ALBERTO CANTONI

Appendice

Canzoniere dell'elettore

bibliografia

Edizione di riferimento

Opere di A. Cantoni a cura di Riccardo Bacchelli in “Romanzi e racconti italiani dell’Ottocento”, Milano, 1953

Appendice

Alberto Cantoni nacque in Pomponesco (provincia di Mantova), da Israele e Anna Errera, il 16 novembre 1841. Fece i primi studi a Venezia, forse nel collegio Ravà. Autodidatta, imparò da giovane il francese e l’inglese, e intorno alla quarantina, il tedesco e il latino. Fu uomo di larghe letture. Ebbe qualche nozione dell’ebraico. Risiedette in Pomponesco, attendendo ai poderi famigliari. Viaggiò molto in Italia e in vari paesi d’Europa.

Appartenne all’Accademia Virgiliana di Mantova.

Morì l’11 aprile 1904 in Mantova nella casa di proprietà della famiglia al n. 7 in via Dario Tassoni.

 

Svista o dimenticanza, soltanto a composizione finita ci accorgiamo di avere omesso alcune reliquie del Cantoni politico di tinta liberale « moderata » di Destra, riprodotte da Elda Gianelli nel suo volume Alberto Cantoni, Trieste 1906.

Si tratta di tre sonetti satirici, pubblicati nella strenna « Pensiero e Lavoro », Milano, 1896, col titolo Il Canzoniere dell’elettore, e di una « lettera aperta » al generale Oreste Baratieri, pubblicata nell’« Indipendente » di Trieste con l’anagramma di « B. L. Antonio Cetra », al tempo che si desume dal testo della lettera stessa.

Poichè il presente volume raccoglie tutto quanto abbiamo, potuto trovare del Cantoni, e presumibilmente l’opera sua superstite completa, pubblichiamo qui i sonetti, che valgono come scherzo, e la « lettera aperta », non priva d’acume e di singolarità.

Forse la svista o dimenticanza non è riuscita del tutto inopportuna, poichè queste reliquie hanno il loro più proprio luogo appunto in un’appendice di curiosità.

IL CANZONIERE DELL’ELETTORE

I

Il Governo della Riparazione e l’ombra di Cavour

C’era una volta un fior di birichino

Con la trottola in giro nel piazzale,

Quando tosto gli capita vicino

Di molto impensierito un immortale;

Che guardando il giochetto a capo chino

Dicea: « Sta ritta, via, non c’è gran male! »

Ma alla prima frustata del piccino

Parve colpito lui da un colpo eguale.

Quante in silenzio e con dolor palese

Quante, Camillo, te ne sei buscate!

Tu avevi in mente un nobile paese,

Pien di verzura, di messi dorate,

Che per campare trenta giorni il mese

Deve star ritto a furia di frustate.

(1878)

II

La Sinistra

Sinistramente lunga, e magra e torta,

Io, la Sinistra, ho destreggiato assai,

Ora in silenzio e qual tra viva e morta,

Ora manesca e sempre in mezzo a’ guai.

Finchè un bel giorno con predace scorta

Lo stretto pugno innanzi a me vibrai,

E sgangherata una sconnessa porta

Dissi ad ognun che m’era dietro: « Vai! »

Erano fidi? Chi lo sa! So bene

Ch’entraron tutti e ch’eran troppi, e ancora

So che da tempo star mi si conviene

Coi diti all’uscio eternamente immoti,

Per tema espressa che la mia dimora

Già tanto popolata or non si vuoti.

(1880)

III

La gran domenica in Basilicata

(Quadretto di genere)

« Le ho detto di venire e son venuto,

Chi ho poi da nominar lo saprà Lei ;

Ma son nuovo, mi venga un po’ in aiuto,

Chi è quel tale che passa in tiro a sei?

È un candidato? È un cavadenti? È un muto?

Perchè non parla e accenna a questi e quei?

Ci ha che fare anche lui collo Statuto,

O vuol mischiarsi negli affari miei?

Sissignore, nei miei! Guarda anche me

E m’offre uno stampato: eccolo qui !

È un gran programma, vedo, ma perchè

Non me l’ha dato ieri o venerdì?

Ora è assai tardi, e un po’ che legga in piè,

Non ho tempo nemmen di dir di sì. »

* * *

Lettera aperta al Generale Oreste Baratieri

« Signor Generale,

« Non ho mai avuto il piacere di parlare con voi, ma son capitato a girovagare nelle vostre più prossime adiacenze, e vi ho udito raccontare la storia di una nottata che passaste affatto solo e insonne in un castello del Reame di Napoli, dentro ad un letto monumentale capace di ben quattro persone, quando vi accadde di cercare da leggere dentro il comodino, e ne traeste fuori un perfido e adorabile libretto, che non vi lasciò più requie tanto era impregnato di anacreontica festevolezza. Non vi ho più visto, e non mi sarei mai sognato di dovervi scrivere come faccio adesso, dimenticando cioè affatto che avete delle attitudini artistiche. L’arte è gelosa, e come non lesina mai i suoi sorrisi ai veri artisti caduti, si guarda però bene dal concederne a quegli altri, i quali, nei loro passati bei tempi, non si giovarono di lei che per un semplice e passeggiero trastullo, come avete fatto voi, prima in quel vostro letticciuolo, e poi narrando i vostri casi con arguta e saporosa bonarietà.

Parliamo dunque sul serio.

« Voi siete caduto, e non importa dire nè come nè quanto, perché tutti lo sappiamo pur troppo. Nemmeno è da vedere se voi, col precipitare per forza quasi maggiore, ovvero per deliberato ed infelice consiglio, la nostra attuale ruina, non abbiate rotto più presto, e però con minor calamità, quella fittissima maglia di montatura nella quale ci eravamo trovati irretiti. Ora è a giudicare del fatto, e che sia stato in parte salutare o no, è cosa che forse non potrà essere detta mai, intendo con secura coscienza, nemmeno dai posteri. Ben inteso che dopo di Adua, per noi propizia, sarebbe venuto l’Harrar, e poi lo Scioa, e poi Tripoli, e poi i Barca, e poi via via mezza l’Africa, finchè tutti gli altri ci avessero lasciato fare, o piuttosto finchè tutti non si fossero messi d’accordo per romperci la testa definitivamente. Ma non è men vero che quanto più una avventura è destinata a distendersi e ad allargarsi, più le fa mestieri di congrua preparazione, e la preparazione non c’era; ma non è men vero che quando non si sa dove si va a finire, altrettanto è più facile di finire male, e siccome noi non sapevamo nulla di nulla, così può essere stato relativamente meglio, se non di finire presto (ché finito non s’è ancora) almeno di fermarci prima, e di guardarci intorno.

« Intanto principiamo a vedervi sul banco dei rei, non senza considerare che i vostri giudici debbono rispondere, avanti di condannarvi, a questi semplicissimi quesiti :

a) Quest’uomo si è messo da sè al suo posto?

b) Ha mai esorbitato dai poteri che gli sono stati attribuiti?

c) Ha mai chiesto di rimanere tale e quale fin che fosse arrivato il suo successore, già designato?

d) C’è mai stato qualcuno da lontano a pesare sui suoi intendimenti: qualcuno che non potesse avere una adeguata visione delle condizioni militari, o che fosse mosso da preoccupazioni o politiche o parlamentari?

e) E finalmente il grave fatto della impreparazione va attribuito a lui solo, od anche ad altri, forse più che a lui?

« Se i vostri giudici risponderanno nel loro foro interiore a queste poche domande, è sperabile che chiamino intorno a voi, nel medesimo banco, chi vi ha messo al vostro posto, chi vi ci ha mantenuto dopo di avervene virtualmente rimosso, chi ha premuto in qualunque modo sulle vostre deliberazioni, e chi, nei bei giorni che precedettero la montatura suprema, non ha preparato a casa ciò che doveva ben presto diventare assai urgente fuori.

Che se essi allargheranno poi il Loro giudizio sopra tutti coloro che si sono lasciati riscaldare la testa prima di Adua, allora il Tribunale dovrà sedere nel bel mezzo del Mar Rosso, e gli accusati lungo la costa da Aden a Suez.

« Se pure tutti troveranno posto. »

Nota BIBLIOGRAFICA

Foglie al vento, schizzi vari; « Nuova Antologia », ottobre 1875.

Tre madamine, racconto; «Nuova Antologia», luglio 1876.

Contessa ed infermiera, novella; « Il medico di casa », 9 novembre 1876, e « Rechiedei », Milano, 1876.

Bastianino, racconto; « Nuova Antologia », gennaio 1877.

Una le paga tutte, racconto ; « Nuova Antologia », agosto 1878.

Corte d’amore, novella; « Nuova Antologia », genn. 1881.

Montecarlo e il Casino, novella; «Nuova Antologia», 1881.

Il demonio dello stile, novelle; « Barbèra », Firenze 1887.

Napoléon à l’île d’Elbe, articolo; « Vita Nuova », gennaio 1889.

Miseria umana, bozzetto; « Vita Nuova », febbraio 1889.

La storia, articolo; « Vita Nuova », marzo 1889.

Pazzia ricorrente, novella; « Vita Nuova », 1889. (È la novella Contessa ed infermiera, del 1876.)

Riflessi, di Elda Gianelli, articolo; «Vita Nuova»,dicembre 1889.

Un re umorista, romanzo; « Barbera », Firenze 1891.

L’altalena delle antipatie, novella; « Barbera », Firenze 1893. (È riveduta, l’omonima novella del volume Il demonio dello stile, del 1887.)

Un bacio in erba, ovvero I bimbi crescono, scena dialogata; « Barbera », Firenze, 3 marzo 1895.

Le suocere, articolo; « Marzocco », luglio 1896.

Pietro e Paola con seguito di bei tipi, romanzo; « Barbera », Firenze 1897.

Humour classico e moderno, grotteschi; « Barbera », Firenze 1899. (Oltre al « dialogo critico » che dà il titolo al volume, contiene la ristampa di Un bacio in erba (1895) e della novella Più persone ed un cavallo, dal volume Il demonio dello stile, del 1887.)

Scaricalasino, racconto; « Barbera », Firenze 1901.

La chiave di un grottesco, articolo; « Marzocco », febbraio 1902.

Le cose, articolo; « Nuova Antologia », settembre 1902.

Nel bel paese là..., novelle critiche; « Barbera », Firenze 1904. (Contiene, oltre alla novella omonima e a Israele italiano, la novella Il demonio dello stile, scritta nel 1887 e edita nell’omonimo volume del 1887.)

L’Illustrissimo, romanzo; « Biblioteca della Nuova Antologia », Roma, 1906.

Nel volume Pietro e Paola fu annunciato un « Donne, donnette e danni », non poi pubblicato.

È opportuno avvertire che, di regola, il testo adottato è quello ultimo in data curato dall’autore, fatta eccezione per L’Illustrissimo postumo. La lezione segue esattamente le particolarità grafiche e linguistiche del testo originale, anche nelle variazioni ed anomalie, correggendo soltanto i refusi tipografici evidenti.

Per la disposizione delle opere nel volume, il criterio generale è quello cronologico, basato sulla loro pubblicazione. Ma per le opere del Cantoni più volte e variamente raggruppate e pubblicate, si è adottato il criterio di collocarle nei luoghi dove è sembrato che meglio e più strettamente esse rispondano ai momenti del suo sviluppo d’artista.

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Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2011