Giovanni Boccaccio

LA SERA FIESOLANA

composto tra il 1335 e il 1338.

Edizione di riferimento

Gabriele D′Annunzio, Versi d'amore e di gloria, libro terzo Alcyone (1903) edizione diretta da Luciano Anceschi a cura di Annamaria Andreoli e Niva Lorenzini. Arnoldo  Mondadori Editore, Milano 1984,

Fresche le mie parole ne la sera

ti sien come il fruscio che fan le foglie

del gelso ne la man di chi le coglie

silenzioso e ancor s'attarda a l'opra lenta

su l'alta scala che s'annera                                              5

contro il fusto che s'inargenta

con le sue rame spoglie

mentre la Luna è prossima a le soglie

cerule e par che innanzi a sé distenda un velo

ove il nostro sogno si giace                                            10

e par che la campagna già si senta

da lei sommersa nel notturno gelo

e da lei beva la sperata pace

senza vederla.

Laudata sii pel tuo viso di perla,                                  15

o Sera, e pe' tuoi grandi umidi occhi ove si tace

l'acqua del cielo!

Dolci le mie parole ne la sera

ti sien come la pioggia che bruiva

tepida e fuggitiva,                                                            20

commiato lacrimoso de la primavera,

su i gelsi e su gli olmi e su le viti

e su i pini dai novelli rosei diti

che giocano con l'aura che si perde,

e su '1 grano che non è biondo ancóra                        25

e non è verde,

e su '1 fieno che già patì la falce

e trascolora.

e su gli olivi, su i fratelli olivi

che fan di santità pallidi i clivi                                     30

e sorridenti.

Laudata sii per le tue vesti aulenti,

o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce

il fien che odora!

Io ti dirò verso quali reami                                            35

d'amor ci chiami il fiume, le cui fonti

eterne a l'ombra de gli antichi rami

parlano nel mistero sacro dei monti;

e ti dirò per qual segreto

le colline su i limpidi orizzonti                                    40

s'incurvino come labbra che un divieto

chiuda, e perché la volontà di dire

le faccia belle

oltre ogni uman desire

e nel silenzio lor sempre novelle                                 45

consolatrici, sì che pare

che ogni sera l'anima le possa amare

d'amor più forte.

Laudata sii per la tua pura morte,

o Sera, e per l'attesa che in te fa palpitare                50

le prime stelle!

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Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2012