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Edizione di riferimento:
Lucio Isabella - Napoli è ormai lontana – Romanzo - Storie d’amore e di vita del Cilento - Edizioni La Colomba - Castellabate 2009
Lucio Isabella è nato nel 1939 a Castellabate nel Cilento, zana della Provincia di SALERNO. Figlio di contadini, quarto di una numerosa famiglia.
A soli 11 unni gli viene a mancare il padre e, costretto dalla necessità, lascia gli studi per aiutare i familiari nel lavoro dei campi
Nella vita fa diversi mestieri: contadino, floricoltore, disegnatore navale maestro d’ascia (dove eccelle per la sua attitudine naturale al disegno); attualmente esercita la professione di artigiano edile. Tutti i lavori svolti con competenza ed impegno. Nei suoi romanzi Lucio rievoca con la fantasia vicende dolorose e toccanti, ma sempre colme di amore per i suoi conterranei e per la sua terra. Chi lo rivede lo ricorda ragazzo sempre allegro e amico di tutti, pieno di vita e di sensibilità.
Lo chiamano “il ribelle”, nome che gli calza a pennello perché Lucio Isabella è un uomo che non tollera che vengano calpestati i valori umani nei quali crede e che esalta nei suoi romanzi.
Oltre a scrivere del suo Cilento, ne illustra con litografie le più antiche tradizioni contadine e marinare.
Tali opere sono trasformate in cartoline: tradizioni, usi e costumi del vecchio Cilento. Il Comune di Castellabate ha voluto conferire una particolare benemerenza a questo suo nostalgico cittadino.
Le opere di Lucio Isabella sono ormai in tutto il mondo, ovunque vi sia un figlio del Cilento.
Un suo libro di racconti dal titolo molto simbolico: Cuore cilentano (Medaglia d’Oro per la narrativa al Premio Internazionale Natale Agropolese), è entrato in varie scuole del Cilento come testo di narrativa e tutti gli alunni di queste scuole hanno voluto conoscere questo autore che ha toccato in modo particolare il loro cuore. Visti i Titoli, Meriti e l’Attività svolta, l’Accademia Internazionale Universitaria di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeion” gli conferisce Solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano, iscrivendolo nell’Albo d’Onore il 19 novembre 2006. I suoi romanzi, molti dei quali ancora inediti, fanno parte della collana Storie d’amore e di vita del Cilento, così:
La capanna dei boscaioli
Alla fonte dell’amore* (1997) (già "Il ladro di ciliegie")
All’ombra dei castagni* (1983) Ia IIa ristampa (2001 – 2004)
Salvami papà* (l998)
Il piccolo bracconiere* (1984) ristampa (2005)
Il canto del gabbiano* (1985) 1* e IIA ristampa ( 1997 – 2006)
La figlia della strega* (1987) ristampa (2000)
I figli degli emigranti* (1999) ristampa (2005) tradotta In lingua Tedesca (2006)
La croce di sangue* (2000)
Gli amanti della casa sulla collina* (2003)
Il bracconiere e... le ragazze dei fiori*(2001)
Il mistero dell’Isola * (2008)
Incontro sul treno
Il sombrero insanguinato
Sogni di un contadino I Voi. (poesie)* (1991)
Cuore Cilentano (racconti)* (1992) ristampa (2000)
Quando le «pose erano vergini* (1995)
Un palpito d’amore all’ombra del Gelbison (Sacro Monte di Novi Velia)* (1995)
Il ritorno dell’emigralo* (2002)
Quando tramonta il sole
OK BOY* (2003) (Italiano/Inglese)
La figlia del pescatore* (2004)
Quando il pensiero vola lontano* (2004)
Ti aspetterà per sempre* (2005)
Non posso amarti* (2005)
Terra mia – Amore mio –* (2006)
Amo mia "Sorella"* (2007)
Un giustiziere nel Cilento
Sogni di un contadino (poesie)* II° Vol. (2007)
"Napoli è ormai lontana"* (2009).
* Libri Pubblicati
Edizione di riferimento
Lucio Isabella - Napoli è ormai lontana – Romanzo - Storie d’amore e di vita del Cilento - Edizioni La Colomba - Castellabate 2009
Proprietà letteriaria riservata
La copertina è del pittore bucolico Pietro Negri
i disegni sono dell’autore del romanzo
Edizioni La Colomba di Otello Spinelli Via Terrate – Castellabate (SA) tel. 338.9047588
Febbraio 2009 ISBN : 978 – 88 – 89047 –20–0
Lucio Isabella è uno dei più noti scrittori cilentani degli ultimi anni. È nato a Castellabate nel 1939. È figlio di contadini coloni ed è proprio per questa sua origine che scrive ed ambienta i suoi innumerevoli romanzi tra la gente che viveva e vive tutt’ora nelle campagne.
Definito dai "padroni" della grammatica come uno scrittore di poca cultura, Lucio possiede una cosa che altri "grandi" scrittori non hanno: la cultura della campagna. Lui che è nato, cresciuto e, possiamo dire, pasciuto fra la terra arata e seminata di fresco e la mietitura tradizionale del grano. Lucio è uno che descrive i suoi personaggi nelle loro azioni campestri descrivendo se stesso; perché lui è vissuto in quell’ambiente fra stenti e fatica, fra usi e tradizioni. Troppo belle sono le azioni svolte nelle campagne, nelle feste fatte in casa, come la famosa "festa del maiale" per la quale i ragazzini del suo tempo attendevano per mesi. In queste feste si era sempre in tanti e si festeggiava intonando canti antichi e tradizionali, solo chi ha vissuto queste scene riesce a descriverle.
Lo troviamo ancora "padrone" nel descrivere gli "sposalizi" dei suoi tempi, quando i giovani sposi, puri nei sentimenti e nel corpo, vivevano la loro prima meravigliosa notte d’amore, cullata da una serenata al chiaro di luna fatta da amici e parenti. Lucio ci porta con i suoi romanzi in quel mondo incontaminato e perduto, in quel mondo da favola di cinquanta, sessanta anni fa, dove gioia e purezza andavano d’accordo e a braccetto, verso la famosa frase: "e vissero a lungo felici e contenti", seppure fra mille difficoltà.
Questo è il personaggio di cui oggi il Cilento legge gli scritti, nelle scuole di tanti paesi cilentani i ragazzi leggono uno dei suoi più famosi libri: "Cuore Cilentano", un libro che narra le gesta dei suoi antenati e la sua vita da bambino. Lo troviamo ancora nelle sue innumerevoli poesie dove fa cantare un pettirosso in un modo che lui solo sa ed esprime la nostalgia di voler ritornare a vivere e morire nella sua terra nella poesia "La Campagna". Vi sono poesie che toccano il cuore come quella sull’aborto in cui un bambino parla dal grembo materno. Lucio propone anche poesie satìriche come "L’asino al Parlamento" o "I tangentari" dove il nostro poeta tocca con mano e con la penna la cruda realtà della politica dei ladri. Al nostro Lucio non poteva mancare il campo della pittura, nei suoi quadri ritroviamo ancora i personaggi inseriti nelle campagne cìlentane dei suoi tempi intenti ad occuparsi del raccolto o della battitura del grano sull’aia con i buoi o ancora della vendemmia fatta pigiando l’uva con i piedi. Ora Lucio si è scoperto anche scultore e scolpisce ciò che la sua fantasia partorisce: cavalli, pesci, uccelli e tanti altri soggetti che prendono forma sotto la sua mano e i suoi attrezzi. Lucio Isabella è tutto questo, uno scrittore, un poeta, un pittore e uno scultore e tutte le sue opere rappresentano i contadini e i pescatori.
(da uno scritto di Giuseppe Ripa giornalista, scrittore e poeta)
In questo breve romanzo si vuole evidenziare la differenza tra la vita in città e quella in campagna. L’emigrazione è sempre andata in direzione della città eppure negli ultimi anni il fenomeno ha intrapreso il percorso opposto: sempre più persone lasciano il caos della città per trasferirsi in campagna dove la vita è meno stressante.
La storia che racconto ambientata negli ultimi anni del 2000, ruota intorno ad una famiglia che vive a Napoli da venticinque anni ma di origini campagnole, il Cilento è la loro zona di nascita. Insieme si ritrova a trascorrere le vacanze estive nella casa paterna dove ancora vivono i vecchi genitori ed è proprio qui che avviene la metamorfosi. Il giovane figlio scopre che il nonno ancora non sa della vita turbolenta che vive a Napoli, i suoi genitori hanno raccontato all’anziano contadino che è un ragazzo eccezionale. Il nonno con grande semplicità si complimenta con il nipote facendogli anche un regalo e tra i due subito nasce un’alchimia. Il nonno gli parla con grande saggezza ed il giovane rimane affascinato dal grande amore con cui suo nonno coltiva la terra, grazie al nonno scopre la bellezza di veder sorgere e tramontare il sole, l’aria fresca e pulita della campagna dà nuova vita al suo cuore, il cibo genuino rinfranca il suo corpo ed il suo spirito, quel ragazzo capisce che seppure faticosa la vita tranquilla della campagna vale sempre la pena di essere vissuta.
Tuttavia, il peso del suo dolore per quel nonno così benevolo ma inconsapevole della sua vita disonesta fa male. È stato un teppista, un ladro, uno scippatore ed uno spacciatore, era un aspirante camorrista nella Napoli caotica che nonostante la sua bellezza tinge di nero le sue belle canzoni conosciute in tutto il mondo.
Quel giovane, un giorno, salva una ragazza in discoteca, da questo evento una scia di avvenimenti commoventi lo conduce fuori dalla sua vita burrascosa. Una nuova opportunità si apre davanti ai suoi occhi, una vita diversa proprio con suo nonno che riesce, inconsapevole, a redimere, il suo grande nipote.
La scena finale apre il cuore del lettore ad una bella commozione, sana e pulita come il lavoro dei contadini che ogni giorno, nonostante la fatica, danno un senso alla propria vita.
Lucio Isabella "il ribelle"
Lucio Isabella, riprende il suo poliedrico cammino di narratore, con un’inedita storia d’amore tra un giovane napoletano ed una romantica, leggiadra cilentana che con la sua ingenuità e tenerezza, dà un nuovo senso alla vita di uno dei tanti balordi di periferia, offuscati dalle "sirene incantatrici" del mondo sommerso della criminalità, che li conduce, inevitabilmente in un labirinto senza uscita.
Lo scenario che vede l’unione di due mondi, così contrapposti, non poteva che essere il Cilento, tanto amato dall’autore in quanto incontaminato, ricco di valori, umanità e ingegno, ancora oggi scevro della complessità e delle problematiche delle grandi aree urbane, in cui si consumano condotte trasgressive, che sradicano le giovani generazioni dai sani princìpi morali, annebbiando il loro percorso esistenziale. Il romanzo, del tutto peculiare e significativo, riesce ad integrare magistralmente, la difficoltà del vivere quotidiano attuale, con il recupero del modus vivendi, delle difficoltà del vivere quotidiano attuale, delle tradizioni, dei valori del mondo rurale di un tempo.
Riappropriarsi di questi valori, significa interrogarsi sul decadimento etico–morale, di questi ultimi anni, per tentare di educare i giovani ad una dimensione più umana. Essi, hanno bisogno di sognare, e soprattutto di poter credere in un mondo migliore, per riacquistare motivazioni ed energie, per riportare la società attuale, impregnata di egoismo e aggressività, ad una dimensione centrata sull’essere e non sull’effimero. Il cammino della legalità, passa anche per la sottile linea della "poetica dei sentimenti", semplici e antichi e profondi. In questa impresa culturale, Lucio Isabella dà il meglio di sé. In conclusione, il fascino del romanzo è riposto nell’accattivante trama, capace di suscitare nel lettore, un forte impatto emotivo, che unito ad una lingua fluida e genuina, arriva al cuore dei nostri giovani adolescenti, sempre più sfiduciati e con una marcata attitudine al disimpegno verso le sorti della società e del mondo.
Preside Dionisio Malandrino
Coordinatore Naz. Dirigenza Scolastica UIL Confederale
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