Virgilio

Eneide
Libro VI

traduzione e note
a cura di Giuseppe Bonghi

 

001 - briglie: metafora tratta dal mondo ippico: le navi sono paragonate ai cocchi

002 - Euboiche: da Calcide, città dell'Eubea, ebbe inizio la colonizzazione greca dell'Occidente e proprio i Calcidesi fondarono Cuma nell'VIII secolo, dopo il passaggio di Enea; Virgilio, quindi, fa risalire la fondazione della città a un periodo precedente la venuta di Enea in Italia

003 - Cuma: costruita nell'VIII secolo a.C. dai Calcidesi, è la più antica e importante colonia greca dell'Italia meridionale, sulle coste della Campania, fondò Neapolis (Napoli) ed estese il suo dominio su una parte della Campania; nei suoi pressi si trovava l'antro della Sibilla Cumana; nel V secolo fu conquistata dai Sanniti e poco dopo dai Romani

004 - rocca: è la rocca di Cuma, la parte fortificata della città, nella quale si trova il tempio di Apollo

005 - alto Apollo: il santuario di Apollo risaliva all'epoca della colonizzazione greca ed era stato riedificato in epoca augustea. Qui, peraltro, attraverso il richiamo (vv.14-33) a Dedalo, al suo volo e alla sua dedicazione del tempio apollineo come dono votivo, il poeta ne ha sprofondato le origini nell'età della leggenda (E.Paratore)

006 - vate Delio: Apollo, dio della profezia, che aveva il suo santuario più famoso nell'isola di Delo

007 - Dedalo: figlio di Mezione (o Palamaone) e pronipote del re ateniese Eretteo; fuggito da Atene per aver ucciso Talo, si rifugiò presso il re cretese Minosse per il quale costruì il Labirinto, mitica sede nella quale fu rinchiuso il Minotauro, figlio della regina Pasifae moglie di Minosse

008 - regno minoico: regno cretese di Minosse, che avrebbe racchiuso Dedalo, insieme al figlio Icaro, proprio nel Labirinto che egli aveva fatto costruire per serrarvi il Minotauro: sembra che lo volesse punire, secondo un mito per aver favorito gli amori della regina Pasifae col toro (dal quale era nato il mostro), secondo un altro, come si ricava dai vv. 28-30, per per aver dato ad Arianna il filo col quale Teseo poté trovare la giusta direzione nel Labirinto per ritrovare l'uscita dopo aver ucciso il Minotauro. Dedalo fuggì costruendo due ali di penne impastate con cera per sè e per il figlio; durante il volo morì Icaro perché, volando troppo in alto, le sue ali si sciolsero per il calore del sole, per cui, non avendo più sostegno, cadde in mare e annegò. Dedalo si rifugiò proprio a Cuma

009 - Androgeo: figlio di Minosse e di Pasifae, ucciso dagli Ateniesi per invidia perché sconfisse tutti i rivali nelle gare Panatenaiche; per vendicarlo Minosse fece guerra agli Ateniesi, e dopo averli vinti, impose loro come tributo quello di inviare ogni anno sette giovani, estratti a sorte, a Creta da dare in pasto al Minotauro rinchiuso nel Labirinto di Cnosso

010 - Cecropidi: gli Ateniesi, da Cecrope, loro mitico re.

011 - con un'astuzia: secondo una leggenda Dedalo costruì per Pasifae, una vacca di legno nella quale si nascose attirando il toro col quale fece all'amore restando incinta del Minotauro

012 - Minotauro: mostro cretese con corpo umano e testa di toro (o con corpo di toro e testa d'uomo), frutto dell'amore contro natura di Pasifae col toro fatto uscire dalle acque del mare da Poseidone per Minosse, che aveva due fratelli, coi quali venne a lite affermando che solo a lui spettava la signoria di Creta, e quale segno di predilezione da parte degli dèi pregò Poseidone che gli inviasse qualcosa dal mare con la promessa di offrirlo poi in sacrificio. Il dio del mare gli mandò un meraviglioso toro bianco che Minosse rifiutò di sacrificare sostituendolo con uno delle sue mandrie.

013 - amore scellerato: perché contro natura, ispirato secondo un mito dalla crudeltà di Venere (moglie di Vulcano) che infuse in Pasifae l'insana passione per vendicarsi di lei che aveva denunciato a Vulcano l'adultero amore della moglie Afrodite con Ares, secondo un altro mito dallo stesso Poseidone per vendicarsi di Minosse che non gli aveva sacrificato il toro che per lui aveva fatto uscire dalle acque spumose del mare.

014 - casa, opera famosa: il Labirinto

015 - regina: si riferisce ad Arianna innamorata di Teseo

016 - ciechi passi: fu Dedalo a dare ad Arianna il filo col quale Teseo poté ritrovare la strada del ritorno all'uscita dopo aver ucciso il Minotauro

017 - Icaro: figlio di Dedalo e di una schiava di Minosse, di nome Naucrate, fuggito dal Labirinto ove era stato rinchiuso insieme al padre, con ali intessute di cera, ma morì annegando in mare per essersi avvicinato troppo al sole che col suo calore sciolse la cera

018 - evento: Dedalo aveva tentato di raffigurare nell'oro due volte l'evento della morte del figlio Icaro

019 - Deifobe: la famosa Sibilla di Cuma, figlia di Glauco, deità marina, già pescatore in Beozia

020 - Trivia: è Diana, figlia di Giove e di Latona, sorella di Apollo

021 - Eacide: Achille, pronipote di Eaco, secondo la leggenda era stato ucciso da una freccia scoccata da Paride e guidata dallo stesso Apollo nell'unico punto vulnerabile del corpo dell'eroe greco: il tallone

022 - Pergamea: da Pergamo, il nome della rocca di Troia

023 - tempio: riferimento al tempio che Augusto fece innalzare sul Palatino, consacrato il 9 ottobre del 28 a.C.

024 - festa: si tratta dei ludi Apollinares, celebrati in luglio sin dal tempo della seconda guerra punica; ricordiamo che Apollo viene chiamato anche Febo, il suo più noto appellativo, che significa luminoso, e simboleggia la benefica luce del sole.

025 - foglie: vedi libro III, 445 e sgg. Tutti i vaticini, che scrisse su foglie, la vergine (Sibilla) dispone in ordine e li lascia rinchiusi nell’antro. I responsi rimangono immoti nel luogo né vengono disordinati; in verità, quando si gira il cardine e si apre la porta un leggero venticello li fa vibrare e dalla porta scompiglia le tenere fronde, e mai in seguito si cura di prendere le foglie volteggianti nel cavo antro e rimetterle in ordine o ricongiungere i responsi. Allora i visitatori se ne vanno senza la risposta dell’oracolo e odiano l’antro della Sibilla. Qui non ti sia grave nessun dispendio di tempo nell’attesa, anche se i compagni dovessero protestare e la rotta dovesse chiamare con forza le vele al largo e tu potessi gonfiarne le pieghe di favorevole vento: non visitare l’indovina, non chiedere con preghiere i vaticini, ma lei stessa parli e apra di sua volontà la bocca e pronunci le parole del responso. Ella a te spiegherà i popoli dell’Italia e le guerre future e ti spiegherà come sopportare o superare ogni affanno e venerata ti indicherà una favorevole rotta.

026 - esaltazione: perché non ancora sottomessa alla volontà di Febo

027 - dorici: le guerre che affronteranno i Troiani in Italia ricordano la guerra di Troia, con i due fiumi e gli accampamenti achei; dorici sta ad indicare sia i Greci che hanno combattuto a Troia che i Dori venuti in Italia in un periodo successivo alla conquista di Troia

028 - Achille: continua il parallelismo tra la guerra di Troia e le guerre da sostenere nel Lazio; un altro Achille è Turno, re dei Rutuli, figlio della ninfa Venilia

029 - moglie: si allude a Lavinia, figlia del re Latino

030 - seconda volta: allusione alle prime nozze straniere con Didone

031 - città greca: si riferisce a Pallanteo, costruita da Evandro sul Palatino, proveniente dall'Arcadia

032 - redini...sproni: metafora per indicare il dominio di Apollo sulla Sibilla, come il cavaliere deve dominare il cavallo; la metafora serve a spiegare visivamente il dominio di Apollo sulla Sibilla nella sua opera per renderla docile alla sua volontà

033 - Acheronte: palude tra il lago Miseno e Cuma in Campania, oggi lago di Fusaro; nell'Inferno è il fiume del dolore che le anime dovevano passare, traghettate da Caronte, portando in bocca una moneta per pagare il viaggio

034 - porte: sono quelle dell'ingresso dell'Inferno, sacre perché a nessun mortale era concesso attraversarle, in quanto questo avrebbe rappresentato una profanazione del luogo

035 - Ecate: figlia di Perse, o Perseo, e di Asteria, appartenente ai Titani; secondo altri è figlia di Zeus e di Demetra o di Era; domina in cielo, in mare e sulla terra, per cui fu detta trimorfa, apportando felicità e vittoria, sapienza nelle adunanze e nei tribunali, fortuna nella navigazione e nella caccia

036 - Orfeo: figlio di Oeagros e della Musa Calliope, marito di Euridice. Il mito narra che quando la sposa, fuggendo Aristeo che la inseguiva, morì per il morso di una serpe, egli discese nell'Averno per riprendere l'amata; attraverso la folla dei morti, giunse alla presenza di Persefone, la regina delle ombre, e di Ades, il dio degli Inferi, e li pregò di restituirgli l'amata Euridice o, qualora non fosse stato possibile, di morire anche lui. Accompagnò il suo canto soave col dolce suono della sua cetra: al canto, ogni cosa si fermò nell'Erebo; gli DEI si commossero, tanto che permisero ad Euridice di tornare nel mondo dei vivi con lo sposo, ad un patto: che Orfeo durante il ritorno non si voltasse indietro a guardarla prima che fossero totalmente usciti dall'Oltretomba. Ma prima di giungere alla superficie terrestre, Orfeo, temendo che la moglie si perdesse e ansioso di vederla, volse gli occhi; ma Euridice all'istante ricadde, ed egli, tendendo le braccia, invano tentò di abbracciarla, e non riuscì a stringere che una vana ombra. Invano per sette giorni e scongiurò: Euridice era perduta per sempre.

037 - Polluce: figlio di Giove e di Leda, moglie di Pindaro. Leda una notte giacque per metà tempo con Giove e per metà tempo col marito; da quelle unioni nacquero quattro figli: Polluce ed Elena da Giove, Castore e Clitennestra dal marito Tindareo. Alla morte di Castore, Polluce, che era un dio, avrebbe dovuto ascendere al cielo e chiese a Giove che o tutti e due sarebbero stati eterni o tutti e due mortali; Giove allora permise che a turno, un giorno ciascuno, sarebbero stati immortali.

038 - Teseo: discese nell'Averno coll'amico Piritoo, re dei Lapiti, per rapire Proserpina; fallì l'impresa e fu liberato da Ercole

039 - Alcide: Ercole, nipote di Alceo discese due volte nell'Averno per liberare Teseo e per riprendere l'ombra di Alceste, moglie di Admeto

040 - Giove: Enea era figlio di Anchise e della della dea Venere (secondo Omero figlia di Giove e di Dione): era quindi nipote del re degli DEI (La versione più diffusa del mito di Afrodite segue Esiodo, che la fa nascere nei pressi dell'isola di Cipro dalle spume del mare fecondate da Urano: sospinta dallo Zefiro, la bellissima fanciulla giunse sulla spiaggia, dove fu accolta dalle Ore e accompagnata su un carro d'alabastro tirato da candide colombe alla reggia degli DEI)

041 - Dite: nome greco di Plutone; in generale sta ad indicare anche semplicemente l'Averno, di cui Plutone è il re insieme a Persefone-Kore o Proserpina

042 - Cocito: è un altro dei quattro fiumi infernali: circonda la parte centrale dell'Inferno

043 - Stige: il fiume infernale dell'Odio; in nome dello Stige gli DEI facevano i loro giuramenti

044 - Tartaro: è la voragine della parte più profonda dell'inferno, dove erano puniti i malvagi

045 - Giunone: (Hera) figlia di Crono e di Rea, allevata da Oceano e da Teti, o dalle Ore e dalle ninfe; secondo Esiodo fu la settima moglie di Giove, di cui era sorella; uno dei tanti aspetti di Giunone, anche se secondario, è proprio quello infernale

046 - secondo il rito: il rituale non permetteva l'uso del ferro

047 - amico: Miseno, il trombettiere della flotta di Enea: nessuno si era accorto che era stato trascinato in mare dal dio Tritone per essere poi restituito cadavere sulla spiaggia; secondo la leggenda Miseno aveva osato sfidare Tritone nel suono della tromba

048 - pecore nere: il colore nero indicava appunto che l'offerta era fatta agli dei inferi del nero Tartaro; agli DEI del cielo venivano offerte vittime di colore bianco o comunque molto chiaro

049 - Eolo: è da intendersi: degno di essere un figlio di Eolo, re dei venti, figlio di Ippote (o di Poseidone) e di Arne; fu amico di Zeus che gli diede in custodia i venti; aveva la sua reggia in una delle isole Lipari, dove, come narra Virgilio nel I libro dell'Eneide (vv. 89-106) in un vasto antro teneva a freno i venti.

050 - indegna morte: indegna sia perché aveva osato sfidare gli dei nel suono della tromba, sia perché procurata dall'ira di un dio, da cui non avrebbe potuto difendersi, che si era vendicato della temerarietà dell'uomo

051 - tromba: è il lituo, specie di tromba ricurva che veniva suonata durante la battaglia per incitare i soldati

052 - Tritone: figlio di Nettuno e della ninfa Salacia, divinità e demone del mar Mediterraneo, percorre i flutti su un cocchio tirato da destrieri o da mostri marini; per ordine di Nettuno calma i flutti agitati dando fiato a una conchiglia marina o li agita quando sono calmi

053 - quercia: il suo legno si fende facilmente, perché tenero, usando opportunamente i cunei

054 - orno: specie di frassino selvatico

055 - uccelli: le colombe erano sacre a Venere

056 - doppia natura: sia di vegetale che aureo

057 - Aorno: dal greco aornov, cioè senza uccelli, a causa delle puzzolenti esalazioni che si levavano dal lago ed erano mortali per gli uccelli; da Aorno deriva Averno

058 - Ècate: figlia di Perse, o Perseo, e di Asteria, appartenente ai Titani; secondo altri è figlia di Zeus e di Demetra o di Era; domina in cielo, in mare e sulla terra; per questo fu detta trimorfa, dea dalla triplice forma. Essa è venerata come dea sia del giorno che della notte; come dea del giorno veniva ritenuta portatrice di felicità nella vita quotidiana e vittoria sia nei rapporti con gli altri uomini o con altri popoli in tempo di pace sia la vittoria militare in tempo di guerra; donatrice di sapienza nelle adunanze e nei tribunali; di fortuna nella navigazione e nella caccia.

059 - Èrebo: il regno dei morti; nella mitologia Èrebo, dio delle tenebre, è figlio del Caos e si unì in amore con la sorella Notte generando Etere e Giorno

060 - madre: è la dea Notte, una delle prime forze della Cosmogonia, figlia del Caos e sorella dell'Erebo, e procrea da se stessa Tanatos, Moros, Cher

061 - Eumenidi: dette anche Furie o Erinni, divinità infernali, figlie dell'Averno e di Gea (la Terra), o di Acheronte e della Notte, o ancora (secondo Esiodo) nate dalle gocce del sangue di Urano mutilato con un falcetto dal figlio Crono; sono tre (secondo Euripide): Tesifone la punitrice, Megera l'odio, Aletto il turbamento: punivano i colpevoli dei delitti di sangue, specie quelli consumati contro familiari e amici, perseguitandoli da vivi e da morti; a loro venivano sacrificate pecore nere ed offerte senza vino; qui vengono chiamate Eumenidi, col suo valore positivo di benigne

062 - grande sorella: la Terra

063 - Proserpina: figlia di Giove e di Demetra; presso Omero è moglie di Hades, spaventosa signora delle tenebre che domina nell'Averno sulle anime dei morti, per sei mesi all'anno mentre per gli altri sei masi vive con gli altri dei sull'Olimpo accanto alla madre Demetra

064 - re: è Hades-Plutone, marito di Proserpina

065 - membra: ricordiamo che agli DEI infernali le vittime sacrificate venivano bruciate per intero o intere venivano gettate nel mare, mentre agli DEI celesti venivano sacrificate solo le parti meno pregiate e le altre servivano per il banchetto, riservando le parti migliori ai capi

066 - cagne: la muta di cagne che segue sempre Ecate, anch'essa rappresentata spesso come cagna nera

067 - dea: Ecate

068 - vestibolo: zona antistante l'ingresso del Tartaro (o Orco o Erebo); in esso Virgilio colloca la personificazione dei mali dell'uomo

069 - Centauri: secondo una leggenda comune sono figli di Issione e di Nefele, una nuvola formata da Giove simile ad Era, per metà cavalli e per metà uomini

070 - Scille biformi: mostri marini, metà donne e metà pesci ad immagine di Scilla, figlia di Forco e di Crateis (secondo altri di Tifone e di Echidna); di lei si innamorò perdutamente il dio marino Glauco, che, non riuscendo a farsi riamare, pregò la maga Circe di preparare una pozione magica per piegare la fanciulla ai suoi voleri. Ma Circe preparò un veleno e lo getto nella fonte dove Scilla era solita fare il bagno: non appena la ninfa toccò le acque si mutò in un orribile mostro con sei teste dal lungo collo e tre file di denti per ciascuna delle sei bocche. Inorridita dalla vista delle proprie sembianze si gettò in mare rifugiandosi nelle cavità di uno scoglio vicino all'antro di Cariddi, dalle quali sporgeva le sei teste quando vedeva qualche nave passare afferrando colla bocca altrettanti marinai (Vedi Omero, Odissea, XII, 123 e segg.)

071 - Briàreo: figlio di Gea e di Urano, gigante come i fratelli Cotto e Gia, aveva cento braccia e cinquanta teste; avrebbe partecipato alla guerra dei Titani contro gli DEI e sarebbe stato schiacciato dal monte Etna lanciatogli contro da Poseidone; rappresenta insieme ai fratelli la potenza rovinosa dell'acqua

072 - Lerna: lago paludoso a 40 stadi a sud-ovest di Argo ( circa 7 Km e 400 metri - uno stadio misurava 185 metri) presso la spiaggia dell'Argolide; secondo la leggenda il luogo era dominato da un'idra uccisa da Ercole (cioè Ercole aveva regolato il corso delle acque evitando che producessero danni con la loro stagnazione). Nella palude le quarantanove Danaidi gettarono le teste dei loro cugini e mariti dopo averli trucidati durante la prima notte di nozze (una sola non uccise il marito

073 - Chimera: essere mostruoso, figlio di Tifone e di Echidna, con testa di leone, corpo di capra e coda di drago, ucciso da Bellerofonte

074 - Gorgoni: Steno, Euriale e Medusa, figlie di Forco, furono uccise da Perseo

075 - Arpie: uccelli col volto di donna viventi nelle isole Strofadi, comandate da Celeno (le altre sono Aello e Ocipete)

076 - fantasma: era Gerione, che nutriva le sue mandrie con carne umana e fu ucciso da Ercole

077 - Caronte: figlio dell'Erebo e della Notte, negli Inferi aveva il compito di traghettare le anime dei morti al di là dello Stige e del Flegetonte in cambio di un obolo; per questo si usava mettere in bocca ai defunti una moneta d'oro o d'argento. Le anime che non portavano l'obolo erano destinate a vagare per l'eternità al di qua dei due fiumi, a meno che non sfuggivano a Caronte entrando negli Inferi attraverso una porta secondaria. Nessun vivente poteva essere accolto nella barca di caronte se non portava un ramo d'oro destinato a Persefone

078 - Leucaspi: personaggio nominato solo in questo punto, annegato insieme ad Oronte

079 - Oronte: il capo di una delle navi della flotta Troiana affondata durante la tempesta scatenata da Eolo che spinse le navi troiane sul suolo libico vicino Cartagine

080 - Alcide: Ercole, nipote di Alceo, per due volte scese negli Inferi contro la volontà di Caronte e riuscì a liberare Teseo

081 - Teseo: insieme a Piritoo scese agli Inferi per rapire Proserpina, ma il tentativo fallì.

082 - Piritoo: re dei Lapiti, figlio di Giove e di Dia, moglie di Issione; partecipò alla spedizione degli Argonauti e alla caccia del cinghiale calidonio; sposò Ippodamia e al banchetto di nozze furono invitati tutti gli DEI, escluso Ares che si vendicò dell'affronto, attraverso Eurizione, uno dei Centauri, che, in preda ai fumi dell'alcool tentò di rapire Ippodamia, di cui si era invaghito; sul suo esempio ciascun Centauro rapì la donna che più gli piaceva. Ne nacque una guerra durante la quale i Lapiti sconfissero i Centauri uccidendone un gran numero

083 - custode del Tartaro: Cerbero; qui si allude alla XII fatica di Ercole

084 - Regina di Dite: Proserpina-Persefone, sposa di Plutone-Ade, che era stata da questi rapita alla madre Demetra in Sicilia

085 - Anfrisia: la Sibilla era profetessa di Apollo, che era stato custode dei buoi del re Admeto in Tessaglia, lungo le rive del fiume Anfriso

086 - portinaio: Cerbero, il cane a tre teste che era stato trascinato via legato da Ercole e riportato nel Tartaro

087 - zio paterno: Proserpina, figlia di Giove e Demetra, era stata rapita da Ade-(Plutone) che era fratello dello stesso Giove

088 - banchi...corsie: le anime erano già salite sulla nave e si erano accomodate sia sedute sui banchi che in piedi nelle corsie tra una fila e l'altra

089 - Cerbero: figlio di Echidna e di Tifone, mostro a tre teste, custode dell'ingresso dell'Inferno

090 - Fedra: figlia di Minosse e Pasifae (e sorella del Minotauro), fu sposa di Teseo e matrigna di Ippolito, di cui si innamorò; sconvolta dalla vergogna per la sua insana passione, Fedra si impicca, lasciando una lettera nella quale accusa il figliastro di aver tentato di sedurla. Teseo, allora, maledice il figlio e lo caccia dal suo regno. Ippolito si difende e giura su Zeus che mai ha toccato la sposa del padre. Scacciato Ippolito raggiunge sulle rive del mare i suoi servi e ordina di aggiogare al cocchio quattro cavalli, per allontanarsi per sempre dalla sua terra. Sale sul cocchio, sprona i cavalli e si allontana sulla strada che porta verso Argo ed Epidauro; ma quando giunge sulla spiaggia, appare un toro che spaventa le cavalle, trascinano il carro con forza lontano dal toro che sembra diventato onnipresente, verso le rocce contro le quali una ruota si infrange. Il cocchio si frantuma contro le rocce ed Ippolito batte la testa e le membra si dilaniano. Trasportato nella Reggia, verrà scoperto l'inganno, ma troppo tardi.

091 - Procri: figlia di Eretteo, re di Atene, e moglie di Cefalo; divenuta gelosa del marito, si nascose, per sorprenderlo, mentre questi era a caccia e fu da lui uccisa dopo che, inavvertitamente, aveva fatto un piccolo rumore ed era stata scambiata per un animale

092 - Erifile: sorella di Adrasto e moglie di Anfiarao; fu uccisa dal figlio Alcmeone poiché aveva rivelato a Polinice, per ottenere la collana di Armonia, dove stava nascosto il marito

093 - Evadne: figlia di Ares (o di Ifi) e di Tebea; fu corteggiata da Apollo, ma preferì sposare Capaneo che partecipò alla guerra dei Sette contro Tebe e nel combattimento appena appoggiò la scala alle mura nel tentativo di salirvi fu colpito al capo da un fulmine di Giove. I parenti dei guerrieri innalzarono un grande rogo funebre ed Evadne, saputa la sorte del marito, ottenne che il marito non fosse messo insieme agli altri secondo l'usanza che un guerriero ucciso da un fulmine doveva avere un rogo a parte e una tomba recintata: quando tutto fu pronto si gettò sul rogo e vi arse viva, desiderosa più di morire piuttosto che di vivere senza il marito

094 - Pasifae: vedi note 8-12-13 - Figlia di Elios e di Perseide, moglie di Minosse e madre di Deucalione, Arianna, Glauco; Poseidone le ispirò un insano amore per il toro che aveva regalato al marito Minosse.

095 - Laodamia: figlia di Acasto, moglie di Protesilao che fu il primo ad essere ucciso nella guerra di Troia: fu trafitto mentre stava mettendo piede a terra da Ettore; quando apprese la morte del marito pregò gli DEI che permettessero a Protesilao di tornare nel mondo per tre ore; la sua preghiera fu ascoltata e quando il marito morì per la seconda volta, si uccise

096 - Ceneo: Figlia di Elatos, re dei Lapiti; amata da Poseidone, chiese al dio di essere trasformata in maschio per partecipare alla guerra contro i Centauri e quando fu uccisa ridivenne donna

097 - rupe Marpesia: monte dell'isola di Paro, celebre per i suoi marmi

098 - Tideo: figlio di Eneo re di Calidone e di Peribea; fuggì dalla città dopo aver ucciso il fratello di suo padre (o secondo altri suo fratello Olenias) e si rifugiò presso Adrasto che gli diede in moglie Deipile con la quale generò Diomede che parteciperà alla guerra di Troia; sarà uno dei sette re che muoverà guerra contro Tebe

099 - Partenopeo: figlio di Ares (o Milanione o Meleagro) e di Atalanta, fu uno dei sette re che combattè contro Tebe e fu ucciso da da Asphodico (o Periclymeno o Amphidico); un mito più antico lo diceva figlio di Talaos e di Lisimache, quindi fratello di Adrasto; sposato con la ninfa Climene generò Promacos che fece guerra contro Tebe insieme agli Epigoni

100 - regione, che apparteneva in origine ai re Tarquini e consacrata a Marte dopo la loro cacciata; nel campo Marzio avveniva l'adunanza dei comizi centuriati, per cui i giorni del campo erano i giorni dell'elezione

101 - Adrasto: Figlio di Talao e di Lisimache, nipote della stirpe di Biante re di Argo; cacciato da Anfiarao, si rifugiò a Sicione presso l'avo Polibo. In seguito si riconciliò con Anfiarao, cui diede in moglie la sorella Erifile. Guidò la spedizione dei sette contro Tebe e fu l'unico a salvarsi: dieci anni dopo guidò una seconda spedizione, detta degli Epigoni, contro Tebe, distruggendo la città abbandonata dai suoi abitanti

102 - Glauco-Medonte-Tersiloco: personaggi citati da Virgilio, compagni di Ettore (Iliade, XVII,216); Tersiloco fu ucciso da Achille

103 - Antenorìdi: i tre figli di Antenore furono Pòlibo, Agènore e Acamante

104 - Polibete: sacerdote di Cerere

105 - Ideo: guerriero Troiano, auriga del re Priamo: accompagna il re presso la tenda di Achille per pregare l'eroe acheo a restituire il corpo di Ettore

106 - Deifobo: figlio di Priamo e di Ecuba, amico di Enea e di Paride, uno dei migliori eroi Troiani; accompagnò Elena vicino al cavallo di Troia e secondo una leggenda la sposò alla morte di Paride e si oppose sempre alla restituzione della donna ai Greci: per questo dopo Paride fu l'uomo più odiato dai Greci; la sua casa fu distrutta da Ulisse e Menelao e tradito da Elena fu vergognosamente mutilato da quest'ultimo

107 - Spartana: Elena, sposa di Menelao re di Sparta, rapita da Paride, che era andata sposa a Deifobo alla morte dello stesso Paride

108 - Pergamo: l'alta rocca di Troia, la parte più fortificata ed alta della città

109 - coro: è quello delle Baccanti; Elena inscena un coro di baccanti inneggianti per poter agitare sulle mura di Troia una grande fiaccola come segnale per i soldati achei

110 - talamo: letto nuziale

111 - Eolide: è Ulisse, chiamato così in modo dispregiativo perché, secondo una tradizione, era nato da Anticlea che era stata rapita da Sisifo, figlio di Eolo, e non da Laerte

112 - Dite: Plutone, il dio Signore dell'inferno

113 - Tisifone: una delle tre Furie-Erinni, vendicatrice degli omicidi (le altre due sono Aletto e Megera)

114 - Radamanto: figlio di Giove e di Europa (figlia di Fenice), fratello di Minosse re di Creta, dal quale fuggì per sottrarsi alla sua ira, rifugiandosi in Beozia, dove sposò Alcmene. Secondo Omero abita nei campi Elisi dopo la sua morte, dove Giove concede ad alcuni eroi e soprattutto a quelli appartenenti al suo sangue, di conservare il corpo anche dopo la morte

115 - flagello: strumento con cui si punivano nell'antica Roma gli schiavi e i malfattori, fatto di un manico e di corde con nodi spesso munite di punte metalliche

116 - Idra: terribile mostro provvisto di un numero variabile di teste (da nove a diecimila: cinquanta è quello più comune) nato da Tifeo e da Echidne e, secondo alcuni, allevato da Giunone; infestava il territorio di Lerna nelle vicinanze di Argo; contro di essa Ercole compì la sua seconda fatica imposta da Euristeo

117 - Olimpo: monte della Tessaglia, sede degli DEI

118 - Aloidi: Oto ed Efialte, figli di Ifimedia e di Aloeo che si credeva fosse stato generato da Poseidone

119 - Salmoneo: figlio di Eolo, re dell'Elide, fondatore di Salmonia; poiché aveva imitato i fulmini di Giove fu scaraventato nell'inferno

120 - Tizio: gigante figlio di Gea, condannato al Tartaro per aver insidiato Latona: un avvoltoio gli rode il fegato che continuamente ricresce

121 - iugero: misura romana: 2520,6 mq (in totale il corpo di Tizio si stendeva per circa 17500 mq)

122 - Lapiti: popolo della Tracia

123 - Issione: figlio di Flegia (o di Ares), re dei Lapiti, padre di Pirìtoo; fece, dopo averlo fatto venire presso di sé, scaraventare in un fosso pieno di fuoco Deioneo che gli aveva chiesto i doni rituali che gli spettavano per avergli dato in moglie la figlia Dia; nessuno ebbe il coraggio di fargli pagare tale delitto. Issione si pentì del delitto commesso e Zeus per dimostrargli il perdono degli DEI, lo fece partecipe dell'immortalità e li invitò alla sua mensa. Issione, insuperbito, non si accontentò della bontà degli DEI, ma tentò di violentare la stessa Giunone. Zeus formò allora una nuvola colle sembianze di Giunone ed Issione si giacque con lei credendo di aver conquistato la dea; mentre l'abbracciava Zeus lo privò di quella illusione e lo fece incatenare da Efesto e da Hermes ad una ruota (di fuoco secondo alcuni) sempre in movimento, su cui erano attorti numerosi serpenti. Dall'unione tra Issione e la nuvola (Nefele) nacquero i Centauri.

124 - Piritoo: figlio di Zeus e di Dia, moglie di Issione, tentò il rapimento di Proserpina dall'Inferno insieme a Teseo (v. Nota 38-81-82)

125 - Furie: la più vecchia è Tisifone

126 - Teseo: incatenato ad una enorme rupe; è il più grande eroe della storia Greca: figlio di Poseidone e di Etra, moglie del re ateniese Egeo; fu allevato dal nonno materno Pitteo, saggio re di Trezene ed educato dal centauro Chirone; raggiunta la giovinezza si recò ad Atene dal padre Egeo. Fu l'eroe che liberò gli Ateniesi dal Minotauro, uccidendolo nel Labirinto con l'aiuto di Arianna e il consiglio di Dedalo

127 - Flegias: figlio di Ares e di Crise, e successore di Eteocle, mitico capostipite dei Minii; morì senza aver discendenti nella signoria del territorio di Orcomeno che dal suo nome sembra si chiamasse Flegiantide. Fu padre di Issìone e di Coronide, che generò Asclepiade dopo essere stata sedotta da Apollo: mentre portava in grembo il figlio di Apollo, si sposò con Ischi e il dio per punirla uccise lei e il marito; mentre stava per morire rivelò di essere incinta: Apollo allora, sconvolto per quanto aveva commesso, trasse dal grembo della madre morta il figlioletto non ancora nato e lo affidò alle cure del centauro Chirone. Incendiò il tempio di Apollo per vendicare la figlia Coronide, ma fu colpito da una saetta del dio e condannato nel Tartaro a una pena.

128 - imeneo: canto nuziale e per conseguenza matrimonio, accoppiamento, dal dio Imeneo, figlio di Dioniso e di Afrodite; secondo il mito era un bellissimo giovane ateniese che, avendo liberato alcune fanciulle rapite dai corsari durante una festa in onore di Demetra, ottenne in premio di poter sposare una ragazza di condizione sociale molto diversa dalla sua ma che egli amava moltissimo. L'unione con la sua sposa fu tanto felice, che il giovane, da allora in poi, venne invocato dagli ateniesi nel giorno delle loro nozze.Imeneo veniva rappresentato con una veste bianca e in mano una fiaccola

129 - ferrea: nel senso di instancabile

130 - Ciclopi: popolo mitico con un solo occhio in mezzo alla fronte, abitante la parte orientale della Sicilia, alle falde dell'Etna: il più celebre fu Polifemo

131 - lustrale: purificatrice; ricordiamo che lustrale in particolare è l'acqua corrente

132 - Tracio: della Tracia, è Orfeo, vedi nota 36

133 - plettro: arnese di metallo, legno o avorio che serviva ai suonatori per suonare strumenti a corda come la lira o la cetra

134 - Ilo: figlio di Troo e di Calliroe (figlia del fiume Scamandro che scorreva alla falde della collina di Troia) era fratello di Ganimede (rapito da Giove che volle farne il coppiere degli dèi) e di Assaraco, padre di Laomèdonte.

135 - Assaraco: fratello di Ilo

136 - Dardano: Dardano, figlio di Giove e di Elettra (moglie di Còrito), col fratello Iasio, lasciata Còrito, città dell’Etruria, sua patria, vicino al lago di Trasimeno, oggi Cortona, si recò in Samotracia. Di qui, essendo stato colpito il fratello dal fulmine di Giove, passò in frigia, dove prese in moglie una figlia di Teucro e diede origine alla nazione Troiana; da lui i Troiani furono chiamati Dardani

137 - peana: canto di vittoria, in particolare è un canto in onore di Apollo

138 - Eridano: nome mitico e poetico del fiume Po

139 - Museo: poeta greco, discepolo di Orfeo

140 - Libia: in effetti il timore veniva da Didone, che col suo amore avrebbe potuto costringere Enea a rimanere in Libia abbandonando il fine di raggiungere l'Italia

141 - Lete: fiume dell'oblio, le cui acque, che le anime sono obbligate a bere, avevano il potere di far dimenticare l'esistenza terrena: scorre nei campi Elisi

142 - astro Titanio: il Sole, figlio del Titano Iperione e di Theia, fratello di Selene e di Eos, si credeva che conoscesse i segreti degli uomini, perché penetra coi suoi raggi per ogni dove

143 - semi: ogni essere vivente è un seme, cioè una particella staccata dall'essere universale

144 - spiegherò: nel senso di svelare il futuro ed esporlo al figlio rendendolo chiaro e comprensibile

145 - quel giovane: si tratta di Silvio, nato da Enea e da Lavinia, figlia di Lavinio re dei Latini (secondo altri figlio di Ascanio e di una moglie italica)

146 - semplice asta: asta di legno con la punta che non è in ferro

147 - Proca: dodicesimo dei re di Alba Longa, a partire da Ascanio, padre di Amulio e Numitore che a sua volta è padre di rea Silvia che partorirà Romolo e Remo al dio Marte

148 - Capi: sesto dei quattordici re di Alba Longa

149 - Numitore: tredicesimo dei re di Alba, scacciato e ucciso insieme alla sua discendenza maschile da Amulio

150 - Enea Silvio: figlio minore di Enea; successe al fratello Ascanio e fu il progenitore della stirpe reale di Alba, da cui provennero Romolo e Remo che 300 anni dopo fonderanno Roma

151 - quercia civile: la corona di quercia era data ai fondatori di città

152 - Nomento: ora Mentana, città a circa 20 KM a nord-est di Roma; la via che la congiunge a Roma si chiama via Nomentana e la porta nelle mura romane si chiamava Nomentana

153 - Gabii: città del Lazio fra Roma e Preneste, sul lago Gabino

154 - Fidene: città posta sopra la collina Giubileo a nord-est di Roma fra il Tevere e l'Aniene. Apparteneva in origine al territorio dei Sabini, ma si alleò sempre con Veio e gli Etruschi per cui i Romani entrarono con essa spesso in conflitto fino a distruggerla nel 437 a.C.

155 - rocche Collatine: Collazia, a circa 8 km a oriente di Roma sul fiume Aniene

156 - Pomezia: città volsca nel Lazio conquistata dai Romani sotto Tarquinio il Superbo

157 - Fortezza di Inuo: forte città dei Rutuli, tra Ardea e Anzio, sul mare, sacra al dio Inuo, antica divinità italica

158 - Bola: antichissima città degli Equi, distrutta già ai tempi di Plinio in località vicino a Lugnano o Zagarolo

159 - Cora: antica città del Lazio nel territorio dei Volsci, oggi Cori

160 - Romolo: nascerà insieme al gemello Remo dall'unione tra il dio Marte e la Vestale Rea Silvia, figlia di Numitore re di Alba Longa. Fondatore di Roma. Verso il trentasettesimo anno di vita secondo la leggenda scomparve in un turbine (o fu ucciso da rivali insofferenti del suo dispotismo)

161 - madre Troiana: Rea Silvia, o Ilia, figlia di Numitore re di Alba, vergine Vestale che Marte rese madre di romolo e Remo. Secondo la leggenda fu costretta dallo zio Amulio a farsi Vestale per estinguere la discendenza del fratelli al quale aveva usurpato il trono. Quando fu manifesto che era incinta, fu imprigionata da Amulio e messa a morte dopo il parto (secondo altri morì di stenti in prigione) e il suo corpo fu gettato nell'Aniene (o nel Tevere). Secondo una leggenda fu chiamata Ilia, in quanto figlia di Enea.

162 - Berecinzia: la dea Cibele, così chiamata dal monte Berecinzio che si trova nella Frigia

163 - Cesare: Caio Giulio Cesare, nato nel 100 a. C. da Cesare, che morì nell'84, e da Aurelia.

164 - Divo: Ottaviano era nipote di G. Cesare, che era stato divinizzato dopo la sua morte

165 - Saturno: secondo la leggenda fu scacciato da Giove e trovò rifugio nel Lazio

166 - Garàmanti: abitatori delle oasi della Libia

167 - Indi: genericamente i popoli dell'Asia, al di là della Persia e dell'Asia Minore

168 - Atlante: figlio del Titano Giapeto e di Climene (o di Asia), fratello di Prometeo, Epimeteo e Menezio; qui rappresenta il mondo occidentale dell'Africa settentrionale

169 - Caspio: mare al di là dell'Ellesponto, sulle cui rive si affacciavano conosciuti regni stanziati nell'Asia Minore, l'attuale Turchia

170 - terra Meotica: è la regione della Scizia, che si stendeva vicino al mar d'Azof, chiamato palude meotica

171 - cerva: viveva nelle foreste dell'Acaia, una regione greca, ed Ercole la inseguì fin nel mitico paese degli Iperborei (Ercole, quarta fatica)

172 - Erimanto: monte del Peloponneso dove si nascondeva un feroce cinghiale (Ercole, terza fatica)

173 - Idra di Lerna: Lerna era una palude dell'Argolide dove si trovava un'Idra che Ercole uccise (seconda fatica)

174 - Libero: nome romano di Bacco, portatore di Civiltà

175 - Niso: monte dell'India, dove Bacco fu allevato

176 - re romano: Numa Pompilio, regnò dal 715 al 672, successe a Romolo: celebre per pietà, giustizia e saggezza, proveniente dalla città sabina di Curi

177 - Curi: antichissima capitale dei Sabini, patria di Tito Tazio e di Numa Pompilio, dalla quale forse i Romani presero il nome di Quiriti; oggi è Arci

178 - Tullo Ostilio: terzo re di Roma, regno dal 672 al 640 e fu un re guerriero; combattè prima contro Alba Longa: dopo la morte del re albano Cluilio il successore Mettio Fuffezio gli propose il noto duello tra gli Orazi romani e i Curiazi albani. Nella guerra contro Fidene gli Albani tentarono di tradire Roma, allora dopo la vittoria Tullo uccise Fuffezio e fece trasportare gli abitanti sul monte Celio distruggendo la città. Notevole fu anche la guerra vittoriosa contro i Sabini; si preoccupò solo di guerre e conquiste

179 - Anco: quarto re di Roma, forse nipote di Numa per parte di madre, regnò dal 640 al 616 e rivolse le sue cure a restaurare la religione, promuovere l'agricoltura e sviluppare il commercio

180 - Tarquinio Prisco, quinto re di Roma, e Tarquinio il Superbo, settimo e ultimo re, che verrà scacciato dai Romani per la sua violenza e per vendicare l'ultima offesa fatta contro Lucrezia moglie di Tarquinio Collatino

181 - Bruto: vendicatore dell'onore di Lucrezia insieme a Tarquinio Collatino; entrambi verranno eletti primi consoli della neonata Repubblica nel 509

182 - fasci: verghe d'olmo o di betulla legate con una correggia rossa, dalle quali usciva una scure, simbolo del potere supremo del re e successivamente dei consoli romani; dopo la cacciata dei re furono assegnati ai consoli 12 littori, portante ciascuno un fascio (24 erano assegnati ai dittatori, 6 ai pretori fuori di Roma e ai propretori, 5 ai legati imperiali)

183 - supplizio: in una congiura alla quale parteciparono molti nobili nel tentativo di restaurare la monarchia, Bruto come console fece processare e condannare a morte i congiurati, fra i quali il figlio

184 - Decii: i più importanti furono tre: Decio Mure che nel 340 che nella guerra contro i Latini sacrificò la vita per la vittoria romana, il figlio di questi che morì contro i Sanniti nella battaglia di Sentino dando nuova fiducia alle armi romane; il terzo morì nel 279 nella guerra contro Pirro

185 - Drusi: allude soprattutto a Marco Livio Druso Salinatore che nel 207 vinse la battaglia del Metauro contro l'esercito di Asdrubale fratello di Annibale insieme a Tiberio Claudio Nerone; l'uso del plurale è forse da mettere in relazione col fatto che Livia, la moglie di Ottaviano Augusto, è una discendente di questa famiglia e moglie in prime nozze di un discendente di Tiberio Claudio Nerone vincitore del Metauro al quale aveva generato il futuro imperatore Tiberio e il nobile Druso

186 - Torquato: Tito Manlio Torquato, console nel 340, fece giustiziare, come Bruto, il figlio, per aver sfidato e ucciso un nemico disubbidendo ai suoi ordini

187 - scure: con la quale fu giustiziato il figlio di Tito Manlio Torquato

188 - suocero: Giulio Cesare

189 - rocca di Monaco: promontorio del mar ligure, attuale Monaco

190 - genero: Pompeo

191 - Eoi: Pompeo arruolò un esercito tra i popoli orientali: lo scontro finale tra Pompeo e Cesare avvenne a Farsalo, nei Balcani

192 - tu: Anchise si riferisce al figlio Enea

193 - Corinto: rasa al suolo nel 146 da Lucio Mummio soggiogando l'intera Grecia

194 - quello: si riferisce a L. Emilio Paolo che sconfisse Perseo nel 168 a Pidna

195 - Eacide: della razza di Eaco, discendente di Achille è Pirro che muovendo contro Roma aveva sottolineato la sua origine troiana, quasi a significare che egli era il nuovo Pirro Neottolemo destinato ad espugnare Roma, la nuova Troia; altri critici individuano nell'Eacide Perseo, re di Macedonia, figlio di Filippo V, nipote di Ftia che a sua volta era nipote di Pirro

196 - profanati templi di Minerva: Ulisse e Diomede profanarono il tempio di Minerva trafugando il Palladio; Aiace d'Oileo offendendo Cassandra

197 - Catone: il Censore, pronipote di Catone il Vecchio, uno dei più nobili ed integri personaggi della Repubblica Romana, nato nel 97 a.C., eletto tribuno nel 62 cooperò alla condanna dei complici di Catilina; tentò invano che Crasso e Pompeo fossero eletti consoli; fu eletto pretore nel 54, combattendo con zelo la corruzione e l'illegalità dominanti. famoso per la sua avversione a Cartagine; si suicidò nel 46 a.C.

198 - Cosso: Cornelio Cosso, che nel 428 a.C. avrebbe ucciso in duello Volumnio, re dei Veienti

199 - Gracco: Tiberio Sempronio Gracco e il fratello Gaio Gracco, figli di Cornelia moglie di Scipione. Tiberio Gracco, tribuno della plebe nel 133, si presentò come un riformatore a favore della plebe: propose una distribuzione di terre, una legge secondo la quale le terre che non erano state adeguatamente sfruttate e coltivate dovevano ritornare allo stato senza il pagamento di nessuna imposta; dopo profondi contrasti la legge passò; venne ucciso sul Campidoglio l'anno dopo. Gaio Gracco, eletto tribuno nel 123 riprese i disegni del fratello e presentò alcune proposte facendosi molti nemici e i contrasti scoppiarono furibondi, tanto che il Senato e l'ordine equestre si raccolsero armati nel Foro e il Console occupò il Campidoglio mentre Gracco e i suoi sostenitori si rifugiarono sull'Aventino mentre fallirono tutti i tentativi di trovare un accordo. Gracco si rifugiò poi nel bosco di Furina sulla riva destra del Tevere dove venne trovato cadavere insieme al suo schiavo, che senza dubbio uccise il suo padrone prima di darsi la morte.

200 - Scipioni: l'Africano Maggiore che vinse la battaglia di Zama nel 202 contro i Cartaginesi di Annibale e Scipione il Minore che distrusse Cartagine nel 146

201 - Fabrizio: Caio Fabrizio Luscino che assoggettò i Lucani, i Tarantini, i Sanniti e i Bruzii

202 - Serrano: soprannome di M. Attilio Regolo, il celeberrimo console che nel 256 a.C. si riconsegnò prigioniero ai Cartaginesi, tornando da Roma dopo aver dissuaso il Senato dall'accettare le condizioni di pace dei Cartaginesi di cui era latore; fu eletto console nel 257 durante la seconda guerra punica e la notizia della sua elezione gli venne portata mentre stava arando e seminando.

203 - Fabii: si riferisce principalmente a Quinto Fabio Massimo il temporeggiatore, vincitore di Annibale nella seconda guerra punica e forse allude alla strage di Cremera del 477 a.C. nella quale i Fabii si sacrificarono tutti nella guerra contro i Veienti, salvo uno che assicurò la continuazione della gens

204 - Marcello: M. Claudio Marcello che nel 222 sconfisse a Casteggio i Galli Insubri uccidendo il loro capo Viridomaro e assicurando a Roma l'obbedienza della Gallia cisalpina; sgominò anche i Cartaginesi nella seconda guerra punica espugnando Siracusa nel 212 e cadendo in combattimento contro la cavalleria cartaginese nel 208 durante il suo quinto consolato. - Dal v. 854 Virgilio comincia l'elogio di Marcello, considerato successore di Ottaviano Augusto e che morirà in giovane età, discendente del Marcello vissuto 200 anni prima

205 - cavaliere: la cavalleria, che aveva determinato la disastrosa sconfitta di Canne contro Annibale nel216, concorse a risollevare le armi romane già a partire dalla battaglia di Nola del 208; lo stesso C. Marcello morirà in uno scontro equestre

206 - terzo: Claudio Marcello è il terzo dopo Romolo e Cossa

207 - Quirino: divinità che i Romani considerarono una cosa stessa con Romolo figlio di Marte e assunto nel novero degli dèi

208 - campo: le esequie di Marcello, morto all'età di 19 anni nel 23 a.C. avvennero nel campo Marzio; il campo era una spianata nella città di Roma, destionata a pubbliche adunanze; ne esistevano otto (secondo altri 17); il più celebre era il Campus Martius, chiamato anche semplicemente Campus, pianura erbosa lungo il Tevere

209 - Tevere: Marcello fu sepolto nel Mausoleo di Augusto, che sorgeva sulle rive del Tevere, eretto nel 28 a.C.

210 - Sonno: figlio della Notte, gemello della morte, portatore di dolce riposo e quindi di momentaneo oblio delle sofferenze della vita; manifesta il suo potere sugli uomini e sugli stessi dèi; l'idea delle due porte è già presente in Omero (Odissea)

211 - porta fatta di corno: la porta delle vere ombre dei morti

212 - passaggio: le ombre dei trapassati attraverso questa porta arrecano ai propri cari sogni veritieri dopo la mezzanotte

213 - porta d'avorio: poiché Enea è ancora un vivente non può uscire dalla porta di corno perché non deve arrecare nessun sogno o visione che annuncia il futuro ai mortali

Edizione telematica e revisione a cura di: Giuseppe Bonghi, 1997
Edizione HTML e impaginazione a cura di: Giuseppe Bonghi, Giugno 1997

Tutti i diritti d'autore per la traduzione sono riservati.


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Ultimo aggiornamento: 09 agosto 2002