Anonimo

Certi Rithimi decem preceptorum.

{dal codice D. 7. 15.}

conservato nella Biblioteca Civica di Bergamo}

Edizione di riferimento

Giornale storico della letteratura italiana, diretto e redatto da Francesco Novati e Rodolfo Renier, vol. XLIV (fasc. 3) anno XXII. fasc. 132., Torino, Casa Editrice Ermanno Loescher, 1904 - pag. 360 - autore Arnaldo Foresti.

Certi Rithimi decem preceptorum.

Chi vole a dio piacere e com luy sempre gaudere

La leze dè sapere et com l’opera tenere..

Uno dio adora sopra ogni cosa amando

Cum fede e iusticia in luy sempre sperando.

Lo suo nome sancto com reverencia nomina                5

Che chi ben lo honora sarà com luy in gloria.

Per nullo modo zurar senza necessitade

iusticia e timore con certa veritade.

Lo dí de la dominicha con ogni festa sancta

Sanctifica con le opere a tuta toa possanza.                  10

Padre e madre honora che dio l’à comandato

Se questo non facesti saresti tu dampnato.

Non odiar il prosimo non lo scandelizare

E in corpo non lo offendere se tu te voy salvare.

Non robare non furare né altri confortare              15

Chi è cason del male convenoli satisfare.

Sia molto cauto de may non fornicare

Tuti li sentimenti e li ponseri guardare.

May falso testimonio de toa bocha proceda

Ché questo il segnior a tuti sempre veda.               20

La moglie del prosimo za may non volere

Per questo sòl venire assay fiate guerre.

La roba de altruy non abbi in desiderio

Che questo vitio torna a tutti in vituperio.

Dio ne faza fare gli soy comandamenti                         25

E in vita eterna sempre con luy itar gaudenti.

amen.

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Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2011