Antonio Tebaldeo

[n. 1456 - † 1537]

Dela Gloria Vergine Maria

Cōposta p Misser Antonio Thibaldeo.

Capitulo

  

edizione di riferimento

[Capitulo Dela Gloria Vergine Maria Cōposta p Misser Antonio Thibaldeo”. Dall',,Opera Noua del Magnifico Caualiero Miser Antonio Phileremo Fregoso", Venetia, per Zeorgio de Rusconi, 1513, c. 26r–28r].

Il “Pianto della B. Vergine” giusta la lezione di due codici lucchesi, in Zeitschrift für romanische Philologie, XVIII 319-380, a cura di Vittorio Finzi, Herausgegeben von dr. Gustav Gröber, Halle, Max Niemeyer 1894

 

 

 

Ne toe brazze, o Vergine Maria,

Mi getto: con el cor d·ogni error uodo

Audi & exaudi o dolce Madre pia.

Se il tuo soccorso non mi mostra il modo,

Potere in me non sento: ne uirtute                                      5

A referir ne darti uero lodo.

Misericordia de le offese tutte

Dimando e chiamo: e tutto me dispono

A te principio di nostra salute.

Non esser tarda di farmi perdono:                                             10

E poi dignar me Virgo sacrata

Laudar te: di tanta grazia dono:

Pensando quella gratia che m' hai fata

A farmi dir el tuo pianto e lamento:

La mente mia non die essere ingrata.                                 15

E bench el non sia dicto del tormento

Lo minimo dolor per alchun uerso

Degno de darti lodo non mi sento.

Tu redemisti tutto l'uniuerso;

Tu transmutasti il corso di natura:                                      20

Tu soccorristi al mondo ch era perso.

Tu redemisti la humana figura:

Mostrando nato il tuo Signore in terra

De ti, Vergine dolçe, in carne pura.

Tu festi pace doue era tal guerra:                                               25

Tu uena di speranza e di mercede,

Tu guida di ciaschun(o) fidel che erra.

Tu fondamento de la nostra fede,

Tu gloriosa assai più ch io non dico:

Tu fonte da cui ogni gratia procede,                                   30

Tu scudo sei contra el nostro inimico:

Tu uenenosa e acuta sagita:

Tu gladio contra quel serpente antico.

Tu porta nostra di salute e uita:

Tu schola de uirtute e di costume:                                      35

Tu ferma: e uera: e iusta calamita.

Tu chiara stella: tu perfecto lume:

Tu uia del paradiso: e tu la chiaue:

Tu ponte sei del periglioso fiume.

Tu gratiosa, benigna e suaue,                                                     40

Tu medicina e singular rimedio,

Tu contra ogni fortuna nostra naue.

Tu fusti infra lo Dio e l homo medio:

Tu summo ben di quei che a ti se rende,

Tu sempre pugni contra il nostro asedio.                           45

Tu schala sei per cui al ciel se ascende:

Tu uaso: e tempio: e santo tabernaculo:

Tu speculum done ogni uirtù splende.

Tu uera meta: tu drito signaculo:

Tu saluatrice de la humanitate:                                           50

Tu del figliol de Dio nero habitaculo.

Tu norma de iusticia: e caritate:

Tu titolo: & exemplo d ogni bene:

Tu forma de innocentia e puritate.

Tu aleuiamento de le nostre pene:                                              55

Tu aduocata nostra inanti a Dio:

Tu forte lito ch el pelago tene.

Tu uenia sei del peccatore e rio,

Tu gloria de li angioli superni,

Tu gratia de ciaschuno iusto e pio.                                     60

Tu sempre il nostro bene e meglio cerni,

Tu nostra uita, conforto e baldeza,

Tu al porto di salute ognun gouerni.

Tu fusti, o madre, e sei soma allegreza

In c[i]elo, in terra, si che da ti tole                                       65

Lo sol, la luna e le stele chiareza,

A quei che del peccato suo si dole

Tu apri el sino de misericordia:

Si che ciascun ne piglia quanto uole

Per la tua humiltate: tu concordia                                              70

Infra la creatura el creatore

Doue era prima cotanta discordia.

Per ti noi fummo nel diuino amore,

Per ti se ascende al glorioso hospitio,

Per ti si fuge lo eterno dolore.                                              75

Pensando adunque tanto benefitio,

Pensando a noi per ti tal gratia dare,

Pensando ti d ogni ben nostro initio,

Chi ti po mai degnamente laudare,

Chi ti po mai retribuir di tanto,                                           8o

Chi ti po mai di ciò ringratiare.

Ma io ti prego, o tabernacul santo,

Che le mie laude fragile e indegne

Tu togli sotto il tuo pretioso manto.

E fa ch el tuo figliol non si disdegne                                           85

Contra le mie soperchie offensione:

per le uoglie del peccato pregne.

Ricorda a lui cotanta passione,

Quanta sostene ne la sua persona

Per ritrouar la mia saluatione.                                            90

Dammi la gratia tua che mi dispona

La mente, il core e tutti gli acti mei,

Si ch' io conquisti la uera corona.

O uirgo sposa a iesu nazarei:

O gloriosa regina di gloria,                                                 95

O alma redemptoris mater dei.

O dolce madre, fa sentir uictoria

Contra il nimico de la humanitate

A chi de lo tuo nome fa memoria.

In te misericordia: in te pietate:                                                  100

In te madona sempre si rinoua

Amor, dilectione e caritate.

In te speranza e conforto si troua:

In te gratia e mercede: in te, regina,

Ogni dilecto sempre par che pioua.                                    105

Onde io ti prego, madre, uer me inclina

Gli occhi pietosi: si che cognoscenza

Habia: e dispona la mente topina

In far ciò che sia laude e reuerenza

Del tuo dolce figliol e ti: si ch io                                           110

Sempre mi troui a far uostra obidienza.

Fa, dolce madre mia, che al fine mio

Tu me diffenda dali spirti rei

E l anima mia renda al padre dio.

Fa, dolce mia speranza che tu sei,                                              115

Ch io sia di quelli che seran chiamati

Venite benedicti patris mei.

E sempre io sia contritto di peccati:

Noua sint omnia in me, recedant uetera:

Si ch' io mi troui coi santi beati                                           120

Star con colui quem terra, pontus, ethera

Colunt, adorant, predicant: & cetera.

 

Finis.

 

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Ultimo aggiornamento: 09 luglio 2011