San Francesco d'Assisi

1182-1226

CANTICO  DI  FRATE  SOLE

LAUDES  CREATURARUM

Edizione di riferimento

Frate Leone, Lo Specchio di perfezione, Volgarizzato da Francesco Pennacchi e Illustrato da Attilio Razzolini, Soc. Ed. Toscana, Sancasciano Val di Pesa (Firenze) (proprietà artistica riservata)  Stab. Tipo-litografico f.lli Stianti, 1925 .

Cantico delle Creature

         § 120. Questa si è la Laude delle Creature, la quale compose
               quando il Signore gli fece sicurtà del regno suo. (1225)

Altissimu, onnipotente, bon Signore

tue sono le laude, la gloria elhonore et honne benedictione

Ad te solo, Altissimo, se konfano.

et nullu homo ene dignu te mentovare

Laudato sie, Misignore, cum tucte le tue creature

spetialmente messor lo frate sole

lo quale iorno et allumini noi per loi

Et ellu è bellu eradiante cum grande splendore

da te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si, Misignore, per sora luna ele stelle

in celu lai formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si, Misignore, per frate vento

et per per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si, Misignore, per sor aqua,

la quale è multu utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si, Misignore, per frate focu,

per loquale ennallumini la nocte

edello e bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si, Misignore, per sora nostra matre terra

la quale ne sustenta et governa

et produce diversi fructi con coloriti flori et erba.

Laudato si, Misignore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore

et sostengo infirmitate et tribulatione:

beati quelli kel sosterranno in pace

ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si, Misignore, per sora nostra morte corporale

da la quale nullu homo vivente po skappare,

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali.

Laudato si, Misignore, per sora nostra morte corporale

da la quale nullu homo vivente po skappare,

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali.

Beati quelli ke trovarane le tue sanctissime voluntati,

ka la morte secunda nol farra male.

Laudate et benedicete Misignore et rengratiate

et serviateli cum grande humilitate.

 

NB. La parte in corsivo fu aggiunta poco prima di morire.

Indice Biblioteca

© 1996 - Tutti i diritti sono riservati

Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 07 febbraio 2011