa (Il gondoliere veneziano)
chizza: cagna; rabbiosa co è una chizza, rabbiosa come una cagna (Il gondoliere veneziano)
cocal: gabbiano; restè co fa un cocal: restate come uno stupido. (Il gondoliere veneziano)
comarezzo: il cicalare e pettegolare delle donne in crocchio con le vicine di casa (No vogio che ti fazzi comarezzo, La buona moglie I,1)
comparezzo: comparesimo. (legame dovuto all'essere padrino di battesimo o di nozze)
cortesan: «uomo onorato, accorto, vivo frizzante e gioviale» (Goldoni)
cosazze: cose grandi.
cotego: se in cotego, siete in trappola
culìa: quella; culia vaga a radicchi: quella vada a raccogliere radicchi, cioè a chiedere l'elemosina
D
desgraziada: scellerata.
dezun: digiuno
dezzipare: guastare; mi dezzipo a lavar i piati, mi guasto a lavare i piatti (La buona moglie, II,13)
F
falopa: carota, bugia
felze: coperchio della gondola
feral: fanal; feral de barca: fanale della barca (Il gondoliere veneziano)
filata, filada: braveria, rabbuffo, intemerata (La pelarina)
fita: fitta, trafittura
folpo: dialettale, per polpo. Significa figura tozza e goffa. (La pelarina)
forcola: scalmo, vi si appoggia il remo per remare
Franza: Francia; far dei passaporti per Franza, infettare qualcuno col mal francese (La buona moglie, III,1)
frascon: persona senza giudizio
freddura: cosa di poco conto o di poco prezzo. (La pelarina)
freschi: L'avè menada ai freschi: Freschi erano corsi di gondole nella stagione estiva. Qui significa, più in generale: a godere il fresco in laguna. (Il gondoliere veneziano)
fufigna: ascosaglia, contrabbando.
fugazza: focaccia, pizza (farò della vostra mausa una fugazza, La pelarina)
Fusina (o Lizza Fusina): primo luogo d'approdo in terraferma, a tutti noto, alle foci del Brenta. (La pelarina)
G
ganassette: guance, in tono vezzeggiativo (ganassette delicate, La pelarina)
giazzao: ghiacciato; squattrinato; restar giazzao, rimanere senza soldi (La buona moglie)
gnanca: neanche
gonzo: uomo semplice, di modi grossolani,
gradasso: spaccone; gradasso inanemao: Senz'animo, senza coraggio, tutto parole e niente fatti. Così interpretava Cesare Musatti. (Il gondoliere veneziano)
grezzo: uomo senza raffinatezze, che sa poco le cose del mondo
I
impetrio: diventato di pietra; impoverito, che ha perso tutti i soldi e non ha alcuna possibilità di rimettersi in sesto; caduto in una vile condizione di miseria (La buona moglie: el xe impetrio)
incocalio: detto di persona "Fuori di sé, e come un coccale, sorta d’uccello notissimo e sciocco, come l’allocco." (Goldoni ne La buona moglie I,19)
Inghildon: parola inventata dal Goldoni, ad indicare un paese lontano e inesistente, come a dire "in capo al mondo"; « A Cesare Musatti questo vocabolo storpiato parve una fusione d'Inghilterra e di London. (Ortolani)» (La pelarina)
iscorruccio: Certamente in iscorcio, cioè in banda. Vedasi quel che dice Pelarina nella scena II della 1a parte. (La pelarina)
intemerata: intrigo
L
lana: batti la lana, accetta il mio amore, facciamo all'amore (battere la lana richiama l'atto sessuale) (Il gondoliere veneziano)
lazzo: filasse el lazzo, favorisse la rovina, portasse alla rovina (La buona moglie, I,17)
levantina: leggera; i alza la gamba levantina (La buona moglie)
lirazza: moneta veneziana che valeva 30 soldi
lonzi: da lonzi: da lontano (La buona moglie)
M
macchina: L'amante, come spiega altrove il Goldoni stesso. (La pelarina)
magari: Dio volesse.
magnaora: mangiatoia, che metaforicamente è la bocca. "tre righe de cortello Su quella magnaora", tre tagli su quella faccia. (La pelarina)
malignazo: maledetto.
manazzar: minacciare
mandolato: l'ipocrita che lusinga con dolci parole; A vèderme vegnì, sior mandolato (Il gondoliere veneziano)
manicino: manichino (La pelarina)
maridozzo: matrimonio.
maroné: da marron, parola d'origine francese, è un grosso riccio di cappelli annodato con un nastro. (La pelarina)
masena: macina (Il servitore di due padroni III,5)
mausa: muso, viso, faccia in termini spregiativi.
Mazorbo: isoletta della laguna di Venezia. (La pelarina)
mina: di origine francese usata dagli imitatori di moda francese. No vedè che mina: non vedete che pompa. (La pelarina)
minzonare: nominare cercare una persona
missier: suocero.
molare: mollare, cedere, vendere, concedere: i lo mola per cento zecchinati: lo cede per cento zecchini. (La pelarina)
mosconi: Moscon nel gergo familiare significava già pegno. "Da mosconi son perfetto": dire per far pegni sono perfetto. (La pelarina)
mostre: dal francese montre: orologi. Comune nel settecento questo francesismo non più d'uso. (La pelarina)
mula: bastarda (nata fuori dal matrimonio)
mustacchiera: uomo che ha lunghi mustacchi.
mustazzae: rimproveri
N
nasar: fiutare; burlare; no ve fè nasar: non vi fate burlare, non vi fate prendere in giro, non vi fate abbindolare. (La pelarina); no se femo nasar: qui, come assai spesso nel Goldoni, significa deridere. (Il gondoliere veneziano)
naso: la gh'ò al naso: che la sento al fiuto, cioè che non mi sfugge. (Il gondoliere veneziano)
ninzoletto: pannolino da testa di cui usano le povere donne in luogo del zendale.
nosa: noce; la piantà la nose: si è indebitato (La buona moglie, III,1)
O
oca: vèderve in oca: vedervi soprapensiero, quasi preoccupato (Il gondoliere veneziano)
ogio: olio; ha fenio l'ogio, ha finito i soldi (La buona moglie)
orto: avè marendà con ella in orto: Alludesi alle osterie nei famosi orti della Giudecca. (Il gondoliere veneziano)
ostaria: bettola, luogo dove si beveva un bicchiere di malvasia, vin greco. Numerose erano a Venezia tali botteghe; corrisponde alla voce meridionale: cantina. (La pelarina)
P
paloscio: specie di spada corta da un solo taglio
palossetto, diminutivo di palosso, paloscio: paloscio, « specie di spada, larga però di lama, corta, d'un sol taglio »: Boerio. Squarcina, dice il Patriarchi.
parada: che te porta via la parada, che non ti dia il pagamento del vogare. (La buona moglie)
paroncin: padroncino, piccolo imprenditore
paronzina: damigella
parpagnacco: maniera ingiuriosa, che si fa appoggiando le punte delle dita sopra il rovesio dell'altra mano, facendovi poscia battere il polso.
peccà: peccato; Gramo, el me fa peccà, Poverino, mi intenerisce (mi fa compassione) (Il gondoliere veneziano)
peruca de stuco: parrucca resa dura come lo stucco con la manteca
peta: È quel mucchio di trecce ravvolte, che usavasi una volta, e ch’è ora rimasta usanza delle serve più vili. (Goldoni)
pètene: pettine: Tuti i gropi i vien al pètene, tutti i nodi vengono al pettine (proverbio popolare che significa: Dalle, dalle, i disordini accumulati fanno rovina, La buona moglie, I,19)
petolone: Errori celati, magagne non sapute, intrighi (scoverzirò tuti i vostri petoloni, La buona moglie, II,3)
pettare: dare ad intendere.
pettoloni: mancamenti
pietre cotte: (piere cotte) mattoni di cui si lastricavano le calli e i campi a Venezia. (La pelarina)
Pisa: Monta qui che vedrai Pisa: Più comunemente: Monta qui che vedrai Lucca. « Facendo le corna a chi vorrebbe ingannarci »: aggiunge il Petrocchi, nel suo Novo Dizionario. (La pelarina)
pistolese: coltello a lama larga
pochetto: persona dappoco, inesperta, debole (di fisico e di carattere). (La pelarina)
poltrone: nel significato di vigliacco (La pelarina).
pontae: puntate, unite insiame; fava le pontae, appuntava i pannilini più minuti l’uno all’altro, perché non si smarrisssero. (La buona moglie, II, 18)
pontil: ponticello dalla terra alla barca.
porchetto: il porcellino, ultimo premio nelle regate veneziane. (Il gondoliere veneziano)
portata: roba portata, roba usata (La pelarina)
portego: spasiza per portego: Ha fame (letteralmente: passeggia sotto il portico)
potacchietto: imbroglio.
prodier: il vogatore di prora
Q
quaggiotti: semio quaggiotti? siamo forse delle quaglie?, cioè degli sprovveduti (La pelarina)
R
radicchi: elemosina; culia vaga a radicchi: quella vada a raccogliere radicchi, cioè a chiedere l'elemosina (La pelarina)
raise: radici; raise care: vita mia (Il gondoliere veneziano) / raìse: radici che sono intorno al cuore: metafora. (I pettegolezzi delle donne - Atto III, scena I)
reffar: rifare
ruspido: ruvido: (da ruspo) detto di moneta di fresco conio che non ha ancora perso la sua ruvidezza, perché non sono state mai maneggiate. (La pelarina)
S
salai: salami
sbasir: Stendere a terra, uccidere: Boerio. (Il gondoliere veneziano)
sbasisso: te sbasisso: ti stendo a terra, ti uccido sbasissare, sbassare: abbassare; sbasilo, uccidilo (La pelarina)
sbruffarisi: bravi.
sbusar: bucare, infilzare (bucare con la spada) (La pelarina)
scaleter: ciambellaio
scalzada: calcio.
scartar: allontanare, tener lontano; tuti i me scarta: Mi lasciano come inutile.
scartozzetto: piccolo cartoccio; Scartozzo de pevare (cartoccio di pepe) dicesi d'un giovane gracile e debole, ma pur vano e pretensioso. (Il gondoliere veneziano)
scavezzo: uomo di cattivi costumi (scavezzacollo)
schitona, schittona: ciarliera, pettegola
schiza: naso schiacciato
scondon: di nascosto. (La pelarina)
scontar: nascondere, occultare; sconta: occulta, occultata (detto di persona).
scuazer: spazzino, Quegli che porta via la spazzatura dalle case di Venezia, (La buona moglie)
sesti: maniera di procedere
sestin: diminutivo di sesto, vezzo, grazia, garbo. (La pelarina)
sesto: garbo (di sesto: di garbo)
sfregolar: pregare con insistenza, farsi pregare a lungo. (La pelarina)
sgangolire: spasimare di voglia. (sgangolisse: spasima di voglia. I pettegolezzi delle donne, atto III); avere angoscia e desiderio (do zorni xe che sto sassin me fa sgangolir , La buona moglie I,17)
siar: arrestare la barca
slepa: schiaffo
slinzi e squinsi: quinci e quindi.
solfa: insieme delle note e dei segni musicali sullo spartito; battere la solfa: solfeggiare mantenendo il ritmo col movimento del braccio in battere e in levare; e mi col remo ho batuo la solfa: e io l'ho battuto (il musico) in testa col remo
sonza: sugna
sorar: sollevarsi.
sorze: sorcio
sportariol: che serve a portare le sporte, mestiere vilissimo
squeloto: scodella di legno; scanaura del squeloto: I soldi rubati dalla scodella di legno che tengono i mercanti per riporre i danari che guadagnano alla giornata delle merci vendute. I fattorini, o come diciam noi, i giovani, che da quella scodella furano, si chiamano in veneziano; Scana squelotti. (Goldoni)
squinsi: quindi.
staga: se ne stia, se ne stiano. (La pelarina)
stalìa: sosta forzata in un porto; infin che nu zonzemo alla stalia: fin che non giungiamo in porto (Il gondoliere veneziano)
stile, stilo: pugnale
stocco: arma simile alla spada, ma più acuta e di forma quadrangolare
stornir: Stordire, assordare e quindi far girare la testa. (Il gondoliere veneziano)
strazzèghe: stracciatele.
sutissimo: Accorciamento d’illustrissimo, che fa equivoco con asciuttissimo, cioè senza denari. (La buona moglie)
T
tacchizzar: menare i tacchi, fuggire. (Il gondoliere veneziano)
taggio: taglio te taggio a fette come i salai, ti taglio a fette come i salami (La pelarina)
tatare: arme; Se gh’avesse adosso le mie tatare (La buona moglie)
1. tegna: (sostantivo) anche tegnoso, tirchio, avaro. (La pelarina)
2. tegna: (verbo, da tegnir), tenga. (La pelarina)
tegnir: tenere;
tochetto: vardè là che tochetto, guardate là che bella ragazza, che bel tocco di ragazza. (La pelarina)
trairi: Moneta d'antica origine tedesca, in uso fin dal cinquecento, spesso menzionata dal Goldoni: valeva 5 soldi veneti, ossia la quarta parte della lira veneta. (La pelarina)
turco: mazzèmo un turco, facciamo un brindisi (espressione popolare)
V
vermenezzo: pidocchi, verminaio, sporcizia (T’ho tiolta in casa, che ti gieri piena de vermenezzo, La buona moglie I,1)
virtuosa: l'attrice che fa la parte della cantante sulla scena
vossustrissime: Abbreviazione di vossignorie illustrissime. (La pelarina)
Z
zanca: sinistra.
zenia: Tappeto col quale si parano le gondole, dove si mettono i piedi.
zigare: gridare, sgridare (no la ziga, non la sgridi: I pettegolezzi delle donne)
ziro: giro, tresca; gran ziri e gran negozi: grandi tresche e grandi affari (Il gondoliere veneziano)
zuccona: ignorante.
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© 1996 - Tutti i diritti sono riservati Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2005 |