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Edizione di riferimento:
- Biblioteca ItalianaRoma 2003
- Un manoscritto ferrarese quattrocentesco di scritture popolareggianti ed. Contini, Gianfranco L.S. Olschki Firenze 1938 Estr. da: 'Archivium Romanicum', XXXII, 1938, p. 283-319
Ave Maria, di ançuli regina,
Ave Maria, summa imperadrice,
Ave, che le colpe a voi ruina
E le virtù per voi ànno radice
Ave, che l'alto Dio a voi s'inchina,
Di iusti e peccaduri avocatrice.
Ave, stella del mare che mini a porto,
Sença lume siamo in tenebria;
Ave, che sei di questo mare conforto,
Ave, che mostri a ciascadun la via,
Ave, holente fresco ziglio d'orto,
Da noi cristian j sempre loldata sia.
Gratia plena, madonna valoroxa,
Non de' la mai esser e perfigurata;
Più che gaudio le sta gratiosa,
Del populo de Dio più honorata;
Perché l'è stata più virtudioxa,
De maior gloria in cielo è incoronata.
Plena de gratia fa' noi gratiosi,
Rendando i nostri cuori humiliati;
De voi iocundi fa' noi virtuosi,
Et del vostro amore honesti infiamati,
E possa in fine tiego gloriuxi
In quello eterno regno di beati.
Dominus tecum , o vergene Maria
Priega che sia come el to Figliolo,
Cum esso in cielo a darne mente pia,
Toiando qui graveza e pena e duolo;
Per questo fane gratia, madre mia,
Christo sì chiama, che l'è to Figliolo.
Dominus tecum , che de' albergare
La maiestà divina in nel to ventre,
La quale se volse in voi humiliare
Le sue grandeçe a redure a niente;
Beata in chi vene carne a piare,
Volisti per salvare de la zente.
Dominus tecum, da chi non se parte
Perhò che in voi è posto el sommo piacere;
Le certece sum testimonij e carte
Che innarrano l'anticho provedere;
Non fo fortuna né natura ho arte,
Fo l'amor proprio del divim volere.
Benedicta tu sopra ogni creatura,
Ferma sperança de tutta la zente,
La qual bontà soperchiò ogni mixura,
Confortò de Adam nostro primo parente
Ch'el recomprò l'umana natura
Da le pene infernale, fuogo ardente.
Chi non ve benedisse è maledetto,
Chi a voi non fa summa riverentia,
Per ho ch'el vostro corpo fo da Dio eletto
Fina ab eterno , donna de gran scientia:
Vosse che'l so Figliolo fosse concepto
De la toa carne e sangue a benvolentia.
Benedetto sia el frutto gratioso
Del ventre to, poncella immaculata,
Frutto del paradixo glorioso
Lo quale al mondo la vita fo donata;
Chi non lo gusta non trova riposo,
Chi 'l gusta sa chi è vita beata.
Ave, di cieli imperadrixe sancta,
Maria exaltata in nel divim conspetto,
Gratia fecunda sença alcun diffecto,
Plena de carità sei tutta quanta;
Dominus de la toa carne sancta,
Tecum del Spirito Sancto fo concepto.
Benedetto la lacte che del petto
Voi li poni, gratiosa pianta.
In mulieribus sopra ogni donna honorata
Et benedictus vostro nome resona;
Fructo portasti, nondemen, madonna,
Ventris tui remanesti inviolata.
Iesus fo el nome del to Figliolo sancto.
Sancta nel ventre de toa madre eletta,
Maria avocata di peccadurj cum pianto,
Mater Dei, soa figliola benedetta,
Ora pro nobis, to Figliolo adora
Nunc et in hora mortis amen sempre a voi cora.
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© 1996 - Tutti i diritti sono riservati Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2011 |