Biblioteca dei Classici Italiani

di Giuseppe Bonghi da Lucera

... tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare.

Opere

Biografie

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Introduzioni

Fonti

P r o g e t t i

U n i t à   c u l t u r a l i

Alfieri

Duecento

Le visioni dell'aldilà nel Medioevo

Appunti  letterat. italianaAforismi -

Il mondo dei villani

La storia di Ugo e Parisina d'Este

Alighieri Dante

Trecento

Maometto - Islam - testi letterari italiani - latini

Documenti di storia del Novecento

Biblioteca rusticale

Novella del Grasso legnaiuolo

Aretino

Quattrocento

Il Contrasto di Cielo d'Alcamo

Leggende di Giuda e Pilato

Marinetti- Futurismo e futuristi

 

Ariosto

Cinquecento

I poeti del Dolce stil novo

Poesia religiosa in letteratura

Testi sulla tirannide

 

Boccaccio

Seicento

Umanesimo - Rinascimento

Proverbi - Massime - Detti

Lucio Isabella e il Cilento

-

Cantoni ('800)

Settecento

Illuminismo

serventesi - poemetti - cantari

 

-

Carducci

Ottocento

Romanticismo

Statuti italiani dell'Ottocento

G l o s s a r i

-

Foscolo

Novecento - Poesia

Verismo

Motore di ricerca dei Classici della Letteratura

Goldoni

Novecento- Prosa

Decadentismo

Leopardi

 

Neorealismo

Machiavelli

 

Manzoni

«Un classico è un libro che non ha mai finito

di dire quel che ha da dire» -

(I. Calvino, Perché leggere i classici, def. 6)

classici stranieri: letture per la scuola

Montale

Muratori

“Il fine adunque dell’immaginato patto sociale è il ben essere di ciascuno che concorre a formare la società;

il che si risolve nella felicità pubblica, ossia nella maggiore felicità possibile ripartita colla maggiore uguaglianza possibile.

Tale è lo scopo a cui deve tendere ogni legge umana.” (P. Verri)

Parini

 

 

Pascoli

Tutti i diritti sono riservati agli autori. È vietata

QUALSIASI RIPRODUZIONE a scopo di lucro.

Pavese

Petrarca

Pirandello

« Ognuno cerca sempre ciò che non ha

...  una bandiera... una fede... un ideale ... »

san Francesco

e opere francescane

Svevo

 

Quella legge osservare dobbiamo la quale l'usanza e il viver comune ci ha dato,

e noi medesimi ancora imposta ci siamo - Della Casa, Trattato degli uffici, 5.

Tasso

 

 

Verga

l’età dell’oro, se mai è possibile,  ha da cercarsi nell’avvenire

... senza re, senza potenti, senza plebe, senza preti, senza ricchi...

senza poveri ... senza politici, senza guerre ...

Arte infelice è il fabbricarsi i Dei. (Alessandro Guidi Pavia, 1650 –  1712)

Lodare il presente è segno d'adulazione (Aristotile, Ret. II)

 

 

 

Pur troppo, la borghesia dominante vuole, anche in arte, livellar tutto,  tutto ridurre all'imagine sua, all'utilitarismo puro, al giusto mezzo, alla finzione costituzionale,  alla corruzione sistematica,

alla onesta ipocrisia bottegaia, al dondolare, al barellare, all'equivoco, come oggi direbbesi, in permanenza.  - Giosuè Carducci - Bozzetti critici, p. 407

 

   

 

© 1996 - Biblioteca dei Classici Italiani

di  Giuseppe  Bonghi

dal 22 maggio 2008 -