BONVESIN DA RIVA

De quindecim miraculis

que debent apparere ante diem iudicij

Edizione di riferimento

Le opere volgari di Bonvesin de la Riva, a cura di G. Contini, Roma, Società Filologica Romana, 1941.

1      Aprov la fin del mondo, s'el è ki'n voia odire,

quindex mirabi signi in quel temp den parire,

li quai in quindex di sì devran avenire,

e zo da san Yeronimo sì fi trovao a dire.                        4

 

2      Lo premeran miraculo il premier di serà

ke l'aqua de lo mare in alt se drizarà

e sor tute le montanie plu olta parirà

e ferma on so logo a moho de mur starà.                       8

 

3      Lo di segond apresso la mar descenderà

e calarà intanto com ella voss montà.

Intant ki foss  in riva e el voless guardà,

a pena k'el la possa veder e remirà.                                12

 

4     Lo terzo di apresso grang bestie den parir,

ke tut ad alta vox firan olzue ruzir,

significand k'in proximo lo mond se'n dè partir

ke tut le coss vivente a fog devran morir.                      16

 

5      Lo quarto di dé arde la mar e le fontan.

Lo di cinquen le erbe e i arbora da doman

inrosadhai de sangue mirabelment parran,

significand ke'l mondo se'n dé andar totan.                  20

 

6      Lo di sexen tal segno devrà parir perman:

molt cas e mult dificij aruïnar devran.

Lo di seten molt pree insema trussaran

E l'una contra l'oltra trussand se spezaran.                    24

 

7      L'ogien di tut lo mondo ingualment tremarà,

ingualment terremoto per tut lo mond serà.

Lo di noven apresso la terra 's 'deguarà,

la val co la montania ingualment andarà.                      28

 

8      Lo dexen di tug homini che seran stai ascusi,

li quai seran fizidhi stremidi e spagurusi,

appariran il plaze tremand e angustïusi,

ni favellar porran, tant han ess angoxusi.                       32

 

9      I no porran parlar, com homni dexsensai,

staran mut entre si, stremidhi e spagurai,

vezando lor miracui e li temp stracambiai,

vezand li sign mirabi ke mai no fon cuintai.                 36

 

10    L'undexen di appresso tal segn se dé monstrar:

le oss de tug li morti devran tut resustar.

So le soe sepulture apparegiae den star

e l'ora dra sententia illò den aspegiar.                             40

 

11    Lo doesen di serà tal segn meraveioso,

ke molte stell illora parrà ke cazan zoso,

la grang coae del fogo faran l'om spaguroso,

le quae a moho de stelle daran per l'airo zoso.              44

 

12    Lo tredhesen di appresso morrà omihom vivente.

Lo di quatordesen dé caz lo fog ardente,

ke devrà ard lo mondo e l'airo incontenente,

e le figur del mondo den caz tut in nïente.                     48

 

13     Lo quindesen di appresso, segond ke fi cuintao,

tuta la terra e l'airo firà tut renovao,

lo mond firà fag novo, e zascun hom k'è nao

col so proprio corpo devrà ess resustao.                        52

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Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2011