Antonio Beccari

 

Capitolo “in laude di nostra Donna”.

[Dal cod. Moücke 6, cc. 48 v—51 v] [1]

 

 

Edizione di riferimento

Il “Pianto della B. Vergine” giusta la lezione di due codici lucchesi, in Zeitschrift für romanische Philologie, XVIII 319-380, a cura di Vittorio Finzi, Herausgegeben von dr. Gustav Gröber, Halle, Max Niemeyer 1894

 

 

 

 

 

Nelle tue braccia, o Vergine Maria,

Con tutto il core e la mente m' annodo,

Aldi et exaldi, dolçe madre mia.

S' el tuo figliolo ad me non mostra il modo,

Poter non sento in me, nè tal uirtute                                   5

A darti et restituirti degno lodo.

Misericordia di mia senectute

Domando, chiamo et tutto mi dispono

Ad te principio di nostra salute.

Non esser tardi a farmi tal perdono,                                            10

Et poi dignare me, Vergine grata,

Laldare te di tanta grazia et dono.

Pensando a quella grazia che m' hai data

A farmi dir del tuo pianto e lamento,

La mente mia non dee essere ingrata.                                 15

Ma ben' che non sia detto del tormento

El minimo dolor' per alcun' uerso,

Degno di darti lode io mi sento.

Tu redemisti tutto l'uniuerso,

Tu trasmutasti il corso di natura,                                         20

Tu soccorresti il mondo ch' era perso.

Tu rinouasti l'human creatura,

Mostrando nato il suo signore in terra

Di te, uergine dolçe, in carne pura.

Tu fosti pace oue era tanta guerra,                                               25

Tu uena di speranza e di mercede,

Tu caldo di ciascun' fedel che erra.

Tu fondamento della nostra fede,

Tu graziosa assai più ch' io non dico,

Fonte da cui ogni grazia procede.                                       30

Tu sempre contro al nostro gran nemico,

Tu uerso lui uelenosa ferita,

Tu caldo contro ad quel serpente antico.

Tu porta nostra di salute et uita,

Tu schola di uirtù, et di costume,                                         35

Tu uera forma et giusta calamita.

Tu chiara stella in perfecto lume,

Tu uia del paradiso, tu la chiaue,

Tu porto del pericoloso fiume.

Tu graziosa, benigna et soaue,                                                     40

Tu medicina et singolar' rimedio,

Tu contra ogni fortuna nostra naue.

Tu fosti infra Dio et l'huomo medio,

Tu sommo bene di chi ad te si rende,

Tu sempre pugni contro al nostro assedio.                          45

Tu scala, per cui al ciel' sempre s' ascende,

Tu uaso, tempio, et sacro tabernacolo,

Tu specchio in cui ogni uirtù risplende.

Tu uero tempio in dritto signacolo,

Tu saluatrice della humanitate,                                            50

Tu del figliol di Dio uero abitacolo.

Tu norma di giustitia et castitate,

Tu sei tutto l'esempio d' ogni bene,

Tu forma d' innocenza et puritate.

Tu leuiamento delle nostre pene,                                                 55

Tu aduocata nostra innanzi ad Dio,

Tu forte lido ch' el pelago tiene.

Tu sei Regina del peccator rio,

Tu la gloria degli angioli superni,

Tu grazia di ciascun' ch' è giusto e pio.                                60

Tu sempre al nostro bene il meglio scerni,

Tu nostra uita, conforto, et fortezza,

Tu di salute al porto ci gouerni.

Tn fosti madre, e sei somma allegrezza,

In cielo, in terra, si che da te tole                                           65

La luna, el sole e le stelle chiarezza.

Ad quel che del peccato suo si dole

Tu apri il seno di misericordia,

Di che ciascun' ne piglia quanto uole.

Per la tua humiltà fu la concordia                                                70

Infra la Creature el' Creatore

Doue era prima cotanta discordia.

Per te auemmo quel diuino amore,

Per te si ascende il glorioso hospizio,

Per te si fugge lo eterno dolore.                                             75

Pensando d dunque ad tanto benefizio,

Pensando tu ad noi tal grazia dare,

Pensando te, di uirtù nostra inizio,

Chi ti può mai degnamente laudare,

Chi ti può mai ritribuir' di tanto,                                           80

Chi ti può mai di ciò ringraziare.

Onde ti prego, tabernacol' santo,

Che le mie lodi fragili et indegne

Togli tu sotto il tuo pietoso ammanto.

Che el tuo figliol' uer' me non si disdegne                                    85

Contro le mie soperchie offensione,

Et per le uoglie di peccato pregne.

Ricorda a lui cotanta passione,

Quanta sostenne sopra ad sua persona,

Per ritrouar la nostra saluatione.                                           90

Dammi la grazia tua che mi dispona

La mente, el cuore et tutti gli atti miei,

Si ch' io acquisti la nera corona.

Uirgo, o sposa, miserere mei,

O gloriosa regina di gloria,                                                    95

O alma redemptoris mater dei.

O dolçe madre, da' sempre uittoria

Contro al nemico dell' humanitate

Qualun' che del tuo nome fa memoria.

In te misericordia, in te pietate,                                                     100

In te, Madonna, sempre si rinoua

Amor', dilectione, et charitate.

In te speranza et conforto si troua,

In te grazia, mercede, in te, Regina,

Ognuno in te par sempre mai che pioua.                             105

Onde io ti prego, madre, uer me inchina

Gli occhi pietosi, sì che conoscenza

Abbia e disponga la mente tapina

In far ciò che sia lalde et riuerenza

Del tuo dolce figliolo, e fa sì ch' io                                         110

Sempre mi troui a far' tal' obedienza.

Fà, dolce madre mia, che al fine mio

Tu mi difenda dagli spirti rei

Et l'alma mia renda al' alto Dio.

Fà, dolce mia speranza che tu sei,                                                 115

Ch' io sia di quegli che saran chiamati:

Venite benedicti Patris mei.

Et io sempre contrito de peccati,

Si ch' io mi troui co' santi beati.                                              119

 

 

 

 

NB. Lo stesso cod. Moücke contiene le seguenti rime di Maestro Antonio da Ferrara, delle quali darò le didascalie e gli incipit.

 

α) [c. 38r–40v] Capitolo di Maestro Antonio da Ferrara, nel quale si dimostra come si maledisse in ciò che a lui interuenne dal nascimento insino alla fine: e ciò fece per lo smisurato amore, che nella sua giovine età puose in una donna, e in esso finì la sua vita, non avendo avuto mai da lei alcuno suo attento. — Tratto da un cod. scritto nel 1400 = del [lacuna] Com. Diuiso sia per l'uniuerso pace.

β) [c. 41r–45v] [Cod. Vatic. 3212 pag. 165] Canzon morale di M. Antonio da Ferrara doue dice della fallacia del mondo. Corn. Con più mi specchio in lo 'ntellecto, et guardo.

γ) [c. 46r–481] [Cod. Vat. 3213 pag. 390.] Canzone di Antonio da Ferrara. Com. Le stelle uniuersali e i ciel' rotanti.

δ) [c. 52r—54v] [Cod. Vat. 3213 pag. 394.] Canzone ad Messer Galeazzo di Messer Malatesta Malatesti d'Arimini, et Messer Francesco degli Ordelaffi da Forlì, li quali s'erano disfidati insieme ad combattere ad Corpo ad Corpo. Com. Prima ch' el ferro arrossi e' bianchi peli.

ε) [c. 55r] [cod. vat. 3213 p. 399.] Sonetto di d.° Messer Antonio. Com. Cesare poi che riceue il presente.

ζ) [c. 55v–58v] [cod. vat. 3213, p. 400] Ternali di Messer Antonio d.o contro al'Amore. Com. Diuiso sia per l'uniuerso pace.

η) [c. 58v–59r] [cod. vat. 3213, p. 405] Sonetto di Messer Antonio detto ad Messer Francesco Petrarca. Com. Un' angelica forma et l'opre sante.

 

Note

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[1] Il cod. Moücke contiene altre rime del Beccari, trascritte dallo stesso Moücke da vari codici. Ne darò l'indice dopo il testo del Capitolo. Non sarà inopportuno l'avvertire che il ms. Moücke è ora segnato nel catalogo della biblioteca di Lucca col n2.1491.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 09 agosto 2004