Giovanni Boccaccio

Decameron

Edizione di riferimento

Giovanni Boccaccio, Decameron, a cura di Vittore Branca, Arnoldo Mondadori editore, Milano 1985

Edizione elettronica di riferimento:

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Giornata sesta

Novella sesta

Pruova Michele Scalza a certi giovani come i Baronci sono

i più gentili uomini del mondo o di Maremma, e vince una cena.

Ridevano ancora le donne della bella e presta risposta di Giotto, quando la reina impose il seguitare alla Fiammetta; la quale così incominciò a parlare:

 – Giovani donne, l’essere stati ricordati i Baronci da Panfilo, li quali per avventura voi non conoscete come fa egli, m’ha nella memoria tornata una novella, nella quale quanta sia la lor nobiltà si dimostra senza dal nostro proposito deviare; e per ciò mi piace di raccontarla.

Egli non è ancora guari di tempo passato che nella nostra città era un giovane chiamato Michele Scalza, il quale era il più piacevole e il più sollazzevole uom del mondo e le più nuove novelle aveva per le mani; per la qual cosa i giovani fiorentini avevan molto caro, quando in brigata si trovavano, di potere aver lui. Ora avvenne un giorno che, essendo egli con alquanti a Montughi, si cominciò tra loro una quistion così fatta: quali fossero li più gentili uomini di Firenze e i più antichi; de’ quali alcuni dicevano gli Uberti e altri i Lamberti, e chi uno e chi un altro, secondo che nell’animo gli capea.

Li quali udendo lo Scalza cominciò a ghignare e disse: “Andate via, andate, goccioloni che voi siete, voi non sapete ciò che voi vi dite: i più gentili uomini e i più antichi, non che di Firenze ma di tutto il mondo o di Maremma, sono i Baronci, e a questo s’accordano tutti i fisofoli e ogni uomo che gli conosce come fo io: e acciò che voi non intendeste d’altri, io dico de’ Baronci vostri vicini da Santa Maria Maggiore.”

Quando i giovani, che aspettavano che egli dovesse dire altro, udiron questo, tutti si fecero beffe di lui e dissero: “Tu ci uccelli, quasi come se noi non cognoscessimo i Baronci come facci tu.”

Disse lo Scalza: “Alle guagnele non fo, anzi mi dico il vero: e se egli ce n’è niuno che voglia metter sù una cena a doverla dare a chi vince, con sei compagni quali più gli piaceranno, io la metterò volentieri; e ancora vi farò più, che io ne starò alla sentenzia di chiunque voi vorrete.”

Tra’ quali disse uno, che si chiamava Neri Vannini: “Io sono acconcio a voler vincere questa cena”; e accordatisi insieme d’aver per giudice Piero di Fiorentino, in casa cui erano, e andatisene a lui, e tutti gli altri appresso per vedere perdere lo Scalza e dargli noia, ogni cosa detta gli raccontarono.

Piero, che discreto giovane era, udita primieramente la ragione di Neri, poi allo Scalza rivolto disse: “E tu come potrai mostrare questo che tu affermi?”

Disse lo Scalza: “Che? il mostrerò per sì fatta ragione, che non che tu ma costui, che il niega, dirà che io dica il vero. Voi sapete che, quanto gli uomini son più antichi, più son gentili, e così si diceva pur testé tra costoro: e i Baronci son più antichi che niuno altro uomo, sì che son più gentili; e come essi sien più antichi mostrandovi, senza dubbio io avrò vinta la quistione. Voi dovete sapere che i Baronci furon fatti da Domenedio al tempo che Egli aveva cominciato d’apparare a dipignere, ma gli altri uomini furon fatti poscia che Domenedio seppe dipignere. E che io dica di questo il vero, ponete mente a’ Baronci e agli altri uomini: dove voi tutti gli altri vedrete co’ visi ben composti e debitamente proporzionati, potrete vedere i Baronci qual col viso molto lungo e stretto, e quale averlo oltre a ogni convenienza largo, e tal v’è col naso molto lungo e tale l’ha corto, e alcuni col mento in fuori e in sù rivolto e con mascelloni che paion d’asino; e èvvi tale che ha l’uno occhio più grosso che l’altro, e ancora chi ha l’un più giù che l’altro, sì come sogliono essere i visi che fanno da prima i fanciulli che apparano a disegnare. Per che, come già dissi, assai bene appare che Domenedio gli fece quando apparava a dipignere, sì che essi son più antichi che gli altri e così più gentili.”

Della qual cosa e Piero che era il giudice e Neri che aveva messa la cena e ciascuno altro ricordandosi e avendo il piacevole argomento dello Scalza udito, tutti cominciarono a ridere e a affermare che lo Scalza aveva la ragione e che egli aveva vinta la cena e che per certo i Baronci erano i più gentili uomini e i più antichi che fossero, non che in Firenze ma nel mondo o in Maremma.

E per ciò meritamente Panfilo, volendo la turpitudine del viso di messer Forese mostrare, disse che stato sarebbe sozzo a un de’ Baronci. – 

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Ultimo aggiornamento: 07 settembre 2011