Dante Alighieri

Detto d'amore

Edizione elettronica di riferimento

italica.rai.it

Riassunto

Per obbedire a un ordine di Amore, il poeta compone un "detto" nel quale racconta come egli ha ben servito il suo signore. Dopo aver lodato il figlio di Venere, che per sua cortesia esaudisce chi lo prega, il poeta lo ringrazia per avergli concesso di amare una donna "sì guernita bene" (v. 36) che non ha pari. Pur consapevole del suo scarso valore, il poeta spera di ottenere le grazie dell’amata in virtù del fatto che Amore apprezza e ricompensa adeguatamente chi gli si mostra umile e devoto. Malgrado l’opposizione della Ragione, che considera infamante la signoria di Amore e folle chi vi si assoggetta (perché "è troppo corta e breve / la gioia, e la noia lunga", vv. 14-15), il poeta non solo non recede dal suo proposito, ma esalta Amore come principio di ogni "buona vertute" (v. 151). Passate poi in rassegna le bellezze e le qualità di madonna, l’amante dichiara di non aver alcuna intenzione di "far giammai cambio / di lei" (vv. 247-8), confidando di riuscire a giungere presto o tardi al compimento del suo amore. Successivamente, si racconta come, per realizzare il suo scopo in tempi più rapidi, il poeta avesse tentato, in passato, di percorrere un’altra via, il cui accesso però gli era stato precluso dalla custode, Ricchezza. Questa, nondimeno, si era dichiarata disposta a lasciarlo passare a patto che le recasse oro e argento: in quel caso egli sarebbe stato ospite di Folle Larghezza (che aveva come ancella Povertà, figlia di Cuor Fallito). Dopo una lacuna del testo, il componimento riprende ricordando che Amore non accetta doni, ma pretende la dedizione completa del suo fedele; dopodiché vengono elencate le qualità necessarie al perfetto amante: essere immune da orgoglio, essere "cortese e franco e pro’" (v. 403) , saper cavalcare con grazia, avere un riparo per la notte, saper cantare, torneare con la lancia, vestire "belle robe.../ fresche e novelle" (vv. 427-9), calzare sempre "nove scarpette e calze" (v. 437), non essere maldicente, servire e onorare le donne, essere generoso d’averi, ma non di sentimenti e, infine, avere "un amico fino / ... / che metta cuor e membri" (vv. 460-2) a sua disposizione in caso di necessità.

Indice Biblioteca Progetto Dante

© 1996 - Tutti i diritti sono riservati

Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 04 ottobre 2007