BONVESIN DA RIVA

De agricola desperato

Edizione di riferimento:

Poesia del Duecento e del Trecento, a cura di Carlo Muscetta e Paolo Rivalta, collana "Parnaso italiano, Crestomazia della poesia italiana dalle Origini al Novecento", Giulio Einaudi editore, Torino 1956.

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DE AGRICOLA DESPERATO

Un pover om de fora      un so fïol aveva,

lo qual el mis a scola      fazand zo ch’el poëva;

el l’ ha fag geregar,      cantar el imprendeva,

e imprendand adesso      lo faitinet cresceva.                                             4

Lo faitinet so caro      sí steva a la cità.

Deven un grand giavaldo      il temp dra soa età.

A temp el fo fag prèvede      per söa voluntà,

tut zo ch’el no foss degno      de tanta dignità.                                          8

 

El ha alogao lo dí      ch’el de’ far messa nova.

No manda al patre so      ch’el voia far quest’ovra:

perzò che so patre era      un pover om de fora,

no ’g plax che ’l patre ’g sia      ní sapia ’d questa nova.                         12

 

Al patre dal so fio      nïent ghe fo mandao,

ma ch’el sop dai oltri omini      lo dí ch’era ordenao;

soi pui e zo ch’el vosse      el ha apparegiao

e ven là o’ è ’1 so fio      inanz lo dí alogao.                                             16

 

Quand lo preve novello      lo so patre hav vezudo,

el fo gram che so patre      illoga era venudo;

el amoniss illoga      lo patre benestrudo

che ’1 mang, po’ torne a casa,      ch’el no fio cognoscudo.                   20

 

El fa tornar a casa      lo patre incontinente;

no vòl ch’el stia a la messa      ch’el de’ fà ’l dí seguente,

dexdenia ’l patre so,      lo repta per nïente,

se ten in grand dexnor   s’el stess illò presente.                                      24

 

Se ten in grand vergonza      se ’l padre steva illò,

per ch’el no fiss sapiudo      ch’el foss lo patre so,

perzò ch’el no pariva      ch’el foss grand om da zo.

Lo patre torna a casa      quam gramament el pò.                               28

 

Tornao è ’1 patre a casa      molt gram e tribulao,

pensand sover so fio      da chi el è dexdeniao,

lo qual con tanta brega      el aveva alevao;

pensand sover quest fagio,      el è tut desperao.                                   32

 

El planz e sí suspira      e gramament se dore;

pensand sover so fio      tut ha turbao lo core.

El è tant desperao      che pur morir el vore,

giamand la rëa cossa      da De e dai sanct se tore.              36

 

Sovenza fiada illora      giamava l’inimigo.

Quand fo venudo a ora      ch’el l’hav giamao ben digo,

el fo venudo illoga      lo Satanax antigo,

el ven a lu in forma      d’un olcellat inigo.                                          40

 

- Eo sont venudo a ti,      - zo dis lo Satanax -.

Tu m’he giamao quiloga.      Di’ que tu vòi, que’t plax? -

Respond lo desperao      a l’olcellat malvax:

- Eo vòi che tu me appendi,      che ’l viver me desplax -.   44

 

Illora l’olcellato      respos al desperao:

- Met la correza in collo      se tu vòi ess aiao,

e ’l nom dra matre ’d Criste      no fia pur anomado

se tu cosí vòi far,      tost he ess desbregao -.                      48

 

A quest parol illora      lo desperao cativo

mis la correza in collo,      no vòl el plu stà vivo;

illora l’olcellato,      quel Satanax antigo,

col gramp trazeva suso      lo desperao inigo.                     52

 

El lo trazeva in airo      e tut l’angustïava,

la golla se’g strenzeva      e ’l flao zà ghe mancava;

el fo stremío da morte,      pentío a tuta fiada,

giama sancta Maria,      quella Vergen beada.                                   56

 

La Vergene Maria      quam tost el hav nomao,

lo Satanax illora      se’n part a mal so grao:

un grand squass dé in terra      lo miser mal guidao,

e sí da mala morte      la Vergen l’ha scampao.                                   60

 

Lo peccaor illora      sí fo tut convertío,

a penitentia torna,      da mal fà è partío,

fag è devot dra Vergene      e so amator compío,

sapiand ch’el è per le      scampao e guarentio.                                   64

 

Da illò inanz el ama      la Vergen glorïosa,

per chi el è scampao      da mort angustïosa.

Donca lodem tal dama      che fo tant pïatosa,

che trax quel desperao      da via malitïosa.                       68

 

Donca chi vòl ess savio      e scampà da ruïna,

in tug li soi perígori      se torne a la regina:

quella è fedel amiga,      chi il so amor degina,

de tug li peccaor      quella è speranza fina.                      72

 

traduzione

 

Un povero campagnolo aveva un sol figliuolo,

e lo mandò a scuola, facendo quel che poteva;

e lo fa far chierico; imparava a cantare

e imparando adesso, il ragazzino cresceva.                                         4

 

Il caro ragazzino abitava in città.

Diviene un gran vanesio in quel tempo giovanile.

Col tempo diventa prete per sua volontà

anche se non era degno di tanta dignità                                              8

 

Egli ha fissato il giorno in cui dire la prima messa.

Non manda a dire a suo padre che voglia fare questo passo:

perché suo padre era un povero campagnolo,

e non gli piace che il padre ci sia e sappia questa notizia.                12

 

Al padre dal suo figlio nessun avviso fu mandato

ma seppe da altre persone il giorno che sarebbe stato ordinato,

lo seppe, e ciò che volle ha apparecchiato

e andò là dove era suo figlio prima del giorno fissato.                      16

 

Quando il prete novello vide suo padre,

si dispiacque che suo padre era fin lì venuto;

ed allora raccomandò al buon padre

che mangiasse e tornasse a casa senza essere conosciuto.                20

 

Egli fa tornare a casa subito il padre,

non vuol che assista alla messa che deve dire il giorno dopo,

disdegna il padre suo, lo reputa un niente,

e ritiene un gran disonore se stessi lì presente.                                  24

 

Ritiene una grande vergogna se suo padre stesse lì,

perché non si sapesse ch'egli era suo padre,

perché egli non appariva un uomo di grande importanza.

Il padre torna a casa con gran dolore dentro di sè.                          28

 

Il padre è tornato a casa dispiaciuto e addolorato

pensando a suo figlio, da cui è stato rifiutato

e che lui aveva allevato con tanti sacrifici;

pensando a questo fatto è tutto disperato.                                       32

 

Egli piange e sospira e si duole tristemente;

pensando a suo figlio ha il cuore tutto turbato.

Egli è tanto disperato che vorrebbe morire

chiamando la morte, si allontana dai santi e da Dio.                      36

 

Spesse volte allora chiamava il nemico (diavolo)

finché, è giunto il momento, dopo averlo chiamato ben a lungo

proprio lui giunse là, l'antico Satanasso,

viene a lui in forma di un uccellaccio iniquo.                                  40

 

- Io sono venuto a te, - questo dice il Satanasso. -

Tu mi hai chiamato qui. Dimmi, che vuoi che ti piaccia?

Risponde il disperato all'uccellaccio malvagio:

- Io voglio che ti mi impicchi, perché il vivere m'addolora.           44

 

Allora l'uccellaccio rispose al disperato:

- metti la correggia al collo, se tu vuoi essere aiutato,

e il nome della madre di Cristo, non sia nominato affatto

se tu così vòi fare, subito sarai libero dalle tue brighe -.               48

 

A queste parole allora il cattivo disperato

mise la correggia al collo, non vuole più restar vivo:

allora l'uccellaccio, quel Satanasso antico,

coll'artiglio tirava su il disperato iniquo.                                       52

 

Egli lo tirava in aria e l'angustiava tutto,

la gola gli si stringeva, il fiato già gli mancava;

egli fu sbigottito dalla morte, e finalmente pentito.

invoca Santa Maria, la Vergine Beata.                                         56

 

Non appena egli ha nominata La Vergine Maria,

allora il Satanasso si allontana suo mal grado:

con un gran tonfo cadde in terra il misero mal guidato,

e così da una cattiva morte la Vergine l'ha salvato.                    60

 

Il peccatore allora si convertì del tutto,

ritorna alla penitenza, si allontana dalle cattive azioni,

diventa devoto alla Vergine e suo perfetto amante,

sapendo che egli per lei si salvò e guarì.                                      64

 

Da allora in poi egli amò la Vergine gloriosa

per lei è scampato da una morte angosciosa.

Dunque lodiamo una tal donna che è stata tanto pietosa,

da trarre quel disperato dalla via del male.                                68

 

Dunque, chi vuole essere saggio e salvarsi dalla rovina,

in tutti i suoi pericoli, ritorni alla sua regina:

quella ha per fedele amica chi si inchina al suo amore,

di tutti i peccatori, lei è la speranza eccellente.                          72

 

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Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2011