Giuseppe Bonghi

Nota autobiogafica 

Sono nato a Lucera, nella Capitanata, il nord delle Puglie, ricca di storia e di cultura, da Rosa Sassone e Ignazio Bonghi, il 18 marzo 1946, quarto di sette figli, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e all’inizio di un’epoca di pace e prosperità, oltre che di contraddizioni profonde e di lotte di classe insieme alla diffusione di una cultura di massa profonda e non sempre assimilata criticamente. Al battesimo mi venne imposto il nome di uno zio che aveva perso la vita durante la seconda Guerra mondiale.

Nel 1956 rimanevo orfano di madre, per cui per me, e per due miei fratelli, si aprivano le porte del collegio; all'inizio dell'anno scolastico entravo nel "collegio serafico San Giuseppe da Copertino" che si trova appunto a Copertino, nel sud delle Puglie, in provincia di Lecce: lontano dalla mia famiglia, entravo in un ambiente nel quale mi sarei sentito sempre come un pesce fuor d’acqua. Questo primo "esilio" è durato quattro anni,  fino al 1960, quando, tornato al paesello, mi iscrissi all’Istituto Magistrale, che frequentavo con profitto conseguendo il diploma di “Abilitazione magistrale” nella sessione estiva del 1963.

Nel dicembre di quell'anno è cominciato il mio secondo "esilio", lo sradicamento definitivo dalla mia terra. Pochi giorni prima di Natale emigravo a Torino, presso una mia sorella. L’anno successivo, superata la prova scritta di ammissione, mi iscrivevo alla Facoltà di Magistero di Torino, che però, dovendo lavorare per mantenermi agli studi, non potevo frequentare. Nel 1968 mi trasferivo a Novara, dove l’anno successivo mi sposavo dopo aver trovato un dignitoso lavoro presso una istituzione educativa. Dal matrimonio mi sono nati 2 figli, Alessandro (1970) e Antonella (1971).

A Torino ho preso la Laurea in “Materie Letterarie” con una tesi in Storia (“Contributi su La Stampa e La Gazzetta del Popolo di Torino alla discussione sulla legge elettorale del 1882”) discussa l’11 dicembre 1970. Pochi giorni dopo cominciavo la mia carriera di insegnante che è durata per trentanni fino all’agosto 2000, quando è cominciata la mia vita di pensionato.

Nel 1982 presso l’editore Bastogi di Foggia ho pubblicato il volume “Guida all’analisi delle novelle del Verga” e due anni dopo una Antologia ad uso delle scuole medie superiori dal titolo “Analisi e composizione”, in due volumi, il primo di teoria della lingua e della critica e il secondo di analisi testuali di opere dell’Ottocento e del Novecento.

Le altre opere che avevo in cantiere, soprattutto quelle su Cesare Pavese e Luigi Pirandello, sono rimaste nel cassetto.

Nel 1990, dopo aver ottenuto il divorzio, contraevo un secondo matrimonio, sposando Levati Attilia dalla quale avevo avuto due figli, Giacomo (1980) e Nicoletta (1985)

Nel 1996, all'inizio dell'era Internet, chiedevo al Preside dell’Istituto Tecnico Fauser di Novara, Paolo d’Errico, che due anni prima aveva aperto un nodo INTERNET, chiamato FAUSERNET, se poteva ospitare una mia iniziativa editoriale dei Classici della Letteratura Italiana, corredati da commenti critici e da biografie degli autori più importanti, con accesso totalmente libero. Cominciava così un’avventura che ha ottenuto buoni risultati, tanto che la Biblioteca dei Classici ha raccolto sempre più vasti apprezzamenti e oggi si pone nel mondo come una delle più importanti raccolte della Letteratura Italiana, cui fanno riferimento molte scuole e Università in Italia e all'estero .

La biblioteca è utilizzata da studenti dalla scuola media all’Università, e come fenomeno culturale è diventata oggetto di studio presso le Università (ricordo Trieste Milano, Camerino, Torino e Vercelli e presso Università straniere, come la Terza Università di Parigi). Recentemente l’Istituto CENTUM dell’Università Statale di Milano ha chiesto di pubblicare il Progetto Machiavelli sul proprio sito, visibile all’indirizzo http://www.lastoria.org.

Da quando sono in pensione, ovviamente, dedico tutto il mio tempo libero al Progetto Biblioteca, sia pubblicando lavori derivanti dalla mia trentennale esperienza di insegnante, sia arricchendo il fondo di testi talvolta rari e introvabili.

Importante punto di riferimento del sito è diventata la sezione dei GLOSSARI, soprattutto quello del Duecento, che ha passato chiaramente tre fasi:

* fase della semplice trascrizione delle parole in Italiano moderno;

* fase della citazione degli autori da cui quelle parole sono tratte;

* fase della citazione estesa dell’opera, del verso e dell’autore.

Giuseppe Prof. Bonghi

Via Giuseppe Spreafico n. 43, 28100, Novara (NO) - Italia

tel. 039 321 457830

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Biblioteca dei Classici italiani di Giuseppe Bonghi

Ultimo aggiornamento: 04 aprile 2007